Melfi-Italia: è iniziato l’attacco finale ai diritti del modo del lavoro? – dibattito a Cosenza

  |     |   2 commenti

14/09/2010 ore 17.30, Salone di rappresentanza del Comune di Cosenza

Il Gruppo consiliare al Comune di cosenza di SEL organizza. Coordina Antonio Curcio(SEL). Partecipano: Giovanni Barozzino (delegato FIOM, licenziato e reintegrato), Paolo Caputo (docente UNICAL), Massimo Covello (segretario regionale CGIL), Delio Di Blasi (coordinatore “la CGIL che vogliamo”), Pina Imbrenda (FIOM-CGIL Melfi), Pino Scarpelli (SEL)

Ci sono 2 commenti per questo post
Arturo Hermann 13 settembre 2010 - 22:05

IL MERCATO COME ISTITUZIONE:
QUALI ALTERNATIVE ALLE POLITICHE LIBERISTE?

Il mercato come istituzione

Come è noto, il ruolo del mercato è al centro del dibattito su qualsiasi prospettiva di cambiamento economico e sociale. Nell’accezione più semplice, esso costituisce il punto nevralgico dell’interazione tra due o più persone finalizzata allo scambio di prodotti e servizi lavorativi e risente quindi di tutte le influenze storiche e culturali e delle personalità proprie di ogni singolo contesto; ad esempio, nella cosiddetta economia di “Robinson Crusoe e Venerdì” il “mercato” è senza dubbio più semplice e le interazioni che si verificano possono essere analizzate con maggiore facilità; ma, nelle nostre economie, l’analisi è complicata dal fatto che il mercato non costituisce un “meccanismo esogeno” rispetto agli obiettivi ed ai valori dei soggetti coinvolti ma un’istituzione che — nella terminologia di J.R.Commons, con i suoi rapporti di “conflitto”, “dipendenza” ed “ordine” i quali trovano espressione in un complesso sistema di relazioni giuridiche di “diritti”, “doveri”, “libertà” ed “esposizione” associato alle transazioni che vi si svolgono — evolve insieme alle altre, contribuendo così a determinare i tratti distintivi dell’evoluzione culturale in ogni singolo contesto.
Il mercato è creato e mantenuto da deliberati interventi pubblici, ossia da politiche economiche le quali, a loro volta, sono influenzate dai gruppi di interesse più potenti. In questo senso, quindi, il capitalismo puro esiste solo nella mente dei liberisti, mentre, nella realtà, ci troviamo in presenza delle cd “economie miste” nelle quali l’intervento pubblico si sviluppa anche come tentativo di “lenire” le contraddizioni più stridenti del capitalismo.
Vi sono quindi profonde interrelazioni tra mercato e politica economica, che trovano il loro comune fondamento nella dinamica dell’azione collettiva.
Questi aspetti si riflettono anche nella circostanza che i mercati tendono a presentare rilevanti “imperfezioni” che riflettono la complessità delle relazioni istituzionali che definiscono la struttura del “mercato”.
In questa prospettiva, diventa così possibile ottenere una comprensione più approfondita di rilevanti concetti collegati con la istituzione “mercato”: tra gli altri, concorrenza, azione pubblica e privata, struttura sociale e caratteristiche delle politiche economiche. E, in questo modo, evidenziare che la tipica relazione, che costituisce la base del pensiero liberista, tra:
Mercato  Proprietà Privata  Concorrenza  Assenza di Intervento Pubblico

presenta scarsa consistenza, sia nel suo complesso che in ciascuna delle relazioni indicate. Infatti, come appena osservato, il mercato è creato e mantenuto da interventi pubblici e, di conseguenza, la sua struttura evolve anche sulla base delle politiche economiche di volta in volta adottate e della correlata dinamica dei gruppi di interesse. Inoltre, come ben evidenziato da numerosi contributi, il mercato — ossia l’attività di scambio — può essere presente anche nel caso di proprietà pubblica o “mista”; ed anche tra unità della Pubblica Amministrazione, come evidenziato in particolare dalla teoria dei “quasi-mercati”.
Lo stesso vale per il concetto di concorrenza. Anzi, possiamo, notare, che la proprietà privata non costituisce nemmeno una considerazione necessaria per l’esistenza della concorrenza. Infatti, può aversi il caso di un monopolio o un oligopolio collusivo nel quale non vi è reale concorrenza e, invece, unità pubbliche in concorrenza tra loro per il raggiungimento di obiettivi prefissati.
A questo riguardo, può essere interessante rilevare che, come evidenziato da numerosi studi di sociologia, psicologia e di psicoanalisi, la concorrenza è un concetto complesso che investe molteplici sfere — non solo economica, ma anche politica, sociale e culturale — e che tende ad assumere complesse motivazioni, non esclusa una tendenza nevrotica al narcisismo ed a relazioni interpersonali di tipo predatorio. In tale connessione, come evidenziato in particolare dalle teorie sullo “scambio ineguale”, è attraverso la globalizzazione dei processi produttivi che tendono ad avvenire le peggiori forme di sfruttamento—in particolare, attraverso il lavoro irregolare degli immigrati e l’esternalizzazione di processi produttivi in paesi a basso costo del lavoro.
In tali processi, le sfere e gli aspetti predatori della concorrenza menzionati in precedenza tendono a rafforzarsi a vicenda e a produrre una miscela esplosiva di xenofobia e di degrado economico e sociale.
Queste considerazioni ci inducono a considerare in modo più approfondito la natura dell’intervento pubblico: se è vero, infatti, che l’intervento pubblico è necessario per la transizione al socialismo e al comunismo, è anche vero che non ogni intervento pubblico implica automaticamente un progresso in tal senso: infatti, da un lato, come abbiamo visto, l’intervento pubblico costituisce un ingrediente essenziale nella creazione e nel mantenimento delle istituzioni del capitalismo; e, dall’altro, anche in una società “socialista”, non ogni intervento può essere considerato, solo perché pubblico, automaticamente progressista o socialista, specialmente se tale intervento si accompagna ad un accentramento dei poteri e, quindi, ad una scarsa partecipazione.
In questo senso, come ben evidenziato in particolare da Marx e Lenin, il socialismo ed il comunismo non sono “stati stazionari”, ma processi storici che richiedono una lunga costruzione, il cui cemento è costituito da un crescente processo di partecipazione politica, sociale e culturale. Tale partecipazione attiva tende a divenire ancora più necessaria nella situazione attuale, nella quale tende a consolidarsi la tendenza — favorita dagli attuali processi di globalizzazione, e già evidenziata negli anni 20 da R.Hilferding attraverso l’analisi delle caratteristiche del “capitalismo organizzato” — alla concentrazione di potere economico e politico in pochi gruppi dominanti.

Le politiche del liberismo: rimedio necessario o espressione di conflitti sociali e psicologici?

Un problema (ed un’opportunità) rilevante delle politiche di sviluppo è che non esiste un solo percorso ottimale di sviluppo ed un corrispondente “livello ottimo di capitale sociale”. Vi sono invece diverse strategie, le quali si differenziano non solo per gli aspetti tecnici ma anche e soprattutto per la “filosofia di fondo” che adottano.
Ad esempio, una strategia basata su un’esasperata riduzione del costo del lavoro lascerà poco spazio ad un parallelo processo di sviluppo umano. In questo senso, se l’unica fiducia nello sviluppo economico e sociale risiede in una competizione senza freni e senza regole  una situazione Hobbesiana di guerra di tutti contro tutti  il sistema di mercato tenderà ad essere percepito non come un’istituzione creata e mantenuta da interventi pubblici ma come un’entità astratta ed inflessibile. Tale entità potrebbe essere interpretata, in termini psicoanalitici, come un severo ed inflessibile super-io rispetto al quale non è possibile altra scelta che un adattamento incondizionato. In questo contesto, il mercato può costituire uno strumento istituzionale per esprimere tendenze predatorie e sadiche.
Anche per questi motivi, vi è una convinzione diffusa, pure nel Centro-Sinistra, che politiche di “salari e diritti verso lo zero” sul modello Pomigliano ed anche di certi Paesi “socialisti”, siano un male necessario nel contesto della competizione globale. Il complemento di queste politiche è, nello schema liberista, un taglio indiscriminato della spesa pubblica. Anche in questi casi, tali tagli vengono considerati necessari anche da molte forze di Centro-Sinistra, soprattutto perché instaurare una fiscalità più progressiva (come previsto dalla Costituzione) non viene considerata un’alternativa praticabile. Abbiamo trattato in un altro contributo pubblicato sul Cannocchiale questi aspetti, e in particolare, il ruolo della spesa pubblica nel generare i profitti delle imprese: Possiamo osservare che, a livello psicologico, alla base di questa esigenza di ridurre la spesa pubblica, vi sia un senso di colpa inconscio, ben descritto dai contributi Sigmund Freud, Melanie Klein e molti altri autori, nei confronti del desiderio avido di possedere tutto, ed in particolare la mamma buona ed il suo latte buono. Senso di colpa che, nelle nostre società acquisitive, è rafforzato dalla constatazione della enorme disuguaglianza di reddito e di opportunità a livello intra ed internazionale.
Questo senso di colpa inconscio rispetto all’opulenza può costituire una spiegazione importante della sostanziale rassegnazione delle persone a questo stato di cose. Rassegnazione, che unita ad un senso di pessimismo e disfattismo, si traduce, anche quando si riescono ad organizzare delle proteste, in una sostanziale mancanza di paradigmi alternativi alle attuali politiche liberiste.
L’unica teoria piuttosto seguita dall’area progressista è costituita dal Marxismo, il quale però tende ad essere concepito in forma monistica e quindi di scarsa utilità ― a parte le astratte aspirazioni rivoluzionarie ― nella soluzione dei problemi attuali. Anzi, potremmo dire per inciso, è proprio questo aspetto di assolutismo attribuito al Marxismo che ha portato al fallimento delle esperienze di socialismo reale ed alla conseguente adozione di politiche ultra liberiste.
Noi pensiamo quindi che il Marxismo, insieme ad altre importanti teorie dell’economia istituzionale, della sociologia economica, della psicologia e della psicoanalisi, debba confrontarsi con l’analisi e la soluzione dei problemi concreti.

Quali politiche alternative per le aree depresse?

In questo senso, pensiamo però che tali politiche liberiste, anche se possono dare l’illusione di un vantaggio a breve, siano sostanzialmente dannose nel lungo periodo, anche da un punto di vista strettamente economico. Una politica di questo tipo, infatti, nel distruggere il capitale umano delle persone sfruttate (i) rallentano l’accumulazione di capitale umano e sociale (ii) rallentano i consumi e gli investimenti, attraverso i noti processi demoltiplicativi analizzati dall’economia Keynesiana e istituzionale; (iii) aumentano di conseguenza le disuguaglianze, i problemi e le contraddizioni del sistema con conseguenti percoli di bolle speculative e successive crisi.

In questa prospettiva, un’azione di politica economica alternativa dovrebbe favorire, anche al fine di ottenere un’adeguata base conoscitiva, un coinvolgimento attivo di tutti i soggetti interessati nella predisposizione e nell’applicazione delle politiche. Questa partecipazione, favorendo un adeguato processo di social valuing, può contribuire a “rendere più consci” i problemi, i conflitti e le aspirazioni delle popolazioni interessate.
Ciò richiede, al fine di realizzare una reale integrazione tra sviluppo umano e capitale sociale, un adeguato livello di coordinamento tra tutte le politiche e le istituzioni che, in modo diverso ma interrelato, incidono sui processi di sviluppo: ad esempio, sarebbe utile integrare le politiche industriali, dell’innovazione, della formazione e dei servizi alle imprese, che sono percepite più in un’ottica di capitale sociale, con le politiche dell’istruzione, della scienza, della cultura e del tempo libero, che tendono ad essere considerate maggiormente in una prospettiva di sviluppo umano.
Diventa così possibile delineare politiche sempre più centrate sui bisogni e le esperienze di tutti i soggetti coinvolti nel risolvere i problemi della povertà, del degrado sociale e ambientale, della mancanza di partecipazione a tutti i livelli.

Edoardo Trotta 13 settembre 2010 - 14:11

Il “modello” Melfi è il “NUOVO MODELLO” DI RELAZIONI SINDACALI DI LEGA E FORZA ITALIA.
I lavoratori non devono piu’ esprimersi (tranne i casi in cui, con un coltello alla gola, siano dispostio a rinunciare, anche per gli altri, a DIRITTI FONDAMENTALI IRRINUNCIABILI e quindi NON DISPONIBILI).
Questo è il senso anche del RINVIO, con le scuse piu’ assurde delle elezioni delle Rappresentanze Sindacali Unitarie.
Valgono quelle orai decotte … NON BISOGNA dare la PAROLA ai LAVORATORI, solo a vertici che accettino supinamente e i REFERENDUM vanno FATTI quando conviene ai SERVI,
Per QUESTO VOGLIAMO RIELEGGERE LE NUOVE R.S.U.
perchè i lavoratori possano contare.
PER QUESTO VOGLIAMO LE ELEZIONI ……

La Puglia come locomotiva del Mezzogiorno

I dati Istat sul prodotto interno lordo consolidano la posizione della Puglia come locomotiva del Mezzogiorno, cresce quasi ai livelli del nord del Paese. In questi anni la Puglia è riuscita a coniugare le proprie tradizioni, la propria storia e le vocazioni produttive con l’innovazione e la tecnologia. Ha toccato buoni livelli di specializzazione grazie [...]

Istat: in Puglia 25mila occupati in più. Miglior dato in Italia

Tempi bui per l’economia e per l’occupazione in particolare, ma secondo l’Istat, che in qualche maniera rafforza il quadro congiunturale illustrato dal presidente Nichi Vendola nel corso della conferenza stampa di fine anno, la Puglia è in controtendenza al punto da guidare il plotone (esiguo) di regioni con un segno più davanti alla voce nuovi [...]

Immigrazione. In Puglia fa rima con accoglienza

Lecce. E’ quella salentina la provincia più ambita dai migranti in Puglia. Lo rivela il rapporto “Sprar 2010 – 2011″ che fotografa i progetti di accoglienza. LECCE – Il Salento è la provincia pugliese preferita dai migranti in cerca di salvezza. Merito dell’accoglienza che vi trovano. Si sofferma proprio sul tema centrale dell’accoglienza, il rapporto [...]

Cascina, via libera al registro delle coppie di fatto

La maggioranza di centro sinistra approva un ordine del giorno in cui si prevede anche la promozione di politiche di sostegno “alle famiglie fondate sul matrimonio, di fatto o naturali”. E’ stato approvato ieri, in occasione della seduta del Consiglio comunale di Cascina, da tutte le forze politiche del centro-sinistra che sostengono il sindaco Antonelli, [...]

La serra fotovoltaica

A Villasor, in provincia di Cagliari, creati 90 posti di lavoro Investiti 70 milioni da multinazionali indiane e americane: 26 ettari coperti su 134 di serre produrranno 20 MW elettrici MILANO – Unire l’agricoltura alla produzione di energia elettrica, creando anche 90 posti di lavoro in una regione, la Sardegna, da anni alle prese con [...]

Sono Lucia, ho la sclerosi. Ma ora cammino

Casarano. Una giovane donna ammalata, si alza dalla sedia a rotelle grazie alla cannabis. Che si sperimenta a Casarano. Oggi un ‘caffè’ diverso da tutti gli altri, per scuotere gli animi disfattisti e diffidenti che purtroppo troppo spesso popolano questo quotidiano on line: una storia di ottimismo, scritta prima da un’amministrazione illuminata, come quella di [...]

Cagliari, così si fa

Stop agli affitti per il comune di Cagliari. La Giunta comunale taglia le locazioni passive, d’ora in poi gli uffici si trasferiranno dagli edifici in affitto a quelli di proprietà: “Si risparmierà oltre un milione di euro”. Ecco cosa cambia. Un risparmio di oltre 1.100.000 euro l’anno per le casse dell’amministrazione. E’ quanto prevede l’atto [...]

La Puglia recupera i beni confiscati

La Puglia promuove 3 progetti di recupero di beni confiscati alla criminalità organizzata: un ‘opificio sociale’ per i giovani a Mesagne (Brindisi), una dog house a Cassano e un laboratorio per cartapestai, a Putignano, entrambi in provincia di Bari. “Si tratta – spiega l’assessore alla Cittadinanza attiva della Regione Puglia, Nicola Fratoianni – degli ultimi [...]

Francia, vincono le primarie

Ieri, ancora una volta, hanno vinto le Primarie, quelle aperte a tutti. Una vittoria incontestabile, maturata nel paese che, insieme alla Germania, non solo esprime la leadership economica continentale, ma mantiene anche più saldo il contesto dei partiti come attori protagonisti della scena politica. È accaduto in Francia ciò che nemmeno i più ottimisti si [...]

Puglia, in 3 mesi maggiore occupazione

In tre mesi la Puglia migliora le statistiche dedicate all’occupazione recuperando 49mila unità (dal primo al secondo trimestre del 20011). Un balzo che è più tenue rispetto ai valori di fine 2010 (l’aumento è di 36mila unità), ma che fa ben sperare per il futuro. In valori assoluti, invece, al secondo trimestre del 2011 gli [...]

Buone notizie

Sinistra Ecologia Libertà - Via Goito 39 (4° Piano) - Roma - Tel. 06/44700403 - Fax 06/4455832 - redazione@sxmail.it
Realizzato da Ivano Noè