Melfi, appello dei gruppi consiliari

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I gruppi Consiliari Regionali firmatari dell’appello per il ritiro del provvedimento di sospensione cautelare adottato dalla direzione nei confronti di tre lavoratori, di cui due delegati sindacali, e per  la ripresa delle normali relazioni sindacali alla SATA Di Melfi,

  • nell’esprimere solidarietà ai lavoratori che nella giornata di ieri, a seguito dei licenziamenti adottati dall’azienda, hanno assunto la decisione di salire sulle mura della Porta Venosina di Melfi, fatto che determina un ulteriore innalzamento della tensione in considerazione che la forma di protesta potrebbe avere ripercussioni sulla condizione fisica dei lavoratori licenziati,
  • tenuto conto anche della disponibilità delle OOSS nazionali manifestata nell’incontro di ieri a Roma a ricondurre nelle normali relazioni sindacali quanto sta accadendo a Melfi e a Mirafiori;
  • visto l’ordine del giorno del Consiglio Provinciale di Potenza e facendo proprio, altresì, l’appello dei Sindaci del Vulture Alto Bradano, condiviso anche da tanti altri sindaci, compreso quello della città capoluogo
  • alla FIAT il ritiro dei licenziamenti,  riconducendo la vicenda nell’ambito della naturale dialettica dei rapporti di lavoro;
  • al Presidente della Giunta Regionale, di intervenire ulteriormente presso la dirigenza dell’Azienda Torinese affinché si produca un atto distensivo verso i lavoratori, le loro rappresentanze e la stessa comunità lucana, con il ritiro dei licenziamenti adottati e la ripresa delle corrette relazioni sindacali.

CHIEDONO

  • alla FIAT il ritiro dei licenziamenti,  riconducendo la vicenda nell’ambito della naturale dialettica dei rapporti di lavoro;
  • al Presidente della Giunta Regionale, di intervenire ulteriormente presso la dirigenza dell’Azienda Torinese affinché si produca un atto distensivo verso i lavoratori, le loro rappresentanze e la stessa comunità lucana, con il ritiro dei licenziamenti adottati e la ripresa delle corrette relazioni sindacali.

Giannino ROMANIELLO                Sinistra Ecologia Libertà

Giuseppe DALESSANDRO             per il Partito Democratico

Luca BRAIA                                     per il Partito Democratico

Enrico MAZZEO CICCHETTI        per  Italia dei Valori

Rocco VITA                                      Partito Socialista Italiano

Luigi SCAGLIONE                          Popolari Uniti

Alessandro SINGETTA                    Alleanza per l’Italia

Alfonso NAVAZIO                          Io amo la Lucania

Roberto FALOTICO                         Per la Basilicata

Gianni ROSA                                    per il Il Popolo delle Libertà

Francesco MOLLICA                       MPA

Ci sono 8 commenti per questo post
Studente 18 luglio 2010 - 21:45

mi sono divertitoa cercare cn il motore di ricerca nel sito di SEL:
Non un riferimento agli aumenti indiscriminati ai professori di religione, che aumentano di stipendio e di numero, non un riferimentp al fatto che per avere la abilitazione bisogna essere graditi alla chiesa cattolica, che da un giorno all’aaltro te la puo’ levare, non un riferimento al fatto che possono fare lezione anche con un alkunno solo, con divieto di accorpamento, mentre i loro colleghi hanni classi di 30 studenti… e’ inutile chiedere ai vari partiti ex-comunisti di schierarsi, ne’ agli atri del centro-sinistra; la chiesa non la vuole scontentare nessuno.
Del resto lo stesso vendola ha detto di ispirarsi alla bibbia, e in quel libro di stratagemmi politici per mantenere il potere ce ne sono parecchini…..

Molise 18 luglio 2010 - 15:47

La cosa più vergognosa è che bonanni è pronto a firmare il patto di pomigliano in tutte le aziende.
Ma bonanni dove vuole arrivare?

Nicoletta Anna 16 luglio 2010 - 17:01

a melfi nelle elezioni delle rsu ha vinto la fiom nei giorni del ricatto a pomigliano. Ora la fiat si vendica sulla fiom e sui lavoratori

Molise 16 luglio 2010 - 15:53

La politica del terrore è figlia della politica del terrore che il governo berlusconi sta effettuando in questi anni con il beneplacido degli altri sindacati schiavi dei padroni.
Essere più vicino ai lavoratori ed ai disoccupati è il nostro compito per riportare la vera sinistra sulla retta via

Rocco 16 luglio 2010 - 09:36

La situazione di melfi è purtroppo solo la punta dell’ iceberg, la FIAT ha iniziato la politica del terrore nelle fabbriche. Oltre alle pressioni sull’ unico sindacato ( la FIOM) che si può fregiare ancora di questo titolo, sta facendo dei contratti nazionali e degli accordi aziendali carta straccia, non da ultimo il rifiuto di pagare il premio di rendimento (PDR) nella busta paga di luglio. Belle le parole di Marchionne inviate agli operai qualche giorno fa in cui si proila un momento di sacrificio per tutti , per poter portare la FIAT a dei livelli mondiali, ma a conti fatti i sacrifici come al solito li dovranno fare gli operai, poichè loro i dividendi se li sono presi, eccome.

Andrea Da Asiago (vi) 15 luglio 2010 - 22:26

VERGOGNA FIAT , VERGOGNA !!!!

Guido Da Torino 15 luglio 2010 - 18:52

Corsi e ricorsi storici : a cavallo tra gli anni ’50 e ’60 la Fiat di Valletta licenziava decine e decine di sindacalisti della Fiom e faceva nascere dal nulla il sindacalismo di impronta aziendale. Ma fu un fuoco di paglia perchè nel ’68 i lavoratori,sotto la guida di un UNICO ed autentico sindacato,l’FLM, iniziarono una lunga lotta rivendicativa,il cui esito cambiò la loro vita,all’interno ed all’esterno dell’azienda.
Fiat stai perciò ATTENTA,il vento può facilmente cambiare direzione! Senza il consenso dei lavoratori non si va da nessuna parte!!!! I lavoratori italiani sono spremuti come limoni e guadagnano dal 40 al 50% in meno dei loro colleghi dei paesi industrializzati!! Lo ha riconfermato nuovamente oggi il governatore della banca d’Italia Draghi!!!
Marchionne che cosa rispondi,e soprattutto che cosa fai? Non puoi soltanto mirare ad intascare quattrini,lasciando famiglie sulla strada (stabilimento di Termini e precari),e licenziando coloro che non concordano con questa strategia di distribuzione ineguale della ricchezza.Nessuna impresa si giustifica se non produce valore e se poi non lo distribuisce equamente tra chi ha concorso a crearlo.I conti aziendali non si fanno senza l’oste,ove l’oste in questo caso è la classe lavoratrice.Ben inteso ciò che si è detto per la Fiat vale per tutte le aziende.

Molise 15 luglio 2010 - 16:26

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