Governatore Vendola, il ministro Scajola sostiene che in materia energetica è giusto cambiare il Titolo V della Costituzione.
La competenza per costruire una centrale nucleare deve essere esclusivamente statale, escludendo di fatto le regioni. Lei che ne pensa?
«Penso che siamo al più brutale ritorno a un centralismo persino autoritario. In piena mutazione federalista, con tutto il corredo propagandistico che il centro destra ha usato per accompagnare il dibattito sul federalismo, il governo interviene con un decreto poi convertito in legge che prevarica le autonomie locali e gli enti territoriali. Un decreto che toglie la possibilità di avere il diritto di parola sulla localizzazione di quegli impianti a rischio di incidente rilevante come le centrali nucleari. Devo dire che c’è una coerenza del governo Berlusconi da questo punto di vista. Vogliono stringerci d’assedio, imponendoci il rigassificatore a Brindisi le piattaforme petrolifere a largo della nostra costa, il raddoppio degli impianti di raffinazione dell’Eni a Taranto».
Tra le varie ipotesi di collocazione di una centrale nucleare è stato fatto anche il nome di Ostuni. Lei lo crede fattibile?
«Non mi sembrerebbe strano. D’altronde le lobby nucleariste sono quelle che pensano veramente alla Puglia. Anche perché si può in qualche maniera ipotizzare, nel nucleare, l’unione tra il ciclo del civile e quello del militare. Vorrei ricordare che nel porto di
Taranto stazionano sommergibili atomici».
Secondo Scajola il nucleare porta lavoro. Ci può essere un ricatto occupazionale in tutta questa partita?
«Non sono più in grado di utilizzare questo ricatto. In Puglia troveranno uno sbarramento di popolo, come in tanta parte d’Italia. Saremo una barriera umana che neppure i carri armati potranno bucare. Contro scelte che non solo contestiamo relativamente al nostro futuro ma anche al nostro passato. La Puglia è diventata la terra in cui si è aperta una questione su tutte le forme di inquinamento e dove abbiamo partorito risultati storici, come la legge anti diossine, che sta nella sua applicazione producendo risultati che sono strabilianti. In un anno l’emissione di questo veleno è passata da dieci nano grammi al metro cubo a un nano grammo al metro cubo».
Voi dite «no» al nucleare a prescindere oppure ne fate solamente una questione di competenze?
«Diciamo che non abbiano nessuna voglia di discutere. L’opzione nucleare è modernariato. Il premier va parlando a vanvera di nucleare sicuro che esiste soltanto negli spot pubblicitari ma non nella realtà. Poi diciamo «no» nella nostra regione anche perché per far funzionare una centrale serve una grande quantità di acqua che noi non abbiamo».
Be’, avete il mare…
«Appunto, il mare è la nostra energia alternativa. E poi vorrei ricordare che non ci devono toccare sulle questioni energetiche perché non dobbiamo dare ma ricevere. La Puglia esporta l’87% dell’energia che produce. Siamo i primi produttori di solare ed eolico in Italia. Oggi siamo nella condizione di chi deve essere risarcito, di chi deve vedere la propria bolletta elettrica ridotta in maniera consistente visto il nostro contributo al fabbisogno energetico nazionale e visto i prezzi che abbiamo storicamente pagato in termini di salute. Penso, ad esempio, agli inquinanti che sono stati sprigionati dalla centrale di Cerano e che hanno avvelenato mezzo Salento».
Lei crede veramente che, nel caso si decida per la costruzione di una centrale in Puglia, ci sia una forte reazione popolare?
«Guardi, hanno cominciato a parlare di piattaforme petrolifere e si sono rivoltate le popolazioni. Abbiamo costruito con una mobilitazione enorme la battaglia contro i veleni nella città di Taranto. Abbiamo la comunità brindisina che insorge ogni volta che parliamo di rigassificatore. La Puglia è una regione dove i cittadini non portano l’anello al naso. Hanno straordinarie virtù civiche ma un forte senso di ribellione nei confronti di chi vuole ancora manipolare la nostra coscienza con il ricatto occupazionale. Dovranno far venire l’esercito per immaginare di aprire un solo cantiere».
Dall’Unità del 1 febbraio di: Roberto Rossi
Caro Vendola, vedrai che nessuno arriverà in Puglia con l’esercito, perchè vincerai le prossime regionali e se il governo proggetterà una centrale nucleare in Puglia, tu appellandoti alla Costituzione, farai causa al Governo Italiano.