A Milano la cortina che sembrava non scalfibile della presa culturale berlusconiana si è mostrata vulnerabile. Con lo sguardo di chi ha vissuto l’elezioni milanesi da lontano, ma con il coinvolgimento forte per il valore generale di quella sfida, mi pare di cogliere alcuni spunti di riflessione per affrontare la nuova fase politica che comunque si è aperta. L’esercizio che vorrei fare è quello di mettere in rilievo come, in quell’esperienza, sono state curate e trasformate alcune negatività che hanno fatto perdere negli ultimi decenni il centro sinistra.
La prima, anziché il modello di leaderismo populista e sessista di Berlusconi contro ogni limite al potere “53.000 preferenze, non una di meno”, anziché l’irriverenza della rottamazione giovanilista, si è realizzata l’empatia per la leadership di Giuliano Pisapia determinata, connotata per storia personale e insieme così garbata e inclusiva da annullare la più volgare accusa di estremismo. Si afferma una nuova forma di leadership politica temperata da una responsabilità diffusa e non personalizzata fino alla fede nei miracoli dell’unto dal Signore.
La seconda, anziché la boria narcistica della sinistra paga del proprio frammento di Verità –che si fa partito o partitino- ha preso il volo la voglia di condividere, di costruire un campo largo, aperto, accogliente del centro sinistra. Non solo contro un nemico. Sel, indispensabile per vincere, a mio parere, si dovrà sempre connotare per una funzione che vuole amalgamare tutte le sfumature del centro sinistra. Anche quando altri vanno in direzione contraria. E in questa temperie le primarie sono uno strumento insostituibile.
La terza, è stata valorizzata la diversità dal centro destra e non l’ansia di legittimazione moderata che nelle precedenti campagne elettorali ha portato il PD ad inseguire e a mimetizzarsi nelle promesse liberiste dell’ altrui schieramento. Si è tornati a desiderare un’ alternativa possibile senza il peso dei poteri forti. l’invadenza della ‘ndrangheta, l’egoismo sociale con le derive razziste.
Queste tre ragioni politiche, per SEL si saldano ora con un compito che il varco apertosi rende più urgente: un’ offensiva culturale di cui la battaglia referendaria è un buon e utile terreno. Ci vuole una radicalità che scuota le coscienze, trasformi l’immaginario collettivo su cui il berlusconismo dà segni di crisi.
Ora è più possibile avere ragione sulla non ineluttabilità di un mondo che dà valore solo al consumo dissennato, in primo luogo di risorse naturali, e schiavizza il lavoro, che rovescia la libertà di realizzare se stesse/i nel libero mercato e nell’individualismo proprietario, che trasforma un bene per la vita come l’acqua in merce su cui fare profitti, che usa l’immigrazione per impaurire e sorvegliare, che incrina il principio di uguaglianza davanti alla legge.
Insomma, con idee nuove per far pensare, unitari per essere più forti, pragmatici per trasformare anche con gradualità, gentili per rispettare tutti/e. Questo ha già detto Giuliano Pisapia, ed è indispensabile che la maggioranza dei milanesi lo confermi nel ballottaggio. Poi dobbiamo riuscire ad affermarlo con i 4 si al referendum e l’Italia potrà finalmente cambiare. Perché – come canta Vecchioni – quando le idee si muovono “sono come le stelle che non le spengono i temporali”…
Marisa Nicchi
CONGRATULAZIONI AL NUOVO SINDACO DI MILANO GIULIANO PISAPIA. LA SUA VITTORIA HA FATTO ESULTARE TUTTO IL PAESE… CREDO CHE QST SIA UNA SVOLTA PER TUTTI… E CHE ASPETTAVAMO CON TREPIDAZIONE.CONGRATULAZIONI DAI CITTADINI VERCELLESI CHE HANNO TIFATO PER GIULIANO PISAPIA. PURTROPPO DA NOI NON E’ CAMBIATA LA SITUAZIONE, MA SI REGISTRA CMQ UN CAMBIAMENTO NAZIONALE VISTO IL RISULTATO DI MILANO, DI NAPOLI E ALTRI OVVIAMENTE. SIAMO SPERANZOSI PER UN’ITALIA MIGLIORE E SOPRATTUTTO CHE SIA UN’ITALIA DIGNITOSA PER TUTTI.. NON ABBANDONATECI! SALUTI E BUON LAVORO!!!