Corsera, intervista a Vendola

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«Brinderei a una maggioranza su legge elettorale e conflitto di interessi» In caso di voto l’alleanza piu’ larga possibile  ma fondata sulle ragioni della sinistra

ROMA — Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia e leader di Sinistra ecologia e libertà, recentemente sull’ipotesi governo di transizione o elezioni subito si era dichiarato favorevole alla seconda ipotesi. Resta di questo parere?
«Penso che sia assolutamente necessario seppellire il cadavere della Seconda repubblica. Oggi il giudizio seccamente negativo su questo quindicennio è abbastanza generalizzato. C’è il rischio di celebrare i 150 anni di unità nazionale in piena secessione camuffata, il Paese dal punto di vista morale è allo sbando molto più che ai tempi di Tangentopoli e l’attuale condizione sociale fa dell’Italia di oggi un Paese più simile all’America latina di tanti anni fa che non all’Europa».

Questa la sua diagnosi. Ma la cura?
«L’Italia è in pieno dissolvimento: la prima necessità è condividere la diagnosi, sapere che la malattia è incurabile e che non sono possibili riti di riesumazione. Bisogna invece avviare una grande mobilitazione democratica».

Ma, di nuovo, qual è lo strumento: governo di transizione, o elezioni subito?
«Io sono fuori dal Parlamento, è materia che attiene alla responsabilità delle principali forze politiche. Ovviamente, però, se le Camere riusciranno a trovare una maggioranza per varare la riforma elettorale e magari una normativa decente sul conflitto di interesse, non potrei che brindare a questa prospettiva».

E Fini? Cioè Alleanza nazionale, ex Msi?
«Oggi è un grande protagonista della vita politica italiana. Sarebbe la guida perfetta di una destra che in Italia ancora non c’è: realmente liberaldemocratica, europea, alla de Gaulle, alla Chirac… E sarebbe anche l’antagonista ideale della sinistra».

Appoggerebbe alla guida di un esecutivo tecnico i nomi che si sono fatti più o meno esplicitamente in questi giorni? Tremonti, Pisanu, qualcuno indica Montezemolo mentre altri sussurrano Draghi…
«Guardo con brivido e raccapriccio l’idea di un governo tecnico con il volto e il sigillo ideologico di Tremonti, il ministro della manovra da macelleria sociale. Ritengo il liberismo tremontiano una delle più gravi disgrazie capitate all’Italia. Mi ribellerei».

Per le più o meno vicine prossime elezioni, lei si è autocandidato a guidare per il centrosinistra la corsa verso Palazzo Chigi. Ci sono già diversi concorrenti: Bersani, Chiamparino, Bonino. Ora si autopropone anche de Magistris, dell’Idv; e, forse anche per «pescare» dal suo stesso bacino elettorale, indica lei e gli altri come «non nuovi».
«Non credo stia a noi decidere cosa è vecchio e cosa è nuovo. Forse io appartengo al vecchio e Marchionne al nuovo: e allora, de Magistris con chi si schiera?».

Il suo nome ha ricevuto molti stop dai vertici del Pd. Crede ancora nelle primarie?
«Qualche generale e tanti caporali hanno paura di far pronunciare i propri uomini. Dico alla mia potenziale coalizione che abbiamo bisogno di costruire una relazione con il popolo attraverso una partecipazione democratica. Gli stati maggiori si decidano a perdere potere con le primarie, che non sono una civetteria, ma benzina per il centrosinistra. So che il popolo democratico è la più grande risorsa che il Paese abbia per il proprio futuro: chi, nel Pd, ha paura di questo popolo?».

Non vede un rischio di aspra rissosità e conseguente frammentazione?
«Vedo una bella competizione sulle idee e sui programmi. Altrimenti, il solo rischio che esiste è la militarizzazione del dibattito. La gente ha bisogno di riprendersi la parola sul merito delle questioni concrete. Basta con il confronto astratto tra riformismo e radicalismo, dove è sufficiente dichiarare a quale delle due aree si appartiene senza neppure sapere nulla dei problemi veri: una noia mortale. Bisogna costruire. Siamo di fronte a una crisi molto profonda, non solo del sistema politico e non si può rispondere replicando copioni basati sulle rendite di posizione».

Che tipo di coalizione immagina?
«La più ampia possibile. Ma non si può riprodurre quella specie di dilatazione del cartello di forze politiche e cespugli che già una volta non fu in grado di dare risposte alla domanda di cambiamento; perché c’era ambiguità sul programma. Per essere credibile e vincente, un’alternativa di governo deve avere in sé la fuoriuscita dalla culturapolitica berlusconiana, da quell’idea di società, dalle pulsioni repressive e di oltranzismo padronale; e non può rinunciare a esibire il primato dei diritti di libertà, sociali e umani. Insomma, alleanze larghe sulle ragioni della sinistra».

Eppure, almeno in una logica bipolare si invoca la conquista del centro per vincere. Con la marginalizzazione della sinistra, politica e sindacale. Inoltre, anche nella sinistra-sinistra ci sono divisioni…
«La sinistra non è un cespuglio o una bandierina. Il centrosinistra dovrebbe avere il coraggio di accorgersi che c’è un popolo con noi. In Puglia ho vinto contro il centrodestra conquistando un largo consenso moderato e anche di destra perché ho parlato di una sinistra nuova e incarnato il principio della speranza. Sinistra è discutere del rapporto libertà/lavoro, o conoscenza/libertà: interessa ancora o no?».

Daria Gorodisky

Fonte: corriere della sera

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Stefan Moritz 27 agosto 2010 - 10:34

Visto che si torna a parlare di legge elettorale (l’ultima volta è stato alla fine del 2007, poi – con grande colpa dei partiti dell’(dis)Unione non si è cambiato niente, regalando a Berlusconi una nuova, disastrosa legislatura), invito tutti a partecipare alla discussione sul modello elettorale sul mio blog: http://modellotedesco.blogspot.com/. Anche a SEL (che credo sia l’unica vera novità in arrivo, soprattutto grazie a Nichi, ma anche grazie ai tanti sostenitori!) dovrebbe interessare questo ragionamento, specialmente se si tratta di andare a votare ancora con il porcellum o con un’altra legge elettorale. Attenti… in caso di adozione del modello tedesco solo il SEL rappresenterebbe un punto d’incontro per gli elettori della sinistra non PD con la possibilità di superare uno sbarramento del 5%! Una grande opportunità!

Romolo Cappola 25 agosto 2010 - 11:56

“Non bisogna replicare una coalizione in forma di assemblaggio di grandi e piccoli cespugli, ognuno proteso all’autopromozione. Così è finito il governo Prodi che pure era partito con una buona idea, quella fabbrica del programma che puntava a un’idea di futuro. Dobbiamo essere in grado di fornire una nuova narrazione. Solo così si batte Berlusconi”.
Come diceva Lenin : il miglior modo di fare la rivoluzione è farla.
Più modestamente aggiungo : il miglior modo di battere Berlusconi è batterlo !
Non si tratta di fornire una nuova Narrazione ma si tratta di capire che il problema centrale è la difesa della Costituzione. Tutto il resto è Letteratura.
Non sono d’accordo con Vendola.
Romolo Cappola
Sinistra E Libertà

Romolo Cappola 25 agosto 2010 - 09:15

Stiamo facendo un grave errore politico. E’ una questione di ‘messa a fuoco’.
Il problema principale, non è quello di costruire una maggioranza sufficientemente omogenea con l’IdV, il PD e i Verdi, ma è quello dell’Emergenza Costituzionale.
Il problema non è quindi quello di assemblare una maggioranza omogenea che riesca a governare per non fare la fine di Prodi, ma siamo davanti ad un problema, grande come una casa, di emergenza costituzionale.Il problema quindi è quello di avviare un processo di Alleanza per la Costituzionale, simile ad una CLN. Quello della maggioranza omogenea di Veltroni and Co. è un problema che viene dopo che si è sgomberato il campo dalla parte più eversiva del PDL. E’ centrale la difesa della Costituzione rispetto al problema delle Primarie e della maggioranza omogenea.
Perciò non sono d’accordo con il nostro Vendola.
Ringraziamenti e saluti.

Franco 21 agosto 2010 - 20:11

Molti commenti su cose teoriche (anche i miei), pochi su questioni tecniche (vedi acqua, marchionne e altre), veramente siamo un popolo di “allenatori”. Sull’acqua mi ero messo lì e dicevo: “ecco, sì, ora dico la mia, ciò un sacco di cose da dire sull’acqua…niente! Sta cosa mi mette un pò tristezza, comunque viva sel e nichi vendola!

Antonio Marano 21 agosto 2010 - 14:29

Per battere la destra liberista-populista, al momento maggioraza di governo insieme agli scissionisti della Lega Nord ,bisogna tornare ad avere legami con il popolo italiano , . Il metodo per iniziare è aprire sedi di partiti e associzioni culturali , comizi di piazza, organizzare manifestazioni per i diritti negati, il lavoro negato e quanto rinnegato da questo potere , che si muove solo per allargare le distanze tra le classi sociali. La terza repubblica si formerà solo con una “lotta di resistenza” (pacifica) per l’abbatimento dei “nuovi fascisti” oggi camuffati , purtroppo ,agli occhi di molti italiani. Spero di risertirci in seguito .

Franco Carucci 21 agosto 2010 - 14:23

Capisco Nichi Vendola. La Sinistra è rappresentata soltanto da piccoli gruppi e partitini extraparlamentari. SEL è ancora in fase progettuale e non ci sono molti strumenti per partecipare alle scelte politiche, istituzionali ed economiche di questo Paese. Cerca un modo per far sentire le ragioni della sinistra, visto che i media sono prevalentemente occupati dai berluscones. Ma anche Francesco ha ragione. Dobbiamo anche occuparci della gestione delle risorse e della qualità della spesa pubblica, visto che il Debito pubblico e la pressione fiscale (totalmente a carico dei soliti noti che pagano le tasse) hanno già raggiunto un livello insostenibile ed anche la Sinistra si deve porre il problema della loro riduzione. Quando Tremonti si occupa di ridurre la spesa pubblica, taglia soprattutto la spesa sociale e demagogicamente una minima parte delgli sprechi, per fare propaganda. Dice La Repubblica di oggi: “Gli italiani pagano più tasse dei tedeschi
ma ricevono servizi per oltre 1000 euro in meno.La Cgia di Mestre ha calcolato che in Francia si versano 7.438 euro in media, ma si riceve in welfare 10.776 euro contro gli 8.023 a favore degli italiani. I tedeschi versano 6.919 euro ma godono di prestazioni sociali per 9.171 euro. ecc..E’ finito il tempo della semplice denuncia delle iniquità e delle carenze dei servizi sociali, dei servizi pubblici e degli scarsi investimenti in tema di scuola, ricerca, università e ambiente. Bisogna anche dire che i soldi ci sono, ma vengono sperperati dai politici, dai loro nominati, dalle loro clientele, dai loro famigli pseudo-imprenditori o pseudo-consulenti. Questi non sono temi da lasciare ai giornalisti come Stella e Rizzo. Le risorse vanno recuperate dai furti, dagli appalti truccati, dalla corruzione e dagli sprechi. Scordiamo di recuperarli da un aumento delle tasse. Si possono ridisegnare, ma non di molto. Un aliquota irpef del 43 per cento più addizionali varie è già troppo alta e favorisce l’evasione fiscale. Che va aggredita. Dobbiamo pagare tutti e pagare meno.

Peppe Giudice 19 agosto 2010 - 13:54

non c’è dubbio che il cambiamento della attuale truffaldina legge elettorale è una priorità; va bene il sistema tedesco o una sua variante (il quale però deve essere completato con il cancellierato (elezione del premier da parte del parlamento) e dalla sfiducia costruttiva. Invito ad evitare però derive politiciste nei ragionamenti. Un bipolarismo vero (o democrazia dell’alternativa) si può costruire solo su soggetti politici veri e sono questi quelli che mancano soprattutto nel centrosnistra. Quello attuale va rivoluzionato perchè il PD non è un partito e l’IDV è espressione di un ciarlatano qulunquista ed inaffidabile. Occorre ricosruire la sinistra terremotando gli attuali inutili e dannosi soggetti esistenti.

Francesco 18 agosto 2010 - 08:47

nichi che succede? ma davvero pensiamo ora che la priorità per il paese sia di cambiare la legge elettorale? questa a me non piace soprattutto per il tema preferenza ma ha garantito governabilità e maggioranze e quindi di fronte alla situazione ecnomica e sociale cercerei di impegnarmi su altri fronti, così diamo l’idea di una classe poitica autoreferenziale che mette i problemi di partito prima di quell del paese… io lascerei questi ragionamenti al pd..

l’altro errore (forse + grave) è interpretare il tremontisimo come liberismo.. e non come “tattica” di riduzione dei costi dello stato come tattica di cassa per rendere possibile il federalismo..

tremonti taglia indiscriminatamente (qui l’ingiustizia profonda) e male perchè non ha il consenso su tagli veri e necessari, sugli sprechi.. su questo si sta rompendo la maggioranza. noi facciamo bene a incalzare tremonti per questo suo paraocchi ma dovremmo avere un’idea di conti dello stato che sta dalla parte dei lavoratori.. quindi rispettosa dei conti pubblici, etica e in grado di dare servizi in cambio di tasse..

se non volgiamo far si che tutti i lavoratori finiscano a votare lega in questo paese dobbiamo capire questo passaggio.. i soldi che tengono insieme il paese vengono da chi produce e ne arrivano solo in piccola parte- non per la dovuta solidarietà con chi ha meno, ma per la malagestione di troppa parte del bilancio pubblico.

NOI DOBBIAMO GOVERNARE DA SINISTRA QUESTO PAESE:
lottiamo in nome dei lavoratori per avere bilanci trasparenti e sobri, per ridurre il debito pubblico, non facciamo solo ragionamenti moralistici o astratti su desta e sinsitra senza riuscire a migliorare le condizioni di chi lavora

se fini fosse davvero la destra di questo paese allora le istanze che porta avanti la lega (quelle economiche ovviamente, non quelle sociali)
dovrebbero trovare un accordo a sinsitra..

se invece consideriamo la lega la vera destra perchè ci piace fini (per le questioni etice e sociali) dovremo accettare di partecipare ad una coalizione che non difende i diritti dei lavoratori.
cos’è meglio?

Gianfranco De Carlo 17 agosto 2010 - 12:19

Il modello tedesco per l’Italia sarebbe la soluzione migliore, ma al di là di quello che ci propinera questo parlamento eletto a liste bloccate sarebbe importante che sel proponesse al popolo della sinistra una campagna di partecipazione che nello strumento delle primarie troverebbe lo sbocco non solo per la scelta del candidato premier ma su opzioni di programma e candidati nelle liste, questa pratica rivoluzionaria metterebbe in crisi tanto ceto politico disonesto presente purtroppo anche all’interno di sel forse il congresso dovrebbe occuparsi di questo oltre a costruire una cultura ed una pratica democratica interna all’altezza della situazione del paese.

Ugo Motta 16 agosto 2010 - 22:23

Non capisco perchè Vendola non parli più e non nomini nemmeno più il Prc. Eppure è grazie al Prc che è arrivato lì dov’è. Potrebbe almeno dimostrare volontà di interazione col suo ex partito

Gianfranco De Carlo 16 agosto 2010 - 15:49

Concordo che il modello tedesco per l,Italia sarebbe la soluzione più adatta;comunque al di là di quale sarà la legge elettorale eventualmente partorita da questo parlamento che ci dovremo sorbire, forse sarebbe il caso di usare le primarie su tutto: premier, opzioni di programma, candidati liste chiamando il popolo democratico a fare una rivoluzione all’interno di questo ceto politico che, anche al nostro interno, non ha dato un’immagine decente, onesta e vitale di se stesso o dobbiamo aspettare che fenomeni come le liste cinque stelle organizzino l’insoddisfazione di un popolo che non nè può più perchè non si ha il coraggio di una rivoluzione culturale che probabilmente spzzerebbe via tanto gruppo dirigente di sinistra radicale e non solo autoreferenzialmente attaccato al proprio ruolo?

Luca Zaffalon 15 agosto 2010 - 18:00

@ Tommaso N.
Non ti preoccupare ;-) , il bipolarismo in Italia c’è sempre stato anche se sotto diversi aspetti… Unità d’Italia… fase liberale con sinistra storica/destra storica (e trasformismi vari)… nascita partiti di massa… fascismo/antifascismo… nascita Repubblica… comunismo/anticomunismo… fine prima repubblica… berlusconismo/antiberlusconismo… quindi non credo ci sia il ‘pericolo’ che il bipolarismo lasci il nostro Paese, anche se sembra essere uno strano bipolarismo il nostro, nel quale i cittadini votano e/o scelgono di schierarsi più contro qualcuno che a favore di qualcuno.

Luca Zaffalon 15 agosto 2010 - 17:59

P.S.
Se vi va di dare un’occhiata al sistema tedesco
it.wikipedia.org/wiki/Sistema_elettorale_tedesco

Ed alla scheda elettorale tedesca
upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/7e/Bundestagswahl_05_stimmzett.jpg
in cui scegliere da una parte il candidato del proprio collegio con il voto diretto e dall’altra il voto ‘nazionale’ alla lista/partito che si vuole sostenere. Non ci sono nemmeno i simboli dei partiti…

Luca Zaffalon 15 agosto 2010 - 17:57

Non so che dirvi… allora facciamo un bel sistema all’italiana che fino ad ora hanno sempre funzionato bene ;-)
I risultati di europee e regionali li conosco bene, inoltre alle ultime politiche solo cinque partiti hanno superato lo sbarramento, ma in parlamento ne possiamo trovare un po’ di più… certo, se ci mettiamo a ragionare su quale sia il miglior sistema elettorale basandoci sui voti ricevuti alle ultime elezioni o sui sondaggi non credo riusciremmo a fare una buona scelta… mi piace solo ricordare che sia Die Linke in Germania che Europe Ecologie in Francia non erano granché rappresentativi nelle istituzioni eppure portando avanti idee, iniziative, proposte, ecc. sono cresciuti fino ad entrare a pieno titolo nelle istituzioni. Spero che non vogliamo essere per sempre un partito che ambisce al 3%-4%… ;-)
Inoltre con qualsiasi sistema elettorale il centrosinistra (e la sinistra) di oggi hanno pochissime possibilità di ottenere una maggioranza, e non credo sia una questione di proporzionale o meno.
Vanni, purtroppo le difficoltà le abbiamo perché al seggio riusciamo ad ottenere la fiducia del 4% dei cittadini, ma non dimentichiamo che anche l’UDC non molto tempo fa avrebbe rischiato ed anche la Lega di qualche anno fa. L’unica soluzione è aumentare la fiducia nei cittadini e quindi i loro voti.
Ma riusciremo ad incrementarla se facciamo una ‘pseudo-ammucchiata’ con tutti i piccoli partiti della sinistra (molti dei quali poco convinti quanto quelli della Sinistra Arcobaleno del 2008)? Purtroppo abbiamo bisogno che il PD ingrani una marcia (non importa quale, ne basta una), perché sarà pure un contenitore vuoto, uno pseudo-partito, ecc. ma al momento esiste, e molte persone vi ripongono ancora fiducia (o quel che vi ripongono) e lo votano.
Alessandro, le liste bloccate come sono oggi nel sistema elettorale italiano sono da sradicare, ma io non vedo bene neanche le preferenze nella nostra bella Italia… quanto al sistema tedesco, è vero che le liste sono bloccate, ma sulla scheda elettorale si può scegliere chi votare nel proprio collegio di riferimento, ovviamente un candidato per partito, senza preferenze, ma ogni partito è libero di scegliere il suo candidato di collegio come meglio crede, volendo anche con le primarie di collegio e alle elezioni successive almeno i cittadini sanno ‘fisicamente’ a chi devono rendere conto e se ridare loro il proprio voto o meno. Certo, per star sicuri ci vorrebbe anche un cambiamento politico-culturale sia della classe politica che dei cittadini chiamati alle urne.

Vanni Maltoni 15 agosto 2010 - 14:23

E’ anche vero che comunque in tutta Europa si sta affermando una situazione di tripolarismo.
Anche nel paese europeo più bipolare di tutti, il Regno Unito, Cameron ha dovuto formare un governo insieme ai liberali, e lo stesso è avvenuto in Germania, mentre in Francia i centristi (seppur esclusi dalla corsa presidenziale) hanno nel parlamento un peso enorme.
Allo stato attuale delle cose con un sistema proporzionale PDL e Lega andrebbero intorno al 40%, PD+IDV+SEL+Altri circa al 35% e infine API+UDC+FLI li vedo grossomodo al 15%, con il restante 10% polverizzato in altre liste (FDS al 3%, La Destra al 2%).
Sono certo che un governo che costringesse Berlusconi ad allearsi con il Centro sarebbe molto meno distruttivo dell’attuale e assomiglierebbe un po’ di più (ma non troppo, Berlusconi e Bossi restano 2 fascisti) ad una destra di tipo europeo. Tuttavia con un sistema proporzionale secco possiamo scordarci di vincere e SEL (Vendola o non Vendola) avrà delle difficoltà a superare il 4%.

Alessandro 15 agosto 2010 - 14:16

Se metti lo sbarramento, la lista unica sarebbe molto probabile. E cmq al momento uno sbarramento anche al 4% non si adatta alla politica italiana, le Europee e le ultime Regionali insegnano. Lo sbarramento massimo che si potrebbe “reggere”, per non creare altre distorsioni, sarebbe al 3…Datti un occhiata ai voti di Europee e Regionali e capirai perchè…SOPRATTUTTO in caso di “proporzionale puro”, che rischierebbe di falsare il risultato, capovolgendo anche le maggioranze (oltre a creare rischi per noi, cosa su cui credo anch’io non si debba fondare il tutto, ma che per la nostra posizione un minimo la dobbiamo considerare, n’evvero? Ripeto: altrimenti diventano inevitabili le “biciclette” con Prc e Pdci…).
Senza contare che mi pare che anche il sistema tedesco si fondi sulle liste bloccate…Cosa che sarebbe da sradicare nettamente.
Secondo me se dobbiamo avere un “proporzionale”, tantovale tornare a quello “italiano storico”…

Luca Zaffalon 15 agosto 2010 - 12:14

Il bipolarismo in Italia c’è sempre stato anche se sotto diversi aspetti… Unità d’Italia… fase liberale con sinistra storica/destra storica (e trasformismi vari)… nascita partiti di massa… fascismo/antifascismo… nascita Repubblica… comunismo/anticomunismo… fine prima repubblica… berlusconismo/antiberlusconismo… quindi non credo ci sia il ‘pericolo’ che il bipolarismo lasci il nostro Paese, anche se sembra essere uno strano bipolarismo il nostro, nel quale i cittadini votano e/o scelgono di schierarsi più contro qualcuno che a favore di qualcuno.

P.S. La scheda elettorale tedesca
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/7e/Bundestagswahl_05_stimmzett.jpg
in cui scegliere da una parte il candidato del proprio collegio con il voto diretto e dall’altra il voto ‘nazionale’ alla lista/partito che si vuole sostenere. Non ci sono nemmeno i simboli dei partiti…

Luca Zaffalon 15 agosto 2010 - 11:54

@ Alessandro
Ma nessuno vieta di porre lo sbarramento al 4% invece che al 5% se si adatta meglio alla politica italiana (e non su misura per SEL). Ma credo che con un modello proporzionale uno sbarramento sia non dico ‘obbligatorio’, ma quasi.
Comunque i sistemi elettorali delle europee e delle regionali sono abbastanza diversi, visto che alle europee non vi sono ‘coalizioni’ da votare ma partiti (o soggetti partitici) singoli e quindi il piccolo partito non viene favorito dal far parte, o meno, di una coalizione (voto utile come alle politiche 2008); diversamente accade alle regionali nelle quali ci sono partiti che entrano nel consiglio regionale pur avendo ottenuto meno voti di altri partiti che non erano aal’interno delle coalizioni principali.
Lista unica? No, grazie.
Credo (e spero) che il voto con sistema proporzionale (senza coalizioni sulla scheda elettorale) possa portare i cittadini a scegliere di dare il loro sostegno non a chi ‘può vincere’ (in quanto coalizione) ma a chi rappresenta idee, o avanza proposte e progetti tali da essere sostenuti.

Alessandro 15 agosto 2010 - 11:12

Luca, se dobbiamo metterla su questo piano anche uno sbarramento al 5% alle politiche sarebbe esattamente “su misura” per farci restare extraparlamentari, perchè nei vari sondaggi a volte superiamo il 4 (ma non sempre), ma al 5 non c’arriviamo praticamente mai…Tranne in uno di Crespi, ma uno su tanti. A meno che qualcuno non pensi allo sbarramento come un modo per “costringere” Prc e Pdci a fare lista unica, ma vogliamo ricordare com’è andata quando è successo?

In ogni caso, il no allo sbarramento alle Europee, come alle Regionali (abbiamo tentato di toglierlo anche in Puglia, dove pure sapevamo che l’avremmo superato, sono stati PDL e PD a far sì che si mantenesse, e poi quando eravamo riusciti a convincere il PD era troppo tardi, ed il PDL ha fatto ostruzionismo), non era legato solo alle “nostre ragioni”, abbiamo detto e ribadito che era una cosa antidemocratica ed inadatta alla situazione politica post-2008, in quanto toglie rappresentanza a troppi. E’ cambiato qualcosa? Non mi pare…

Tommaso N. 15 agosto 2010 - 09:58

Il bipolarismo non deve essere messo assolutamente in discussione, é l’unica cosa positiva del sistema Italia.

Matteo Andreani 14 agosto 2010 - 20:57

…… e se la soluzione per l’unita’ della sinistra fosse il proporzionale secco con sbarramento al 4% senza premio e quindi senza obbligo di coalizzarsi? ….. Sel e la FdS sarebbero costrette ad unirsi in cartello che con Vendola sfonderebbe …. 6/8%?! …. L’Idv senza il suo elisir dell’antiberlusconismo sparirebbe nel giro di pochi anni e con il Pd che andrebbe a fare una grossa coalizione ci aprirebbe uno spazio enorme per finalmente creare “La Sinistra” non solo in parlamento ma anche nel paese reale! …… AGONIATO PROPORZIONALE

Filippo Boatti 14 agosto 2010 - 18:40

Concordo con Peppe Giudice, il problema fondamentale è di cultura politica, non c’è legge elettorale che non possa essere aggirata dalle piccole furberie italiche, bisogna essere più europei.

Sikania 14 agosto 2010 - 18:19

Secondo me lo sbarramento al 4% è necessario,pibolarismo va bene,ma eviterei il premio,ma il premio de che,è per questo premio che abbiamo avuto i nostri problemi,dapprima con Prodi e adesso con questi qui,poi sogno una destra compatta europea e rispettosa degli uomini e delle regole,ma sogno anche una magnifica sinistra senza legami con la chiesa di nessun genere chi è religioso se lo tenga per sé,che sia orgogliosa di essere appartenuta a grandi partiti che ci hanno dato quello che oggi noi abbiamo,la Costituzione e che qualche buzzurro ci vuole cambiare e distruggere.Possiamo riammodernarla,possiamo aggiornarla,ma i contenuti non devono essere toccati quelli sono la base della nostra vita democratica e sociale,una legge elettorale seria a mio parere almeno in Italia non deve dare ai politici l’opportunità di trasformare il mandato in mestiere da due a tre legislature poi a casa e con una pensione equa agli altri pensionati da riscuotere alla stassa età degli altri e poi i candidati non devono avere nessun debito o pendenza con la giustizia e sopratutto essere in conflitto d’interesse con l’attività politica.E’ solo un sogno lo so,ma negli altri paesi è più p meno così perchè da noi no?

Luca Zaffalon 14 agosto 2010 - 18:04

@ Alessandro
Se non ricordo male, la protesta contro lo sbarramento alle europee era fondata perché venne inserito ‘ad hoc’ per non farci entrare nel parlamento pochi mesi prima del voto… io credo che il modello tedesco non sia affatto male.
@ andrea girotti (e altri)
Secondo me se il centrosinistra (con questa legge elettorale) non riuscirà a formare una ‘coalizione’ credibile e portatrice di cambiamento tanto vale che SEL corra da sola con Vendola candidato, senza rincorrere nuove alleanze con vecchi soggetti politici. Altrimenti perché è nata SEL, il panorama politico italiano poteva rimanere com’era, no?
Credo se coalizione ‘per vincere’ non sarà, allora vale la pena di rischiare da soli e portare avanti le nostre idee e progetti senza doverli mediare o barattare con altri.
P.S.
Il PRC del dopo scissione non credevo avesse ancora la voglia di governare l’Italia (così come il PdCI).
La Fed. dei Verdi dopo il congresso vuole essere trasversale alla politica italiana.
IdV ha chiesto (quasi formalmente) di fondersi con il PD (che ha fatto finta di niente).
I radicali, se fossero un movimento/associazione avrebbero molto più seguito e credibilità.
I grillini (ovvero Grillo) hanno altro per la testa (anche se tra le loro proposte credo si possa guardare -e attingere- con interesse).
Il PSI, che dire…

Federico 14 agosto 2010 - 17:32

“Alleanza larga FONDATA SULLE RAGIONI DELLA SINISTRA” !

Peppe Giudice 14 agosto 2010 - 15:06

il modello tedesco (o similare ad esso) è il più praticato in Europa e una ragione dovrebbe esserci. Esso ha permesso un bipolarismo vero fondato su soggetti politici con identità e storia. Il problema dell’Italia è solo parzialmente dovuto alla legge elettorale attuale (che va modificata – ma anche il mattarellum non ha dato buona prova), ma è principlamente dovuto alla assenza di soggetti politici europei. Qui abbiamo da un lato Berlusconi e Bossi e dall’altro il Pd e il liquame dipietrista; in Germania abbiamo da un lato la CDU e li liberali e dall’altro la SPD i verdi e la Linke che non è un partito neocomunista ma di sinistra socialista. Rendere più europei i soggetti politici è l’unico modo per uscire fuori dalla palude della II Repubblica.

Alessandro 14 agosto 2010 - 14:22

Modello tedesco? Ma abbiamo protestato tanto (e giustamente) contro lo sbarramento alle Europee, ed ora ne vorremmo uno più alto? Alfonso Gianni, non capisco…

Secondo me l’attuale legge elettorale avrebbe bisogno di 3 forti modifiche:
1-Preferenze
2-Premio di maggioranza assegnabile solo quando si raggiunge una certa quota (almeno 40%, ma anche di più. La famosa “legge truffa” del ’53 lo prevedeva al 50%, ricordiamo, anche se era un’altra situazione)
3-ABBASSAMENTO degli sbarramenti. 3% (ora 4) per le liste non coalizzate alla Camera, 8% (ora 10) per le coalizioni alla Camera, 5% regionale (ora 8) per le liste non coalizzate al Senato, 3% regionale (ora 4) per le liste all’interno delle coalizioni al Senato, 10% regionale (ora 20) per le coalizioni al Senato

ALTERNATIVE:
-Mattarellum con qualche correzione (liste civetta et similia) e precise garanzie coalizionali
-Proporzionale puro (senza sbarramenti e con 3 preferenze)
-Modello “Regionali” (Bozza Chiti della scorsa legislatura), ancor meglio se con un aggiunta: doppio turno (come alle Comunali)

E lasciamo perdere i modelli francesi e tedeschi, non sono adatti

Leo 14 agosto 2010 - 11:19

“Israele scopre Nichi Vendola il nuovo Obama bianco contro Berlusconi”, l’articolo a Vendola gli é stato dedicato dal maggiore giornale progressista israeliani.L’articolo puo’ essere letto sul sito de La Gazzetta del Mezzogiorno.Tutto cio’ sta dimostrare che Nichi Vendola é il candidato naturale del centrosinistra, ed é l’unico che ha anche un forte spessore internazionale.

Andrea Girotti 14 agosto 2010 - 10:42

difficilmente il pd fara’ primarie,perche ha paura di perderle. sono sempre piu convinto he il pd sia piu verso il terzo polo (magari con candidato premie montezemolo)solo il fatto che il pd tenga aperta la porta al terzo polo fomato da ex missini ed ex democristiani,e’ SCANDALOSO!
facciamo una coalizione con prc,sel,verdi,idv,radicali,socialisti e grillini con leader de magistris o vendola.e poi vediamo ..sono certo che gli elettori del pd ci darebbero un sacco di voti e smembrerebbero il partito ridicolo che e’ diventato il pd,senza una strategia comune e senza linea politica

Alfonsodt 13 agosto 2010 - 22:30

come volevasi dimostrare,grande NICHI,il fatto che abbia ricordato all’intervistatrice che siamo una forza extra parlamentare sicuramente per demeriti nostri ma anche perchè il maggior partito di opposizione ci ha voluto fuori dalle ………, la dice lunga sul perchè qualcuno in quel partito ci vede come fumo negli occhi,ma la cosa che più mi ha fatto piacere dell’intervista che ho letto quando NICHI ha risposto sè era si o no favorevole ad un ipotetico governo tecnico,la sua risposta è stata chiara e netta e ha specificato anche il perchè,adesso compagni e compagne abbiamo avuto la risposta all’astio dei manager del PD contro eventuali candidature di un eponente di SEL che si chiama NICHI VENDOLA,la sua chiarezza e determinazione insieme a SEL comincia a fare paura,loro i portatori di voti al berlusconismo cominciano a preoccuparsi e a mio avviso fanno bene,per il resto prima si torna al voto e meglio sarà per tutti.-alfonso di tullio mil/te SEL

Luca Zaffalon 13 agosto 2010 - 19:53

@ filippo boatti
Infatti nessuno lo impedirebbe, però non dovrebbe essere ‘conseguenza’ della legge elettorale (come in quella attuale con le ‘coalizioni’) ma una scelta autonoma dei partiti.
Poi se l’Italia sarà divisa in collegi uninominali, potranno essere indette eventuali primarie per scegliere il candidato di SEL di collegio… ma al momento abbiamo una legge elettorale totalmente diversa con la quale mi sembra corretto chiedere le primarie di coalizione, visto che se ne dovrà formare una per forza.

Filippo Boatti 13 agosto 2010 - 19:26

Con qualsiasi legge elettorale, le primarie possono avere un forte valore di trasparenza e partecipazione su persone e programmi. Ormai bisogna darle per scontate perché sono gli stessi elettori che le considerano un fattore decisivo, quindi indietro non si può tornare se non dando l’impressione della politica che torna nelle segrete stanze. Anche con una legge “alla tedesca” nessuno potrebbe impedire alle forze di sinistra a vincolarsi con un patto programmatico sancito anche da primarie, anzi sarebbe un buon viatico.

Vanni Maltoni 13 agosto 2010 - 18:58

A me da particolarmente fastidio questa insistenza da parte del mondo dell’informazione sulla “logica bipolare”. In Francia, in Germania, e ora anche nel Regno Unito c’è un forte partito di centro. Non dico che sia un bene, non dico che sia un male. E’ un fatto.
Di cui però non si vuole prender nota a quanto pare…
Sarà forse perchè se si verificasse in Italia Berlusconi perderebbe almeno metà del suo potere?

Luca Zaffalon 13 agosto 2010 - 18:32

Se sarà proporzionale “alla tedesca” non credo che ci potranno essere le primarie di coalizione (visto anche che non ci sarebbe una ‘coalizione’) e credo anche che le alleanze tra le forze politiche saranno definite prima delle elezioni con accordi per così dire ‘verbali’, con i partiti che si presentano ai cittadini con le loro proposte declinabili successivamente all’interno di un governo composto anche da più partiti. Insomma, se dev’essere ‘alla tedesca’ che non diventi ‘all’italiana’.

Arturo Trobia 13 agosto 2010 - 16:53

L’approccio di Nichi è quello giusto. D’accordo con Alfonso che il modello tedesco sarebbe il più accettabile, e anche che non è detto sia facile che passi.

Michele 13 agosto 2010 - 16:22

Proporzionale alla tedesca. Ma con le primarie e le alleanze prima.

Sergio Zampini 13 agosto 2010 - 15:58

D’accordo su tutto Alfonso; metterei anche in cantiere una riflessione sulla organizzazione dello Stato e dellle forme della nuova soggettività politica.
Non per dire “Più uno” ma per contribuire in forma autonoma alla ridefinizione di uno Stato e di una Europa partecipati.E’ troppo?
Abbiamo la necessità di essere ambiziosi.

Piervittorio Demitry 13 agosto 2010 - 15:46

concordo con Alfonso, anche se siamo fuori dal Parlamento, acceleriamo l’elaborazione dei contenuti e cominciamo a lanciare proposte serie, forti e chiare, proprio a partire dai temi alla base di un’eventuale governo di transizione: riforma elettorale e conflitto d’interessi.
facciamolo. con tutte le competenze e l’autorevolezza di cui siamo capaci.

Alfonso Gianni 13 agosto 2010 - 15:09

Ottima intervista. Specialmente quando Nichi ricorda che, essendo noi fuori dal parlamento, la questione elezioni o governo di transizione è di competenza delle principali forze politiche. Questo permette a noi di insistere non sulle formule ma sui contenuti. Quindi, quando parliamo di legge lettorale, è bene dire quale è quella che noi preferiremmo. Mi pare che il modello tedesco abbia dato buona prova. Permette al governo di governare (la Merkel non solo governa la Germania, ma, si può dire, tutta l’Europa), permette al parlamento di funzionare come tale e all’opposizione di fare la sua politica e di crescere (gli ultimi sondaggi in Germania, dopo al sconfitta di Angela in Vestfalia, danno la Spd, i Verdi e la Linke, se sommassero i voti , al 57%). Il guaio è che nello schieramento antiberlusconiano su questo tema non vi è unità. Chi pensa al modello francese, chi a un maggioritario puro, chi a tenersi il Porcellum. la strada è quindi in salita, ma Nichi ha scelto un buon modo per percorrerla.

Ele 13 agosto 2010 - 14:48

Mitico Nichi!!!

Ele 13 agosto 2010 - 14:48

Mitico Nichi!!! Sei il politico che meglio sa trovare rimedi a questa situazione ingarbugliata.

Dre 13 agosto 2010 - 14:47

MAIUSCOLO!
Bravo! “Fondata sulle ragioni della SINISTRA!”
Alla carica!!!!!!

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