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	<title>Sinistra Ecologia Libertà - il sito ufficiale - Nichi Vendola portavoce nazionale &#187; sardegna</title>
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	<description>Il sito ufficiale di Sinistra Ecologia Libertà  - www.sinistraecologialiberta.it - Nichi Vendola portavoce nazionale</description>
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		<title>La serra fotovoltaica</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 13:40:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione_sel</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Villasor, in provincia di Cagliari, creati 90 posti di lavoro Investiti 70 milioni da multinazionali indiane e americane: 26 ettari coperti su 134 di serre produrranno 20 MW elettrici MILANO &#8211; Unire l&#8217;agricoltura alla produzione di energia elettrica, creando anche 90 posti di lavoro in una regione, la Sardegna, da anni alle prese con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Villasor, in provincia di Cagliari, creati 90 posti di lavoro</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Investiti 70 milioni da multinazionali indiane e americane: 26 ettari coperti su 134 di serre produrranno 20 MW elettrici</em></p>
<p><strong>MILANO</strong> &#8211; Unire l&#8217;agricoltura alla produzione di energia elettrica, creando anche 90 posti di lavoro in una regione, la Sardegna, da anni alle prese con la crisi del mondo industriale. A Su Scioffu, nel Comune di Villasor in provincia di Cagliari &#8211; dove è stato chiuso lo zuccherificio Eridania Sadam che contava circa 80 lavoratori &#8211; il 30 novembre è stata inaugurata una megaserra fotovoltaica: 26  ettari in grado di incrementare le rese delle coltivazioni agricole e di produrre 20 megawatt di energia elettrica, che equivalgono ai consumi elettrici annuali di 10 mila abitazioni e a una mancata emissione di 25 mila tonnellate all&#8217;anno di anidride carbonica nell&#8217;atmosfera. La serra fotovoltaica, già allacciata alla rete, è stata realizzata grazie all&#8217;investimento di circa 70 milioni di euro da parte di due multinazionali: l’indiana Moser Baer Clean Energy Limited (Mbcel) e l&#8217;americana General Electric.</p>
<p><span id="more-34087"></span></p>
<p><strong>INVESTIMENTO</strong> &#8211; «Su Scioffu è la dimostrazione pratica della multifunzionalità del fototovoltaico», ha spiegato il dirigente di Mbcel, Lalit Kumar Jain. Per l&#8217;amministratore delegato e responsabile per l’Europa di General Electric Energy Financial Services, Andrew Marsden: «Su Scioffu documenta il nostro impegno a investire in Europa nonostante le sfide economiche che interessano quest’area». «È in programma un’estensione della serra che determinerà una potenza complessiva di 40 MW», ha aggiunto Marcello Spano, responsabile Sviluppo Sud Europa di MBbcel.</p>
<p><strong>NUMERI</strong> &#8211; Tra i primati stabiliti da Su Scioffu, anche quelli – record – di realizzazione: in quattro mesi il sito è stato costruito e allacciato, completo di 134 serre e 84.400 pannelli al silicio policristallino. È iniziata l’attività agricola di Twelve Energy Società Agricola (titolare del parco serricolo), che ha stipulato accordi con alcune cooperative agricole sarde, cui è stata affidata la coltivazione di varie colture orticole (tra cui melone, anguria, zucchina romanesca da gennaio, ma anche rose e finocchio). Inoltre 115 persone del luogo hanno collaborato alla realizzazione del parco i cui terreni (61 ettari) sono stati acquistati a 1,8 milioni di euro, quasi il triplo del valore indicato dall’Agenzia del territorio della Regione Sardegna.</p>
<p>Redazione online</p>
<p>Corriere della Sera.it</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><em><br />
</em></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il referendum sardo contro il nucleare</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 14:30:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 15-16 di maggio &#8211; oltre alle elezioni amministrative &#8211; in Sardegna si svolgerà anche una consultazione referendaria tutta locale contro il nucleare. Si tratta di un referendum consultivo, previsto dallo Statuto d&#8217;Autonomia dell&#8217;Isola, il cui quesito recita &#8221;Sei contrario all&#8217;installazione in Sardegna di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 15-16 di maggio &#8211; oltre alle elezioni amministrative &#8211; in Sardegna si svolgerà anche una consultazione referendaria tutta locale contro il nucleare. Si tratta di un referendum consultivo, previsto dallo Statuto d&#8217;Autonomia dell&#8217;Isola<span id="more-25463"></span>, il cui quesito recita &#8221;Sei contrario all&#8217;installazione in Sardegna di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive da esse residuate o preesistenti?&#8221;.</p>
<p>Con ogni evidenza si tratta di un referendum regionale &#8211; con un quorum di 1/3 dell&#8217;elettorato (poco meno di 600 mila persone) &#8211; che non ha carattere vincolante per lo Stato nazionale, che ha potestà esclusiva in materia di politica energetica.</p>
<p>Tuttavia &#8211; visto anche che la Corte Costituzionale (sentenza n.33 del 2011) ha riconosciuto che sul tema del nucleare il governo nazionale non può esimersi dall&#8217;acquisire il parere delle Regioni coinvolte nel piano di localizzazione dei siti nucleari &#8211; esso assume una valenza di carattere più generale e rappresenta un test di straordinario significato per verificare l&#8217;opinione di una parte di italiani in vista della tornata referendaria nazionale del 12 giugno prossimo e più in generale circa l&#8217;ipotesi di ritorno al nucleare.</p>
<p>La tragedia di Fukushima è davanti agli occhi di tutti. Le forti emozioni suscitate dall&#8217;immane tragedia che ha colpito il Giappone hanno riportato alla mente Chernobyl, lo spettro della nube radioattiva, la morte e la malattia disseminata per decenni a centinaia di kilometri dall&#8217;epicentro dell&#8217;esplosione.</p>
<p>Di nuovo in Giappone. Quasi un segnale dell&#8217;ira degli dei. A ricordare che non c&#8217;è nucleare buono. Non quello civile. Meno ancora &#8211; certamente &#8211; quello militare.</p>
<p>In tutto il pianeta si è generata una reazione di paura che ha indotto molti governi ad intraprendere piani di dismissione delle centrali nucleari. In Italia pare aver provocato unicamente l&#8217;effetto di un rinvio del programma nucleare del governo Berlusconi, con la chiara intenzione di far saltare anche il referendum nazionale convocato per il 12 giugno.</p>
<p>Ed anche qui pare proprio che gli affari del premier &#8221;valgano ben una messa&#8221;.</p>
<p>Il referendum sardo diventa allora un appuntamento strategico, che tutte le forze politiche e sociali sane dell&#8217;Isola stanno sostenendo. Lo è sia che il referendum nazionale si svolga a giugno che &#8211; a maggior ragione &#8211; se dovesse essere rinviato di un anno.</p>
<p>La Sardegna &#8211; addirittura anche secondo Margherita Hack (ci piange il cuore ma è così) &#8211; sarebbe a detta di tutti la &#8221;terra ideale&#8221; sia per l&#8217;ubicazione di centrali atomiche che per il sito nazionale di stoccaggio delle scorie ereditate dal passato.</p>
<p>Lo sarebbe per due motivi principali. In primo luogo l&#8217;assenza di rischio sismico, dato che l&#8217;Isola è una delle Regioni geologicamente più assestate del Bel Paese.</p>
<p>In secondo luogo per la sua particolare conformazione abitativa &#8221;a ciambella&#8221;: ovvero un Isola di 35 mila kmq con un centro in via di progressivo spopolamento (caratterizzato da piccoli e piccolissimi paesi di 1000/3000 abitanti) e una fascia costiera e semi-costiera (particolarmente Olbia, Sassari e la cintura metropolitana di Cagliari) nella quale si &#8221;accalca&#8221; circa la metà della popolazione sarda.</p>
<p>Ovviamente il freddo ragionamento sull&#8217;ottimalità non tiene conto di alcune variabili &#8221;indipendenti&#8221;. Ad esempio del fatto che l&#8217;Isola &#8211; anche a causa delle scelte scellerate che gli speculatori edilizi amici del nostro premier hanno compiuto nel corso dei decenni &#8211; vive in uno stato di dissesto idrogeologico che non ha nulla da invidiare a casi più noti alle cronache nazionali. Ad esempio il fatto che anche i sardi &#8211; pur considerati longevi oltre la media nazionale &#8211; si ammalano al contatto con sostanze radioattive.</p>
<p>Ad esempio il fatto che quest&#8217;Isola &#8211; colonizzata nei secoli in molteplici varianti sul tema &#8211; è già una immensa portaerei, letteralmente occupata da migliaia di ettari di servitù militari &#8211; terrestri, aeree e marittime &#8211; fra le quali: poligoni interforze &#8221;in affitto&#8221; (si narra che in quello del Salto di Quirra anche Mu&#8217;ammar Gheddafi abbia sperimentato le medesime armi che oggi scarica su Misurata), basi Nato, aeroporti militari (come quello di Decimomannu) dai quali in queste ore stanno partendo i tornado di La Russa alla volta della Libia.</p>
<p>Insomma la Sardegna dopo il crollo del Muro di Berlino è passata dal ruolo di &#8220;retroguardia&#8221; assegnatole dalla Guerra Fredda ad &#8220;avamposto&#8221; sulla nuova frontiera dei conflitti internazionali.</p>
<p>E supponiamo &#8211; nella peggiore delle ipotesi &#8211; una escalation del conflitto libico. Sai che bella accoppiata avere i poligoni e le centrali nucleari a portata di tiro: due piccioni con una sola fava.</p>
<p>Sinistra. Ecologia. Libertà. Nomina sunt omina. In Sardegna abbiamo voluto scegliere questa strada due volte. Perché abbiamo la convinzione che quest’Isola può essere altro, realmente una delle porte del Mediterraneo, in maniera naturale terra di pace e cooperazione fra i popoli. Meticcia per storia, pacifista per la sua storia, ecologica per vocazione, libera per volontà.</p>
<p>Perciò abbiamo pensato che – al di la della diffusa sindrome Nimby – gli indipendentisti locali (a cui va dato atto di aver promosso questo appuntamento) stavolta avessero ragione. E così ci siamo fatti trovare pronti a sostenere anche noi il referendum. Con i nostri temi. Con la nostra idea dell’Isola futura. Sapendo che solo per il sole, il vento ed il mare potremmo produrre energia e lavoro in sovrabbondanza per noi e per tanti altri senza alcun rischio per l’ambiente, le persone, il territorio e le generazioni future.</p>
<p>“Il mondo non ci stato lasciato in eredità dai nostri padri, ma ci viene dato in prestito dai nostri figli”.</p>
<p>E  pensate che anche il governatore pidiellino Cappellacci in questi  giorni ha dismesso il suo proverbiale zainetto modaiolo ed è salito sulla  barricata antinuclearista (seppur in maniera abbastanza virtuale). Lo si vede in  televisione passeggiare per sterminati prati verdi chiedendo ai sardi di  andare a votare il 15/16 maggio. Che immagine idilliaca e che gioia al  cuor.</p>
<p>Peccato  che difficilmente chi è nuclearista a Roma può facilmente dirsi contrario a Cagliari.  Peccato che non si è ancora ascoltata una parola del Presidente della  Regione contro i sommergibili nucleari statunitensi ormeggiati al porto  di Cagliari. Peccato che le stesse passeggiate naturalistiche non le  faccia sulla questione dell&#8217;uso di armi all&#8217;uranio impoverito nel  poligono di Quirra.</p>
<p>Del resto abitiamo nello stesso Paese e – al di la della percezione spazio temporale della distanza – la Capitale non è poi così lontana. I sardi presto gli chiederanno conto anche di questo.</p>
<p>Il  nucleare è una follia sul piano ambientale, ecologico, economico ed  anche occupazionale. Una follia che va sconfitta. E fra qualche giorno i  sardi avranno l’occasione di dire SI contro il nucleare e contro le scorie  nucleari. Per una volta si arriva per primi. Il nostro orgoglioso auspicio è di  poter portare al Paese ed al Pianeta una buona notizia il 15 e 16 di maggio.</p>
<p>Michele Piras <em><br />
</em></p>
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		<title>Cappellacci e la finzione scenica</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Mar 2011 06:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Forse per pudore o forse per ipocrisia sono tanti – in queste ore – i “governatori” delle Regioni italiane a levare la loro voce contro l’ipotesi del ritorno al nucleare. &#8220;Il mondo non ci è stato lasciato in eredità dai nostri padri, ma ci è stato dato in prestito dai nostri figli&#8221;. I nativi d&#8217;America erano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse per pudore o forse per ipocrisia sono tanti – in queste ore – i “governatori” delle Regioni italiane a levare la loro voce contro l’ipotesi del ritorno al nucleare. &#8220;Il mondo non ci è stato lasciato in eredità dai nostri padri, ma ci è stato dato in prestito dai nostri figli&#8221;. <span id="more-21736"></span>I nativi d&#8217;America erano evidentemente più saggi del ministro Prestigiacomo che &#8211; anche di fronte al rischio di catastrofe nucleare che incombe sul Giappone ed alla moratoria disposta da Angela Merkel sulle centrali atomiche in Germania &#8211; insiste nel ribadire il programma nucleare del governo Berlusconi.</p>
<p>E in Sardegna che succede? Dalle indiscrezioni risulta che sarebbero stati localizzati addirittura quattro siti nei quali realizzare centrali atomiche. Posto che l’Isola è l’unica regione d’Italia nella quale non si corre alcun rischio sismico si capisce bene l’attenzione particolare che ci viene riservata dal Governo nazionale. Provocato da Sinistra Ecologia e Libertà sulla sua proverbiale “ambiguità”, il Presidente della Regione più evanescente che la storia dell’Autonomia sarda ricordi interviene in maniera persino poco elegante.</p>
<p>Le dichiarazioni che rilascia alludono a una presunta ignoranza ed alla “mala fede” di chi gli chiede di prendere una posizione non equivoca e di aprire una vertenza seria con il Governo “amico” di Roma. Il Presidente della Regione Sardegna infatti sarebbe “sulla barricata” almeno quanto Nichi Vendola. Peccato però che eluda la richiesta circa un suo impegno diretto nel referendum contro il nucleare. Sarebbe chiedere troppo, evidentemente.</p>
<p>“Il futuro sono le energie rinnovabili e la green economy” non il nucleare, sostiene il Presidente. Bene, ne siamo felici. Non sarebbe male tuttavia che ci si spiegasse come si concilia questa prospettiva con il recente decreto ministeriale che taglia drasticamente gli incentivi per le energie rinnovabili.</p>
<p>Solamente nell’Isola – per arretrata che sia su questo terreno – si tratta di una perdita di centinaia di migliaia di euro di investimenti (e progetti) già programmati, di una messa in stato di rischio occupazionale per circa 3000 operatori del settore, di una chiara conferma della strategia nucleare del centrodestra.</p>
<p>E così un Governo regionale che su tante vicende – dalla vertenza entrate alla recente impugnativa da parte del Governo nazionale del decreto per la stabilizzazione dei precari – ha già abbondantemente dimostrato la scarsa attitudine autonomistica, si prepara a una campagna “antinucleare” che assomiglia tanto a una finzione scenica.</p>
<p>In Sardegna il 15 maggio si vota sia per le elezioni amministrative che per il referendum “made in Sardinia” contro il nucleare. Staremo a vedere. SEL su questo terreno è già impegnata, assieme alle tante associazioni e movimenti che da tempo stanno conducendo una bella battaglia di democrazia e verità. Attendiamo “fiduciosi” notizie da casa Cappellacci.</p>
<p>Michele Piras</p>
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		<title>Marta ha vinto!</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 09:23:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Marta Testa, 33 anni, laureata con 110 e lode, due master conseguiti fra Cile e Francia, professionista affermata di una azienda internazionale ed oggi funzionaria della Regione Sardegna, candidata proposta da Sinistra Ecologia e Libertà, ha vinto con il 58% dei consensi le elezioni primarie del centrosinistra di Iglesias. (www.martatesta.it). Una donna solare, preparata, arrembante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Marta Testa, 33 anni, laureata con 110 e lode, due master conseguiti fra Cile e Francia, professionista affermata di una azienda internazionale ed oggi funzionaria della Regione Sardegna, candidata proposta da Sinistra Ecologia e Libertà, ha vinto con il 58% dei consensi le elezioni primarie del centrosinistra di Iglesias. (<a href="http://www.martatesta.it/" target="_blank">www.martatesta.it</a>).<span id="more-20079"></span></p>
<p>Una donna solare, preparata, arrembante nella capacità che ha avuto di attraversare le elezioni primarie come un “corpo a corpo” con la questione sociale, con la marginalità alla hanno costretto da troppo tempo la sua generazione, il suo genere.</p>
<p>I volti impressi nella memoria di chi c’era, domenica 20 febbraio sul calendario gregoriano. Di decine di giovani ragazze e ragazzi che Marta ha saputo entusiasmare e conquistare all’impegno politico.</p>
<p>E le lacrime di commozione di tanti e tante che giovani più non sono, ma che di sconfitte ne hanno subite troppe, dalla politica come dalla vita.</p>
<p>E l’Isola dei precari &#8211; come a Cagliari per Massimo Zedda &#8211; riscopre il gusto e la voglia del cambiamento.</p>
<p>Cambiare la direzione di marcia, accelerare il passo di un Centrosinistra che fatica a trovare una sua progettualità e un suo profilo.</p>
<p>La “my way” in versione sarda del superamento del berlusconismo allora la indica il nostro popolo alle primarie, in quella dimensione partecipativa che sta divenendo – a tutti gli effetti – lo strumento del Big Bang nel campo democratico e progressista.</p>
<p>Altro che “inquinamento del voto”, come purtroppo si sono affrettati a dichiarare i dirigenti locali del PD. Ma la chiara, trasparente affermazione di una Iglesias migliore, più fresca e cosciente delle proprie potenzialità, adagiate fra cielo e mare intorno all’immenso suo patrimonio archeologico minerario.</p>
<p>Marta è il “cervello in fuga” che ritorna nella propria terra e che decide di mettersi a disposizione, di un impegno pubblico, di una politica per la trasformazione della società. Un atto di coraggio. Lo si capisca dalla condizione sociale ed occupazionale drammatica nella quale versa la Sardegna, dal grido di dolore che spazza quotidianamente una provincia in corso di deindustrializzazione come quella del Sulcis Iglesiente.</p>
<p>E se non bastasse lo si chieda alla professoressa Lilli Pruna, si interroghi il recente rapporto sul mercato del lavoro in Sardegna e la sua tragica narrazione: quella della metà dei giovani che non lavora, del 74% degli under 24 che non studia, non lavora e “non si pone il problema”, quella degli oltre 200 mila precari che – su una base attiva inferiore a 700 mila lavoratori – costituisce ormai “il prevalente” occupazionale.</p>
<p>Marta Testa conquista 1450 voti contro i 930 del suo principale sfidante, Andreano Madeddu, storico dirigente di estrazione moderata sostenuto dal Partito Democratico. Poco meno di 400 voti è invece la somma dei consensi raccolti dal candidato dell’Idv e dalla candidata di Rosso Mori.</p>
<p>Una pagina di bella politica. Una fotografia della Sardegna che può essere e di una generazione che può di nuovo sperare.</p>
<p>Grazie Marta.</p>
<p>Michele Piras</p>
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		<title>Esiti del congresso regionale e documento programmatico di SEL Sardegna</title>
		<link>http://www.sinistraecologialiberta.it/documenti-territoriali/esiti-del-congresso-regionale-e-documento-programmatico-di-sel-sardegna/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Jan 2011 13:30:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sinistra Ecologia Libertà]]></category>

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		<description><![CDATA[L’8/9 gennaio si è svolto il I congresso regionale di Sinistra Ecologia Libertà in Sardegna. Il congresso si è concluso con l’elezione dell’assemblea regionale, del comitato di garanzia e con la votazione dei documenti politici. ASSEMBLEA REGIONALE  INCARICO 1 Paolo Serra coord. provinciale 2 Stefano Piras coord. provinciale 3 Simone Pinna coord. provinciale 4 Carlo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’8/9 gennaio si è svolto il I congresso regionale di Sinistra Ecologia Libertà in Sardegna. Il congresso si è concluso con l’elezione dell’assemblea regionale, del comitato di garanzia e con la votazione dei documenti politici.</p>
<p><span id="more-17926"></span>ASSEMBLEA REGIONALE  INCARICO<br />
1 Paolo Serra coord. provinciale<br />
2 Stefano Piras coord. provinciale<br />
3 Simone Pinna coord. provinciale<br />
4 Carlo Sechi cons. regionale</p>
<p>5 Giuseppe Dessena coord. provinciale</p>
<p>6 Severino Casula</p>
<p>7 Luca Fadda<br />
8 Carlo Pala<br />
9 Luigi Cogodi<br />
10 Antonio Calledda<br />
11 Mariano Strazzeri assessore comunale<br />
12 Stefano Salis<br />
13 Massimo Zedda cons. regionale<br />
14 Michele Piras presidenza nazionale<br />
15 Marcello Cadeddu pres. Direttivo FP Cgil<br />
16 Sergio Mascia<br />
17 Antonello Murgia<br />
18 Francesco Agus coord. provinciale<br />
19 Giorgio Cugusi cons. comunale<br />
20 Sandro Serreli cons. provinciale<br />
21 Marco Argiolu<br />
22 Eleonora Casula<br />
23 Gabriella Masala<br />
24 Claudia Simula<br />
25 Pina Sau<br />
26 Carla Fadda<br />
27 Clara De Sousa<br />
28 Marilena Madeddu<br />
29 Susanna Orrù assemblea nazionale<br />
30 Daniela Zoccheddu<br />
31 Carla Madeddu<br />
32 Marilena Coni<br />
33 Alba Mantega<br />
34 Silvia Doneddu<br />
35 Romina Canu<br />
36 Silvia Aloisio<br />
37 Pietro Maurandi<br />
38 Annarella Casu assemblea nazionale<br />
39 Gabriella Orrù<br />
40 Anna Anolfo assemblea nazionale<br />
41 Adelaide Novembre<br />
42 Antonella Chirigoni<br />
43 Antonio Attili<br />
44 Giovanni Meloni coord. provinciale<br />
45 Rosario Musmeci assessore provinciale<br />
46 Tore Meloni<br />
47 Francesco Lisci<br />
48 Gianni Perotti<br />
49 Silvia Cera<br />
50 Laura Grondona<br />
51 Natale Tedde coord. provinciale<br />
52 Loriana Pitzalis<br />
53 Laura Pilloni cons. provinciale<br />
54Luca Pizzuto assemblea nazionale<br />
55 Marino Canzoneri  dirigente reg.le FICC</p>
<p>invitato permanente<br />
Luciano Uras<br />
capogruppo regionale</p>
<p>COMITATO DI GARANZIA REGIONALE</p>
<p>1 Antonio Apicella<br />
2 Federica Lisci<br />
3 Gigi Fratus<br />
4 Cinzia Isola assemblea nazionale<br />
5 Pino Cogodi vicesindaco<br />
6 Giuseppina Piras<br />
7 Teresa Serra<br />
8 Francesco Floris<br />
9 Paolo Mocci</p>
<p>DOCUMENTO  POLITICO APPROVATO CON 45 VOTI (66% dei votanti)<br />
Prima firmataria Susanna Orrù<br />
1° Congresso  regionale  di  Sinistra  Ecologia  e Libertà SEL – Sardegna,  attraverso il  suo Congresso regionale,  intende porre con forza e con chiarezza la questione del progetto di rinnovamento della politica sarda.<br />
La realtà della Sardegna racconta di un profondo disagio sociale, una condizione di vita che peggiora in modo diffuso e che colpisce progressivamente tutti,  non solo chi  non lavora. Accanto a ciò si  manifesta una devastante crisi  morale,  politica ed istituzionale.   In altri momenti della nostra storia tutto ciò si è risolto in una intollerabile involuzione autoritaria che  rischia  di  manifestarsi  oggi  anche  in   Sardegna  perché  pesantemente  investita  dal governo di  una delle peggiori  Giunte regionali  che l’Autonomia ricordi.  E’ indispensabile una rinnovata azione della sinistra, un convinto impegno unitario per chi si richiama ai suoi valori, e coerentemente una piena disponibilità alla più leale ed incisiva  cooperazione.<br />
L’occupazione è in calo, prevalentemente stagionalizzata e precaria, cresce in estate e crolla d’inverno, prova evidente della diminuzione del lavoro nei settori principali dell’economia, nell’industria,  in  agricoltura,  nei  servizi,  nelle  costruzioni  e  nel  commercio.  Il  tasso disoccupazione aumenta riportando la Sardegna ai  livelli  di  6 anni  fa,  e perdendo negli ultimi due anni i traguardi di contenimento raggiunti  nel precedente quadriennio. 13 mila cassa integrati in deroga e picchi di oltre 2 milioni di ore/mese per quella ordinaria, quasi 100 mila  interventi di assistenza INPS in un anno. Fortissima l’incidenza della povertà  che si colloca tra le più alte d’Italia e che cresce con ritmi da record (tra i 4 più alti d’Italia).<br />
A ciò si aggiungano:</p>
<p>1) le  tante  vertenze  industriali  in corso  e  ancora  prive  di  soluzione  come  Eurallumina,<br />
Rockwool,    Vinyls, Legler ed altre sparse in tutto il territorio regionale;</p>
<p>2) la crisi pesante dell’agricoltura, il forte indebitamento di diverse migliaia di aziende, anche<br />
del settore serricolo, il crollo del prezzo del latte e una condizione intollerabile di diffcoltà<br />
che ha colpito il mondo pastorale e le produzioni ovi-caprine in particolare;</p>
<p>3) una disoccupazione  giovanile esplosa nei  tassi  più elevati  d’Europa,  oltre il  44%,  che<br />
racconta di un’Isola senza futuro e di una nuova generazione travolta dalla discriminazione e<br />
dalla precarizzazione;</p>
<p>4) i dati impressionanti sui fallimenti d’impresa, se si pensa che rispetto al primo trimestre<br />
del 2010 si è registro un incremento dell’80% (record italiano).</p>
<p>Il  rinnovamento  autentico  della  pratica  politica , per battere la passività sociale e la  delusione  crescente  verso  le  istituzioni  pubbliche,  da  sinistra,  significa  innanzitutto riconoscimento e difesa intransigente dei diritti umani, dei diritti universali, della dignità del lavoro e della libertà della persona, dei beni comuni e dell’ambiente naturale, della identità e dell’autogoverno di comunità e di popolo. Perciò serve anche in Sardegna la costruzione di<br />
una organizzazione politica della sinistra, la più ampia, radicata nella società ed articolata nei territori.<br />
La  rigenerazione  della  politica deve perseguire, decisamente e contestualmente, gli obiettivi di reale trasformazione della cultura politica, essenzialmente fondata: a) sulla parità e sulla democrazia di genere; b) sull’investimento coraggioso  nelle nuove generazioni, da 1impegnare in prima persona  nell’esercizio di funzioni e nella responsabilità sociale della politica. Rinnovamento, limite di mandato, autonomia e distinzione di ruoli, significano per noi avere  e  rispettare un  autentico progetto di  novità e  di  utilità progressiva,  fuori da  ogni dannoso automatismo e fuori da ogni scorciatoia semplicistica e liquidatoria dei necessari e disponibili contributi politici; c) sulla restituzione alla funzione politica del compito primario di azione e di rappresentanza sociale, di ordine generale, progettuale, di trasformazione sociale e di conquista dei diritti comuni delle persone e della società; Sinistra ecologia e libertà della Sardegna  si  candida e candida le migliori energie che la compongono per realizzare:<br />
1) la più profonda riforma  intellettuale  e morale  del  Paese , come presupposto necessario per la realizzazione dei principi fondamentali contenuti nella Costituzione della Repubblica: solidarietà, lavoro, uguaglianza, promozione dei diritti delle persone e delle comunità, la più libera partecipazione alla vita politica e sociale del Paese.<br />
2) all’affermazione  del  “valore-diritto”  al  lavoro: come  espressione  libera  della personalità umana, come mezzo necessario di partecipazione al progresso materiale e  spirituale  della  società,  da  assicurare  contro  ogni  forma  di  discriminazione, sfruttamento e precarizzazione della vita.<br />
3) l’affermazione  di  un  nuovo  progetto  di  economia  e  s o cietà  per  la Sardegna,  fondato  sull’ambiente:  come  patrimonio  inalienabile  da  tutelare  e valorizzare  come  elemento  propulsore  di  un  nuovo  sviluppo,  quello  della<br />
rinaturalizzazione dei  fattori di  produzione e di vita, contro ogni  forma di ulteriore consumo del territorio e del paesaggio, e per l’integrale restituzione a salubrità e naturalità dell’ambiente. Un  progetto fondato sulla cooperazione  le comunità che vivono il mediterraneo e guardano alla sua pacificazione, alla sua smilitarizzazione e disarmo, contro ogni ipotesi di proliferazione nucleare.<br />
4) alla costruzione di un si stema di welfare regionale che metta al centro il diritto al lavoro, alla cultura ed al reddito, che coinvolga pienamente la cooperazione sociale e che attui  il  reddito  di  cittadinanza,  per  il  quale  ormai da tre legislature giace la proposta di legge istitutiva in Consiglio regionale. Proposta che deve essere rafforzata  da  iniziative  specifiche  di  mobilitazione  avvalendosi  degli  importanti contributi che si sino promossi sul tema in tutto il mondo.</p>
<p>5) al diritto  di  autodeterminazione  dei  popoli: in funzione di un più efficace contrasto  all’aggressione  ed  al  progressivo  indebolimento  dei  valori  di  libertà, uguaglianza  e  solidarietà politica, economica  e  sociale tra le comunità nazionali, linguistiche, storiche e culturali in Sardegna, in Italia, in Europa La  “vertenza  –  Sardegna”  riguarda innanzitutto la piena affermazione dei buoni diritti delle persone e delle comunità di popolo. Essa  richiede perciò l’elaborazione aggiornata e la lotta politica  conseguente  per  avere  un  “progetto generale”, un  “modello  sociale” di riferimento, attraverso  cui garantire, in concreto, la qualità dello sviluppo, la progressione della nuova economia ambientale, il recupero dello sviluppo naturale, la migliore espressione della democrazia autonomistica, l’esercizio della propria sovranità, l’efficienza democratica dell’autogoverno. Lo sviluppo della “vertenza” coinvolge, perciò, sia poteri esterni (centralismo e inadempienze statali e governative) sia i poteri interni (forze della conservazione, dell’economia distruttiva, della speculazione, della divisione e della discriminazione sociale).</p>
<p>I tratti essenziali del nuovo progetto di sviluppo naturale della Sardegna sono validi, ancora di più oggi, in tempo di incombente falso federalismo di carattere discriminatorio.  Perciò è necessario perseguire:<br />
• la  rinascita  economica  e  sociale  dell’isola , da intendere non solo come una enunciazione normativa, ma che deve invece trovare sviluppo nel contesto evolutivo previsto dall’articolo 13 delle Statuto speciale, che non ha risposto  sin’ora  alla  esigenza  dei  limiti  qualitativi  dello  sviluppo  della Sardegna, verso un vero benessere di vita dell’intera comunità piuttosto che verso il semplice incremento della crescita economica;<br />
• un progetto generale di difesa dei diritti del lavoro, a partire da un intervento straordinario per la piena occupazione giovanile;<br />
• l’adozione  del  nuovo  “Statuto di  Autonomia”, costitutivo del  più autentico federalismo democratico, di respiro nazionale ed europeo;<br />
• una riforma vera della Regione, da condurre a strumento efficiente del nuovo progetto di sviluppo naturale e decentrato, di partecipazione popolare e di affermazione di autonomia diffusa. Il  federalismo  democratico costituisce parte essenziale del progetto politico di SEL  in Sardegna,  sia  sul  terreno istituzionale, sia  sul  terreno della organizzazione  della politica concretamente operante nella società.<br />
La  nuova  organizzazione  politica della sinistra, nell’attuale contesto italiano ed europeo, dovrà definire i contenuti ed i metodi del più autentico federalismo democratico, di carattere partecipativo, paritario, cooperativo fra regioni, comunità e popoli.<br />
Per  la Sardegna  assume  carattere di priorità ed indegorabilità la salvaguardia della sua “specialità” ed il pieno riconoscimento della specifica dimensione della sua “insularità”. Il programma fondamentale di SEL  deve contemplare al suo interno i necessari contributi che debbono essere elaborati e proposti su base territoriale.  Per la regione Autonoma della Sardegna ciò significa innanzitutto:  il recepimento del proprio progetto di sviluppo alternativo (modello sociale di sviluppo proprio dell’isola, nuovo progetto di “rinascita”); Il diritto alla indicazione della propria rappresentanza politica ed istituzionale nelle istanze unitarie a carattere sovra &#8211; regionale; La definizione concordata dei mezzi e delle risorse.<br />
Le modalità della necessaria relazione unitaria verranno perciò definite in comune accordo fra SEL  nazionale e SEL  Sardegna.  Le  prossime  elezioni  amministrative  in molti Comuni  importanti della Sardegna,  a partire dalla    città di Cagl iari,  capoluogo della Regione, costituiscono un impegno primario per SEL  e per tutta la Sinistra in Sardegna. SEL  difende decisamente il metodo delle “elezioni primarie” (da regolare meglio per il futuro) per la scelta dei candidati alle prove elettorali, per gli Enti Locali, per la Regione, per tutte le rappresentanze istituzionali interessanti la Sardegna La sfida delle primarie rappresenta oggi  uno degli strumenti migliori per sviluppare il confronto democratico tra idee diverse  di  governo  della cosa  pubblica e  tra modalità possibili per qualificare positivamente  la relazione tra la politica e la comunità. Le primarie diventano quindi modo utile per uscire dal palazzo e raggiungere le persone e le loro associazioni ed evitare di cadere nell’isolamento della elaborazione prodotta prevalentemente nei luoghi  ristretti della decisione politica.<br />
La candidatura alle elezioni primarie del compagno Massimo Zedda assume in questo quadro particolare  significato.  Si  tratta di  un  giovane  che  vanta  una  consistente  e  qualificata esperienza  istituzionale e capacità politica, strumenti necessari  a  svolgere con successo  il difficile compito di Sindaco di Cagliari. Tutti siamo impegnati  nella sfida elettorale ,oggi nelle primarie di coalizione, domani nelle elezioni per la città.<br />
E’ impegno di tutto il partito e di tutte le formazioni sociali che intendono riferirsi alla politica innovativa di SEL  sostenere con forza la candidatura alle primarie per Sindaco di Cagliari di Massimo Zedda, La città capoluogo della Regione ha bisogno ed ha diritto di conoscere un governo  democratico, un  governo  dei  cittadini, fuori dalle logiche  spartitorie dei  potentati economici che hanno occupato da troppo tempo la città di Cagliari.<br />
Cagliari ha diritto di essere la “città dei cittadini” e di conoscere: il rispetto della partecipazione popolare, un bilancio decentrato e partecipato; una urbanistica sociale e una cooperazione territoriale di  area  urbana;  l’espressione  culturale e  la rivitalizzazione  produttiva di  tutti i quartieri; la funzione alta della sua Università; il ruolo essenziale dell’assetto civile e produttivo della “città di mare”, aperta al  territorio interno; la qualificazione dei suoi  beni  culturali ed ambientali. Cagliari può essere, concretamente, il capoluogo  sardo aperto all’Europa ed al Mediterraneo,  che  assolve  alla  funzione  primaria  di  città sanamente  produttiva, di  città<br />
veramente sociale, di città solidale, cooperativa e pacifica, liberata dalla servitù militari e da ogni altra servitù affaristica e speculativa.</p>
<p>Ordine  del  Giorno   -Temi  di  organizzazione .<br />
• SEL  –  Sardegna opera come formazione politica aperta e reticolare, nella prospettiva della  costruzione  progressiva  di  una  sinistra  nuova,  ampia,  unitaria,  capace  di rappresentare effettivamente le aspirazioni del grande popolo della Sinistra, oggi in gran parte estraniato  dall’impegno  politico e  persino  dalla  partecipazione  elettorale. Le responsabilità dirigenti di SEL  non sono di “carriera”, ma di servizio verso la  comunità politica e sociale a cui ci riferiamo, siano esse  svolte nell’ambito organizzativo interno che nella rappresentanze istituzionale, pertanto richiamano il principio della pari dignità e della solidarietà .<br />
• Le  posizioni  funzionariali  e  di  contributo  tecnico  devono  rimanere  distinte dall’esercizio delle primarie attribuzioni di rappresentanza politica.<br />
• E’  da  ritenere superata la logica, troppo spesso  fittizia, del  cosiddetto “primato”, accettandosi  il principio democratico della vera  autonomia  delle funzioni. Partito e rappresentanze  istituzionali hanno  differente e  pari grado  di  dignità; ed ugualmente hanno  pari  diritto e  dovere  di  leale  collaborazione  per  l’affermazione  del  comune progetto politico.<br />
• L’organizzazione politica deve ricercare la massima  diffusione sociale, articolandosi perciò in ogni territorio dove realmente la società si compone, vive ed opera. E  ciò sia in ragione della struttura organizzativa, sia in ragione dell’iniziativa politica e della possibile ottimizzazione delle risorse  disponibili. Altrettanto necessario è disporre, in termini di essenzialità e di massima  economicità, di una sede  regionale e, tendenzialmente, di sedi  autonome  di  livello provinciale.  Nelle  more  di  migliore  soluzione  che  possa rappresentarsi, la sede regionale e la sede provinciale di Cagliari è confermata in Via Asproni n. 24.<br />
• L’autonomia  politica  implica  un  corrispettivo  livello  di  autonomia  finanziaria. Autonomia che  deve  fondarsi  innanzitutto sulla capacità di autofinanziamento diretto degli associati. A tal fine, il criterio non può che essere progressivo e proporzionato. In via sperimentale, si  propone un invito agli associati ed ai sostenitori di voler sostenere l’attività politica di SEL  con una contribuzione volontaria corrispondente, nel minimo, al un 5 per mille del proprio reddito.<br />
Le ulteriori contribuzioni derivanti dagli incarichi istituzionali e dai rimborsi elettorali, così come definiti nei regolamenti interni, debbono essere di aiuto e di’integrazione e non concepiti come sostitutivi ed esaustivi della propria fonte di attingimento delle risorse.<br />
A  fianco  della  figura  statutaria del  “tesoriere”, si  conviene  di  istituire un  apposito “comitato di  tesoreria” essenzialmente preposto a  garantire, oltre la regolarità della spesa,  la  necessaria  cura  delle  entrate  proprie,  fondate  innanzitutto sulla  equa  contribuzione degli associati.</p>
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		<title>Dichiarazione CARLO SECHI, portavoce regionale SEL Sardegna</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 14:51:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La fase congressuale di Sinistra Ecologia e Libertà si avvia con una impegnativa campagna di adesione on-line per segnare anche così il superamento di forme antiche, organizzativistiche e respingenti della politica. Avvicinare a Sinistra Ecologia e Libertà, al racconto innovativo che vuole rappresentare, ai progetti coraggiosi frutto di libera elaborazione e di nuova creatività e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La fase congressuale di Sinistra Ecologia e Libertà si avvia con una impegnativa campagna di adesione on-line per segnare anche così il superamento di forme antiche, organizzativistiche e respingenti della politica.</p>
<p><span id="more-11687"></span>Avvicinare a Sinistra Ecologia e Libertà, al racconto innovativo che vuole rappresentare, ai progetti coraggiosi frutto di libera elaborazione e di nuova creatività e coinvolgere tante persone che hanno rinunciato alla politica e tanti giovani che non vi si sono mai avvicinati, sono i nostri primi e più prossimi obiettivi.</p>
<p>Per questo all&#8217;inizio di settembre, in una data da condividere, è utile pensare a un comitato regionale da tenersi in modo aperto per promuovere iniziative di sostegno alla campagna di tesseramento e alla più ampia partecipazione alla fase costitutiva di Sinistra Ecologia e Libertà.</p>
<p>Per questo – in piena cooperazione – deve essere raccolto l&#8217;importante messaggio che ci regala Nichi Vendola: soprattutto deve essere raccolta la sua determinazione ad aprire la strada di una stagione lunga di speranza, costruendo il nuovo, tramite un&#8217;importante partecipazione giovanile segnata dal sorgere delle Fabbriche.</p>
<p>Tutto questo è ancora più necessario se si considera la grave situazione di crisi in cui versano la Sardegna e l&#8217;intero Paese: una crisi profonda, strutturale, i cui effetti sono scaricati dai governi nazionale e regionale tutti sulla parte più produttiva del paese, sui lavoratori, sui giovani e sulle donne.</p>
<p>L&#8217;indebolimento delle Istituzioni democratiche, l&#8217;astensionismo crescente, la profonda crisi morale che attraversa importanti responsabilità pubbliche, i continui attacchi all&#8217;essenziale articolazione dei poteri costituzionali parlano di un impegno che richiede buona politica, una sinistra ampia, convinta e appassionata.</p>
<p>Con rinnovato impegno,</p>
<p>il portavoce regionale</p>
<p>Carlo Sechi</p>
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		<title>Mozione di sfiducia per il presidente della Giunta regionale Ugo Cappellacci</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 15:22:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA &#8211; XIV LEGISLATURA MOZIONE  BRUNO – URAS – SALIS &#8211; AGUS – BARRACCIU – BEN AMARA – CARIA – COCCO Daniele Secondo – COCCO Pietro – CUCCA – CUCCU – DIANA Giampaolo – ESPA – LOTTO – MANCA – MARIANI – MELONI Marco – MELONI Valerio – MORICONI – PORCU – [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA &#8211; XIV LEGISLATURA</strong></p>
<p><strong><span id="more-11612"></span>MOZIONE  BRUNO – URAS – SALIS &#8211; AGUS – BARRACCIU – BEN AMARA – CARIA – COCCO Daniele Secondo – COCCO Pietro – CUCCA – CUCCU – DIANA Giampaolo – ESPA – LOTTO – MANCA – MARIANI – MELONI Marco – MELONI Valerio – MORICONI – PORCU – SABATINI – SANNA Gian Valerio – SECHI &#8211; SOLINAS Antonio –</strong> <strong>SORU – ZEDDA Massimo – ZUNCHEDDU</strong> <strong>di sfiducia al Presidente della Regione.</strong></p>
<p>Il Consiglio Regionale</p>
<p><strong>PRESO ATTO</strong> che rispetto allo stato di emergenza sociale ed economica in cui versa la  Sardegna è evidente l’inconsistenza delle iniziative assunte dalla Giunta Regionale sui temi del lavoro, dello sviluppo, dell’occupazione, della scuola, della sanità e del sociale;</p>
<p><strong>RILEVATO</strong> che questo Presidente e la sua Giunta hanno subito passivamente una infinita sequenza di penalizzazioni e delegittimazioni da parte del Governo nazionale: dallo scippo del G8, al taglio di oltre due miliardi di Fondi Fas del programma attuativo regionale, al mancato trasferimento delle entrate previste dall’articolo 8 riformato dello Statuto, al ridimensionamento della rete scolastica regionale da parte del Ministero della Pubblica Istruzione, al sistematico e progressivo smantellamento attuato dalle aziende di Stato, dell’apparato industriale sardo;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>CONSTATATO</strong> che la grave inadeguatezza della Giunta e del suo Presidente, sia in fase di programmazione degli interventi che in quella della quotidiana azione di governo, ha determinato il progressivo svilimento della autorevolezza, della responsabilità istituzionale e del concreto funzionamento dell’autonomia regionale;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>RILEVATO</strong> che le recenti vicende giudiziarie hanno messo in crescente evidenza l’influenza che  gruppi di potere affaristici hanno esercitato sulla politica regionale, in spregio degli interessi generali della Sardegna, e con l’obiettivo di condizionare ed orientare a proprio favore l’azione di governo  della Regione;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>VALUTATO</strong> che il comportamento di chi ha responsabilità elevatissime di governo  non può essere in alcun modo compromesso da pericolose frequentazioni con discussi uomini di affari , ne per imprudenza, ne per subordinazione alle indicazioni dei propri dirigenti nazionali di partito come nella vicenda della nomina del direttore generale dell’ARPAS;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>CONSIDERATO</strong> che la gravità di tali comportamenti, assunti dal Presidente della Regione e da altri componenti della Giunta, hanno delegittimato il governo  regionale come mai era accaduto in 60 anni di autonomia;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>RILEVATO</strong> che questa legislatura appare  definitivamente compromessa per  l’impossibilità del Presidente della Regione, di esercitare con credibilità, autorevolezza e autonomia la necessaria azione di governo con  riguardo ai bisogni concreti della società sarda;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>DICHIARA</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Ai sensi e per gli effetti degli articoli 35  dello Statuto speciale di autonomia della Regione Sardegna la sfiducia  al Presidente della Regione e alla Giunta Regionale.</p>
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		<title>Uras (SEL Sardegna): Manovra, subito operazione verità sul bilancio</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 15:10:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa territori]]></category>
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		<description><![CDATA[(AGI) &#8211; Cagliari, 3 lug. &#8211; &#8220;Penso che noi tutti, da subito, dovremmo programmare i lavori del Consiglio per definire i termini della &#8216;operazione verita&#8217;, sul bilancio regionale&#8221;. La richiesta e&#8217; contenuta in una lettera aperta che il capogruppo di Comunisti-Sinistra Sarda-Rosso mori, Luciano Uras (Sel), ha inviato alla presidente del Consiglio regionale, Claudia Lombardo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-10841"></span>(AGI) &#8211; Cagliari, 3 lug. &#8211; &#8220;Penso che noi tutti, da subito, dovremmo programmare i lavori del Consiglio per definire i termini della &#8216;operazione verita&#8217;, sul bilancio regionale&#8221;. La richiesta e&#8217; contenuta in una lettera aperta che il capogruppo di Comunisti-Sinistra Sarda-Rosso mori, Luciano Uras (Sel), ha inviato alla presidente del Consiglio regionale, Claudia Lombardo, agli altri capigruppo e ai presidente delle commissioni I (Autonomia e Riforme), Mario Floris (Uds), e III (Bilancio), Paolo Maninchedda (Psd&#8217;Az).<br />
Uras sollecita &#8220;una manovra finanziaria bis di sostegno vero al lavoro e all&#8217;economia, una pulizia rigorosa delle spese superflue e dei comportamenti clientelari che le determinano, una nuova gerarchia delle priorita&#8217; con riferimento alle emergenze e ai bisogni piu&#8217; acuti, una decisa rivendicazione verso il governo italiano per ottenere tutte le risorse che ci competono ai sensi dell&#8217;art. 8 riformato dello Statuto&#8221;.<br />
&#8220;Dovremmo intervenire, con un&#8217;iniziativa comune, sul blocco pesante di diverse linee amministrative e di spesa, che e&#8217; nella responsabilita&#8217; di una burocrazia in parte asfissiante, in parte indolente, in parte inefficiente&#8221;, scrive l&#8217;esponente dell&#8217;opposizione. &#8220;Non appare sostenibile, infatti, che la spesa per la ricerca, la formazione e il lavoro sia ferma al 7%; che quella relativa ai sistemi produttivi si blocchi al 6%.<br />
In questo inizio di legislatura abbiamo affrontato piu&#8217; volte le questioni relative allo stato dell&#8217;istituzione dell&#8217;Autonomia, al funzionamento dell&#8217;organo legislativo e dell&#8217;amministrazione e dell&#8217;intero apparato organizzativo e burocratico pubblico regionale. In quelle occasioni abbiamo condiviso la preoccupazione per la difficolta&#8217; oggettiva di corrispondere adeguatamente alle esigenze pressanti sotto il profilo morale, sociale ed economico della nostra comunita&#8217;&#8221;.<br />
Secondo Uras, &#8220;rappresenta, certamente, un passo in avanti aver deciso che il primo argomento di settembre &#8211; dopo la pausa estiva, che potra&#8217; essere solo brevissima &#8211; sia l&#8217;avvio del percorso riformatore dell&#8217;Istituzione autonomista, della sua Carta fondamentale, dell&#8217;articolato sistema della rappresentanza popolare, dell&#8217;autorevolezza e dell&#8217;efficienza del Governo, della imparzialita&#8217;, trasparenza e legalita&#8217; della funzione pubblica e delle strutture amministrative&#8221;.<br />
Uras propone la convocazione di una conferenza urgente dei capigruppo, il coinvolgimento delle Commissioni di merito, in particolare di quelle Bilancio e Autonomia, l&#8217;avvio della Commissione di inchiesta sulla corretta attuazione delle leggi regionali e di quelle in materia di bilancio, in particolare in materia di occupazione.</p>
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		<title>SEL Sardegna: La maggioranza è andata in pezzi sul “finto piano casa 2” .</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 12:44:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8221; Si è espresso così, in modo esplicito e con il voto che ha rigettato il nuovo attacco alla pianificazione paesaggistica e urbanistica regionale, tutto il disagio del centro destra sardo. Un disagio che già sfociato nella bocciatura che la Giunta Cappellacci ha inequivocabilmente rimediato nel voto delle ultime elezioni amministrative. Avevamo preannunciato che il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8221; Si è espresso così, in modo esplicito e con il voto che ha rigettato il nuovo attacco alla pianificazione paesaggistica e urbanistica regionale, tutto il disagio del centro destra sardo. Un disagio che già sfociato nella bocciatura che la Giunta Cappellacci ha inequivocabilmente rimediato nel voto delle ultime elezioni amministrative.</p>
<p>Avevamo preannunciato che il nuovo pasticcio normativo sull’edilizia avrebbe comunque lasciato irrisolti, se non aggravato, i problemi  veri della Sardegna, la disoccupazione, la crisi del sistema economico e produttivo, l’estendersi dei fenomeni di disagio sociale e povertà, la pesante crisi delle nostre istituzioni democratiche. Avevamo chiesto insistentemente di accelerare in ogni modo la verifica sulla situazione finanziaria della Regione, sulla puntualità dei trasferimenti dal Bilancio dello Stato, sulla piena applicazione delle nuove norme statutarie sulle entrate (articolo 8 riformato), sugli strumenti di immediato intervento a sostegno del lavoro e dell’economia.</p>
<p>Il rifiuto esplicito e formale che è riecheggiato più volte nel corso del dibattito  da parte del centro destra è stato nei fatti totalmente contraddetto da larga parte della maggioranza. Questo fatto evidenzia che la spaccatura è politica e di merito, difficilmente sanabile e sottolinea, se ancora ce ne fosse bisogno, l’estrema debolezza politica del Presidente Cappellacci, della sua Giunta e della sua maggioranza.</p>
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		<title>Luciano Uras (SEL Sardegna):  NO al Piano Casa 2. Sì all’operazione verità sul Bilancio della Regione.</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 12:02:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei giorni scorsi si è svolta la conferenza dei Presidenti dei Gruppi Consiliari per definire l’ordine del giorno della prossima sessione. In quella circostanza i gruppi di centro-sinistra hanno ribadito con forza l’urgenza di provvede prioritariamente ad un assestamento del bilancio, per fare una operazione” verità” sulla spesa e sulle entrate della Regione. La sessione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi si è svolta la conferenza dei Presidenti dei Gruppi Consiliari per definire l’ordine del giorno della prossima sessione. In quella circostanza i gruppi di centro-sinistra hanno ribadito con forza l’urgenza di provvede prioritariamente ad un assestamento del bilancio, per fare una operazione” verità” sulla spesa e sulle entrate della Regione.</p>
<p><strong>La sessione dei lavori che inizia domani pomeriggio (martedì 29) e proseguirà ininterrottamente fino a venerdì verrà invece dedicata, per volontà del centro destra,  principalmente al cosiddetto “Piano casa 2” .</strong></p>
<p><strong>Una  decisione sbagliata e gravissima.</strong> Non si tiene conto della pesante situazione economica, sociale, ed occupazionale della Sardegna e si continua a lasciare che la Regione operi, di fatto, con un bilancio “fasullo”. Non si capisce che questa decisione influirà negativamente sulla operatività di spesa degli enti locali, determinando un ulteriore impoverimento dei nostri territori, delle imprese e delle famiglie.</p>
<p>Tutto questo per approvare norme correttive ed interpretative del cosiddetto <strong>“piano casa 1”</strong>, che si è rivelato fallimentare, redatto malissimo e inadeguato anche a raggiungere gli obiettivi – devastanti per l’economia e per il territorio – di chi lo aveva pensato. <strong>Niente invece di serio per sostenere l’acquisto della prima casa, soprattutto per i giovani. </strong></p>
<p>Oggi la maggioranza  procede con la medesima presunzione, con l’idea di dare un colpo definitivo alla pianificazione paesaggistica. Reintroduce norme impossibili, alcune delle quali sono intollerabili anche dal punto di vista della sicurezza: si veda per tutti l’articolo 15.bis che prevede la abitabilità dei sottani che, come appurato nelle terribili circostanze di fenomeni alluvionali (sempre più frequenti), si sono trasformate in vere e proprie tombe.</p>
<p>Ribadiamo l’assoluta priorità e l’urgenza di affrontare i temi del lavoro, della situazione economica e sociale e di una coerente manovra di bilancio e finanziaria, da confrontare da subito con le forze sociali. Continueremo ad insistere e a richiamare Giunta e maggioranza di centro destra ad un comportamento responsabile verso i problemi veri della Sardegna e dei Sardi.</p>
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		<title>Uras (SEL Sardegna): provinciali, subito giunte centrosinistra</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 12:14:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(ANSA) &#8211; CAGLIARI, 20 GIU &#8211; &#8216;La grande astensione registrata in questo turno elettorale amministrativo descrive la crescente e preoccupante distanza fra il paese reale e le istituzioni della rappresentanza democratica. Per questo le stesse istituzioni non devono piu&#8217; essere considerate il terreno di conquista di partiti, gruppi o persone ma devono affermarsi come la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(ANSA) &#8211; CAGLIARI, 20 GIU &#8211; &#8216;La grande astensione registrata in questo turno elettorale amministrativo descrive la crescente e preoccupante distanza fra il paese reale e le istituzioni della rappresentanza democratica. Per questo le stesse istituzioni non devono piu&#8217; essere considerate il terreno di conquista di partiti, gruppi o persone ma devono affermarsi come la sede naturale della disinteressata e buona gestione della cosa pubblica a beneficio esclusivo della comunita&#8221;. Lo ha detto Luciano Uras, esponente Sel, secondo il quale subito si devono costituire le Giunte nelle Province di centrosinistra.<br />
&#8216;Oggi il sistema delle autonomie locali sardo, ed in particolare le Province &#8211; ha aggiunto Uras &#8211; hanno bisogno immediato di governi autorevoli che affrontino, in una positiva relazione tra loro e con le popolazioni, i problemi gravi posti dalla attuale crisi del lavoro e dell&#8217;economia, che e&#8217; anche crisi sociale drammatica. Per questo i Presidenti delle Province di centrosinistra devono imprimere una forte accelerazione nella formazione delle Giunte che, come dice la legge avviene nella loro autonoma responsabilita&#8217;. In questo senso ha fatto bene il coordinamento di Sel della provincia di Cagliari ad indicare una rosa di nomi disponibili per la scelta del Presidente, e non un solo nome. Ha fatto bene, inoltre, a manifestare, coerentemente con il risultato elettorale, apprezzamento per la continuita&#8217; amministrativa. Sinistra ecologia e liberta&#8217; e&#8217; un &#8216;soggetto politico&#8217; non ancora partito. Nei prossimi mesi sara&#8217; impegnato in una ampia e libera campagna di adesione per un congresso costitutivo partecipato&#8217;. (ANSA).</p>
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		<title>Uras (SEL Sardegna): Ballottaggi, centrodestra sardo è stato bocciato</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 13:06:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(AGI) &#8211; Cagliari, 14 giu. &#8211; &#8220;Il centrodestra sardo e&#8217; stato bocciato, con la Giunta regionale e il suo presidente. Il risultato del ballottaggio alle elezioni provinciali e&#8217; categorico. Gli elettori partecipano in misura minima al piu&#8217; importante dei momenti dell&#8217;espressione democratica &#8211; quella del voto &#8211; perche&#8217; sono delusi&#8221;. Cosi&#8217; il capogruppo di Comunisti-Sinistra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-10042"></span>(AGI) &#8211; Cagliari, 14 giu. &#8211; &#8220;Il centrodestra sardo e&#8217; stato bocciato, con la Giunta regionale e il suo presidente. Il risultato del ballottaggio alle elezioni provinciali e&#8217; categorico. Gli elettori partecipano in misura minima al piu&#8217; importante dei momenti dell&#8217;espressione democratica &#8211; quella del voto &#8211; perche&#8217; sono delusi&#8221;. Cosi&#8217; il capogruppo di Comunisti-Sinistra sarda-Rosso Mori in Consiglio regionale ed esponente di Sinistra ecologia liberta&#8217; (Sel), Luciano Uras, legge l&#8217;esito dei ballottaggi in tre province e quattro comuni della Sardegna.<br />
&#8220;La Giunta regionale e la sua gestione della cosa pubblica appare rivolta al solo privilegio di pochi rispetto al buon governo a vantaggio dell&#8217;intera comunita&#8217;&#8221;, aggiunge Uras. &#8220;In questo si determina la profonda distanza che la cultura politica del centrodestra ha scavato con la societa&#8217; sarda. &#8220;La crisi economica, sociale e dell&#8217;occupazione richiede capacita&#8217; diverse da quelle dimostrate dal centrodestra che a oggi non ha prodotto. Da Iglesias a Cagliari, da Cagliari a Nuoro, da Nuoro all&#8217;Ogliastra e sino a Sassari, tutta l&#8217;Isola si e&#8217; resa conto che non e&#8217; il momento di giocare. Che c&#8217;e&#8217; bisogno di qualita&#8217; morali, politiche e amministrative che nulla hanno a che fare con l&#8217;attuale maggioranza&#8221;. (AGI) Red-Rob 141943 GIU 10</p>
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		<title>Vittoria del centrosinistra alle amministrative sarde. Un goal nei tempi supplementari</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 09:53:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[6 a 2, come in una immaginaria partita di tennis la palla del match point rimbalza nel campo del centrodestra sardo, quello che poco più di un anno fa aveva trionfato alle elezioni regionali, quello che appena un anno fa aveva vinto alle europee. I ballottaggi del 13-14 giugno per le provinciali e per le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>6 a 2, come in una immaginaria partita di tennis la palla del <em>match point</em> rimbalza nel campo del centrodestra sardo, quello che poco più  di un anno fa aveva trionfato alle elezioni regionali, quello che appena un  anno fa aveva vinto alle europee. I ballottaggi del 13-14 giugno per le  provinciali e per le comunali in Sardegna segnano l’<em>en plein</em> <em>del centrosinistra</em> e – soprattutto – restituiscono un risultato insperato solamente un mese fa,  ma persino solo timidamente sognato dieci giorni fa.</p>
<p><span id="more-10003"></span>Nuoro, Ogliastra e soprattutto Cagliari le province (ri)conquistate dal centrosinistra al secondo  turno, si vanno ad aggiungere a Sassari, Sulcis e Medio Campidano (già vinte al  primo). Nuoro, Iglesias, Porto Torres e Sestu le città che ai ballottaggi fanno  vedere profondo rosso al governo regionale.</p>
<p>In Ogliastra (la più piccola provincia d’Italia) un testa a testa fino alla fine, fino all’ultima  manciata di seggi del capoluogo Lanusei che ribaltano un risultato che – alle ore  18.00 – pareva premiare ( seppur di misura) il centrodestra. Anche a Nuoro il centrosinistra – quello della sofferta ma ritrovata unità attorno a  Roberto Deriu ed Alessandro Bianchi – passa in provincia con il 51,7%, con  l’apparentamento decisivo di <em>Sinistra Ecologia e Libertà</em>, ed in comune con il 55,3%.</p>
<p>Straordinario ed inatteso il risultato di Cagliari dove il presidente uscente Graziano Milia, dato da  tutti per sconfitto (dopo un primo turno che consegnava al centrodestra quasi  14 punti di vantaggio), viene riconfermato con il 53% dei consensi, con un centrodestra che in due settimane è riuscito a perdere 43 mila voti. Così anche al comune di Iglesias il centrodestra del <em>sempiterno</em> Paolo Fogu &#8211; che al primo turno aveva sfiorato la vittoria di pochi voti  &#8211; vede ribaltarsi il risultato dall’uscente Pierluigi Carta, riconfermato con  un distacco di 250 (duecentocinquanta!!) voti.</p>
<p><em>Game over</em> Cappellacci verrebbe da  dire. Anche perché il rischio che finisse esattamente al contrario era stato messo nel conto delle  divisioni del centrosinistra e di una sua scarsa attenzione al rinnovamento. E sono  forse proprio le difficoltà incontrate in questo tortuoso cammino che rendono  la vittoria ancora più importante. Proprio come – visto che siamo in tempi  di mondiali di calcio – quelle tante drammatiche partite della nazionale;  come quell’<em>Italia &#8211; Germania 4 a 3</em>, entrata nella storia del calcio giustappunto a metà giugno di quarant’anni fa.</p>
<p>Ma c’è – anche e soprattutto – un altro vincitore di questo turno elettorale nell’Isola: è la  incontenibile astensione di massa, arrivata a sfiorare il 70% dell’elettorato, con una  punta di massima proprio nella provincia più popolosa – quella di Cagliari –  dove l’affluenza alle urne si è fermata al 25%.</p>
<p>Meno significativo (relativamente) &#8211; ma comunque importante – il calo di affluenza ai  ballottaggi comunali, dove la partecipazione al voto si ferma al 49% a Sestu, a  percentuali poco superiori al 50% a Nuoro e Iglesias, al 63% a Porto Torres.</p>
<p>E qui non si tratta solamente di registrare l’ennesima vittoria del partito del non voto (come si  affretta a fare la Stampa locale e come si affrettano a segnalare gli sconfitti)  quanto semmai aprire una seria riflessione sull’istituzione provincia, sulla percezione di utilità che gli elettori hanno di tale ente e persino sui ballottaggi, avvertiti più o meno come un corpo estraneo, alchemico, di  una politica che – ancora – non riduce il distacco dal proprio popolo e non  riesce – se non parzialmente – a riprendere le trame di una costruzione sociale interrotta: dai bisogni non rappresentati quanto dall’impoverimento generalizzato della popolazione.</p>
<p>Ma se questo è il finale allora bisognerà anche riflettere su quanto è accaduto in queste  settimane, su quanto è cambiato nella percezione dei sardi dal febbraio del 2009 ad  oggi. E sicuramente si è incrinato – ed in maniera decisa &#8211; il rapporto di  fiducia che pareva essersi realizzato fra i sardi ed il centrodestra che governa la  Regione ed il Paese.</p>
<p>Ed anche si è trasformato  l’atteggiamento del centrosinistra, che in questi giorni ha ritrovato non solo l’unità  ma il terreno comune di sfida alle destre. Così &#8211; mentre si stringe il cappio  al collo degli italiani di una manovra da 24 miliardi &#8211; in Sardegna la  commistione fra politica ed affari, lo spettro di infiltrazioni mafiose nell’affaire eolico, diviene oggetto del dibattito politico ed entra – passando per  il Consiglio regionale ed i mass media &#8211; sotto i riflettori dell’opinione pubblica. In maniera quasi emblematica a rappresentare il connotato  affaristico ed antisociale del centrodestra.</p>
<p>Il tutto mentre nessuna (realmente nessuna) delle promesse elettorali di un anno fa reggono sotto i colpi  della crisi economica più grave che si ricordi. Perché ciò che avviene in  tutto il Paese ed in tutto il Mondo qui in Sardegna aggrava un processo di desertificazione industriale in corso da decenni. E crediamo che non  valga alcun <em>sorriso</em> <em>o proclama</em> a consolare i cassintegrati della  Vinyls di Porto Torres, gli operai dell’alluminio sulcitano o i tessili della Sardegna centrale.  Così come abbiamo l’impressione che non siano bastati i lustrini  internazionali della Vuitton Trophy alla Maddalena a cancellare l’onta e la beffa delle  risorse scippate dalla Giunta Cappellacci alle bonifiche dei territori  contaminati dall’industria estrattiva.</p>
<p>E tuttavia questo è il medesimo terreno di riflessione che va attraversando il centrosinistra  sardo. Che ritrova se stesso e la capacità di vincere ma che ancora <em>manca di  un progetto</em> che compiutamente possa rappresentare un’alternativa: di sviluppo e di società.</p>
<p>In questo contesto <em>Sinistra Ecologia e  Libertà</em> (3,8%, ovvero quasi un punto percentuale in più rispetto alle Europee 2009) ha  il merito di aver saputo tenere la barra diritta dell’<em>autonomia</em> (politica e progettuale) e dell’<em>unità</em> (delle forze democratiche e di progresso) e – soprattutto dove ha reso  visibile la sua proposta politica ed il suo simbolo – di aver conquistato un  consenso importante, che la <em>rende unico partito del centrosinistra ad incrementare (persino in maniera significativa) i consensi</em>.</p>
<p>E questo accade soprattutto dove <em>fisicamente</em> riesce a rappresentare una coerenza con il rinnovamento politico, culturale e generazionale della Sinistra. Sia a Cagliari che a Nuoro – in  particolare – i risultati (che attestano SEL oltre il 4%) mostrano un andamento interessantissimo  proprio nei collegi nei quali vengono candidati giovani (con percentuali che  toccano l’8-10%) e nelle zone in cui la costruzione politica di SEL è stata in grado di  proporsi con un discreto tasso di innovazione, di incrociare il cammino  dell’associazionismo e dei movimenti.</p>
<p>Ed accade anche perché la sfida lanciata da <em>Nichi Vendola</em> al Paese inizia ad attecchire anche oltre Tirreno. La due giorni del  Presidente della Puglia in terra sarda resterà impressa nella memoria &#8211; delle  migliaia di persone che l’hanno seguita, per convinzione, per passione o anche per  semplice curiosità – come una marcia trionfale. Quelle piazze piene e i volti  colmi di entusiasmo ci hanno restituito un pezzo della speranza che sembrava  morta il 13-14 aprile di due anni fa. E forse ci ha anche portato fortuna credere  che la Puglia non fosse più solo una Regione del Mezzogiorno ma un fatto di  portata nazionale. Così come lo è questo stop – in versione quattro mori – che  l’Isola consegna al berlusconismo.</p>
<p>Insomma un risultato in evidente controtendenza &#8211; con molteplici chiavi di lettura &#8211; che nella  sinistra e nel centrosinistra sardo può e deve aprire una riflessione  approfondita sul futuro.</p>
<p>Michele Piras</p>
<p>SEL Sardegna</p>
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		<title>SEL Sardegna: Odg consiglio regionale su energie rinnovabili</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 14:05:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[Nichi Vendola]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
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		<description><![CDATA[Cagliari, 10 giugno 2010- Il testo dell&#8217;ordine del giorno proposto dal centrosinistra in Consiglio regionale al termine della discussione in Aula sulla mozione sulle energie rinnovabili. Bocciato per i voti della maggioranza di centrodestra. CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA XIV LEGISLATURA ORDINE DEL GIORNO: BRUNO &#8211; URAS &#8211; SALIS &#8211; AGUS &#8211; BARRACCIU &#8211; CARIA &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cagliari, 10 giugno 2010-</strong> Il testo dell&#8217;ordine del giorno proposto dal centrosinistra in Consiglio regionale al termine della discussione in Aula sulla mozione sulle energie rinnovabili. Bocciato per i voti della maggioranza di centrodestra.</p>
<p>CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA<br />
XIV LEGISLATURA</p>
<p>ORDINE DEL GIORNO:</p>
<p><strong>BRUNO &#8211; URAS &#8211; SALIS &#8211; AGUS &#8211; BARRACCIU &#8211; CARIA &#8211; COCCO Pietro &#8211; CUCCA &#8211; CUCCU &#8211; DIANA Giampaolo &#8211; ESPA &#8211; LOTTO &#8211; MANCA &#8211; MELONI Marco &#8211; MELONI Valerio &#8211; MORICONI &#8211; PORCU &#8211; SABATINI &#8211; SANNA Gian Valerio &#8211; SOLINAS Antonio &#8211; SORU &#8211; BEN AMARA &#8211; SECHI &#8211; ZEDDA Massimo &#8211; ZUNCHEDDU &#8211; COCCO Daniele Secondo – MARIANI</strong> sull’utilizzo delle energie rinnovabili e sulla trasparenza e sulla tracciabilità degli investimenti.</p>
<p>IL CONSIGLIO REGIONALE</p>
<p>a conclusione della discussione delle mozioni n. 31/2009 e 62/2010, in merito alla necessità di approvazione dei necessari strumenti di pianificazione e di organizzazione e delle responsabilità gestionali in materia di energia, e della relativa normativa atta a garantire trasparenza e tracciabilità degli investimenti nel settore della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e pulite, non nucleari e per la riduzione delle emissioni inquinanti da impianti a combustione;</p>
<p>premesso che:</p>
<p>è emersa la grave insufficienza della azione di governo del Presidente e della Giunta, in questa materia e in altre di importanza decisiva, per un efficace contrasto agli effetti della pesante crisi sociale ed economica che attraversa attualmente la nostra Regione;</p>
<p>è stata ampiamente dimostrata ancora una volta l&#8217;inadeguatezza dell&#8217;azione amministrativa del sistema pubblico regionale, in relazione alle evidenti urgenze finanziarie, organizzative e operative con le quali l&#8217;Autonomia regionale deve confrontarsi;</p>
<p>è stato rilevato il rischio che livelli di responsabilità di direzione del predetto sistema pubblico possano risultare o solo apparire alle istituzioni locali, alle imprese e ai cittadini, condizionati, non imparziali e non liberi nell&#8217;esercizio delle loro funzioni;</p>
<p>è notizia certa che la Commissione Parlamentare Antimafia, come reso noto dal Presidente della stessa Commissione, si stia occupando di indagare sulle eventuali infiltrazioni mafiose nel campo dell&#8217;energia eolica;</p>
<p>impegna il Presidente e la Giunta Regionale:</p>
<p>1) a porre in essere ogni iniziativa necessaria a garantire la piena funzionalità delle procedure e delle strutture regionali istruttorie e di vigilanza in materia di energia e ambiente;</p>
<p>2) ad acquisire le dimissioni o a procedere alla sostituzione cautelativa dell&#8217;attuale direttore generale dell&#8217;Arpas;</p>
<p>3) ad attivare una interlocuzione istituzionale con la Commissione Parlamentare Antimafia, al fine di acquisire utili indicazioni finalizzate alla migliore organizzazione delle norme e delle procedure di competenza regionale, con l’obiettivo di impedire ogni possibile infiltrazione affaristica da parte della criminalità organizzata nelle attività di produzione, trasporto, distribuzione dell’energia;</p>
<p>4) a farsi parte attiva in sede di Conferenza Stato-Regioni all’interno del Piano d’azione regionale il cui completamento è previsto entro il 30 giugno p.v. e siano definite in un’ottica di federalismo solidale le quote di energia elettrica prodotte da FER, da assegnare alle singole Regioni che all’interno di un proprio piano potranno stabilire le modalità di impiego in termini di ricadute sociali, occupazionali ed economiche;</p>
<p>5) ad avviare con immediatezza le procedure di adeguamento del PERS, che tenga conto del necessario equilibrio complessivo tra potenza elettrica installata e consumi elettrici regionali; che affronti in chiave di sostenibilità il tema dell’efficienza energetica negli specifici piani relativi alla promozione della mobilità elettrica, alla riqualificazione energetica del patrimonio edilizio pubblico e privato, all’ottimizzazione dell’efficienza del trasporto e produzione di energia secondo il modello della generazione diffusa.</p>
<p>Impegna inoltre il Consiglio:</p>
<p>a perfezionare e porre all&#8217;esame dell&#8217;Aula in apertura della prossima seduta le norme urgenti riguardanti lo sblocco delle attività di installazione di impianti di energia rinnovabile di interesse delle piccole aziende artigiane ed agricole, per gli edifici di proprietà pubblica sede di attività pubbliche, e dei singoli cittadini in linea con le disposizioni nazionali in materia.</p>
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		<title>Uras (SEL Sardegna): incidenti lavoro, commissione inchiesta riferisca</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 11:59:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(AGI) &#8211; Cagliari, 8 giu. &#8211; &#8220;La commissione d&#8217;inchiesta istituita dal Consiglio regionale riferisca al piu&#8217; presto all&#8217;Aula, anche solo sull&#8217;esito delle prime attivita&#8217; d&#8217;inchiesta gia&#8217; svolte&#8221;. Lo chiede il capogruppo di Comunisti-Sinistra Sarda-Rosso Mori, Luciano Uras, dopo i due incidenti avvenuti stamane a Serrenti e Nurri. &#8220;Esprimiamo vicinanza e comprensione ai familiari colpiti da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-9773"></span></p>
<p>(AGI) &#8211; Cagliari, 8 giu. &#8211; &#8220;La commissione d&#8217;inchiesta istituita dal Consiglio regionale riferisca al piu&#8217; presto all&#8217;Aula, anche solo sull&#8217;esito delle prime attivita&#8217; d&#8217;inchiesta gia&#8217; svolte&#8221;. Lo chiede il capogruppo di Comunisti-Sinistra Sarda-Rosso Mori, Luciano Uras, dopo i due incidenti avvenuti stamane a Serrenti e Nurri.</p>
<p>&#8220;Esprimiamo vicinanza e comprensione ai familiari colpiti da un cosi&#8217; tragico lutto&#8221;, afferma Uras. &#8220;Tutto questo avviene a due anni dall&#8217;approvazione della legge per la sicurezza, tristemente inattuata&#8221;.(AGI) Red-Rob 081930 GIU 10</p>
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		<title>Non è un paese per vecchi</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 11:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-9801"></span></p>
<p>In Sardegna insistiamo su una strada che appare ormai tracciata per il rilancio di un progetto politico di sinistra, che si esprime in più dimensioni: quella ideale, impegnata a scrivere una storia di pace e armonia con l&#8217;ambiente naturale e il suo assoluto valore per tutti gli esseri viventi; quella di movimento che contrasta la rassegnazione e l&#8217;immobilismo, sociale ed economica, che poggia sui pilastri dell&#8217;istruzione e della conoscenza, e sui giovani – donne e uomini – che li costituiscono con le loro intelligenze</p>
<p>Non c&#8217;è più spazio per le facili vie di fuga, che verosimilmente conducono in vicoli ciechi. Non è più il tempo degli incroci a raso, che producono inevitabili scontri in presenza di manovre figlie di una politica vecchia, statica, ossidata e incapace di cambiare.  E&#8217; un ambito questo, in cui non si può più asserire che tutte le strade portano, metaforicamente, a Roma. La strada per raggiungere l&#8217;obiettivo non può che essere nuova, diversa da quelle conosciute</p>
<p>La rivoluzione politico-culturale necessaria all&#8217;affermazione dei valori della sinistra, dei diritti, della giustizia sociale e del progresso,anche in Sardegna, può e deve germogliare sul terreno fertile di un rinnovato interesse delle/alle nuove generazioni. Di questo ci siamo resi conto anche in quest&#8217;ultima esperienza elettorale non solo per il risultato, ma sopratutto sul modo di perseguirlo. Così va letto anche il successo di movimenti giovani e di giovani indipendentisti sardi.</p>
<p>Abbiamo sentito un entusiasmo che va coltivato e incoraggiato per coglierne i frutti, secondo un ciclo che è naturale e politico.</p>
<p>La disaffezione alla partecipazione attiva dei cittadini nell&#8217;evolversi dei processi politici, sembra trovare un freno nella coraggiosa, quanto difficile, proposta di un reale e concreto rinnovamento dell&#8217;attuale classe politica, percepita come espressione di un vecchio modo di intendere la partecipazione e, in definitiva, la democrazia.</p>
<p>La strada tracciata è ancora piena di insidie. Il potere costituito è spesso impermeabile alla stessa fonte del suo mantenimento: egoista e ingeneroso rispetto alle nuove generazioni escluse dalla vita politica economica e sociale del nostro paese. Senza pene alla sentenza, è necessario tuttavia ribadire che il processo in atto ha l&#8217;ambizioso obiettivo del rinnovamento generazionale, utile a restituire ai giovani il diritto allo sviluppo naturale della propria esistenza e alle nostre comunità il diritto alla sopravvivenza.</p>
<p>Una svolta che non può e non deve consumarsi nelle maglie strette e fuorvianti del cambiamento solo anagrafico. Un nuovo modo di intendere la politica come partecipazione libera alla vita pubblica necessita di strumenti snelli e agili, in un sistema orizzontale senza gerarchie centralistiche, in una qualità diversa di relazione tra diverse espressioni politiche di impegno genuino.</p>
<p>La strada è tracciata se qualcuno decide di percorrerla con determinazione, onesta e coerenza. Diventerà sicura e percorribile se passo dopo passo il terreno diventerà tanto solido da garantire alle nuove generazioni di attraversarla con successo.</p>
<p>Ecco perché dobbiamo augurarci che la strada sia lunga e che nessuno si possa perdere.</p>
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		<title>Uras (SEL Cagliari): ballottaggi elezioni amministrative sarde</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 13:02:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(ANSA) &#8211; CAGLIARI, 6 GIU &#8211; &#8216;In occasione dei ballottaggi per le elezioni amministrative sarde, lo vogliamo ribadire concretamente: per noi e&#8217; assolutamente coerente, politicamente giusto e moralmente conseguente sostenere attivamente, in tutte le realta&#8217;, gli schieramenti democratici e di centrosinistra. E&#8217; cosi&#8217; a Cagliari, in Ogliastra, a Nuoro, provincia e comune, e&#8217; cosi&#8217; a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-9688"></span>(ANSA) &#8211; CAGLIARI, 6 GIU &#8211; &#8216;In occasione dei ballottaggi per le elezioni amministrative sarde, lo vogliamo ribadire concretamente: per noi e&#8217; assolutamente coerente, politicamente giusto e moralmente conseguente sostenere attivamente, in tutte le realta&#8217;, gli schieramenti democratici e di centrosinistra. E&#8217; cosi&#8217; a Cagliari, in Ogliastra, a Nuoro, provincia e comune, e&#8217; cosi&#8217; a Iglesias&#8217;. E&#8217; quanto ha affermato, in una nota, l&#8217;esponente di Sinistra Ecologia e Liberta&#8217; (Sel).<br />
&#8216;La sfida politica ed elettorale nei confronti del centrodestra, anche in Sardegna, riguarda i grandi temi della politica. Il segnale che deve partire dall&#8217;Isola &#8211; ha sggiunto Uras &#8211; deve essere di inequivocabile contrasto alla manovra economica e finanziaria, nordcentrica ed iniqua, proposta dal Governo. Deve essere un no deciso al progressivo logoramento delle istituzioni democratiche autonomiste, un no all&#8217;aggressione delle liberta&#8217; fondamentali, ad iniziare da quello della libera e plurale informazione. In questo quadro perseguiamo con coerenza l&#8217;unita&#8217; del centrosinistra e delle forze democratiche ed autonomiste&#8217;.</p>
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		<title>Amministrative in Sardegna: SEL al 3,8%</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jun 2010 19:44:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sembra proprio che – dopo mesi di soffocante scirocco – in Sardegna il vento inizi gradualmente a cambiare. Un maestralino leggero si potrebbe dire, in tempi nei quali al solo sentir parlare di vento vengono i brividi a quelli dell&#8217;eolico, delle dolci serate romane d&#8217;inizio estate passate a raccomandare questo o quell&#8217;altro personaggio. Di ciò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sembra proprio che – dopo mesi di  soffocante scirocco – in Sardegna il vento inizi gradualmente a  cambiare. Un maestralino leggero si potrebbe dire, in tempi nei quali al  solo sentir parlare di vento vengono i brividi a <em>quelli dell&#8217;eolico</em>,  delle dolci serate romane d&#8217;inizio estate passate a <em>raccomandare </em>questo o quell&#8217;altro personaggio.</p>
<p>Di ciò  si parla nell&#8217;Isola e non solo nelle settimane precedenti il voto del  30/31 maggio.<span id="more-9508"></span></p>
<p>Degli  incontri fra Denis Verdini, il faccendiere Flavio Carboni e Ugo  Capellacci. Il primo coordinatore del Pdl, il secondo a capo di una  cordata di imprenditori interessati al business dell&#8217;eolico, il terzo  presidente di una Regione che sarebbe dovuta tornare a sorridere e che  invece rinnova quotidianamente la lista lunga dei nuovi disoccupati,  cassintegrati, emigrati. E si parla anche di quella nomina alla  presidenza dell&#8217;Arpas (l&#8217;agenzia per il paesaggio). Tale Ignazio Farris,  caldeggiato dal Carboni e dal Verdini, quale garante di un <em>approccio  moderato</em> sulla questione dell&#8217;impatto paesaggistico delle pale e  dei parchi eolici. Quelli <em>off shore</em> quanto quelli <em>a terra</em>.</p>
<p>Ed  anche si parla dei fondi destinati alle bonifiche del Sulcis, quindi al  lavoro ed all&#8217;ambiente, quelli dirottati sulla Vuitton Cup gallurese ed a  retribuire lautamente la consulenza di tale Crisponi, sconosciuto ai  più ma assurto agli onori della cronaca politica per essere il candidato  Pdl alla presidenza della provinicia di Nuoro, oltre che l&#8217;addetto alla  ricerca delle sponsorizzazioni per il succitato evento.</p>
<p>E  mentre i tre dell&#8217;estate romana oggi risultano indagati per corruzione,  Verdini anche per riciclaggio e Carboni per associazione a delinquere,  nel Sulcis come nel Sassarese chiudono le ultime fabbriche del sogno  industriale sardo che fu. Per la Sardegna centrale non c&#8217;è problema: già  fatto, già dato alle liste di disoccupazione.</p>
<p>In  questo quadro, un PdL orfano della <em>generosa</em> presenza dell&#8217;uomo di Arcore alle regionali  di un anno fa perde il 53% dei propri consensi, lasciando sul campo 131  mila voti, calando al 16% e lasciando il primato di primo partito sardo  a un Pd sgangherato, rissoso e tuttavia capace di perdere <em>appena</em> 59 mila voti rispetto alle regionali 2009.</p>
<p>Ma  soprattutto non è un caso che il vero trionfatore di questa tornata  amministrativa sia il <em>partito del non voto</em>. A questo turno  infatti si sono astenuti l&#8217;11% in più degli aventi diritto, facendo  calare i votanti al 55% e i voti validi a molto meno. Sarà la crisi,  sarà il degrado della politica, sarà che le province sono l&#8217;ente meno  comprensibile agli occhi degli elettori, ma un ragionamento andrà svolto  anche su questo ennesimo record negativo.</p>
<p>Mille  incredibili specificità locali, fratture in entrambi i poli, liste  civiche di ogni genere, rendono particolarmente ardua l&#8217;analisi del  voto.</p>
<p>Intanto  si può dire – anche a dispetto delle premesse che avrebbero voluto il  centrodestra trionfante in 7 province su 8 – che per il centrosinistra  ancora convalescente dalla batosta alle regionali l&#8217;<em>inversione della  tendenza</em> – fra mille difficoltà &#8211; c&#8217;è stata.</p>
<p>Al primo turno al centrosinistra vanno 3 province: Sassari e  Medio Campidano (come si prevedeva) e il Sulcis (con una rimonta  insperata rispetto ai blocchi di partenza). Anche il comune di Sassari  si conferma (con il 60% dei voti) di centrosinistra.</p>
<p>Al centrodestra due province: Gallura e Oristano. Tra i comuni  più importanti è Quartu S.Elena (terza municipalità dell&#8217;Isola) che  passa da un sindaco Pd a un sindaco Pdl.</p>
<p>Ballottaggi invece nelle altre 3 province ed anche nei comuni  di Nuoro, Sestu, Iglesias.</p>
<p>A Cagliari l&#8217;uscente Milia si ferma al 34% contro il 46% dello  sfidante Farris (centrodestra) e il tentativo – complicato ma non  impossibile – sarà quello di una rimonta e di un ricomposizione unitaria  del centrosinistra.</p>
<p>A Nuoro è in vantaggio il centrodestra targato Vuitton Cup ma  di un incollatura (al 38%). L&#8217;uscente Deriu (Pd) si è infatti fermato al  32%, grazie anche all&#8217;exploit di Efisio Arbau (il Vendola sardo ha –  forse con un po&#8217; troppa enfasi – scritto Il Fatto Quotidiano) il giovane  avvocato pastore (sostenuto anche da Sel) che ha sfidato le gerarchie  democratiche raccogliendo un ottimo 24% ed aprendo la strada alla  possibilità di contrattare da un punto di forza una profonda riforma  della politica nuorese.</p>
<p>In Ogliastra – provincia tradizionalmente di centrosinistra –  si andrà invece al ballottaggio fra Pilia (csx) e Rubio (cdx) separati  da un incollatura.</p>
<p>UNO SGUARDO AI PARTITI.</p>
<p>Già detto del Pd e del Pdl resta qualche considerazione da fare  sui partiti e sui loro risultati.</p>
<p>Innanzitutto Sinistra Ecologia e Libertà, presentatasi con  liste proprie in 5 province su 8 raccoglie un risultato importante in  una condizione di estrema difficoltà: il 3,8%, 16 mila voti circa in 5  province che da sole bastano a coprire la quota raggiunta alle europee  2009 in tutto il territorio regionale e ad incrementare quel dato dello  0,9% circa.</p>
<p>Bene soprattutto a Cagliari (4%), Nuoro (4% sia in provincia  che al comune) e Sulcis (3,7%).</p>
<p>A Sassari Sel è andata a confluire in una lista di Sinistra  Unita (con Rifondazione, Socialisti e Verdi) che ha raccolto il 5% sia  in provincia che in comune. Lievemente superiore l&#8217;omologo esperimento  fatto a Porto Torres (5,7%) e quello di Sestu (6,3% con dentro anche  Rosso Mori).</p>
<p>A Oristano la bicicletta Sel-Verdi raccoglie il 2% e quella fra  Sel e Rosso Mori in Gallura il 2,3%. Entrambi territori storicamente  piuttosto ostici per la sinistra.</p>
<p>Continua la parabola discendente della Federazione della  sinistra, che scende dal 4,79% delle europee al 3,6% nei territori dove  si è presentata (ovvero tutti esclusa Sassari).</p>
<p>Consistenti infine i movimenti nell&#8217;area sardista: da una parte  il ridimensionamento di Rosso Mori &#8211; scesi al 2,1% dal 2,5% delle  regionali 2009 – dall&#8217;altra il balzo in avanti del Partito Sardo  d&#8217;Azione (storico partito regionale fondato da Emilio Lussu nel 1921)  che nella sua collocazione di centrodestra ritrova percentuali che  parevano sepolte nella memoria dei decenni passati. Il 6,8% ma  soprattutto il 16% di Nuoro (primo partito provinciale della coalizione  di centrodestra).</p>
<p>Piccolo exploit anche per l&#8217;Irs (Indipendenza Repubblica di  Sardegna) di Gavino Sale, passato dal 2% al 3,9%, che raccoglie una  parte del voto di protesta e unn crescente consenso fra i giovani.</p>
<p>Nota stonata e fenomeno da analizzare in profondità  l&#8217;affermazione della Lega Nord made in Sardinya, che sbarca nell&#8217;Isola e  raccoglie 4100 voti, concentrate in territori come Gallura e Ogliastra  dove arriva – non di rado – a sfiorare il 4%. No comment.</p>
<p>LA MARCIA DI NICHI</p>
<p>Da ultimo, anche se non in ordine di importanza nelle  considerazioni da svolgere, c&#8217;è da dire che la presenza di Nichi Vendola  nell&#8217;Isola è stata di gran lunga il dato più significativo della  campagna elettorale di Sel e per tutto il centrosinistra: 1500 persone a  Cagliari, 2000 al comizio di Nuoro, 500 in piazza Municipio ad Iglesias  (all&#8217;una del pomeriggio!). Una marcia trionfale che ha fatto  impallidire le iniziative di tutti gli altri leaders del centrodestra  come del centrosinistra e che ha restituito una speranza a tutti noi. E  un buon augurio per tutti noi.</p>
<p>Infine i ballottaggi del 13-14 giugno. Che si svolgeranno nel  clima più infuocato che la politica sarda ricordi da anni - all&#8217;indomani  della discussione in Consiglio regionale sulla mozione del  centrosinistra &#8211; dopo il gran rifiuto del governatore Capellacci. Quello  opposto l&#8217;1 giugno in aula ai consiglieri della minoranza consiliare  che chiedevano il dibattito sulle dichiarazioni rese dal presidente  circa l&#8217;affaire eolico.</p>
<p>Insomma, sarà il vento che sta cambiando? Diciamo che – coi  tempi che corrono e <em>le pale che girano</em> – l&#8217;immagine potrebbe essere persino quella  giusta. Speriamo.</p>
<p>Michele Piras</p>
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		<title>Nichi Vendola in Sardegna. Domani sabato 22 e domenica 23 maggio.</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 13:58:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nichi Vendola, portavoce nazionale di Sinistra Ecologia Liberta&#8217;, sara&#8217; in Sardegna domani sabato 22 e domenica 23 maggio, dove partecipera&#8217; ad una serie di manifestazioni pubbliche a sostegno delle liste di Sel e dei candidati del centrosinistra a sindaci e presidenti di provincia. Domani sabato 22, Vendola sara&#8217; alle ore 11,30 in piazza Municipio a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-9001"></span></p>
<p><strong>Nichi Vendola</strong>, portavoce nazionale di <strong>Sinistra Ecologia Liberta&#8217;</strong>, sara&#8217; in <strong>Sardegna </strong>domani <strong>sabato 22 </strong>e <strong>domenica 23 maggio</strong>, dove partecipera&#8217; ad una serie di manifestazioni pubbliche a sostegno delle liste di Sel e dei candidati del centrosinistra a sindaci e presidenti di provincia.</p>
<p><strong>Domani sabato 22</strong>, <strong>Vendola </strong>sara&#8217; alle <strong>ore 11,30</strong> in piazza Municipio a <strong>Iglesias </strong>per un comizio  insieme al candidato a presidente della provincia Tore Cherchi e il candidato sindaco Pierluigi Carta. Quindi incontro con i lavoratori della Rockwoll, dell&#8217;Alcoa e dell&#8217;Eurallumina.<br />
Alle <strong>ore 14</strong> a <strong>Santa Giusta</strong>, presso la cooperativa Il Seme localita&#8217; Corte Baccas, incontro con il mondo del volontariato e della cooperazione sociale.<br />
Alle <strong>ore 17,30</strong> a <strong>Cagliari </strong>assemblea pubblica presso l&#8217;<strong>Hotel Mediterraneo</strong> insieme al candidato presidente della provincia Graziano Milia.<br />
<strong>Domenica 23 maggio </strong>il programma prevede alle <strong>ore 9,30</strong> visita alla <strong>Casa Gramsci di Ghilarza.</strong><br />
Alle <strong>ore 11,30 </strong>a <strong>Nuoro</strong>, in piazza Vittorio Emanuele, comizio con il candidato sindaco Gianni Salis e il candidato presidente della provincia Efisio Arbau.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>SEL Uras: Roma non paga, siamo in bancarotta, soldi appena sufficienti per pagare stipendi dipendenti</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 16:44:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(ANSA) &#8211; CAGLIARI, 18 MAG &#8211; &#8216;Siamo alla bancarotta nel totale disinteresse di tutti&#8217;. Cosi&#8217; il capogruppo in Consiglio regionale di Comunisti-Sinistra sarda-Rossomori, Luciano Uras (Sel), commenta lo stato delle entrate e della spesa Sardegna sulla base dei dati della Ragioneria generale aggiornati al 14 maggio. Tra fondi di competenza e somme residue, la disponibilita&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-8812"></span>(ANSA) &#8211; CAGLIARI, 18 MAG &#8211; &#8216;Siamo alla bancarotta nel totale disinteresse di tutti&#8217;. Cosi&#8217; il capogruppo in Consiglio regionale di Comunisti-Sinistra sarda-Rossomori, Luciano Uras (Sel), commenta lo stato delle entrate e della spesa Sardegna sulla base dei dati della Ragioneria generale aggiornati al 14 maggio.<br />
Tra fondi di competenza e somme residue, la disponibilita&#8217; di circa 17 miliardi di euro per il 2010 non e&#8217; legata ad un proporzionale uso delle risorse, ferme a 2,6 miliardi. Al &#8216;disastro&#8217; si aggiunge una grave inadempienza dello Stato: delle entrate previste pari a quasi 9,9 miliardi, per la gran parte frutto dei trasferimenti da Roma, quelle accertate finora ammontano a 1,3 miliardi. La Regione, denuncia Uras, e&#8217; a malapena in grado di pagare gli stipendi dei dipendenti e sostenere il sistema degli enti locali, ma nulla sta facendo per attenuare i reali problemi legati alla crisi produttiva dell&#8217;isola. Le conseguenze negative si ripercuotono sull&#8217;intera economia &#8211; sottolinea l&#8217;esponente dell&#8217;opposizione &#8211; poiche&#8217; gli stessi fornitori della Pubblica amministrazione vengono pagati in ritardo (&#8216;se va bene a 300 giorni&#8217;).<br />
Tutto questo cozza con il bilancio della Regione, definito dalla Sinistra &#8216;fasullo&#8217; perche&#8217; e&#8217; ricco &#8216;di promesse di spesa e di illusioni di entrata&#8217;. Polemiche di schieramento a parte, Uras e compagni di partito ritengono necessari alcuni interventi: varare una veritiera manovra di assestamento; modificare le norme di contabilita&#8217; reintroducendo controlli piu&#8217; incisivi; rendere operativa la Commissione d&#8217;inchiesta consiliare chiamata a stabilire il perche&#8217; non si spende con celerita&#8217;; farsi valere con lo Stato per ottenere quanto spetta alla Sardegna. In particolare, sul rapporto con il Governo centrale il capogruppo di Sel teme che l&#8217;austerita&#8217; annunciata con il contenimento della spesa e con un eventuale irrigidimento dei vincoli del patto di stabilita&#8217;, finisca per penalizzare ulteriormente un&#8217;isola che rimane in silenzio. (ANSA)</p>
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		<title>Il governo nazionale complice di ENI</title>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 08:53:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ciò che si temeva è puntualmente arrivato. Anche l’ultima speranza di una positiva conclusione della vertenza Vynils è naufragata nel disinteresse del Governo nazionale, nelle promesse elettorali non mantenute di Berlusconi, nell’inesistenza di una Giunta Regionale, piatta succursale di Roma, che nulla ha fatto per contribuire, in modo decisivo, alla sua risoluzione. Una decisione che, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciò che si temeva è puntualmente arrivato. Anche l’ultima speranza di una positiva conclusione della vertenza Vynils è naufragata nel disinteresse del Governo nazionale, nelle promesse elettorali non mantenute di Berlusconi, nell’inesistenza di una Giunta Regionale, piatta succursale di Roma, che nulla ha fatto per contribuire, in modo decisivo, alla sua risoluzione.</p>
<p><span id="more-8553"></span>Una decisione che, se confermata, farebbe precipitare il territorio, già provato da una disoccupazione altissima, in una crisi drammatica, dagli sviluppi imprevedibili.<br />
Senza proporre alcuna alternativa, Eni cinicamente persegue il disegno di distruzione della chimica sarda, incurante delle conseguenze sociali che comporta.<br />
Nessuna influenza sulle sue decisioni di multinazionale ex lege ed ex stato, sembra avere il fatto di essere partecipata in maggioranza dallo Stato italiano.</p>
<p>Nel caso della Chimica, come sanno tutti, non si tratta di un settore in crisi di domanda, in quanto il PVC è un prodotto che ha un grande mercato e commercializzazione mondiale, e che se non si produrrà più in Italia, occorrerà importarlo, a prezzi molto più elevati, contribuendo ad aggravare la bilancia commerciale del paese.  Una scelta senza logica industriale, quindi, se non quella di sbarazzarsi di un settore nel quale non si vuole più investire, perché si ritiene più remunerante, per l’azienda e i suoi azionisti, un altro business, quello del gas e dell’energia.</p>
<p>Nei primi tre mesi dell’anno, l’ENI ha ottenuto un utile operativo di 4,33 miliardi (+15,4%).  L’Amministratore Delegato, Dott. Paolo Scaroni, ha commentato con queste parole l’ottimo risultato raggiunto:&#8221;Nel primo trimestre 2010 Eni ha conseguito solidi risultati operativi e finanziari in un contesto di mercato ancora difficile. Continuiamo ad investire per la crescita e a migliorare il livello di efficienza con l&#8217;obiettivo di creare valore per gli azionisti.&#8221;</p>
<p>Questo crediamo sia il vero obiettivo di ENI: creare valore per gli azionisti sulla pelle dei lavoratori!  La Sinistra Unita ritiene inaccettabile il modus operandi dell’ENI, invoca l’immediata discesa in campo del Presidente del Consiglio e del Governatore Cappellacci, l’assunzione di responsabilità di tutto il Governo, e in caso di stallo, la mobilitazione permanente, con le dimissioni in blocco dei rappresentanti istituzionali del territorio.</p>
<p>In caso di rinuncia della RAMCO, occorrerà costringere ENI a rivedere i suoi piani e a mantenere produttiva la chimica italiana.</p>
<p>Giancarlo Balbina,</p>
<p>portavoce di Alghero di Sinistra Ecologia e Libertà</p>
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		<title>SEL Sardegna su vertenza Vinyls</title>
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		<pubDate>Thu, 13 May 2010 15:33:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La vertenza Vinyls è nella totale responsabilità del Governo e dell’Eni. La notizia sull’abbandono della trattativa da parte della multinazionale araba Ramco giunge a sorpresa, e rinnova lo stato di angosciante preoccupazione dei lavoratori da mesi e mesi in lotta per il proprio posto di lavoro.  A loro va la nostra attiva solidarietà. Riteniamo che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-8541"></span></p>
<p>La vertenza Vinyls è nella totale responsabilità del Governo e dell’Eni. La notizia sull’abbandono della trattativa da parte della multinazionale araba Ramco giunge a sorpresa, e rinnova lo stato di angosciante preoccupazione dei lavoratori da mesi e mesi in lotta per il proprio posto di lavoro.  A loro va la nostra attiva solidarietà. Riteniamo che sia arrivato il momento di porre al centro dell’iniziativa istituzionale – Consiglio regionale, Giunta regionale e Amministrazioni tutte del territorio – questa vertenza come la più urgente delle vertenze regionali in atto.  Questa vicenda assume un carattere emblematico per tutto il Mezzogiorno d’Italia, anche per la grande civiltà dimostrata dai lavoratori e dalle loro organizzazioni sindacali nel condurre la battaglia.  Chi appare ancora una volta inadeguato al compito è il Governo e l’ENI, che pare abbiano deciso lo smantellamento dell’intero comparto chimico industriale.  Se ciò fosse vero sarebbe un disastro per l’apparato produttivo e per il sistema economico nazionale e regionale.  Proponiamo a tutte le forze politiche presenti nell’Assemblea regionale la discussione in Consiglio di una specifica mozione urgente. Riteniamo che non vi siano appuntamenti politici o elettorali che possano impedirci una presa di posizione la più unitaria possibile affianco dei lavoratori. Così come abbiamo fatto in altre circostanze.</p>
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		<title>Fiume Santo: basta carbone. Ne vogliamo discutere?</title>
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		<pubDate>Wed, 05 May 2010 09:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Titoloni in prima pagina annunciano, in pompa magna, che a Fiume Santo si farà un&#8217;altra centrale a carbone, come se ne avessino un gran bisogno. Miracoli della campagna elettorale. Non arrivano risposte per i lavoratori della Vinyls, per il rilancio del porto, per il metano, per il futuro del petrolchimico, per la scuola pubblica, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-8054"></span></p>
<p>Titoloni in prima pagina annunciano, in pompa magna, che a Fiume Santo si farà un&#8217;altra centrale a carbone, come se ne avessino un gran bisogno. Miracoli della campagna elettorale. Non arrivano risposte per i lavoratori della Vinyls, per il rilancio del porto, per il metano, per il futuro del petrolchimico, per la scuola pubblica, per i precari di ogni ordine e grado, ma il carbone si. Ecco la risposta ai problemi dell&#8217;occupazione, se fosse stata la centrale nucleare sarebbe stato lo stesso!<br />
Ma ciò che lascia sbigottiti è la faccia tosta con la quale raccontano balle:<br />
la prima:<br />
1000 POSTI DI LAVORO! Chiunque abbia una minima conoscenza di impiantistica industriale sa che la costruzione di un nuovo gruppo elettrico, in un&#8217;area già infrastrutturata, non potrà mai impegnare manodopera in quel nuemro esorbitante. Possiamo stimare che, nella fase di punta della costruzione, saranno impegnati al massimo 300 / 350 lavoratori. l&#8217;intero cronoprogramma si sviluppera nel&#8217;arco di 2 / 3 anni. Si tratta per lo più di lavori di montaggio: carpenterie, caldaie, turbine, strumentazione oltre al rifaccimento della torre-fumi. Insomma tutte parti costruire altrove che qui saranno solo montate.<br />
la seconda:<br />
UN INDOTTO DI 100 AZIENDE, notare le cifre tonde. questa è una vera e propria idiozia. Non esisterà un indotto nell&#8217;accezione vera del termine. Le aziende di installazione, infatti, finita la costruzione se ne vanno, lasceranno manodopera in mobilità ed in disoccupazione ed andranno a costruire impianti altrove. Nell&#8217;esercizio della centrale, inoltre, difficilmente ci saranno nuovi occupati, perchè giustamente demoliti i gruppi 1 e 2, ormai obsoleti, il personale, una decina di unità, verrà impegnato sul nuovo. La nuova costruzione, che non casualmente sorgera a fianco dei gruppi 3 e 4, impegnerà meno addetti perchè ottimizzerà il processo, manutenzioni comprese.<br />
Conclusione. A Fiume Santo si produrrà, con tre gruppi a carbone, 960 megawatt di energia elettrica per il continente, essendo la Sardegna in sovraproduzione, per la riduzione dei consumi. I contenuti dell&#8217;intesa, stipulata tra la giunta Soru e l&#8217;ENDESA, che prevedevano l&#8217;uso del metano non sembra saranno rispettati, perchè il metano passerà lontano dalla Sardegna Nord Occidentale e la giunta Cappellacci non parla di modifica del tracciato.<br />
I giornali, La nuova Sardegna in testa, salutano come una grande boccata di ossigeno questo investimento, di 600 milioni di euro, senza dire che solo una piccola parte di questo sarà speso a Fiume Santo, nelle opere di installazione.<br />
Il PDL e purtroppo anche il PD, applaudono all&#8217;operazione, consegnando ancora una volta la Sardegna alle logiche speculative nazionali e delle multinazionali, senza nemmeno chiedere, in cambio, investimenti produttivi veri, ma anzi tacendo sullo smantellamento dell&#8217;apparato industriale isolano.<br />
Ne vogliamo almeno discutere?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>SEL Sardegna: presentazione gruppo dei candidati alle elezioni provinciali</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 14:22:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti territoriali]]></category>
		<category><![CDATA[candidati elezioni provinciali 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Nichi Vendola]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra ecologia e libertà]]></category>

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		<description><![CDATA[N. Cognome e nome Luogo e data di nascita Candidato per il collegio di : 1 DETTORI ANDREA CAGLIARI 01/04/1976 CAGLIARI  I 2 MASSA MATTEO CAGLIARI 18/11/1985 CAGLIARI   II 3 MASCIA SERGIO CAGLIARI 22/04/1977 CAGLIARI   III 4 PITTALIS MARIA SERAFINA CANTALUPO LIGURE(AL) 05/01/1941 CAGLIARI   IV 5 ATZORI UGO CARBONIA  21/10/ 1949 CAGLIARI   V 6 CUGUSI GIORGIO [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-7989"></span></p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<thead>
<tr>
<td width="65" valign="top"><strong>N.</strong></td>
<td width="250" valign="top"><strong>Cognome e nome</strong></td>
<td width="250" valign="top"><strong>Luogo e data di nascita</strong></td>
<td width="283" valign="top"><strong>Candidato per il collegio    di :</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="65" valign="top"><strong>1</strong></td>
<td width="250" valign="top"><strong>DETTORI ANDREA</strong></td>
<td width="250" valign="top"><strong>CAGLIARI 01/04/1976</strong></td>
<td width="283" valign="top"><strong>CAGLIARI     I</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="65" valign="top"><strong>2</strong></td>
<td width="250" valign="top"><strong>MASSA MATTEO</strong></td>
<td width="250" valign="top"><strong>CAGLIARI 18/11/1985</strong></td>
<td width="283" valign="top"><strong>CAGLIARI      II</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="65" valign="top"><strong>3</strong></td>
<td width="250" valign="top"><strong>MASCIA SERGIO</strong></td>
<td width="250" valign="top"><strong>CAGLIARI 22/04/1977</strong></td>
<td width="283" valign="top"><strong>CAGLIARI      III</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="65" valign="top"><strong>4</strong></td>
<td width="250" valign="top"><strong>PITTALIS MARIA SERAFINA</strong></td>
<td width="250" valign="top"><strong>CANTALUPO LIGURE(AL) </strong></p>
<p><strong>05/01/1941</strong></td>
<td width="283" valign="top"><strong>CAGLIARI      IV</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="65" valign="top"><strong>5</strong></td>
<td width="250" valign="top"><strong>ATZORI UGO</strong></td>
<td width="250" valign="top"><strong>CARBONIA     21/10/ 1949</strong></td>
<td width="283" valign="top"><strong>CAGLIARI      V</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="65" valign="top"><strong>6</strong></td>
<td width="250" valign="top"><strong>CUGUSI GIORGIO</strong></td>
<td width="250" valign="top"><strong>CAGLIARI 02/08/1957</strong></td>
<td width="283" valign="top"><strong>CAGLIARI      VI</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="65" valign="top"><strong>7</strong></td>
<td width="250" valign="top"><strong>MASCIA MARISA</strong></td>
<td width="250" valign="top"><strong>CAGLIARI     12/02/1964</strong></td>
<td width="283" valign="top"><strong>CAGLIARI      VII</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="65" valign="top"><strong>8</strong></td>
<td width="250" valign="top"><strong>BERTOCCHI ALESSANDRA</strong></td>
<td width="250" valign="top"><strong>IGLESIAS     01/01/1958</strong></td>
<td width="283" valign="top"><strong>CAGLIARI      VIII</strong></td>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td width="65" valign="top"><strong>9</strong></td>
<td width="250" valign="top"><strong>CAREDDA ALFREDO</strong></td>
<td width="250" valign="top"><strong>CAGLIARI 13/06/1948</strong></td>
<td width="283" valign="top"><strong>CAGLIARI     IX</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="65" valign="top"><strong>10</strong></td>
<td width="250" valign="top"><strong>TRONCI PAMELA</strong></td>
<td width="250" valign="top"><strong>CAGLIARI    01/05/ 1986</strong></td>
<td width="283" valign="top"><strong>SELARGIUS</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="65" valign="top"><strong>11</strong></td>
<td width="250" valign="top"><strong>ASUNIS MARCO</strong></td>
<td width="250" valign="top"><strong>QUARTU S.E. 22/12/1952</strong></td>
<td width="283" valign="top">S<strong>ELARGIUS, MONSERRATO</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="65" valign="top"><strong>12</strong></td>
<td width="250" valign="top"><strong>ORRU’ ELISEO</strong></td>
<td width="250" valign="top"><strong>MONSERRATO/CAGLIARI 22/09/1958</strong></td>
<td width="283" valign="top"><strong>MONSERRATO</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="65" valign="top"><strong>13</strong></td>
<td width="250" valign="top"><strong>TOLU IGNAZIO</strong></td>
<td width="250" valign="top"><strong>QUARTU S.E. 21/09 1959</strong></td>
<td width="283" valign="top"><strong>QUARTU S.E.    I</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="65" valign="top"><strong>14</strong></td>
<td width="250" valign="top"><strong>DEMARTIS LUIGI noto GIGI </strong></td>
<td width="250" valign="top"><strong>QUARTU S.E. 25/03/1962</strong></td>
<td width="283" valign="top"><strong>QUARTU S.E.    II</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="65" valign="top"><strong>15</strong></td>
<td width="250" valign="top"><strong>MADEDDU Marilena Pia Beatrice </strong></td>
<td width="250" valign="top"><strong>ORISTANO    21/05/1958</strong></td>
<td width="283" valign="top"><strong>QUARTU S.E.    III</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="65" valign="top"><strong>16</strong></td>
<td width="250" valign="top"><strong>CARDIA ROSSANA</strong></td>
<td width="250" valign="top"><strong>CAGLIARI 07/12/1959</strong></td>
<td width="283" valign="top"><strong>QUARTUCCIU , QUARTU S.E.</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="65" valign="top"><strong>17</strong></td>
<td width="250" valign="top"><strong>DEMURTAS SANDRO</strong></td>
<td width="250" valign="top"><strong>NUORO 03/08/1958</strong></td>
<td width="283" valign="top"><strong>MARACALAGONIS, QUARTU S.E.</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="65" valign="top"><strong>18</strong></td>
<td width="250" valign="top"><strong>MACIS ALESSANDRO</strong></td>
<td width="250" valign="top"><strong>CAGLIARI    01/06/1955</strong></td>
<td width="283" valign="top"><strong>SESTU &#8211; ELMAS</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>I lavoratori sempre più umiliati e offesi</title>
		<link>http://www.sinistraecologialiberta.it/articoli/i-lavoratori-sempre-piu-umiliati-e-offesi/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 22:01:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[festa del lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Nichi Vendola]]></category>
		<category><![CDATA[primo maggio]]></category>
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		<category><![CDATA[sinistra ecologia e libertà]]></category>

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		<description><![CDATA[Da qualche tempo festeggiare il I° Maggio è diventata, una volta di più, occasione per riflettere sullo stato del lavoro nel nostro paese e nella nostra regione.  A dispetto delle ottimistiche litanie del Governo Berlusconi, nel 2009, (dati Isae), meno di un&#8217;impresa su tre ha assunto e la maggior parte dei contratti siglati è a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche tempo festeggiare il I° Maggio è diventata, una volta di più,  occasione per riflettere  sullo stato del lavoro nel nostro paese e  nella nostra regione.  A dispetto delle ottimistiche litanie del Governo Berlusconi, nel 2009,  (dati Isae), meno di un&#8217;impresa su tre ha assunto e la maggior parte dei  contratti siglati è a tempo determinato di durata inferiore a un anno. <span id="more-7885"></span>E  la disoccupazione è aumentata di un punto e mezzo.  E’ il segno della crisi che imperversa in Italia, e della progressiva  svalorizzazione che il lavoro ha subito in tutti questi anni, da quando  la flessibilità del mercato del lavoro si è trasformata  in un volgare  strumento per levare diritti ai lavoratori, precarizzando i loro  contratti, per poterli poi ricattare ed isolare, senza controlli.</p>
<p>Si pensava che levando i vincoli alle assunzioni ed ai licenziamenti,  potessero liberarsi nuove opportunità di lavoro e far crescere il PIL.   In realtà, la proliferazione di contratti atipici si è rivelata una  strategia fallimentare, che non ha fatto crescere l’economia, ma solo il  lavoro nero e quello sommerso, ha diminuito la sicurezza nei luoghi di  lavoro, aumentando le morti bianche, ha abbassato i salari dei  lavoratori, determinando una crisi dei consumi. Insomma, non è con  lavoratori umiliati ed offesi, sempre con la testa bassa perché sotto  ricatto, che può ripartire l’economia e l’innovazione nel nostro paese.  La Sardegna, come riferiscono i recenti dati Istat, è la regione che  detiene il record in Italia per la disoccupazione giovanile, giunta al  44,7%. E Alghero fa la parte da leone, con metà degli iscritti agli  uffici di collocamento privi di qualsiasi qualifica professionale.</p>
<p>Nella indifferenza della politica che conta, in particolare della destra  al governo che continua a sfornare decreti, come quello recente  sull’arbitrato nelle cause sul lavoro, che indeboliscono ancora di più  la condizione dei lavoratori, si consuma la crisi di un sistema di  sviluppo che lascia sole le persone, non formandole né premiandone il  merito; che tutela le imprese che evadono le tasse e de localizzano  senza riguardo ai territori che sfruttano fino a quando gli fa comodo, e  che affronta la sfida della globalizzazione senza uno straccio di  politica industriale.  E per dimostrare come il lavoro non conti più niente, si elimina proprio  la Festa del Lavoro, consentendo a chi voglia lavorare di poterlo fare,  per dare “un calcio alla crisi”.</p>
<p>Ma anche questo è un risvolto del degrado complessivo che attraversa la  nostra società, che pensa di risolvere il problema con ammortizzatori  sociali e cassa integrazione, e con qualche ora di lavoro in più nei  giorni di festa.</p>
<p>Giancarlo Balbina<br />
Coordinatore di Sinistra Ecologia e Libertà di Alghero</p>
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		<title>SEL Uras: in Sardegna legge per la sicurezza è rimasta inattuata</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 14:14:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cagliari, 21 apr. &#8211; (Adnkronos) &#8211; &#8216;Ancora una volta ci troviamo di fronte alla tragica morte di un operaio. Ilario Moro Merella, travolto da un trattore in un cantiere edile a Santa Teresa di Gallura, e&#8217; l&#8217;ennesima vittima del lavoro. Oltre ad esprimere cordoglio ai familiari del lavoratore rimasto coinvolto nel terribile incidente mortale, ritengo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-7557"></span>Cagliari, 21 apr. &#8211; (Adnkronos) &#8211; &#8216;Ancora una volta ci troviamo di fronte alla tragica morte di un operaio. Ilario Moro Merella, travolto da un trattore in un cantiere edile a Santa Teresa di Gallura, e&#8217; l&#8217;ennesima vittima del lavoro. Oltre ad esprimere cordoglio ai familiari del lavoratore rimasto coinvolto nel terribile incidente mortale, ritengo opportuno ricordare che tutto questo avviene a due anni dall&#8217;approvazione della legge per la sicurezza rimasta inattuata per l&#8217;assoluta insensibilita&#8217; dell&#8217;apparato amministrativo regionale&#8217;. Lo afferma il capogruppo di Sel in Consiglio regionale della Sardegna Luciano Uras.</p>
<p>&#8216;Ma fermo &#8211; continua Uras &#8211; e&#8217; anche il tavolo di coordinamento delle autorita&#8217; pubbliche in materia di sicurezza e resta ancora da predisporre il piano di formazione sulla sicurezza destinato a lavoratori e imprenditori. Nonostante gli ingenti stanziamenti pubblici e le pressioni del consiglio regionale, risultano inoltre bloccate le assunzioni per i servizi ispettivi in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, di competenza dell&#8217;assessorato alla sanita&#8221;.</p>
<p>&#8216;La garanzia della salute e della vita dei lavoratori deve essere un impegno comune. Ci auguriamo, quindi &#8211; conclude Uras -, che la Commissione di inchiesta istituita dal Consiglio regionale, per far luce sulle responsabilita&#8217; del blocco degli adempimenti di legge, termini i suoi lavori e riferisca al piu&#8217; presto all&#8217;Aula&#8221;.</p>
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		<title>SEL Oristano:  comunicato stampa</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 08:12:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il coordinamento di Oristano di Sinistra Ecologia Libertà - aderisce alle manifestazioni indette per la ricorrenza del 65esimo anniversario dell&#8217;insurrezione partigiana che ha definitivamente liberato l&#8217;Italia dall&#8217;occupazione tedesca e dalla dittatura fascista, ed invita aderenti, simpatizzanti ed elettori a prendere parte alle iniziative assunte nel territorio; - indica nella lotta antifascista culminata nella Resistenza il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-7431"></span></p>
<p>Il coordinamento di Oristano di Sinistra Ecologia Libertà</p>
<p>- aderisce alle manifestazioni indette per la ricorrenza del 65esimo anniversario dell&#8217;insurrezione partigiana che ha definitivamente liberato l&#8217;Italia dall&#8217;occupazione tedesca e dalla dittatura fascista, ed invita aderenti, simpatizzanti ed elettori a prendere parte alle iniziative assunte nel territorio;</p>
<p>- indica nella lotta antifascista culminata nella Resistenza il momento fondamentale del processo di liberazione che ha portato in Europa all&#8217;avvio dell&#8217;Unione economica e politica, in Italia all&#8217;estromissione della monarchia complice del fascismo, alla nascita delle libere istituzioni repubblicane ed in particolare all&#8217;approvazione della Costituzione;</p>
<p>- revendica l&#8217;ispirarsi della propria azione politica alla Carta Costituzionale ed ai suoi fondamenti di libertà e di giustizia, la cui difesa ritiene oggi esigenza prioritaria, per ogni forza di sinistra e di progresso, rispetto a qualsiasi altro obiettivo;</p>
<p>- ritiene che i valori dell&#8217;antifascismo non possano essere solo oggetto di un omaggio formale, cui nulla corrisponda intermini di concreti comportamenti, ma continuino a costituire il fondamento della cittadinanza democratica: non solo contro la crescente presenza in Europa e in Italia di movimenti di estrema destra che si richiamano in modo esplicito quanto sostanzialmente indisturbato all&#8217;eredità dei regimi nazifascisti; non solo contro l&#8217;insultante ripetersi di manifestazioni di razzismo e di intolleranza; non solo contro la diffusa amplificazione mediatica di interpretazioni storiografiche revisioniste spesso prive di credibile fondamento scientifico; ma soprattutto contro l&#8217;indifferenza che molti sedicenti democratici sostanzialmente manifestano nei confronti dell&#8217;esigenza di costruzione di un&#8217;etica civile diffusa e condivisa;</p>
<p>- indica nella ricerca e nella riflessione storica diffusa sulle tematiche relative alla costruzione e alla difesa della libertà un&#8217;esigenza prioritaria per la ricostruzione del patrimonio culturale della sinistra e delle forze di progresso, auspica la salvaguardia e l&#8217;incentivazione della attività degli enti e delle associazioni che perseguono questo fine; indica nella scuola il terreno fondamentale per la promozione di una nuova cultura civile;</p>
<p>- ricorda con gratitudine ed orgoglio i combattenti della libertà originari della provincia di Oristano: gli oppositori del fascismo, i perseguitati politici ed i confinati, i combattenti per la Repubblica , i militari che hanno preso le armi contro i tedeschi e, i partigiani combattenti delle formazioni di montagna e delle squadre cittadine, i civili che li hanno sostenuti ed aiutati, i deportati nei lager nazifascisti , i torturati, i fucilati, i Caduti;</p>
<p>- ne indica l&#8217;esempio alle giovani generazioni, dalle quali ritiene debba uscire una nuova generazione di combattenti della libertà che oggi sia capace di arginare</p>
<p>l &#8216;egemonia  della destra, vincere le incertezze delle forze di opposizione, realizzare il coinvolgimento alla politica essenziale per inaugurare una nuova stagione che ridia all&#8217;Italia ed alla Sardegna giustizia libertà e dignità.</p>
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		<title>Anche ad Alghero &#8220;la Fabbrica della Sinistra&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 12:01:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La consultazione elettorale appena conclusa ha portato diversi elementi di riflessione alla discussione politica generale. Il primo dato da analizzare, è l’aumento esponenziale dell’astensionismo, che ha raggiunto vette davvero preoccupanti: se si sommano ai cittadini che non si sono recati alle urne quelli che hanno votato scheda bianca o nulla, gli astenuti superano il 40%  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-7061"></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">La  consultazione  elettorale appena conclusa ha portato diversi elementi di riflessione  alla discussione politica generale. Il primo dato da analizzare, è  l’aumento esponenziale dell’<em>astensionismo</em>, che ha raggiunto  vette davvero preoccupanti: se si sommano ai cittadini che non si sono  recati alle urne quelli che hanno votato scheda bianca o nulla, gli  astenuti superano il 40%  degli aventi diritto al voto. Un sintomo  di distacco dalla politica, che mette in pericolo i fondamenti della  democrazia e della convivenza civile. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">A questo va  ad aggiungersi, il forte calo di PDL e PD, appaiati nei valori assoluti  ed entrambi accomunati da una forte emorragia di voti: basti pensare  che dalle politiche di due anni fa,  il PDL ha lasciato sul campo circa  l’8% dei consensi, in parte erosi dalla Lega, il bastone della vecchiaia   su cui Silvio Berlusconi è costretto ad aggrapparsi per non uscire  definitivamente di scena. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">La seconda  riflessione da fare, è che nel centro-sinistra, all’ennesimo  passo falso fatto registrare dal PD, ancora alla ricerca di una propria  identità e, quindi, incapace di offrire agli elettori una efficace  sintesi politica, corrispondono la sostanziale tenuta dell’IDV,  l’exploit  delle liste di Beppe Grillo, e la straordinaria vittoria di <strong>Nichi  Vendola</strong>, con  il radicamento, seppure ancora contenuto nei numeri,  di Sinistra Ecologia Libertà, in tutto il paese.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> Il  Coordinamento  cittadino, nell’esprimere soddisfazione per il buon esito elettorale  di <strong>Sel</strong>, ritiene, tuttavia,  <em>assolutamente</em> necessaria,  da parte della Sinistra in tutte le sue articolazioni, una energica  e diffusa azione politica unitaria  nel territorio, recuperando rapporti   con il mondo del lavoro, della scuola, delle associazioni, delle  aggregazioni  giovanili, per creare una <strong>alternativa possibile</strong> contro una <em> normalizzazione</em> della società italiana, che sta precipitando il  paese nell’anomia politica, nella chiusura xenofoba, nella precarietà  e nelle disuguaglianze diffuse, lasciando senza futuro una parte sempre  più grande dei ceti medi e di quelli popolari. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">In questo  contesto,  la <em>riforma federalista</em> in chiave leghista che si annuncia  imminente,  rischia di trasformarsi in una forte penalizzazione del Sud del paese  e della Sardegna in particolare, alle prese con un ritardo storico mai  colmato, e ostaggio della nuova strategia di delocalizzazione produttiva   delle multinazionali, senza stato ed ex legge.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Occorre  evitare,  inoltre, che la società italiana, minata dai dogmi del Vaticano,   ritorni a valori etici pre-moderni, su temi legati alla sessualità,  alla procreazione, ai rapporti di copia, al fine vita, e fatti propri  dal clericalismo leghista e di parte del PDL, lanciando una nuova  offensiva  per la difesa e promozione dello stato laico, libertario e rispettoso  delle decisioni che ciascun individuo prende in accordo con la propria  coscienza. Davanti a tutto questo, non si può stare a guardare. Nei  prossimi mesi aprirà ad Alghero, prima in Sardegna, la <strong>“Fabbrica  della Sinistra</strong>”, un laboratorio di politica aperto a tutte le  persone di buona volontà, in particolare, giovani, che non vogliono  rassegnarsi al pensiero unico imperante e alla leghizzazione del paese,  ma diventare protagonisti di un progetto democratico e progressista  di trasformazione sociale.</span></p>
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		<title>SEL Cagliari: amministrative con nostro simbolo in ogni provincia</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 11:05:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(ANSA) &#8211; CAGLIARI, 24 MAR &#8211; Sinistra Ecologia e Liberta&#8217; sara&#8217; presente con le sue liste ed il suo simbolo alle prossime amministrative in ogni Provincia e in ogni Comune con piu&#8217; di 15 mila abitanti. Lo ha deciso il coordinamento regionale del partito, che si e&#8217; riunito a Santa Giusta per analizzare la situazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-6768"></span>(ANSA) &#8211; CAGLIARI, 24 MAR &#8211; Sinistra Ecologia e Liberta&#8217; sara&#8217; presente con le sue liste ed il suo simbolo alle prossime amministrative in ogni Provincia e in ogni Comune con piu&#8217; di 15 mila abitanti. Lo ha deciso il coordinamento regionale del partito, che si e&#8217; riunito a Santa Giusta per analizzare la situazione politica regionale in vista delle elezioni.<br />
Sel<strong> </strong>- e&#8217; detto in una nota congiunta del portavoce regionale Carlo Sechi e del capogruppo in Consiglio regionale, Luciano Uras &#8211; ribadisce il valore strategico della costruzione dello schieramento di alternativa al centrodestra che governa la Regione, e considera positivi i passi in avanti compiuti dal centrosinistra sardo con l&#8217;adozione del documento politico della coalizione e del regolamento per le primarie&#8217;.<br />
&#8216;Prendiamo tuttavia atto e non senza preoccupazione &#8211; sottolineano Sechi e Uras &#8211; delle difficolta&#8217; che attraversa la coalizione in relazione ad alcuni territori. L&#8217;interesse alla costruzione di una progettualita&#8217; di governo unitaria ed alternativa dovrebbe prevalere sugli interessi, pur legittimi e comprensibili, di ogni singola formazione politica della coalizione. In tal senso rivolgiamo agli alleati un appello affinche&#8217; sia pienamente assunto l&#8217;impegno per l&#8217;unita&#8217; del centrosinistra in ogni contesto provinciale e nei Comuni al di sopra dei 15 mila abitanti&#8217;. (ANSA).</p>
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		<title>Con il nostro simbolo per l&#8217;unità del centrosinistra sardo:  SEL è pronta per la campagna elettorale</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 13:41:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il coordinamento regionale di Sinistra Ecologia e Libertà, riunitosi il 22 marzo scorso a Santa Giusta (Or), ha analizzato la situazione politica regionale in vista delle imminenti elezioni amministrative. SEL ribadisce il valore strategico della costruzione dello schieramento d’alternativa al centrodestra che governa la Regione e considera positivi i passi in avanti compiuti dal centrosinistra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2;" lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Il coordinamento regionale di <em>Sinistra Ecologia e Libertà</em>, riunitosi il 22 marzo scorso a Santa Giusta (Or), ha analizzato la situazione politica regionale in vista delle imminenti elezioni amministrative.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2;" lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><span id="more-6662"></span>SEL ribadisce il <em>valore strategico della costruzione dello schieramento d’alternativa</em> <em>al centrodestra</em> che governa la Regione e considera positivi i passi in avanti compiuti dal centrosinistra sardo con l’adozione del documento politico della coalizione e del regolamento per le primarie. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2;" lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">SEL prende tuttavia atto – non senza preoccupazione &#8211; delle <em>difficoltà che attraversa la coalizione</em> in relazione ad alcuni territori. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2;" lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Preso atto dello stato di crisi economica e sociale in cui versa l’Isola, della sostanziale inconsistenza del governo regionale a fornire risposte concrete ed efficaci, del violento attacco lanciato dal governo nazionale ai diritti, alla Costituzione della Repubblica, all’equilibrio fra i poteri dello Stato, l’interesse – anche in Sardegna &#8211; alla costruzione di una progettualità di governo unitaria ed alternativa dovrebbe prevalere sugli interessi  &#8211; pur legittimi e comprensibili &#8211; di ogni singola formazione politica della coalizione.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2;" lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">In tal senso &#8211; rivolgendo agli alleati un appello affinché sia pienamente assunto <em>l’impegno per l’unità</em> del centrosinistra in ogni contesto provinciale e nei comuni al di sopra dei 15 mila abitanti – SEL considera positiva la funzione che il tavolo regionale del centrosinistra e ritiene fondamentale d’ora in avanti la piena responsabilizzazione dei livelli provinciali.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2;" lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Ai tavoli provinciali infatti deve essere delegato l’impegno allo sviluppo delle coalizioni del centrosinistra, alternative al centrodestra attraverso l’approfondimento politico, programmatico e soprattutto tramite la scelta di candidati alle cariche apicali unificanti. L’imminente esito delle elezioni regionali nel resto d’Italia fornirà indubbiamente segnali e misure politiche rilevanti per SEL e per tutto il centrosinistra, sui quali sarà necessario aprire un’approfondita riflessione.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2;" lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">La prospettiva di SEL è quella di concorrere alla ricostruzione e al rigenerazione della Sinistra in questo Paese, che sappia farsi carico di dare risposte sul terreno dei bisogni sociali, dei diritti, dell’innovazione e della riforma della politica.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2;" lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Il Coordinamento regionale conferma l’intenzione di SEL di essere <em>presente con le sue liste ed il suo simbolo in ogni Provincia ed in ogni Comune</em> con più di 15 mila abitanti e da mandato alle strutture provinciali per adoperarsi in questo senso.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2;" lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Ai Coordinamenti provinciali &#8211; che già operano produttivamente in tutti i territori – compete la gestione delle alleanze, dei programmi, la scelta dei candidati Sindaci e Presidenti, l’organizzazione della campagna elettorale nei singoli territori.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2;" lang="it-IT" align="JUSTIFY">
<p style="margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2;" lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Cagliari, 24 marzo 2010</span></span></span></p>
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		<title>Sardegna: dalla crisi industriale a una proposta concreta per rilanciare l’economia</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 14:05:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti territoriali]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
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		<description><![CDATA[La Sardegna attraversa uno stato di drammatica crisi occupazionale, segnata in modo particolare dall’incedere di un vero e proprio processo di desertificazione industriale che, lungi dal trovare soluzione nel moltiplicarsi degli incontri istituzionali, tende ad aggravarsi, producendo l’espulsione progressiva dal processo produttivo di decine di migliaia di lavoratori e il progressivo impoverimento delle popolazioni nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-6275"></span></p>
<p>La Sardegna attraversa uno stato di drammatica crisi occupazionale, segnata in modo particolare dall’incedere di un vero e proprio processo di desertificazione industriale che, lungi dal trovare soluzione nel moltiplicarsi degli incontri istituzionali, tende ad aggravarsi, producendo l’espulsione progressiva dal processo produttivo di decine di migliaia di lavoratori e il progressivo impoverimento delle popolazioni nei territori interessati.</p>
<p>Si valutano in circa 600 le situazioni di crisi aziendale, in gran parte destinate a dismissione &#8211; per decisione unilaterale &#8211; degli impianti e delle produzioni da parte delle rispettive proprietà.</p>
<p>Siamo di fronte a una triplice ingiustizia: da una parte l’assenza di una valida alternativa occupazionale all’impiego nel settore industriale, dall’altra il rischio della definitiva cancellazione di importanti produzioni industriali capaci di registrare attivi anche se non profitti a livelli straordinari, dall’altra ancora l’impossibilità da parte del settore pubblico di intervenire su materie di propria pertinenza senza incorrere nel rischio di una violazione della normativa europea.</p>
<p>Questo stato di cose rende l’economia dell’Isola del tutto in balia delle multinazionali e di ogni  forma spregiudicata tipica della neo-imprenditoria finanziaria che decide se investire o meno in Sardegna e se mantenere o meno la propria produzione sulla base esclusiva della massimizzazione del profitto, senza alcuna assunzione di responsabilità sul piano sociale ed ambientale.</p>
<p>Su questa premessa si fonda la proposta di Legge regionale presentata da Sinistra, Ecologia e Libertà, che riportiamo nella seguente nota di sintesi.</p>
<p><strong>Nota di sintesi</strong></p>
<p><strong>A cura dell’Ufficio Stampa di Sinistra, Ecologia e Libertà &#8211; Sardegna</strong></p>
<p>La proposta di legge – presentata dai consiglieri regionali di Sinistra Ecologia e Libertà Luciano Uras, Massimo Zedda e Carlo Sechi – si propone di attivare le <strong>condizioni normative e finanziarie per l’acquisizione da parte della Regione degli impianti industriali, avviati o sostenuti attraverso finanziamenti pubblici, che versino in stato di crisi e siano oggetto di dismissione</strong>.</p>
<p>L&#8217;acquisizione dovrà  avvenire sulla base di una valutazione inerente la competitività  delle produzioni e la natura strategica delle attività e dei prodotti. A curare il mantenimento, lo sviluppo e la rigenerazione dovranno essere soggetti – pubblici e privati, a partire dalla SFIRS e da nuovi capitali locali fino agli istituti di credito di interesse regionale, passando per <strong>forme attive di partecipazione dei lavoratori all&#8217;assetto societario</strong> – che anche in partenariato progettino il rilancio delle produzioni oggetto degli interventi. La legge prevede inoltre la promozione di percorsi di ricollocazione sul mercato delle produzioni, avendo cura particolare per le eventuali proposte di partecipazione democratica dei lavoratori nella gestione delle aziende. Eventualità, questa, espressamente chiarita nell&#8217;articolo 5.</p>
<p>In sostanza, come definito nell&#8217;articolo 1, «<strong>la Regione al fine di salvaguardare le produzioni industriali competitive o strategiche, in temporaneo stato di crisi o oggetto di dismissione per delocalizzazione in altre regioni europee o extra-europee, e la relativa occupazione, costituisce uno specifico Fondo (50 milioni di euro per il 2010 a valere sui fondi FNOL, 50 milioni di euro per il 2011, 2012, 2013 a valere sul Bilancio annuale regionale, previa specifica norma finanziaria, ndr) presso la SFIRS al fine di acquisirne la proprietà anche in partecipazione con altri soggetti pubblici o privati</strong>. La Regione opera al fine di tutelare il tessuto economico e sociale dei territori interessati, in armonia con i principi in materia di diritto al lavoro di cui all’articolo 4 della Costituzione e nel rispetto delle normative comunitarie sulla concorrenza».</p>
<p>Sinistra Ecologia e Libertà definisce l&#8217;impianto normativo su cui si basa la proposta di legge. In primo luogo è corrispondente ai principi della Comunità  Europea, stabiliti nell&#8217;articolo 2. Inoltre, la Costituzione sancisce il diritto al lavoro come elemento fondativo dell’ordinamento democratico. Contestualmente (art.4) impegna la Repubblica a promuovere le condizioni che rendano effettivo tale diritto. Lo Statuto Speciale della Regione Sardegna, ancora, prevede la possibilità (art.4) dell’<em>espropriazione per pubblica utilità non riguardante opere a carico dello Stato</em>.</p>
<p>La proposta di legge prevede l&#8217;istituzione, in capo all’Assessorato per l’Industria, della <em>Commissione per l’acquisizione delle attività industriali in stato di crisi </em>con il compito di svolgere le valutazioni sulla qualità delle produzioni, la congruità dei prezzi, le prospettive di mercato, lo stato degli impianti, l’utilità sociale dell’investimento, la sostenibilità ambientale, la conformità con la normativa comunitaria in materia di concorrenza.</p>
<p><strong>Testo dell’articolato</strong></p>
<p><em>Procedure di acquisizione di impianti industriali in dismissione finalizzate alla difesa e allo sviluppo di sistemi economico –  produttivi territoriali </em></p>
<p><strong>ART.1</strong></p>
<p><strong>OBIETTIVI E FINALITA’</strong></p>
<p>La Regione al fine di salvaguardare le produzioni industriali competitive o strategiche, in temporaneo stato di crisi o oggetto di dismissione per delocalizzazione in altre regioni europee o extra-europee, e la relativa occupazione, costituisce uno specifico Fondo presso la SFIRS al fine di acquisirne la proprietà anche in partecipazione con altri soggetti pubblici o privati.</p>
<p>La Regione opera avuto riguardo agli obiettivi di difesa e sviluppo delle attività industriali al fine di tutelare il tessuto economico e sociale dei territori interessati, in armonia con i principi in materia di diritto al lavoro di cui all’articolo 4 della Costituzione Repubblicana e nel rispetto delle normative comunitarie sulla concorrenza.</p>
<p><strong>ART.2</strong></p>
<p><strong>AMBITO DI APPLICAZIONE E PROCEDURE DI ACQUISIZIONE </strong></p>
<p>Rientrano nell’ambito di applicazione della presente legge le attività industriali –  di piccole e medie dimensioni secondo classificazione comunitaria – avviate o sostenute con finanziamenti pubblici anche statali ed europei. Le predette attività sono acquisite, previa valutazione sulle loro qualità competitive e strategiche, effettuata  da apposita Commissione Regionale allo scopo istituita presso l’Assessorato competente in materia di industria.</p>
<p>La Regione dispone  prioritariamente le acquisizioni di cui al precedente comma in relazione:</p>
<ul>
<li>allo      stato di crisi del sistema economico –sociale del territorio;</li>
<li>al      numero dei lavoratori interessati a procedure di licenziamento, cassa      integrazione guadagni o di  mobilità;</li>
<li>all’      eco-sostenibilità delle produzioni e al livello tecnologico degli impianti</li>
<li>alle      produzioni in filiera</li>
</ul>
<p>Alle acquisizione si provvede attraverso la SFIRS e l’impiego delle risorse di cui allo specifico Fondo indicato all’art.1, sulla base di apposita deliberazione della Giunta Regionale, anche in partecipazione con altri soggetti pubblici e privati. La valutazione sulla congruità dei prezzi è effettuata dalla Commissione di cui al successivo articolo 3.</p>
<p>In caso di indisponibilità  alla cessione da parte dei soggetti proprietari, l’Amministrazione Regionale opera con le medesime procedure e secondo i principi dell’esproprio per pubblica utilità, avuto riguardo all’interesse prevalente della salvaguardia del diritto al lavoro dei propri cittadini e all’attivazione di efficaci misure di contrasto a processi di spopolamento ed irreversibile impoverimento economico del territorio regionale.</p>
<p><strong>ART.3</strong></p>
<p><strong>COMMISSIONE PER L’ ACQUISIZIONE DELLE ATTIVITA’ INDUSTRIALI IN STATO DI CRISI</strong></p>
<p>E’ costituita – presso l’Assessorato per l’Industria e le attività  produttive della Regione Sardegna – la <em>Commissione per l’acquisizione delle attività industriali in stato di crisi</em>, ai fini delle  necessarie valutazioni concernenti la qualità delle produzioni, la congruità dei prezzi, le prospettive di mercato, lo stato degli impianti, l’utilità sociale dell’investimento, la sostenibilità ambientale, la conformità con la vigente normativa comunitaria in materia di concorrenza.</p>
<p>La Commissione,  istituita con deliberazione della Giunta Regionale, è presieduta dall’Assessore dell’Industria o da un suo delegato; partecipa con diritto di voto il Direttore della SFIRS  ed è composta da non più di cinque esperti, interni ed esterni all’amministrazione, competenti nelle materie oggetto di valutazione.</p>
<p><strong>ART.4</strong></p>
<p><strong>PARTNERSHIP DI GESTIONE</strong></p>
<p>Gli impianti industriali acquisiti ai sensi della presente legge sono gestiti tramite  SFIRS e di norma in partenariato, in relazione alle quote di eventuali altre partecipazioni pubbliche o private,  con il coinvolgimento di istituti di credito di rilevanza regionale, di impresa privata specializzata, impresa sociale, rappresentanze dei lavoratori e istituzioni pubbliche locali.</p>
<p>Obiettivi del partenariato di gestione sono lo sviluppo, l’innovazione e il rilancio dell’attività aziendale tramite specifico Piano pluriennale industriale, comprensivo del programma degli investimenti, da sottoporre all’approvazione preliminare della Giunta regionale, sulla base delle verifiche effettuate dalla Commissione di cui all’articolo 3 della presente legge.</p>
<p>Il piano di durata non superiore ad un quinquennio è finalizzato alla migliore ricollocazione sul mercato dell’azienda, previa acquisizione delle dovute garanzie di mantenimento, per un congruo periodo, dei livelli occupazionali.</p>
<p><strong>ART.5</strong></p>
<p><strong>PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI</strong></p>
<p>Al fine di favorire il rilancio produttivo delle aziende oggetto degli interventi della presente legge è promossa la partecipazione diretta dei lavoratori al capitale societario. Tale partecipazione è costituita con la cessione mensile di un definito numero di ore lavorative, dimensionate  ai contenuti tipici dei contratti di solidarietà, e sulla base di specifiche intese stipulate con  le rappresentanze sindacali unitarie e le organizzazioni sindacali di categoria.<br />
<strong>ART.6</strong></p>
<p><strong>NORMA FINANZIARIA </strong></p>
<p>Agli oneri della presente legge si fa fronte con uno stanziamento annuale pari a 50 milioni di euro per gli anni 2010, a valere sulle disponibilità del FNOL 2010, e per gli anni  2011, 2012, 2013 a valere sul Bilancio annuale regionale, previa specifica norma finanziaria.</p>
<p>Il predetto stanziamento è trasferito in uno specifico Fondo della SFIRS, allo scopo istituito  con provvedimento dell’Assessore dell’Industria e previa apposita deliberazione della Giunta Regionale.</p>
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		<title>G8 Maddalena: SEL Sardegna, regione si costituisca parte civile</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 09:02:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(AGI) &#8211; Cagliari, 17 feb. &#8211; &#8220;Sui fatti de La Maddalena la Regione si costituisca parte civile qualora l&#8217;indagine accerti gravi violazioni delle norme con conseguenti danni economici e sociali&#8221;. Lo chiede Sinistra Ecologica e Liberta&#8217; affermanndo che &#8220;le procedure eccezionali, derogatorie in materia urbanistica, paesistica, ambientale, sugli appalti e sulle forniture sono state decise [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-4501"></span>(AGI) &#8211; Cagliari, 17 feb. &#8211; &#8220;Sui fatti de La Maddalena la Regione si costituisca parte civile qualora l&#8217;indagine accerti gravi violazioni delle norme con conseguenti danni economici e sociali&#8221;. Lo chiede Sinistra Ecologica e Liberta&#8217; affermanndo che &#8220;le procedure eccezionali, derogatorie in materia urbanistica, paesistica, ambientale, sugli appalti e sulle forniture sono state decise dal governo, senza alcun confronto democratico ne&#8217; coinvolgimento delle istituzioni autonomistiche&#8221;. E&#8217; di tutta evidenza &#8211; si legge in una nota che, nella fretta e nella furia di arrivare in tempo alla celebrazione di un evento che i sardi si sono visti attribuire e poi scippare, pare abbiano trovato spazio interessi economici anche non legittimi, come sembra emergere dalle notizie diffuse, ed importanti speculazioni. Le precondizioni che hanno favorito questo stato di cose si sono determinate in sede politica. La responsabilita&#8217; primaria di quanto successo e&#8217; percio&#8217; da ricercarsi in un sistema normativo orientato a privilegiare le gestioni centralistiche e l&#8217;esclusione dei soggetti istituzionali locali. (AGI) Red/Cog 171806 FEB 10</p>
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		<title>Coordinamento regionale SEL Sardegna: sui fatti de la Maddalena si accerti tutta la verità e la regione si costruisca parte civile</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 16:21:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sui fatti de La Maddalena la Regione Sardegna si costituisca parte civile in rappresentanza dei diritti di tutti i sardi. Almeno sulle indagini e sugli eventuali atti processuali riguardanti auspichiamo ci sia quella trasparenza che altrove è stata negata con procedura d’urgenza. Non ci voleva infatti la sfera di cristallo per prevedere ciò che sarebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-4219"></span></p>
<p>Sui fatti de La Maddalena la Regione Sardegna si costituisca parte civile in rappresentanza dei diritti di tutti i sardi.</p>
<p>Almeno sulle indagini e sugli eventuali atti processuali riguardanti auspichiamo ci sia quella trasparenza che altrove è stata negata con procedura d’urgenza.</p>
<p>Non ci voleva infatti la sfera di cristallo per prevedere ciò che sarebbe successo e che oggi inizia ad emergere dalle indagini della Magistratura.</p>
<p>La Sinistra in Consiglio regionale infatti &#8211; <strong>già nell’aprile del 2008</strong> &#8211; aveva chiesto, attraverso una specifica mozione (n.174 del 2/4/2008), ogni possibile verifica del rispetto effettivo delle prerogative dell’Autonomia sarda e dei diritti dei cittadini. Chiedendo al contempo che il Consiglio regionale non fosse defraudato delle sue prerogative dagli atti politici posti in essere dal governo Berlusconi.</p>
<p>Le procedure eccezionali, derogatorie in materia urbanistica, paesistica, ambientale, sugli appalti e sulle forniture sono infatti state decise dal governo centrale, senza alcun confronto democratico né coinvolgimento delle istituzioni autonomistiche.</p>
<p>E’ di tutta evidenza che &#8211; nella fretta e nella furia di arrivare in tempo alla celebrazione di un evento che i sardi si sono visti attribuire e poi scippare dal governo centrale &#8211; si sono inseriti interessi economici importanti ed altrettanto importanti speculazioni e concussioni.</p>
<p>Le precondizioni che hanno favorito questo stato di cose si sono determinate in sede politica. La responsabilità primaria di quanto successo è perciò da ricercarsi nell’operato dello Stato.</p>
<p>Si accerti celermente tutta la verità perciò e i responsabili ed i loro eventuali mandanti siano chiamati a rispondere di fronte alla legge ed al giudizio dell’opinione pubblica.</p>
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		<title>Portovesme, non solo Alcoa</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 04:28:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il piu’ grande nucleo industriale nella costa sud occidentale della Sardegna si chiama Portovesme. A caratterizzarlo non e’ solo la presenza del comparto alluminio con Alcoa, ma anche dalla Portovesme srl che, da circa quarant’ anni, e’ presente con l’unica produzione di zinco e piombo in Italia. Va ricordato che tale attività nasce grazie alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il piu’ grande nucleo industriale nella costa sud occidentale della Sardegna si chiama Portovesme.</p>
<p>A caratterizzarlo non e’ solo la presenza del comparto alluminio con Alcoa, ma anche dalla Portovesme srl che, da circa quarant’ anni, e’ presente con l’unica produzione di zinco e piombo in Italia.<span id="more-3874"></span></p>
<p>Va ricordato che tale attività nasce grazie alle lotte del movimento dei minatori degli anni sessanta, che stanchi di vedere il frutto del loro duro lavoro nelle miniere dell’Iglesiente andare oltre mare, per trasformare la blenda minerale da cui si estrae lo zinco, e la galena da cui si estrae il piombo, decisero di avviare una grande rivendicazione del territorio che ha portato alla nascita di Portovesme.</p>
<p>Ancora oggi si producono 120 mila/ton. di zinco che soddisfa il 40% del fabbisogno nazionale, e 90 mila/ton di piombo il 50% di cui l’Italia necessita.</p>
<p>Attività industriali da sempre in mano alle partecipazioni statali sino al 1992 anno della privatizzazione che ha visto il passaggio dal gruppo Eni alla svizzera Glencore tutt’ora in attività.</p>
<p>La crisi dell’auto del 2009 ha travolto le nostre produzioni di primario in quanto il settore automobilistico assorbe la quasi totalità delle nostre produzioni, la crisi si e’ maggiormente aggravata per effetto di una storica debolezza del sistema che genera diseconomie maggiori rispetto ai concorrenti europei, parliamo di produzioni fortemente energivore.</p>
<p>E’ risaputo che l’Italia non avendo mai deciso una politica energetica a sostegno delle produzioni del primario come alluminio, zinco, piombo, espone, chi produce, a concorrere con il resto dei paesi della Comunità Europea che da anni applicano tariffe sul costo del KW/h in misura del 50% in meno rispetto all’Italia.</p>
<p>Per questo siamo impegnanti come organizzazioni sindacali in una vertenza energetica dal 2003, che richiami il governo a rivendicare in Europa una tariffa sul KW/h uguale in tutti i paesi europei, sempre sul versante energia costringere la stessa Glencore a produrre una parte consistente del fabbisogno energetico ricorrendo alle fonti rinnovabili come l’eolico.</p>
<p>Il convincimento di tale scelta, vede la stessa Glencore presentare un progetto che sarebbe l’unico caso in Italia di autoproduzione e consumo di energia elettrica nei propri impianti.</p>
<p>I continui rinvii alle autorizzazioni che si protraggono da circa un anno insospettiscono molto le organizzazioni sindacali e in particolare la CGIL del Sulcis, perché se è vero che a “ pensar male si fa peccato, è vero anche che qualche volta ci si azzecca”, allora ci chiediamo: perché tanti ritardi sulle rinnovabili in un territorio dove sono concentrate le produzioni più energivore del paese?</p>
<p>Perché forse è meglio esasperare le popolazioni col bisogno di lavoro per dover essere costretti a subire una dannatissima centrale nucleare al centro della Sardegna che soddisfi tutti i fabbisogni e oltre? No, noi non ci stiamo e lotteremo con tutte le nostre forze per non dover lasciare alle future generazioni la nostra isola molto peggio di quanto l’abbiano lasciata a noi i nostri padri.</p>
<p>Pietro Granara  e Salvatore Cappai della RSU CGIL della Portovesme</p>
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		<title>Alcoa: fuga dalla Sardegna</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 04:30:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il canovaccio è quello classico degli ultimi anni, tutto inserito nelle dinamiche del liberismo spinto. C&#8217;è una multinazionale che chiude in un paese occidentale per delocalizzare stabilimenti e produzione in territori dove tutto costa meno. E ci sono lavoratori da mandare a casa, foraggiati per un po&#8217; di tempo con la cassa integrazione. Nel caso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il canovaccio è quello classico degli ultimi anni, tutto inserito nelle dinamiche del liberismo spinto. C&#8217;è una multinazionale che chiude in un paese occidentale per delocalizzare stabilimenti e produzione in territori dove tutto costa meno.</p>
<p><span id="more-3821"></span>E ci sono lavoratori da mandare a casa, foraggiati per un po&#8217; di tempo con la cassa integrazione. Nel caso specifico l&#8217;azienda è l&#8217;Alcoa, multinazionale statunitense, tra i leader mondiale nella lavorazione dell&#8217;alluminio; il territorio da abbandonare è il Sulcis, profondo sud-ovest della Sardegna con un disoccupato su tre fra gli abitanti: dove si producono 100mila tonnellate di alluminio primario l&#8217;anno. I lavoratori, duemila tra diretti e dell&#8217;indotto. Parliamo solo della Sardegna: a Fusina, in Veneto, la situazione è pressoché la stessa.</p>
<p>C&#8217;è il canovaccio classico, e ci sono le variabili. Numerose e non solo economiche. Anzi: la storia dell&#8217;Alcoa e di quegli operai – ma anche quella della Vinyls, di Eurallumina, della Rockwool per fare solo qualche esempio tra le 600 aziende sarde in crisi – è tutta fatta di promesse, rinvii e rilanci buoni per far passare il tempo e sfiancare le attese. È il lato politico, questo. Per conferma servirebbe andare a rivedere i filmati della campagna elettorale per le regionali in Sardegna: con il premier Silvio Berlusconi impegnato come non mai a sostenere il proprio candidato Ugo Cappellacci nella corsa contro il presidente uscente Renato Soru. Una battaglia, soprattutto mediatica, in cui il premier vantava le sue amicizie internazionali: buone per evitare la chiusura delle multinazionali presenti nell&#8217;isola. «La Sardegna», era lo slogan elettorale, «torna a sorridere». Ci avevano creduto, nel Sulcis: parlano i risultati di quella tornata elettorale.</p>
<p>Tutto appena un anno fa, mica una vita. Cosa ci sia da sorridere, oggi, è presto detto. Niente e, se possibile, anche meno. I lavoratori di Eurallumina vedono la loro cassa integrazione prorogata di un altro anno, la Rockwool chiude i battenti nonostante l&#8217;attivo in bilancio, destinazione Croazia. Gli operai della Vinyls occupano da giorni la torre aragonese a Porto Torres.</p>
<p><em> </em></p>
<p>E l’Alcoa?se ne andrà, quasi certamente. A poco serviranno le azioni eclatanti degli operai come i blocchi sulle principali arterie dell’isola, o l’occupazione dell’aeroporto di Cagliari-Elmas; o il sit-in a Roma sotto Montecitorio in occasione dell’ennesimo vertice tra Governo, Regione, Azienda e Sindacati: con ottocento lavoratori a protestare sotto, per una giornata ed una notte intera, a riscaldarsi con i falò e con tende montate alla buona. Risultato di quella giornata?la richiesta di una sospensione di mezz’ora, da parte della multinazionale, durata invece oltre quattro ore: e il conseguente aggiornamento dell’incontro ad oggi, poi spostato a giovedì in attesa dell’arrivo di uno dei Caporioni americani direttamente da Pittsburgh. A poco è servito anche lo sciopero generale della Sardegna, con 50mila persone in piazza a Cagliari per un corteo lungo oltre due chilometri. Uno sciopero non politico, dicevano i sindacati prima della manifestazione: oggi, a tre giorni dalla straordinaria mobilitazione, il Presidente della Regione non ha ancora convocato le Segreterie confederali per un incontro che vorrebbe essere decisivo. E, puntuale, arriva il richiamo alla massima istituzione Regionale.</p>
<p>Il punto è proprio questo. Nella vicenda Alcoa, come in quella delle altre aziende isolane, si è andati talmente tanto in là che i lavoratori non contano più niente: tutto per inseguire promesse mai mantenute. Eppure il lato umano c&#8217;è ancora. Sta tutto nella presa di coscienza di quei lavoratori: «Siamo disperati», dicono, «e sfiniti. Ma, con Alcoa o no, vogliamo tutelare il nostro lavoro e le nostre famiglie e i nostri figli». L&#8217;idea, in questa direzione, potrebbe essere l&#8217;esproprio degli stabilimenti: la via, in questa direzione, è una proposta di legge nazionale di iniziativa regionale studiata da Luciano Uras, Massimo Zedda e Carlo Sechi, esponenti di Sinistra Ecologia e Libertà in Consiglio regionale.</p>
<p><em> </em></p>
<p>Intanto, è notizia di oggi, negli stabilimenti del SUlcis arriva qualche tonnellata di materia prima, abbastanza per non fermare gli impianti subito. Ce n’è per 15 giorni. Troppo pochi pure per abbozzarlo, quel sorriso.</p>
<p>Marco Murgia</p>
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		<title>La Sardegna unita contro il nucleare</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 11:43:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre continua la cinica azione del Governo Berlusconi di negare, differendo sine die, lo sblocco dei fondi FAS, fondi già destinati alla Sardegna e scippati come il G8, per altre destinazioni, giunge alla ribalta una indiscrezione, che sappiamo tutti essere più di una indiscrezione, sull’individuazione in Sardegna di un sito (Oristano), per l’installazione di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre continua la cinica azione del Governo Berlusconi di negare, differendo sine die, lo sblocco dei fondi FAS,</p>
<p><span id="more-1686"></span>fondi già destinati alla Sardegna e scippati come il G8, per altre destinazioni, giunge alla ribalta una indiscrezione, che sappiamo tutti essere più di una indiscrezione, sull’individuazione in Sardegna di un sito (Oristano), per l’installazione di una centrale nucleare.<br />
Sebbene siano giunte smentite dal ministro Scajola ed il rinvio alla primavera di ogni decisione in merito, il pericolo è reale, anche perché il rinvio potrebbe essere solo uno stratagemma per non creare tensioni alla vigilia delle consultazioni regionali, visto che la maggioranza degli italiani è rimasta contraria all’energia nucleare.<br />
I rischi e i dubbi, infatti, rimangono altissimi: irrisolti quelli legati allo stoccaggio delle scorie e alla definizione della tipologia dei suoli, all’ incertezza sui tempi di realizzazione delle centrali, all’aumento della materia prima (l’uranio, il cui costo e sestuplicato in cinque anni), ai non certi vantaggi economici da parte dei cittadini. Occorre, in particolare, opporsi al metodo “manu militari”, ipotizzato dal Governo, quale procedura per calare dall’alto la decisione sui siti, senza interpellare i cittadini sul territorio. Un metodo decisamente antidemocratico da rispedire al mittente.<br />
Sappiamo, inoltre, come la vocazione turistica della Sardegna e la possibilità di fare diventare l’isola una piattaforma all’avanguardia nella produzione di energia rinnovabile e sicura, sconsigliano la sola eventualità di una centrale nucleare sul nostro territorio (o di far diventare le miniere del Sulcis una discarica per le scorie), nemmeno se questo si materializzasse come un improbabile argine al processo di deindustrializzazione in atto.<br />
Per questi motivi, Sinistra e libertà Ecologia di Alghero, auspicando un atteggiamento unitario di tutte le forze politiche sarde, chiede in primis alla forze di sinistra all’opposizione, di definire, al più presto, come ha fatto la Puglia di Niki Vendola, una Risoluzione del Consiglio Regionale che dichiari la Sardegna Regione denuclearizzata, facendo pervenire al Presidente del Consiglio l’indisponibilità del Popolo Sardo ad ospitare sul proprio territorio una centrale nucleare.</p>
<p><em>Giancarlo Balbina<br />
Coordinatore e portavoce cittadino di Alghero di Sinistra e Libertà Ecologia.</em></p>
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		<title>Con Cappellacci la sardegna non conta niente</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 09:51:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>In Sardegna i dati Istat sullo stato reale dell’economia sono impietosi. Guardiamo, per semplificare, tre ambiti di riferimento: in un solo anno si sono persi nell’isola 33 mila posti di lavoro; le persone in cerca di lavoro raggiungono ormai la cifra esorbitante di 205 mila unità (su 1 milione e mezzo di residenti); la povertà riguarda circa il 19 % delle famiglie sarde, in confronto ad una media nazionale dell’11,1%. Davanti ad un simile e deprimente scenario, il Governo continua imperterrito nel suo immobilismo e a non rendere subito disponibili i fondi FAS, che, invece, se sbloccati servirebbero a far partire importanti opere pubbliche, decisive per il rilancio dell’economia isolana, compresa la tristemente famosa Sassari-Olbia. Per non parlare, dell’Atto sulle “infrastrutture strategiche” sottoscritto, con grande battage pubblicitario, lo scorso 2 ottobre a Roma da Berlusconi e da Cappellacci, e che si è rivelato, ad un esame più attento, solo carta straccia, perché mancano, guarda caso, proprio i soldi.</p>
<p>Piegato, da un lato, ai ricatti della Lega e, dall’altro, alla agguerrita pattuglia di siciliani, sempre con il capello in mano, Berlusconi decide ancora una volta di destinare quei fondi alla Lombardia e alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Intanto, la Sardegna, “amica” e genuflessa, che non possiede nemmeno uno straccio di Ministro al Governo (prima volta nel dopoguerra), sta ferma in un angolo ad aspettare. A tenerla buona ci pensano il fido e sempre “sorridente” Capellacci e il “regalo” del nuovo saccheggio edilizio costiero, subito approvato per legge. Anche se c’è un limite a tutto. A quanto pare, il malcontento serpeggia a palate persino fra i berlusconiani più fidati, se è vero, che nel PDL, c’è aria di fronda nei confronti dell’evanescente Governatore e della sua Giunta, considerata troppo attenta alle esigenze del “cagliaritano” e poco o niente nei confronti di altri territori, in specie del Nord-Sardegna. A questo si aggiunge l’esplicita ammissione di un deputato del PDL come Bruno Murgia, che invoca almeno un uomo al Governo, con “deleghe pesanti”, altrimenti, dice espressamente, “contro la Lega e Miccichè è come andare alla guerra con la fionda”. Con Cappellacci e questa destra la Sardegna non conta proprio niente.</p>
<p>Se questa è la situazione vera, al netto della propaganda elettoralistica Cappellacci- Tedde andata in onda in questi giorni ad Alghero, l’opposizione di centro-sinistra, a tutti i livelli, deve alzare la testa contro l’abbandono politico della Sardegna, con iniziative mirate che mettano al centro del dibattito, le questioni del rilancio economico, l’abbassamento delle tasse al lavoro dipendente per far ripartire i consumi, il sostegno alle famiglie in difficoltà e un sistema di ammortizzatori sociali universali, che sostenga in modo dignitoso chiunque perda un lavoro o non riesce a trovarlo.</p>
<p>Giancarlo Balbina</p>
<p>Coordinatore e portavoce Sinistra e Libertà Ecologia di Alghero</p>
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