Difendere il referendum per difendere la democrazia

  |     |   38 commenti


Abbiamo condiviso e sostenuto la campagna di raccolta di firme per il referendum contro il Porcellum perché l’abbiamo giudicata una scelta opportuna, uno strumento per rispondere al disprezzo montante, da parte di larghi settori dell’opinione pubblica, contro le istituzioni della rappresentanza democratica e contro la politica dei partiti. Sapevamo che la partita era complicata ma non disperata; che le condizioni per un giudizio positivo della Corte circa l’accettabilità dei quesiti non erano automatiche ma neanche impossibili; che esistevano tra i costituzionalisti giudizi diversi sulla materia e che, proprio per questo, il giudizio finale poteva essere, come il Comitato promotore auspicava, positivo. Soprattutto si trattava di riaprire la partita dei rapporti tra società e politica sul tema, che straripa da tutte le parti della partecipazione e della domanda di contare, di avere voce in capitolo.

A questo problema la politica – nessuno si salva – non risponde. Il disincanto della democrazia, che ne deriva e che non raramente assume le vesti dell’antipolitica, e la voglia di democrazia stanno insieme, sono le due facce della stessa medaglia. La primavera dell’anno appena finito fu segnata da un protagonismo dei movimenti e dei cittadini, donne e uomini, che nella battaglia per l’acqua, contro il nucleare e nelle elezioni locali, diedero prova di una volontà di partecipazione democratica che avrebbe dovuto obbligare la politica – tutta – almeno a cercare di capire. Il referendum contro il Porcellum ha cercato di dare una risposta. La risposta straordinaria ne è la conferma: quel milione e duecentomila e più firme stanno là a dimostrarlo.

Ci abbiamo provato e non bisogna oggi sprecare ciò che è stato fatto, così come non vanno liquidate come inutili tutte le battaglie per rompere silenzi e autoreferenzialità della politica, nei palazzi dove essa si è rifugiata.

Se la politica funzionasse, se le regole democratiche avessero ancora una forza di funzionamento e di persuasione, la decisione della Corte Costituzionale sull’ammissibilità dei quesiti referendari, verrebbe considerata alla luce del criterio della divisione dei poteri e del ruolo di garanzia attribuito alla Corte stessa. E si andrebbe avanti secondo le regole che la Costituzione fissa, la legge stabilisce, la politica mette (dovrebbe mettere) in atto. Ma viviamo in epoca di eccezione che manda alla malora – a tutti i livelli – criteri principi ruoli e funzioni.

A tutti i livelli, diciamolo con franchezza. E la politica si riduce a uno scontro primitivo, la democrazia una giungla di sospetti, le istituzioni democratiche a luogo di protezione di interessi spesso innominabili. O a giochi di politica dietro le quinte. Per questo Gustavo Zagrebelsky, uomo di grande sapienza e saggezza democratica e legato allo spirito oltre che alla lettera della Costituzione, nei giorni scorsi invitava la Corte a tener conto anche della straordinaria spinta popolare che aveva animato la campagna di raccolta delle forme per i referendum e del senso di frustrazione che sarebbe potuto derivare da una sentenza contraria rispetto a una richiesta – abolire il porcellum – che non ha trovato fino ad oggi risposta dalla politica e ha provocato gli inverecondi disastri che abbiamo davanti. La Corte ha deciso come ha deciso e non c’è nulla da fare. E’ nel suo potere insindacabile. Ma, secondo altri punti di vista di esperti di Costituzione, poteva decidere diversamente. Quanti sono i giudici ha hanno espresso un parere negativo? Anche il punto della reviviscenza della legge precedente era materia di opinioni diverse. La giurisprudenza della Corte si forma nel dibattito, nel riferimento a sentenze pregresse, nel dover fare i conti con le novità e i cambiamenti. Non esiste un codice da applicare meccanicamente.

La stessa riflessione di Zagrebelsky, che della Corte è stato presidente, andava chiaramente in questa direzione. Altre opportunità politiche possono avere avuto peso nelle decisioni. Come sempre. Ma, in democrazia, la funzione è la funzione dell’Istituzione. La sentenza della Corte è inappellabile così come inestinguibile, ormai il disincanto popolare verso la politica.

La frustrazione popolare, che non è stata presa in considerazione, rischia di produrre frutti avvelenati. Che la grande voglia partecipativa, che ha permesso lo scorso autunno il grande successo della raccolta delle firme, non si trasformi da istanza democratica in ulteriore spinta al disprezzo per le istituzioni e per la politica. Non è un compito che spetta più alla Corte. Spetta alla politica e alla sede in cui la politica ha il diritto dovere di agire: il Parlamento e il rapporto tra sedi della rappresentanza, opinione pubblica, soggetti della cittadinanza.

Ma forse ci aspettiamo qualcosa che ormai è entrato nel reparto “rottamazione della democrazia”? Anche se pensiamo questo, dobbiamo fare in modo di contrastarne la deriva, ognuno per quello che può, perché è l’unica via democratica che abbiamo di fronte, prima che anche questa materia – le regole della convivenza democratica – venga affidata a un’élite di tecnici o scenda in campo l’ennesimo italico salvatore della nazione.

Difendere lo strumento del referendum, al di là delle decisioni della Corte è necessario anche perché in gioco c’è anche il destino dei referendum che abbiamo vinto nella primavera dello scorso anno.

Elettra Deiana

Ci sono 38 commenti per questo post
Marco Grispigni 17 gennaio 2012 - 19:35

due commenti al volo. il primo riguarda la rumorosa assenza di commenti sul sito del partito di gran parte di quei dirigenti che si sono assunti la responsabilitá di una scelta (l’appoggio al mattarellum) che va contro la storia di gran parte dei compagni che dentro sel stanno cercando di ricostruire uno spazio di azione e di riflessione di sinistra. dove sono questi compagni, pensano di riaprire la discussione su questi temi o preferiscono passare ad altre questioni?
il secondo riguarda alcune punte di stupido nuovismo e giovanilismo (non so bene come definirlo)che emergono nella discussione,tipo “chi con meno di 45 anni puó essere interessato alla questione del proporzionale”. Ho abbondantemente piú di 45 anni, ma credo anche che chiunque sia di sinistra forse di fronte a leggi elettorali con mostruosi premi di maggioranza, con l’imposizione di un candidato (tipo Dini a Firenze con il mattarellum), con l’obbligazione a coalizzarsi pena il mancato accesso alla rappresentanza, dovrebbe porsi il problema della sostenibilitá del maggioritario. Se poi non ha mai votato con un sistema proporzionale (che per altro non sempre ´`e perfetto in quanto tale) si puó sempre aprire qualche buon libro di scienza politica e studiare

Monica Biondi 16 gennaio 2012 - 06:30

Sono d’accordo con Militante. Il principio primo che deve essere alla base di una legge elettorale non è la convenienza ma la democrazia. Non è l’utilitarismo immediato ma una visione di lungo periodo. Una legge elettorale non è qualcosa di astratto ma deve adattarsi alla situazione sociale di una dato paese. Il maggioritario in italia non funziona. Lo abbiamo visto in questi venti anni. Perchè ci si ostina a volerlo riprodurre? Il maggioritario non limita la formazione di miriadi di partiti, li costringe solo ad allearsi per poter essere eletti per poi produrre dopo alleanze ingestibili, ingovernabili, inefficaci anche in una visione esclusivamente pragmatica della politica. Sel dovrebbe avere una spinta in più. Non dovrebbe adattarsi alle mode ma dovrebbe stimolare modi più rappresentativi e partecipativi di politica. Ma ci rendiamo conto che la crisi economica internazionale ha avuto dei riscontri così negativi da noi perchè oltretutto avevamo (ed ancora abbiamo) un ceto politico mafioso, immorale, delinquente e questo è frutto anche delle leggi elettorali? Ma ci stiamo raccontando favole? Ma ci rendiamo conto che da quanto è iniziata la crisi economica c’è stato un suicidio al giorno? E questo cosa vuol dire? Che la politica non funziona! Cerchiamo di cambiare serimaente. monica biondi – SEL firenze

Filippo Boatti 16 gennaio 2012 - 00:38

Militante io penso semplicemente che gli elettori ci sono grati per avere raccolto le firme ed essere andati incontro al loro sentire. Che un partito politico deve sapere fare questo. Che la legge elettorale che sarebbe uscita dal referendum era da migliorare lo sapevamo sia noi che gli elettori, che infatti non sono degli sprovveduti, ma ci chiedono di sapere essere pratici. Al di là di tutte le considerazioni c’è un limite di astrattezza nella discussione sulla legge elettorale. Il referendum No Porcellum aveva il pregio di dire “cancelliamo la legge porcata e poi lavoriamo alla legge elettorale”. Non possiamo andare dagli elettori a parlare di proporzionale alla tedesca o di doppio turno alla francese, si incazzano e basta (e giustamente). E questo era il limite del referendum di Passigli che avrebbe appassionato solo gli addetti ai lavori. Su queste questioni sono i partiti (e penso soprattutto le loro dirigenze) che devono decidere. Il dibattito democratico va fatto su tutto. Ma sulla legge elettorale sinceramente fa un po’ ridere, io sono d’accordo di delegare la questione alla dirigenza perché se no la questione diventa ingestibile. Ci sono questioni su cui decide la dirigenza, e ha il dovere di farlo infatti mica è lì per sempre, questi compagni hanno un mandato e si giocano la credibilità sulle scelte che fanno.

Militante 15 gennaio 2012 - 23:01

Filippo, ti ostini a non capire che:
1) contrariamente a quello che tu pensi gli elettori non sono degli sprovveduti. Usano il sistema elettorale che c’è ma se il sistema cambia non è che si sento persi o piangono. Semplicemente si adattano ed adattano il loro comportamento elettorale. Come hanno fatto nel passaggio dal proporzionale al maggioritario 20 anni fa.
2) il Matterellum non è un sistema come gli altri ma è un sistema elettorale MAGGIORITARIO cioè un sistema che distorce la rappresentanza tra le forze politiche. Questo ti è chiaro? Ti è chiaro che con il Mattarellum un partito anche del 10 o del 20% se non coalizzato può prendere un numero di seggi molto inferiore a questa percentuale mentre un partito del 2 o 3% ma coalizzato può prendere più seggi? Ti sembra giusto? Ti sembra giusto che singoli personaggi, magari molto forti in un determinato territorio possano ricattare le coalizioni per farsi candidare (uno a caso, Mastella)?
3) le primarie NON sono la panacea di tutti i mali. Io le trovo uno strumento demagogico e populista. Non a caso vengono da un paese dove demagogia e populismo imperano. Chi sceglie e sceglierebbe i candidati alle primarie nel tuo collegio? Tu? Io? Gli elettori? Chi ti garantisce che la persona scelta sia la migliore e non solo quella che “si presenta e viene presentata” come il migliore?
4) che è poi la cosa più importante. La politica e la democrazia sono cose serie, molto serie. Considerarle delle cose semplici o comprensibili da tutti sembra corretto ma è sbagliato. Il proporzionale è importantissimo perchè garantisce una equa rappresentanza delle società, delle idea che nella società nascono, crescono, muoiono o si trasformano. Il maggioritario è un sistema che garantisce lo status quo. Che una persona come te che si ritiene di sinistra non colga questa differenza derubricando tutto a “dettagli tecnici mogliorabili, magari con le primarie” è deprimente.
5) Mi rincuora che nei mesi scorsi alcuni esponenti di SEL si siano pubblicamente dissociati da questa porcheria dei referendum. Almeno c’è ancora gente che non ragiona solo per la convenienza del momento ma si permette una visione più complessiva di cosa è giusto o non è giusto in una democrazia….
Filippo, salvare la democrazia e rafforzarla è ESTREMAMENTE PIU’ URGENTE ED IMPORTANTE che vincere le elezioni o avere governi stabili.
Peraltro con il Mattarellum abbiamo avuto si un parlamento leggermente migliore di quello attuale ma non mi sembra che abbiamo brillato nè per stabilità nè per qualità. O sbaglio?

Filippo Boatti 15 gennaio 2012 - 22:19

Militante, mi ricordo benissimo di come funzionava il Mattarellum. Come se lo ricordano tutti, visto che è l’unico di cui più o meno la gente serba memoria. E penso si ricordino che nonostante qualche stupido e qualche asino, gli ultimi parlamenti con degli eletti decenti sono stati eletti con il Mattarellum. Non è che si debba per forza tenere il mattarellum, che è una legge come un’altra, ma fra il mattarellum con qualche correttivo (per esempio le primarie di coalizione nel collegio, che sarebbero una bella cosa) e un salto nel vuoto, è molto meglio tenere il mattarellum e farlo funzionare (per esempio come detto, con le primarie nel collegio).

Militante 15 gennaio 2012 - 21:50

Filippo, tanto per tua informazione e per informazione di tutti quelli che intervengo sul sistema elettorale in un ottica tutta utilitaristica.
1) in Germania il sistema è misto. Metà parlamentari vengono eletti in collegi uninominali e metà vengono eletti con un sistema elettorale proporzionale con sbarramento al 5%. Però il sistema può considerarsi (e viene universalmente considerato) proporzionale perchè la quota proporzionale viene ripartita a compensazione dei risultati della quota maggioritaria. Quindi, per fare un esempio: se il partito X ha preso il 20% dei voti ma ha vinto nel 25% dei seggi nella parte meggioritaria, gli verranno assegnati dei seggi in meno nella parte proporzionale, in modo da compensare la rappresentazione eccessiva dall’altra parte e garantirgli un numero di seggi proporzionale al numero di voti. E’un sistema molto equo e molto democratico. Inoltre, non c’è nessuna necessità di fare alleanze elettorali che vengono formato solo ad urne chiuse e sono “libere”, non coatte come in Italia. In Italia sei “costretto” ad allearti, spesso anche con chi non ti piace. In Germania no. Non a caso le coalizioni, essendo liberamente formate, sono molto più stabili.
2) faccio un esempio di proporzionale costruito male ed applicato peggio: la Spagna. In Spagna si vota formalmente con un sistema proporzionale con sbarramento del 3%. Sembrerebbe uno sbarramento molto basso. Peccato che lo sbarramento del 3% non viene applicato a livello nazionale ma a livello di collegio e che in Spagna ci siano 50 collegi, ognuno dei quali elegge mediamente 7 parlamentari. Ora, se fate 100/7 (cioè, il totale percentuale del corpo elettorale, 100%, diviso il numero medio di seggi assegnati per collegio, 7, scoprirete che lo sbarramento “reale” non è del 3% ma molto più alto e mira a distruggere in maniera occulta le forze più piccole). Sembra un sistema proporzionale ma nei fatti è un sistema maggioritario.
3) il Mattarellum era un sistema con funzionamento simile al Porcellum perchè, come il Porcellum NON dava nessuna reale garanzia che a scegliere i parlamentari fossero i cittadini. Nel tuo collegio potevi scegliere soltanto se votare per il candidato del tuo schieramento (anche se era un asino o un ladro) o votare per quello dello schieramento avverso, astenerti o votare per un piccolo partito (venendo considerato in ogni caso una specie di traditore). Quindi, la libertà di scelta era veramente infima. Inoltre, e peggio, questo sistema costringeva, come il Porcellum, ad indegne ammucchiate elettorali tra partiti che non avevano nulla da spartire (e poi si sono visti i risultati che hanno partorito queste alleanze spurie). Ti piacevano tanto? A me facevano schifo.
4) che i partiti presenti in parlamento vogliano cambiare la legge elettorale a proprio vantaggio è l’unica cosa giusta che tu dici. Peccato che da questo ne fai discendere che a sinistra dovremmo comportarci in maniera simile cercando il “nostro” di vantaggio. Mi dispiace ma penso che se c’è una differenza tra chi è di sinistra e chi no questa differenza si possa vedere da quanto si ha a cuore l’interesse generale e la democrazia in questo paese. L’unico sistema giusto, perchè realmente rappresentativo delle sensibilità presenti nel nostro paese, è il proporzionale. Se non ne sei convinto vatti a leggere i tanti articoli che Vendola scriveva fino a non tanti anni fa sul tema. La sua conversione a 360 gradi sulla via del maggioritario è solo un altro segno del degrado nel quale la sinistra è sprofondata……

Filippo Boatti 15 gennaio 2012 - 21:24

Del resto in un paese dove ci sono decine di partiti e non tre o quattro come in Germania bisogna almeno costringerli a formare coalizioni. Se no la gente non andrà davvero più a votare. Anche quelli che votano SEL vogliono vedere che il loro voto, anche se a poco, poco, poco, almeno serva a qualcosa. Se dovesse disperdersi nel proporzionale tanto vale votare PD o non andare a votare.

Filippo Boatti 15 gennaio 2012 - 21:12

Militante, chi fa politica deve porsi il problema di quale sia un sistema elettorale che funziona e poi siccome siamo nella sinistra, siamo anche per correggerlo in senso rappresentativo. Infatti la realtà è che il mattarellum garantiva sia il formarsi di coalizioni sia la presenza di tutte le forze politiche in parlamento. Questo nei fatti e non nella teoria. Non c’è motivo di cambiare una legge elettorale quando, pur avendo dei difetti, la si può fare funzionare. E’ il motivo per cui era più che corretta l’impostazione di tornare al mattarellum abrogando quella che invece è effettivametne la legge truffa di Calderoli e che la gente odia. Il proporzionale o è un ritorno allo spirito costituzionale (ma non mi pare proprio, chi ce l’ha in mente lo userà per rispolverare il voto utile contro di noi) o è un salto nel vuoto.

Militante 15 gennaio 2012 - 18:19

Filippo, quello è l’ultimo dei problemi.
Chi fa politica a sinistra deve porsi il problema di quale sia il sistema più democratico è più rappresentativo, non quello che va di moda o che gli conviene.
E poi scusa, ma quando hanno introdotto il maggioritario nessuno lo conosceva (non solo quelli che avevano meno di 45 anni).
Ora tutti hanno provato che catastrofe è stata. Cosa facciamo? Ce lo teniamo perchè ci siamo abituati? Ma fammi il piacere…

Filippo Boatti 15 gennaio 2012 - 17:49

Militante, parliamoci chiaro. La discussione sul proporzionale appassiona solo gli addetti ai lavori. Ma non coinvolge nessun elettore con meno di 45 anni, che il proporzionale l’hanno visto con la coda dell’occhio o ne hanno perso completamente la memoria. E l’ultimo loro problema è rimpiangere il proporzionale.

Militante 15 gennaio 2012 - 17:33

Filippo, ma tu ci vai a votare?
Se si, ti sei accorto che nella maggior parte delle elezioni locali vige il proporzionale con sbarramento?
Ma poi, a prescindere dal sistema ora in vigore, è pragmatico usare il sistema che più ci conviene?
Ma che cavolo di idea di sinistra è questa?
Il proporzionale garantisce che tutti i voti siano uguali, cioè che ogni voto conti per se stesso. Il maggioritario NO. Nel maggioritario vince il più forte e tutti gli altri, a prescindere da quanti voti prendano, perdono. La sinistra non può e non potrà mai accettare che esista un sistema nel quale alcuni voti valgano più di altri o siano più “funzionali” di altri.
Chi ragiona di pragmatismo, di convenienze, di vecchio o nuovo è semplicemente in errore. Ah, dimenticavo, NON è di sinistra…

Filippo Boatti 15 gennaio 2012 - 16:53

Caro Alfonso, io ho fatto un discorso un po’ diverso e molto più pragmatico! Il proporzionale è archeologia e nelle generazioni più giovani se ne è persa completamente la memoria. Non può più funzionare, se non come strumento del blocco di potere per conservare se stesso. Il maggioritario invece è la legge che c’è. Non è né buona né cattiva, ma meglio imparare a fare funzionare un sistema già rodato (e in effetti stavamo imparando) che non avventurarsi in un finto nuovo proporzionale arriverà solo per tagliare le gambe ai rompiballe.

Marco_n 15 gennaio 2012 - 16:47

Il maggioritario uninominale ha una differenza sostanziale rispetto al proporzionale (che, voglio ricordare, è il sistema oggi in vigore, con in aggiunta il correttivo del premio di maggioranza plurinominale): permette agli elettori di “scremare” interamente la classe politica che li rappresentare. Ossia, permette di decidere, per ogni singolo seggio, chi sia la persona più adatta a ricoprire la carica in palio.
E’ verissimo che il mattarellum non era solo questo ma era anche candidature imposte dall’alto e quota proporzionale con liste bloccate (ed infatti molti dei promotori di questo mancato referendum sono gli stessi che nel ’99 chiesero di abolire la quota proporzionale del mattarellum, per poter eleggere direttamente tutti i rappresentanti del parlamento: referendum non approvato ahimè per un soffio), ma permetteva di giudicare sulla credibilità dei candidati al parlamento molto più di quanto non si possa fare con la legge Calderoli (che ci appioppa 30 nomi in ogni circoscrizione pretendendo che l’elettore li accetti o li rifiuti in blocco).
Questo principio, cioè il giudizio sulle singole persone anziché sui singoli partiti, è una cosa di cui l’italia ha un disperato bisogno, perché c’è bisogno di una ritrovata etica e moralità pubblica, prima ancora che di voti determinanti.
In ogni caso il mattarellum non sarebbe stato un (ritrovato) punto di arrivo bensì di partenza, verso una democrazia più trasparente proprio nella scelta delle persone (e quindi primarie di collegio e via di seguito).
Per questo SEL ha fatto benissimo a supportare questo tentato referendum, e avrà l’ammirazione, se continuerà a fare altrettanto nella battaglia per l’uninominale, di chi condivide l’idea che la democrazia sia più spazio al giudizio degli elettori e meno alle manovre partitiche post elettorali.

Monica Biondi 15 gennaio 2012 - 09:06

Cara Elettra Deiana le tue considerazioni mi suscitano perplessità, in primo luogo riguardo al noi. Noi chi? La decisione di SEL è stata presa in modo verticistico, senza essere consultata neanche l’assemblea nazionale del partito. Nonostante due terzi delle persone che si erano espresse in rete fossero critiche nei confronti del referendum proposto da Parisi. Questo avrebbe dovuto stimolare un dibattito interno, una decisione maggiormente condivisa, invece niente. inoltre salvare l’istituzione referendaria significa non raccontare cose false ai cittadini comuni inesperti di una materia così ostica come le leggi elettorali. E si sapeva dall’inizio che il referendum parisi aveva quei vizi sostanziali per i quali era rischio. inoltre cosa più importante, non proponeva una visione maggiormente partecipativa nè maggiormente democratica del mattarellum. Io credo che se si continuano a portare avanti giochi partitici di mera sopravvivenza non andremo da nessuna parte. Certo la classe politica attuale potrà forse garantirsi un posto al sole ma non sarei così sicura per la successiva. Cerchiamo di non finire come le popolazioni dell’isola di pasqua del racconto di Gustavo Zagrebelsky. Lungimiranza e responsabilità ora e nei confronti delle generazioni future. monica biondi – firenze

Franco Astengo 15 gennaio 2012 - 08:13

la questione è molto semplice: a giudizio della Corte i quesiti erano mal posti, tanto è vero che, nel merito, Azzariti aveva espresso un’opinione completamente difforme da quella di Zagrebelsky. Quindi un errore politico appoggiare una iniziativa sbagliata dal punto di vista tecnico, prima ancora che politico. Quanto alla spinta popolare ci sarebbe molto da dire e da scrivere, vista l’assoluta complessità del rapporto tra quadro politico e società in Italia, attraverso crisi dei soggetti intermedi, corporativismi, spinte alla disgregazizone e verso la cosiddetta antipolitica. Ci sarebbe da andare cauti a dichiararsi interpreti di una “spinta popolare”. Sul sistema elettorale, parte integrante di un Sistema molto più articolato che è quello politico nel suo complesso, va sicuramente svolta una analisi moto approfondita al riguardo delle sfide che il sistema sta affrontando, da diversi punti di vista, e che non possono essere affrontate così semplicisticamente, tra l’altro con l’idea di riesumare un sistema elettorale che esaltava, in maniera ormai del tutto superata, un bipolarismo che non c’è più, una personalizzazione della politica in fortissima crisi, una idea “maggiortiaria” della governabilità che si scontra – appunto- con quei termini della crisi sistemica cui ho cercato di far cenno all’inizio. Insomma, per ribadire: l’appoggio di Sel ai referendari, un grosso errore politico.

Franco Ragusa 15 gennaio 2012 - 02:54

E’ vero: la sentenza di inammissibilità, che in un attimo ha bruciato oltre un milione di firme, è una ferita molto dolorosa.
Ma se una frattura democratica c’è stata, e c’è stata, questa non si è consumata il 12 gennaio 2012, ma nell’estate 2011, quando, per boicottare la raccolta di firme per i quesiti abrogativi proposti da Passigli e sostenuti dalla società civile, la politica del Palazzo ha deciso di impossessarsi delle medesime parole d’ordine, proponendo due diversi ed inutili quesiti.

Inutili per due motivi:
1) perché palesemente inammissibili, vista la chiarezza con la quale la Consulta aveva nuovamente ribadito, soltanto nel 2008, con le sentenze N. 15 e 16, i criteri adottati per decidere sull’ammissibilità dei referendum abrogativi in materia elettorale;
2) perché, aspetto ancora più grave, il ritorno al Mattarellum non risolverebbe neanche uno dei problemi che tanto malessere hanno procurato nell’opinione pubblica.

“Il Porcellum è antidemocratico, perché regala la maggioranza a chi non ce l’ha”, era uno degli slogan maggiormente utilizzato dall’IDV.
Giusto, giustissimo. Anche la Corte Costituzionale, con le due sentenze 15 e 16 del 2008, aveva sostanzialmente detto la stessa cosa; e proprio per questo i quesiti proposti da Passigli avevano come obiettivo l’abrogazione del premio di maggioranza.
Ma allora, per quale motivo qualcuno ha deciso di sostenere una diversa iniziativa referendaria, con l’obiettivo di ritornare al Mattarellum?
Anche con il Mattarellum le forze politiche vincenti riuscivano ad ottenere molti più seggi, nell’ordine delle due cifre percentuali, rispetto ai voti realmente conseguiti.

“Vogliamo tornare a scegliere!”
Giusto, giustissimo anche questo. E questo infatti chiedeva l’ultimo quesito Passigli: l’abrogazione delle Liste bloccate.
E invece no: meglio tornare al Mattarellum, ha tuonato la politica del Palazzo.
Ma anche con i collegi uninominali c’è l’impossibilità di scegliere i candidati chiamati a rappresentare la forza politica che s’intende portare al Governo del Paese, perché sulla scheda c’è un solo nome a disposizione, prendere o lasciare. Stessi problemi con la seconda scheda per la quota proporzionale, fatta di sole liste bloccate. Sì, proprio quelle del Porcellum. Anzi, è d’obbligo ricordare che le tanto odiate liste bloccate sono state, per l’appunto, un’invenzione del Mattarellum.

E’ allora arrivato il momento di chiamare le cose con il loro vero nome e spiegare per bene cosa è veramente accaduto.
Qualcuno ha giocato sporco, sfruttando il diffuso malessere per un sistema che negli anni ha svuotato di significato il momento della scelta elettorale da parte dei cittadini, per consolidare in maniera irreversibile uno status quo utile soltanto ad ceto politico che ha un solo interesse: mantenere la propria rendita di posizione, costringendo gli elettori a votarlo per forza, si vinca o si perda poco importa, stante il mantenimento di leggi elettorali, Porcellum o Mattarellum che sia, che non consentono alcuna libertà di scelta.

Per questo motivo, ora più di ieri, è importante che il patrimonio di protesta, ormai ampiamente diffuso nel Paese e che si è espresso anche attraverso le tante firme per due quesiti referendari sbagliati, non vada disperso.
C’è la necessità, in primo luogo, di vigilare affinché la discussione non s’impantani nelle solite formulette magiche, per poi ritrovare la forza di ripartire.
L’obiettivo è e rimane lo stesso: restituire ai cittadini una legge elettorale che permetta di selezionare la classe politica chiamata a rappresentarli, senza trucchi e alchimie matematiche in grado di falsare i risultati e condizionare l’esercizio del diritto di voto.
Così come, del resto, ha già avuto modo di indicare la Consulta, segnalando al legislatore gli aspetti problematici di una legge elettorale che assegna un forte premio in seggi senza la previsione di una necessaria precondizione: il raggiungimento di una soglia minima di voti.

Mario Liso 14 gennaio 2012 - 23:06

Vabbè, siccome (mi dicono) tutto è relativo, la mia domanda è elementare: sarebbe stato meglio fare questo referendum o, come succede adesso, dare al pd ed al pdl la facoltà di decidere quale legge elettorale fare? Chi lo sa, me lo dica.

Militante 14 gennaio 2012 - 22:53

Luciano ho fatto quegli esempi non a caso.
Prendiamo il PD e facciamo un esempio: la sezione del paese di Vattelapesca deve decidere se il candidato sindaco X è meglio del candidato Y. Ne devono discutere e devono motivare perchè X è meglio di Y o viceversa. E devono convincere e convincersi che la decisione presa sia quella giusta. Mi dirai che ci sono spesso delle forzature ed è verissimo. Infatti, riconosco che il PD ha dei gravissimi problemi di democrazia interna legati soprattutto ai fenomeni che citavo prima. Ma l’impostazione è corretta, si discute e si decide. E dopo aver deciso la sezione resta a controllare che quanto deciso venga rispettato.
Posso essere polemico? Le tanto decantate Fabbriche di Nichi, laboratori di buona politica, di novità, di nuova sinistra eccetera eccetera (a proposito, ma che fine hanno fatto???) dovevano elaborare nuovi modi di fare politica da contrapporre ai partiti vecchi e nostalgici. Io ne conosco più di qualcuna e ti posso dire che il massimo che hanno fatto, quelle che conosco io, è fare campagna elettorale per i candidati di SEL e, le più fortunate, la festa per la vittoria del proprio candidato. Dopo, o hanno chiuso baracca e burattini oppure si riuniscono solo per qualche iniziativa (lodevole, per carità) di carattere culturale. Scusami, ma possiamo considerarle un fenomeno fallimentare? Possiamo dirci che NON abbiamo ancora trovato qualcosa che possa sostituire i partiti e che, quindi, questi benedetti partiti dovremmo tenerceli stretti?
Infine su Rifondazione. Io vengo da quella storia. La conosco come le mie tasche. Possiamo fare moltissime critiche su tanti versanti. I limiti soggettivi ed oggettivi sono EVIDENTISSIMI. E gli errori sono stati decine. Ma la critica di essere autoreferenziale, settaria e minoritaria NON sta in piedi.
Ma lo sai che praticamente in tutta Italia Rifondazione è forse l’unico soggetto a sinistra che costantemente ricerca un rapporto con tutte le forse della sinistra? Che, per fare un esempio, ha cercato dappertutto di costituire i comitati per il referendum sull’acqua chiedendo di partecipare a tutte le forze politiche (PD e SEL compresi?) e ricevendo spesso dei rifiuti proprio da SEL che ha preferito, a volte, raccogliere le firme in autonomia per aumentare la propria visibilità e per non essere tacciati di settarismo (SIC???!!!).
Rifondazione ha scelto legittimamente di NON allearsi con il centrosinistra a prescindere dai contenuti e di non considerare prioritaria la costruzione di una coalizione al programma della coalizione stessa. E’ un errore? Forse. Ma è una scelta legittima sancita da un congresso nel quale tutti gli iscritti si sono pronunciati anche su questo.
Ah dimenticavo, nei congressi si decide la linea politica e la strategia. La tattica la decidono giorno dopo giorno i gruppi dirigenti legittimante eletti. La scelta tra maggioritario o proporzionale non è tattica (dice bene Alfonso Gianni) ma strategica perchè cambia la tua natura piegando i tuoi ideali alle convenienze del momento (dice bene ancora una volta Alfonso). Quindi ho trovato e trovo profondamente sbagliato che SEL abbia deciso di aderire al lancio della raccolta di firme per il referendum con un intervista di Vendola ed una di Migliore. Alla faccia della democrazia!

Vito Saturno 14 gennaio 2012 - 22:44

Riscrivo per la terza volta la mia risposta a Militante spedita poco dopo le 20 (e in questo momento sono le 22,45). Ho pestato qualche piede?
Caro Militante, prima di tutto, lasciami contestare l’abitudine di non firmarsi: io anche su queste pagine mi sono sempre presentato con nome e cognome (e indirizzo e.mail: vitosaturno@hotmail.com, sul quale confluiscono da mesi gli interventi di decine di compagni furenti quanto lo sono io). Ma non è questa la risposta che ti voglio amichevolmente dare.
Da molto tempo, io che ho creduto entusiasticamente fin da subito al ruolo che Sinistra e Libertà e poi SEL avrebbero potuto avere, ho visto giorno per giorno svanire le più belle speranze. SEL non è un partito. I Circoli chiudono per asfissia e GAP democratico. In mano a questi dirigenti, temo che non lo diventerà mai. La mia è rabbia, hai ragione. Mi fa schifo questo centrosinistra, al quale dovremmo aderire acriticamente e a prescindere; mi fa schifo il centrodestra; mi fa schifo il terzo polo dei voltagabbana e degli opportunisti. Che cosa scegliere? E tu, che cosa sceglieresti? Una rassegnata adesione, turandoti il naso, al centrosinistra? Io no. Intendo continuare a sferzare SEL, i suoi militanti e i suoi dirigenti autoreferenziali e ondivaghi, perché trovino la forza di sterzare decisamente a SINISTRA, smettendola con le chiacchiere e le fumisterie. E se non ce l’hanno, quella forza, se calcolano soltanto la possibilità di andare a posare i sacri lombi su poltrone conquistate con la sudditanza accattona al PD, vadano loro a iscriversi direttamente (e legittimamente, aggiungo) al PD e sgomberino il campo a forze nuove e inedite, soprattutto non compromesse né disponibili al compromesso. Perché la protesta della politica (l’antipolitica è soltanto quella praticata dai vecchi politicanti di sinistra, di destra, di centro, non quella della gente che ne ha piene le tasche) prima o poi forgerà un nuovo ceto di cittadini consapevoli, disponibili a fare il loro dovere civico e desiderosi di tutt’altro che di essere ancora presi per i fondelli e di credere, obbedire, combattere continuando a firmare cambiali in bianco.
Che cosa propongo io? La mia risposta ai tuoi punti 2 e 3, sta nella seconda parte del mio intervento precedente, che ti invito a rileggere da: “Ritornerò a votare…”.
In sostanza: non ci sia più delega senza partecipazione e informazione. Altrimenti, che vinca pure il peggiore. Ma continuo a sperare e lavorare perché a Sinistra si trovino la forza e il coraggio di essere migliori. Forza e coraggio che oggi latitano. Scrivimi, la mia e.mail la conosci. Fraternamente. Vito Saturno

Luciano Chiodo 14 gennaio 2012 - 22:21

Militante, capisco gli esempi che hai fatto, e in parte condivido il tuo ragionamento. Ma le decisioni finali chi le prende? Un “partito vero” è quello che ha dei reali processi decisionali democratici, dove la discussione è “finalizzata” a decidere, non fise a se stessa.
Non credo che il PD e la stessa Lega possano essere presi ad esempio, forse Rifondazione, non la conosco dall’interno, ma è talmente identitaria e spesso settaria da staccarsi dalla realtà, e quindi diventa asfittica e chiusa in se stessa.
SEL doveva costruire la “nuova forma partito” che andasse oltre gli errori dei modelli novecenteschi, invece è ricaduta nel leaderismo di vecchio stampo.

Militante 14 gennaio 2012 - 22:06

Luciano, potrà sembrarti strano ma il PD (con tutti i suoi limiti) è ancora un partito vero. Nelle sezioni si discute. Certo, negli ultimi anni, il cancro maggioritario ed affarista sta minando pesantemente quello che era il patrimonio di persone, idee, pratiche che viene principalmente da quel “paese buono nel paese cattivo” (per citare Pasolini) che era il PCI.
Ma ciò non toglie che il PD è ancora, in molte zone ed in molte situazioni un partito nel vero senso della parola (ed io non sono nel PD e non lo amo, ma gliene devo dare atto).
Poi c’è Rifondazione che nel suo essere vecchia, identitaria e minoritaria (come spesso si dice su questo sito) è forse l’ultimo partito con una vera democrazia interna (anche in questo caso, con tutti i limiti che ha Rifondazione).
Provate a frequentare quel partito e vedrete che, al netto di grossissimi problemi e deficenze personali e oggettive c’è un fortissimo dibattito ed una grande ricchezza di culture ed esperienze.
Poi ancora, cambiando completamente versante, c’è la Lega. Strano? No. La Lega ha un’organizzazione territoriale ed un dibattito interno. Magari è un dibattito di basso profilo, su temi molto discutibili e con idee francamente balzane.
Questi sono 3 esempi di partiti dove si discute. Ripeto, non sono degli esempi di perfezione ma nemmeno un partito dove le svolte si prendono con articoli o interviste sui giornali.
Può piacere o non piacere ma questa è la realtà.
SEL, da questo punto di vista, può solo migliorare.
La democrazia è faticosa ma, forse, avrebbe evitato delle decisioni sciagurate come quella di appoggiare dei referendum elettorali che sono la NEGAZIONE di qualunque idea di ricostruzione della sinistra.
Siccome penso che tra i militanti di SEL ci siano delle enormi potenzialità, mortificate da una gestione di tipo “familiare” del partito, credo che si possa migliorare.
Chiaramente con il tempo e con molta umiltà…..

Vito Saturno 14 gennaio 2012 - 21:52

Sarà un disguido tecnico, ma la mia risposta a Militante non la vedo.

Luciano Chiodo 14 gennaio 2012 - 21:27

Militante, mi dici qualche nome di “partito vero”?

Militante 14 gennaio 2012 - 19:46

Per Vito Saturno,
Caro Vito, capisco la tua rabbia ma prova a riflettere:
1) se tu ti astieni il mondo va avanti lo stesso anche senza di te. E’ brutto da dire, ma a qualcuno può interessare il tuo voto a nessuno interessi se non voti.
2) ma credi davvero che le primarie siano l’esercizio democratico per eccellenza? Essere chiamati in un giorno a scegliere un faccione presentabile e poi affidarsi a lui/lei per 4 o 5 anni, entusiasmandosi al momento delle primarie e scazzandosi perchè non mantiene (perchè nessuno può mai mantenerle) tutte le mirabolanti promesse che ha fatto durante la campagna elettorale (prima quella delle primarie e poi quella vera e propria)?
Perchè non ti iscrivi ad un partito, di quelli veri (e ce ne sono ancora seppur mal ridotti) e sopporti la “fatica” di confrontarti con gli altri? Ti rendi conto che chi ragiona come te pensa di contribuire a cambiare le cose (seppur con una forma estrema di protesta) ed invece è funzionale affinchè le cose vadano sempre peggio?
3) se SEL fosse stato un partito vero, un partito nel quale si può discutere preventivamente delle decisioni da assumere, credi che quei quesiti referendari ipermaggioritari sarebbe stati presentati? Io penso di no. Perchè Vendola e gli altri avrebbero dovuto convincervi della bontà della scelta e di una conversione a 360 gradi degli ideali che albergano in tantissimi (e questo mi rincuora) del militanti di SEL. Non si sarebbe risparmiata una colossale caz….ata?

Fausto Tenti 14 gennaio 2012 - 19:12

“Sono sorpreso della sorpresa”, usa un gioco di parole il capogruppo provinciale della Fds, per definire “le posizioni di chi , di fronte alla sentenza della Corte Costituzionale, si straccia le vesti parlando di golpe o di complotto di palazzo. Se c’è stato un comp0lotto o un raggiro della buona fede delle persone che non ne possono più del Porcellum è stato quello di far credere che quei quesiti scritti più con la zappa che con la penna, potessero essere dichiarati ammissibili. Si è usato strumentalmente il vento nuovo della primavera referendaria per incanalarlo in due referendum di regime, con il solo scopo di ridurre ancora di più la rappresentanza democratica ed accentuarne gli aspetti maggioritari.” “Vorrei ricordare non senza amarezza – prosegue Nicotra – che l’inopinata decisione di raccogliere le firme su quesiti inammissibili è stata assunta , su regia di Walter Veltroni, per bloccare l’altra iniziativa referendaria, quella denominata Passigli/Ferrara e che aveva avuto l’adesione della Cgil, che puntava a smantellare il Porcellum (premio di maggioranza, liste bloccate, nome del leader sulla scheda, coalizioni coatte) con quesiti che erano in perfetta linea con la giurisprudenza consolidata della Corte Costituzionale. Si è preferito illudere la gente – anche con il contributo interessato di tanta stampa di regime – con quesiti trappola, con il risultato di trovarsi oggi con la “legge porcata” ancora più intoccabile di prima. Complimenti : bel capolavoro!” “Mattarellum e porcellum sono figli della stessa logica antidemocratica – prosegue l’esponente della Fds. Entrambi hanno contribuito a recidere i legami di massa dei partiti politici umiliandone la vita democratica interna, trasformandoli in agenzie di marketing a servizio di un capo con l’adozione del barbaro e medioevale uso del nome del leader sul simbolo. Con la proporzionale Silvio Berlusconi non sarebbe mai diventato Presidente del Consiglio, perché con la proporzionale tutti i voti (come tutti i cittadini) sono uguali e si pesano allo stesso modo e mai il centrodestra ha conquistato la maggioranza assoluta in nessuna elezione. I voti si prendono non si vincono come invece era per il Mattarellum ed è ancora per il Porcellum.” Nicotra rivolge infine un invito ai dirigenti ed amministratori del Pd che hanno commentato con rammarico il pronunciamento di diniego della Corte Costituzionale , “ad essere altrettanto sensibili alla volontà popolare attuando negli enti locali i dettami decisi dalla maggioranza del popolo italiano nei referendum in merito alla gestione pubblica della risorsa idrica. Sommessamente ricordo che contrariamente alla vulgata diffusa in questi mesi da una stampa asservita al mercato, il record di firme per i referendum non spetta a quelli bocciati ieri dalla Corte Costituzionale ma a quelli sull’acqua pubblica (altre un milione e mezzo di firme per quesito). Falsificare questo dato serve evidentemente a far cancellare dalla memoria la vittoria dei Si ai referendum contro la privatizzazione dell’acqua e il fatto che ancora Nuove Acque continua ad essere in mano alla multinazionale francese e che la remunerazione del capitale investito cancellata dal referendum continua ad essere presente nella bolletta pagata dai cittadini.”

Vito Saturno 14 gennaio 2012 - 17:24

Io non voterò mai più, perché come cittadino italiano non conto più niente e nessun partito mi rappresenta. Purtroppo, non sono solo, perché la massa degli scontenti, dei delusi, degli indignati, cresce giorno per giorno. Perciò, non mi iscriverò mai più ad alcun partito, parlamentare o extraparlamentare che sia. Non accetterò mai più a occhi chiusi nessuna gerarchia di partito, fino a quando gli organigrammi a tutti i livelli saranno formati con i criteri ammuffiti e truffaldini di ieri e, purtroppo, di oggi. E, spero, mai più per il futuro. Basta con le cooptazioni! Basta con le decisioni prese non si sa da chi, non si sa dove, non si sa con quali criteri e con quali obiettivi! Basta con i soliti quattro gatti che decidono per tutti fra le solite quattro mura! C’è un popolo di SINISTRA, vera, sincera e furente, che vede nei comportamenti di troppi (autoproclamati e autoreferenziali) inamovibili e immarcescibili cosiddetti dirigenti della sinistra (parola che in questo caso scrivo a tutte minuscole) il vero disastro della Sinistra, le vere cause della miseranda situazione in cui si trova la Sinistra oggi in Italia: emarginata, derisa, immobile e muta.
Ritornerò a votare soltanto per chi mi farà scegliere i candidati.
Ritornerò a votare, forse anche SEL, se i candidati di SEL (o di qualsiasi altro partito decente) a qualunque livello saranno scelti esclusivamente (ripeto e sottolineo: ESCLUSIVAMENTE) mediante elezioni primarie aperte a iscritti, simpatizzanti e SOCIETA’ CIVILE, GRUPPI, ASSOCIAZIONI, COMITATI, FORUM DI CITTADINI, con le gerarchie di partito impegnate soltanto in compiti burocratici di stesura dei verbali. E basta! E nelle liste, divieto assoluto di presenza per i quadri di partito. A tutti i livelli. Il rinnovamento della politica passa anche di qua.
Nonostante il calo di consensi che si verifica nei sondaggi (per quel poco che valgono, secondo me), SEL può farcela a entrare in Parlamento anche da sola, schifando dichiaratamente il gioco delle alleanze, soprattutto col PD, che non ci ha mai voluto, non ci vuole e non ci vorrà neppure in futuro se non in posizione subalterna e di servile accattonaggio. Le liste di partito, secondo me, dovrebbero essere preparate ESCLUSIVAMENTE col metodo delle primarie di partito, dimenticando accuratamente la bufala delle primarie di coalizione, frutto di un colpo di sole di troppi dirigenti.
SEL può farcela, ma si deve dare un progetto vero di Società, un’idea coerente e organica di cambiamento negli stili di vita, di consumi, di produzione, di trasporti, di approccio con la natura e col resto del genere umano. E soprattutto, decidendo e proclamando di voler essere la sola vera e nuova SINISTRA ITALIANA.
E allora sì, RITORNERO’ a votare.

Alfonso Gianni 14 gennaio 2012 - 15:56

Caro Filippo l’errore è stato proprio questo. Scegliere il referendum sulla base di un’opportunità poltiica, anzichè sulla base di una considerazione e di una idea generali su come deve funzionare la democrazia. So bene che i sistemi puri non esistono (per quanto mi riguarda sono per un proporzionale corretto, come appunto è il sistema tedesco), ma neppure si può pensare di costruirsi una legge elettorale su misura della propria politica, anzi del proprio sistema di alleanze del momento.

Militante 14 gennaio 2012 - 15:56

mi sembra che si voglia girare intorno ai 2 punti nodali che sono inequivocabili:
1) il referendum era palesemente inammissibile, lo sapevano tutti, compresi i promotori (e, peraltro, molti di loro non lo hanno mai nascosto). Il referendum è stato preparato e proposto in pochissimo tempo per bloccare l’altra iniziativa referendaria (quella di Passigli-Sartori) che aveva ben altre possibilità di andare in porto ma che NON CONVENIVA a Sel, IDV, Segni, Veltroni, ecc. Il suo obiettivo per il momento è stato raggiunto. Nessuno dei quesiti andrà a voto popolare.
2) qualcuno mi deve spiegare perchè Vendola e tutti gli esponenti di Sel, da sempre proporzionalisti, in un lampo sono diventati fautori del maggioritario e del bipolarismo. Ma la coerenza e gli ideali che fine hanno fatto? Ed il criterio di rappresentanza equa che il maggioritario calpesta sempre e comunque (e lo sanno anche i bambini)?
Inorridisco di fronte a ragionamenti del tipo: “il mattarellum ci conveniva”, “con questa legge avremmo ottenuto migliori risultati”, “la coalizione (sic! quale coalizione???) è un valore”.
Ma chi fa questi raggionamenti pensa di avere davvero a cuore la democrazia? Comportandosi come il tifoso di una squadra di calcio? Ma fatemi il piacere e ringraziamo la Madonna (per chi crede) che questi quesiti siano stati bocciati………….

Carlol 14 gennaio 2012 - 14:39

Non ho firmato il referendum sia perché non condivido l’enfasi sulla legge elettorale (ma il Porcellum bisogna però cambiarlo) sia perché le ragioni di ammissibilità costituzionale erano dubbie. Credo che affrontare il tema della legge elettorale svincolato da una riflessione più ampia sul sistema politico italiano, sulla sua evoluzione, sia sbagliato. Sono d’accordo con Stefano in linea di massima. Non c’è nussun attacco alla democrazia. Il problema che si pone in Italia è : quale democrazia? Il modo in cui Elettra Deiana pone i problemi a mio avviso è errato. L’antipolitica non è un assalto alla democrazia in quanto tale. In ogni caso vi sono più componenti che confluiscono in questa tendenza. Spesso la critica al sistema rappresentativo viene condotta in nome di una qualità superiore della democrazia. Elettra Deiana dovrebbe ben saperlo dato il suo background che il tema della democrazia diretta è parte integrante di una critica di “sinistra”. Nella teoria politica si fa valere il concetto di democrazia deliberativa come processo che chiama i cittadini ad avere un ruolo più significativo nel meccanismo decisionale. A me pare che occorre tornare a contestare una impostazione “liberale” che abbina in democrazia il massimo della delega consegnando in modo cieco ogni decisione alla rappresentanza con una idea di libertà negativa come non impedimento all’agire nella società. Rafforzare la partecipazione sociale in una visione della cittadinanza rinnovata con strumenti nuovi più adeguati (es. il referendum propositivo oppure la collaborazione di massa alla definizione di una proposta di legge elettorale). Ci vorrebbe un punto di confluenza di una nuova visione. SEL lo può diventare?

Carlol 14 gennaio 2012 - 14:37

Non ho firmato il referendum sia perché non condivido l’enfasi sulla legge elettorale (ma il Porcellum bisogna però cambiarlo) sia perché le ragioni di ammissibilità costituzionale erano dubbie. Credo che affrontare il tema della legge elettorale svincolato da una riflessione più ampia sul sistema politico italiano, sulla sua evoluzione, sia sbagliato. Sono d’accordo con Stefano in linea di massima. Non c’è nussun attacco alla democrazia. Il problema che si pone in Italia è : quale democrazia? Il modo in cui Elettra Deiana pone i problemi a mio avviso è errato. L’<> non è un assalto alla democrazia in quanto tale. In ogni caso vi sono più componenti che confluiscono in questa tendenza. Spesso la critica al sistema rappresentativo viene condotta in nome di una qualità superiore della democrazia. Elettra Deiana dovrebbe ben saperlo dato il suo background che il tema della democrazia diretta è parte integrante di una critica di “sinistra”. Nella teoria politica si fa valere il concetto di democrazia deliberativa come processo che chiama i cittadini ad avere un ruolo più significativo nel meccanismo decisionale. A me pare che occorre tornare a contestare una impostazione “liberale” che abbina in democrazia il massimo della delega consegnando in modo cieco ogni decisione alla rappresentanza con una idea di libertà negativa come non impedimento all’agire nella società. Rafforzare la partecipazione sociale in una visione della cittadinanza rinnovata con strumenti nuovi più adeguati (es. il referendum propositivo oppure la collaborazione di massa alla definizione di una proposta di legge elettorale). Ci vorrebbe un punto di confluenza di una nuova visione. SEL lo può diventare?

Michele 14 gennaio 2012 - 11:17

Non è problema di essere puristi del proporzionale è un problema di democrazia, quella più diretta è quella in cui a tali voti corrispondano tali rappresentanze senza giochi di forze. Prima si pensava che si potesse rinunciare ad un pò di democrazia per avere più governabilità, e forse è vero, ma gli ultimi anni hanno dimostrato che non è una verità assoluta. Credo che si possa discutere di un sistema alternativo a quello proporzionale solo se garantisce la giusta rappresentanza e non favorisca come con il maggioritario i poteri più forti, nel caso italiano un pd ultraframmentato e moribondo ed un pdl a strascico di mafia e potenze economiche.

Filippo Boatti 14 gennaio 2012 - 02:24

Tieni conto Alfonso che i più giovani che prenderanno in mano questo partito SEL il proporzionale non lo conoscono affatto. Un altro mondo dalla loro esperienza politica. Non appena impari come funziona un sistema te lo cambiano sotto gli occhi, questo è il fatto che secondo me a voi puristi del proporzionale sfugge.

Filippo Boatti 14 gennaio 2012 - 02:22

Del resto a me sembra chiaro: la sinistra stava imparando a usare a suo vantaggio maggioritario e primarie e il blocco di potere cambia la legge elettorale per riprendersi il vantaggio. Le leggi elettorali non sono gran cosa, una vale l’altra, l’importante è imparare a farle funzionare. Stavamo imparando e cambiano la legge: proporzionale inciucista. Giusto è stato raccogliere le firme per tentare di fermarli.

Filippo Boatti 14 gennaio 2012 - 02:18

Stavolta dissento da Alfonso Gianni. Personalmente non penso affatto che i quesiti fossero sbagliati negli obiettivi. Al mattarellum avevamo preso le misure e si poteva farlo funzionare anche piegandolo alle necessità di rappresentanza della sinistra. Col ritorno al proprozionale che stanno macchinando PD, Pdl e Terzo Polo i partitocrati di questo blocco inciucione partiranno con cento lunghezze di vantaggio e metteranno fuori gioco i rompiballe (cioè noi). Per questo era più che sensato tornare al mattarellum.

Alfonso Gianni 14 gennaio 2012 - 00:27

Appunto, per salvare lo strumento del referendum bisognava evitare di appoggiare quesiti sbagliati negli obiettivi e nella forma. Lo stesso inventore dei due quesiti, Morrone, scriveva nel 2007 cose del tutto analoghe a chi sostiene parere contrario alla reviviscenza. Poi, miracolosamente, ha cambiato idea. Ora sperare che questo parlamento legiferi nella giusta direzione mi pare arduo.

Alberto 13 gennaio 2012 - 21:35

qualcuno ha già detto che le firme erano poco più di 500.000 ogni quesito. E’ vero che c’è stata una spinta forte ma penso indipendentemente dal quesito e dagli esiti possibili, come spinta popolare per un cambiamento che ci sarebbe stata anche con i referendum passigli, e come c’è in questi giorni con la proposta di legge contro la “casta”. Non si può fare di ogni erba un fascio. Io penso che meglio sarebbe una forte iniziativa contro le scelte di questo governo (pensioni,lavoro e art.18, privatizzazioni dei servizi pubblici inclusa l’acqua questo si vero scippo alla democrazia.

Filippo Boatti 13 gennaio 2012 - 21:35

Stefano, il PD sta facendo l’inciucio con PDL e Terzo Polo per reintrodurre il proporzionale con una soglia di sbarramento alta e fare fuori tutti i rompiballe, fra cui naturalmente SEL. Per questo era giusta l’idea di tornare al mattarellum che almeno costringeva a formare coalizioni, che non tornare al proporzionale che verrà usato per spazzare via tutti i disturbatori, non certo per ritornare a una visione costituzionale…

Stefano 13 gennaio 2012 - 16:36

Ormai i quesiti sono stati bocciati, preferire un atteggiamento più defilato dal mio partito.

C’era più di un dubbio sia tra gli iscritti che tra alcuni dirigenti nell’appoggio al referendum Segni-Parisi-Di Pietro (anche se io ho comunque firmato per rispetto alle decisioni del coordinamento nazionale) e questa bocciatura di fatto da forza a quei dubbi.

Concentriamoci sulle nostre proposte per il mercato del lavoro e presentiamo una nostra proposta di legge elettorale (senza salire sui carri altrui) da presentare alle forze parlamentari a noi più vicine (Pd e Idv) per dare il nostro contributo alla discussione, ma ora non fossilizziamoci, non c’è nessun attacco alla Democrazia.

Scrivi un commento per questo post

Permesso di soggiorno per il marito di un italiano

Un sentito ringraziamento da parte della comunità lgbtqi italiana va alla giudice Emilia Tanasi che ha riconosciuto il diritto al permesso di soggiorno di un giovane uruguyano sposato con un cittadino italiano. Il loro matrimonio, celebrato in Spagna, non è valido nel nostro Paese ma questo non ha impedito all’avvocata Giulia Perin di fare ricorso [...]

Unioni civili a Napoli

Mentre Arcigay lancia uno spot con la canzone di Jovanotti “Ti sposerò”, a Napoli la maggioranza di sinistra che sostiene il sindaco De Magistris ha approvato il registro delle unioni civili anche per le coppie gay e lesbiche. Naturalmente ha votato contro la destra, mentre Futuro e Libertà si è astenuta. Dopo l’accesso al fondo [...]

Genova: dalle primarie un nuovo centrosinistra

La vittoria di Marco Doria alle primarie di Genova è uno straorinario segnale civico e politico che parla dalla citta ligure a tutto il paese riprendendo con forza il filo di un nuovo centrosinistra da costruire a partire dai territori. Ancora una volta le primarie sono lo strumento di partecipazione democratica per dare forza a [...]

La Puglia come locomotiva del Mezzogiorno

I dati Istat sul prodotto interno lordo consolidano la posizione della Puglia come locomotiva del Mezzogiorno, cresce quasi ai livelli del nord del Paese. In questi anni la Puglia è riuscita a coniugare le proprie tradizioni, la propria storia e le vocazioni produttive con l’innovazione e la tecnologia. Ha toccato buoni livelli di specializzazione grazie [...]

Istat: in Puglia 25mila occupati in più. Miglior dato in Italia

Tempi bui per l’economia e per l’occupazione in particolare, ma secondo l’Istat, che in qualche maniera rafforza il quadro congiunturale illustrato dal presidente Nichi Vendola nel corso della conferenza stampa di fine anno, la Puglia è in controtendenza al punto da guidare il plotone (esiguo) di regioni con un segno più davanti alla voce nuovi [...]

Immigrazione. In Puglia fa rima con accoglienza

Lecce. E’ quella salentina la provincia più ambita dai migranti in Puglia. Lo rivela il rapporto “Sprar 2010 – 2011″ che fotografa i progetti di accoglienza. LECCE – Il Salento è la provincia pugliese preferita dai migranti in cerca di salvezza. Merito dell’accoglienza che vi trovano. Si sofferma proprio sul tema centrale dell’accoglienza, il rapporto [...]

Cascina, via libera al registro delle coppie di fatto

La maggioranza di centro sinistra approva un ordine del giorno in cui si prevede anche la promozione di politiche di sostegno “alle famiglie fondate sul matrimonio, di fatto o naturali”. E’ stato approvato ieri, in occasione della seduta del Consiglio comunale di Cascina, da tutte le forze politiche del centro-sinistra che sostengono il sindaco Antonelli, [...]

La serra fotovoltaica

A Villasor, in provincia di Cagliari, creati 90 posti di lavoro Investiti 70 milioni da multinazionali indiane e americane: 26 ettari coperti su 134 di serre produrranno 20 MW elettrici MILANO – Unire l’agricoltura alla produzione di energia elettrica, creando anche 90 posti di lavoro in una regione, la Sardegna, da anni alle prese con [...]

Sono Lucia, ho la sclerosi. Ma ora cammino

Casarano. Una giovane donna ammalata, si alza dalla sedia a rotelle grazie alla cannabis. Che si sperimenta a Casarano. Oggi un ‘caffè’ diverso da tutti gli altri, per scuotere gli animi disfattisti e diffidenti che purtroppo troppo spesso popolano questo quotidiano on line: una storia di ottimismo, scritta prima da un’amministrazione illuminata, come quella di [...]

Cagliari, così si fa

Stop agli affitti per il comune di Cagliari. La Giunta comunale taglia le locazioni passive, d’ora in poi gli uffici si trasferiranno dagli edifici in affitto a quelli di proprietà: “Si risparmierà oltre un milione di euro”. Ecco cosa cambia. Un risparmio di oltre 1.100.000 euro l’anno per le casse dell’amministrazione. E’ quanto prevede l’atto [...]

Buone notizie

Sinistra Ecologia Libertà - Via Goito 39 (4° Piano) - Roma - Tel. 06/44700403 - Fax 06/4455832 - redazione@sxmail.it
Realizzato da Ivano Noè