Quando agli inizi nel 1996, mi fu chiesto di coordinare il centinaio di ragazze e ragazzi volontari dell’Ufficio stampa dell’Ulivo di Prodi alla vigilia dei quelle elezioni politiche che sconfissero Berlusconi, mi dissero: “ti troverai bene anche perche’ il coordinatore generale della campagna elettorale sarà Roberto Morrione, sai quello cacciato dal Tg1 di Vespa….”
Roberto lo conoscevo, ma di vista, e soprattutto conoscevo la sua fama di giornalista libero e quindi scomodo. Ma allora non prevedevo (oltre a scrivere purtroppo oggi queste quattro righe) che avrei con lui passato tre mesi di una straordinaria avventura collettiva fatta di passione civile, entusiasmo, iniziative talmente coraggiose che rasentavano la follia. Eppure alla fine ce la facemmo.
Nel caos di una campagna elettorale di tanti piccoli Davide contro Golia, mi raccontava dei suoi esordi giornalistici, del suo amore per la professione e per l’azienda che tante volte lo aveva ringraziato cacciandolo, esiliandolo, tentando inutilmente di addomesticarlo. La sua decisione di dirigere la campagna elettorale dell’Ulivo 1996, nasceva proprio dal non poter sopportare di prendere lo stipendio dalla Rai, senza poter lavorare, essendo stato esiliato in un ufficietto di Saxa Rubra.
“Non posso continuare a sopportare - mi diceva nei rari momenti di calma a Piazza S. Apostoli – l’idea che prendo dei soldi da un’azienda pagata dagli italiani senza far nulla, se non guardare dalla finestra le greggi intorno al complesso della Rai alle porte di Roma”. Da qui la sua decisione di mettersi in aspettativa, e lanciarsi in un’esperienza politica per lui assolutamente nuova, tra volontari, vecchie volpi della politica ed avversari temibili. Eppure sono stati tanti i momenti, gli insegnamenti, gli stimoli che Morrione ha dato in quei mesi a tanti di noi.
Così come, quell’esperienza fu un arricchimento anche per lui, e che gli fece tornare il sorriso sotto i baffi, dopo tante amarezze. Un’esperienza simile, credo, che si è ripetuta quando, lasciata la Rai, dove ha innovato il settore all news, scommettendo sulle nuove tecnologie e sui giovani, è diventato il punto di riferimento per tanti ragazzi e per tanti cronisti sui temi delle mafie e della legalità.
Fare il presidente di “Libera Informazione” con Don Ciotti credo che sia stata la naturale prosecuzione di una vita di giornalismo libero, dalla schiena diritta. Quando ogni tanto ci incontravamo, al di la’ della fatica della malattia, ad una manifestazione di qualche comitato antimafia o ad una conferenza stampa, vedevo nei suoi occhi la medesimo luce di curiosità e di passione che avevo incrociato all’Ulivo, o guardando i servizi giornalistici del Tg1 sulla massoneria o di Rai news sulla mafia.
A me piace pensare che se ne sia andato con questa tenera certezza, quella di aver lasciato qualcosa di positivo e di importante a tanti: il rispetto, la mitezza,(penso di non averlo mai sentito urlare), l’amore per una professione in cui la verita’ viene prima di tutto, la solidarieta’ verso i più deboli e i senza voce. Valori che ha insegnato a tanti di noi.
Ciao Roberto da tutte e tutti noi!
Paolo Fedeli
p.s.: All’indomani della vittoria di Prodi nel 1996, i volontari di allora accolsero il prof bolognese al grido di “Akaba, Akaba….”, tra lo stupore dei giornalisti politici che non capirono il senso di quell’urlo. Era semplicemente che Morrione ci paragonava sempre a quelle tribu’ arabe che durante la prima guerra mondiale , organizzate da Lawrence – tra lo scetticismo e l’ostilità degli stati maggiori – contro ogni previsione sconfissero in Medio Oriente il potente Impero ottomano: “voi ragazzi – ci ripeteva – state per occupare Aqaba, nessuno negli Stati maggiori dei partiti vi crede, quando succedera’ il successo sara’ loro, e poi…” E poi sappiamo come e’ andata. Oggi si sta riaprendo una partita, uno spiffero di vento nuovo sta agitando la politica italiana e mi piace immaginare che forse a Morrione piacerebbe sapere che tante fortezze come Akaba in giro per l’Italia stanno per capitolare, grazie a quei tanti ragazzi e ragazze che Roberto ha incontrato in questi anni, e che spesso non sono considerati dalla politica ufficiale dei talk show e dei lustrini.
Mi sarebbe piaciuto conoscerti.
Purtroppo molti compagn* e amic* in gamba se ne vanno.
E’ la vita.
Oggi è morto Cerofolini, socialista, uomo onesto, veniva dalla Resistenza.
Non apparteneva al nostro partito, ma avrei voluto averlo come COMPAGNO.
E’ stato il Sindaco della svolta; aveva governato la Città con il P.C.I.
Grazie a Lui Genova ha avuto una marcia in piu’.
Saluti a Queste Persone che hanno Fatto crescere il Paese.
GRAZIE!! GRAZIE!!!