Andiamo in piazza. Il tempo dell’alternativa è ora

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Care compagne e cari compagni,

viviamo un passaggio d’epoca che ha la potenza e la crudeltà di una guerra, sentiamo l’odore di un temporale che talvolta sembra somigliare al diluvio universale, sappiamo che verranno giorni difficili e amari per il nostro Paese. La crisi è stata colpevolmente negata, occultata, esorcizzata dai pubblicitari di Palazzo Chigi. Oggi questa crisi esplode, continua ad esplodere ogni giorno, percuote il mondo nostro come una febbre misteriosa e crescente. La propaganda non può nascondere la realtà. Non è solo una crisi finanziaria, ma una crisi globale: divora la geografia delle classi sociali, minaccia l’esistenza del ceto medio, riduce il glorioso Welfare all’attivismo caritatevole delle opere pie. Tutto cambia, tutto frana, tranne l’intangibilità degli universi blindati della ricchezza, della speculazione, della rendita. C’è la crisi e quindi, cosi dice questa Europa indecente, occorre tagliare la spesa sociale, comprimere i redditi, razionare i servizi, ridurre i diritti. La politica, colpevolmente genuflessa dinanzi alla signoria del mercato, oggi appare impotente e balbettante. Nulla di concreto si può dinanzi alle piroette speculative dei mercati. E l’Italia si presente a petto nudo al cospetto di questi mostri indomabili che movimentano denari e distruzione: abbiamo una classe dirigente travolta dalle proprie faide intestine e dall’urto degli scandali. Berlusconi e Tremonti sono le principali ragioni della vulnerabilità italiana, sono il vertice di un potere privo ormai di legittimazione morale, e rappresentano la versione casereccia di quel rigorismo a senso unico che sta impiccando il vecchio continente all’albero del patto di stabilità. Si insegue il miraggio del pareggio di bilancio, affamando il Paese, deprimendone l’economia, non affrontando i nodi di una moderna politica industriale, definanziando l’innovazione e la ricerca, spezzando il cuore della pubblica istruzione. Si vuol curare l’ammalato con una medicina letale. In questo contesto appare esitante il profilo di alternativa delle opposizioni parlamentari in Italia. In verità è la sinistra europea che appare incapace di guardare con coraggio a questa deriva e di reinventarsi. Così l’Europa muore, l’Italia affoga in un post-berlusconismo fatto di macerie e di qualunquismo, la sinistra si consegna alle bancarelle come un gadget per turisti. Non possiamo star fermi, assistere a questa discesa agli inferi senza reagire. Le giovani generazioni e parti rilevanti di opinione pubblica chiedono segno tangibile, credibile, radicale di cambiamento. Scontiamo anche la poca credibilità di una rappresentanza parlamentare ostaggio delle nomenclature di partito, con un sistema elettorale che riesce a umiliare i principi del pluralismo democratico non garantendo alcuna stabilità politica.

Per questo vi chiedo di predisporre i banchetti per la raccolta delle firme per promuovere un nuovo referendum: abroghiamo il porcellum, cancelliamo una legge-vergogna, poniamo il tema di un nuovo sistema elettorale. Non vedere la crisi della democrazia, non reagire alla crisi della democrazia, comporta conseguenze assai gravi per la qualità e la moralità della politica. Organizziamo banchetti, chiediamo le firme, parliamo con i cittadini, segniamo la presenza di una politica capace di ascoltare. Prepariamoci all’autunno. Prepariamoci a tornare in piazza, accanto ai movimenti, con i giovani, lavoriamo perché l’indignazione diventi energia politica e culturale.

E il 1° ottobre noi di Sinistra ecologia e libertà prepariamoci a riempire una grande piazza di Roma. Fare piazza, intrecciare parole di verità e di ribellione, rendere visibile la voglia di cambiare, aiutare l’Italia migliore a uscire dal guscio della paura e del rancore. Il tempo dell’alternativa è ora.

Nichi Vendola

Care compagne e cari compagni,

viviamo un passaggio d’epoca che ha la potenza e la crudeltà di una guerra, sentiamo l’odore di un temporale che talvolta sembra somigliare al diluvio universale, sappiamo che verranno giorni difficili e amari per il nostro Paese. La crisi è stata colpevolmente negata, occultata, esorcizzata dai pubblicitari di Palazzo Chigi. Oggi questa crisi esplode, continua ad esplodere ogni giorno, percuote il mondo nostro come una febbre misteriosa e crescente. La propaganda non può nascondere la realtà. Non è solo una crisi finanziaria, ma una crisi globale: divora la geografia delle classi sociali, minaccia l’esistenza del ceto medio, riduce il glorioso Welfare all’attivismo caritatevole delle opere pie. Tutto cambia, tutto frana, tranne l’intangibilità degli universi blindati della ricchezza, della speculazione, della rendita. C’è la crisi e quindi, cosi dice questa Europa indecente, occorre tagliare la spesa sociale, comprimere i redditi, razionare i servizi, ridurre i diritti. La politica, colpevolmente genuflessa dinanzi alla signoria del mercato, oggi appare impotente e balbettante. Nulla di concreto si può dinanzi alle piroette speculative dei mercati. E l’Italia si presente a petto nudo al cospetto di questi mostri indomabili che movimentano denari e distruzione: abbiamo una classe dirigente travolta dalle proprie faide intestine e dall’urto degli scandali. Berlusconi e Tremonti sono le principali ragioni della vulnerabilità italiana, sono il vertice di un potere privo ormai di legittimazione morale, e rappresentano la versione casereccia di quel rigorismo a senso unico che sta impiccando il vecchio continente all’albero del patto di stabilità. Si insegue il miraggio del pareggio di bilancio, affamando il Paese, deprimendone l’economia, non affrontando i nodi di una moderna politica industriale, definanziando l’innovazione e la ricerca, spezzando il cuore della pubblica istruzione. Si vuol curare l’ammalato con una medicina letale. In questo contesto appare esitante il profilo di alternativa delle opposizioni parlamentari in Italia. In verità è la sinistra europea che appare incapace di guardare con coraggio a questa deriva e di reinventarsi. Così l’Europa muore, l’Italia affoga in un post-berlusconismo fatto di macerie e di qualunquismo, la sinistra si consegna alle bancarelle come un gadget per turisti. Non possiamo star fermi, assistere a questa discesa agli inferi senza reagire. Le giovani generazioni e parti rilevanti di opinione pubblica chiedono segno tangibile, credibile, radicale di cambiamento. Scontiamo anche la poca credibilità di una rappresentanza parlamentare ostaggio delle nomenclature di partito, con un sistema elettorale che riesce a umiliare i principi del pluralismo democratico non garantendo alcuna stabilità politica.

Per questo vi chiedo di predisporre i banchetti per la raccolta delle firme per promuovere un nuovo referendum: abroghiamo il porcellum, cancelliamo una legge-vergogna, poniamo il tema di un nuovo sistema elettorale. Non vedere la crisi della democrazia, non reagire alla crisi della democrazia, comporta conseguenze assai gravi per la qualità e la moralità della politica. Organizziamo banchetti, chiediamo le firme, parliamo con i cittadini, segniamo la presenza di una politica capace di ascoltare. Prepariamoci all’autunno. Prepariamoci a tornare in piazza, accanto ai movimenti, con i giovani, lavoriamo perché l’indignazione diventi energia politica e culturale.

E il 1° ottobre noi di Sinistra ecologia e libertà prepariamoci a riempire una grande piazza di Roma. Fare piazza, intrecciare parole di verità e di ribellione, rendere visibile la voglia di cambiare, aiutare l’Italia migliore a uscire dal guscio della paura e del rancora. Il tempo dell’alternativa è ora.

Nichi Vendola

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Alfredo Giusti 13 agosto 2011 - 21:11

Caro Garry,

il divario tra Vendola e Ferrero ( condizionato dai trucioli alla sua sinistra, indispensabili per vincere il Congresso ) erano radicali.

Scelta del centrosinistra per il primo; alternativa al centrosinistra per il secondo ( anche se ora con la fifa del quorum al didietro ( attualmente la Fed è all’1,2% nei vari sondaggi) fa l’unitario e il mollaccione.

Difesa pura e dura di simbolo e nome per Ferrero; rinnovamento del vecchiume ormai privo di parola per Vendola.

Chiusura nell’autoreferenzialità per Ferrero; mantenimento delle alleanze dell’Arcobaleno per Vendola.

Ritengo Vendola una risorsa indispensabile e di grande valore ma il fatto che SEL abbia il miglior gruppo dirigente della sinistra mi fa dire che ormai è tempo di allargare la visibilità a tutti i valenti leader che abbiamo. Considero questo un passaggio indispensabile e possibile.

Non si può sprecare un prezioso patrimonio nel modo in cui sta purtroppo accadendo. Leggo e vedo Fava, coordinatore nazionale più sull’Unità che sul nostro sito

Come altre volte, la tua critica tende al distruttivo; la mia si sforza di essere costruttiva, perchè considero SEL una risorsa indispensabile per la sinistra e per il centrosinistra

Alfredo Giusti dell’Associazione “Con Vendola, per una sinistra più forte e rinnovata” Sarzana (SP)

Nino 13 agosto 2011 - 20:30

ma quando mai?

Alfredo Giusti 13 agosto 2011 - 20:19

Cari amici,

in questi giorni ho fatto il brontolone settantenne, denunciando l’inerzia del nostro partito e le divagazioni
prodotte dal post di Vendola in direzione “Mattarellum”.

Ora, voglio esprimere il mio compiacimento per il fatto che il
partito si è finalmene espresso con Alfonso Gianni e Paolo Cento
sui gravi problemi di questo momento, prospettando iniziative al riguardo.

Una raccomandazione al gruppo dirigente : non lasciate che ad apparire sia solo Vendola perchè in questo caso, nonostante la bravua di Nichi, la gente prova un senso di asfissia e Nichi va in overdose. I valenti dirigenti, che abbiamo, superino la timidezza e la modestia e compaiano tutte le volte che è possibile.

Il Coordinamento deve programmare questo pluralismo di presenze. Altrimenti ci vedono come dei “Vendoladipendenti” e questo fatto, nonostante il valore di Nichi, è profondamente negativo

A Marco vorrei dire che se Vendola vuole, appare certamente in TV; il fatto è che è sembrato che in questi giorni lui e il partito non avessero niente da dire.

A Nino vorrei far presente che non ho detto che Vendola ha voluto perdere il Comgresso ma che ha scelto di perderlo piuttosto che rinunciare al proprio punto di vista ( peraltro il più giusto e intellegente in mezzo a troschisti e leninisti di vario genere).

cari saluti / Alfredo Giusti
dell’Associazione ” Con Vendola per una sinistra più forte e rinnovata” Sarzana (SP)

Nino 13 agosto 2011 - 19:21

che la mozione di vendola abbia deciso di perdere il congresso di chianciano è un falso.
Ha cercato, invece, di vincerlo in ogni modo, pur di poter cancellare una volta per tutte l’aggettivo molesto.

Luca 13 agosto 2011 - 18:43

caro alfredo, posta in questi termini la questione che sollevi è più seria. io credo che ci sia nel gruppo dirigente (in particolare quelli che vengono da rifondazione, come me, che però sono solo un militante) la preoccupazione di essere ricacciati in una area di “sinistra radicale” e, appunto, la preoccupazione di fare la fine dell’arcobaleno.
credo che per questo si preferisca il mattarellum al tedesco, che certamente è più democratico, ma rischia di condurci in una condizione di perenne opposizione per i prossimi anni.
condivido però con te che questa paura di tornare in una dimensione “minoritaria” ci sta facendo fare parecchi errori, in primis quello di appoggiare il pd e non de magistris a napoli.
il punto è come fare a trovare il punto di equilibrio: cioè una politica di sinistra, lontana dai compromessi e dalle mediazioni al ribasso, che non precipiti nel minoritarismo e nel mito dell’opposizione permanente.
credo che la ricerca di questo punto di equilibrio sarà la sfida vera di sel per i prossimi mesi.

Alfredo Giusti 13 agosto 2011 - 17:54

Caro Luca,

dimentichi che noi siamo in un partito, del quale è parte significativa la componente di Rifondazione, che possiamo definire “pentita”, e che a Chianciano per non rompere l’unità che si era creato con l’Arcobaleno, ha scelto di perdere il Congresso.

Io, che provengo dall’area dei Girotondi e di Liberacittadinanza, che da sempre si è battuta per l’unità della sinistra radicale ( peraltro unica sinistra esistente)
abbiamo fortemente apprezzato questa discontinuità di Rifondazione e in diversi stiamo seguendo con grande interesse -e da un pò di tempo con grande delusione – il cammino di SEL.

Come vedi, quindi, sono al posto giusto, in piena coerenza con la mia storia , le mie battaglie e le contraddizioni degli altri.

Il fatto è che con i fonfamentalismi identitari, la Rifondazione di Vendola sembra aver lasciato a Ferrero anche tutta la grinta. E stiamo accumulando una serie di imperdonabili errori : assenza dalla battaglia sulle ultime manovre finanziarie, scelte amministrative a Napoli e Torino, esproprio della base nella scelta del Mattarellum, posizione sull’accordo del 28 giugno tra CGIL, CISL, UIL lasciando sola la FIOM del nostro compagno Landini, posizione imperdonabile sulla Tav, scelte di allineamento al Pd a Sesto San Giovanni, San Raffaele del Sud. Non ti parlo delle centinaia di realtà locali caratterizzate dalla peggior vecchia politica. Io ne ho un campionario eloquente, vivendo a cavallo tra Carrara e Sarzana, dove c’è poco da stare allegri.

cari saluti e auguri di tempi migliori per tutti noi, che – nonostante tutto continuiamo a sperare in SEL e in Vendola

Alfredo Giusti( Sarzana)

Luca 13 agosto 2011 - 17:23

caro alfredo giusti, forse ti sfugge ma buona parte del gruppo dirigente di sel viene da rifondazione. e se pensi che rifondazione è stata il principale colpevole della sinistra italiana di questi ultimi anni mi sa che hai sbagliato partito. fattene una ragione.

Antonio 13 agosto 2011 - 17:09

L’Italia è allo sfascio.
Gli strati più poveri della popolazione sono allo stremo.
La disoccupazione, giovanile e non, non fà che aumentare, chi è fortunato ha un lavoro sottopagato e precario.
I diritti, che sono stati conquistati con decenni di lotta, vengono quotidianamente calpestati.
La differenza tra ricchi e poveri non fa che aumentare.
La risposta della sinistra a tutto ciò, quale ?
Un referendum per abolire l’attuale legge elettorale per sostituirla con un’altra che già era stata ampiamente criticata.

Carlol 13 agosto 2011 - 15:35

Ho ripreso due miei vecchi libri universitari per andare a verificare una citazione di Sant’Agostino : “Remota iustitia quid sunt regna nisi magna latrocinia? quia et latrocinia quid sunt nisi parva regna?” (da “La dottrina dello Stato” di A. Passerin D’Entrevès – “La formazione storica e filosofica dello Stato moderno” Giole Solari).

Traduzione : Tolta la giustizia, che sono i regni se non associazioni di delinquenti? Le bande di delinquenti non sono forse dei piccoli regni?

Ora, il piccolo regno di Re Papi ha insediato nel cuore dello Stato repubblicano democratico una nuova corte di ladroni avvezza a depredare la società italiana. Si è condonato molto illecito e si è rafforzata l’idea e la prassi di uno Stato debole con i forti e forte con i deboli (gli onesti).

Un consiglio : se fossi un dirigente di sezione di SEL farei dei manifesti con foto segnaletiche dei ministri del governo da Berlusconi a Bossi, un binomio micidiale per la popolazione italiana, con la scritta di Sant’Agostino in calce.

Un’ultima citazione ripresa dal celeberrimo “Contratto sociale” : Rousseau nel suo testo assai famoso, ispiratore dei rivoluzionari francesi che hanno spazzato via il potere fondato sul sangue, sulla trasmissione ereditaria, sosteneva che “niente è più pericoloso dell’influenza degli interessi privati sugli affari pubblici”. Inoltre, affermava che “se ci fosse un popolo di dei si governerebbe democraticamente”. E’ questa virtù divina degli italiani che oggi va risuscitata per rinnovare il sistema democratico del paese.

NP : sono troppo forti queste affermazioni? Mi baso un poco su un intervento di Antonio Martino, fondatore di Forza Italia (estensore del programma di questa formazione politica), ex Ministro degli Esteri e della Difesa dei governi Berlusconi, effettuato alla riunione del Tea Party italiano a Milano. In questa riunione avvenuta nel 2010 il professore chiede la chiusura di tutte le scappatoie fiscali (leggi elusione) che permettono ai ricchissimi di evitare di pagare le tasse. Il vero problema, dice testualmente, non è l’evasione ma l’elusione, cioè quei metodi legali che consentono ai multimiliardari di non pagare le tasse.

Alfredo Giusti 13 agosto 2011 - 14:31

Cari amici,

ore 12,10 ancora nessun commento sul sito ai contenuti della manovra votata dal Governo, se non un generico riferimento a una breve dichiarazione di Vendola. Si può sapere cosa sta succedendo al Coordinamento, alla Presidenza, al Comitato scientifico, ai Forum tematici, al Comitato scientifico ? In tutto centinaia di persone. Crederemo mica di essere un psrtito ?

Alfredo Giusti

Federico 13 agosto 2011 - 13:05

(ri-posto il mio commento perchè apparentemente è scomparso)

….ma è uno scherzo?? :-|

Con la manovra targata Bce DISTRUGGONO il paese, e l’alternativa sarebbe……

1) un referendum sulla legge elettorale, per altro in senso bipolarista

2) una manifestazione di partito tra 2 mesi

…????

Marco Renzini 13 agosto 2011 - 12:41

NICHI VENDOLA ( SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’ ): LA MANOVRA DEL GOVERNO E’ UN ATTO DI GUERRA CONTRO L’ITALIA

“Un atto di guerra contro l’Italia“. Cosi’ il leader di Sel, Nichi Vendola, ha commentato il varo delle misure anticrisi. “Misure punitive per gli enti locali, devastante riduzione di servizi sociali e di diritti, un colpo alla civilta’ del lavoro. E nessuna scelta per la crescita e lo sviluppo. Occorre una reazione durissima“.

Alfredo Giusti 13 agosto 2011 - 09:19

Caro Luca,

probabilmente ti riferisci ai miei interventi , parlando di esaltazione di Di Pietro. Hai male interpretato quanto ho scritto, al di là del fatto che ho molto rispetto e stima per la storia di Zipponi, uno dei sindacalisti più coraggiosi di questi ultimi decenni e di Pancho Pardi, uno dei pochi politici che ancora si salva in questo squallido panorama, che sta investendo anche noi. Entrambi disperatamente finiti nell’IdV per la totale citrullaggine di larga parte della cosiddetta sinistra critica, che ha disperso e massacrato in questi ultimi dieci anni un grande e indispensabile patrimonio. Con Rifondazione, in testa, capofila di un irresponsabile Killeraggio di ogni serio tentativo di unità. Nom ho affatto esaltato la politica generale di Di Pietro, al quale va peraltro riconosciuta almeno un pò di vitalita rispetto al pigro e imbalsamato sonno che caratterizza purtroppo anche il nostro partito. Ho solo fatto alcuni esempi di partecipazione e di reazione al momento più grave di questo decennio; che hanno da insegnare qualcosa anche al nostro incomprensibile assenteismo

cari saluti / Alfredo Giusti

Crescenzo 13 agosto 2011 - 07:41

SEL deve fare le sue proposte, non si può stare in silenzio e limitarsi al cambio della legge elettorale. Il problema dei problemi in Italia è l’evasione fiscale e le ruberie nella Pubblica Amministrazione? Penso di sì, come certificato dalla Corte dei Conti: 170 miliardi all’anno di evasione fiscale e circa 80 miliardi all’anno di ruberie nella pubblica amministrazione, fanno un totale di 250 miliardi all’anno! Cari compagni perchè SEL non propone di approvare leggi per recuperare almeno 200 miliardi di euro all’anno? Avremmo risolto tutti i problemi del debito pubblico, dell’occupazione, dello stato sociale ecc. Provo a indicare la proposta anche per recuperare le ruberie del passato: 1) l’evasione fiscale non si prescrive, 2) chi evade il fisco paga una multa pari a cento volte la somma evasa, 3) ogni cittadino deve dimostrare la provenienza dei suoi possedimenti – i beni non giustificati vengono confiscati alla stregua di quelli mafiosi. E’ troppo radicale? Non credo. Penso che sia la partenza per mettere fine allo sfruttamento dei tanti cittadini onesti.

Luca 13 agosto 2011 - 02:04

trovo incredibile che alcuni frequentatori di questo sito insistano nel citare come esempio da seguire i vari Di Pietro, Zipponi e gli altri dirigenti di Italia dei Valori.
Ma le avete lette le dichiarazioni di Di Pietro?
Ci vuole molto per capire che sono a destra anche di Futuro e Libertà?

Stemi 12 agosto 2011 - 22:50

Nichi ascota la base….La Manovra di Belusconi è un altra macelleria sociale a cui si aggiunge la possibilità di licenziare, si mette sul piatto per le allodole la riduzione delle Provincie che così non passerà mai, l’accorpamento dei comuni e qualche pillola sulle pensioni…
E i giorni della memoria 25 aprile, 1 maggio,2 giugno rlegati a festiciole per allungare il week-end
Lasciamo perdere per il momentoil Porcellum , concentriamoci nel produrre una proposta altenativa articolata e serria per far capire come SEL la pensa….questi dovrebbero essere i nostri banchetti a partire da domani…

Luciano Chiodo 12 agosto 2011 - 22:35

il piatto della manovra è servito, adesso andiamo con i banchetti davanti alle fabbriche, davanti alle aziende e nelle piazze a raccogliere le firme contro il porcellum?

Alfredo Giusti 12 agosto 2011 - 18:20

Cari amici,

in genere, gli interventi di Nichi colgono in profondo la specificità del momento e costituiscono per tutti noi una forte spinta a fare; questa volta non è stato così e l’effetto è stato esattamente l’opposto.

La conseguenza è che – per parlare di un referendum non amato e non voluto forse dai più; e che con ogni probabilità non sarà ritenuto praticabile – abbiamo mancato di far nostra la gravità del momento e di intervenire in proposito. Gli interventi, che mi precedono – di Luciano Chiodo, Marco Vitali e di Ester – mi sembrano cogliere bene il problema e suggeriscono percorsi, che ben si collocano nell’attuale situazione.

I presidi dell’Italia dei Valori di Zipponi davanti a Camera e Senato , la Manifestazione dell’Unione sindacale di base (USB) davanti a Palazzo Chigi, la forte spinta che viene dalla positiva tensione prodotta dal tenore degli interventi del Manifesto e soprattutto di Liberazione significano che qualcheduno sa vivere in modo corretto la grave situazione che stiamo vivendo e l’attacco più duro alle condizione di vita e di lavoro degli ultimi anni.

Di fronte a tutto , il sito di SEL sembra il bollettino di un centro studi, senza indicazioni e valutazioni pertinenti e stringenti. Con tutta calma , alla velocità di un accelerato mentre tutto corre su Freccie bianche e rosse.

E’ indispensabile un radicale cambio di passo. I quotidiani di oggi, esponendo le varie posizioni delle varie forze politiche, parlano di Vendola e Ferrero “chiusi a riccio” : per Vendola, l’immagine mi sembra adeguata; Ferrero ha la fortuna di avere un quotidiano, che è la voce più combattiva e chiara di questi giorni.

Alfredo Giusti dell’Associazione “Con Vendola, per una sinistra più forte e rinnovata”- Sarzana (SP)

Andrea F. 12 agosto 2011 - 17:43

A questo punto sono talmente rassegnato a come stanno andando le cose che dico che va bene anche ottobre, basta che qualcosa si faccia e si recuperi il tempo perso ad aspettare inutilmente il pd

Ester 12 agosto 2011 - 16:51

Penso che Nichi Vendola,dovrebbe raccogliere questi nostri appelli e tornare sui suoi passi:non possiamo dirci, il momento e’ arrivato,andiamo in vacanza e poi ci ritroviamo il 1 Ottobre per raccogliere le firme.
In vacanza non ci vuole e non ci puo’ andare nessuno.Non abbiamo tempo per rinfrancarci e raccogliere le idee.Persino Napolitano e’ tornato subito dalle ferie.Il treno sta passando e non ci aspetta.Quindi riapriamo subito e decidiamo le parole di mobilitazione su fatti concreti e non solo su slogan:Internazionale Socialista,riforma dello stato;via i manager pubblici strapagati ed autoritari ( a partire dallo scandalo delle ASL):si affidino ai dipendenti le gestioni ed ai Comitati dei Sindaci gli indirizzi vincolanti.
Basta con le Province.Basta con i Partiti padrioni, si chiamino PDL o PD.
SEL se ci sei batti un colpo!!

Angelo Scaccabarozzi 12 agosto 2011 - 16:35

Ciao a tutti.
Ma Vendola scusa, ti sei mai chiesto che novità possono apportare ad un paese che necessariamente si deve evolvere,modernizzare, risorgere, un gruppo di saccenti parrucconi come quello che ci sta governando con un mezzo piede nella fossa? Che prospettiva può dare a mio figlio di otto anni un vecchio che ormai ha la mente pervasa da manie di persecuzione e follie varie?
Io sono lombardo, una regione che per pura fortuna è ancora in piedi, considerati i vari lustri di malgoverno ciellino. Una regione dove, come a Brescia, la mia città, esiste una delle eccellenze d’Italia: il reparto oncologico. Che primato, ne avrei fatto volentieri a meno, sapete quante morti giovani ci sono? Queste sono le cose che mi preoccupano, le cose per cui lottare e farsi sentire. Voglio andare in piazza ad urlare il mio dissenso, a proporre in modo serio un’alternativa a questo schifo, a sostenere uno come Vendola che nella sua Puglia ci ha saputo fare, contro anche potentati feudali non sempre dell’opposta fazione politica.
VOGLIO, VOGLIO, VOGLIO un futuro per i miei figli, che possano crescere in quel contesto sociale di solidarietà che ha caratterizzato il nostro grande paese nell’immediato dopoguerra. Voglio vedere la forza della nostra gente, la capacità di reagire al marciume mondiale.
Se usciamo tutti dal rincoglionimento televisivo ed una buona volta ci svegliamo, possiamo dare il vero imput al cambiamento. Non lasciamo che un vecchio puttaniere decida per noi, non dobbiamo permetterlo, ha già fatto troppi danni.
Bossi oggi ha detto una cosa corretta, forse il sole delle alpi gli ha fatto arrivare un suo raggio fotonico: quanti pensionati che rovistano nei cestini e questi vogliono tagliare le pensioni. Io sono testimone di ciò, lavoro in un’industria alimentare, molti vecchietti in bici vengono a rovistare nel cassone della monnezza alla ricerca di una busta di insalata ancora in buono stato, uno yogurt anche scaduto, una mozzarella scartata. Giovani che si sono fatti illudere dalla possibilità dell’acquisto di una casa, pieni di debiti, non fanno figli poichè costano. Genitori che si rivolgono ai centri di solidarietà per poter dar da mangiare ai figli, disoccupati senza prospettive e speranze. Questo è il paese reale, cristo!!!
Continuano a parlare di crescita, di consumi, di fabbisogno di energia. Potremmo vivere con una ricetta di decrescita consapevole, facendo capire alle persone a che caspita ti serve il suv, la seconda o terza casa, la piscina megagalattica.
Il vero cancro è l’individualismo più sfrenato, la diffidenza, l’isolamento delle persone. Questo è ciò che la politica italiana ha sostenuto, poichè la casta ha paura del popolo per cui è meglio rincoglionirlo con tette e culi a tutte le ore.
La ricetta di crescita del liberismo berlusconiano è stata redatta apposta per arricchire sempre di più i ricchi e di conseguenza, a noi le bricioline. Ci hanno fatto credere che saremmo diventati tutti ricchi, consumate di più: grazie!!! Svegliamoci e basta, è finito il tempo delle mele è rimasto solo il torsolo…
Il primo ottobre DEVE essere la data del popolo italiano che si è svegliato.

Franco Astengo 12 agosto 2011 - 14:41

RIDUZIONE DEL NUMERO DEI PARLAMENTARI, COSTI DELLA POLITICA: UN’OPINIONE CONTROCORRENTE
Non sarà facile argomentare, in maniera convincente per i più, una posizione politica contraria, nell’immediato, alla riduzione del numero dei parlamentari.
Corrono tempi di furia iconoclasta, di vera e propria rozzezza istituzionale.
Importanti esponenti del “ceto politico”, investiti da grande responsabilità, dimostrano un disarmante pressapochismo, si fanno riunioni ad alto livello attorno a “lettere riservate” il cui testo non viene mostrato agli interlocutori.
In questo clima, assurdo, è però necessario tentare la formulazione di un’opinione diversa da quella che ormai appare dominante, tentando di esporre alcuni argomenti, a nostro giudizio, del tutto fondamentali e decisivi, almeno nella fase.
Prima di tutto va fatto rilevare, come in frangenti di questo tipo, la soluzione ormai appare essere quella dei “tagli”, sacrificando sempre, quando tocca alla “politica” possibili spazi di partecipazione e di rappresentatività democratica, senza pensare mai a una riforma seria al riguardo del ruolo e della funzione delle istituzioni (è accaduto con le comunità montane e con le circoscrizioni, si è tentato di farlo con le province).
In secondo luogo deve essere fatto rilevare come il tema sia da impostare, invece, guardando ai “costi complessivi”, e all’esistenza di privilegi che davvero, in particolare nella condizione in cui ci troviamo, dovrebbero far arrossire chi ne usufruisce.
Partiamo dai rimborsi elettorali elargiti ai partiti (così pudicamente chiamati “rimborsi elettorali”, dopo che l’esito di alcuni referendum avrebbe dovuto abolire il finanziamento pubblico): cifre esorbitanti, fuori da qualsiasi logica di mercato quasi come la compravendita dei calciatori, elargita a soggetti alcuni dei quali, a destra, al centro, a sinistra, non rispettano l’articolo 49 della Costituzione (fuori e dentro il Parlamento).
Passiamo alla necessità di una verifica circa la realtà effettiva degli emolumenti dei parlamentari (non si tratta di tornare ai tempi del deputato-contadino Abbo di Imperia che, sprovvisto del denaro per pagarsi la pensione a Roma, utilizzava il “permanente” per dormire sul notturno Roma – Firenze e ritorno, ma una riflessione seria andrebbe fatta).
Andiamo a vedere l’enorme sottobosco rappresentato dalle cosiddette “collaborazioni” che, in realtà, svanito il radicamento sociale e territoriale dei partiti, rappresentano semplicemente l’espressione dei “comitati elettorali permanenti” dei singoli (un frutto questo della scelta di accettare supinamente l’esaustività del meccanismo della “personalizzazione della politica”, verificatosi dopo la “discesa in campo” del 1994 e mai affrontato attraverso la definizione del “conflitto d’interessi” e anzi imitato fino al sorgere, anche e addirittura, a sinistra di “partiti personali”).
Ancora, riflettiamo sull’estensione “fisica” dei palazzi del potere nel centro di Roma, ormai pressoché occupato tra Piazza del Popolo e Piazza Venezia da sedi della Camera e del Senato (evitiamo di fare l’elenco, sarebbe troppo lungo: immobili affittati a prezzi esorbitanti o acquistati fuori mercato per la gioia degli intermediari e della “nobiltà nera”). Compresa nell’elenco una terrazza posta in cima alla Galleria di Piazza Colonna, e trasformata in un “roof-garden”.
Oltrepassiamo i casi P3, P4 e via dicendo, citandoli soltanto per ricordare l’enormità della corruzione imperante, che ormai appare soffocata anche nella valutazione dei grandi mezzi di comunicazione di massa, mentre il tutto sembra navigare verso il “porto delle nebbie” della Procura di Roma.
Un elenco, questo, del tutto sommario dei punti dolenti che dovrebbero essere affrontati proprio in tema di “costi della politica”, altrimenti della riduzione del numero dei parlamentari che si tradurrebbe, alla fine, mantenendo le condizioni di privilegio attuali, in un ulteriore restringimento nel rapporto tra società e politica, di lontananza di un ceto dal “reale”, della costruzione di una vera e propria oligarchia d’intoccabili e irraggiungibili.
Sono tanti gli argomenti che dovrebbero essere affrontati e non è possibile farlo, per ovvie ragioni di economia del discorso.
E’ però necessario ricordare come ci si trovi davanti ad un parlamento di “nominati” (in realtà sono state le Regioni ad adottare per prime il sistema delle liste bloccate, attraverso i famigerati “listini”, attraverso i quali promuovere oltre le igieniste dentali del cavaliere anche, senza colpo ferire i “pretoriani del principe”).
Le Regioni rappresentano comunque un vero e proprio “buco nero” al riguardo del deficit politico italiano e pare non si abbia il coraggio di affrontare la questione, partendo dall’enormità degli apparati, cresciuti a dismisura da quando vige il meccanismo dell’elezione diretta e dal fallimento di due grandi operazioni di regionalizzazione: trasporti e sanità.
Tornando alla legge elettorale occorre aggiungere che non sarà certamente il ripristino dei collegi uninominali a risolvere la questione: ricordiamo la gestione della distribuzione delle candidature nei collegi, eseguita con metodo spartitorio dalle coalizioni, con candidati “paracadutati” (Di Pietro nel Mugello, tanto per ricordare un caso eccellente) nei posti più impensati, esaltando la personalizzazione di personaggi davvero improbabili (quasi quanto quelli emersi dalla demagogica, da abolire immediatamente, elezione dei rappresenti degli italiani all’estero).
Siamo di fronte, quindi, a esigenze di mutamento nell’”agire politico”, di razionalizzazione, di recupero delle funzioni, di applicazione della Costituzione (in questo senso, tra art.41 e art.81 non possiamo non rinnovare il nostro consueto grido d’allarme).
Temi molto più pregnanti e incisivi di quello semplicistico della riduzione del numero dei parlamentari.
Il numero dei parlamentari deve garantire rappresentatività politica e territoriale e non si faccia, per carità, il discorso riguardante il senato USA, che ha funzioni ben diverse in un sistema dove i livelli elettivi sono molteplici, articolati e complessi nella distribuzione del potere.
Sul piano della rappresentatività politica e territoriale torna a galla il tema della legge elettorale, ricordando infine come ridefinito complessivamente il quadro istituzionale (al centro come in periferia: attraverso la creazione del Senato delle Autonomie e la ristrutturazione delle province, tanto per fare degli esempi) si potrà anche affrontare il nodo del numero dei parlamentari, rammentando in ultimo come, negli anni’80 il centro di Riforma dello Stato, presieduto da Ingrao e il PCI proponessero una Assemblea monocamerale di 400 componenti.
Savona, 12 agosto 2011 Franco Astengo

Marco Vitali 12 agosto 2011 - 10:11

Credo che il senso della manifestazione del 1 ottobre vada profondamente ripensato! Non che il tema della legge elettorale non sia importante, ma penso che riuscire ad organizzare una manifestazione contro quanto questo governo stà varando, sia molto più importante.
Cosa centra la libertà, da parte dei datori di lavoro, di poter liberamente licenziare con l’attuale crisi economica?
Ed una modifica della costituzione, art. 81 introducendo il vincolo obbligatorio di pareggio del bilancio, che porterebbe via tempo alla discussione e che servirebbe solo a giustificare tagli e svendite di beni pubblici, cosa centra?
Penso che, per prima cosa, ci si debba sedere al tavolo e discutere, CON TUTTE LE FORZE DI OPPOSIZIONE, sia quelle che siedono alla Camera che al Senato, sia quelle che oggi non lo sono, una piattaforma condivisa che sappia dare risposte concrete alla attuale crisi economica, e che potrebbe essere poi la base per un programma elettorale di coalizione, su temi precisi e con proposte serie.

Luciano Chiodo 12 agosto 2011 - 09:44

Il 7 agosto, ben 5 giorni fa ero intervenuto in questo dibattito con questo intervento:
Mi spiace dirlo, ma da iscritto e militante devo constatare un vuoto di iniziativa politica di SEL in questi ultimi due mesi su problema della manovra e ora sulla crisi economica.
Percepisco tra la gente indignazione e rischio di rassegnazione e mi chiedo se noi di SEL siamo stati all’altezza delle aspettative della gente nei nostri confronti, dopo il vento nuovo delle amministrative e dei referendum cosa abbiamo fatto?
Siamo alla vigilia di un possibile nuovo pesante attacco alle condizioni di vita dei più poveri e di allargamento dell’area di povertà, è urgente che SEL ponga il problema dell’eguaglianza e della lotta contro i privilegi della politica, per la riforma e il rinnovamento della politica, per mobilitare questi soggetti.
Ho scritto commenti e ho inviato lettere sulla necessità di appropriarci del problema del rinnovamento della politica e della lotta ai privilegi, per non regalarlo all’antipolitica, ma non lo vedo ancora tra i temi della manifestazione di ottobre.
Io insisto e propongo questa scaletta di punti:
- no alla manovra classista,
- lotta contro le diseguaglianze sociali,
- equità nella ridistribuzione della ricchezza,
- rinnovamento del sistema politico e superamento dei privilegi.
L’indignazione è tanta, sta a noi tradurla in mobilitazione.
In 5 giorni sta succedendo di tutto, invito SEL ad assumere una posizione ADEGUATA, alla situazione

Alfredo Giusti 12 agosto 2011 - 09:07

Cari amici,

il nostro caro compagno di partito Landini tace ; probabilmente esterefatto per questo post di Nichi, nel quale l’elemento più percepibile nell’immediato è l’invito a tuffarsi sui bacchetti di un improbabile e non amato mattarellum. Rimandando tutto il resto a un indefinito e confuso Primo Ottobre.
Ma certamente Landini starà ancora leccandosi le ferite per l’isolamento in cui il partito lo ha lasciato nel suo impegno contro l’accordo CGIL,CISL,UIL.
In questo come negli altri siti di SEL non si respira aria di lotta in un’emergenza di una gravità estrema, che richiederebbe un’immediata mobilitazione.
Per avvertire qualcosa del genere, bisogna andare ai presidi che Di Pietro – sotto la spinta di Zipponi – sta attuando a Camera e Senato.
Oppure leggere Liberazione e il Manifesto, che mettono al centro la gravità e i pesanti rischi di questo momento.
Nichi , scrivi un altro post che ci rimetta in corsa nella pista giusta; altrimenti faremo un buco , che ci peserà a lungo sulle spalle.
Qualcuno sta pensando che SEL stia diventando un partito di consiglieri, assessori e improbabili futuri capi del governo : tutti sotto ricatto PD ( vedi Sesto san Giovanni e Sarzana, che è il luogo dove abito io).
Chi scrive, non ha alcuna simpatia per Rifondazione. La ritengo la principale responsabile di 10 anni di fallimenti dell’unità a sinistra : dal Programma per l’alternativa di Lavoro e Società, al Cantiere di Asor Rosa e Rossanda e infine alla Sinistra Arcobaleno

Alfredo Giusti – Sarzana (SP)

Angelo Chiaramonte 12 agosto 2011 - 03:13

Sulla manifestazione penso che o si allarga da subito a un fronte abbastanza ampio, come propone Tino Magni (qualcosa esiste già, come l’appello Fermiamoli), o rischiamo con tutta la buona volontà di fare una cosa un pò autoreferenziale, ristretta a una parte di generosa base di SEL che prende i pullman per Roma per un giorno, il solito comizio del leader e poi tutti a casa.
Preferirei allora una mobilitazione quale quello che ha iniziato a fare IDV, cioè un presidio permanente sotto i palazzi del potere, insieme a chi ci stà.
La piattaforma andrebbe impostata contro la manovra cmq.Sul referendum che ripristina il Mattarellum sono perplesso, e cmq non ritengo che serva mischiare due questioni in un’unica manifestazione.Per il giovane militante che è già pronto con i banchetti, nulla in contrario, ma di solito per esperienza le firme non si raccolgono in manifestazione a Roma, evvai…

Angelo Chiaramonte- SEL Genova tessera n. 454

Andrea S 12 agosto 2011 - 02:26

Un paio di giorni fa su questo stesso blog invitavo Garry a desistere e, accomiatandomi, auguravo ai compagni di Sel buona fortuna, convinto che ci saremmo rincontrati.
La curiosità e l’affetto mi hanno spinto a tornare sul sito e gli interventi stupendi di Alfredo Giusti e di Enrico mi hanno convinto a tentare ancora il discorso.
Vorrei che fosse chiaro che chi si oppone alla “deriva” di Sel e a certe sbandate di Vendola non è che non abbia condiviso che l’obiettivo fosse, non fondare l’ennesimo “partitino dei perfetti”, ma riaprire la partita. E nessuno misconosce il contributo straordinario che Nichi ha dato su questa strada.
Il problema, adesso, non è giudicare se si sia riusciti a centrare l’obiettivo o se le primarie siano o meno lo strumento opportuno per vincerla, questa partita eventualmente riaperta. Sarei più vicino alle posizioni di Garry che a quelle di Mario ma il problema è che non ci rendiamo conto che, nel frattempo, siamo proprio piombati in tutt’altro campionato.
Non è benaltrismo di maniera e non è volere sempre di più. Sarà che, da vecchio “filosofo” scout, ho imparato che noi umani rischiamo sempre di guardare troppo le nostre “mappe” piuttosto che il territorio reale e di conseguenza ho sperimentato che se proviamo addirittura ad addentrarci in un territorio nuovo con le mappe dell’antico ci smarriamo sicuramente.
Quello che abbiamo davanti; ciò che scorgiamo, se ci guardiamo intorno con sguardo veramente globale, è uno spazio totalmente inedito. Questa crisi è letteralmente sistemica. La “tempesta perfetta”, come ci ricorda Enrico, forse è già iniziata, anche se le Borse oggi schizzano in alto.
Ha ragione, però, Umbertod. Cosa può mai fare Sel da sola?!? Da sola certamente nulla. Forse, neppure in compagnia potrà far qualcosa, ma da sola: proprio nulla!
E proprio questo è il punto, Umberto, altro che Mattarellum! Sbaglia, invece, Alfredo Giusti quando scrive che il fiume impetuoso di Nichi sfocia “nel banale e…..inopportuno Appello….”.
Sfocia nel banale, punto e basta! Sfocia nel banale anche perché non lancia una proposta, foss’anche il suo “benedetto” Cantiere, ma si limita a urlare che l’alternativa è adesso per poi chiamare (a Ottobre!) un indistinto popolo di sinistra a unirsi a Sel…. a Sel da sola, Umberto!
O forse devo ricredermi, perché gli amici e compagni Corradino e Giulietti hanno già assicurato l’adesione di Articolo 21?
Non è questo il modo per rendere fatto, e non mera invocazione, l’attualità dell’alternativa.
Come ho già detto non so, se anche tenuto tutto insieme il campo della sinistra che c’è, saremmo all’altezza della sfida. Siamo deboli in “mappe”, che poi son visioni, “teorie”. Potremmo allora rivolgerci magari alle buone pratiche che, in questi tristi anni, abbiamo pur inventato.
Ecco io speravo che Sel fosse il catalizzatore politico e l’amplificatore delle buone pratiche e invece rischia proprio di trasformarsi nell’ennesimo partitino. Ma la speranza è l’ultima a morire….anche per me.

Mario Liso 12 agosto 2011 - 00:38

Garry Quindi un programma dove non si dice nulla e si affermano principi generali del tipo volemose bene, siamo noi l’alternativa, vi renderemo tutti belli ed alti, senza specificare nel concreto i punti programmatici? E a che serve? ne abbiamo visti migliaia di programmi così. Le primarie non devono servire a scegliere il leader, ma il suo programma. Chi accetta di sottoporsi al giudizio degli elettori accetta di mettersi in discusione. Altrimenti che ci sta a fare in coalizione se deve per forza fare quello che dice lui? Va da solo, prende il 515 E FA TUTTO QUELLO CHE CREDE.
Viceversa se i leader si presentano con un programma sarà la gente a dire cosa deve fare la colaizione di csx scegliendo le idee e proposte più condivise. E fatte così non ho timore di perderle le primarie perchè so che vendola può essere dirompente sul piano programmatico. Questo divverebbe il programma non della coalizione di partiti, ma del popolo, degli elettori di csx, i quali poi diverreebbero i controllori dell’azione di governo. Non credi?

Mario Liso 12 agosto 2011 - 00:00

Ma caro garry vale anche l’opposto. Se ne programma minimo non ci sono le cose in cui credi, fai il cavaliere servente lo stesso. E poi scusami, fatto il programma a che serve eleggere il leader, tanto chiunque sia eletto le cose da fare sarebbero sempre quelle. Perchè uno invece dell’altro? perchèè sa parlare meglio? Che le fai a fare le primarie se èè tutto già scritto? e poi come lo fai il programma minimo ad esempio sulle coppie di fatto? Che i gay di sel si sposano e quelli ex margherita non posono farlo? Che in puglia si publicizza l’acquedotto ed in emilia lo si privatizza?

Giuseppe Romano 11 agosto 2011 - 18:46

IL GOVERNO INGLESE E LA FINTA OPPOSIZIONE

Il restringimento degli spazi di democrazia

Il premier britannico David Cameron ha annunciato che i sedicimila poliziotti rimarranno a presidiare i luoghi della rivolta per tutto il fine settimana, in caso di necessità anche l’esercito di Sua Maestà Britannica potrà affiancare le forze dell’ordine nel reprimere eventuali forti scontri di piazza, che la polizia potrà imporre a chiunque di tenere sempre ben scoperta e visibile la faccia, in ogni circostanza, che si procederà con gli arresti, arrivati già a 1200 unità. Per il governo inglese polizia, servizi segreti e industriali devono mettere a punto tecniche idonee ad impedire la comunicazione per via informatica dei social network. Ad un anno dalle Olimpiadi di Londra il governo inglese vuole dire al mondo che c’è chi distrugge e chi costruisce. La riscossa è iniziata! Frasi fatte senza dire una parola sulle cause della rivolta sociale, senza accennare minimamente ai provvedimenti di politica economico-finanziaria che rimuovano dalle fondamenta le cause all’origine degli scontri, senza individuare le iniziative atte a salvaguardare il welfare state, al fine di una pacificazione nazionale che non sia solo repressione militare. Sconcertanti sono le dichiarazioni del leader dell’opposizione laburista Miliband, secondo cui oggi l’opposizione è al fianco del governo. Ma allora si tratta di poche migliaia di scalmanati delinquenti buoni solo per le patrie galere? La realtà è che, anche in Inghilterra, ci troviamo di fronte al partito unico delle banche e dei mercati finanziari, dove la politica, popolare e proletaria è bandita e il conflitto di classe è solo una questione criminale da liquidare con le retate e con il restringimento, pianificato, degli spazi comuni e di democrazia.

Patrick 11 agosto 2011 - 18:40

Perchè non abbinare alla raccolta firme anti-porcellum anche quella per un referendum che abroghi la libertà di licenziare senza giusta causa, che stanno riprovando ad introdurre? Su questo fronte è in gioco la vita stessa di tante lavoratrici e lavoratori, e che come sappiamo sta alla base di ogni altro diritto e conquista sul lavoro.

Tino Magni 11 agosto 2011 - 17:55

Sono d’accordissimo sulla proposta di Nichi “che il tempo dell’alternatva è ora” e che necessita uscire dalle stanze e da incontri inutili come quello che si è visto ieri tra governo e parti sociali(anche perchè gli incontri che contano li stanno facendo da un’altra parte con l’esclusione della Cgil e qui mi vien da chiedere alla compagna Camusso perchè stare li ancora a quel tavolo se non ci vogliono)

In questi giorni di crisi economica e di crollo delle borse le uniche ricette che ci sentiamo ripetere dal governo Italiano ma anche dall’Europa sono quelle che per rilanciare l’economia bisogna privatizzare tutto ciò che è pubblico consegnandolo ai privati e al mercato e dall’altra bisogna peggiorare le condizioni sociali e comprimere i redditi dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, è la stessa ricetta e la stessa medicina che ci hanno propugnato negli ultimi 20 anni, quella medicina che, a mio avviso, ha causato la malattia attuale.

pertanto è necessario che da tutte le forze sindacali politiche del centro sinistra ribadiscano con forza che non sono più disponibili ad accettare la stessa ricetta ribaltando sia l’analisi che le proposte, ad esempio nel caso dei Comuni l’ingresso dei privati e la ritirata dello Stato in molti settori abbia portato realmente benefici ai cittadini e al sistema economico o se, invece, non abbia portato maggiori costi per i cittadini a beneficio di pochi.

se schematicamente questo è il quadro politico ed economico in cui ci troviamo è necessario operare perchè la proposta da Noi avanzata di una Manifestazione il 1 ottobre sia la più ampia e unitaria e partecipato, per realizzare ciò è necessario che SEL a tutti i livelli si adoperi e si attivi per favorire un confronto coi tutti i movimenti con le organizzazioni sindacali e le forze politiche del centro sinistra costruendo insieme sia i contenuti che gli obbiettivi della mobilitazione stessa.

“il tempo dell’alternativa è ora” aggiungo che per essere anche possibile lo possiamo fare non da soli ma anche con tanti altri

Tino Magni coordinatore regionale di sel Lombardia

Felice Di Giandomenico 11 agosto 2011 - 17:05

Cari compagni mi scuso se rischio di andare fuori tema ma – per chi se lo fosse perso – segnalo questo interessantissimo articolo di Giulietto Chiesa che – almeno a mio avviso – chiarisce molti punti su ciò che sta accadendo a livello economico qui in Italia e non solo.
http://www.cadoinpiedi.it/2011/08/11/linconsistenza_della_politica_e_il_sogno_del_cambiamento.html#anchor
Nichi ci dice che “La politica, colpevolmente genuflessa dinanzi alla signoria del mercato, oggi appare impotente e balbettante. Nulla di concreto si può dinanzi alle piroette speculative dei mercati”. E Chiesa ci spiega il perché!

Nino 11 agosto 2011 - 16:42

se si tenessero le primarie, cosa oramai oltremodo difficile per i motivi di sotto detti, ogni candidato andrebbe con un suo programma, ma alla fine a decidere sarebbero i deputati del partito di maggioranza relativa in parlamento, ovvero il pd.
Il problema è che, sbagliando, si pensa che basti nominare premier il capo di un partito di sinistra per modificare il programma della coalizione.
Perciò, in questi mesi abbiamo visto sel accettare tutto e di piu’, pur di convincere il pd a fare le primarie.
Il programma della coalizione, invece, è dato dai rapporti di forza, che non sono per nulla favorevoli a vendola e a sel e non ci vuole molto a concludere che, se le primarie dovessero tenersi e vendola uscire vincitore, dopo alcuni mesi, se si ostinasse a realizzare il suo programma,sarebbe sostituito con molta facilità da un papa straniero, monti o montezemolo, appoggiato dal terzo polo

Mario Liso 11 agosto 2011 - 16:05

Ma Garry di cosa ti stupisci? se io accetto di fare le primarie con il pd e l’idv vuol dire che devo confrontarmi con le loro idee ed i loro programki. Devo mettere in conto che ad esempio il pd sulle privatizzazioni ha una linea diversa da sel, devo ammettere che l’idv sul nucleare la pensa diversamente. ora dimmi tu se vendola e di pietro si mettono a tavolino, cosa posono decidere su, ad esempio, privatizzazioni, nucleare, pensioni? come posono fare il programma minimo che tu dici? con il MA ANCHE? E’ chiaro nche i vari candidati devono presentare il proprio programma e gli altri devono sottoporsi al giudizio degli elettori che decideranno il programma più condiviso ed i perdenti, se voglionoi stare in coalizione, obtorto collo devono accettare il giudizio degli elettori. se non fosse così cosa le fai a fare le primarie? per elggere un leader sulla base della sua faccia, del suo bel parlare o delle sue preferenze sesuali?

Roberto 11 agosto 2011 - 15:58

Informo tutti i compagni che il 29-30 settembre 1-2 ottobre si svolgera’ OKTOBER SEL – Festa dei Circoli della Val d’Aniene e della Bassa Sabina. La festa si terra’ a Tivoli (RM) nel Parco di Via Empolitana. Pertanto, sabato 1 ottobre, dopo la manifestazione, tutti a Tivoli!

Alfredo Giusti 11 agosto 2011 - 13:57

Caro UmbertoB,

due brevi note per non incorrere nella sanzione della cancellazione, che io condivido quando è seriamente motivata.
Al riguardo, ha ragione Felice Di Giandomenico, che propone siti specifici per singoli argomenti.
Sono convinto che il post di Nichi Vendola doveva concludersi con un appello alla mobilitazione sulla manovra finanziaria. Conosciamo già abbastanza sui provvedimenti che il Governo prenderà e soprattutto dobbiamo far conoscere le nostre controproposte. Non dobbiamo entrare nel novero di quelli che parlano e non fanno niente.
Riguardo a Sesto San Giovanni,invio uno stralcio dell’intervista del Manifesto a Valeriano del 26 luglio scorso, che mi sembra abbastanza chiaro. Le ultime righe delineano un quadro purtroppo per noi abbastanza evidente

“Lei si è dimesso nel 2008, dopo la fine della giunta Penati. Perché?

Ero e sono contrario al Pgt perché ricalca il progetto presentato dall’imprenditore Zunino che era padrone dell’area prima di fallire. Si tratta di un progetto fortemente sbilanciato sulla speculazione. Sono previsti 6.000 appartamenti di cui 500 ad edilizia popolare, 1.500 ad edilizia convenzionata e 4.000 a libero mercato, con un’ipotesi di vendita del 30% in più rispetto al prezzo di mercato. A chi li vendono? Poi è previsto un centro commerciale da 50 mila metri quadrati, in un territorio circondato da centri commerciali.

E la giunta di Oldrini, sostenuta anche da Sel, lo ha votato così com’è?

Oldrini vuole passare alla storia come il sindaco che riqualificherà l’area Falck, ma si tratta di un progetto che interessa solo la proprietà e non la città. I veri proprietari dell’area sono le banche (Banca Intesa, Unicredit, Bmp), mentre la Nuova Sesto Immobiliare è la società che realizzerà i lavori è di un imprenditore che si chiama Bizzi, uno che ha la residenza a Tallin (le Coop invece possiedono il 10% di questa società). Sel non ha la forza e la spregiudicatezza di opporsi al progetto, il partito si sente sotto ricatto: o vota per la riconversione così com’è o esce dalla giunta. Nel 2008 ero nei Verdi, abbiamo votato contro e ci hanno sbattuto fuori dalla maggioranza”

le ultime righe mi sembrano dirla lunga.

cari saluti a tutti / Alfredo Giusti

Fabio Roda 11 agosto 2011 - 13:11

Il 15/ 16 ci sarà il blocco del parlamento non il 1 di ottobre.Il problema è adesso e già da troppo tempo. perchè aspettare il 1 ottobre, noi in ferie non ci possiamo andare come altri. BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA parole , è ora di fare i fatti. Facciamo capire ai parlamentari che non sono degni del posto che occupano.

Umbertob 11 agosto 2011 - 12:26

Cari compagni,
io in SEL ho anche molti amici ma preferisco la parola compagni che ha un sapore antico, e ancora valido a mio parere.
Io sono già intervenuto ma vorrei dare il mio modesto e sommesso contributo a questo dibattito.
Per prima cosa vorrei dire ai compagni che chiedono a SEl una parole forte e decisa sulla manovra in preparazione che forse dovremmo aspettare di conoscerla prima di partire “in guerra” e che quello che il ns piccolo partito, presente a macchia di leopardo e con 40-45000 iscritti, quasi tutti in Puglia e nel Lazio può fare nel mese di agosto servirebbe sopratutto a salvarci l’anima ma non a incidere sulle cose reali.
Mi sembra che qui si sia nel regno del “vogliamo di più” mentre l’obiettivo di raccogliere le firme su un fatto concreto come il referendum per abrogare il porcellum ci potrebbe legare ad una voglia diffusa di cambiare la politica ed il modo di esercizio della stessa.
E poi c’è qualcuno che ci impedisce di criticare la manovra del governo con i cittadini-elettori che contatteremo ai banchetti?
Io non mi dimentico che il ns primo obiettivo è quello di riportare al voto le persone di sinistra delusa, ma che il ns principale serbatoio di voti sia il PD mi sembra, detto fra i denti, fuori di dubbio, e che il referendum sul sistema elettorale può darci una bella mano.

Per quanto riguarda il caso di Sesto SG e del comp. Valeriano credo sia il caso di puntualizzare che lo stesso è stato assessore al comune dal 2007 al 2009 in quota VERDI, che ha dato le dimissioni in polemica con il suo partito e con l’accoppiata sindaco (PD) e vicesindaco (PRC) per differenze di opinioni sulle aree Falck, che è stato sostituito da un assessore di SEL, è poi entrato in SEL ed ha partecipato alla stesura di un documento con le ns proposte per le stesse aree e che non c’è stata nessuna polemica tra il comp. Valeriano ed i ns tre consiglieri comunali (due provenienti dai DS ed uno dal PRC).
Come molti compagni hanno visto sulle aree Falck di SestoSG ci sono in corso indagini giudiziarie che risalgono agli anni della scorsa amministrazione, noi di SEL non abbiamo nulla da temere, nè come partito nè come compagni che in quegli anni militavano nei DS e nel PRC.

Enrico 11 agosto 2011 - 12:18

Il Forum giustizia ha già espresso in occasione dell’ultima riunione gravi perplessità sulla scelta di appoggiare il referendum Parisi (nonché perplessità sulla medesima ammissibilità del quesito che si andrebbe a porre)
Ma non è questo il problema. Rischiamo di farla fuori dal vaso. In questa situazione attuale che non è di mera crisi economica ma di vera e propria crisi di sistema (l’eccesso di capitale finanziario speculativo e non che è in circolo nei mercati mondiali, rispetto alla ricchezza reale, che fa il paio con l’oceano di dollari che vaga per il mondo con cui gli USA hanno finanziato il loro debito ben oltre il valore della loro economia) e assomiglia alla “tempesta perfetta”.
Probabilmente riusciranno a raddrizzarla, la barca, per questa volta ma la prossima? Che succede se la S&P declassa ulteriormente il debito USA e inizia la corsa alla vendita del dollaro? Si continua a blaterare di crescita.. crescita.. crescita: ma con quali mezzi, per andare dove?
Insomma mobilitarsi adesso per la raccolta di firme contro il Porcellum (giustissimo per forza ma in questo momento? e poi andando a traino una volta di più degli “americani de noantri” come li ha definititi un compagno..).
Insomma l’iniziativa potrebbe anche essere giusta (meglio una proposta di legge d’iniziativa popolare con una legge elettorale che ci può andar bene) ma il momento decisamente sbagliato.
Piuttosto, caro Nichi (attento che ti levo una A+) io il libro di Edoardo Nesi l’ho letto.
Mi pare che questo sia il momento di proporre una alleanza del mondo del LAVORO (anche i padroni ma non le grandi Multinazionali tipo Fiat) contro il mondo della FINANZA.
Soros in tutto il marasma di questi giorni ci ha guadagnato un miliardo (ancora!!!???).
Dove andiamo a mettere le mani in tasca?
Facciamola la manifestazione ma insieme agli Edoardo Nesi (che a Prato c’é andato alla manifestazione dei lavoratori del tessile) contro il capitale finanziario.
Cordiali saluti a tutti
Enrico
PS ho risentito ieri Gaber “Libertà Obbligatoria” Settembre 1976 : incredibile c’era già tutto!

Felice Di Giandomenico 11 agosto 2011 - 10:25

Caro Alfredo i temi che tocchi sono di estrema importanza soprattutto per noi militanti di SEL.
Sono tutti argomenti che meritano riflessioni serie proprio perché possono creare disorientamento e confusione all’interno del partito. Sarebbe molto interessante dar vita ad un dibattito “aperto” confrontandoci tutti su aspetti effettivamente poco chiari sui quali va comunque fatta luce.
Per questo sarebbe opportuno aprire una discussione sul Forum anche per dare possibilità a tutti di non dover essere aderenti allo specifico argomento del post ma di poter far circolare opinioni, idee e proposte in modo più fluido.

Alfredo Giusti 11 agosto 2011 - 09:45

Cari amici,

sono troppo affezionato a SEL e a Vendola per non cercare di fare di tutto al fine di evitare – finchè è possibile – di portare la questione fuori dal sito. Accetto il suggerimento della redazione di riscrivere il testo, che è stato oscurato con la motivazione di scarsa aderenza al post . Con franchezza vi devo però dire che rimango convinto che non si tratti di intervento tecnico ma di vera e propria censura, che ritengo assolutamente inaccettabile; questo è anche il parere di tutti gli aderenti alla nostra Associazione, che ho contattato.
Trovo di cattivo gusto e politicamente sbagliato che Vendola, dopo la parte aulica del suo Appello, tragga come prima conseguenza operativa per tutto il partito la necessità di un grosso impegno per resuscitare il “mattarellum”. Rimandando a ottobre ( cioè a fatti avvenuti ) la mobilitazione e la protesta vigorosa sui provvedimenti che il Governo ha in parte già varati e in parte si accinge a varare. Provvedimenti definiti anche da Vendola “macelleria sociale” e “patrimoniale dei poveri”.
E’ su questi temi e non sul referendum che Vendola ci doveva chiamare immediatamente a fare i banchetti, dopo le tinte fosche – pienamente legittime – della prima parte del post.
La cosa mi appare particolarmente grave per il fatto che la decisione di appoggiare il “mattarellum” è stata, di fatto, un colpo di mano del Coordinamento e dei Forum tematici, seguito dall’espressione di un forte dissenso della base e di molti dirigenti nazionali sia per il metodo che per il merito della decisione.
Sarebbe stato opportuno che Vendola non nascondesse nel suo post alcuni aspetti sconcertanti della vita del Partito, che costituiscono motivo di forte perplessità in larga parte degli iscritti e un serio ostacolo ad una convinta militanza.
La più grave di queste è certamente l’orientamento del gruppo consiliare torinese di esprimere parere favorevole al documento Fassino sulla TAV. Si tratta di una scelta inconcepibile, che ci contrappone ai movimenti della società civile e ai Comitati, che un ruolo tanto importante hanno avuto nelle amministrative di maggio e nei referendum di giugno; e che tanto sono stati esaltati da Vendola. Una scelta che trasforma radicalmente la natura di SEL e fa sorgere seri dubbi sulla sua coerenza e sulla sua credibilità.
C’è poi,l’intervista dell’ex assessore di SEL Valeriano sul caso Penati – Sesto San Giovanni , comparsa sul Manifesto di qualche giorno fa che getta un’ ombra inquietante sul comportamento dell’attuale gruppo consiliare di SEL in quel Consiglio comunale.
Se a ciò aggiungiamo le vicende del San Raffaele su cui esistono ancora molti dubbi, la scelta alle Amministrative napoletane, le reticenze sulla negatività dell’accordo CGIL CISL UIL del 28 giugno scorso, gli ambigui comportanti di non poche realtà provinciali a caccia di posti, secondo una vecchia logica e disposte ad accogliere transfughi da altri partiti con tutto il peso negativo, che si portano dietro (emblematiche le vicende di Carrara, provincia con noi confinante), il quadro diventa fosco e sconcertante.
Solo diradando queste fosche nubi, il post di Nichi avrebbe avuto presa, visto che nei vari siti questi problemi sono stari sollevati ripetutamente e con forza; e visto che un partito non può mobilitarsi se non si tirano fuori gli scheletri dagli armadi
Il post di Vendola ha voluto , invece, battere il tasto del trionfalismo e della suggestione, sfociando nel banale e – a mio avviso – inopportuno Appello ad un impegno per il “mattarellum” Un fiume tempestoso – la prima parte del post – è sfociato in un bicchiere d’acqua.
Il messaggio di Vendola dimostra chiaramente che qualcosa non sta funzionando nella realtà del partito e non illudiamoci che le rendite di posizione siano eterne. Tutto è incentrato su Vendola e gli altri dirigenti hanno un ruolo troppo marginale e sostanzialmente invisibile; ciò mentre il carisma di Nichi – sovraesposto e troppo spesso sprecato – sta di giorno in giorno perdendo in efficacia e rivelando i suoi punti deboli, come dimostra questo suo ultimo post, che rivela scarsa consapevolezza della situazione del partito.
Mi auguro che gli allarmi – che da larga parte della base vengono drammaticamente lanciati – abbiano una buona volta risposte adeguate; altrimenti i vari siti di discussione – nonostante la partecipazione generosa di dirigenti nazionali come Fulvia Bandoli, Angelo Gianni, Giuliana Sgrena , Patrizia Sentinelli ed altri – sono un ipocrita ed inutile sfogatoio per compagni noiosi, che si tengono buoni permettendo loro di esprimere opinioni, peraltro inutili e non considerate affatto dal gruppo dirigente. Non si risponde a legittimi dubbi e perplessità; e poi si esce con un post, che appare piuttosto una sceneggiata che un Appello credibile

Alfredo Giusti, portavoce dell’Associazione “Con Vendola, per una sinistra più forte e rinnovata” Sarzana (SP)

Felice Di Giandomenico 11 agosto 2011 - 08:22

L’Italia sta macerando nei liquami di una crisi che sta riducendo ai minimi termini il tenore di vita dei cittadini. E c’è ancora chi, come Brunetta, continua a sciorinare ottimismo affermando in modo convinto e deciso che entro 3 mesi in Italia tutto sarà a posto. Questo lo dice al direttore di una testata (Il Giornale) di proprietà del suo capo, ma tutti sappiamo che quel quotidiano è specializzato a collezionare florilegi di stronzate per cui una più una meno non fa differenza.
Tranne Di Pietro, i leader delle forze di opposizione presenti in Parlamento straparlano in modo balbettante senza produrre uno straccio di proposta concreta su come far fronte a questo disastro economico possibilmente senza svuotare le tasche dei cittadini.
Questa continua presa in giro sui costi della politica sta diventando veramente intollerante. Sappiamo benissimo tutti che gli si girerà attorno per mesi ma le cose rimarranno tali e quali perché in fondo fanno comodo a tutti 12.000 euro e più mensili.
Per quanto concerne l’abrogazione del “porcellum”, anche qui vedo poca sostanza e poca chiarezza di idee soprattutto nel PD che, come sempre, non si capisce mai come la pensa veramente. Andrà a finire come per gli ultimi referendum, ripensamenti dell’ultima ora e – in caso di successo – appropriazione indebita della paternità dell’iniziativa. Ormai li conosciamo bene!
E’ giusto quanto dice Nichi: il tempo dell’alternativa è ora e non ci si può più permettere di perder tempo. Oltre alla crisi, oltre al porcellum, in Italia si devono affrontare e risolvere problemi che sono tuttora aperti e che rischiano di rimanere relegati nel dimenticatoio come la precarietà, la disoccupazione e il welfare in genere. C’è una massa enorme di giovani che reclamano il loro futuro ai quali vanno date risposte concrete e non fatue speranze. Ci sono i pensionati – che dopo aver lavorato una vita – vedono i loro già esigui proventi rapinati da un governo incapace, che sta annaspando ma che continua a volersi parare il culo mantenendo i propri privilegi.
Un’alternativa, per essere tale, deve potersi avvalere di idee, di programmi, di confronti – anche accesi se necessario – e soprattutto di una sana voglia di ridare dignità e credibilità a questo paese che sta andando sempre più alla deriva.

Mario Liso 11 agosto 2011 - 01:21

ad esempio caro garry (ma un ome e cognome nn ce l’hai?) io sono favorevolissimo all’abilizione del porcellum. ma neanche per sgno accetterei l’uninominale con premio di maggoranza. uno perchè se devo scegliere il candidato devo sceglierlo io e non i partiti, due perchè il premio di maggioranza è una truffa. attribuisce voti eleatori ed inesistenti a chi prende un voto in più dell’altro. ed il, persona comune, non condivido le scelter del segretario. preferisco le mie.

Mario Liso 11 agosto 2011 - 01:12

MA GARRY. E’ tutto quello che vogliamo cambiare. Tu immagini di pietro, bersani e vendola a discute su si tav, no tav, si nucleare, non nucleare e cercare la quadra su posizioni che in partenza sono incociliabili. è così garry, è inutile che fingiamo di essere uguali. i programmi, le idee, le prospettive sono diverse. noi dobbiamo solo decidere se stare insieme oppure no. insieme ci stiamo cedendo quote di potere in favore della coalizione. la coalizione si costruisce intorno ad idee precise che non scelgono e contrattano i segretari, ma la gente, il popolo, gli elettori del csx. se non facciamo questo passaggio allora abdichiamo e chiediamo ai segretari di illuminarci su cosa deve essere l’italia futura. per come scrivi e per cosa dici, non mi sembri uno che delega. anzi. sei sempre pronto a dire la tua. perchè vuoi impedirtelo? siamo oi che decidiamo. non i segretari. e poi se dovesse vincere bersani enon vendola, con un programma liberista, e bhè, bisogna prenderne atto. vorrà dire che il popolo del csx la pensa così e non come vendola e di pietro. e se il polo la pensa così bisogna mettersi al servizio del polo, non fare i maestrini. la democrazia è la cosa più faticosa che esista. lo so, sarebbe meglio trovarsi davanti ad una birra io e te e decidere. ma ti giuro, non funziona così

Riccardo Rifici 10 agosto 2011 - 23:32

giudico demenziale raccogliere firme per il referendum sul mattarellum, giudico tardiva e poco chiara come contenuti la proposta di manifestazione per il 1 ottobre.

Paolo 10 agosto 2011 - 21:12

Sono d’accordo con Nichi, bisogna agire. Ma nel momento in cui scrivo, l’articolo a cui rispondo e’ gia’ vecchio. Nell’arco di due giorni la crescente pressione dei mercati, a cui e’ stato dato troppo potere negli ultimi decenni (mai dovremmo stancarci di ricordare le ragioni per cui siamo a questo punto), sta dando la scusa al peggior governo della storia repubblicana per affossare definitivamente ogni criterio di civilta’. E lo fanno anche con una frenesia senza limite, con il concreto rischio di gettare sul lastrico inetere famiglie di lavoratori, pensionati, colpendo sia giovani che meno giovani, con l’unica accortezza di salvaguardare, come al solito, le fasce sociali che rappresentano: evasori fiscali, criminalita’ organizzata, faccendieri, speculatori, bottegai di ogni risma.
Questo per dire che NON POSSIAMO ASPETTARE IL 1° OTTOBRE, bisogna bloccare i palazzi ad oltranza fino alla caduta, all’egiziana, una volta per tutte. E che il responsabile sia assicurato alla giustizia. Anche se dovesse farla franca e volare ad Antigua, dovremmo autorizzare squadre speciali per riportarlo al gabbio in catene.
Vi devo davvero ricordare le recriminazioni sul gia’ pernicioso operato di questa marmaglia di nani e ballerine? Da quando si sono insediati, sotto la spinta ubriaca dei bottegai dalla corta visione che speravano (illusi) in una riduzione delle tasse che non si sarebbero poi rimangiati, hanno messo tutti gli italiani gli uni contro gli altri, con quei giornali di proprieta’ che incitavano all’odio di categoria, moderna variante dell’odio di classe. Tutto questo veniva operato per coprire le oscure manovre con cui i piu’ inopportuni balzelli venivano caricati sulle spalle del mucchio del ceto medio, comoda mucca da mungere, mentre si tralasciava quel 10% di confindustriali e grandi evasori, i patrimoni senza fine ed i redditi dirigenziali. Naturalmente non si eseguivano neanche i doverosi controlli, nella fascia del 10% della popolazione piu’ povera, per estrapolare dai tanti beneficiari a scrocco, i piccoli evasori di antica arte arrangiata. E si e’ colpito con leggi ed aliquote (*) al limite della barzelletta quel 50% della popolazione che “sta in mezzo”, specie nella categoria dei dipendenti e dei pensionati, inchiodati alla croce della trattenuta alla fonte, mentre non un solo passo e’ stato fatto sul cammino della tracciabilita’. Ma non ce n’e’ davvero per aspettarli coi forconi il 1° di settembre?
Intanto iniziamo noi ad isolare socialmente e con gesti economicamente concreti i fiancheggiatori dell’esportatore di capitali ad Antigua.
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(*) sulle aliquote: pare davvero brutto mettere a punto una formula di tipo parabolico che tenga conto in maniera bilanciata di reddito e patrimonio, che oltre ad assicurare l’ovvio (e costituzionalmente sancito quanto ultimamente disatteso) criterio della progressività, abbatta anche di colpo tutte le sperequazioni di scaglione?

Mario Liso 10 agosto 2011 - 21:04

ma cosa dici garry? certo che può partecipare chiunque, ma mica con nome e cognome. si partecipa con il programma. e vorrei vederlo il programma del fantomatico leghista come fa a prendere i voti nel csx, visto che si sta parlando di eleggere il candidato premier del csx. è vero, hanno partecipato altrove anche i senza tessera, ma a milano sono stati costruiti laboratori e lo stesso pisapia non era espressione di alcun partito. non era uomo di partito. era già altro.

Roderigo Di Castiglia 10 agosto 2011 - 20:12

Prendo atto che oggi in questa “splendida comunità” non è possibile discutere nè civilmente nè liberamente.
Buona continuazione.

Luciano Chiodo 10 agosto 2011 - 19:44

Andiamo in piazza. Il tempo dell’alternativa è ora.
Ma non riusciamo come SEL a fare qualcosa prima di ottobre?, un’iniziativa a Roma adesso, con chi c’è, un volantino, un comunicato stampa, portiamo tra la gente LA POSIZIONE DI SEL sul nuovo attacco alle condizioni dei lavoratori, dei precari, dei pensionandi e dei pensionati

Luisa 10 agosto 2011 - 19:42

Chiedo ai moderatori del sito di cancellare i commenti che parlano di altro, che vogliono spiegare come si gestisce un sito e agli altri di cosa si deve parlare. Non se ne può più. Grazie. ps esprimetevi sull’argomento e in modo civile e nessuno verrà cancellato, com’è sempre stato su questo sito e in questa splendida comunità.
Lu

Roderigo Di Castiglia 10 agosto 2011 - 18:41

Commento Off Topic. Ricordiamo agli utenti che i commenti che entrano in altri argomenti che non hanno niente a che fare con l’articolo saranno cancellati. Vi preghiamo di rispettare le minime regole di convinvenza del web e di una comunità.
Grazie,
Red.

Alfredo Giusti 10 agosto 2011 - 18:03

Cari amici,

sono veramente sconcertato per la cancellazione del mio messaggio, che era pienamente pertinente al post di Nichi.
La nota di giustificazione è ridicola.
Se non lo rimettete immediatamente al suo posto e non mi comunicherete di averlo fatto affinchè possa verificarlo, riempirò ( molto a malincuore ma senza alternative a questo vostro atto di prepotenza)i siti di tutti i partiti, che si inventano le accuse e saranno felici di avere verità, con questa notizia di censura , allegata al testo da me inviato.

Spero in un risveglio di razionalità e di democrazia e saluto cordialmente

Alfredo Giusti , portavoce dell’Associazione “Con Vendola, per una sinistra più forte e rinnovata” Sarzana (SP)

Caro Alfredo,
nessun sito di ogni altro partito è “libero” quanto il nostro nel grado di interazione con gli utenti e di libertà di espressione. Gli articoli sono commentabili anche da utenti non registrati, raramente succede altrobe. Abbiamo sempre accettato e mai censurato le critiche (siamo pure usciti su importanti quotidiani nazionali e sui tg per questo). Se il commento esce dall’argomento, lo riteniamo “Off Topic”. Così abbiamo sempre fatto, così funziona in tutto il web. Questa è la comunità di tutte e di tutti, commenta l’articolo e sarai pubblicato. Come puoi vedere, all’interno del sito, i commenti critici non mancano mai. A dimostrazione che non c’è censura.
Grazie della disponibilità,
Red.

Ester 10 agosto 2011 - 17:23

Nichi, non pensi sia arrivato finalmente il momento di chiamare a raccolta l’elettorato socialista disperso e scoraggiato?
Chi se non Te lo puo fare?

Luciano Chiodo 10 agosto 2011 - 16:37

Mi sono già espresso più volte, adesso per sintetizzare mi limito a dire che CONCORDO CON IL COMMENTO DI NADIA PERUZZI FIRENZE delle 13,31.
E’ possibile che solo SEL non dica nulla su queste cose?
Ma chi deve parlare con i lavoratori, i precari, i pensionandi e i pensionati? Noi non abbiamo niente da dire?
La priorità per noi è la legge elettorale?
A scanso di equivoci, io sono di SEL e a queste domande non ho ancora sentito delle risposte.

Antonio 10 agosto 2011 - 16:11

X Gianni Ficini : Secondo te quindi non si deve discutere di nulla , guarda che questa pagina è nata proprio per questo , dal confronto posso scaturire idee , linee politiche . E’ troppo semplice dire VAI NICHI !! SIAMO CON TE !! questo è a priori … noi tutti non mancheremo il primo ottobre, noi tutti daremo una mano per i referendum elettorali. Poi scusa eh ma non è corretto appropriarsi di una vittoria che non è di SEL , cioè i referendum dell’acqua e nucleare, abbiamo partecipato in modo massiccio, come tante altre realtà . . .

Nino 10 agosto 2011 - 16:10

c’è da distinguere tra i profeti, che vivono sulle nubi come il socrate di aristofane, e chi ragiona sui fatti.
I secondi non profetizzano nulla, semplicemente raccontano ciò che evidente, anche se non a tutti.
Ed è evidente, come la luce del sole, che, dopo gli sconvolgimenti borsistici e i dictat della bce e della commissione europea, le primarie sono state azzerrate.
Chiedete ora ai membri del pd e dell’idv se hanno intenzione di farle e sentirete una risposta nient’affatto positiva.
Risposta che continuerà ad essere negativa soprattutto quando si comincerà a parlare di elezioni.

Luisa 10 agosto 2011 - 15:55

Il 1 ottobre tutt@ in piazza!

Gianni Ficini 10 agosto 2011 - 15:49

1 ottobre Manifestazione nazionale per l’alternativa. E Nichi, lascia stare i falsi profeti che tanto non ne azzeccano mai una. Le primarie non dovevano esserci nemmeno in Puglia, poi si sa com’è andata. Ce la faremo, come ce l’abbiamo fatta con i referendum dove non ci credeva nessuno! Un grande abbraccio Nichi! Ps per tutti quelli che non sono di SEL ma di altri partiti: commentare non significa far diventare un sito il proprio sito dove rispondere a tutti. C’è il forum per discutere in libertà.

Nino 10 agosto 2011 - 15:22

se le primarie si tenessero, non ci sarebbe partita, vendola vincerebbe per ko.
Il problema per sel, che ha deciso di costruire la alleanza strategica col pd sulla promessa delle primarie, è che, ormai, non si faranno piu’.
I dictat programmatici della bce e della commissione europea all’italia sono accettati da tutti i partiti presenti in parlamento compresi, perciò, pd e idv.
Questi per applicare la ricetta nella prossima legislatura si alleeranno col terzo polo, proponendo come leader un monti o un montezemolo.
E’ ovvio che le primarie, date questi fatti, non si terranno piu.
Gli ex alleati di sel chiederanno si al partito di sottoscrivere la alleanza col terzo polo, ma a quel punto sarà evidente che sel sarebbe, se accettasse la proposta,una mera appendice, nemmeno influente.
E’strano che vendola non si avveda di ciò e parli ancora del programma di una alternativa che non c’è.

Marco 10 agosto 2011 - 14:32

Mi sembra un po’ debole in un momento di crisi epocale la solita diatriba sulle legge elettore, che viene fatta e disfatta,essendo legge ordinaria,dalla maggioranza di turno,secondo le proprie convenienze.
Questo dibattito,non appassiona e mi sembra che cosi’ andiamo alla frutta.
Penso di avere altro da fare.Molto movimento (apparente) e poche idee.

Antonio 10 agosto 2011 - 14:24

A me il post di Alfredo Giusti non sembrava fuori luogo, non ho capito perchè è stato cancellato , comunque è bene che si faccia chiarezza , una domanda che faccio e spero il coordinamento nazionale possa rispondere :
Perchè si è dato vita ad un controreferendum ?
Perchè si vuole reintrodurre il matterellum, considerato il fatto che è risultato un fallimento ?

Come altri compagni chiedo di farci sapere qualcosa in merito al famoso patto di crescita , dove si legge di privatizzazioni , liberalizzazioni , modernizzazione del sindacato ect ect … qual’è la nosta posizione politica ?

Ci sono documenti presenti nel sito che rispondo all’argomento e ai temi indicati, documenti approvati dal coordinamento nazionale e dall’assemblea nazionale nonché posizioni dei compagni e delle compagne che hanno incarichi di responsabilità sugli stessi. Sono stati pubblicati varie volte e commentati assiduamente. Ci spiace che ti siano fuggiti, in ogni caso, basta fare una piccola ricerca. C’è la sezione “cerca”.
grazie.
Red.

Marina Prati 10 agosto 2011 - 13:43

Non ho letto gli 82 commenti,quindi può darsi che qualcuno l’abbia già detto,comunque proporrei che il 1° ottobre si lanci un appello affinchè la giornata diventi di mobilitazione internazionale. Tutte le piazze delle capitali d’Europa si riempiano di indignati, globalizziamo la protesta,rendiamola visibile, concreta ed efficace. Proviamoci.

Nadia Peruzzi Firenze 10 agosto 2011 - 13:31

L’IDV domani fa un sit in davanti a MONTECITORIO… con queste parole d’ordine…
Buona idea.
“‘Basta privilegi alla castà, ‘Tagliate le Province’, ‘Giù le mani dai più poveri’, ‘Lotta alla corruzione e all’evasione fiscale’, ‘Non possono pagare sempre i più poveri’. Con questi cartelli – annuncia il senatore dell’Italia dei Valori Stefano Pedica – sarò presente domani con una delegazione dell’Idv e con cittadini e lavoratori, davanti a Montecitorio in attesa di sapere dal presidente di Pietro, che ci raggiungerà alla fine dell’informativa del ministro Tremonti, se davvero il governo ha intenzione di salvare il Paese dalla crisi con interventi seri, che agiscano prima su chi più ha, a partire dalla casta. Saremo lì a presidiare dalle ore 10″.

Facciamo qualcosa di “eclatante ” anche noi?? sarebbe necessario.

Alfredo Giusti 10 agosto 2011 - 10:25

Commento Off Topic. Ricordiamo agli utenti che i commenti che entrano in altri argomenti che non hanno niente a che fare con l’articolo saranno cancellati. Vi preghiamo di rispettare le minime regole di convinvenza del web e di una comunità.
Grazie,
Red.

Mario Liso 10 agosto 2011 - 09:42

Per Garry
posto qua un mio articolo già pubblicato dal sito

Le amministrative ed i referendum hanno insegnato che a sinistra la partecipazione popolare è un’arma in più per vincere e per cambiare. Ma c’è un ma. Tutti dicono che bisogna fare le primarie, ma poi aggiungono che bisogna prima fare la coalizione e soprattutto il programma. Non mi torna qualcosa.

Le primarie dovrebbero servire ad allargare il più possibile la partecipazione. Ma se facciamo prima la coalizione, alle primarie parteciperebbero solo i militanti dei partiti che accettano di stare in coalizione. Ed i senza tessera? Non dovrebbero partecipare? E le donne di “se non ora quando”? sono escluse? Ed i comitati referendari che hanno chiesto che si evitassero le sigle dei partiti nei comitati? Sono fuori? E quelli che da anni non votano? Esclusi anche loro? Ma se escludiamo tutti questi, dove sarebbe il valore aggiunto, l’allargamento di cui tutti parlano?

Altra cosa. Prima il programma condiviso, poi la scelta del leader. Ma se così fosse, perché chiamare i cittadini a scegliere il leader se una volta eletto deve fare quello che sta scritto nel programma deciso dalle segreterie? Su che cose lo scegliamo? Sulla base dei gusti sessuali dei leader? Le primarie devono servire a scegliere la persona che incarna una visione, un programma, un’idea dell’italia che vogliamo.

Allora per fare primarie vere e non falsate dai soliti giochetti delle segreterie, ogni candidato presenti il suo programma e lo sottoponga ai cittadini italiani. Tutti, nessuno escluso.

Saranno loro a dire da chi vorranno essere governati e per fare cosa. A me sembra chiaro che il percorso debba essere questo. Chi non lo capisce (o fa finta di non capire) evidentemente spera di giocare sporco. C’è chi vuole contrattare scelte liberiste che devono essere salvaguardate, chi invece cerca di salvare la sua presenza con atteggiamenti giustizialisti. Ma davvero questi pensano che gli italiani possano ingoiare una farsa del genere?

Se volete politiche liberiste, presentatele e sottoponetele al giudizio degli elettori. Se volete salvaguardare la vostra presenza ed il vostro ruolo, smettetela di gridare e dite cosa volete fare per l’italia.

Questo non escude comunque il ruolo dei partiti. I candidati alle primarie hanno tutti un partito alle spalle. E’ con i rispettivi partiti che va costruito il programma da presentare. Questo per far si che ci sia un’ampia partecipazione e condivisione dei temi che saranno presi in considerazione. E non è da escludere anche la partecipazione di qualche candidato della cosiddetta società civile che potrà presentare un suo programma con la partecipazione dei movimenti civili che hanno rimpito le piazze in questi ultimi anni.
Per la prima volta le primarie saranno un momento di profondo cambiamento per la politica italiana. Per la prima volta infatti, più che un candidato alle elezioni si andrebbe a scegliere un leader di coalizione.
Quale dovrebbe essere il ruolo politico legato ad una singola figura? Quale significato avrebbero a questo punto i partiti, se la loro autonomia è messa in tutto o in parte nelle mani di un tale capo? Staranno alla coalizione come oggi le correnti stanno ai partiti? Quali aspetti del loro potere le dirigenze di partito vorranno o dovranno cedere al leader di coalizione? In che modo verrà scelto lo staff che lo affiancherà, e come si rapporterà tale staff con le attuali segreterie di partito? Di quali e quanti poteri avrà bisogno questo supersegretario per non essere logorato anzitempo dai partiti in suo sostegno e diventare un generale senza truppe al momento del bisogno?
In ballo c’è la struttura stessa della politica, che rischierebbe di formalizzare e cristallizzare un livello di aggregazione superiore a quello dei partiti, con regole tutte da scrivere – come si formalizza una coalizione? come si entra in una coalizione esistente? quanto conta un partito in una coalizione? come si esce da una coalizione? – e con necessità di intervento e controllo che si estenderebbero ben al di là della semplice figura del leader. E’ su questo che la coalizione ed i partiti dovranno lavorare prima delle primarie. Fatte le regole, si apra la partita, ognuno presenti la sua idea di paese, la gente sceglierà quella più condivisa.

Noi non vediamo l’ora di dare il nostro parere su quello che sono e su cosa vogliono fare
Si facciano le primarie subito. E vinca il migliore. E la migliore idea dell’Italia.

Giuseppe Pappalardo 10 agosto 2011 - 08:33

Se facciamo le proposte giuste e se le pubblicizziamo abbastanza, potremmo raccogliere la maggioranza assoluta degli italiani.
Bisogna dire a tutto campo, utilizzando pure i canali pubblicitari a pagamento (i soldi arriveranno dalla gente), le seguenti due cose:
1) Abolizione delle province
2) Abolizione totale dei privilegi alla chiesa cattolica.
Si tratta di due riforme strutturali su cui l’unione europea non avrebbe nulla da ridire.
Un iscritto

Carlo 10 agosto 2011 - 00:35

Finché il FMI imponeva le politiche economiche di stati tipo Argentina, Messico o qualche altro paese sudamericano o africano,nulla da eccepire . Dicevamo lì può succedere,sono paesi dove le masse operaie e contadine,così chiamavamo la gente i popoli di quei Paesi,non possono reagire perché la CIA….,perché la dittatura…. Poi è successo che quei popoli hanno votato dirigenti fortemente legati a loro,alla cultura nazionale,ai bisogni delle persone in carne ed ossa,bandendo politici e politiche a loro estranee.E adesso cercano di affrancarsi dalla povertà e dal sottosviluppo a cui li avevano costretti quelle politiche. Ora che FED,FMI,BCE,grazie ai giudizi delle agenzie di rating dettano le politiche a governi “democratici”quali quelli di Portogallo, Grecia,Irlanda,Islanda, Italia,Spagna e addirittura USA, rischio la messa in mora degli stessi Stati,c’è qualcuno in Italia,in Europa nel mondo che pensa non sia più possibile aggiustare,manovrare(crescita generica a danno dei diritti dei lavoratori,dei loro redditi;pareggio di bilancio tramite tagli allo stato sociale, ecc..),ma che è il “sistema “nel suo insieme a non reggere più? Dopo questa buriana che aumenterà le disuguaglianze(per usare un eufemismo) c’è qualcuno in grado di fare un’analisi sui prossimi 15/20 anni? Allora il I ottobre(o qualsiasi altra data di qualsiasi altro partito/movimento)si,scendiamo in piazza, ma se non mettiamo in cantiere una politica,una cultura di cambiamento….. In America Latina ci stanno provando,in Islanda anche,ognuno con la sua ricetta. Un altro mondo è possibile,si diceva ….E’ POSSIBILE?

In merito al”porcellum”, abrogarlo per fare cosa? Ripristinare il”mattarellum”? Non mi sembra una buona idea;e poi se il referendum cancella qualche articolo,qualche comma di questa legge “proporzionale”,come può introdurre un altro sistema per di più maggioritario? No, si aggiunge confusione alla “porcata”. E’ meglio elaborare una nostra proposta di legge elettorale e poi se ce ne sarà data la possibilità confrontarla con altre. Imbarcarci sul referendum elettorale non mi convince.

Andrea Tombelli 9 agosto 2011 - 21:51

@ Garry

o Garry guarda che ci stai veramente stancando, non dici niente di nuovo, solo le solite e vecchie polemiche , abbiamo bisogno di fatti e di idee non di sterili ed autoreferenziali polemiche, nessuno ti obbliga a venire su questo sito, invece di fare il maestrino con la penna rossa perchè non proponi qualcosa di buono?

Nino 9 agosto 2011 - 20:45

nb:
dopo le richieste dei mercati finanziari all’italia di tagliare il walfare, qualcuno ancora pensa che il pd possa fare le primarie, con il rischio di spaventarli con la vittoria di vendola?
E’ evidente che l’obiettivo dei democratici è quello di allestire un’alleanza con il terzo polo e presentare un candidato che i mercati considerino loro amico, monti o montezemolo.
Le primarie, ormai, sono sfumate e così anche la alleanza tra pd, idv e sel.
Vendola e sel, ormai, e questo è un bene,dovranno pensare a fare l’opposizione con la fed ai programmi voluti dai mercati finanziari.

Nino 9 agosto 2011 - 20:37

dice vendola che il tempo della alternativa è ora.
Ma se si guarda ai dictat della bce e dei mercati finanziari all’italia, è evidente che è l’ora dell’opposizione della sinistra, ma non dell’alternativa, che programmaticamente non esiste e non esisterà nei mesi ed anni futuri, per il fatto che il pd e l’idv concordano a grandi linee con le richieste.

Roderigo Di Castiglia 9 agosto 2011 - 18:40

Cari gestori di questo spazio di discussione,cari compagni, scusate l’ignoranza in materia di censura, ma “Commento O.T.”cosa significherebbe?

Luciano Chiodo 9 agosto 2011 - 17:04

Francesco Cerino, mi spiace che hai interpretato male il mio intervento, certamente critico, ma non polemico.
Io sono di SEL da sempre, prima ero di SD, e via via da quando avevo 17 anni.
Non sto pensando a me ma a chi, magari donna, fa un lavoro massacrante, le hanno già allungato di 1 anno e tre mesi il pensionamento, e se non va in pensione lei il precario non può stabilizzare il suo lavoro.
Questi sono i problemi su cui SEL avrebbe dovuto fare una manifestazione già da luglio, o almenno un comunicato stampa, un volantino.
Io sono indignato che un precario guadagni 500 o 700 euro al mese, quando li guadagna, e un parlamentare 13000 al mese.
Deve essere SEL a intervenire su questi problemi, non Grillo o l’antipolitica.

Luisa 9 agosto 2011 - 16:56

Bene Nichi! Ci vediamo in piazza!

Francesco Cerino 9 agosto 2011 - 16:55

Luciano Chiodo: ti posso dire una cosa? io ho 17 anni. E sinceramente non ne posso più di persone come te che scometto di anni ne hanno almeno 60, che sono pensionati, che non sanno cosa è la precarietà e trovano tutti i modi per fare polemica inutile. Sono di una generazione rovinata da quella che mi ha preceduto e continuate ad avere gli stessi modi e gli stessi metodi per rovinare la sinistra e la nostra comunità. Ci sono commenti negativi di 3-4 persone e questo significa che in sel serve dibattito? Ma in base a cosa? SEL ha 45000 iscritti e il fatto che tu commenti significa che c’è bisogno di dibattito? Io ho 17 anni e sono stufo di chi si lamenta sempre. I contenuti? Quali saranno mai? ci sono documenti approvati dal coordinamento (sono lunghissimi, infatti ci si è pure lamentati. E ora ci si lamenta per il contrario). Sono stufo delle persone che abitano questo sito solo per commentare polemicamente il nulla. E’ agosto e ci sono persone come me che ancora scendono in piazza con il proprio banchetto. Tu dove sei? ci diamo appuntamento? Viva Nichi, viva SEL, viva la buona politica. Ci vediamo il 1 ottobre a Roma per cambiare questo paese e anche un po’ di italiani di cui non se ne può più. Nichi non mollare!

Fra Di Maio 9 agosto 2011 - 16:51

Caro Garry,
le primarie sono l’unico mezzo per sparigliare il sistema politico non solo per eleggere Nichi. Sono l’unico strumento che abbiamo per ridare voce e parole a un popolo, come è stato fatto per i referendum. Il resto è pura demagogia, chi critica le primarie deve sapere cosa va incontro: che i programmi verranno decisi dai segretari di partito. Io sono di rifondazione, ma voglio le primarie perché non mi fido di Ferrero, che si mette al tavolino per negoziare 4 posti in lista e un accordicchio. Io voglio le primarie perché voglio vincere e vincere bene. Non rendersi conto, sopratutto a sinistra, che Nichi Vendola è l’unica chiave per aprire il portone della vittoria è autarchia e snobismo. Io voglio le primarie e voterò Nichi Vendola, anche se sono di Rifondazione. E andrò pure il 1 ottobre in piazza perché non sono gelosa della mia bandiera e considero, all’età di 67 anni ancora il partito uno strumento. Quando leggo certi commenti penso “non sono giovani, sono sempre i soliti che frequentano politiche e vecchi meccanismi da anni”. Poi vedo i giovani e mi consolo. Perché mentre noi non possiamo fare niente perché inadatti, loro possono cambiare il mondo e anche noi. Viva le primarie, viva i ragazzi e le ragazze di questo paese che mentre voi discutevate sul sito hanno cambiato l’Italia. ps poi ti inviterei a essere meno presuntuoso, perché non è Vendola che impicca un’intera comunità politica, ma tutta SEL che nasce e vive per le primarie, con il voto, l’adesione unanime e il consenso dei suoi iscritti e iscritte. Non devi commentare per cambiare SEL, visto che nemmeno nei fai parte, ma per dire la tua. Come faccio io, con rispetto e senza presunzione

Luciano Chiodo 9 agosto 2011 - 16:47

Il numero degli interventi dimostra la necessità di un maggiore confronto all’interno di SEL.
Seconda considerazione, breve: ma con i problemi drammatici di queste ore, ci sono persone in carne e ossa che seguono con trepidazione la discussione sulle possibili nuove misure “sociali”, incertezza su quanti anni si dovrà ancora lavorare prima di poter andare in pensione, in particolare per le donne, passaggio dal retributivo al contributivo, con conseguente taglio al valore della pensione, oltre ai problemi già noti di precarietà, disoccupazione, crisi aziendali.
E noi ci appassioniamo a un dibattito sterile sulla legge elettorale.
Problema che esiste, si, ma veramente pensiamo che sia questo quello che i soggetti che vogliamo rappresentare vorrebbero sentire da SEL?
Io credo di no.
Comincio inoltre ad avere il dubbio che sul tema, ampio e di premessa, del rinnovamento complessivo della politica, e dei relativi privilegi, siamo reticenti.
La manifestazione in piazza a Roma è necessaria, anche prima di ottobre, ma per dire cosa?

Tonino Fornaro 9 agosto 2011 - 15:30

Perchè avete cancellato il mio secondo intervento? Sarà perchè era una replica ?Ma anche altri replicano.Non costringetemi a lasciare questo sito anche se sono un militante del coordinamento provinciale di SEL.

Perché era off topic. Se vuoi parlare di argomenti che non hanno a che fare con il merito di questo puoi aprire un thread nel forum.
Grazie.
Red.

Mario Liso 9 agosto 2011 - 14:52

Sono d’accordo per l’abilizione del porcellum (ci mancherebbe altro). Non sono d’accordo per l’uninominale. Lo conosciamo già e ne conosciamo tutti i difetti. Con questo sistema le coalizioni si mettono d’accordo fra loro e con uno scambio di favori riescono a far eleggere i candidati graditi alle segreterie. Ricordate quei poveri elettori del mugello costretti ad eleggere e farsi rappresentare da di pietro? Potrei accettarlo solo se tramite primarie si sceglie il candidato del collegio. ma di gran lunga preferirei una lista di candidati con libertà di scegliere il migliore.

Pasquino50 9 agosto 2011 - 12:54

Va bene chiamare alla piazza, mantenere un’esercizio di “democrazia” è sempre auspicabile.
Sono, però, profondamente esausto (di “piazze” ne ho fatte sin dal ’68) dal senso d’impotenza che oggi ne scaturisce.
Tutti “compresi e compressi” nel “disegno democratico attuale”, la piazza può diventare uno strumento “negativo” se utilizzata per il contenimento e regolamentazione del disagio sociale esprimibile. Detto in breve: l’organizzare piazze non può essere più una mera dichiarazione di intento democratico non violento, contenuto nel “vivere civile” e riguardoso verso le istituzioni “repubblicane”.L’ipocrisia che le “rivoluzioni” non debbano portare lutto e distruzione la lascio ai benpensanti borghesi. Altra cosa: le “rivolte” quando spontaneamente autorganizzate, declinano verso una sciagurata “repressione” se non capaci di produrre elementari concetti di difesa. A violenza si risponde con violenza doppia, la posta in gioco è la sopravvivenza. Me ne sbatto le palle della “forza delle idee”, quando quest’ultime vengono annichilite dalle armi dissimulate della “democrazia al potere”.
” Un’oncia di azione vale quanto una tonnellata di teoria” (F.Engels)
“Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha un lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli ed educarli? Questo non è un uomo libero.” (S.Pertini).
E’ora di scendere in piazza con lo spirito di coloro che “sono saliti in montagna”….
Delirante sfogo? Vedremo…..

Pierpaolo Pecchiari 9 agosto 2011 - 11:11

Tutto giusto, e sicuramente la modifica alla legge elettorale ci sta tutta. Ma i problemi che citi nella prima parte del tuo intervento non si risolvono con una modifica della legge elettorale italiana.
In Europa i partiti che fanno capo al PSE – ma non solo loro – sono tra i promotori e i più attivi sostenitori di una campagna che propone una serie di misure per regolamentare la finanza globalizzata più rapace e irresponsabile.
Questa campagna propone un pacchetto di misure decisamente interessanti, tra cui la tassazione delle transazioni finanziarie (gettito previsto nell’UE circa 200 miliardi di Euro/anno) e l’istituzione di un’agenzia di rating europea e indipendente – chi ha letto l’articolo di Paul Krugman sul NYT, ripreso oggi da Repubblica, su S&P gli altri suoi degni “compagni di merende” non può non chiedersi in che mani siamo finiti.
Ma la campagna è molto più articolata.
Invito tutti a visitare il sito http://europeansforfinancialreform.org/en
Purtroppo è nelle principali lingue dell’Unione, ma non in Italiano. Probabilmente perché qui da noi si discute della casa di Tremonti, delle notti brave di Berlusconi e delle primarie del PD… Scherzi a parte, il livello del dibattito pubblico italiano su questi temi è talmente basso – interventi di questo o quel tecnocrate a parte – che non c’è da stupirsi se poi ci ritroviamo un governo Draghi con ministeri decentrati non a Monza, come nelle più deliranti fantasie leghiste, ma direttamente a Francoforte… E’ ora che a sinistra ci si risvegli, e già da tempo sono convinto che l’unico partito che può dare veramente una scossa sia SEL.

Gian Luca R. 9 agosto 2011 - 10:49

Il quorum si può raggiungere, per varie ragioni: questa legge è una truffa e gli italiani se ne sono accorti, non solo SEL si sta muovendo a favore di un referendum che cancelli la porcellum, il quadro politico oramai è in una fase di veloce cambiamento e non dobbiamo continuare a pensare come un piccolo pertitucolo di provincia ma come nuova forza trascinatrice ed inoltre gli ultimi attacchi di Travaglio al movimeno dimostrano che SEL a sinistra fa paura in soli due anni di vita si è andati oltre a ciò che altri hanno fatto in 15…
Per una rinascita di sinistra!!!
Ciao a tutt*

Gabriele 9 agosto 2011 - 10:47

la camusso schierata sulle posizioni della marcegaglia, non mi pare. signori il sindacato è debole perchè il popolo è debole. andando sui luoghi di lavoro e ascoltare i commenti dei lavoratori fa capire che la strada è lunga. forza susanna vai con la tua forza, che è la nostra e non ti fermare, i risultati arriveranno.
soli, il I° ottobre riempiamo a stento piazza navona, insieme si potrebbee invadere l’intera città. comunque io e la mia famiglia ci saremo.

Antonio 9 agosto 2011 - 10:37

si deve scendere in piazza per dire con forza che non accetteremo le liberalizzazioni , le privatizzazioni a tutti i costi, soliti tornaconti per ricchi e potenti, dobbiamo scendere in piazza per dire no alla modernizzazione del sindacato che altro non sarà un meccanismo per allinearci e per cancellare i diritti acquisiti negli anni . Dire no a questa maledetta globalizzazione che era nata con lo spirito di unire i popoli invece tramutata in una sorte di schiavismo legalizzato, sempre e solo a favore di poche multinazionali, che impongono a governi i loro sporchi intrallazzi . Credo che sarà molto difficile raggiungere il quorum per abrogare il porcellum , è rischioso , è pericoloso spendere tante energie per una legge elettorale , ci sono pezzi d’Italia che sarà difficile coinvolgere …

Ermes 9 agosto 2011 - 03:08

Anch’io difendo il proporzionale come modo democratico di scelta della classe dirigente di un paese. Anch’io ho paura del quorum.
Anch’io penso che sia necessario costruire un’opposizione forte su lavoro, diritti, solidarietà.
Però senza forzare col referendum, le segreterie di tutti i partiti – compreso il PD – si terranno ben stretti il sistema attuale (denominato porcellum da chi l’ha pensato) -.
E allora chiedo di lavorare per il referendum, e di parlare di dignità e pulizia, mentre si fanno anche le altre cose.
E questo significa non aspettare il primo ottobre, ma cominciare da agosto a lavorare per l’alternativa.
Per arrivare in Cina, occorre fare il primo passo.

Piero 9 agosto 2011 - 01:21

La legge elettorale è un obbrobrio ma il referendum è un errore
perchè non avrà il quorum in quanto non è in grado di mobilitare come lo è stato per l’acqua ed il nucleare complice Fukushima.E poi per ripristinare il mattarellum???
Quando saremo al governo e se ne avremo la forza dovremo ripristinare il proporzionale.
Per la situazione attuale drammatica con il governo e la UE
che vogliono scaricare tutto sulle spalle di lavoratori,pensionati e giovani senza futuro,dovremo cercare
di rovesciare la linea suicida della CGIL con la Camusso che
va a farsi imbrigliare in riunioni dove passano proposte
formulate dalla confindustria,dal governo e da sindacati gialli
facendosi rappresentare addirittura dalla Marcegaglia.
Ma che vergogna è mai questa.Ma quando mai la CGIL è stata così
succube di forze che nulla hanno da spartire con quelle che un
sindacato dovrebbe rappresentare.

Enza 8 agosto 2011 - 22:35

spero di poter venire se gli impegni di lavoro me lo permetteranno

Fra Di Maio 8 agosto 2011 - 22:13

Il 1 ottobre verrò a Roma, perché non ne posso più di questa vita precaria. Scenderò in piazza perché voglio un’altra idea di politica, di società, perché voglio le primarie e scegliere e sbagliare per conto mio. Perché credo che Nichi sia una brava persona, perché c’è un paese da salvare.

Claudio 8 agosto 2011 - 22:04

Bene, finalmente qualcuno che chiama la piazza. Bravo Nichi, bene SEL… e cerchiamo di avere più cura della nostra comunità.

Marcello Pesarini 8 agosto 2011 - 22:00

Perchè cancellate i commenti? Se non piacciono lo diranno gli altri utenti…

Non abbiamo cancellato niente, abbiamo spiegato sotto.
red.

Giuseppe Romano 8 agosto 2011 - 20:23

Buonasera a tutti, mentre vi scrivo non sono in vacanza e quindi questo commento è scritto in tempo reale. Chi li ha visti mai i giorni di vacanza?! Non so cos’è la vacanza. Oggi parliamo dei sistemi elettorali, che pur non essendo il padre di tutti i problemi che affliggono gl’Italiani è pur sempre un tema centrale del dibattito pubblico. Non vi è alcun dubbio che il sistema proporzionale sia quello più democraticamente rappresentativo. Quello maggioritario punta a dare maggiore stabilità alla compagine di governo. Quanto è stabile, infatti, il governo Berlusconi! E chi lo smuove? Le classi dirigenti prediligono il sistema maggioritario, le classi subalterne prediligono il sistema elettorale proporzionale. Governi che cadono presto non sono buona cosa; governi che non cadono mai non sono buona cosa. Governi senza consenso popolare chiaro e forte sono illegittimi politicamente; governi espressione di una minoranza pure sono illegittimi politicamente. Il sistema elettorale è l’insieme delle regole, condivise, di una democrazia rappresentativa per trasformare le preferenze degli elettori in voti e i voti in seggi. Il porcellum dà tanto a pochi e niente a molti, perciò è una porcata e deve essere abrogato. Auspicherei un sistema elettorale proporzionale corretto. Magari un doppio turno, alla francese, con premio di maggioranza a chi ha ampiamente preso più voti. E’ un’idea.

Francesco Berni 8 agosto 2011 - 19:23

ok…bene tutto !!! Bene l’abrogazione del porcellum, ma spero sia chiaro un NO netto al ritorno al maggioritario.
Se si propone il proporzionale alla tedesca sarò in prima fila…

Fabio Roda 8 agosto 2011 - 18:58

Non credo che il problema sia quello di cambiare la legge elettorale. Adesso il problema principale è fermare questi senza vergogna che ci stanno togliendo tutti i diritti acquisiti con anni di lotte. Ci vuole un presidio permanente davanti a Monte citorio. Il primo di settembre non il primo di ottobre, riuniamoci davanti a montecitorio e occupiamo la piazza antistante il parlamento. Non facciamoli più entrare ( o uscire). Mandiamoli a casa e senza stipendi, senza privilegi, senza più nulla. Delegittimiamoli sul serio, tutti quanti, non ci rappresentano, non ci hanno mai rappresentato, ci hanno solo sempre rubato ed usato. Mandiamoli a lavorare in miniera. riprendiamoci il paese che ci appartiene. Nazionalizziamo le banche e chiudiamo la borsa. Rintracciamo tutti i conti all’estero ed espropriamo tutto a chi non paga le tasse, ridistribuiamo la ricchezza. La legge porcellum ……… non me ne può fregare di meno.

Cinzia 8 agosto 2011 - 18:53

2 mesi mi sembrano un pò troppo, la situazione mi sembra già grave adesso.

Roderigo Di Castiglia 8 agosto 2011 - 18:45

Commento O.T.

Nadia Peruzzi Firenze 8 agosto 2011 - 17:58

D’accordo sul grido d’allarme. Piu’ che bene la manifestazione a Roma il 1° ottobre.Ma nel mezzo? C’e’ bisogno di proposte per rispondere alle bestialita’ che la BCE ci vorrebbe imporre. Siamo commissariati e ostaggi dell’Europa.A leggere il Corriere della Sera le famose e secretate misure che dovremmo prendere si scopre che sono arcinote:(potevano esserci dubbi?)Pensioni,privatizzazioni e mercato del lavoro! Solo Bersani fa finta di non saperlo e continua a chiedere che vengano esplicitate per capire a che punto siamo! Una volta che l’ha capito cosa fa? si lascia convincere che non c’e’ altra strada?? Caro Nichi come Sel dobbiamo assumerci l’onere di lanciare una proposta alle opposizioni,partiti,associazioni,cittadini,etc che si possano ritrovare attorno ad un progetto e a dei punti precisi che segnino il cambio di passo ed articolino una proposta per il governo che verra’. In ogni caso per segnare anche una linea al di sotto della quale non si e’ disposti a scendere nelle concessioni che si dovranno fare.I sacrifici debbono farli tutti a questo giro. Non esiste che si provi a far pagare ai soliti il prezzo della crisi che sono le classi dirigenti/dominanti ad aver causato. Non si puo’ pensare nemmeno ad semplice contributo una tantum da far pagare ai famosi ricchi. Noi quaggiu’ le tasse le paghiamo sempre e comunque. Abbiamo gia’ dato. Per la Bce gli unici esentati sono i piani alti e gli speculatori sara’ un caso??Ci sono i rapporti di forza. E’ vero che non sono a nostro favore,pero’ usciamo anche da una vittoria importantissima ai referendum in cui il concetto di bene comune e’tornato centrale. La battaglia sull’acqua da non consegnare ai privati,va estesa e fatta diventare generale. Anche perche’ l’obiettivo e’ lo smantellamento definitivo di cio’ che resta dello Stato sociale nel nostro paese. Possiamo contare su un capitale umano che va mantenuto vivo ,evitando che possa appannare le sue forze ed energie nel crogiolo della crisi e delle difficolta’ del momento. Mentre il governo tenta il suo attacco finale alla Costituzione e ai diritti (articolo 41,statuto dei lavori,etc),dobbiamo essere in grado di far uscire dalle stanze una risposta ampia,concreta,decisa. Su questa base potremo parlare al paese tendando di conquistare il consenso che e’ necessario per rendere possibile l’alternativa che vogliamo.

Alessio 8 agosto 2011 - 17:28

intendo dobbiamo sapere che legg elettorale vuole sel perchè se vuole il mattarellum io non sono d’accordo………in quanto sostenitore del sistema tedesco!……….ed inoltre ciò non si puo’ raggiungere con un referendum perchè non si raggiungerebbe l cuorum!!!!!insomma rifletteteci se non ci fosse stata la tragedia del giappone forse avremmo perso anche l’ultimo referendum dato che la gente aveva da 20anni che non andava a votare ai referendum!!!!!comunque la scelta finale spetta a tutto il partito poi ovviamente la minoranza si adeguerà alla maggioranza

Carlo55 8 agosto 2011 - 16:52

…va bene cosi come dice Nichi; noi proponiamo alla sinistra politica e quella sociale diffusa di prendere la parola;un segnale di massa è quello che si aspetta la gente, di vera opposizione e di alternativa ai conciliaboli del teatrino della politica.Bisogna
indirizzare il vento del cambiamento di questa primavera scorsa verso una tendenza contraria al clima di collaborazionismo passivo.Di fronte alla drammatica situazione descritta da Nichi,rispetto alle politiche del Governo prospettate con le manovre di bilancio,quale occasione migliore per proporre il tentativo di un rensablement,della Sinistra politica e diffusa,che sappia indicare ai cittadini, al popolo che in questo Paese si può ancora alzare la voce.

Lagunare Incavolata 8 agosto 2011 - 15:24

Ho i capelli bianchi, sono piena di dolori, ma anch’io scenderò in piazza, per i nostri ragazzi e la nostra dignità

Cosimo 8 agosto 2011 - 15:12

Caro Nichi, l’Italia dei campanili, del guelfoghibellinismo, delle mille torri non cambia mai. Neanche di fronte alla realtà: occorre ristrutturare lo Stato, da un punto di vista dei meccanismi istituzionali e da un punto di vista finanziario, occorre riconfigurare la situazione, trasformando la Repubblica in un elemento propulsivo e non nell’ìmbarazzante calderone conservatore e corporativo che è oggi. Occorre, soprattutto, smettere di pensare da italiani, cattolici, matriarcali, perdonisti, ipocriti, egoisti e anche un po’ crudeli, e cominciare a pensare da cittadini attori di diritti e partecipanti. Non si può firmare una delega in bianco per cinque anni al primo imbonitore in giacca e cravatta: occorre più democrazia sostanziale, occorre una legge elettorale maggioritaria, un parlamento unicamerale, occorre la sfiducia costruttiva, occorre una legge sul finanziamento dei partiti e sulla trasparenza delle lobby, occorre una riforma fiscale, occorre trasformare l’amministrazione dei ministeri e delle regole in amministrazione di servizio e di finalità, il cui output sia misurabile in termini di aumento del PIL, non in termini di carta prodotta e richiesta. Occorre tutto questo. O è la rovina: non fra vent’anni, fra venti mesi. O meno.

Gian Luca R. 8 agosto 2011 - 14:31

Militanti uomini e donne di SEL, è da poco che mi sono avvicinato al movimento e spero di poter trovare un luogo di incontro reale dove si possa costruire un nuovo concetto di sinistra in Italia, cosa assai ardua e complicata, ma credo che i tempi siano maturi e la convocazione della manifestazione del 1 di ottobre debba offrire a tutt* coloro che lottano per il cambiamento, una scadenza importante che vada oltre alla protesta contro la ‘porcellum’.
Vedo nei commenti una richiesta di proposte politiche e di chiarimenti sulle linee da seguire, ma io credo che questa sia la vera sfida del movimento e cioè che siamo noi stessi a dover arricchire l’idea di sinistra italiana, inoltre lo stesso nome ‘sinistra ecologia e libertà’ da lo spunto a ciò che sono oggi le necessità prioncipali nel nostro paese e non solo.
Quindi siano tutti i momenti di incontro sino al 1 otobre , momenti programmatici dove poter discutere dei cambiamenti necessari e possibili nell’Italia contemporanea, a cominciare dalla riconversione del sistema energetico, alla lotta contro la evasione fiscale, alla ricostituzione delle pene per il falso in bilancio, noto con piacere che qualcuno cita la Tobin Tax, bisogna studiare metodi che limitino lo strapotere della finanza speculativa vero furto nelle tasche di tutti noi che si prende come qualcosa di ineluttabile quando è criminale, alla gestione dei rifiuti da paese moderno, alla riappropiazione delle amministrazioni da parte delgli elettori/elettrici, ecc. ecc.
Io credo che le battaglie da fare siano molte e che in SEL ci siano già molte energie che si stanno muovendo per dare forza ad una nuova idea che vada oltre al liberismo selvaggio e che dia respiro ad un popolo impoverito e disilluso.
Gian Luca

Silvio Panetta 8 agosto 2011 - 14:21

Tutto è stato detto, apprezzato e criticato, sull’appello di Nichi. Io rimarco solo una cosa: scendiamo in piazza (io ci sarò) ma da quella piazza iniziamo a costruire davvero una valida alternativa. Lavoriamo tutti assieme perchè la vera l’alternativa sia una forza di sinistra capace di dare voce ai quei movimenti che oggi non hanno sponde politiche. Diventiamo la gente! Cosi si crea la vera alternativa. Ridiamo credibilità anche a SEL che ultimamente sembra essersi persa in giochi di palazzo.

Antonello 8 agosto 2011 - 12:53

Se non si dice che il capitalismo e le politiche ultra-liberiste sono il cancro del mondo, non ci sarà mai nessuna alternativa.

Carlol 8 agosto 2011 - 11:52

Qualche breve osservazione sull’appello di Nichi Vendola.
Il tempo dell’alternativa è ora. Quale alternativa? Non credo che la definizione dell’alternativa si sostanzi o meglio si esaurisca nella richiesta di cambiamento della legge elettorale.
Il concetto dell’alternativa non si può ridurre al mero cambiamento delle persone che rappresentano il popolo italiano.
Penso che il discorso sull’alternativa non si può limitare al messaggio : cambiamo le regole di elezione della rappresentanza per mandare in Parlamento e al Governo un altro Chi, diverso da quello attuale. Torniamo all’errore, o al vizio di origine del Referendum Segni che “fondando” la cd “Seconda Repubblica” ha ridotto il problema del cambiamento ad un fatto di ingegneria istituzionale (non costituzionale) predisposta per far emergere una nuova rappresentanza. D’Alema tempo fa lo disse in modo molto chiaro : pensavamo, ha affermato, che bastasse cambiare la classe politica per risolvere i problemi italiani.

Al contrario, a mio parere, il tema fondamentale all’ordine del giorno nel contesto di una crisi
globale che mette in discussione un modello sociale e produttivo è : cosa dobbiamo fare, quali nuove soluzioni avanzare per i gravi problemi che colpiscono le società in cui viviamo?

Tutto l’opposto di chi si limita a dire : l’alternativa è chi mettiamo al governo al posto dell’attuale personale politico, responsabile del fallimento.

Perciò a mio avviso più che di una manifestazione abbiamo bisogno degli Stati generali dell’opposizione costituzionale. Abbiamo bisogno di capire qual’è la radice del “male” o delle difficoltà storiche che attraversano le nostre società e formulare ricette che siano consone ad obiettivi di uguaglianza sociale e di difesa e rilancio delle democrazie europee.

La patrimoniale è una soluzione? Perché? Lo Stato sociale va riformato per salvarlo? Perché? I mercati (quali mercati?) minacciano la coesione sociale? Perché? La politica è ancora in grado di rappresentare l’autoriflessione e l’autocomprensione della società rispetto al suo movimento?

Da ultimo chiedo ai gestori del sito di aprire una sezione dedicata al dibattito all’interno della sinistra e alle proposte avanzate per esempio dal partito socialista francese, dalla Linke e altre formazioni.

Angelo Marotta 8 agosto 2011 - 11:19

D’accordo Nichi, fare qualcosa, qualunque cosa pur di smuovere questa palude stagnante in cui annaspa la politica italiana. Scuotere l’albero per vedere se qualche frutto buono rimasto sui rami, possa essere raccolto dalla sinistra. In questi giorni di sconquasso generale, il sentimento più diffuso sembra la rassegnazione e la conseguente consegna al volere delle speculazioni finanziarie e delle agenzie di reating. No! C’è un’altra via, quella dell’uomo, della lotta e della speranza. Abbiamo, come sempre, il dovere di provarci.

Michele 8 agosto 2011 - 10:24

Andiamo con delle proposte decise e chiare!!!

Alfonsodt 8 agosto 2011 - 09:37

caro NICHI,si movimentiamo le piazze per abrogare il porcellum,che fa del parlamento un grande fratello delle segreterie di partito e cioè un parlamento di nominati e non di eletti,ci hanno tolto la sovranità di scegliere,che bella democrazia. una volta montato i gazebo e iniziata la raccolta delle firme,cosa rispondiamo a chi ci chiede cosa proponiamo noi,
come sostituzione al famoso porcellum? possiamo dire che i cittadini torneranno
a scegliersi il proprio eletto e che questo sarà espressione del territorio e dei suoi abitanti,oppure dovrò dire qualcosaltro che allo stato attuale forse per mia deficenza non mi è ancora chiaro? – gradirei sè possibile una risposta chiarificatrice a riguardo,altrimenti anche sè sono pronto ad obbedire a tale chiamata,avrò serie difficoltà a far capire agli altri una cosa che francamente ancora non capisco io.-in attesa di quanto sopra,TI maondo un caloroso saluto,-alfonso di tullio mil/te SEL.-

Andrea Mostardini 8 agosto 2011 - 08:39

Mi associo a quanto detto da ” MILITANTE ” . Mi sembra come scritto da lui di navigare a vista , di fare bellissimi proclami in un italiano molto colto e ricco di aggettivi. Enunciare il termine ” Piazza” , il termine ” Cambiare ” , può essere affascinante ! Ma qui siamo in una crisi STRUTTURALE e non mi sembra di intravedere all’orizzonte qualcuno con l’idee chiare sul come uscirne ! A questo punto nemmeno Nichi ! Ci vogliono programmi , idee, cultura su come realizzarli, io penso a miei concittadini che sono precari , disoccupati ,in cassa integrazione, pensionati con la minima, malati con l’attuale assistenza sanitaria, studenti appartenenti a famiglie non benestanti , e allora parafrasando Tremonti dico che : con i CORTEI non si mangia !

Roberto D' Ambra 7 agosto 2011 - 22:31

Giusta la mobilitazione! Comunque ai primi di settembre ci sarà il tempo per articolare una posizione di SEL contro una risposta alla crisi in chiave neoliberista, come quella del governo priva di vera opposizione parlamentare, e che precisi che il costo della crisi non può continuare a pagarlo chi l’ ha già pagato abbondantemente. Inoltre andrebbe rivolto un appello alla sinistra europea per una proposta comune, alternativa allo strapotere della finanza e di tutela delle classi sociali medio basse alle quali la sinistra non può non far riferimento.
ovviamente queste cose possono esser dette molto meglio con l’ aiuto di economisti di area come Gallino, di cui ho visto nei giorni scorsi un efficace intervento su Repubblica, proprio su questi temi.

Luciano Chiodo 7 agosto 2011 - 21:42

Mi associo a Tonino Fornaro, e aggiungo che in una situazione sociale grave come questa, in cui cresce la preoccupazione tra giovani e anziani, e tra le donne che si vedono prolungare continuamente il diritto alla pensione, non sono sufficienti gli interventi dei singoli dirigenti, SEL deve, e doveva, fare sentire la sua posizione con un comunicato ufficiale da riprodurre in tutto il territorio nazionale con volantinaggi, banchetti, gazebo, ecc.
In queste ore si ricomincia a parlare di stretta sulla previdenza, assistenza, sanità. Ripeto, secondo me sta salendo l’indignazione verso una classe politica, non interamente, ma in buona parte, corrotta e che non vuole rinunciare ai suoi privilegi. Il problema della legge elettorale esiste, ma non rappresenta il tema principale con cui ritornare tra la gente dopo settimane di silenzio. Io credo che dovremmo inserire il problema della legge elettorale all’interno di una campagna più complessiva sul rinnovamento e la riforma della politica, se no saremo percepiti come distanti dalla gravità dei problemi.

Emanuele 7 agosto 2011 - 21:40

Alcuni dati: corruzione nella pubblica amministrazione 70 miliardi di euro l’anno. Evasione fiscale 270 miliardi. Fatturazione della mafia 200 miliardi. Da quando berlusconi nel 2008 si è insediato al governo, il debito pubblico è cresciuto di 200 miliardi, raggiungendo quota 2000 miliardi. Con i tagli lineari di tremonti è aumentato il debito, è diminuita la crescita, si sono persi posti di lavoro, si sono ulteriormente impoveriti gli italiani. Il 50% della ricchezza nazionale è nelle mani del 10% della popolazione ( banchieri, speculatori, lobbisti, grandi imprenditori, gruppi assicurativi, corrotti di tutte le cricche di stato e non). Il fallimento del paese non è più un rischio, ma una triste realtà. L’europa e gli usa ci hanno commissariato. Ci chiedono lacrime e sangue perchè i nostri titoli di stato si sono trasformati carta straccia. Banche, investitori privati e stati hanno iniziato a vendere i nostri btp al fine di non precipitare nel baratro insieme a noi. L’Italia ha un conto salatissimo da pagare. I suoi creditori battono con forza i pugni sul tavolo al fine d riscuoterlo. Berlusconi, Tremonti e Bossi, dopo aver negato per anni l’esistenza della crisi, oggi hanno deciso di scaricarlo per intero sulle spalle dei pensionati, degli invalidi, dei lavoratori, degli strati sociali più deboli. La loro manovra finanziaria, anticipando al 2013 il pareggio di bliancio, prevede sin da subito meno diritti per i lavoratori, libertà assoluta per gli imprenditori che potranno fare di tutto e di più ( vedi marchione e relativi ricatti agli operai fiat) aumento della tassazione diretta ed indiretta (mille euro per ogni famiglia italiana), tagli all’assistenza sanitaria, ai servizi sociali. A noi chiedono sacrifici, mentre loro continueranno a banchettare rubandoci ogni giorno di più soldi, presente, futuro e purtroppo anche la dignità ( le piazze e le strade d’ogni città dovrebbero già essere invase di gente armata di forcone che invece preferisce starsene al mare a spalmarsi di crema abbronzante). Il pdl e la lega, per realizzare il loro progetto di macelleria sociale, necessitano dell’appoggio dei partiti della finta opposizione. Appoggio che non tarderà ad arrivare. Casini sin da subito si è dimostrato disponibile, lo hanno seguito a ruota Rutelli e Fini. Adesso è il turno dei democristiani del PD. Papa Ratzinger, il cardinale Bertone, la confindustria della Marcegaglia, Montezemolo, Prodi e tutti i ladri e i corrotti di regime sono pronti a dare la loro benedizione a questa ritrovata provvidenziale santa unione.
Al brutale attacco alle condizioni di vita della gente non possiamo rispondere solo con una raccolta firme per cambiare la legge elettorale e una simbolica manifestazione da tenere a roma il 1 ottobre. Rischiamo di essere la retroguardia del senso di rabbia e di indignazione che monta nel paese. Voglio farvi partecipi di un mio timore che si fa sempre più certezza: già da settembre molti lavoratori troveranno chiusi i cancelli delle loro fabbriche, assisteremo a scene che non vediamo da tantissimi anni, assisteremo a rivolte popolari che metteranno a ferro e fuoco le città, saranno rivolte spontanee che se prive di una guida politica che le canalizzi su un progetto alternativo di società e di governo, spalancheranno la strada ad una violenta involuzione autoritaria del paese. A mio avviso non dobbiamo farci cogliere impreparati da ciò che da un momento all’altro può esplodere nel paese, necessita sin da subito darci una capillare organizzazione territoriale coinvolgendo movimenti e forze sociali. E’ così che la vedo. Sono “un cane sciolto” e vi confesso che sono molto sfiduciato, perchè ovunque mi sia girato in cerca di punti di riferimento, non li ho trovati. Compagni concludo con un invito, meno narrazioni, meno leaderismo,più fatti e presenza vigile sul territorio.

Marco P. 7 agosto 2011 - 19:57

Il primo ottobre e’ previsto a Roma anche il primo incontro nazionale dell’ appello fermiamoli, lanciato da compagni della sinistra sindacale e politica. Sono due ambienti diversi, con contenuti diversi e credo questa volta che muovendosi negli stessi giorni si aiutino a vicenda invece di danneggiarsi.
Io comunque ho aderito all’ appello fermiamoli.

Giuseppe Romano 7 agosto 2011 - 19:39

IL SOGNO MEDITERRANEO

Abrogare il porcellum contro le parole di Eolo

Le parole del regime soffiano come il vento, ti sfiorano, ti penetrano nei padiglioni auricolari, t’interdicono, ti lasciano di stucco, esse sono bisbigliate, sussurrate, a volte gridate, ma, sì, sono soltanto parole. Eolo, personaggio della mitologìa greca, dio dei venti, alita, alimenta il suo fluido aereo e lo lascia scivolare lungo le strade della città, negli ambienti di lavoro, negli anfratti del loisir, del tempo libero dal lavoro, quando c’è. Quante ne dice Eolo! Di tutti i colori. Eolo minaccia, proibisce, acconsente, manipola. Ecco il termine appropriato: manipolazione. In senso psicologico la manipolazione è quel comportamento che, contrario ad una certa etica, tende a indurre una persona a fare qualcosa indipendentemente dalla sua volontà. Fatto grave e potenzialmente pericoloso. Chi manipola lo fa per strumentalizzare qualcuno ai propri fini. La fatica è resistere al tentativo di strumentalizzazione attraverso la manipolazione. Eolo sfrutta anche l’ignoranza, il non sapere della persona, per arrivare ad usarla, spacciandola per incapace. Eolo vuole creare inetti e collusi riducibili a cani da pagliaio. Caro Eolo non mi avrai mai come vuoi tu! Dalle parole passiamo ai fatti. Andiamo in piazza. Il tempo dell’alternativa è ora. Il primo giorno di ottobre riempiamo una grande piazza per ogni città, in tutt’Italia. Facciamo piazza, intrecciamo parole di verità e di ribellione, contro quelle di Eolo, per rendere visibile e concreta la voglia di cambiare, per aiutare l’Italia migliore a uscire dal guscio della paura e del rancore. Per promuovere un nuovo referendum: abroghiamo il porcellum, che è un schifezza! Per un nuovo sogno mediterraneo.

Alfredo Giusti 7 agosto 2011 - 18:05

Cari tutti,

ritorno sui problemi evidenziati nella mia precedente mail. Mancano nel sito i commenti agli eventi di questi giorni. Per averli bisogna leggere Il Manifesto e Liberazione. In questo modo la proposta di Vendola è priva della base di un’analisi diffusa e corretta. Ho i miei dubbi sull’appello alla mobilitazione per il referendum Parisi viste le modalità poco democratiche con cui è nata la decisione e la forte opposizione interna, espressa anche da importanti dirigenti nazionali.
Sarebbe possibile una risposta all’ultimo articolo del Fatto sul San Raffaele, firmato Danny Sivo ?

per l’Associazione “Con Vendola per una sinistra più forte e rinnovata” Alfredo Giusti Sarzana (SP)

Mario Liso 7 agosto 2011 - 16:47

Garry guarda he non sei obbligato. fai le tue scelte. ni ce ne facciamo una ragione.

Luigi Fusaro 7 agosto 2011 - 15:48

Ho sempre sostenuto che occorreva fare qualcosa, contro l’impoverimento delle classi sociali imposto da questo governo di irresponsabili, affaristi e pluri-inquisiti e contro l’immobilismo e l’appiattimento delle opposizioni, PD in testa, che ammiccando al terzo polo sono conseguentemente incapaci di indicare un’alternativa credibile.
TUTTI IN PIAZZA E SUBITO anche prima del 1° ottobre.
Luigi Fusaro

Salvatore Gioncardi 7 agosto 2011 - 15:27

caro nichi,
come sempre le tue osservazioni sono iluminanti e stimolano all’azione.sarò in piazza e con me porterò gli indecisi e gli scontenti . sono preoccupato però dellapresenza tra le nostre fila di cosidetti compagni che perseguono obbiettivi personali di carriera politica non avendo e non volendo capire il fine,obbiettivo del nostro movimento.perciò ti esorto caro nichi a selezionare la classe dirigente .io sono un attore e devo lamentare tra l’altro l’assenza del movimento relativamente ai tagli del governo verso la cultura e lo spettacolo.cerchiamo di esprimerci al meglio. io non sono un dirigente ma un semplice come si dice “militante” per cui non posso parlare a nome del movimento . chiariamoci le idee e distribuiamoci gli incarichi di ricostruzione sociale e politica di questo paese.
un saluto affettuoso con un pugno chiuso e una carezza
il compagno
salvatore gioncardi

Tonino Fornaro 7 agosto 2011 - 14:12

Benissimo la manifestazione del 1° ottobre,facciamo il possibile per rilanciare SEL insieme alla sinistra diffusa sui temi indicati .Tuttavia anch’io voglio sottolineare la scarsa iniziativa di SEL sui temi politici ed economici caldi.Se questo sito è il nostro unico mezzo di comunicazione allora chiedo come mai sono così rari ,se non inestistenti,gli interventi di tante e tanti compagni del nazionale ? Come mai non si leggono interventi dei coordinatori regionali ? Dove sta la dimensione nazionale di SEL ? Gli interventi sulla stampa è possibile che siano riservati solo a Vendola ?Capisco la notorietà però si può anche chiedere ospitalità alle testate per esprimere pareri sui vari temi da parte di altri dirirenti. Insomma sgomitiamo un pò di più per essere presente sui media nazionali. Nelle ultime due settimane di fuoco in Italia e in Europa non si è notata una nota di SEL!

Franco Astengo 7 agosto 2011 - 13:48

Verso quali lidi si dirige la riforma del sistema elettorale? Se si tratta del maggioritario si riperpetueranno i guasti al sistema politico che hanno caratterizzato questi ultimi vent’anni di infinita transizione. Franco Astengo

L.montauti 7 agosto 2011 - 13:29

Passiamo dal caos alla governance

«L’Unione Europea, i suoi cittadini e i suoi stati, sono ancora intrappolati nella peggiore crisi della propria storia. E i cittadini stanno pagando un prezzo elevato come non mai. Noi, leader del PSE, ci appelliamo al Consiglio Europeo perchè nel meeting di oggi si dia il via ad un nuovo corso contro la crisi. Le persone in tutta europa hanno un disperato bisogno di nuove soluzioni, di una nuova direzione per l’Europa. Ci dobbiamo spostare dal caos economico alla governance economica responsabile.

Ma le proposte attualmente in discussione al Consiglio non raggiungeranno questo obiettivo. Dopo 18 Mesi la maggioranza conservatrice sta ancora dando le risposte sbagliate alle sfide economiche, sociali e morali che abbiamo di fronte. La stessa idea di Unione Europea è in pericolo come non mai. L?europa deve cambiare strada. Noi continuiamo a dire che le persone debbano essere al primo posto. Le nostre società del welfare sono a rischio se continuiamo sulla via dettata dai conservatori. Rischiamo di perdere una intera generazione di giovani, che in moltri stati membri vive disoccupazione di massa, insicurezza, riduzione dei diritti sociali e, conseguentemente, esclusione. La crescita della povertà e dell’ingiustizia sociale, la precarizzazione del mercato del lavoro e il ritorno ai mai sconfitti estremismi e nazionalismi ci riporta alla memoria tempi che credevamo definitavamente superati da tempo. Quella che è iniziata come una crisi finanziaria si è ora trasformata in una crisi sociale e politica, grazie alla maggioranza conservatrice che ha dettato la politica europea.

La loro vicinanza agli interessi individualisti e del business nega la possibilità di cooperazione, solidarietà e giustizia. Ma un’altra strada esiste.
Di fronte alla peggiore crisi dell’epoca moderna, il PSE ha portato avanti proposte coerenti e fiscalmente responsabili, costruite per promuovere crescita giusta e creazione di posti di lavoro. Queste proposte sono basate sull’assicurazione di una stabilità delle finanze pubbliche. L’Eurozona potrebbe beneficiare di un meccanismo di solidarietà tra i Paesi più colpiti dagli speculatori e di un meccanismo di gestione comune di una parte del debito pubblico. Il PSE sta anche promuovendo una Tassa sulle Transazioni Finanziarie a livello europeo, come primo passo per una strategia globale e come forte strumento di regolamentazione dei mercati finanziari. I conservatori che guidano l’Europa hanno respinto la nostra proposta e invece continuano a portare avanti un approccio tutto ideologico che si scontra persino con il senso comune economico.

L’idea di governance economica della destra è regressiva fino all’estremo. Essa mina la solidarietà europea, blocca la crescita economica e rischia di impoverire e dividere i paesi che hanno subito l’attacco della speculazione internazionale. Eppure siamo convinti che l’Europa possa ancora scegliere la strada giusta. Giorno dopo giorno, sempre più attori si convincono che la nostra proposta è quella giusta. Ma i giorni stanno correndo. Le decisioni che dovranno essere prese oggi al Consiglio europea riveleranno la vera natura dell’UE. E’ basata sulla solidarietà o sull’egoismo? E’ bastata sulla prosperità o sulle punizioni? Sulla comunità o sul conflitto?Nell’interesse dei cittadini europei, il Consiglio ha la responsabilità di definire questa natura.
Noi, leader del PSE, abbiamo il dovere di mettere sul tavolo le nostre idee. Ora il Consiglio Europeo si assuma la responsabilità di adottarle. Facciamo appello al Consiglio Europeo per una nuova strategia di investimenti e modernizzazione per l’Europa:
Con una politica degli investimenti davvero coordinata: l’Europa deve stabilire una strategia per la crescita e l’occupazione più ambiziosa. Il PSE ha sviluppato un nuovo piano di questo tipo e ha dimostrato che è possibile creare 8 milioni di posti di lavoro nei prossimi 5 anni, mantenendo un forte consolidamento di bilancio – mentre i conservatori portano avanti solo l’austerity.

A livello europeo: un patto per l’occupazione e il progresso sociale e una effettiva strategia Europa 2020 sono vitali. La strada fuori dalla crisi non può essere fatta di scarifici sociali. Le raccomandazioni della Commissione agli stati membri non devono essere usate per aumentare la pressione sui bassi salari e per minare diritti e sicurezze duramente conquistate. Invece, il consiglio europeo dovrebbe raccomandare investimenti in educazione e formazione per nuovi lavori e servizi pubblici. I programmi nazionali di riforma devono essere bilanciati, rispettando tutte le dimensioni della strategia e in linea con le sue linee guida integrate, comprese quelle sull’occupazione e la coesione sociale.
A livello nazionale: una regolamentazione fiscale intelligente per assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche, lasciando gli investimenti pubblici produttivi e strategici al di fuori degli obiettivi di equilibrio. Lo abbiamo proposto al Parlamento Europeo, come elemento essenziale per un pacchetto governance intelligente.
Con nuove risorse: una tassa sulle transazioni finanziarie, una tassa sul carbone e il pieno sviluppo delle possibilità della Banca Europea per gli Investimenti di finanziare interventi per la ripresa ed il progresso sociale. Inoltre, l’Eurozona potrebbe beneficiare dell’emissione di Eurobond. La FTT assicurerebbe che quelli che hanno causato la crisi paghino una giusta parte dei suoi costi. Chiediamo anche che in futuro il bilancio europeo si concentri sulla promozione di investimenti pubblici e privati. In questo senso, la nuova procedura creata per monitorare e correggere gli squilibri macroeconomici necessita una forte dimensione sociale e dovrebbe essere supportata da adeguati finanziamenti.

Promuovendo la solidarietà europea: con un muro contro gli speculatori e gli eccessivi tassi di interesse sul debito pubblico. Solo allora potremo concentrarci sulla promozione di una vera coesione. L’Eurozona trarrebbe vantaggio da un’agenzia per la stabilità e da un vero meccanismo europeo di garanzie. L’Europa deve essere più forte anche quando va a riformare il sistema finanziario. C’è bisogno di nuove e migliori regole per controllare gli stipendi dei banchieri e rendere le banche più sicure, prevenendo l’eccessiva e destabilizzante speculazione. Questo potrebbe essere ben legato alla creazione di una agenzia europea indipendente per il rating dei debiti pubblici.
Ma il futuro dell’Europa non dipende solo dai numeri. Riguarda prima e sopratutto le persone, il lavoro e la sostenibilità.L?europa deve prendere la guida nella creazione di un’economia libera da fonti fossili, con l’utilizzo di nuove ed efficienti tecnologie e soluzioni politiche per creare lavori e un ambiente pulito. Se l’Unione fallisse nello sviluppare opportunità e sicurezze in un momento come questo, i cittadini le volterebbero le spalle. Per questo è cruciale che la Commissione Europea sia ambiziosa nello sviluppare la prossima proposta sulla legislazione “Monti II”, che deve assicurare la procedura legislativa ordinaria e evitare che il cosidetto libero mercato calpesti i fondamentali diritti sociali e lo stesso interesse pubblico. Noi, leader del PSE, facciamo appello al Consiglio Europeo di oggi di tener conto di queste proposte nelle conclusioni del vertice, e di renderle presto realtà. I cittadini europei hanno bisogno di un’alternativa. E’ giunto il momento di cambiare. Un’altra Europa è possibile.

Edoardo Trotta 7 agosto 2011 - 13:09

Purtroppo non si può essere sempre sulle barricate.
E’ necessario quindi preparare il terreno per una GRANDE iniziativa a Settembre.
Bisogna mandare via questi GUERRAFONDAI RAZZISTI.
Purtroppo sono riusciti a DIVIDERE gli ITALIANI, grazie alle menzogno dei LORO SPOT televisivi.
Oggi piu’ che mai è necessario dividere le DESTRE.
Questa divisione può avvenire solo con le LOTTE perchè solo così si approfondiscono le LORO contraddizzioni.
Sarebbe bene agire soprattutto al NORD contro la LEGA, appendice stanca di questo potere ormai drogato e asfittico.
Anche il Sud è importante perchè le “classi dirigenti” vendute sono completamente subalterne ai poteri NORDISTI e quindi negano qualunque sviluppo che potrebbe far CRESCERE TUTTO il PAESE.
SOLO REDISTRIBUENDO il REDDITO è possibile raggiungere quello sviluppo SOSTENIBILE che, sta avvitando l’Italia.
Grazie Nichi, grazie Zedda l’Italia migliore è possibile.

Felice Di Giandomenico 7 agosto 2011 - 13:08

Cari compagni, da qualche parte bisognerà pur cominciare o no?
Iniziare a raccogliere firme per cancellare definitivamente il porcellum credo sia un buon punto di partenza e i presupposti per un successo di questa iniziativa appaiono concreti. Certo, sono necessarie anche delle mobilitazioni popolari che coinvolgano associazioni e movimenti d’opinione.
Ad oggi comunque quello che manca – e che per ora è evidente a tutti – è l’inesistenza di un concreto e valido programma di alternativa politica. Il PD fa orecchie da mercante e continua a cincischiare a vuoto , del resto con tutti i casini che ha al suo interno è quasi comprensibile. Di Pietro sbraita ma è l’unico che in Parlamento fa sentire la sua voce. Chi rimane? Casini? Fini? Rutelli? L’armata Brancaleone al completo!?
Le forze di sinistra devono mettersi in testa che questo non è il periodo buono per creare contrapposizioni di ordine ideologico, non sono servite in passato e non servono adesso, in un momento in cui la gente ha bisogno di concretezza e credibilità da parte della politica.
Qui si prospettano anni difficili, carichi di apprensione per milioni di cittadini; anni in cui aumenterà a dismisura il precariato, la disoccupazione, la difficoltà di vivere giorno per giorno.
Per ridare dignità e credibilità all’Italia occorrono programmi seri, non chiacchiere dove si discute solo di Berlusconi e dell’ipotetica possibilità di mandarlo a casa. Finora questo s’è fatto, a danno di una politica che attende azioni concrete messe nero su bianco e di tempo se ne sta perdendo veramente tanto.

Alfredo Toppi 7 agosto 2011 - 12:57

Car* Compagn*

la politica del mercato, per rimettersi in piedi, ha bisogno di tagliare la spesa sociale, vedi il comportamento dei Repubblicani negli Stati Uniti che chiedono questo a Obama per poter fronteggiare la crisi. Ma anche in Europa non si scherza, la BCE chiede di: ridurre i diritti, razionare i servizi, comprimere i redditi e tutto questo spinge ad ottenere un taglio netto della spesa sociale. L’Italia, con l’avvento del berlusconismo e senza nessuna opposizione alla politica del mercato, si trova ad essere uno degli anelli deboli di questa Europa e il Governo, nell’intervenire per affrontare la crisi, va ad incidere sul ceto medio-basso, senza intaccare il grande capitale con una perequata PATRIMONIALE che faccia pagare, in termini proporzionali, a chi ha di più. Questa manifestazione deve avere la capacità di compattare una SINISTRA che faccia da faro per una nuova politica che non lasci indietro i meno abbienti e ridia sviluppo e lavoro, tassando le rendite speculative che non sviluppano lavoro e riducendo le tasse, invece, a chi lo crea a tempo indeterminato (non abbiamo bisogno del precariato); creando servizi di sostegno ai minori, ai giovani in cerca di occupazione e a coloro che sono in difficoltà abitative (senza occupare ulteriore suolo, visto che ci sono più case che abitanti in Italia). Queste sono solo alcune delle cose da affrontare. Alfredo Toppi ( Consigliere Municipale Roma XV)

Luca Pizzano 7 agosto 2011 - 12:47

condivido in pieno chi dice di scendere in piazza finalmente, con un patto chiaro con i cittadini pero’, andare ancora dietro a bersani &C vuole dire morte certa politica del nostro partito, o si ascolta la base nichi, o si pecca di presunzione!!!!!
Andare in piazza va benissimo non bene ma ci dobbiamo caratterizzare con 3 o 4 punti che possano dare speranza al ceto medio basso e non le solite uscite su immigrazione etc la gente non politicizzata di queste cose se ne fotte ora si pone il problema del futuro di questo paese smettiamo con queste uscite di dare sponda alla destra e strumentalizzare su zingaropoli invasione di immigrati etc loro giocano sulla paurdell’uomo nero noi siamo seri su proposte economiche per il paese sostenibili che diano respiro ad una economia e che mettano fine alle egemonie economiche di questo paese fatte da banche e assicurazioni in mano a 3- 4 persone e poi finalmente usciamo allo socperto cokme partito con il conflitto di interesse noi ci saremo in piazza voi veniteci nichi con le idee chiare

Luciano Chiodo 7 agosto 2011 - 12:17

Mi spiace dirlo, ma da iscritto e militante devo constatare un vuoto di iniziativa politica di SEL in questi ultimi due mesi su problema della manovra e ora sulla crisi economica.
Percepisco tra la gente indignazione e rischio di rassegnazione e mi chiedo se noi di SEL siamo stati all’altezza delle aspettative della gente nei nostri confronti, dopo il vento nuovo delle amministrative e dei referendum cosa abbiamo fatto?
Siamo alla vigilia di un possibile nuovo pesante attacco alle condizioni di vita dei più poveri e di allargamento dell’area di povertà, è urgente che SEL ponga il problema dell’eguaglianza e della lotta contro i privilegi della politica, per la riforma e il rinnovamento della politica, per mobilitare questi soggetti.
Ho scritto commenti e ho inviato lettere sulla necessità di appropriarci del problema del rinnovamento della politica e della lotta ai privilegi, per non regalarlo all’antipolitica, ma non lo vedo ancora tra i temi della manifestazione di ottobre.
Io insisto e propongo questa scaletta di punti:
- no alla manovra classista,
- lotta contro le diseguaglianze sociali,
- equità nella ridistribuzione della ricchezza,
- rinnovamento del sistema politico e superamento dei privilegi.

L’indignazione è tanta, sta a noi tradurla in mobilitazione.

L.montauti 7 agosto 2011 - 12:09

Da Pierpolo Pecchiari:”Sul fatto che le agenzie di rating siano delle “associazioni di malfattori”, come dicono i Francesi, non avevo nessun dubbio.
Le informazioni che ci ha fornito Francesco Maviglia lo dimostrano.
Infatti il PSE ha da tempo iniziato una campagna per arrivare all’istituzione di un’agenzia di rating europea e indipendente.
Proposta che, come dimostra l’articolo che allego, per ovvie ragioni ha finito per trovare consensi anche al centro-destra (Merkel in Germania e Sarkozy in Francia).
Il ,link è questo: http://www.pes.org/fr/node/46601

La pochezza del dibattito pubblico italiano fa si che qui da noi si discuta della casa di Tremonti, delle cretinate di Brunetta e delle notti brave di Berlusconi. Che la politica non si accorga di quello che succede e di cui si discute in Europa potrebbe anche passare; la cosa che non capisco è come mai neppure Confindustria e le maggiori confederazioni sindacali si siano mai accorte di nulla – e non mi riferisco solo alla questione delle agenzia di rating. In Europa il PSE – ma non solo lui – è da tempo molto attivo sulle questioni legate alla regolamentazione dei mercati e soprattutto della finanza.

Probabilmente questo è quello che ci meritiamo, visto che il maggiore partito del centro-sinistra italiano fa riferimento non già alla socialdemocrazia europea, ma a un immaginifico “Ulivo Mondiale”, che è come dire all’Unione Mondiale Estetiste o ai Marziani…”

Stefano 7 agosto 2011 - 12:04

Se sosteniamo o facciamo da stampella ai governi o comitati d’affari del PD (meno L ) non andremo lontano, occorre decidersi adesso o sarà tardi. Stare con il popolo assonnato ma che si stà svegliando dal torpore mediatico, politico-sindacale in cui è stato in questi anni o ESSERE veramnete Forza Socialista protagonista del cambiamento?

Umbertob 7 agosto 2011 - 11:59

Ci risiamo, qualunque proposta presentata dal nostro piccolo partito (nonchè senza una lira di contributi elettorali) in vita solo grazie all’autotassazione dei pochi iscritti viene accolta da molti compagni di sinistra-sinistra con la frase che conosciamo da molti anni: “è troppo poco, vogliamo di più”.
Ci siamo già dimenticati della raccolta di firme per i referendum sull’acqua e sul nucleare e di come questi referendum abbiano contato nel cambiamento in atto nella pubblica opinione?
Sappiamo tutti che esistono idee su leggi elettorali migliori del “mattarellum” ma sappiamo anche che se non raccogliamo le firme ora e subito andremo alle prossime elezioni con il “porcellum” e non con sistemi migliori, e poi diciamocelo pure, io mi sono rotto le p..le di aspettare la “rivoluzione proletaria” e vorrei migliorare questo paese a partire da subito e non dai prossimi decenni…

Gabriella 7 agosto 2011 - 10:09

Sono d’accordo sia sulla mobilitazione del I Ottobre, sia sulla
raccolta di firme per il referendum per abolire il porcellum. Però, come molti compagni hanno già detto ci sono molte altre cose sulle quali SEL deve discutere e chiamare a discutere. Quindi penso o ad una grande assemblea nazionale entro il 10 settembre oppure assemblee regionali alle quali invitare movimenti e associazioni. Questo ci aiuterà ad organizzare la
manifestazione del I ottobre come una manifestazione aperta e
partecipata.

Roberto 7 agosto 2011 - 09:31

Se ad Ottobre saremo in piazza da soli sarà una grande sconfitta e quindi, di certo, nè un atto di verità nè un atto di ribellione ma solo una certificazione di esistenza in vita!!!
Intanto vorrei che il mio partito dicesse qualcosa sul vergognoso “patto per la crescita”, sottoscritto incredibilmente anche dalla CGIL, i cui contenuti si riassumono in ” liberalizzazioni e privatizzazioni( (altro che referendum sui beni comuni) e riforma in senso privatistico della P.A.( non bastavano i contratti bloccati fino al 2014)”. Un altro duro attacco ai diritti dei lavoratori ed alla democrazia dei beni comuni e dell’autogoverno, questa volta con il placet ideologico del sindacato, in nome della stabilità dei mercati finanziari. Spero non sia così che si prepara l’alternativa a Berlusconi, altrimenti ha ragione Pisapia. Prima si risolva la crisi, poi penseremo alle elezioni anticipate per il governo del paese
!

Mirko Lombardi 7 agosto 2011 - 07:38

La posizione della Cina. Immediata la reazione di Pechino che condanna la “miope” disputa politica che si è scatenata negli Usa sul debito. “La Cina, il più grande creditore dell’unica superpotenza mondiale, ha tutto il diritto – si legge in un durissimo commento diffuso dall’agenzia Nuova Cina – di chiedere oggi agli Stati Uniti la soluzione dei problemi di debito strutturali e garantire la sicurezza degli asset cinesi denominati in dollari”. La Cina è il maggior paese creditore degli Stati Uniti e aveva accolto con freddezza l’adozione del piano per evitare il default Usa: “I giorni in cui lo zio Sam, piegato dai debiti, poteva facilmente dilapidare quantità infinite di prestiti stranieri sono ormai contati”, si legge nel comunicato. Ancor più duro Guan Jianzhong, presidente dell’agenzia di rating cinese Dagong: “La risposta degli Stati Uniti al problema del debito è stata arrogante. Non ci vorrà molto tempo prima che scoppi la crisi del debito sovrano Usa. La crisi del debito Usa è più preoccupante di quella dell’eurozona, sia perchè in Europa tocca solo pochi paesi ma anche per le diverse soluzioni adottate”.

Gigliotti 7 agosto 2011 - 00:12

Bene la manifestazione del 1 ottobre purchè non diventi la solita scadenza rituale ma un momento per il salto di qualità di SEL inquanto forza politica del cambiamento.La positività dell’iniziativa è se si riuscirà a coinvolgere l’Italia migliore,se saranno protagonisti e promotori anche associazioni,movimenti,comitati,realtà di lotta come i precari,gli stidenti,le donne,i lavoratori ecc….
La manifestazione deve diventare un cantiere all’aperto dell’alternativa,la piazza è il luogo da dove partire per costruire un centrosinistra avanzato e non prigioniero del solito ceto politico che ha creato guai e sconforto nel nostro popolo.

Armando Bacchetti 7 agosto 2011 - 00:12

bene l’appuntamento per il 1° Ottobre e da ora riconquistiamo
un po di democrazia,riprendiamoci quello che la politica
ufficiale ci nega,cioe una legge elettorale che ridia
assieme alle primarie la possibilità di decidere chi ci
deve rappresentare,basta con i ladroni,i ricattabili,i venduti,gli opportunisti. Firmare ancora per far capire
anche al PD che non ci sono piu spazi per le indecisioni
per le mezze politiche,la giusta e sacrosanta ribellione
di tutto un popolo questo è quello che siamo chiamati
a mettere in piazza. ORA E’ ORA,

armando firenze

Gap 6 agosto 2011 - 23:48

Lanciamo una campagna senza eguali per questa scadenza, coinvolgiamo tutti/e i soggetti, realtà, movimenti e soggettività, partendo dai precari/e in tutte le loro forme organizzative, dal gruppo dello sciopero del 9 Aprile, “Non più disposti a tutto” alla Rete di San precario, a partire da quello milanese guidato dal Prof Fumagalli, che é molto pragmatico e poco ideologico, giustamente non hanno pretese di egemonia, ma vogliono concretizzare le rivendicazioni, a partire dal reddito di cittadinanza, o di intermittenza, coma chiamato dall’assessore milanese al Lavoro, la bravissima Cristina Tajani, di area Sel. Ovviamente devono esserci i compagni/e di “Uniti contro la Crisi”, che stanno facendo un percorso con noi di Sel, dobbiamo coinvolgere chi ci sta nella Cgil, e i sindacati di base, dall’USB ai Cobas e Cub. E gli studenti, le realtà romane di Esc e Action, i compagni/e del Nordest, e tutta l’area ex-disobbedienti, la base della Cgil, i sindacati dei precari come la Nidil della Cgil, la Fed. dei lavoratori della Conoscenza della Cgil sempre, la Alvip legata a Idv, le sezioni Anpi di tutta Italia, le associazioni ambientaliste, antirazziste, il mondo della scuola e dell’educazione in generale, il lavoratori del terzo settore e del sociale in generale, Ong e gruppi spontanei ecc. diamoci ogni circolo e soprattutto la Direzione, l’obiettivo di cominciare a costruire questa giornata di mobilitazione che deve diventare eccezionale, il 25 Gennaio italiano! (il 25 Gennaio in Egitto la folla occupava Piazza Tahrir, arrivando a cacciare il dittatore da 30 anni, Hosni Mubarak, ora sotto processo con i figli e i simboli peggiori del regime.)

Spartaco Innocenzi 6 agosto 2011 - 23:44

In questo Occidente opulento,beone, dove il dio mercato sembrava essere la panacea di tutti i mali,eccoci arrivati al capolinea. Questo tsunami economico finanziario non è arrivato all’improvviso.Il terremoto che ha generato questa onda, lenta nel suo avanzamento ma travolgente, ha avuto origine nell’ultimo decennio senza peraltro essere stata monitorata con il dovuto allarmismo in primo luogo dal FMI,dalla BCE e dagli altri organi internazionali.Anzi,si è cercato sempre di nascondere il pericolo a cui andavamo incontro.Tutti hanno asserito che entro la fine del 2010 la crisi sarebbe stata debellata.Il nostro fine “venditore di tappeti” prestato alla politica,con il suo sorriso suadente,ci tacciava di catastrofismo dettato dall’odio comunista.Il Rag. Fantozzi alias Tremonti,rassicurava il mercato mondiale che grazie alla manovra finanziaria fatta di lacrime e sangue per coloro che sopravvivono grazie alle flebo,in due-tre anni,l’Italia avrebbe conosciuto un suo secondo Rinascimento.Morale della favola.Il mercato ha accolto l’intervento del Barzellettiere in parlamento affondando la borsa del 15% in cinque sedute.Certo,gli altri paesi non stanno meglio a cominciare dagli USA.Oggi, per curiosità, sono andato alla ricerca della spesa per gli armamenti nel mondo nell’anno 2010.Bene,si sono spesi “solo” 1.900 miliardi di dollari di cui 680 spesi dagli USA.Ma si,chissenefrega se in Somalia in soli tre mesi sono morti 29.000 bambini,del resto è solo sfortuna!
E allora,cari compagni,credo che il tempo dell’indignazione sia finita(per quanto mi riguarda,da tempo).La storia ci ha insegnato che al potere fa paura solo una cosa:il popolo.In questo momento drammatico sarei sceso in piazza anche domani,ma accolgo positivamente l’iniziativa proposta da Vendola.Non solo noi di SEL dobbiamo mobilitarci,ma anche tutte le persone che hanno a cuore la dignità,la giustizia sociale,la democrazia di questo martoriato Paese.Grazie per l’attenzione.

Antonio P. 6 agosto 2011 - 22:10

Una manifestazione aperta a tutt*

Ricostruiamo la Sinistra con proposte concrete a partire dalla patrimoniale e dalla Tobin Tax, un pieno capillare per l’efficienza energetica degli edifici pubblici e privati dirottiamo e per una diffusione delle energie rinnovabili soldi per la costruzione del ponte sullo stretto e quelli per la tav Torino-Lione su altri obiettivi … ad esempio i trasporti locali pe ri pendolari di tutta Italia.
Cominciamo finalmente a fare scelte chiare nette e radicali … non nascondiamoci dietro il PD

Alfredo Giusti 6 agosto 2011 - 21:19

Cari tutti,

l’Appello di Nichi è intenso e coinvolgente. Il 1 ottobre forse è la data giusta per una preparazione adeguata dell’iniziativa. Mancano però nel sito giudizi dettagliati sull’intervento di Berlusconi a Camera e Senato e sulla successiva conferenza stampa di Berlusconi, Tremonti e Letta. Tra il prossimo 1 ottobre e oggi c’è un buco troppo grosso, privo di prese di posizione, nel momento in cui tutti prendono posizioni su questi fatti. Quali sono i nostri giudizi, quali le alternative che proponiamo ? Possibile ch non abbiamo niente da dire sulle conclamate privatizzazioni e sulla revisione costituzionale dell’art. 41 ?
Il problema del San Raffaele ci sta mettendo a dura prova; gli interventi di Vendola e Videtta hanno chiarito alcune cose, ma ancora molti punti non sono chiari

per l’Associazione ” Con Vendola per una sinistra più forte e rinnovata”
Alfredo Giusti Sarzana (SP)

Franco 6 agosto 2011 - 21:08

Finalmente un segnale forte e chiaro che la base di SEL e non solo attendeva da tanto tempo.Inoltre voglio esprimere il sollievo
che provo costatando che ancora, oltre che amiche/ci siamo Compagne/i

Antonio Giuffreda 6 agosto 2011 - 20:38

bravo Nichi. Andare oltre i confini della Puglia per costruire la moderna sinistra di governo in Italia ed in Europa!

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Nichi Vendola, infine interverra’ ad Isernia domani sera mercoledi 16 maggio 2012, alle ore 20.30 presso il salone dell’Hotel Europa  ad una manifestazione pubblica a sostegno del candidato sindaco del centrosinistra Ugo De Vivo

Elezioni: Nichi Vendola a Genova per Doria, martedì 15 Maggio

ELEZIONI NICHI VENDOLA (SEL) A GENOVA PER MARCO DORIA MARTEDI  15 MAGGIO 2012 IN VAL POLCEVERA DALLE ORE 17.30 IN POI Il presidente di Sinistra Ecologia Liberta’, Nichi Vendola sara’ a Genova domani pomeriggio martedi 15 maggio 2012 a sostegno di Marco Doria, nell’ambito della campagna elettorale per i ballottaggi. Il candidato del centrosinistra a [...]

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