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	<title>Sinistra Ecologia Libertà - il sito ufficiale - Nichi Vendola portavoce nazionale &#187; reggio calabria</title>
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	<description>Il sito ufficiale di Sinistra Ecologia Libertà  - www.sinistraecologialiberta.it - Nichi Vendola portavoce nazionale</description>
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		<title>La ‘ndrangheta milanese</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 04:15:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione_sel</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finalmente sulla rotta Reggio Calabria-Milano non viaggiano soltanto i boss della ‘ndrangheta, i loro soldi, i loro faccendieri e prestanome economico-imprenditoriali, ma anche le inchieste e il lavoro coordinato dei magistrati guidati da Giuseppe Pignatone e Ilde Bocassini. Per troppo tempo non e’ stato così. L’inchiesta milanese, che prosegue il lavoro avviato oltre un anno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente <strong>sulla rotta Reggio Calabria-Milano non viaggiano soltanto i boss della ‘ndrangheta</strong>, i loro soldi,  i loro faccendieri e  prestanome economico-imprenditoriali, ma anche le inchieste e il lavoro coordinato dei magistrati guidati da Giuseppe Pignatone e Ilde Bocassini. Per  troppo tempo non e’ stato così. L’inchiesta milanese, che prosegue il lavoro avviato oltre un anno fa a Reggio Calabria, evidenzia ancora una volta questa svolta nell’azione di contrasto alla mafia calabrese. Ce n’era davvero bisogno per ricostruire fiducia nella volontà di combattere le mafie per sconfiggerle. E c’era  anche bisogno di uno stile sobrio e rigoroso da parte di due procure che hanno scelto come metodo la pratica dell’obiettivo rispetto a quello dell’annuncio eclatante e della  spettacolarizzazione mediatica dell’azione giudiziaria. <span id="more-34092"></span><br />
Penso che la credibilità dell’antimafia sia anche e sempre più legata al rigore dei comportamenti della  magistratura stessa. Fa molto più audience la frase ad effetto del figlio di Ciancimino rimbalzata su Facebook, trasformata senza riscontri in verbo dell’ antimafia cosiddetta radicale, che non  il lavoro a riflettori spenti che svela, solo un minuto dopo la messa in atto delle ordinanze, la rete di relazioni, collusioni e connivenze di cui la ‘ndrangheta si è sempre nutrita e si nutre. E questo e’  il secondo aspetto.</p>
<p>Da mesi la Procura di Reggio Calabria lavora per mettere a nudo un vero e proprio sistema di potere del quale la ‘ndrangheta non e’  la componente esclusiva, ma all’interno del quale esercita la propria egemonia. La vicenda del commercialista Zumbo, uomo ponte tra servizi segreti, ‘ndrangheta e massoneria, credo rappresenti un vero e proprio spartiacque. Per questo credo che i magistrati di Reggio vi abbiano  dato il valore di una svolta nell’azione di contrasto. Perchè in quella vicenda si incrociano gli interessi dei boss con quelli di settori non secondari del mondo economico-imprenditoriale, di professionisti e rappresentanti della bella società reggina, della politica e delle istituzioni. <strong>Un potere parallelo o forse</strong>, più semplicemente,  <strong>l’essenza della natura stessa del potere in una città come Reggio</strong> e in Calabria. Senza l’arresto di Zumbo, che ha interrotto il flusso di informazioni a casa del boss Pelle, non avremmo avuto la prima operazione di un anno fa su Milano e non sarebbe proseguito il lavoro investigativo fino agli arresti di ieri.</p>
<p>Questo e’ il punto. <strong>La cosiddetta “zona grigia”</strong>, fuori dalla convegnistica antimafia e dalla letteratura sociologica, <strong>e’ il territorio più difficile da aggredire</strong> dal punto di vista giudiziario e penale: più difficile trovare collaboratori, più complicato dimostrare le prove, più alto il muro delle omertà e più solida la rete dei depistaggi e il catalogo dei depistatori. Il merito dei magistrati reggini e’ quello di aver capito che questo e’ il nodo cruciale di un sistema che, a differenza di Cosa nostra, ha consentito alla ‘ndrangheta di farsi Stato senza contrapporsi ad esso. Per questo il coinvolgimento di uomini delle forze di polizia, capitani dei carabinieri, agenti dei servizi segreti, graduati della finanza fa impressione ma non ci può stupire. Come il coinvolgimento e gli arresti di magistrati dentro questo sistema di relazioni e connivenze. E’ irritante, quando cio’ avviene, sentire parlare di veleni nel Palazzo di giustizia. E’ un modo per depistare dalla ricerca della verità. Delle due l’una: o la smettiamo di parlare di zona grigia oppure chiediamo e incoraggiamo l’azione per svelarne la materialità, gli interessi, le pratiche e, ovviamente, i nomi e i cognomi, anche quelli più difficili da accettare. Ovviamente saranno i processi a consegnarci le verità giudiziarie e, per quanto mi riguarda, neanche in nome della più radicale lotta alla mafia sono disponibile a rinunciare al diritto alla presunzione di innocenza  e ai principi e valori del garantismo come sanciti dalla nostra costituzione. Ma in mezzo non si può stare.</p>
<p>Infine, a <strong>Reggio come a Milano e Roma, il nodo chiave è quello della  politica</strong>. Non ci servono coloro, soprattutto se magistrati inquirenti, che ogni sera in un salotto televisivo urlano contro la politica sporca e collusa magari senza mai citare le inchieste che hanno condotto in prima persona. Abbiamo bisogno di fatti e di azioni giudiziarie che producano processi. Da cittadini,  pasolinianamente, possiamo dire “noi sappiamo…”; un magistrato invece deve avere le prove per le proprie accuse e, dopo il dibattimento, ottenere le sentenze. Anche in questo non siamo a zero. Da Milano è partito l’arresto per il consigliere del Pdl Morello e tempo fa, da Reggio, per Zappalà e altri quattro candidati nella lista del presidente Scopelliti. In mezzo c’è stato l’arresto del sindaco di Siderno, del sindaco e di mezza giunta di Marina di Gioiosa e lo scioglimento del comune per mafia, l’arresto e la condanna del sindaco di Seminara, l’arresto del sindaco di San Procopio e lo scioglimento del comune per mafia, la condanna per concorso esterno dell’esponente Udc Pasquale Inzitari, la condanna in primo grado dell’ex consigliere regionale Domenico Crea, la richiesta di rinvio a giudizio per l’ex consigliere comunale del Pdl reggino Manlio Flesca, il rinvio a giudizio dell’ex assessore regionale Michele Raso, gli arresti per corruzione di mezzo ufficio tecnico dell’Assessorato Urbanistica di Reggio Calabria. E, inoltre, l’indagine aperta sul presidente Scopelliti per la vicenda Fallara e gli arresti per la società Multiservizi sempre del comune di Reggio Calabria. A questi vanno aggiunti una serie di provvedimenti giudiziari che riguardano professionisti, medici, notai, avvocati.</p>
<p>Il cuore, quasi mai toccato con questa sistematicità, di una borghesia mafiosa che ha sempre rappresentato l’altra faccia della mafia militare. Se agli uffici del gip, le richieste di provvedimenti per 416 bis sono superiori a quelle per narcotraffico, significa che finalmente <strong>la ‘ndrangheta comincia ad essere collocata e contrastata nella sua reale dimensione</strong>. Come dimostrano anche i numeri, mai riscontrati prima, di aggressione patrimoniale, i sequestri e le confische. E questo nella difficile condizione di uffici gravati ancora da zone d’ombra da diradare. Possiamo essere soddisfatti? No. È necessario fare di più e si può fare di più. Servono più mezzi e risorse, oltre che l’unificazione di tutte le energie impegnate sul campo. Ma questa è la strada da battere e il riconoscimento che va dato a chi ha impresso questo cambio di passo nel contrasto giudiziario e penale. <strong>Il grande vuoto</strong> riguarda tutto il resto: <strong>i silenzio dei partiti</strong>, o quello che ne rimane in Calabria, <strong>la scarsa reazione della società civile</strong>, il mutismo degli intellettuali. Ma questo è un altro capitolo sul quale ritorneremo.</p>
<p>Francesco Forgione</p>
<p>Il Quotidiano della Calabria</p>
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		<title>Reggio C.: appello del coord. prov.le</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Mar 2011 14:59:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche Reggio Calabria è Italia, e deve poter scegliere liberamente i propri candidati all’ istituzioni. Questo sarebbe stato auspicabile per tutti,diventa,una coerente e voluta necessità per chiunque abbia rispetto per l intelligenza,l autonomia e la responsabilità dei cittadini e per respingere il modello plebiscitario di Berlusconi e le politiche delle Lega Nord,che si nutrono di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche  Reggio Calabria è Italia, e deve poter scegliere liberamente i propri candidati all’ istituzioni. Questo sarebbe stato auspicabile per tutti,diventa,una coerente e voluta necessità per chiunque abbia rispetto per l intelligenza,l autonomia e la responsabilità dei cittadini e per respingere il modello plebiscitario di Berlusconi e le politiche delle Lega Nord,che si nutrono di egoismo e di pregiudizi in accettabili contro il sud. <span id="more-20870"></span></p>
<p>Per questo rompendo ogni indugio e assumendocene tutte le responsabilità,noi del coordinamento provinciale di Sinistra Ecologia Libertà ,chiamiamo tutte le forze politiche,i movimenti e le associazione, favorevoli alle primarie per partecipare alla riunione che si terrà lunedì  7 Marzo ,alle ore 17 presso la VI circoscrizione Sbarre sita in Via Graziella. Per decidere operativamente date e regole per effettuare le primarie per la scelta del candidato al sindaco . Più specificamente sarà sottoposto ai partecipati alla riunione per  l’ approvazione ,il seguente ordine del giorno:</p>
<p>1 )Approvazione  regolamento  per lo svolgimento delle primarie già predisposto a Gennaio</p>
<p>2)Adozione del codice etico che ogni candidato alla primarie e nelle liste per le prossime elezioni dovrà sottoscrivere</p>
<p>3 )presentazione delle candidature entro 12 Marzo</p>
<p>4)Primarie entro  e non oltre il 27 Marzo</p>
<p>5)Solenne impegno preventivo dei candidati,dei partiti,dei movimenti,e delle associazioni partecipanti ad accettare il risultato delle primarie</p>
<p>Il coordinatore provinciale di SEL</p>
<p>Giovanni Nucera</p>
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		<title>Primarie per Reggio Calabria</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 17:21:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il coordinamento provinciale di SEL riunitosi Sabato 29 gennaio ha analizzato la situazione della città e della Provincia di Reggio Calabria al fine di proporre un percorso che consenta a tutto il centrosinistra di fare uno scatto in avanti nella risoluzione della questione delle candidature. Nel corso della riunione la relazione del segretario approvata all’unanimità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il coordinamento provinciale di SEL riunitosi Sabato 29 gennaio ha analizzato la situazione della città e della Provincia di Reggio Calabria al fine di proporre un percorso  che consenta a tutto il centrosinistra di fare uno scatto in avanti nella risoluzione della questione delle candidature.</p>
<p><span id="more-19045"></span>Nel corso della riunione la relazione del segretario approvata all’unanimità e i numerosi interventi hanno sottolineato la gravità della situazione politica.che  impone di dare una decisa accellerata all’iter che deve condurre alla scelta dei candidati alle elezioni amministrative.</p>
<p>In particolare per il Comune di Reggio Calabria , non è più possibile tergiversare oltre con attese e riflessioni varie che rischiano di ridurre il centrosinistra in mille rivoli.</p>
<p>La situazione della città è tragica Il potere perverso del centrodestra di Scopelliti  ha spinto    Reggio Calabria, sul baratro . I suoi dirigenti “spariscono”,  gli assessori comunali da lui nominati sono inquisiti,  il bilancio appare sempre più virtuale e inesistente,  i quartieri periferici sono stati completamente dimenticati alla faccia della città policentrica. Non solo non c’è lavoro ma chi lo ha non viene pagato. I dipendenti delle società miste sono continuamente in stato di agitazione e vivono uno stato di perenne incertezza, come la maggior parte dei dipendenti comunali, mentre  le scuole sono in una situazione penosa. Anche visivamente si ha il senso di un continuo degrado,  le strade sono  dissestate , il verde non curato.</p>
<p>Di fronte a questo sfascio locale, gli amici di Scopelliti nel  Governo nazionale  danno 25 milioni di euro  in meno al Comune e 15 alla Provincia e chiudono l’esperienza delle Circoscrizioni comunali.</p>
<p>Queste scelte che logorano le amministrazioni locali a tutto vantaggio di quanto decide la Lega, incrementano la disastrosa situazione dei trasporti in Calabria, aumentano il disastro della statale 106 jonica,portano alla  soppressione di treni e alla perdita di posti di lavoro nella sanità e nella scuola.</p>
<p>Di fronte al disastro di una intera regione la Giunta Scopelliti appare solo impegnata a “sistemare” gli amici negli enti regionali e a fare sterile e ridicola pubblicità turistica.</p>
<p>In attesa che passi la nottata anche il PD pensa forse di seguire una linea di attesa?</p>
<p>Il centrosinistra deve rispondere cambiando metodi e percorsi.</p>
<p>Si devono fare le primarie e scegliere candidati condivisi.</p>
<p>Basta con i giochini al rinvio.</p>
<p>Dando uno sguardo all’Amministrazione Provinciale la situazione sembra anche molto particolare. Sicuramente bisogna riconoscere l’importante lavoro svolto, ma ci deve essere una maggiore trasparenza a chiarezza, specie rispetto alla posizione di qualcuno che è stato in maggioranza ma spesso appare rivolto verso altri lidi, amministratori che in un recente passato sono stati attirati dalle sirene del centrodestra e non hanno ancora le idee chiare su dove schierarsi alle prossime elezioni amministrative.</p>
<p>SEL non è perché il centrosinistra continui a percorrere strade poco chiare, per questo avverte che è necessario da subito ripartire con un percorso di scelte condivise e unitarie con questa maggioranza che potrà anche essere allargata ma della quale deve essere chiaro il punto di partenza : chi ci sta dentro oggi e in modo che non lasci adito a compromessi.</p>
<p>SEL rinnova il proprio no al malcostume della politica, dice basta al giochino al rinvio.</p>
<p>Ci sono le condizioni per invertire la rotta e dire no alle mistificazione e ai falsi politici delle amministrazioni di destra.</p>
<p>La politica richiede oggi il coraggio di nuove forme di discussione e di scelte non legate alle solite logiche dei vecchi e logori rapporti, richiede nuovi percorsi.</p>
<p>SEL indica coraggiose scelte programmatiche verso la competizione elettorale amministrativa che devono rispondere agli interessi reali dei cittadini, dei giovani delle donne dei pensionati, e non di piccoli gruppi politici, che scelgono i candidati nelle allegre serate dove si spartiscono gli affari.</p>
<p>In particolare per il Comune di Reggio Calabria , se fino ad oggi abbiamo atteso per senso di responsabilità oggi quello stesso senso ci induce a chiedere a tutti i partiti le associazioni i movimenti  che si riconoscono nei principi e nei valori del centrosinistra  a d andare verso le primarie.</p>
<p>In questa direzione il coordinamento provinciale ha dato mandato al coordinatore provinciale di invitare i soggetti politici  sopraindicati ad una riunione da tenersi entro metà  settimana  con all’ordine del giorno i seguenti punti:</p>
<p>- Esame ed approvazione del regolamento per le primarie</p>
<p>-Fissazione della data per la celebrazione delle primarie</p>
<p>-Nomina del Comitato per la gestione delle primarie.</p>
<p>Il coordinatore Provinciale</p>
<p>Giovanni Nucera</p>
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		<title>Né schiavi né clandestini</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 11:37:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una grande iniziativa contro le mafie e lo sfruttamento ha prodotto sabato scorso una mobilitazione molto significativa a Reggio Calabria. Sel si è fatta promotrice di un grande confronto tra diverse esperienze in vista del no mafia day che in aprile coinvolgerà la capitale calabrese. Sono intervenuti magistrati, intellettuali, amministratori e varie esperienze del mondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una grande iniziativa contro le mafie e lo sfruttamento ha prodotto sabato scorso una mobilitazione molto significativa a Reggio Calabria. Sel si è fatta promotrice di un grande confronto tra diverse esperienze in vista del no mafia day che in aprile coinvolgerà la capitale calabrese. <span id="more-3924"></span></p>
<p>Sono intervenuti magistrati, intellettuali, amministratori e varie esperienze del mondo del sindacato e dell´ associazionismo. Al centro Rosarno e la perdita d´innocenza del Mezzogiorno dopo i fatti gravissimi del &#8220;pogrom&#8221; &#8211; secondo una definizione di <strong>Gennaro Migliore </strong>che ha introdotto i lavori &#8211; ai danni degli immigrati che si erano ribellati alle condizioni indicibili di vita in cui il caporalato e la `ndrangheta li avevano costretti.</p>
<p>Migliore ha legato la vicenda dei migranti alla progressiva svalorizzazione del lavoro &#8211; &#8220;merce povera&#8221; e alla crescente ondata di xenofobia e razzismo che ha caratterizzato le politiche della Lega e del governo Berlusconi.  Molto emozionante è stata la testimonianza di <strong>Peppino Lavorato</strong> ex sindaco di Rosarno negli anni novanta che ha ricordato quanto la tradizione di accoglienza e di rispetto della località calabrese in pochi anni sia stata bruciata dalla scelta della mafia di cacciare chi ha deciso di alzare la testa e ribellarsi. La sinistra ha perso l´anima &#8211; ha ricordato Lavorato &#8211; rinunciando ad esercitare egemonia su questi temi, dimenticando che il suo primo compito è sviluppare la fratellanza universale ed allargare la sfera dei diritti.<strong> </strong></p>
<p><strong>Enzo Macrì</strong>, procuratore della Direzione Antimafia, ha snocciolato cifre interessanti sul peso enorme e transnazionale della `ndrangheta senza rinunciare a smontare le scelte politiche operate in questi ultimi anni da parte dei vari governi che si sono succeduti. E´ evidente che dentro questo passaggio stretto ci sono anche le condizioni difficili che sta vivendo la magistratura, i tagli alle spese per la giustizia, l´attacco continuo a cui è sottoposta da parte della politica e delle mafie.  &#8220;Questo governo ottiene conquiste nella cattura dei latitanti?&#8221; ha chiesto ancora ironicamente il magistrato,  che ha spiegato le difficoltà nella lotta alle &#8216;ndrine: &#8220;A me sembra che i latitanti catturati siano rami secchi che vengono potati per far ricrescere più sana la pianta mafiosa; le 3 organizzazioni fatturano solo con la droga 145 miliardi di euro annui, che stanno tutti investendo per, non dico infiltrare, ma impadronirsi del tessuto imprenditoriale lombardo, in vista di Expo2015. Ecco perchè a Nord si dovrebbero interessare delle mafie; invece noto come l&#8217; emergenza di ordine pubblico sentita dai settentrionali sia l&#8217;immigrazione clandestina&#8221;.</p>
<p>Lungo questo paradosso si è sviluppata tutta la discussione, con gli interventi di <strong>Piero Soldini</strong> della Cgil- che ha proposto la piena applicazione dell&#8217;art.18 della legge Turco Napolitano e della direttiva &#8220;Fava&#8221; della comunità europea che consente agli immigrati sfruttati di rivalersi penalmente e amministrativamente contro i datori di lavoro -, <strong>Eva Catizone</strong>, <strong>Gianni Speranza</strong> &#8211; che ha ricordato la sua esperienza in trincea da sindaco di Lamezia Terme negli ultimi cinque anni &#8211; , <strong>Alberto Spampinato</strong> di Ossigeno, <strong>Celeste Costantino</strong>.</p>
<p>Ha chiuso <strong>Claudio Fava</strong> che ha rilanciato le parole d&#8217;ordine dell&#8217;iniziativa: &#8220;Sinistra e libertà nasce per costruire un&#8217;altra politica, anche qui in Calabria, mentre altri partiti si sono rassegnati a difendere l&#8217;esistente, magari garantendo candidature e ricandidature&#8221;.Il coordinatore della segreteria di Sel ha rilanciato anche la proposta del no mafia day, che può essere insieme alla manifestazione di Libera a Milano un modo di riaccendere i riflettori sulla realtà calabrese,a partire dalla clamorosa sequenza di fatti avvenuti nelle ultime settimane: bomba al tribunale, Rosarno e la autovettura piena di armi e di esplosivi ritrovata sul percorso del corteo presidenziale.</p>
<p>Arturo Scotto</p>
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