Giovanni, Antonio, Marco… non vi lasceremo soli!

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Dopo la sentenza del giudice del lavoro, Nichi Vendola, anche a nome di tutta Sinistra Ecologia Libertà, invia un messaggio a Giovanni, Antonio e Marco, i 3 operai della Fita di Melfi il cui reintegro in fabbrica non e’ stato accolto dal giudice, e sui hanno annunciato ricorso.

Cari Giovanni, Antonio, Marco due cose voglio dirvi: innanzitutto che non sarete soli nel proseguire la vostra legittima lotta per riaffermare il diritto al lavoro. Con voi i vostri compagni di lavoro, la Fiom, e tanti e tante che in Italia continueranno ad esprimervi il proprio sostegno, a partire da me e da Sinistra Ecologia Liberta’.

Ed è inoltre ammirevole il vostro senso dello Stato nel voler rispettare una sentenza cosi’ amara per voi. Date una lezione di dignita’ a quei tanti potenti che ogni giorno, fuori e dentro le aule di giustizia in modo sprezzante si rivolgono ai Poteri dello Stato.

Nichi Vendola

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Reggiano Scalzo 17 luglio 2011 - 15:14

Ora dopo la sentenza del Tribunale di Torino cosa dirà Marchionne? Gli sarebbe dispiaciuto buttare via la FIOM a calci nel sedere, vero? Troppo comoda ! Anche se l’accordo è stato fatto passare, bisogna fare i conti anche con i sindacati più vicini ai lavoratori e quindi più autentici, meno svenduti…

Giuseppe Romano 16 luglio 2011 - 11:21

Ancora una volta la sovrastruttura giuridica, espressione della struttura economica liberalcapitalistica dello Stato borghese, agisce contro la classe operaia. Aver accolto il ricorso della FIAT a favore del licenziamento dei tre operai della Fiom a Melfi significa colpire la legittima lotta di classe, significa dare una copertura giudiziaria all’offensiva padronale e capitalistica. Il giudice del lavoro ha messo così il timbro della legge a questa infamia, dopo aver ignorato perfino formalmente la documentazione difensiva dei tre operai, che, tra l’altro, ebbero a scrivere una toccante lettera finanche al Capo dello Stato, al Presidente della Repubblica.

Giuseppe Romano 16 luglio 2011 - 10:33

LA GIUSTIZIA DELLA FIAT E QUELLA DEGLI OPERAI

L’accoglimento del ricorso della Fiat a favore del licenziamento di tre operai della Fiom a Melfi, è un fatto gravissimo. E’ la copertura giudiziaria di un licenziamento politico. “I tre operai hanno l’unica colpa di essere iscritti alla Fiom” gridavano l’altroieri davanti al tribunale di Melfi numerosi lavoratori durante un presidio di solidarietà. Hanno ragione.
I lavoratori colpiti e la Fiom hanno la piena solidarietà del PCL. La Fiat ha praticato il licenziamento dei tre operai per ammonire e intimidire l’insieme dei suoi dipendenti e l’intera classe operaia italiana. Il “giudice” del lavoro ha messo il timbro della legge a questa infamia, dopo aver ignorato persino formalmente la documentazione difensiva degli operai. E’ l’ennesima riprova non solo del cinismo dei padroni, ma anche della natura di classe dello Stato: contro tutte le illusioni “giustizialiste” che tanto hanno circolato in questi anni anche a sinistra. Naturalmente fa bene la Fiom a ricorrere in appello contro la sentenza e ad esperire ogni spazio legale per ribaltarla. Ma al tempo stesso è sempre più evidente che il terreno della rivincita generale degli operai non sarà mai l’aula di tribunale, ma la lotta di massa per difendere i propri diritti, per rovesciare questa società di sfruttamento, per imporre il potere dei lavoratori. Che sarà la vera giustizia degli operai.

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

da : http://www.pclavoratori.it/files/index.php?c3:o2299

Paolo Pesacane 16 luglio 2011 - 02:04

@Ale69 Le sentenze quando si considerano infondate o illegittime si impugnano. E nell’impugnarle si accetta, come fa lo stesso nostro ordinamento, che il Giudice possa anche aver sbagliato. Si chiamano rimedi giudiziali. Che le prove non depositate nei termini da Fiat siano entrate nel processo mentre quelle della fiom no (matrix sì annozero no, ad esempio) è un fatto. E come tale può essere criticato e discusso, oltre che impugnato con l’appello. Accettare le sentenze non significa condividerle. Non riammettere i lavoratori in fabbrica o dire che i magistrati sono eversivi o che c’è un complotto dei giudici di sinistra significa non accettare le regole del nostro ordinamento. Ciao.

Ale69 15 luglio 2011 - 20:41

Paolo presumendo come sempre presumo con tutti fino a prova contraria che tu sia una persona intelligente ti invito a non giocare con le parole: se cominci con “Cronaca di un provvedimento annunciato” e poi prosegui ,”Sistematicamente sono rientrate dalla finestra le richieste probatorie (sensazionalistiche ma ininfluenti) di FIAT che avrebbero dovuto essere precluse mentre invece sono rimaste fuori.. ecc”. ,non stai facendo una semplice e legittima critica ad una sentenza,ma in effetti stai insinuando che sia stata pilotata.E questo senza neanche aver letto una riga di quelle motivazioni di cui poi mi inviti ad attendere l’uscita,che è il colmo!Queste motivazioni riveleranno magari che effettivamente è una sentenza ingiusta e sballata,ANZI IO MI AUGURO CHE SIA COSì,perchè questa decisione cade come una mazzata su di un sindacato già provato da sconfitte recentissime ed arrertamenti penosi anche se inevitabili allo stato di cose.Ma dobbiamo almeno noi evitare quelle reazioni tipo “cane di Pavlov”di fronte a sentenze che non piacciono come fanno Berlusconi e la sua cricca….

Sergio Calef 15 luglio 2011 - 18:47

Alla luce di ciò che avviene mi vergogno di appartenere ad un Paese che non sa difendere il lavoro ed i lavoratori,lasciati nelle mani di Poteri Padronali spregiudicati e delinquenziali. Sono d’accordo con Nichi che non dobbiamo lasciarli soli e dobbiamo batterci perché il clima in Italia cambi,vengano annullate tutte le forme di ricatto verso i lavoratori e la dignità del lavoro,isolando anche quelle Rappresentanze Sindacali(CISL,UIL,UGL) che allo “venduto”la dignità del lavoro sull’altare dei propri interessi.

Alfonsodt 15 luglio 2011 - 15:30

personalmente non conosco la sentenza,penso che sia, per i lavoratori e il mondo del lavoro una brutta pagina di storia sociale,civile e sindacale,do la mia piena solidarietà di lavoratore a GIOVANNI,ANTONIO e MARCO,lavoratori sbattuti fuori dal ciclo produttivo non da pingo palla ma da un padrone che disdice unilateralmente un contratto nazionale,che spacca il mondo sindacale a suo piacimento e parla solo con quelli che a lui dicono di si,impone un referendum farsa a lavoratori e lavoratrici con l’arma del ricatto vessatorio di una ipotetica chiusura degli impianti,promette senza dire come dove e quando investimenti che allo stato attuale personalmente non ancora ne sono a conoscenza,ma si sa io sono un lavoratore e come tale è giusto che non sappia quello che decide di fare il mio padrone,che è anche padrone della mia persona al’interno del suo sito produttivo,quindi come dicevo non conosco la sentenza,ma forse al giudice nessuno queste cose glie le ha dette,ma si sa in sede di giudizio contano le prove e non il contesto,forse questi miei colleghi hanno sbagliato momento storico,per il giudice del lavoro il padrone può sbattere fuori tre teste calde perchè non hanno rispettato le direttive del capo,gli ordini impartiti,il lavoro non fatto,tutto questo non ha nulla a che vedere quali siano i rapporti di forza in campo.- forse è vero il lavoro è diventato solo un costo economicio in questo contesto storico e come tale va valutato.-auguri compagni lavoratori.-auguri per un futuro migliore che allo stato attuale delle cose vi giunge più come una presa in giro che altro,ma vi garantisco che il mio augurio di operaio e di lavoratore nei vostri confronti è cordiale e sincero.-peccato però che sono un operaio quindi non posso offrirvi altro che non sia solidarietà morale e civile.-auguri.a chi scrive sarcasticamente che commentiamo una sentenza che non piace io gli dico con molta sincerità che le sentenze sono emesse da uomini e donne in carne ed ossa,quindi dato che sono persone come noi un minimo dubbio sul come venga emessa una sentenza ci può stare, anche perchè da essa si evince una certezza sul dove essa stessa va a parare:tre nostri colleghi sbattuti fuori dal lavoro -.questo me lo devi pur concedere.-si sa il mondo è bello perchè è vario,anche per questo dico che:
la lotta è dura ma non ci fà paura.- un mondo migliore e possibile dobbiamo solo volerlo ciao! – bene ha fatto il nostro leader a darvi tutto il nostro sostegno morale senza se e senza ma, cosi si capisce meglio da che parte stiamo.- alfonso di tullio mil/te SEL.

Paolo Pesacane 14 luglio 2011 - 21:07

@Ale69 Non so che cosa tu abbia compreso. Ti pregherei di rileggere quello che ho scritto e aspettare che domani il Giudice depositi le motivazioni della sentenza. Poi se la sentenza non ci piacerà la si potrà impugnare e se del caso discuetere. O no?

Ale69 14 luglio 2011 - 21:01

ecco,lo sapevo,la solita storia,una sentenza non piace?E’pilotata!
Moralmente sono solidale con i lavoratori e spero la sentenza venga ribaltata,ma le sentenze vanno comunque rispettate anche quando non si condividono

Paolo Pesacane 14 luglio 2011 - 20:49

Cronaca di un provvedimento annunciato. Il modo in cui è stata condotta l’istruzione di questo processo da parte del Giudice non mi è mai piaciuto. Sistematicamente sono rientrate dalla finestra le richieste probatorie (sensazionalistiche ma ininfluenti) di FIAT che avrebbero dovuto essere precluse mentre invece sono rimaste fuori quelle che avrebbero provato la premeditazione di FIAT. Il giudice con ogni probabilità ritiene di accedere a quella giurisprudenza che per cui bisognerebbe provare l’intento antisindacale. In pratica la FIAT non ha torto (non sarebbe la sua intenzione antisindacale) ma i lavoratori hanno ragione. Di sicuro avranno ragione. Un regalo a FIAT in vista dell’udienza di Torino. So che Giovanni, Antonio e Marco vedranno affermate le loro ragioni ma so che questa di oggi non è una bella pagina.

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