A fianco del popolo greco

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Non si può far finta di niente. Non si può neppure restare nel mezzo. Non si può stare con il popolo greco “ma anche” con la Bce.

Le condizioni imposte alla Grecia dalla troika Ue-Bce-Fmi, che giustamente Piergiorgio Odifreddi definisce “un plotone d’esecuzione” sono quelle feroci e inumane che vincitori spietati impongono a nemici vinti. Ma i cittadini greci non sono i nemici dell’Europa: ne sono le vittime.

Il documento contenente nero su bianco le condizioni del nuovo diktat europeo approvato ieri con la pistola alla tempia dal Parlamento greco è un capolavoro di spietatezza ma anche di ottusità. Chiede l’annullamento definitivo dello Stato sociale, la decurtazione drastica dei salari per gente che già è vicina alla fame, il licenziamento di decine di migliaia di persone, la svendita globale del patrimonio greco ai privati.

Tutto questo in un Paese in cui, grazie alle precedenti dosi della medicina somministrata dalla troika, il pil è precipitato di 12 punti percentuali in due anni; il rapporto deficit/Pil, dal 2008 a oggi, anziché ridursi si è impennato dal 6,5 al 10,6%; la disoccupazione è arrivata, dall’8,2% al 18,2%.

La manovra draconiana imposta dall’Europa non aiuterà la Grecia a evitare il fallimento. La renderà il paradiso degli speculatori. La costringerà a pagare un prezzo altissimo per rinviare il fallimento sino a quando l’Europa delle banche non lo riterrà opportuno. A quel punto, con il default, il popolo greco dovrà ricominciare da capo a pagare, e pagherà carissimo.

Bisogna dire forte e chiaro che questa non si chiama austerità ma cinico dissanguamento di un Paese. É necessario che la sinistra, in Italia e in Europa, contrasti la bugia che definisce “inevitabili” le misure imposte ad Atene e le denunci come frutto di un politica europea tanto gretta quanto miope, del tutto distaccata dagli interessi e dalla condizioni materiali degli europei.

Oggi essere a fianco della Grecia e della rivolta del popolo greco è il solo modo di battersi per la vera Europa. Quella dei popoli, non quella della finanza sparviera.

Red.

Ci sono 40 commenti per questo post
Cosimo De Nitto 15 febbraio 2012 - 16:34

Sottoscrivo, Luciano

Giuseppe 15 febbraio 2012 - 15:59

Non so a Paolo, sicuramente al pd non andrebbe bene. Guai a toccare la trinità!
Giuseppe

Luciano Chiodo 15 febbraio 2012 - 13:15

Cosimo De Nitto, Paolo, può andare bene così?:
SOLIDARIETA’ AL POPOLO GRECO, CONTRO LE POLITICHE DELLA TROIKA UE-BCE-FMI, PER I DIRITTI SOCIALI E LA DEMOCRAZIA IN EUROPA.

Giuseppe 15 febbraio 2012 - 12:52

Da un documento del sindacato greco PAME:

….”Si scopre infatti che la Germania e la Francia hanno imposto alla Grecia di acquistare armamenti tedeschi e francesi per centinaia di milioni di euro nonostante siano costretti – sempre dagli stessi – a imporre feroci tagli di spesa su salari, pensioni, sanità. Il Wall Street Journal conferma che Berlino e Parigi avevano preteso l’acquisto di armamenti (carri armati, sottomarini, cannoni) come condizione per approvare il piano di salvataggio della Grecia. Il governo greco ha provato a negoziare ma alla fine, nel 2011, ha dovuto tirare fuori1,3 miliardi di euro per due sommergibili tedeschi, 403 milioni di euro per i carri armati Leopard, La Francia ha imposto l’acquisto di 6 fregate, 15 elicotteri e motovedette francesi per una spesa di 4,4 miliardi di euro…”

Commento dell’USB:
Sbaglia chi pensa o chi dice – come fa il Presidente Napolitano – che l’Italia non sarà mai come la Grecia. I criteri di rientro dal debito e di riduzione del deficit messi in cantiere dal governo Monti appartengono alla medesima logica e hanno lo stesso ordine di priorità. Certo, in Italia le terapie d’urto che in Grecia si sono concentrate in soli tre anni, sono state spalmate in venti: dal1992 a oggi. In Italia iniziano in quella data le privatizzazioni di banche e servizi strategici, il blocco dei salari, gli aumenti e l’introduzione di nuove imposte, le controriforme del sistema previdenziali. Qualcuno potrebbe pensare che “abbiamo già dato”.

Ma non è così e le misure adottate o programmate dal governo Monti su pensioni, mercato del lavoro e privatizzazioni, indicano che la terapia d’urto antipopolare e antidemocratica non è affatto finita, anzi, si appresta ad assestare colpi di clava pesanti e sostenuti dai diktat della Commissione Europea che oggi renderà noto un documento nel quale si afferma che in Italia – come in Grecia – “non basta, non basta ancora”!.

Nino 15 febbraio 2012 - 12:36

ma quale fuori tema?
La grecia, massacrata dalla troika e dai suoi politici,e le alleanze in italia sono strettamente connesse.
Chi dice che dà solidarietà al popolo greco per ciò a cui è sottoposto, non può continuare ad esigere alleanze da chi, appoggiando un tecnico che ha lo stesso obiettivo per l’italia, si è messo dalla parte delle politiche della bce.
Le primarie non c’entrano niente con i contenuti di un programma. Si possono vincere le primarie, che hanno il compito di individuare il candidato sindaco, quelle nazionali infatti bisogna dimenticarle, e poi continuare a fare le solite politiche.
Si vedrà se doria darà una sterzata a genova o continuerà sulla strada della vincenzi. I fatti ce lo diranno e non le primarie.

Cosimo De Nitto 15 febbraio 2012 - 12:09

Luciano, il tuo è proprio un Chiodo fisso. Cosa c’entra il dibattito sulla linea politica complessiva di SEL con questo post sulla Grecia? Il tanto temuto “fuori tema” lo hai mai avuto quando andavi a scuola? Ritengo di si. Resta in tema, oppure vai a commentare in altri post che per i contenuti che affrontano si prestano meglio. I tuoi interventi sono fuori luogo, fuori ambito, fuori contesto. Sono interventi, più che altro giudizi, da congresso, da convegno sulla linea complessiva del partito, sulle sue campagne, sui suoi obiettivi, sulle sue regole interne, sul modo di essere e rapportarsi con l’esterno.
Pensa, ho suggerito la lettura ad una mia amica greca che mi ha risposto: ma voi parlate di voi stessi anche quando vi proponete di parlare degli altri e di altro? E’ una specie di autismo politico e culturale che spiega tante ragioni dell’insuccesso di certa sinistra. Ha ragione. Passo e chiudo.

Ambri 15 febbraio 2012 - 09:06

la debolezza della sinistra è rappresentata da coloro che credono che prima di fare una qualsiasi cosa la si debba comunicare a tutto il suo popolo.
Una volta scritto il programma coloro che hanno la responsabilità di rappresentarci devono fare quanto pattuito con la base, se poi qualcuno pensa che la democrazia sia un altra cosa, ve bene. mica si può accontentare tutti.
L’importante è seguire il programma e non tradire la base elettorale, tutto il resto sono comportamenti di contorno politico.
Detto questo, ripeto prgramma, programma, programma, anche perchè voglio vedere (sono curioso) quali saranno le reazioni dei nostri futuri alleati.
un saluto a tutti.

Luciano Chiodo 14 febbraio 2012 - 23:18

Paolo, io sono prontissimo a farmi autocritica di fronte a un errore politico. Io non dico certo che SEL “sbaglia tutto”, però critico molti commenti che invece dicono che “va tutto bene”. Su Genova è un ottimo risultato che conferma la giustezza del “Progetto SEL”, a fronte di progetti storicamente sbagliati come quello del PD e della FdS. Io al “Progetto SEL” non solo avevo aderito da subito ma ero uno degli animatori, ma oggi secondo me la politica di SEL è leaderistica e codista verso il PD, sulle politiche nazionali.
E la cosa che critico di più a SEL è la reticenza sui Privilegi della politica, che alla luce della crisi sociale attuale, sono più che mai scandalosi.

Paolo 14 febbraio 2012 - 22:11

per luciano chiodo: ma dopo l’ennesima vittoria di sel alle primarie, una sana e onesta autocritica tu non la fai mai?

Luciano Chiodo 14 febbraio 2012 - 21:31

Cosimo De Nitto, quando si discute in modo educato e con passione, va sempre bene, ti ringrazio del tuo commento.
Io però devo insistere, per onestà intellettuale.
La metto così: il popolo greco è strangolato, la troika Ue-Bce-Fmi non è ancora soddisfatta, servono altri sacrifici, altre manovre.
Ma, la stessa troika Ue-Bce-Fmi, in Italia, ha commissionato, qui semplifico, l’allungamento dell’età pensionabile, che per molte donne significa rinunciare al 30% del valore della loro pensione per potersi ritirare dal lavoro, SCANDALO, a 62 anni, o addirittura per molte di loro, ritirarsi in anticipo, anche di 1 o 2 anni, dal lavoro, perdendo MIGLIAIA DI EURO.
Credi che l’opposizione a queste misure sia stata adeguata, prova a chiedere a queste donne se si sono sentite tutelate dalla Sinistra, da SEL, secondo me NO!
E voglio essere ancora più esplicito, Nichi Vendola aveva giudicato positivamente le dichiarazioni della Fornero alla vigilia della manovra sulle pensioni, sostenendo che il problema pensioni era rimosso, poi si è visto cosa èsuccesso……..UNA SANA E ONESTA AUTOCRITICA MAI?

Giuseppe 14 febbraio 2012 - 16:50

Stefano, infatti il lodo Berlusconi era diventato una ossessione per qualcuno (SX? sic), adesso che stanno inciuciando dicono già che “se son rose fioriranno”. Ma Berlusconi (che aborro) è un falso problema: i Berlusconi, come i Papi passano, ma ciò che resta sempre è questa società divisa in classi, il potere della finanza…come la Chiesa, appunto.
Conosco qualcuno che in banca (monte Paschi) ha brindato alla caduta di Berlusconi, ignari non si accorgevano di cadere dalla padella nella brace.
Giuseppe

Giuseppe 14 febbraio 2012 - 16:44

Francesco, probabilmente saremo noi a non capire di politica, ma questo è più enigma del mistero della SS Trinità, è come quello di Fatima, più arduo della quadratura del cerchio. Sarà che oltre a sognatore mi ritrovo anche uno spirito pratico, ma se devo andare a sud non mi accompagno a chi sta andando a nord: le cose che si leggono su questo sito sono cose di sx e fanno a pugni con le politiche che invece sostiene il pd (almeno a livello centrale) e se su queste cose si dovrà costruire un programma per l’Italia mi chiedo come sia possibile pensare di farlo con chi non solo a parole, (che sarebbe il meno) ma nelle cose da 20 anni a questa parte ha sempre fatto l’esatto opposto. C’è qualcuno che ci sappia spiegare l’arcano?
Anche perchè non è secondario che si pensi ad allearsi con tizio o con caio, anzi: è fondamentale.
Giuseppe

Stefano Pezzotti 14 febbraio 2012 - 16:40

@Antonio
Il nove marzo sciopero generale dei metalmeccanici e manifestazione nazionale a Roma. Credo che il contributo di SEL per quella giornata debba essere quello di aderire e organizzare la partecipazione alla manifestazione della FIOM.

@Francesco
Io ho l’impressione che ci sia tanta gente, a sinistra, che approva il governo Monti solo perchè ha sostituito Berlusconi. A noi anche il compito di far capire a tutti la vera natura di questo governo ed il disegno liberista, con la supremazia tedesca, delle politiche europee. Comunque, con il succedersi degli eventi, alcune aspetti si stanno chiarendo e, da questo punto di vista, apprezzo molto la presa di posizione odierna di solidarietà al popolo greco.

Ne Parliamo ? 14 febbraio 2012 - 16:18

Premetto che Grillo e il suo populismo mi stanno antipatici, detto questo andate a leggervi questo articolo:
Sel e Vendola ne escono a pezzi, voi cosa ne pensate,
ci fanno passare per quelli della Casta come dire , vale ancora il vecchio adagio ..
Sono tutti uguali:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/14/zero-privilegi-puglia-raccolta-firme-grillini-tagliare-costi-sistema-vendola/191144/

Francesco 14 febbraio 2012 - 15:45

Ma come si fa a volersi alleare con il PD che sostiene “convintamente” le politiche di Monti ( cioè BCE) e poi dare la propria solidarietà al popolo greco?
La mia non è una domanda polemica, ma vorrei veramente capire che direzione prenderà il partito!

Salviamo Il Manifesto 14 febbraio 2012 - 15:33

Il Manifesto BENE COMUNE.

Siamo arrivati a quota 74.117 euro + 50.000 euro della campagna 1000×1000 (OVVERO 1000 COMPAGNI CHE ADERISCONO VERSANDO 100 EURO)

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IBAN IT 18 U 03268 03200 052879687660

http://www.ilmanifesto.it

Antonio 14 febbraio 2012 - 15:19

La FIOM ha fissato il 9 marzo lo sciopero nazionale a sostegno dell’articolo 18 e contro la vilazione della costituzione da parte della Fiat sulle rappresentanza sindacali, che si fa?
Fissiamo lo stesso giorno un raduno nazionale anche di SeL per raccogliere la rabbia e soprattutto cominciare a dare risposte alla tanta troppa gente che in Italia sta male ed è incazzata, insomma cominciamo a darci una nostra ben visibile identità ?

Attendo vostre risposte
Grazie,
Antonio

Cosimo De Nitto 14 febbraio 2012 - 11:38

Luciano mi trovo d’accordo pienamente con questo tuo ultimo intervento. L’analisi deve sempre farci capire le affinità e le differenze, i diversi aspetti dei problemi, le contraddizioni e l’irregolarità dei processi che connotano e attraversano la realtà. I miei interventi un po’ ironici e troppo secchi volevano solo comunicare la mia insofferenza verso un modo schematico e semplicistico di procedere nel ragionamento. Io sono troppo vecchio per non aver assistito e provato sulla mia pelle le catene deduttive del tipo: io non posso essere tuo amico, perché tu sei amico di un mio nemico. Questa logica schematica portata nella politica ha creato molti disastri nella storia e di questi danni la sinistra sta ancora pagando prezzi molto alti. Era solo un allarme il mio. Per il resto credo che SEL abbia fatto e faccia benissimo a prendere una pubblica e forte posizione a favore del popolo greco, che viene prima di tutto. Gli amici e i compagni greci devono sentire questa vicinanza, questa condivisione, devono sentire che siamo con loro, anche con gli errori che hanno commesso i quali non giustificano, comunque, nessuna politica che li metta in ginocchio, li affami, li porti a vergognarsi di sentirsi greci. La risposta sprezzante che viene data è la solita: hai voluto la bicicletta? pedala ora! In Grecia scarseggiano le medicine, in alcuni strati della popolazione i bambini iniziano a soffrire la malnutrizione, nessuna bicicletta hanno voluto e avuto costoro. Hanno pedalato prima, col minimo indispensabile, devono pedalare ancor più ora, senza nemmeno più quel minimo. Questo deve offendere non solo le nostra cultura politica, ma prima di essa la nostra sensibilità umana. Perché è vero quando diciamo che per noi vengono prima gli uomini e poi l’economia, la politica e tutto il resto. Non vado fiero del nostro Presidente della Repubblica Napolitano che non si fa sfuggire occasione per affermare che non siamo come la Grecia. Solo questo ripete, come se la Grecia fosse appestata. Mai un pensiero a chi soffre innocente, mai un pensiero di vicinanza a quel disgraziato popolo. Un abbraccio a te Luciano.

Luciano Chiodo 14 febbraio 2012 - 09:56

Cosimo De Nitto, la risposta in parte c’è nel commento di Alessio E., che forse è stato più chiaro di me.
Stiamo attenti a sottolineare le differenze tra la Grecia e l’Italia e a eludere invece le affinità.
E le principali affinità sono le cause delle crisi nei due paesi e il committente delle attuali manovre, la troika Ue-Bce-Fmi.
Detto questo, adesso a me non interessa parlare del PD, mi interessa parlare con chiarezza alla gente, indicare le origini della crisi e la matrice delle manovre economiche e cercare di organizzare un’opposizione intelligente e con sbocchi strategici di cambiamento del sistema economico e sociale.

Giuseppe 14 febbraio 2012 - 09:30

La crisi l’ha prodotta la finanza.
La finanza ha imposto le sue ricette e is uoi uomini per curare la crisi.
Le ricette sono far pagare la crisi al lavoro e se possibile aumentare i profitti di finanza e speculazione.
Già che ci siamo il capitale approfitta dell’occasione per far ritornare i diritti e i redditi di chi lavora indietro di almeno cent’anni.
Di questo passo altro che 800: si torna a condizioni di vita medioevale (almeno per una parte della popolazione).
Da questo stato dubito che si potrà più ritornare a condizioni simili a quelle bruciate in pochi mesi.
Occorre una politica che inverta quella imposta dalla finanza.
Non vi può essere una politica riformista che ottenga questo risultato.
Solo il socialismo può cambiare la società e gli attuali rapporti di classe e di produzione.
Il partito di centro che non guarda a sinistra è ormai connaturato al sistema.
Allearsi con questo partito significa rinunciare a cambiare la società in senso socialista.
Altre strade non esistono.
Giuseppe

Giuseppe 14 febbraio 2012 - 09:22

Da un volantino dell’USB:

“MERCATO DEL LAVORO, PRECARIETA’, ARTICOLO 18

DOPO LA GRECIA, LA SPAGNA E IL PORTOGALLO TOCCA ALL’ITALIA!

CON IL CONSENSO DI CGIL, CISL, UIL e UGL.

Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sulle intenzioni del Governo Monti, uomo di punta delle politiche dell’Unione Europea, in merito alla definitiva cancellazione dei diritti nei luoghi di lavoro e sulle forme di impiego, basta guardare cosa è accaduto nella scorsa settimana in Spagna, in Portogallo, in Grecia.

In tutti i Paesi dell’Unione Europea è in corso una spietata corsa alla cancellazione dei diritti del lavoro e sul lavoro. Dopo aver bloccato salari, tagliato pensioni, impedito rinnovi contrattuali, aumentato l’orario di lavoro a parità di salario, chiuso impianti produttivi e licenziato centinaia di migliaia di persone, privatizzato beni comuni per rispondere alla crisi facendola pagare ai lavoratori, ora si procede nelle trasformazioni del sistema contrattuale e dei diritti nei luoghi di lavoro che nulla hanno a che vedere con la crisi.

E’ IN CORSO LA VENDETTA DEL CAPITALE CHE CERCA DI ANNULLARE LE CONQUISTE CHE I LAVORATORI EUROPEI HANNO OTTENUTO CON DECENNI DI LOTTE E DI SCIOPERI

Non solo l’articolo 18, assurto a simbolo della resistenza a queste scelte nonostante sia applicabile solo ad una parte non maggioritaria del mondo del lavoro, ma le tutele e i diritti che vengono dipinti come privilegi e che invece sono il risultato delle lotte condotte per strappare migliori condizioni di lavoro e di vita.

Non stupisce leggere che a fronte della volontà del governo di peggiorare ulteriormente le condizioni di lavoro, ad esempio introducendo un periodo di prova di ben tre anni per chiunque venga assunto e durante i quali non vi sia alcun diritto o garanzia, la risposta dei sindacati concertativi – tutti, anche la Camusso, come ci spiega “la Repubblica”, diano il proprio assenso.

E’ da oltre 20 anni che queste organizzazioni consentono continue riorganizzazioni produttive, contrattuali e salariali. Lo dice la cancellazione della scala mobile, l’introduzione dei fondi pensione, la moderazione salariale, fino all’accordo del 28 giugno con cui si seppellisce di fatto il Contratto nazionale.”

Alessio E. 14 febbraio 2012 - 01:30

Sarò sincero, speravo che questo post di sostegno alla causa greca comparisse sul sito nazionale.
I greci hanno molte colpe ( posso confermare in quanto sono per metà greco ) tra cui malgoverno e corruzione, ma il peso che gli stanno facendo pagare è fuori da ogni discussione. Di tutti questi presunti soldi che arrivano dall’ UE, il popolo greco non ha neanche visto le briciole dato che partivano subito per compensare il debito delle banche francesi e tedesche. La situazione è chiara: la Grecia fallirà, e pure pesantemente ( lo spiegava ieri l’ ex-ministra del tesoro che diceva che, anche se avessero votato sì al memorandum, sarebbe fallita comunque ) ma la ” troika ” ha deciso di fargliela pagare a caro prezzo, in modo da essere di esempio per tutti gli altri paesi ” a rischio “. Si tratta solo di prolungare l’ agonia di un malato terminale, facendolo vivere solo un pò di più per volere del medico ( rendetevi conto della disumanità della questione … ). A questo punto, cari compagni, penso che una cosa vada detta: il capitalismo ( o almeno questo capitalismo ) ha fallito. In vent’ anni di pensiero unico ha portato crisi, povertà, guerre, ecc… A questo punto è necessario pensare ad un alternativa strutturale di sistema altrimenti l’ alternativa è il ritorno alle barbarie dell’ 800. Bisogna fare opposizione forte a questo modello di società perchè se non c’è opposizione non c’è democrazia ( i ” padroni ” — mi scuso se uso un termine così ” arcaico ” — sono già forti di loro, non hanno certo bisogno che noi li facciamo da avvocati o fanboy — per quello c’è già Della Vedova ) . Penso che questa debba essere la missione che si deve porre SEL in campo politico più che i vari tatticismi elettorali ( al congresso di fondazione di Firenze ci augurammo di costruire una nuova sinsitra, lontano dai mali storici della sinistra tra cui il tatticismo elettorale ). La politica sulle alleanze e sulle primarie va anche bene ( complimenti a Marco per Genova !!! ), ma il nostro impegno deve essere sicuramente di ben altro respiro.
Abbiamo una tradizione da continuare, un futuro da ricostruire

Socialista Eretico 14 febbraio 2012 - 00:43

organizzare boicottaggi dei prodotti statunitensi, tedeschi, francesi in Grecia, Spagna, Italia, Portogallo.
ritirare i soldi dalle filiali delle banche stautinesi,tedesche, francesi

Cosimo De Nitto 14 febbraio 2012 - 00:42

Caro Luciano, si può parlare dello scioglimento dei ghiacci polari, senza dover rispondere prima sul tasso di liberismo che alberga in una sottocorrente del PD come elemento che, nell’ambito del relativismo globale, in base al quale tutto, anche il più piccole evento, risulta alla fine determinante per le sorti della galassia e quindi anche dei ghiacci polari?
Viva il popolo greco…a prescindere, direbbe il compianto Totò.

Igor 14 febbraio 2012 - 00:33

Caro Luciano, non devi scusarti perché non ho preso in senso polemico la tua osservazione.
Condivido la tua osservazione relativa al fatto che bisogna tenere insieme i problemi. Avere un’ottica generale è sempre meglio che frammentare le questioni. Dunque, sono d’accordo te.
Tuttavia, mi sembra che ieri, forse esagero ma temo di no, abbiamo varcato dei limiti, come delle colonne d’Ercole.
Mi pare che stia ormai per entrare in gioco l’idea di Europa, ormai non più un’idea di Europa sociale, ma proprio l’idea di Europa in sé stessa.
A questo punto siamo chiamati a riflettere e seriamente su ciò che vogliamo fare e su quali saranno le cose che vogliamo fare.
Faccio un esempio. Proprio tu citavi la Trojka. Ecco, io per esempio mi domando: ma ci siamo accorti che in questa Trojka c’è due volte l’Unione Europea? La BCE è una istituzione della UE, perché ogni volta deve essere coinvolta? Mi si dirà come istituzione monetaria. Altra domanda: ma la BCE non ha come obiettivo, ai sensi dei trattati, la stabilità dei prezzi? Ebbene, sulla deflazione greca non ha proprio nulla da dire? Oltretutto, quale soggettività ha la BCE per agire in campo autonomo, come se fosse un’entità diversa dalla UE?
Questo è un problema che riguarda tanto la Grecia quanto noi con la famosa lettera Draghi-Trichet, che noi avremmo dovuto respingere al mittente senza neppure entrare nel merito dei contenuti, perché la BCE non si doveva permettere nemmeno di entrare nel merito di riforme di rilievo costituzionale italiane, come ad esempio l’abolizione delle provincie.
Ora, qui viene anche il punto da te sollevato, cioè noi che vogliamo fare? A questo punto, ci alleiamo col PD per provare ad andare al Governo subito, sempreché il PD lo voglia (non si sa mai…) oppure no e tentiamo di andare all’opposizione e cerchiamo da lì di crescere elettoralmente?
La seconda opzione ha anche un senso e sarebbe forse la mia opzione prediletta in linea teorica.
Però mi faccio e ti faccio una domanda nel caso in cui optassimo per la seconda ipotesi: e se noi un giorno arrivassimo al Governo, tra un po’ di anni, e scoprissimo che l’Europa non c’è più, è morta, allora forse non potremmo pentirci di essere arrivati troppo tardi e che forse sarebbe stato meglio arrivarci prima per tentare di salvare il salvabile?
E’ una domanda, ovviamente a titolo di riflessione. La lascio aperta, senza darmi, almeno per stasera, una risposta.
Buonanotte e a domani

Luciano Chiodo 14 febbraio 2012 - 00:13

Igor, scusami se sono apparso polemico, non era mia intenzione.
Confermo però che il mio modo di pensare mi porta a ritenere necessario cercare di “tenere insieme” i problemi.
A costo di sembrare schematico credo che non si possa parlare di Grecia senza parlare di Italia.
Ciao e a domani

Igor 13 febbraio 2012 - 23:58

Caro Luciano, secondo me si può essere solidali col popolo greco a prescindere da ogni altra considerazione e/o discriminante.
Dopodiché, se poni un problema di coerenza tra questa solidarietà e quanto avviene qui in Italia, mi permetto di farti notare due cose, ovviamente senza polemica:
1) in Italia, per fortuna, non siamo ancora al punto in cui oggi è la Grecia; forse ci arriveremo, per carità, se continueremo così, però al momento la Grecia mi appare in una situazione molto più disperata, il che, a questo punto, ci deve interrogare sull’Europa che vogliamo, sulla nostra idea di Europa, questo anche a prescindere dall’idea che abbiamo delle relazioni col PD;
2) ti rivolgi a me, ma io sono dal principio contrario al Governo Monti e nel mio piccolo gli faccio opposizione, e nella sua maggioranza parlamentare, come sai meglio di me, vi è il PD.
Troviamo un luogo diverso da questo per discutere di questa alleanza o meno col PD, che peraltro sono pure disposto a riconoscere che è un problema notevole, che ha risvolti tattici e strategici, sul piano poltico, di certo rilevanti. Per me nessun problema a farlo.
Qui però stavamo “solo” parlando della Grecia e forse dell’Europa e di ciò che ne rimane. Avrei voluto solo concentrarmi su questo, ecco tutto.
Cari saluti

Luciano Chiodo 13 febbraio 2012 - 23:44

Igor e Cosimo De Nitto, io ho posto un problema, credo, semplice, si può essere SOLIDALI CON IL POPOLO GRECO, contro la troika Ue-Bce-Fmi, senza opporsi in Italia alle manovre economiche commissionate dalla stessa troika Ue-Bce-Fmi?

Igor 13 febbraio 2012 - 23:07

Giusto una piccola osservazione:
ma non si potrebbe discutere una volta senza pensare a quali alleanze si fanno alle elezioni o se la cosa detta è in contraddizione con il volere un’alleanza col PD o meno?
Il tema dell’alleanza col PD è importante, per carità. Ma non vale neanche la pena starci a discutere tutte le volte.
No, giusto anche per avere uno scambio di idee un po’ più ampio. Altrimenti diventa tutto un po’ asfittico.
Saluti

Cosimo De Nitto 13 febbraio 2012 - 23:00

Ogni occasione è buona per guardarsi l’ombelico, o no? Tutto è strumentalizzato pro domo propria. Tutti i salmi finiscono in gloria. Si attaccano etichette, poi, per catena di deduzioni si arriva dove già si era deciso di arrivare. Viva i sillogismi aristotelici (Aristotele era greco)! visto che parliamo, o dovremmo parlare di Grecia e, forse, se a qualcuno non dispiace di internazionalismo.

Luciano Chiodo 13 febbraio 2012 - 22:57

Nell’articolo si dice, giustamente, che il “popolo greco” sta subendo le conseguenze pesantissime delle manovre volute dalla troika Ue-Bce-Fmi.
Ma la troika Ue-Bce-Fmila è anche la “committente” del Governo Monti in Italia e delle sue manovre contro il “popolo italiano”, o no?
Le manovre di Monti, hanno trovato un’opposizione conseguente? allungamento dell’età pensionabile, pesantissima per le donne, blocco delle rivalutazioni sul costo della vita, IMU, aumento dell’IVA, aumenti pesantissimi dei carburanti, tutto ciò ha già comportato fortissime ripercussioni sulle condizioni di vita.
Adesso stiamo aspettando anche l’esito dell’attacco ai diritti e alla dignità del lavoro attraverso la “riforma del lavoro”.
DI FRONTE A TUTTO CIO’ POSSIAMO DIRE CHE IN ITALIA C’E’ IN PIEDI UN MOVIMENTO DI OPPOSIZIONE FORTE E DIFFUSO?
A ME SEMBRA PROPRIO DI NO!
Ma la Sinistra, SEL, possono dire di essersi impegnate con coerenza per costruire l’opposizione in Italia?
Un cittadino italiano colpito dalla crisi prima e dalle manovre di Monti adesso, come può interpretare la politica della Sinistra, con il PD che appoggia il governo Monti, SEL che rincorre l’alleanza coll PD, ma poi scrive articoli come questo?
NON C’E’ UN PO’ DI CONTRADDIZIONE?
E’ curioso sentire dire che la Grecia questa crisi se l’è cercata, e sentire anche che l’Italia ha vissuto oltre le sue possibilità.
Ci dimentichiamo che in Italia negli ultimi 20 anni la ricchezza prodotta è andata sempre di più a rendite e profitti e sempre meno al lavoro?
Allora io credo che sia giusto esprimere solidarietà al Popolo greco, concretamente e non solo a parole, ma attraverso politiche coerenti che cerchino di costruire, anche in Italia, l’opposizione alla troika Ue-Bce-Fmi, se no rischiamo di dire tante parole, ma di fare pochi fatti.

Vito Saturno 13 febbraio 2012 - 21:12

@ Militante:
“militante”, ma di che? Ti risponderò quando avrai l’educazione di firmarti con nome e cognome e fino a quel momento, del fatto che tu non sia d’accordo con me non m’importa niente.

Militante 13 febbraio 2012 - 20:19

@ Nino e Vito,
per una volta non concordo con voi. Mi spiego meglio, avete ragione a nutrire poche speranze in un cambiamento di rotta del PD. Ed avete ragione a ritenerlo un partito in continuo scivolamento verso destra.
Però, anche se tutto questo è vero, SEL (ma anche la FED) non devono mai smettere di interloquire con questo soggetto. Ho detto interloquire, non fare alleanze a prescindere.
A me preoccupa chi, come voi in questo caso, dice “mai con il PD” come preoccupa Vendola quando dice “con il PD a prescindere (vedi l’ultima intervista).
Le alleanze vanno decise volta per volta e situazione per situazione. Senza anatemi ma anche senza facili entusiasmi (tipo l’ultimo per la vittoria delle primarie di Genova).
La tattica elettorale deve sempre prescindere dalla propria connotazione identitaria e dalla strategia di lungo periodo.
Comunque, come ho detto in tanti altri interventi, penso che tra un anno il problema dei rapporti tra il PD ed i soggetti alla sua sinistra sarà già stato risolto dai fatti e non dalle dichiarizioni di tizio o caio e alcuni soggetti (tipo SEL) dovranno fare delle scelte di campo un pò più nette che tenere 2 piedi in una scarpa. Ma questo lo si potrà vedere solo con il tempo e non sono escluse le sorprese.
Per quanto riguarda la Grecia, faccio sommessamente notare che la ricetta neoliberista che viene pervicacemente sommistrata a questo povero paese è pienamente condivisa dal PSE al quale SEL, per bocca di suoi autorevoli esponenti si candida ad aderire. Qualche “ottimista” pensa che l’ingresso di SEL in questo (peraltro molto eventuale) possa spostarne l’asse a sinistra. Sarò accusato di lesa maestà, ma a me sembra che un fatto del genere potrebbe avere quale unico risultato quello di spostare a destra anche SEL, sulla scia del PD.
Tante volte ci lascia suggestionare dalle “narrazioni” tanto da perdere il contatto con la realtà che, oggi più che mai, non lascia sognare nessuno……….

Felice Di Giandomenico 13 febbraio 2012 - 18:53

Per poter accedere agli aiuti previsti dall’Unione Europea, alla Grecia vengono richiesti sacrifici a dir poco sconcertanti. Come sottolineava giustamente l’economista Loretta Napoleoni, la giustizia nella tanto sbandierata Europa unita non trova alcun alloggio. Chi la decanta sa benissimo di essere in malafede.
Fa presto la signora Merkel ad emettere sentenze e a prescrivere cure tramite diktat che definire infami è poco.
Per capire bene come stanno le cose è necessario fare un raffronto (dati alla mano) su come varia il costo della vita proprio tra Grecia e Germania. Nell’analisi effettuata dalla Napoleoni, emerge che il salario medio dei greci è di 866 euro al mese, mentre quello tedesco di euro 2111. Uno scarto di ben 1245 euro mese. Non mi sembra un dato irrilevante.

La metropolitana in Grecia costa euro 1,40 mentre in Germania 2,30.
1 litro di benzina in Grecia costa 1,65 mentre in Germania 1,49.
Un litro di latte in Grecia viene pagato da 1,25 a 1,95 euro, mentre in Germania costa 0,75.
Il pane in Grecia costa 1,21 al chilo, i tedeschi lo pagano 1,64.
12 uova in Grecia costano euro 3,28 mentre in Germania 2,09.
Un chilo di patate i greci lo pagano 0,77 mentre i tedeschi 0,96.

E ora che l’Unione Europea richiede alla Grecia “lo sforzo” di ulteriori 20 punti percentuali per pagare la famosa cedola che scade il 20 marzo prossimo,, ne consegue che il salario medio di 866 euro calerà a dismisura sino ad arrivare a 280-270 euro mese che, come afferma la Napoleoni, consentiranno ai cittadini Greci di sopravvivere al massimo una settimana. E hanno ancora il coraggio (Merkel e co) di dire che se cade la Grecia crolla tutto??!! Ma ci facciano il piacere….
Per il resto mi sento in piena sintonia con quanto dice il compagno Vito Saturno.

Nino 13 febbraio 2012 - 18:21

vito saturno, sono d’accordo con te.
Poichè sono convinto che tutta la dirigenza e gli iscritti di sel riconoscono come vere le affermazioni di teodorakis, affermo,però, che chi le condivide non può continuare ad allearsi con un partito che ha fatto propri i dictat della bce, a tal punto che appoggia un uomo di goldman sachs al governo del paese.
Se questo succede, c’è qualcosa che non va tra pensiero ed azione.

Cosimo De Nitto 13 febbraio 2012 - 18:18

I nuovi dittatori della finanza internazionale si arrogano il diritto di decidere della vita e della morte di interi popoli. E’ una nuova forma di dittatura che si distingue da tutte quelle che abbiamo conosciuto nel ’900. Questa nuova dittatura non ti uccide con le armi, ti dà in mano le armi e ti ordina di ucciderti da solo, con la complicità di una classe dirigente politica incapace e, a volte, corrotta.
Occorre ripristinare la legalità democratica e l’autodeterminazione dei popoli, pur restando all’interno di alleanze e sistemi di cooperazione internazionale.

Vito Saturno 13 febbraio 2012 - 18:11

@ Nino:
ti rispondo, soltanto per ricordare a te e a tutti i compagni frequentatori di questo sito, che io dal 2008 (dal tempo del voto utile e dello sbarramento al 4 per cento, tanto per rinfrescarci la memoria) insisto per evitare qualunque coinvolgimento col partito dei rinnegati (leggi: PD). Più volte ho detto e scritto che personalmente non intendo avere più a che fare a nessun livello col PD, né con chi ritiene che col PD si possa e si debba avere ancora a che fare. Per non essere tacciato di settarismo, voglio precisare, come ho fatto tante volte: con “questo” PD. Ma è possibile che il partito dei Bersani, D’Alema, Finocchiaro, Fioroni, Veltroni, Bindi, Franceschini, Letta, Turco, Bassolino, Penati, Burlando, Fassino (e via belando), stravecchi, benché tutti siano più giovani di me, si trasformi in qualcosa di diverso da quella vergogna politica e morale che è il PD? Eppure, anche in SEL c’è chi continua a considerare interlocutore un partito che è “equidistante dai lavoratori e da Confindustria” (con tutto quello che ne consegue).

Igor 13 febbraio 2012 - 17:47

A me ormai sembra che qui non si possa più parlare di Europa, ma di Germania che ha imposto una linea che è quella di recuperare dalla Grecia quanto più possibile prima di farla affondare.
E non facciamoci illusioni, se i tedeschi hanno deciso di farla affondare, perché magari si sono sentiti truffati dai bilanci falsi presentati all’atto dell’ingresso nell’euro (anche se poi bisognerebbe chiedere ai tedeschi perché quei bilanci furono accettati…), allora andranno fino in fondo.
Qui il problema è anche che non c’è più nemmeno l’asse franco-tedesco. Una volta i francesi facevano almeno un po’ da contraltare.
Oggi senza più quello è un Europa in mano ai tedeschi. E non ne vedremo di carine in futuro.

Nino 13 febbraio 2012 - 17:37

teodorakis ha ragione, perchè esprime dati di fatto.
Chi, però, è convinto delle affermazioni di teodorakis, non può avere il piede in due scarpe.
Non può, cioè, essere antiliberista e per un’europa diversa da quella imposta dalla bce, e contemporaneamente cercare un’alleanza con un partito neoliberista e fondomonetarista.
Perchè se ciò si verificasse, si manifesterebbe una contraddizione difficilmente sanabile e poco spiegabile, se non per ragioni di mera gestione del potere.

Vito Saturno 13 febbraio 2012 - 17:16

Stanotte, con l’incendio di Atene ancora in atto, ho postato un appello di Mikis Theodorakis, che mi pare meritevole di essere riproposto dopo la lettura di questo articolo. Mikis Theodorakis, ottantacinquenne, non ha mai perso la grinta del vecchio combattente e le sue parole sono degne del massimo rispetto e della più attenta riflessione. Ecco l’appello integrale:
La finanza seppellisce la democrazia
di Mikis Theodorakis
“La nostra lotta non è solo quella della Grecia, aspira a un’Europa libera, indipendente e democratica. Non credete ai vostri governanti quando vi dicono che i soldi servono ad aiutare la Grecia. I loro programmi di ‘salvataggio’ della Grecia aiutano soltanto le banche straniere, quelle che appunto, tramite dei politici e governi assoldati da loro, hanno imposto il modello politico che ha portato alla crisi attuale.

 Non v’è altra soluzione che sostituire l’attuale modello economico europeo, concepito per generare debiti e ritornare a una politica di stimolo della domanda e dello sviluppo, a una forma drastica di controllo della finanza.

 Se gli Stati non s’impongono sui mercati, questi seppelliranno la democrazia e le acquisizioni della civiltà europea. La democrazia è nata ad Atene quando Solone abolì i debiti dei poveri nei confronti dei ricchi. Non bisogna autorizzare le banche a distruggere la democrazia europea, a ricavare somme e profitti enormi dagli stessi debiti che hanno generati. Non chiediamo un sostegno alla nostra lotta solo per solidarietà, o per il fatto che siamo la terra di Platone, Aristotele, Pericle e Protagora, dei concetti di democrazia, di libertà e d’Europa.
Vi chiediamo di farlo nel vostro interesse, poiché se autorizzate oggi il sacrifico della società greca, di quella irlandese, portoghese o spagnola, sull’altare del debito e delle banche, domani toccherà a voi.

 Non potrete prosperare in mezzo alle rovine delle società europee.
E’ vero, abbiamo tardato da parte nostra, ma ci siamo svegliati. Costruiamo insieme un’Europa nuova. Un’Europa democratica, pacifica, prospera, degna della sua storia, delle sue lotte e del suo spirito.
Resistete al totalitarismo dei mercati che minaccia di smantellare l’Europa trasformandola in un Terzo Mondo, che aizza i popoli gli uni contro gli altri, che distrugge il nostro continente suscitando in questo modo il ritorno del fascismo”.

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