A chi da’ fastidio Piazza Navona?

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Vale la pena di domandarsi a chi ha dato veramente fastidio l’evidente successo, più di pubblico che di critica, della manifestazione anti-bavaglio dell’altro ieri a piazza Navona?  Certamente ha irritato non poco Berlusconi e i suoi tanti compagni di merende. Ma non solo.

Anche questo giornale è tra coloro che non l’ha mandata giù bene. D’altro canto l’articolo di Piero Sansonetti di qualche giorno fa era stato fin troppo esplicito. Ma la posizione del mio amico Piero non è una novità: tutto dipende da una tesi di fondo, sbagliata,  per cui Carlo Debenedetti sarebbe il vero Dart Fener della politica italiana e quindi tutto ciò che lui sfiora va combattuto.

Più sorprendente, almeno per la mia ingenuità, sono stati i commenti del giorno dopo dove il giudizio politico sulla manifestazione veniva circoscritto alla facile ironia attorno alla presenza della D’Addario sotto il palco. In effetti non vi erano barriere né servizi d’ordine, chiunque ne avrebbe potuto approfittare. Ma possibile che la novella scrittrice abbia veramente rubato la scena ai vari protagonisti che hanno popolato il palco e dintorni, da Rodotà a Saviano, dalla lavoratrice del call center Eutelia al cassintegrato della clamorosa protesta dell’Asinara, dai dirigenti sindacali della Fiom a quelli dei poliziotti, per non parlare di uno stuolo di rappresentanti del variopinto associazionismo?

Non è possibile per chi ha partecipato e visto, lo è per chi lo vuole fare credere per svilire il significato della manifestazione. Si è scritto che questa è stato un contenitore di cose diverse. Sì, ma questo è un bene, se tutte queste cose, come in effetti è stato, vanno tutte in un’unica direzione: la difesa integrale della nostra Costituzione e la costruzione di una seria opposizione a Berlusconi. Né piazza Navona pensava di potere esaurire questi temi tutta da sola.

Ma non ha senso contrapporre ad essa una manifestazione in difesa del posto di lavoro o per la pace, quando queste possono benissimo integrarsi, come dimostrava la stessa composizione fisica e sociale della folla dell’altro ieri. Si dice che la libertà di informazione non è il problema principale in questo paese. No, in effetti non lo è, ve ne sono altri più immediati e soverchianti. Ma lo può diventare nell’attimo stesso in cui tale libertà dovesse sparire del tutto e quindi non si potrebbe più parlare di quegli altri più importanti problemi. Perciò bisogna muoversi adesso, finché si è ancora in tempo e non confidare che il ddl Alfano venga sconfitto dal generale Agosto.

Si è detto che la questione della regolamentazione delle intercettazioni riguarda la difesa di diritti fondamentali dell’uomo, tanto più importanti quando chi è colpito è in una posizione di debolezza. Un tema per la sinistra quindi.  Vero, prova ne sia che, come ha detto Rodotà più volte, se l’attuale legge venisse ridotta a un semplice articolo che vieta la pubblicazione di ciò che non ha rilevanza e attinenza e che disponesse addirittura la distruzione di tali intercettazioni con le dovute garanzie, non vi sarebbe alcun ostacolo, né nelle aule né nelle piazze, al varo di una simile norma.

In altri paesi la privacy viene difesa senza impedire la prevenzione e la repressione dei crimini o calpestare la libertà di stampa.  Se non viene fatto è perché l’obiettivo di Berlusconi non è la difesa della privacy, ma l’occultamento e il rovesciamento della verità. La stella del premier è in fase calante, ma questa è assai lunga. Del resto è anche possibile la sopravvivenza di un berlusconismo senza Berlusconi  e i colpi di coda come si sa sono i più pericolosi. Siamo ormai un paese nel quale la condanna di Dell’Utri per un reato infamante viene presentato dal principale telegiornale come un’assoluzione. Se non ci fossero le intercettazioni non si sarebbe potuti neppure giungere alla condanna. Così Berlusconi non avrebbe bisogno di capovolgere la verità. Già, ma non sarei per semplificargli la vita.

Alfonso Gianni

(questo articolo era stato inviato al Riformista che però, senza spiegazione alcuna e malgrado le intese telefeoniche, ha deciso evidentemente di non pubblicarlo)

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Davide 7 luglio 2010 - 00:59

Vanni ha ragione. Un popolo ignorante si governa meglio, soprattutto quando non sa di esserlo. Il che spiega l’ossessiva disinformazione ad opera di prezzolati giornalisti della carta stampata, oltre che delle reti televisive in onda su scala nazionale. La descrizione che egli fa del nostro Paese è desolatamente autentica. Spiace dirlo, ma siccome non si intravede la possibilità di una svolta democratica nel breve termine, accade che certe ibride alleanze abbiano un loro intrigante fascino risolutivo. Comunque sia, la nostra condizione governativa è talmente scandalosa che quasi non ci sono parole per descrivere la nostra umiliante situazione vista con gli occhi degli stranieri. Chissà, forse sarebbe utile tradurre e divulgare le pagine di politica estera dei giornali stranieri, anche quelli di destra, per sciogliere l’incanto berlusconiano che sta obnibilando le menti di molti nostri connazionali.

Vanni Maltoni 6 luglio 2010 - 19:52

Magari combattendo una lotta senza quartiere contro il nuovo monarca e i suoi “nobili”? Robespierre e Danton sarebbero stati in grado di rovesciare Luigi XVI con il solo contributo del pensiero?
Mi sembra che il punto sia questo, c’è chi ritiene che il superamento dell’attuale condizione del nostro paese (che è anche di altri paesi, non dimentichiamolo) si possa ottenere con la sola forza delle idee.
C’è chi invece (e io sono fra questi) pensa che il potere sia talmente subdolo da annichilire le idee diverse, impedendone la diffusione, manipolando le masse, truccando le elezioni ed eventualmente, quale extrema ratio, ricorrendo alla forza, utilizzando militanti di estrema destra oppure i servizi segreti. E’ la nostra storia in fin dei conti…

La macelleria di Genova non ha insegnato niente? E le spranghe di Casa Pound a Roma contro il movimento studentesco dell’Onda?
Tutta questa differenza col fascismo non la vedo, se non per il fatto che allora si menavano o accoppavano i dissidenti mentre adesso basta silurarli o sputtanarli. Altra differenza, il fascismo non controllava l’informazione e ha dovuto sopprimerne la libertà per mantenere il controllo, ma è una differenza così importante?
La forza delle idee e del pensiero è sufficiente in democrazia, noi qua abbiamo a che fare con il 5° uomo più ricco del mondo che sta eliminando tutti i poteri istituzionali in grado di contrapporsi a lui.
E con una popolazione sempre più impoverita e meno acculturata sarà sempre più facile mantenere il sistema oligarchico in cambio di qualche contentino.
Per questo sono disposto a schierarmi al fianco di chi è molto lontano ideologicamente da me, se la sua priorità è contrapporsi a chi vuole sopprimere la stessa libertà di manifestare il proprio pensiero quando diventa pericoloso per questo potere di tipo feudale.

Filippo Boatti 6 luglio 2010 - 16:21

di autoritario c’è il tuo atteggiamento, prima di tutto, che in nome della lotta a Berlusconi sei pronto a dare del salottiero a chi discute delle idee. è sempre utile discutere delle idee, se c’è questa società poco democratica come facciamo a venirne fuori senza il contributo del pensiero?

Filippo Boatti 6 luglio 2010 - 14:24

(e aveva profondo disprezzo per la società borghese e piccolo borghese del suo tempo)

Filippo Boatti 6 luglio 2010 - 14:22

Vanni, non siamo al fascismo, è questa ossessione che bisogna che ci togliamo dalla testa. Non ci sarà un colpo di mano autoritario di nessun tipo, c’è una società in crisi, senza dubbio serviranno sia il pensiero che le azioni e le alleanze, ma il mito del CLN è assolutamente inservibile. Per quanto riguarda Gobetti era liberale, non liberista.

Vanni Maltoni 6 luglio 2010 - 13:31

Infatti anche Turati pensava che il fascismo andasse sconfitto con il pensiero. Aveva torto, ed è la storia a dirlo. Piero Gobetti era un giornalista liberista, un borghese, ma con i suoi articoli infuocati ha fatto più lui contro il fascismo di tutti i politici del comitato dell’Aventino messi assieme.

Filippo Boatti 6 luglio 2010 - 13:19

Io sono socialista come Turati. Cosa c’entra il criticare la cultura di un giornale, con le alleanze? Si può sapere cosa c’entra? Non è che un liberista è uguale a un fascista, è uno con con cui è difficile che andiamo d’accordo sulle cose fondamentali.

Vanni Maltoni 6 luglio 2010 - 13:06

Non ci siamo. Sembra di sentir parlare Berlusconi, che tutti quelli che non la pensano esattamente come lui sono comunisti.
I manettari non vanno bene, i populisti nemmeno, tutti quelli che magari hanno idee liberiste diventano “fascisti”. Di Pietro? Fascista. Grillo? Fascista. Travaglio? Fascista. Massimo Fini? Fascista. Fate pena.
Proprio questa notte mi son guardato il film “Il delitto Matteotti” di Florestano Vancini. Mi sembra che talvolta ci si comporti come i politici “aventiniani” nei confronti di Gramsci: i Turati, gli Amendola, che pensavano di poter sconfiggere il fascismo politicamente e poi sono finiti in esilio. Credo che Gramsci, con la sua ossessione del ricorso al popolo nella lotta politica, sarebbe considerato da molti che scrivono qua un populista, forse anche un fascista. Però per lui niente esilio ma solo la morte in carcere.

Vanni Maltoni 6 luglio 2010 - 12:50

Intanto mi permetto di postare il link di un’intervista a Massimo Fini, in cui esprime concetti che condivido appieno. C’è chi lo ha definito un fascista, lui non si autodefinice così. Ascoltatela tutta perchè il bello viene alla fine.
http://download.kataweb.it/micromega/massimofini.mp3

Filippo Boatti 6 luglio 2010 - 10:38

il Fatto solletica l’odio antiberlusconiano anziché il pensiero: questo è un “fatto” sottilmente reazionario, perché è solo con il pensiero che scacceremo il berlusconismo e non certo con i cancheri e l’odio eccetera. che fanno solo il suo gioco.

Filippo Boatti 6 luglio 2010 - 10:35

ma io infatti giudico il merito, per me è una nota positiva che il Fatto vive senza contributi pubblici, ma nel complesso il Fatto veicola una cultura destroide. poi ovvio che escono anche buoni articoli.

Silvio Salvemini 6 luglio 2010 - 10:34

boatti… e la cosa hai appena scritto (“si giudica il merito”) non vale anche per “il Fatto quotidiano” e i suoi giornalisti/collaboratori?

Filippo Boatti 6 luglio 2010 - 10:29

Non mi interessa per chi scrive Saviano e non mi interessano le voci di corridoio, si giudica il merito. Se sul Giornale o su Libero esce un buon pezzo, e talvolta succede, lo si valuta per quel che è, a prescindere da chi l’ha scritto. La laicità ancora non sappiamo dove sta di casa eh?

Filippo Boatti 6 luglio 2010 - 10:27

Sansonetti non è amico mio, non lo conosco, non è un dirigente di SEL ne’ il suo giornale è il giornale ufficiale di SEL, perciò può scrivere, come tutti, quel che vuole e dove vuole, ci si è limitati a dire che ha sollevato alcuni punti che sono condivisibili, non che è un dio.

Silvio Salvemini 6 luglio 2010 - 10:26

proprio perché lo giudico per quel che scrive ho una bassa opinione di Sansonetti.

Attento Boatti, su Saviano si “vocifera” che abbia qualche spruzzata di riferimenti culturali propri della destra. E si è aperto anche un animato dibattito sul perché Saviano continui a pubblicare per Mondadori, specie dopo le sfuriate del nostro premier contro chi parla/scrive/fa film su tali argomenti che “infangno” l’immagine dell’Italia all’estero. Forse il buon Saviano avrà pesanto: se lo fa D’Alema…

Filippo Boatti 6 luglio 2010 - 10:25

Saviano invece può scrivere per Mondadori?

Filippo Boatti 6 luglio 2010 - 10:17

Sansonetti scriva per chi ritiene, noi ci limitiamo a giudicare nel merito di quello che la gente scrive. Mi capita spesso di non essere d’accordo con Saviano, e non perché scrive per Mondadori ma per quel che dice. In generale, per tornare al tema, il buon giornalismo non ha bisogno delle intercettazioni telefoniche, di pagine e pagine di brogliacci di trascrizioni. Sono anni che non se ne fa di buon giornalismo e non basta dare la colpa, come al solito, al solito babau Bellucconi.

Silvio Salvemini 6 luglio 2010 - 10:11

@Stefano Dell’Agata: il tema della malavita organizzata mi interessa da sempre e di letture (parlo di libri) a riguardo ne ho collezionate abbastanza da essere schifato a vita. Le origini del “male” risalgono ai tempi dell’unità d’Italia Andreotti e la sua corrente democristiana sono citati spessissimo.

@i Sansonetti boys: ma come mai un anticapitalista libertario come Sansonetti, fiero fustigatore della “borghesia” imprenditoriale italica, non disdegna di “collaborare” per la famiglia Angelucci, editori (con generosi finanziamenti pubblici) de “il Riformista” e di “Libero”, nonché proprietari di cliniche private sparse per la lande laziali? Sicuramente il suo “spessore culturale” consentirà di dare una spiegazione plausibile anche su questo, dimostrando che non vi sia alcuna contraddizione. Bontà sua. De Benedetti è il capitalista-demonio, non Berlusconi e men che meno gli Angelucci.

Filippo Boatti 6 luglio 2010 - 09:42

Del tutto insensato ritenere che Berlusconi sia un affiliato alla mafia, è il tipico caso di quando l’odio per l’avversario offusca la ricostruzione rigorosa della realtà. I libri della Kaos edizioni sono veramente carta straccia.

Stefano Dall'agata 6 luglio 2010 - 07:14

È vero che Travaglio non è di sinistra, ma da questo a dargli del reazionario e fascista ci passa.
Non è che chiunque sia a favore della galera per Craxi e per tutti i politici che rubano sia fascista.

Stefano Dall'agata 6 luglio 2010 - 07:03

Al PD non occorreva Repubblica per fregarsene dei lavoratori, era su Il Riformista anche (oltre che su Il Corriere) che veniva presentato il progetto di un PD che tenesse fuori, non solo la CGIL, ma pure la Legacoop.
Repubblica è e resta un quotidiano “borghese”, pensare che possa criticare la politica sociale della destra è fantasia, purtroppo quanti a sinistra sbavano per un’intervista o un articolo?
Per quanto riguarda Silvio: se all’epoca di Andreotti era la mafia ad essere andreottiana, con lui credo si possa parlare tranquillamente di un affiliato (per approfondire val bene leggere La Padania dal 1995 al 1998 o alcuni libri della Kaos Edizioni).

Filippo Boatti 6 luglio 2010 - 01:48

una delle prime manifestazioni della svolta culturale di Vendola verso la nuova sinistra è stato il suo malcelato disprezzo per la “sinistra plebea”, forcaiola e priva di sensibilità culturale. Per quanto molti si offesero, aveva piena ragione, i fatti gli danno ragione.

Filippo Boatti 6 luglio 2010 - 01:31

infatti, perlomeno ha uno spessore culturale e si pone in modo fieramente antiborghese e libertario. poi ha dei difetti per carità, esibizionista eccetera, ma lo rispetto.

Peppe Giudice 6 luglio 2010 - 00:35

Sansonetti che è comunque uno che ha un certo spessore culturale a differenza di quelli che conoscono e male il Testo Unico delle leggi sulla Pubblica Sicurezza (vedi il reazionario e fascista Travaglio) non ha detto che il PD è liberista perchè segue la linea di Repubblica. Ha semplicemente affermato che la nascita e lo sviluppo della politica del PD è stata fortemente condizionata dalla lobby editoriale Scalfari-De Benedetti. E questo è difficilmente contestabile. Che tutta l’informazione alternativa (del cazzo!) a Berlusconi non ha quasi mai parlato dei gravi problemi sociali del paese ma ha concentrato l’attenzione su Spatuzza ed Escort è un altro dato di fatto difficilmente smentibile. Poi Sansonetti su alcune cose può aver sbagliato, ma tutta questa ostilità la trovo francamente eccessiva. Certo se qualcuno pensa che l’alternativa alla destra debba essere costruita da una altra destra (Travaglio ed il trebbiatore di Montenero) si spiega benissimo la dissociazione politico-mentale.

Filippo Boatti 5 luglio 2010 - 14:49

Comunque su due punti essenziali Sansonetti ha piena ragione (e “nel mio piccolo” io dico e scrivo le stesse cose da mesi e mesi): 1) l’eccessivo spazio concesso alla campagna di stampa sugli scandali sessuali del premier, mentre cresceva la drammatica crisi sociale su cui l’opposizione è rimasta completamente afona; 2) l’aiuto sostanziale di Spatuzza a Dell’Utri, che ha potuto, ribaltando ogni buon senso e ogni realtà fattuale, dichiararsi assolto (ma i media non funzionano certo col buon senso e da molti anni non hanno più attinenza con la realtà).

Filippo Boatti 5 luglio 2010 - 14:32

E per favore non confondiamo il diritto di tribuna concesso a un grande studioso come Luciano Gallino con la condivisione di quel che scrive, che viene puntualmente ignorato.

Filippo Boatti 5 luglio 2010 - 14:29

Io non penso che le analisi di Sansonetti siano sempre “illuminanti”, penso che su questo argomento abbia piena ragione. Non è che Repubblica è uguale a Berlusconi, è che rappresenta un pensiero liberista, e fa interessi che divergono profondamente dai nostri, tutto qua. Dove sta la menzogna, la grave manipolazione? Nel voler raccontare, accreditarsi come gli alfieri della sinistra moderna, cosa che per l’appunto non sono.

Filippo Boatti 5 luglio 2010 - 14:18

poi Silvio non è questioni delle notizie che si danno, ma del pensiero che si veicola… la lotta senza tregua fra il partito dell’Amore e il partito della Verità, per il sistema, per il regime, chiamiamolo come vogliamo, è il massimo del godimento.

Filippo Boatti 5 luglio 2010 - 14:16

come Tom e Jerry, esattamente, presente il cartone animato?

Silvio Salvemini 5 luglio 2010 - 14:13

bhè si, in effetti Berlusconi ultimamente è contentissimo per le notizie che quotidianamente vengon fuori e ringrazia Repubblica ogni giorno per i favori che gli fa. Ma per favore…

Filippo Boatti 5 luglio 2010 - 13:55

I Berlusconiani e la lobby di Repubblica sono dei manipolatori di stampo orwelliano, nemici per finta, conniventi nel regime. I berlusconiani hanno il ministero dell’Amore, gli scalfariani hanno il ministero della Verità… la differenza è che quelli di Repubblica sono più freschi e raffinati, e stanno sui cocones a noi di sinistra.

Filippo Boatti 5 luglio 2010 - 13:49

(la verità politica la sapevamo già prima, anche senza la condanna di Dell’Utri, che è un mafioso, o meglio un favoreggiatore della mafia, e che Berlusconi è un riciclatore di capitali di dubbia provenienza, il can can mediatico sulle stragi e i legami fra Berlusconi e le stragi è stato un regalo a suo favore, per mettere in secondo o terzo piano questi fatti, sparando accuse talmente spropositate e senza alcuna prova, che gli hanno permesso di fare la vittima)

Filippo Boatti 5 luglio 2010 - 13:46

Esatto Silvio, c’è tanta letteratura, ma non è tutta uguale, alcuni sono utili, altri autori sono carta straccia. Anche le sentenze però fanno parte della letteratura e di certo Spatuzza non è stato considerato attendibile dalla corte.

Filippo Boatti 5 luglio 2010 - 13:45

@Eraldo Repubblica fa la guerra a Vendola e siccome gli fanno le interviste voi pensate che lo ha sdoganato… ma che assurdità. Certo Repubblica non può ignorare Vendola, essendo un politico che si è sdoganato da se’, con la sua forza e non certo grazie a Repubblica… come senza dubbio a Repubblica ci sono bravi giornalisti e senza dubbio pubblica gli articoli di Gallino (che però sono uno spazio di tribuna non condiviso nei contenuti dagli editorialisti di punta). Per favore non mettere sullo stesso piano quel galantuomo di Gallino e quella banderuola patetica di Giannini.

Silvio Salvemini 5 luglio 2010 - 13:42

Mi sa che l’alleanza con i capi di Spatuzza l’hanno fatta i berlusconiani.
C’è tanta letteratura riguardo le stragi di mafia, si legga qualche libro ogni tanto e non i soliti trombettieri mediatici à la carte. Le si aprirà un mondo.

Filippo Boatti 5 luglio 2010 - 13:41

quanti mesi ha guadagnato Dell’Utri verso la prescrizione grazie al “compagno” Spatuzza? da novembre a oggi, fate un po’ i conti. essendo poi nato nel 41, tra poco avrà compiuto settantanni e non farà un giorno di galera anche in caso di condanna confermata dalla Cassazione. il trubinale mediatico lo ha assolto, sempre grazie a Spatuzza e alle sue accuse spropositate (conta il clamore, mica contano i fatti nel tribunale mediatico) che la corte, quella reale, ha smentito, pur avendolo condannato… è semplice, ed è assai chiaro quanto scrive Sansonetti. a Repubblica sono dei manipolatori di stampo orwelliano. certo lo sono anche i berlusconiani, ma meno raffinati e ormai meno freschi, verso il viale del tramonto. a Berlusconi era stato assegnato un compito dai vari poteri che lo sostenevano: sdoganare la destra che ora si sta normalizzando al potere. poi con la connivenza di Veltroni, ha buttato la sinistra fuori dal parlamento. mission accomplished, missione compiuta, ora che Berlusconi sta venendo accompagnato all’uscita dagli stessi che lo hanno portato al potere (fra cui senza dubbio i poteri mafiosi) l’antiberlusconismo è soltanto un ferrovecchio, come quelli che si mettevano il fazzoleto rosso il 25 aprile, tanto che oggi sono tutti antiberlusconiani.

Filippo Boatti 5 luglio 2010 - 13:08

ma quali falsità Salvemini? Spatuzza non ha dimostrato nessuna delle sue affermazioni alla corte, informati tu. il che equivale a non essere attendibile. falla te l’alleanza con Spatuzza solo per andare contro a Berlusconi. non sapendo come rispondermi, tiri fuori che dico falsità, dimmi un po’ quali sono le falsità. non sai dirlo. capisco che si doveva andare in piazza pro forma e mettere la nostra bandierina, vabbè, ma che questa sia una piazza utile, bella, interessante, ma va là! come dice Ghedini… non raccontiamoci palle.

Silvio Salvemini 5 luglio 2010 - 12:24

boatti… si informi meglio che sta diffondendo una serie di falsità allucinanti per suffragare teorie basate su paradossi creati ad arte. Puro stile sansonettiano… appunto.

Filippo Boatti 5 luglio 2010 - 12:14

questione Berlusconi e le stragi: Berlusconi stragista non sta ne’ in cielo ne’ in terra, è un accusa ridicola e pretestuosa che torna solo a suo vantaggio. Berlusconi una volta si diceva che aveva riciclato capitali di dubbia provenienza (correttamente) che era “disceso in campo” per non andare in galera (esattamente) e poi si può dire anche senza ombra di dubbio che è un corruttore di magistrati. un uomo da non frequentare, direi. ma che qualcuno sia convinto che quest’essere spaventato possa avere il “pelo sullo stomaco” (come ha scritto un commentatore) dello stragismo allora non ha capito niente di B… è un uomo che vive nella paura fottuta di finire in galera, e nella paura fottuta che i mafiosi gli presentino il conto, ma non certo uno stragista. a qualcuno anziché scrivere la storia di questi anni correttamente, piace di più descrivere il proprio avversario come un orco, ma è solo un poveruomo… fa COMODO a un opposizione di terza classe descriverlo così, non essendo riuscita in tanti anni a mandarlo a casa, si alza sempre di più la posta. adesso è uno stragista, tra un po’ sarà il diavolo in persona.

Filippo Boatti 5 luglio 2010 - 12:06

(ha permesso a Dell’Utri di guadagnare tempo verso la prescrizione, da come ho scritto non si capiva). dite che la sinistra non ha fatto l’antiberlusconismo. vero! ma lo doveva fare quando era ora… ormai è un prodotto scaduto e avariato tanto che cani e porci ormai sono antiberlusconiani. la manifestazione di Piazza Navona c’è stata perché faceva comodo alla lobby della grande stampa, e come ha scritto un altro autore su questo sito, Sergio Tosini, non si è sentito il minimo accenno di autocritica dalla FNSI per le precedenti dimenticanze e responsabilità. dopo di che, benissimo che si siano svegliati, benissimo che anche a destra vogliano liquidare Berlusconi, è proprio quello che dico. ma noi che c’entriamo? nulla.

Filippo Boatti 5 luglio 2010 - 12:01

ullallero, la mafia non si scardina certo con le richieste sgangherate di alcuni pm di individuare in Berlusconi il mandante delle stragi di mafia! ma per favore! si combatte con la cultura non mafiosa, con la prevenzione, i pm e le corti fanno davvero il minimo e non quello che per noi è l’essenziale. ripeto, il voler individuare in B. il mandante delle stragi è stato un modo, volontario o meno non lo so, di venire in suo soccorso, accusandolo di cose talmente spropositate (in realtà accusando Dell’Utri per lui) da mettere in sordina tutte le condanne e le accuse gravissime che stanno a loro carico… quanto a Repubblica, ma dove sarebbe che sta a sinistra del PD? ma quando mai? ma se sta spianando la strada a Marchionne… non è questione di cambiare giornale di riferimento e il gioco è fatto, è che gli interessi convergono perfettamente. quanto a Spatuzza, dichiarato non attendibile da più di una corte (non una sola) il suo pretestuoso inserimento nel processo dell’Utri gli ha permesso di guadagnare molti mesi verso la prescrizione (se no la sentenza sarebbe stata a novembre dell’anno scorso) oltre a confondere le acque a suo vantaggio.

Michele 5 luglio 2010 - 10:30

Bravo silvio s.

Silvio Salvemini 5 luglio 2010 - 09:40

ma chi dice che il tutto debba esaurirsi nell’antiberlusconismo?! Dov’è la contraddizione nel manifestare a difesa del pluralismo e della libertà di stampa (diritti civili, art. 21 della Costituzione) e nel contempo spendersi su temi economici, sociali, ambientali?! Non è contraddittorio sostenere che i “giudici” lavorano sempre a difesa del sistema di potere e poi sulla vicenda Dell’Utri basarsi strettamente sull’ufficialità delle sentenze processuali?! Liberatevi da certi riflessi condizionati.

P.S. Massimo Fini lo leggo molto raramente. Scrive cose interessanti quando tratta le idiosincrasie proprie della destra e della sinistra. Il che non significa pensarla come lui e men che meno imbastire un progetto politico sulla base delle sue idee. Il mettere all’indice libri, giornalisti e scrittori lasciamolo alla Chiesa Cattolica e alla cricca berlusconian-fascista

Stefano Dall'agata 5 luglio 2010 - 07:14

La strage di via dei Georgofili è avvenuta, con Silvio Berlusconi e Dell’Utri appare o no un controllo della mafia sulla vita politica del Paese?
Che alcuni giudici abbiano considerato non attendibile Spatuzza non dimostra il non intervento del clan dei corleonesi nell’assalto alle Istituzioni.
Sui tre punti siamo perfettamente d’accordo (lavoro ambiente libertà), realizzarli senza scardinare la mafia non è possibile.

Filippo Boatti 5 luglio 2010 - 03:12

1) Dell’Utri è stato CONDANNATO; 2) Spatuzza è stato ritenuto NON ATTENDIBILE dalla corte.

Vanni Maltoni 5 luglio 2010 - 02:28

Spatuzza le avrebbe sparate grosse? Io penso che non sia affatto improbabile che sia tutto vero, figurati se i soggetti in questione non hanno abbastanza pelo sullo stomaco per aver fatto anche quella roba lì. Come negli USA, dove appena il consenso dei cittadini alla guerra scende sotto il livello di guardia viene trovato un terrorista in procinto di salire su un aereo dopo aver incredibilmente bypassato tutti i controlli…

Filippo Boatti 5 luglio 2010 - 01:35

Per inciso, e poi chiudo definitivamente, l’intervento di Sansonetti sul Riformista dove si sostiene che Spatuzza è stato un diversivo in soccorso di Dell’Utri e del cav., è pienamente condivisibile. Sono mesi e mesi che penso, dico e scrivo le stesse identiche cose. Le accuse di stragismo servivano a spararla talmente grossa da rendere poco credibili le reali colpe di rilevanza penale di Dell’Utri… mediaticamente ha potuto darsi vincitore, assurdo, ma è così che funzionano i media.

Filippo Boatti 5 luglio 2010 - 01:34

Per inciso, e poi chiudo definitivamente, l’intervento di Sansonetti sul Riformista dove si sostiene che Spatuzza è stato un diversivo in soccorso di Dell’Utri e del cav., è pienamente condivisibile. Sono mesi e mesi che penso, dico e scrivo le stesse identiche cose: http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/243570/ Le accuse di stragismo servivano a spararla talmente grossa da rendere poco credibili le reali colpe di rilevanza penale di Dell’Utri… mediaticamente ha potuto darsi vincitore, assurdo, ma è così che funzionano i media.

Andrea F. 5 luglio 2010 - 00:09

No, nessuno di noi ha in mente di fare un nuovo secondo governo Prodi, era ed è tuttora evidente che un simile modello contiene al suo interno tutto il contrario di tutto. Tuttavia aderire a singole iniziative come quella di Piazza Navona non vuol dire smentirsi, anzi secondo me le battaglie per la legalità (che possono essere trasversali) non devono far passare in secondo piano quelle per i diritti civili e sociali (che solitamente non sono altrettanto trasversali ) ;proprio per questo la sinistra deve dimostrarsi più antiberlusconiana di questi antiberlusconiani la cui attività si esaurisce nella piazza :
bisogna precisare con quali obiettivi si va a manifestare in favore dell’informazione, se soltanto per poter parlare delle gabole giudiziarie di Berlusconi o anche per poter animare un dibattito serio su questioni che riguardano il sociale e il lavoro, vedi vicenda Pomigliano, in cui tuttora si continua ad elogiare marchionne come il nuovo esempio di capitalista made in italy da imitare ed esportare nel mondo , privatizzazione dell’acqua, di cui non si parla più, o innalzamento dell’età pensionabile…

Filippo Boatti 4 luglio 2010 - 23:32

Io mi chiedo e vi chiedo: vogliamo di nuovo fare gli errori del secondo governo Prodi? Lanciare la santa alleanza antiberlusconiana e suscitare aspettative eccessive e insensate, per poi combinare niente, o lavorare sui due tre punti (lavoro ambiente libertà) che ci stanno più a cuore? Ormai l’antiberlusconismo se l’è preso Fini e noi qui a fare la tempesta nel bicchiere d’acqua dell’antiberlusconismo militante quando abbiamo il mare aperto davanti della ricostruzione della sinistra. Concordo in pieno con chi ha scritto della “guerricciola della sinistra sulle intercettazioni” (il giornale di Sansonetti). L’antiberlusconismo ormai convoglia sentimenti conservatori-reazionari, alle volte perfino più reazionari di Berlusconi (vedi Massimo Fini), ormai è un arma inservibile, sono passati sedici anni dal primo governo B, Berlusconi ormai è consunto e sta venendo accompagnato all’uscita di scena da quegli stessi personaggi che lui ha sdoganato… pensiamo al dopo. E con questo chiudo, scusate se mi sono dilungato ma mi sembra proprio che talvolta a sinistra grondi l’ipocrisia, anche un po’ involontariamente forse, perciò di starmi zitto non ho più voglia: sinistra (socialismo) ecologia (ambiente) e libertà (diritti civili), i cancheri antiberlusconiani lasciamoli a chi ha in mente l’ennesima restaurazione moderata dopo gli anni di delirio berlusconiano ormai al tramonto.

Filippo Boatti 4 luglio 2010 - 23:18

Caro Silvio di spontaneo nel “popolo viola” non c’è proprio niente, se non nella fase iniziale. Basta girare in rete e documentarsi un po’. Quanto all’antiberlusconismo, è sicuramente necessario ma accumuna fazioni che hanno interessi e collocazioni politiche diversissime e talora antitetiche, e non è quindi certo sufficiente a costruire un’alternativa. Per cui rovescio il tuo ragionamento: l’antiberlusconismo puro e semplice è proprio quella cosa che ti costringe a “negoziare” con certi soggetti che hanno in comune con la destra tutto quanto, salvo di non essere berlusconiani. Il modo migliore per essere antiberlusconiani è fare il nostro dovere di sinistra a tutto tondo, socialista-democratica e non solo movimentista-antiberlusconiana. Insistere sull’antiberlusconismo puro e semplice vuol dire solo fare un favore alla destra che si sta trasformando (nel senso del più classico trasformismo) in antiberlusconiana, mentre incalzano questioni sociali sempre più drammatiche che spetta alla sinistra rappresentare… i magistrati sanno badare benissimo a se stessi, i grandi giornali sono una lobby potente che sa fare i suoi interessi (lo sai che le intercettazioni vengono ottenute violando il segreto istruttorio pagando tangenti a gole profonde nei tribunali? è etico tutto ciò? perché mai lo dobbiamo difendere?). Pensiamo ai lavoratori, ai precari, ai pensionati, ai giovani, alle donne, ai disoccupati ecc. I magistrati e i giornali sono “abbastanza grandi e potenti da badare a se stessi” per parafrasare qualcuno e noi non avremo proprio alcun vantaggio dalla frequentazione di certi alleati che alla prima svolta di sistema gireranno a destra (vedi Di Pietro, anche se salvo De Magistris che manifesta sincere idee di sinistra, per quanto ancora allo stadio rudimentale).

Vanni Maltoni 4 luglio 2010 - 22:14

Ascoltatevi Massimo Fini và, che è meglio:
http://download.kataweb.it/micromega/massimofini.mp3
e prima di appiccicare le etichette alle persone sentiamo almeno l’opinione che hanno di se stesse come avviene verso la fine di quest’intervista.
Per me un giornalista che esprime queste idee è un compagno di viaggio, altri sedicenti “di sinistra fino al midollo” spesso non lo sono per quanto mi riguarda.
Probabilmente sono troppo anarchico anch’io.

Silvio Salvemini 4 luglio 2010 - 21:47

su una cosa concordo Filippo: non sempre Repubblica (più propriamente il fondatore Scalfari) ha visto di buon occhio certe manifestazione di indignazione popolare. Seccesse con i V-day di Beppe Grillo, apertamente osteggiati dal “Grande Vecchio” del giornalismo nostrano il quale bollava i partecipanti come una mandria di qualunquisti ignoranti (per non dir di peggio). Ricordo anche quanta freddezza ebbero le prime manifestazioni del “Popolo viola” in difesa dei principi costituzionali, a cominciare proprio da Alfonso Gianni. Esiste una spontaneità in certe mobilitazioni che spesso i partiti non amano, specie quando non porta loro vantaggi in termini di visibilità o di potere contrattuale. Un atteggiamento che non condivido. Vi sono principi per la difesa dei quali si manifesta a prescindere da chi altri vi prende parte, o da chi è partita l’iniziativa.

Altra litania: l’antiberlusconismo, neologismo usato ad arte come la criptonite per stemperare quanti vorrebbero un’opposizione netta ad un governo così indegno e illiberale. Non si può pensare di “negoziare” o trattare con chi punta a liberarsi dei vincoli di garanzia, al solo scopo di detenere il potere il più a lungo possibile. Qui non si tratta semplicemente di apporsi alle politiche di un governo, qui si tratta di puntellare i principi democratici su cui è fondata la nostra Carta Costituzionale contro un manipolo di personaggi che non si fanno alcuno scrupolo nel volerli smantellare a proprio uso e consumo. E le forze di opposizione non dovrebbero essere compatte nel respingere tali assalti?! Ma vogliamo scherzare?! Come si fa a non essere anti-berlusconiani quando financo i suoi stessi alleati cominciano a prenderne le distanze a seguito di un susseguirsi di vicende indegne di un paese civile? Che poi nel centro-sinistra non vi sia il regno dei “giusti”, mi pare di averlo ampiamente manifestato in tantissime occasioni non lesinando critiche. Ciò non toglie che non si può fare un’opposizione dialogante con chi dimostra quotidianamente di non aver il minimo rispetto delle istituzioni e delle più elementari prassi democratiche.

Filippo Boatti 4 luglio 2010 - 21:07

la cosa più patetica, più debole e più manipolatoria della manifestazione contro il “bavaglio” e continuare a voler vendere questo prodotto avariato della grande alleanza del Bene (tutti quelli che sono contro Berlusconi) contro il Male (Berlusconi) quando Berlusconi ormai è al declino e l’agenda del paese è drammaticamente cambiata e l’opposizione è divisissima su tutto. questo è un prendere in giro elettori e militanti in buona fede. non mi riferisco a SEL che non ha le intercettazioni al primo posto della sua agenda, ma che però ha il dovere di prendere criticamente le distanze dall’idea dell’accozzaglia antiberlusconiana, che è solo un modo per ingannare le persone e lasciare tutto così come è.

Filippo Boatti 4 luglio 2010 - 21:02

(perche’ fa più comodo, ovviamente, l’accozzaglia antiberlusconiana che non una seria riflessione, che vada anche a toccare i tasti dolenti e mettere in luce le differenze fra una visione e un’altra). su Dalla Chiesa io ho delle riserve, nel carcere di Alessandria fece un gran macello. pur facendo differenze fra magistrato e magistrato, fra generale e generale, non si può negare che si tratta di una casta e che non ha senso appiattirsi sulle rimostranze di una casta per combatterne un’altra.

Filippo Boatti 4 luglio 2010 - 20:58

vero, ma la questione di fondo è anche capire quali movimenti reali determinano le indignazioni di massa e le manifestazioni, se sono sincere e genuine, o se sono costruite ad arte. in questo caso, il gruppo di Repubblica aveva la convenienza a spingere sull’acceleratore dell’indignazione, altre volte ha spinto invece sul freno, ha letteralmente inventato il caso e non ha consentito una riflessione razionale, se proprio ci vogliamo costringere a riflettere sulle intercettazioni e non su temi per noi più importanti. una manifestazione seria doveva partire da un’autocritica… si è preferita l’accozzaglia di pancia antiberlusconiana.

Silvio Salvemini 4 luglio 2010 - 20:54

filippo… ti ringrazio della segnalazione, ma avevo già letto quell’articolo e come sempre mi fa riflettere. Sansonetti mi fa solo cadere le braccia tutte le volte in cui lo leggo o lo sento parlare, specie quando ripropone la litania sessantottina che ai suoi tempi lui prendeva a sassate le forze dell’ordine e contestava i giudici in quanto garanti del sistema di potere vigente. Senza distinzione alcuna, ragionando per grandi categorie. Come se i giudici fossero tutti fatti a stampo e non vi fosse differenza tra un Giudice come Falcone e l’ “ammazzasentenze” Carnevale. Come se le forze dell’ordine fossero tutte uguali e non vi fosse differenza tra Bruno Contrada e il Generale Dalla Chiesa. Come se gli uomini dei servizi segreti fossero tutti uguali e non ci fosse differenza tra un Nicola Calipari (colui che fece da scudo col suo corpo per salvare Giuliana Sgrena dal suo rapimento) e quanti sono stati “deviati” dai loro doveri.

A quanto detto da Travaglio ti aggiungo anche che l’ultimo governo Prodi voleva mettere il bavaglio alla rete e ai blog (legge Levi-Prodi)tanto quanto vuol fare il foverno berlusconi-ter poiché, evidentemente, molti “illuminati” dirigenti di “centro-sinistra” maltolleravano le critiche provenienti da popolari blog. Denunciare queste cose, a prescindere dalle ragioni di schieramento, è sinonimo di indipendenza e autorevolezza di pensiero, cosa che manca a troppi sedicenti giornalisti di sinistra.

Andrea F. 4 luglio 2010 - 20:51

ma infatti nessuno ha parlato di alleanze con certe persone, anche perchè altrimenti cosa facciamo, ci facciamo anche noi dettare la linea politica dai giornalisti, come rimproveriamo ad altri?
la questione di fondo è che in un paese normale una legge del genere non sarebbe nemmeno stata presentata e se mai accadesse non si starebbe a guardare la destra, la sinistra, il centro il sotto ed il sopra…

Filippo Boatti 4 luglio 2010 - 20:26

visto che amate Travaglio, leggete quel che scrive oggi e poi riparliamo della grande ipocrisa di questa manifestazione assieme a: ipocriti, liberisti, reazionari.

Filippo Boatti 4 luglio 2010 - 20:25

Archivio cartaceo | di Marco Travaglio

4 luglio 2010

Auto-bavaglio, anti-bavaglio
Siccome grande è il casino sotto il cielo d’Italia, può persino capitare di trovare qualcosa di sensato sul Giornale: un commento di Littorio Feltri che ha il pregio di far riflettere tutti noi giornalisti che ci prepariamo allo sciopero contro la legge-bavaglio. “Allo scopo di protestare contro la prossima approvazione del bavaglio – scrive Feltri, pur contrario alla legge Alfano – ve lo mettete in anticipo e volontariamente. L’8 luglio sciopererete e i giornali non saranno in edicola. Fantastico. Per chiedere maggiore libertà, la negate del tutto a voi stessi e ai lettori. Non sapevo che il diritto di dare le notizie si difendesse non dandole”.

Intendiamoci, il bavaglio è talmente vergognoso e demenziale che meriterebbe non uno sciopero, ma una serrata. Però l’obiezione di Feltri mette a dura prova il riflesso condizionato dei sindacati, Fnsi compresa, che ricorrono sempre e soltanto allo sciopero come se fosse l’unica forma di protesta.

Già la manifestazione dell’altro giorno in Piazza Navona, peraltro sacrosanta, denotava un po’ di stanchezza, ripetitività e mancanza di fantasia. Il fatto poi che vi abbia aderito il Pd rendeva il tutto vagamente fasullo, visto che il bavaglio Alfano è figlio naturale e legittimo della legge Mastella, proposta dal centrosinistra e votata alla Camera nel 2007 da tutti i partiti, con soli 9 astenuti o non partecipanti al voto (Giulietti, Grillini, Nicchi, Cannavò, Zaccaria, Carra, De Zulueta, Poletti e Caldarola) e nessun contrario su 630.

La Mastella, se possibile, era ancora peggio dell’ultima versione dell’Alfano: vietato pubblicare, anche parzialmente o per riassunto, tutti gli atti di indagine anche se non più coperti da segreto, fino al processo (l’Alfano, almeno, il riassunto lo consente per tutti gli atti, escluse le intercettazioni); per i cronisti, galera fino a 30 giorni o multe fino a 100 mila euro; quanto agli atti del fascicolo del pm, top secret addirittura fino alla sentenza d’appello. A parte il sindacato, l’Ordine, l’Unione cronisti, il Giornale, l’Unità e Annozero, la grande stampa (anche le testate che oggi si fanno belle sul palco di Piazza Navona) dormiva sonni profondi, e così gli editori.

Quando poi si andò alle urne, nell’aprile 2008, il programma elettorale del Pd al punto 4 (“Diritto alla giustizia giusta, in tempi ragionevoli”) prevedeva “divieto assoluto di pubblicazione di tutta la documentazione relativa alle intercettazioni e delle richieste e delle ordinanze emesse in materia e di misura cautelare fino al termine dell’udienza preliminare, e delle indagini”. Il tutto per “tutelare i diritti fondamentali del cittadino e le stesse indagini, che risultano spesso compromesse dalla divulgazione indebita di atti processuali”. Dulcis in fundo, “sanzioni penali e amministrative molto più severe delle attuali per renderle un’efficace deterrenza alla violazione di diritti costituzionalmente tutelati”.

Chi oggi marcia contro il bavaglio con chi ora lo combatte solo perché ha perso le elezioni non fa una bella figura. E non saranno un bello spettacolo nemmeno le edicole il 9 luglio, quando i lettori troveranno soltanto i giornali crumiri, cioè berlusconiani di destra (Il Giornale, Libero, Il Tempo, Il Foglio) e di sinistra (Il Riformista). Bel risultato, non c’è che dire. Avvertito in anticipo, il Banana ne approfitterà per intensificare le vergogne l’8 luglio, ben sapendo che l’indomani ne parleranno (anzi, non ne parleranno) solo i suoi house organ. Per carità, non intendiamo rompere la solidarietà del fronte anti-bavaglio.

Ma solo insinuare, finché siamo in tempo, un piccolo dubbio negli amici della Fnsi: sicuri che la forma più efficace di protesta contro il bavaglio sia autoimbavagliarci per un giorno? Non sarebbe meglio uscire tutti in edizione straordinaria, listata a lutto, in forma di dossier con le intercettazioni e gli atti d’indagine più importanti di questi anni che, col bavaglio in vigore, non avremmo potuto pubblicare? Chi protesta contro il bavaglio lasciando campo libero ai trombettieri dell’imbavagliatore ricorda quel tale che, per far dispetto alla moglie, si tagliò… bè, ci siamo capiti.

Filippo Boatti 4 luglio 2010 - 20:23

è difficile da capire? perché mai bisognerebbe scendere in piazza con i giustizialisti forcaioli e antifemministi? vacci te! poi si può e deve, come ho scritto sotto, leggere tutto, visto che la bocca della verità non esiste ma esiste solo una pluralità di fonti da cui ognuno di noi è perfettamente in grado di farsi un’opinione, come hai detto e condivido. mi fa ridere la contestazione a Sansonetti sul tema delle intercettazioni, perché in questo caso Sansonetti ha perfettamente ragione, del resto se leggi Travaglio di oggi riporta i fatti, le STESSE IDENTICHE NORME le proponeva il Prodi 1 e poi il Prodi 2 e tutta la coalizione le votò in blocco.

Filippo Boatti 4 luglio 2010 - 20:20

TUTTO bisogna leggere TUTTO siamo uomini liberi non ti pare? Ma non ti pare altrettanto che le alleanze con chi fa mostra di antifemminismo come Massimo Fini sono cose da evitare?

Silvio Salvemini 4 luglio 2010 - 20:15

quindi filippo… ci dica Lei cosa e chi dobbiamo leggere? Chi/cosa sarebbe la Sua “bocca della verità”?

Ognuno cerca di formare la propria opinione attraverso le fonti che più ritiene attendibili e l’era di internet consente a sempre più persone di informarsi facilmente da una vasta pluralità, non solo testate giornalistiche ufficiali. Capisco che tale dinamica faccia storcere il naso a quanti (i più tradizionalisti) prediligono l’ortodossia dei comitati centrali che dettano la linea su tutto facendola declinare sugli organi di partito, ma il mondo cambia, si evolve. “Questo è argomento di destra, quell’altro di sinistra.” L’informazione deve essere corretta, dopo di che spetta ad ognuno darne una lettura “orientata” dei fatti sulla base dei propri valori e delle proprie convinzioni. Il che significa in primo luogo un’informazione che non deve compiacere questo o quel partito, questo o quel dirigente, questa o quella corrente, questo o quel notabile, questo o quel editore, questa o quella lobby economico-finanziaria. In tal modo si acquisisce credibilità nei confronti dei lettori e dell’opinione pubblica, anche quando i riferimenti culturali possono risultare differenti o distanti. Se poi si vuol parlare più specificatamente del tema “legalità”, esso non può essere nè prerogativa della destra, nè della sinistra. Dovrebbe essere una pre-cognizione, a-politica, un comun denominatore di qualsiasi forza rappresentativa e invece, siccome viviamo in un paese che di normale/corretto non ha nulla, il tema della legalità è diventato CENTRALE per quanti sognano quanto meno di vivere in un sistema autenticamente democratico e non para-feudale. Questa cosa poi che la legalità non sia un argomento tradizionale della sinistra, non la capisco proprio. Gaetano Salvemini, storico socialista, nel 1910 denunciava Giolitti nel suo libro “Il ministro della malavita”. Berlinguer negli anni ’80 parlava di “questione morale”. Erano entrambi giustizialisti, forcaioli, destrorsi folgorati dal mito “legge e ordine”?! Per non parlare di una marea di rappresentanti di sinistra meno noti che hanno speso il loro impegno politico nel denunciare il malaffare. La mia impressione è che in un grumo corposo anche a “sinistra”, si preferisca mantener dormiente l’opinione pubblica attraverso un’informazione manipolata ad arte da una ristrettissima cerchia oligopolista, onde evitare che l’indignazione sempre più montante porti a venare quei granitici equilibri di potere. Una Sinistra degna di tal nome dovrebbe saper indirizzare tale indignazione in un progetto politico credibile e innovativo, non collaborare a soffocarla per mantenere l’indecoroso status quo perché così “conviene” al momento.

Filippo Boatti 4 luglio 2010 - 19:57

Poi ripeto, ognuno può leggere quel che vuole e avere le passioni che vuole (anche per gli scrittori reazionari, perché no?) ma quando si fanno le alleanze è tutto un altro discorso, bisogna capire con chi si a che fare. Il ddl intercettazioni è praticamente IDENTICO al programma dell’Ulivo sulla giustizia, scritto dal ministro Flick e sostenuto da tutta la coalizione… (lo stesso Travaglio lo ricorda) per cui di che cavolo stiamo parlando??? Di una questione, abbiate pazienza, inesistente, che oggi fa comodo al gruppo di Repubblica tirare fuori contro il suo antagonista privato Berlusconi, mentre ieri allo stesso gruppo di pressione andava benissimo.

Filippo Boatti 4 luglio 2010 - 19:50

Massimo Fini è tutt’altro che un grande giornalista, ma per favore! Con i suoi scritti anti-progressisti senza nessuna documentazione ne’ argomentazione razionale… capisco che letto ogni tanto possa essere interessante, ma sul lungo periodo DICE SEMPRE LE STESSE COSE: 1) bisogna tornare alla terra (Pol Pot sarebbe d’accordo) 2) le donne devono stare dietro i fornelli. Per non parlare delle sciocchezze che scrive su Nietzsche piegandolo a una interpretazione riduttiva e reazionaria, mentre Nietzsche aveva perfettamente capito che dalla modernità non si tornava indietro…

Andrea F. 4 luglio 2010 - 19:38

Sansonetti parla di lobby, si accanisce su chi sostiene certe idee a suo avviso “giustizialiste”, ma perchè non guarda bene a Il riformista, con cui collabora? Ed inoltre basta fare un giro sul sito de Gli Altri e vedere come si scaglia contro chi lo criticò per le sue aperture ai neofascisti, parla addirittura di forcaioli e fascisti di sinistra(dunque anche SEL sarebbe un partito neofascista?).
Ebbene è inutile difendere la libertà di informazione, almeno sulla carta, se poi ci si permette di guardare schifati a certi giornalisti che fanno bene il loro mestiere, solo perchè sono di destra….se non altro Travaglio e altri come lui riescono ad aprire gli occhi alla gente, perchè non è normale che i un paese democratico il compito di informare in maniera trasparente debba toccare a programmi come Report (in cui le inchieste sono condotte da giornalisti free-lance) o all’emittente satellitare Current, che è americana….

Vanni Maltoni 4 luglio 2010 - 19:11

Massimo Fini è di destra ma è un grande giornalista. Piero Sansonetti è di sinistra ma è un pessimo giornalista. Il primo non è in vendita e nei suoi articoli emerge un pensiero libero e distaccato, mentre per il secondo è il contrario. Ma li leggete gli articoli di Fini o andate per sentito dire come fanno in tanti a sinistra anche con Travaglio?

Filippo Boatti 4 luglio 2010 - 17:26

Non solo Massino Fini ci scrive, ma è tra i titolari dei giornale (i giornalisti detengono una quota della proprietà se non erro).

Stefano Dall'agata 4 luglio 2010 - 17:18

Caro Filippo, non sono convinto dell’autoflagellazione, se un giornale non mi piace non lo leggo.
Non leggo più Il Manifesto, L’Unità, non ho mai letto Repubblica, su Il Fatto hai ragione tu e non lo leggo, poi ci scrive Massimo Fini (che gira con Forza Nuova)…
Travaglio secondo me fa bene il suo mestiere, ma non è Dio e non basta a farmi acquistare Il Fatto.
Mi informo su internet e da quasi trent’anni sto senza televisione

Filippo Boatti 4 luglio 2010 - 12:24

Stefano i giornali si possono e devono leggere tutti, non è questo il punto… il problema è l’indipendenza e autonomia di pensiero e azione di un soggetto politico. Il Riformista è una piccola lobby, ha formato i pasdaran dalemiani dentro i DS-PD, Repubblica tiene in pugno il PD. Il Fatto Quotidiano è indipendente, vive dei soldi che guadagna, sicuramente fatti positivi per un giornale, ma sparge a piene mani una cultura forcaiola, spegne il pensiero politico e vi sostituisce i bollettini giudiziari, le giaculatorie di Travaglio ecc.

Stefano Dall'agata 4 luglio 2010 - 11:02

Che De Benedetti sia competitor di Silvio, ma anche socio ogni tanto (cane non mangia cane), mi par che non ci piova.
Poi che il PD sia succube di Scalfari e Repubblica è altrettanto vero.
Che però non si possa avere Angelucci come editore e scrivere su un suo giornale senza essere estremamente in contraddizione è altrettanto vero.
Quando ero DS rifiutai per principio l’abbonamento a Il Riformista, perchè non è da leggere, ma non è utile neppure per altri usi…
Vorrei ricordare il dibattito promosso da Il Riformista per il futuro PD: “Partito Riformista o Partito di Prodi?”, mi pare che la colpa della caduta del Governo non sia solo di Repubblica, ma anche dello stesso Prodi, nonchè di chiha voluto il PD (Il Riformista compreso).
Ribadisco: che Sansonetti ritorni in pianta stabile da D’Alema.

Alfonsodt 4 luglio 2010 - 08:27

è evidente caro GIANNI a chi dà fastidio piazza navona,dà fastidio a chi ha fatto del populismo la sua ragion d’essere in politica,in questo caso nella politica dell’attuale governo e del suo massimo esponente,nonchè condottiero, dà fastidio perchè c’è una parte di quel popolo che non crede più alle fesserie diquesto governo e del suo capo e comincia ad esternarla nella piazza non soltanto tramite bamboccioni sfaticati,lerci operai che non vogliono lavorare,fannullonie nulla facenti, pidocchiosi comunisti che non anno nulla da fare e vanno a romperre le uova nel paniere del presidentissimo,nò, non sono solo questi che scendono in piazza,ma vanno in piazza insieme a questi anche la classe pensante e culturalmente dominante o meglio una parte di essa,pertanto il domus dei popolo comincia a preoccuparsi,perchè il piedistallo dove lui stà posizionato comincia ad inclinarsi,e comincia a farlo nel suo lato peggiore quale,quello delle correnti di pensiero,quelli che scrivono,quelli che pensano, quelli che dovrebbero subire una legge non a caso definita bavaglio,quindi stà iniziando dal basso un lento e mi auguro inesorabile declino egemonico del nostro caput populis, dato che non è un fesso ha fiutato quale vento ha iniziato a tirare e allora comincia con il non parlarne o peggio parlarne male,come? tramite i suoi potenti mezzi di persuasione di massa e i suoi lautamente pagati osannatori di lodi verso il loro padrone,però purtroppo per loro un altro vento è iniziato a tirare,chissa se prima o poi non dia una bella ripulita all’aia,per permettere una nuova e più profiqua trebbiatura.-naturalmente mi auguro il prima possibile.-un saluto di sinistra a tutti – alfonso di tullio mil/teSEL

Filippo Boatti 4 luglio 2010 - 02:33

e poi, devo ribadire, “legge bavaglio” è un nome terribile, quando si protesta si protesta, non si giocherella con intuizioni da gauche-caviar

Filippo Boatti 4 luglio 2010 - 02:26

A chi cade dalla nuvole sul gruppo Repubblica-L’espresso, ricordo che con la campagna xenofoba anti-rumeni e con l’incoronazione mediatica di Veltroni il gruppo editoriale di De Benedetti fece cadere il governo Prodi, altro che quisquilie. De Benedetti era a cena con Bush senior alla Casa Bianca quando partivano nel 1990 i primi bombardamenti su Badgad, se ne vantò lui stesso in una intervista con Fabio Fazio. De Benedetti è il liquidatore del gruppo dell’Olivetti computer, che ci rendeva competitori sul piano internazionale del dominio Usa. Adesso unite i puntini e vedete cosa apparirà…

Filippo Boatti 4 luglio 2010 - 02:21

Caro Gianni io concordo pienamente sul fatto che questo ddl intercettazioni necessita di piena e convinta opposizione, tuttavia è ora di smetterla di lasciare il pallino in mano al gruppo di Repubblica, al Fatto Quotidiano (giornale che ha columnist di estrema destra e antifemministi come Massimo Fini o puri trasformisti come Telese) e ad altri personaggi equivoci sui temi delle libertà civili. Dell’antiberlusconismo ormai si gioverà soltanto la destra dell’IDV e Gianfranco Fini, noi abbiamo bisogno di un calendario nostro, da fare con chi ci sta. Questo poi non esclude affatto alleanze, ma le mescolanze di piazza sono da fare con chi è affine, non raccontateci per favore la teoria del nuovo CLN che fa ridere i polli, Berlusconi per quanto sempre pericoloso, è sul viale del tramonto, accompagnato all’uscita dalla nuova destra in via di costruzione, che va, per cultura, da Fini al Fatto Quotidiano (anzi, il FQ è perfino più a destra di Fini, decisamente più liberal su varie questioni).

Filippo Boatti 4 luglio 2010 - 02:14

La tesi di Sansonetti su Repubblica-L’Espresso è pienamente fondata, il gruppo editoriale ha capacità di condizionamento del partito PD a tal punto che gli ha imposto mediaticamente il primo segretario Veltroni.

Stefano Dall'agata 3 luglio 2010 - 23:03

Dal sito di Nichi:
Post: Contro il Mezzogiorno
Il commento di Nichi Vendola all’attacco da parte del Ministro Giulio Tremonti ai Governatori del Sud, in occasione dell’assemblea nazionale di Coldiretti.
Vorrei chiedere al Ministro Tremonti di usare più prudenza nelle sue diuturne dichiarazioni contro il Mezzogiorno, soprattutto in tema di fondi europei. Vorrei evitare di ricordargli quali siano i dati ancora più “scandalosi” (metto tra virgolette, perché la citazione è fedele) che vengono fuori dalla gestione dei fondi comunitari gestiti dai Ministeri.
Basta scorrere le Tabelle del Rapporto Strategico 2009 redatto dal Dipartimento Politiche di Sviluppo del Ministero degli Affari Regionali per verificare che sul totale dei Fondi comunitari gestiti dai Ministeri (PON), che ammonta a circa 11 miliardi di euro, i Ministeri interessati (Sviluppo Economico, Ricerca, Ambiente, Interni, Infrastrutture) hanno speso poco più di 732 milioni di euro, pari al 6,7 % della dotazione disponibile. È evidente che la “cialtroneria” delle Regioni del Mezzogiorno ha prodotto comunque performance migliori, in termini di capacità di spesa, rispetto ai responsabili delle misure gestite direttamente dai Ministeri. Non credo che un Ministro così scrupoloso e attento come Tremonti possa aver incautamente ignorato questi dati incontrovertibili. Se l’intento è quello di avvelenare i rapporti tra Governo centrale e Regioni, voglio tranquillizzare il Ministro che da parte nostra continueremo a ricercare un dialogo proficuo nel merito delle questioni, incoraggiando un confronto realmente ispirato al principio costituzionale di leale collaborazione tra Stato e Regioni.

Giusti Alfredo 3 luglio 2010 - 20:00

Cari amici, scusatemi se uso impropriamente questo sito, ma non so dove altro scrivere. Perchè Vendola non risponde per le rime alle accusa di Tremonti, che definisce cialtroni gli amministratori del sud, in riferimento al non uso dei fondi europei. Quale è , al riguardo, la situazione pugliese ?

Alfredo Giusti Sarzana ( SP)

Michele 3 luglio 2010 - 18:13

A me invece la tesi di sansonetti mi sembra più che fondata e lo vedremo quando si deciderà il candidato per il centrosinistra. Vedrete, ne tireranno fuori delle belle!

Stefano Dall'agata 3 luglio 2010 - 16:35

Caro Alfonso,
ma chi è l’editore de Il Riformista? Non mi pare strano che l’articolo sia stato rifiutato.

Stefano Dall'agata 3 luglio 2010 - 16:23

Concordo con l’articolo, e concordo con Andrea.
Quand’è che Sansonetti va finalmente a fare l’addetto stampa a tempo pieno per la Fondazione Italiani Europei?

Andrea F. 3 luglio 2010 - 16:17

Quanto alla D’Addario meglio non parlarne..certo una manifestazione come quella per la libertà di stampa è democratica e libera e vietare l’accesso a qualcuno sembra in netto contrasto con quanto si prefigge. Riguardo alla tesi di Sansonetti stendiamo un velo pietoso, la sua teoria di un Carlo De Benedetti che agisce da lobby e che sia la causa delle rovine del centrosinistra a partire dai fallimenti del Pd mi fa solo ridere: non perchè De Benedetti sia un santo, basta solo guardare come Repubblica si sia scagliata prima contro l’Idv e poi contro Vendola per via della loro capacità di sottrarre voti al Pd,o dei loro punti di vista sulla vicenda Pomigliano, ma perchè trovo assurdo che possa essere un giornale ad influenzare l’azione di un partito (dovrebbe essere il contrario).
Certo a noi di sinistra può far male pensare che siamo rappresentati da uno come Sansonetti,
a cui piace giocare a fare il perbenista e conformarsi alle opinioni del più forte(in questo caso parlo di D’Alema con cui mi sembra molto più in sintonia che non con altri di SEL).
Un’ultima cosa forse più importante: la libertà di informare messa a repentaglio dal bavaglio va tutelata, proprio per evitare di contrapporre ad essa il lavoro e la pace ; mi spiego meglio: se l’informazione , specialmente quella televisiva, diventa tutta come quella del TG4 o del Tg1 di minzolini, allora sarà facile far credere alla gente di essere costantemente intercettata così , per puro gusto , facendo passare in secondo piano, se non in terzo o quarto altri problemi, come l’incapacità del governo di aiutare i più deboli in un momento di crisi o la privatizzazione dell’acqua di cui non si parla più..

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Tempi bui per l’economia e per l’occupazione in particolare, ma secondo l’Istat, che in qualche maniera rafforza il quadro congiunturale illustrato dal presidente Nichi Vendola nel corso della conferenza stampa di fine anno, la Puglia è in controtendenza al punto da guidare il plotone (esiguo) di regioni con un segno più davanti alla voce nuovi [...]

Immigrazione. In Puglia fa rima con accoglienza

Lecce. E’ quella salentina la provincia più ambita dai migranti in Puglia. Lo rivela il rapporto “Sprar 2010 – 2011″ che fotografa i progetti di accoglienza. LECCE – Il Salento è la provincia pugliese preferita dai migranti in cerca di salvezza. Merito dell’accoglienza che vi trovano. Si sofferma proprio sul tema centrale dell’accoglienza, il rapporto [...]

Cascina, via libera al registro delle coppie di fatto

La maggioranza di centro sinistra approva un ordine del giorno in cui si prevede anche la promozione di politiche di sostegno “alle famiglie fondate sul matrimonio, di fatto o naturali”. E’ stato approvato ieri, in occasione della seduta del Consiglio comunale di Cascina, da tutte le forze politiche del centro-sinistra che sostengono il sindaco Antonelli, [...]

La serra fotovoltaica

A Villasor, in provincia di Cagliari, creati 90 posti di lavoro Investiti 70 milioni da multinazionali indiane e americane: 26 ettari coperti su 134 di serre produrranno 20 MW elettrici MILANO – Unire l’agricoltura alla produzione di energia elettrica, creando anche 90 posti di lavoro in una regione, la Sardegna, da anni alle prese con [...]

Sono Lucia, ho la sclerosi. Ma ora cammino

Casarano. Una giovane donna ammalata, si alza dalla sedia a rotelle grazie alla cannabis. Che si sperimenta a Casarano. Oggi un ‘caffè’ diverso da tutti gli altri, per scuotere gli animi disfattisti e diffidenti che purtroppo troppo spesso popolano questo quotidiano on line: una storia di ottimismo, scritta prima da un’amministrazione illuminata, come quella di [...]

Cagliari, così si fa

Stop agli affitti per il comune di Cagliari. La Giunta comunale taglia le locazioni passive, d’ora in poi gli uffici si trasferiranno dagli edifici in affitto a quelli di proprietà: “Si risparmierà oltre un milione di euro”. Ecco cosa cambia. Un risparmio di oltre 1.100.000 euro l’anno per le casse dell’amministrazione. E’ quanto prevede l’atto [...]

La Puglia recupera i beni confiscati

La Puglia promuove 3 progetti di recupero di beni confiscati alla criminalità organizzata: un ‘opificio sociale’ per i giovani a Mesagne (Brindisi), una dog house a Cassano e un laboratorio per cartapestai, a Putignano, entrambi in provincia di Bari. “Si tratta – spiega l’assessore alla Cittadinanza attiva della Regione Puglia, Nicola Fratoianni – degli ultimi [...]

Francia, vincono le primarie

Ieri, ancora una volta, hanno vinto le Primarie, quelle aperte a tutti. Una vittoria incontestabile, maturata nel paese che, insieme alla Germania, non solo esprime la leadership economica continentale, ma mantiene anche più saldo il contesto dei partiti come attori protagonisti della scena politica. È accaduto in Francia ciò che nemmeno i più ottimisti si [...]

Puglia, in 3 mesi maggiore occupazione

In tre mesi la Puglia migliora le statistiche dedicate all’occupazione recuperando 49mila unità (dal primo al secondo trimestre del 20011). Un balzo che è più tenue rispetto ai valori di fine 2010 (l’aumento è di 36mila unità), ma che fa ben sperare per il futuro. In valori assoluti, invece, al secondo trimestre del 2011 gli [...]

Buone notizie

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