L’anniversario dell’assassinio di Giorgiana Masi è l’occasione non solo per ricordarla a quanti di noi l’avevano conosciuta in quegli anni, ma è soprattutto la rivendicazione di una memoria collettiva che pretende, a distanza di più di 30 anni verità a giustizia sulle responsabilità della sua morte.
Le squadre speciali che il 12 maggio del ’77 imperversavano nel centro di Roma, il tentativo di ingabbiare in una cappa di piombo il generoso movimento del ’77 che tentava l’assalto al cielo, sono parte integrante di una storia condivisa che è patrimonio comune di tutti noi.
Non guardiamo solo al passato ma anche e soprattutto al presente. C’è un filo di repressione e terrore che lega la storia di Giorgiana Masi all’assassinio di Carlo Giuliani a Genova nel 2001, ma anche alla tante altre storie di cronaca di questi giorni, dove ancora una volta siamo costretti a denunciare abusi e violenza in nome dello Stato.
Verità e Giustizia è un atto politico che pretendiamo se vogliamo davvero coniugare la parola democrazia con la parola Libertà.
Paolo Cento
è bello rileggere e ricordare la storia della non violenza del Partito Radicale, è qull’humus comune che ci unisce nel quale ci riconosciamo e che deve essere esempio per il futuro, mi piacerebbe anche oggi vedere il Partito Radicale compagno, amico di nuove battaglie accanto a Nichi e a Sinistra Ecologia e Libertà !