Venerdi l’immagine oscena degli applausi e abbracci in Parlamento a celebrare la sopravvivenza di un governo in stato vegetativo. La vita per la vita, nell’ossessionata riproduzione dell’adagio andreottiano che celebra la sovrana indifferenza dell’istituzione per tutto ciò che accade all’esterno delle proprie liturgie, dimentica dell’essere la sovranità altrove, e quindi implicitamente sovversiva, nella pervicace volontà di separare forma e sostanza della democrazia. Le risate di chi celebra nel trionfo di una fiducia sul nulla la propria conferma nel luogo di un potere impotente altro non sono che lo sberleffo in faccia al popolo sovrano. » continua