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	<title>Sinistra Ecologia Libertà - il sito ufficiale - Nichi Vendola portavoce nazionale &#187; licenziamenti</title>
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	<description>Il sito ufficiale di Sinistra Ecologia Libertà  - www.sinistraecologialiberta.it - Nichi Vendola portavoce nazionale</description>
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		<title>Lettera di licenziamenti</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 21:02:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre le Cinque terre affondano e a meno di un mese dalla tragedia di Barletta, nella lettera mandata a Bruxelles dal governo commissariato, l’unica scelta messa a disposizione della crescita è la scure contro i diritti delle persone :possibilità di licenziare a piacere, trasferimenti forzati nel settore pubblico, la conferma (forse accelerata (?) non è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre le Cinque terre affondano   e a meno di un mese dalla tragedia di Barletta, nella lettera mandata a Bruxelles dal governo commissariato, l’unica scelta messa a disposizione della crescita è la scure contro i diritti delle persone :possibilità di licenziare a piacere, trasferimenti forzati nel settore pubblico, la conferma (forse accelerata (?) non  è chiaro) dell’allungamento dell’età pensionabile già decisa in estate. <span id="more-32808"></span></p>
<p>Come se tutto ciò oltre ad essere ingiusto avesse un qualche effetto positivo sui problemi veri di un sistema paese che declina per il suo vecchio modello di specializzazione; per la dimensione delle imprese; per il deserto della ricerca e della innovazione; per la crisi delle sue classi dirigenti, compresa quella familista imprenditoriale; per l’esclusione delle donne e dei giovani dalla vita pubblica e dal lavoro.</p>
<p>Di fronte a questo evidente paradosso risuonano perfino caricaturali due atteggiamenti che pure sono molto presenti nel dibattito politico e altrettanto assenti  nel senso comune del persone in carne e ossa: il richiamo alla necessità delle scelte impopolari e l’accusa di parte dell’opposizione al governo che la lettera a Bruxelles contiene impegni che non verranno mantenuti.</p>
<p>Perché intorno al via vai di lettere nelle quali incredibilmente è contenuto il destino futuro di un paese e a commento di quelle lettere, capita spesso  di sentire l’invito alla  politica di fare scelte impopolari,quasi stabilendo un nesso tra impopolarità e adeguatezza  delle proposte.</p>
<p>E capita di ascoltare critiche  sulla credibilità  degli impegni assunti, quasi a  riconoscere  la bontà della ricetta: meno diritti, meno contratti,meno sindacato, meno politiche pubbliche, meno libertà, meno etica, più  cemento,più rapina del territorio, più privatizzazioni, più precarietà. La stessa ricetta che ha prodotto la crisi, non solo in Italia.</p>
<p>In tutto ciò salta agli occhi la debolezza di tanta politica e la sua distanza dalla realtà, anche se ormai da mesi quella realtà ha occupato tutti gli spazi pubblici possibili per domandare  proposte serie, eque e moderne per cambiare l’Italia. Se a quella domanda, a quella riscossa civica,non dovesse corrispondere una svolta politica la rottura democratica sarebbe seria.</p>
<p>Di fronte a una crisi di sistema, perché di questo  si tratta, non c’è una formula &#8211; governo tecnico di solidarietà -che possa risolvere :a meno di considerare che la stessa sbagliata ricetta liberista se applicata da un personale politico più presentabile possa  divenire più efficace,appropriata ed equa.</p>
<p>Per questo servono le elezioni e servono le primarie per riaccorciare la distanza tra i partiti che si candidano a governare e la realtà materiale delle persone.</p>
<p>Titti Di Salvo</p>
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		<title>Melfi, appello dei gruppi consiliari</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 11:39:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I gruppi Consiliari Regionali firmatari dell’appello per il ritiro del provvedimento di sospensione cautelare adottato dalla direzione nei confronti di tre lavoratori, di cui due delegati sindacali, e per  la ripresa delle normali relazioni sindacali alla SATA Di Melfi, nell’esprimere solidarietà ai lavoratori che nella giornata di ieri, a seguito dei licenziamenti adottati dall’azienda, hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I gruppi Consiliari Regionali</strong> firmatari dell’appello per il ritiro del provvedimento di sospensione cautelare adottato dalla direzione nei confronti di tre lavoratori, di cui due delegati sindacali, e per  la ripresa delle normali relazioni sindacali alla SATA Di Melfi,</p>
<ul>
<li>nell’esprimere solidarietà ai lavoratori che nella giornata di ieri, a seguito dei licenziamenti adottati dall’azienda, hanno assunto la decisione di salire sulle mura della Porta Venosina di Melfi, fatto che determina un ulteriore innalzamento della tensione in considerazione che la forma di protesta potrebbe avere ripercussioni sulla condizione fisica dei lavoratori licenziati,</li>
<li>tenuto conto anche della disponibilità delle OOSS nazionali manifestata nell’incontro di ieri a Roma a ricondurre nelle normali relazioni sindacali quanto sta accadendo a Melfi e a Mirafiori;</li>
<li>visto l’ordine del giorno del Consiglio Provinciale di Potenza e facendo proprio, altresì, l’appello dei Sindaci del Vulture Alto Bradano, condiviso anche da tanti altri sindaci, compreso quello della città capoluogo</li>
<li>alla FIAT il ritiro dei licenziamenti,  riconducendo la vicenda nell’ambito della naturale dialettica dei rapporti di lavoro;</li>
<li>al Presidente della Giunta Regionale, di intervenire ulteriormente presso la dirigenza dell’Azienda Torinese affinché si produca un atto distensivo verso i lavoratori, le loro rappresentanze e la stessa comunità lucana, con il ritiro dei licenziamenti adottati e la ripresa delle corrette relazioni sindacali.<span id="more-11238"></span></li>
</ul>
<p><strong>CHIEDONO</strong></p>
<ul>
<li>alla FIAT il ritiro dei licenziamenti,  riconducendo la vicenda nell’ambito della naturale dialettica dei rapporti di lavoro;</li>
<li>al Presidente della Giunta Regionale, di intervenire ulteriormente presso la dirigenza dell’Azienda Torinese affinché si produca un atto distensivo verso i lavoratori, le loro rappresentanze e la stessa comunità lucana, con il ritiro dei licenziamenti adottati e la ripresa delle corrette relazioni sindacali.</li>
</ul>
<p>Giannino ROMANIELLO                Sinistra Ecologia Libertà</p>
<p>Giuseppe DALESSANDRO             per il Partito Democratico</p>
<p>Luca BRAIA                                     per il Partito Democratico</p>
<p>Enrico MAZZEO CICCHETTI        per  Italia dei Valori</p>
<p>Rocco VITA                                      Partito Socialista Italiano</p>
<p>Luigi SCAGLIONE                          Popolari Uniti</p>
<p>Alessandro SINGETTA                    Alleanza per l’Italia</p>
<p>Alfonso NAVAZIO                          Io amo la Lucania</p>
<p>Roberto FALOTICO                         Per la Basilicata</p>
<p>Gianni ROSA                                    per il Il Popolo delle Libertà</p>
<p>Francesco MOLLICA                       MPA</p>
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		<title>Chi fa la festa allo statuto dei lavoratori?</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 12:32:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quest’anno ricorrono il centenario della Confindustria e il quarantennale dello Statuto dei diritti dei lavoratori. Dati i rapporti di forza attualmente esistenti, è lecito temere che il padronato cercherà di fare la festa allo Statuto dei diritti dei lavoratori. Le avvisaglie ci sono tutte, non solo nei comportamenti confindustriali, ma anche negli atti e nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quest’anno ricorrono il centenario della Confindustria e il quarantennale dello Statuto dei diritti dei lavoratori. Dati i rapporti di forza attualmente esistenti, è lecito temere  che il padronato cercherà di fare la festa <em>allo </em>Statuto dei diritti dei lavoratori. Le avvisaglie ci sono tutte, non solo nei comportamenti confindustriali, ma anche negli atti e nei propositi del governo.</p>
<p><span id="more-7811"></span>Quest’ultimo aveva tentato di ritornare all’assalto dell’articolo 18, procedendo con passi felpati e a fari spenti. Per fortuna qualcuno alla fine se ne è accorto, malgrado la disattenzione durata quasi due anni. La materia del licenziamento è stata espunta dal nuovo testo uscito dalla commissione lavoro della Camera, ma questo resta del tutto insufficiente per rispondere positivamente ai rilievi mossi nel puntuale e puntuto messaggio con il quale il Presidente della Repubblica aveva rinviato il testo al legislatore.</p>
<p>La rinuncia forzata al giudice non diventa meno incostituzionale se si esclude il licenziamento, poiché  la  Costituzione stabilisce  che “tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi” e questi possono riguardare qualunque tipo di controversia sorta nel rapporto di lavoro. Né lo spostamento di tale rinuncia dal momento della stipulazione del contratto di lavoro al superamento del periodo di prova è sufficiente per porre il lavoratore al riparo da ogni ricatto, permanendo la sua condizione di maggiore debolezza rispetto alla controparte.</p>
<p>Il ministro Sacconi ha già annunciato un “nuovo statuto dei lavori” che sostituirà la legge 300. Non basterà scavare trincee. Bisogna dotarsi di una proposta contraria ma altrettanto ambiziosa. La presentazione da parte di esponenti del Partito democratico di una proposta di legge sul contratto unico di ingresso (raccogliendo un’idea di Tito Boeri) non mi pare però sufficiente.</p>
<p>Da un lato, essa testimonia della fine di un’illusione sull’uso della flessibilità, ampiamente coltivata nella sinistra mentre a milioni crescevano i precari, e quindi riapre positivamente la discussione, anche sul salario minimo. Dall’altro lato va rilevato che la sospensione della tutela reale contro i licenziamenti (cioè il diritto alla reintegra) per tre anni appare un periodo troppo e inutilmente lungo; la mancata soppressione delle esistenti figure di lavoro precarie un controsenso; la determinazione di una soglia stipendiale per decidere chi ha un rapporto di lavoro a progetto e chi no, un assurdo.</p>
<p>Perché allora non tornare alla proposta che venne elaborata dalla Cgil,  che con più coerenza e rigore si proponeva la ricomposizione del mondo del lavoro, smascherando il finto lavoro autonomo in base alla natura del rapporto di lavoro e non alla misura della sua retribuzione?</p>
<p>Alfonso Gianni</p>
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		<title>Vendola: &#8220;Vergognoso attacco ai lavoratori&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 16:21:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Il tentativo delle destre di cancellare anni di lotte per i diritti dei lavoratori è quanto di più vergognoso si possa compiere”. Lo afferma il portavoce nazionale di Sinistra Ecologia Libertà, Nichi Vendola. Il Governo Berlusconi continua a mortificare il nostro impianto normativo e la nostra stessa Costituzione in maniera subdola, strisciante, senza assumersi la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il tentativo delle destre di cancellare anni di lotte per i diritti dei lavoratori è quanto di più vergognoso si possa compiere”. Lo afferma il portavoce nazionale di Sinistra Ecologia Libertà, Nichi Vendola.<span id="more-5250"></span></p>
<p>Il Governo Berlusconi continua a mortificare il nostro impianto normativo e la nostra stessa Costituzione in maniera subdola, strisciante, senza assumersi la responsabilità di spiegare il disegno diabolico che ha in mente di perseguire.</p>
<p>“Sappiamo bene che il PdL è abituato ai sotterfugi, a tramare di nascosto”, continua Nichi Vendola, “ma non dire apertamente ai lavoratori e alle lavoratrici che vogliono ridurre l’articolo 18 a una norma senza alcun valore, sottraendo al giudice la competenza a risolvere le controversie di lavoro e affidandole a un arbitro qualunque che potrà decidere ‘secondo equità’ e non secondo la legge italiana, significa voler sopprimere del tutto un sistema di tutele già gravemente compromesso da anni di politiche contro il lavoro”.</p>
<p>“È una vergogna”, ha concluso il candidato del centrosinistra alla regione Puglia, “a questo punto diventa fondamentale che tutte le forze democratiche e di opposizione si impegnino affinché i diritti dei lavoratori italiani non facciano un salto indietro di mezzo secolo, un impegno quanto mai necessario a partire dal sostegno allo sciopero generale convocato dalla Cgil per il 12 marzo”.</p>
<p>Uff. Stampa Sinistra Ecologia Libertà</p>
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		<title>Appello: &#8220;Fermiamo la controriforma del diritto del lavoro&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 10:32:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il disegno di legge n. 1167-B, in corso di esame al Senato della Repubblica, tende a realizzare, attraverso alcune sue disposizioni (artt.30-32), una vera e propria controriforma del diritto del lavoro, altrettanto grave ed incisiva di quella portata a termine con la legge n. 30/2003 ed il d. lgs. n. 276/2003. Nonostante la rubrica del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il disegno di legge n. 1167-B, in corso di esame al Senato della Repubblica, tende a realizzare, attraverso alcune sue disposizioni (artt.30-32), una vera e propria controriforma del diritto del lavoro, altrettanto grave ed incisiva di quella portata a termine con la legge n. 30/2003 ed il d. lgs. n. 276/2003.<span id="more-5228"></span></p>
<p>Nonostante la rubrica del disegno di legge faccia riferimento alle “controversie di lavoro”, il testo introduce delle modifiche che, in verità, vanno al di là della disciplina meramente processuale, mirando a destrutturare la stessa effettività dei diritti dei lavoratori. In buona sostanza il Governo, pur omettendo di intervenire direttamente sull&#8217;articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e di procedere ulteriormente nel percorso di precarizzazione dei rapporti contrattuali, mira tuttavia a svuotare dall’interno l’impianto normativo di tutela dei lavoratori: il risultato, in linea con i precetti cardine del “Libro bianco”, è quello di lasciare il lavoratore ancora più solo nella “libera” dinamica dei rapporti di forza con il datore di lavoro, cui viene attribuita la facoltà di  deroghe peggiorative rispetto a leggi e contratti collettivi.</p>
<p>Da questo punto di vista, la norma “manifesto”, il cui contenuto può essere considerato a ragion veduta assolutamente “eversivo” rispetto all’intero ordinamento giuslavoristico, è il comma 9 dell’art. 31, laddove prevede la devoluzione all’arbitrato delle controversie insorte in  relazione ai contratti di lavoro certificati dalle apposite commissioni, così sottraendo, in una molteplicità di casi, la tutela dei diritti dei lavoratori alla giurisdizione ordinaria, nel cui ambito la specializzazione del giudice del lavoro era stata da sempre considerata un valore primario. Per di più questa disposizione, per un verso, consente che gli arbitri decidano secondo equità (ossia senza il doveroso rispetto di leggi e contratti collettivi) e, per altro verso, stabilisce che la clausola compromissoria possa essere inserita anche all’atto della stipulazione del contratto individuale di lavoro (sia pur certificato), vale a dire nel momento in cui è evidentemente più debole la posizione del lavoratore che aspiri all’occupazione.</p>
<p>D’altra parte il giudice, anche qualora dovesse continuare residualmente a svolgere la propria funzione, vedrebbe depotenziati i propri poteri in quanto limitati al solo “accertamento del presupposto di legittimità” dei provvedimenti datoriali, escludendo quindi in radice ogni indagine sulla ragionevolezza degli stessi. Inoltre, in una materia particolarmente delicata come quella dei licenziamenti, il giudice potrà sentirsi condizionato nella sua autonomia, dovendo egli tener conto delle nozioni di giusta causa e giustificato motivo espresse dalle parti in sede di certificazione; nozioni che, qualora fossero definite nel contratto di assunzione, finirebbero per capovolgere i fondamenti del diritto del lavoro, nato per tutelare il contraente debole nel rapporto di lavoro.</p>
<p>Il disegno di legge n. 1167-B contiene, inoltre, una discutibile ridefinizione dei termini per l’impugnazione dei licenziamenti, dei contratti di collaborazione e dei contratti a termine, rendendo assai difficile al lavoratore la tutela giurisdizionale dei propri diritti (art. 32).</p>
<p>Se a tutto ciò si aggiunge che nella legge finanziaria 2010 è stata prevista una vera e propria “gabella” per il caso in cui il lavoratore voglia far valere i propri diritti davanti alla Corte di Cassazione (un contributo che potrà raggiungere i 500 euro), appare ancor più urgente e necessaria una presa di posizione netta e precisa di fronte a questa serie di provvedimenti che minano alla radice l’ispirazione costituzionale del nostro diritto del lavoro.</p>
<p>hanno sinora aderito:</p>
<p>1) Prof. Umberto Romagnoli; 2) Prof. Luciano Gallino; 3) Prof. Massimo Paci; 4) Prof. Andrea Proto Pisani; 5) Pres. Sergio Mattone; 6) Prof. Tiziano Treu; 7) Prof. Piergiovanni Alleva; <img src='http://www.sinistraecologialiberta.it/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> Prof. Amos Andreoni; 9) Prof. Vittorio Angiolini; 10) Prof. Massimo Roccella; 11) Avv. Sergio Vacirca; 12) Avv. Sante Assennato; 13) Prof. Michele Miscione; 14) Prof. Luigi Mariucci; 15) Avv. Giuseppe Fontana; 16) Dott. Saverio Toffoli; 17) Dott.ssa Linda D’Ancona; 18) Dott. Fabrizio Amato; 19) Dott.ssa Carla Ponterio; 20) Avv. Alberto Piccinini; 21) Avv. Antonella Gavaudan; 22) Avv. Bruno Pezzarossi; 23) Prof. Lorenzo Gaeta; 24) Prof.ssa Fausta Guarriello; 25) Avv. Mario Berruti; 26) Centro studi Diritti e lavoro Firenze; 27) Avv. Gianfranco Magalini; 28) Prof.ssa Donata Gottardi; 29) Avv. Milena Garoia; 30) Avv. Alberto De Grandis; 31) Prof. Gianni Ferrara; 32) Prof. Antonio Di Stasi; 33) Avv. Nyranne Moshi; 34) Avv. Giorgio Albani; 35) Avv. Stefano Giampietro; 36) Avv. Ottorino Bressanini; 37) Prof. Gianni Loy; 38) Avv. Mario Fezzi; 39) Avv. Filippo Aiello; 40) Avv. Vincenzo Martino; 41) Avv. Dario Belluccio; 42) Avv. Vincenzo Russo; 43) Dott. Gualtiero Michelini; 44) Prof. Giovanni Orlandini; 45) Avv. Elena Poli; 46) Prof. Gianguido Balandi; 47) Avv. Paola Fontana; 48) Prof. Giuseppe Ferraro; 49) Avv. Marina Capponi; 50) Avv. Gloria Pieri; 51) Prof. Mario Giovanni Garofalo; 52) Prof.ssa Monica Mc Britton; 53) Prof. Andrea Lassandari; 54) Avv. Pierluigi Panici; 55) Avv. Sergio Boldrini; 56) Avv. Giovanna Fava; 57) Prof. Valerio Speziale; 58) Prof. Massimo Pallini; 59) Avv. Franco Berti; 60) Avv. Carlo Guglielmi; 61) Avv. Giovanni Sertori; 62) Avv. Giovanni Naccari; 63) Prof. Sergio Chiarloni; 64) Prof. Franco Focareta; 65) Avv. Nino Raffone; 66) Avv. Fausto Raffone; 67) Avv. Vincenzo Varcasia; 67) Avv. Tullio Buzzelli; 68) Avv. Maurizio Foffo; 69) Prof.ssa Stefania Scarponi; 70) Avv. Alvise Moro; 71) Avv. Paolo Lando; 72) Avv. Cristina Allegro; 73) Avv. Marco Ceresani; 74) Avv. Giovanni Finocchiaro; 75) Avv. Valeria Menegazzo; 76) Avv. Michela Piva; 77) Dott.ssa Irene Tramontan; 78) Prof. Luca Masera; 79) Avv. Laura D’Amico; 80) Avv. Massimo Di Celmo; 81) Prof. Bruno Veneziani; 82) Avv. Francesco Fabbri; 83) Prof.ssa Carmen La Macchia; 84) Avv. Giancarlo Moro; 85) Avv. Fabio Fonzo; 86) Avv. Paolo Boer; 87) Avv. Dino Bravin; 88) Avv. Giorgio Stani; 89) Avv. Paolo Teodoli; 90) Prof. Vincenzo Bavaro; 91) Avv. Nadia Gobessi; 92) Prof.ssa Franca Borgogelli; 93) Avv. Enzo Augusto; 94) Prof. Francesco Liso; 95) Avv. Raffaella Ballatori; 96) Dott. Antonio Manna; 97) Dott.ssa Rita Sanlorenzo; 98) Dott. Bruno Variale; 99) Dott.ssa Laura Curcio; 100) Dott. Roberto Riverso; 101) Dott. Roberto Santoro; 102) Dott.ssa Margherita Leone; 103) Dott.ssa Amelia Torrice; 104) Dott.ssa Anna Terzi; 105) Prof. Gianni Arrigo; 106) Prof. Enrico Pugliese; 107) Avv. Emanuele Ricci</p>
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