Monti variante colta della destra europea

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«Io non lancio aut aut, sono molto rispettoso verso il Pd, ma se la prospettiva di un nuovo Ulivo di cui ha parlato Bersani non c’e’ più perche’ c’e’ una svolta a destra, noi saremo competitivi con il Pd in maniera virulenta. Parleremo al suo popolo dal momento che gli stati maggiori si possono anche dividere, ma il popolo di centrosinistra e’ uno soltanto e ha più volte dimostrato che vuole un cambiamento». Non e’ un aut aut ma ci somiglia moltissimo e Nichi Vendola non ci tiene neanche troppo a smorzare i toni perche’ questa storia della Federazione tra Pd e Terzo Polo a cui lavora Fioroni, o quell’altra secondo cui la legge elettorale devono studiarsela a tavolino Pdl, Pd e Terzo Polo, come auspica Letta, per il leader di Sel e’ davvero troppo. E niente sconti alla politica europea, di destra, di cui il governo Monti e’ soltanto «una variabile colta e illuminata».

Vendola, la S&P declassa mezza Europa e lItalia scende in serie «B». Che sta succedendo?

«Ormai siamo di fronte ad una situazione insostenibile e paradossale. L’Europa si sta sgretolando e il male oscuro che la divora e’ quel clamoroso deficit di politica e democrazia che la rende priva di soggettivita’ reale nella scena del mondo. Un’Europa inesistente, priva di narrazione, che non assomiglia per nulla alla grande utopia europeista che l’ha ispirata, alla Altiero Spinelli o alla Willy Brandt. E’ ormai prigioniera della mediocrita’ della destra europea, della piu’ incapace classe dirigente ben incarnata dalla coppia Merkel-Sarkozy».

Condivide il monito del Capo dello Stato che esorta gli stati ad una vera unita’ politica e economica?

«Prima bisognerebbe chiedersi perche’ e’ finita cosi’: e’ nel fatto che l’Europa oggi e’ quasi interamente governata dalla destra e la sinistra, folgorata sulla strada del liberalismo, con le sue mille torsioni moderate ha regalato l’Europa all’egemonia culturale, politica e economica della destra».

Lei dice: Europa responsabile del suo fallimento. Ma sulle agenzie di rating non ha nulla da dire?

«Il fatto che i luoghi opachi privi di credibilità come le agenzie di rating, possano avere un peso nello spianare la strada all’assalto speculativo dei loro proprietari, visto che operano per conto di soggetti economici importanti, non mi stupisce. Piuttosto e’ la mancanza di un’agenzia di rating europea un’altra prova del carattere fiacco dell’Unione».

Intanto nel centrodestra c’è chi inizia a dire che non era colpa di Berlusconi, come spread dimostra.

«Di questa Europa così spettrale e priva di visione il governo Monti rappresenta una variante colta e illuminata ma non un’alternativa. L’unica alternativa possibile e’ l’Europa sociale che solo le forze socialiste, socialdemocratiche ed ecologiste del vecchio Continente possono ricostruire. Anche perche’ si sta dimostrando che le politiche tecnocratiche a cui anche l’Italia partecipa, non solo sono socialmente inique ma anche inefficaci».

Dunque, meglio le elezioni anticipate come auspicano Berlusconi e Bossi?
«Non credo che sia nelle intenzioni di Berlusconi andare al voto. Ha tutto l’interesse ad aspettare per smarcarsi il piu’ possibile dalla crisi, per apparire estraneo alle ragioni del disastro che sta vivendo l’Italia. In questo modo puo’ caricare il governo Monti di una responsabilita’ che in realta’ appartiene tutta al ventennio berlusconiano. La Lega poi, non mi sembra sia in condizione da affrontare le elezioni, si sta squagliando. Il fatto che si sia salvato Cosentino in Parlamento dimostra che hanno bisogno di guadagnare tempo per recuperare terreno e organizzare, contro la quaresima tecnocratica che vive il Paese, una riscossa del populismo».

Però anche il Pdl inizia a minacciare il governo Monti.
«Fa impressione vederli oggi come avversari dei poteri forti, proprio loro che hanno sempre garantito gli evasori, la ricchezza, anche quella criminale… Attenzione, lo dico soprattutto al Pd».

Cosa rimprovera a Bersani?

«Non rimprovero alcunche’, dico che la questione oggi, sia in Italia sia in Europa, e’ la giustizia sociale. Il Pd non puo’ avere un’azione incisiva sulle politiche di Monti perche’ la sua capacita’ e’ stata annientata a monte, dalla parte piu’ moderata del partito. I gruppi dirigenti, alcuni, hanno impedito un negoziato piu’ stringente sulla direzione del governo Monti che finora ha evocato scenari, ma non sciolto i nodi, dalla patrimoniale alla tobin tax. Sel ha organizzato il 22 gennaio a Roma un’assemblea nazionale con un titolo chiaro: “Per la giustizia sociale. Una nuova sinistra per salvare l’Italia”. Ci saranno Pisapia, Landini, De Magistris, Michele Emiliano… esperienze di governo fatte di riformismo radicale».

Vendola, tra lIdv e il Pd i rapporti sono al lumicino, Vasto un ricordo lontano. Come ci arriva il centrosinistra alle elezioni?

«Sarebbe un errore imperdonabile immaginare che l’Idv rappresenti un impiccio o un fardello di cui liberarsi».

Perché il Pd dovrebbe dialogare con un partito che lo attacca ogni giorno?
«Il nostro alleato principale, il mio e di Di Pietro, non può pensare di non sciogliere mai i nodi della prospettiva, per cui ogni giorno leggiamo che Enrico Letta la legge elettorale la vuole fare in modo che definire autoritario è un eufemismo, oppure che Fioroni vuole fare la Federazione con il Terzo Polo.

Ma se quello è il destino io e Di Pietro non abbiamo paura a metterci a capo di un altro polo di governo, alternativo al Pd. Non intendo più immaginare che per la sinistra ci sia soltanto un destino di testimonianza democratica».

Maria Zegarelli

da L’unita’


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Nerina 20 gennaio 2012 - 14:57

Stiamo boccheggiando, l’apnea sta durando veramente troppo, liberiamola quest’anima comunitaria, ecologica, sociale e generosa e oserei dire androgina… ne abbiamo bisogno, raccogliamo tutti quelli e quelle che amano lavorare volontariamente e anche in cambio di sola gioia sanno muoversi con un’idea. Basta! Io non ne posso più neppure del metodo politico vigente che si risproduce come uno schema familiare anche fra di noi, paura dei competenti,paura di chi si dà da fare, paura dei cani sciolti, e troppi enfant prodige oramai non più enfant che passano troppo tempo a contare le maggioranze interne per accumulare bonus…. mentre stiamo andando sugli scogli, Concordia for example, chiedo a SEL di mollar gli ormeggi e stringer la vite….

Andrea 20 gennaio 2012 - 13:57

il popolo di centrosinistra vuole la socialdemocrazia,non la deriva a destra. sel-idv-fds possono vincere le elezioni,specie se la lega correra’ da sola,come sembra.

Pino 20 gennaio 2012 - 00:45

Era ora Nichi! Finalmente ti sento parlare e dire qualcosa di concreto, su questo assurdo momento politico che stiamo attraversando, ed ahimè purtroppo, molti di noi, subendo.
Per quello che ho capito di te, e quel po’ che ho imparato a conoscere, finora, rispetto a tutta questa vicenda, mi sei sembrato eccessivamente morbido con gli amici del PD.
Prendiamo ad esempio, la micidiale stretta sulle pensioni, imposta selvaggiamente, in una maniera che non si è mai sentito dire da nessuna parte, stravolgendo in pochi giorni, accordi e leggi, che erano stati frutto di anni ed anni di contrattazione e di studio, sconvolgendo senza alcun rispetto, i piani ed i progetti di tanta gente, che d’accordo è pagata male, senza più alcun neppur minimo adeguamento, alla pazzesca escalation del costo della vita, ma che almeno inseguiva il sacrosanto diritto di staccare, dopo una vita di lavoro, aspettando l’agognato momento del riposo.
A tutti questi sventurati, me compreso, è stato invece imposto, senza possibilità di replica, e con una prepotenza inaudita, di restare anche altri sette anni, oltre il limite stabilito precedentemente! Assurdo!
Va bene l’adeguamento alle aspettative di vita, ma c’è modo e modo di fare le cose! Esiste ad esempio, una parola chiamata “gradualità”, tanto decantata, lo ricordo bene, da Bersani, nei giorni cruciali, precedenti la presentazione della legge, che ripeteva continuamente, che il suo partito avrebbe appoggiato quella legge, a patto che si fosse rispettato questo criterio. E poi cosa ne è stato di questi propositi? Qualche giorno dopo, hanno votato zitti zitti, questa ingiusta e iniqua “riforma”, e adesso vanno “a tarallucci e vino”, con le destre, ai pranzi di lavoro offerti dal governo.
Vergogna! E questo dovrebbe essere il maggior partito italiano di sinistra, che aveva fatto dalla difesa dei diritti dei lavoratori il suo baluardo? Non mi sembra ne sia rimasto granchè.
Pertanto, carissimo Nichi, è ora che ci si svegli davvero, e da te, che hai sempre parlato chiaro e forte, ci aspettiamo più interventi e maggiore incisività, su questo e altri temi, relativi ai diritti calpestati e alle tante umiliazioni, che molti italiani inermi, sono costretti a subire.

Alessio 19 gennaio 2012 - 16:25

ancora nessun dato sul tesseramento 2011?
attendo con curiosità!

Giovanni Lamagna 19 gennaio 2012 - 08:19

Mi ritrovo in molte delle cose che dice il compagno Alberto Ferrari (coordinatore SEL di quale provincia?). E’ il suo un intervento di ampio respiro, che fa pensare e offre parecchie sollecitazioni di cui ritengo il nostro partito dovrebbe tenere conto. Caro Alberto, se mi leggerai, puoi inviarmi la tua email? Così possiamo metterci in contatto. La mia è: lamagnagio@tiscali.it
Giovanni Lamagna
(Assemblea Provinciale SEL Napoli)

Giuseppe 18 gennaio 2012 - 15:51

Michele saranno pure morti viventi e saltimbanchi ma i primi sino a ieri erano tutt’uno con voi e quelli con cui vi volete alleare sono la politica che a parole dite di voler cambiare. Se ragioni così mi pare che di sx tu non abbia più niente. Auguri per la prossima guerra e per le prossime misure che taglieggiano le persone comuni ma salvano il capitale e i privilegi di alcuni, sicuramente li giustificherete ancora dicendo che …in fondo era un dittatore…che è un gentile servizio al paese. Ma non vi accorgete che oltre alle guerre calde qualcuno ne ha di fatto dichiarate altre di tipo economico- monetario (anche se tutti i portavoce del sistema si affrettano a negarlo)? Un sistema di commercio fondato sul dollaro non può tollerare la concorrenza da parte di altre monete perchè così perderebbe il proprio predominio sui mercati mondiali.
Giuseppe

Igor 18 gennaio 2012 - 14:23

Concordo anche io che comunque un segnale vada dato anche dall’Italia.
Tant’è vero che in precedenti post su altri argomenti (sia pure relativi alla manovra finanziaria del Governo Monti) avevo suggerito tra le proposte principali il ritiro delle truppe dall’Afghanistan.
Quello sarebbe stato un segnale in varie direzioni, sia all’interno del nostro Paese sia verso l’esterno (Europa e mondo).
Era comunque solo un esempio.
Saluti

Michele 18 gennaio 2012 - 10:16

Non ci spingiamo a proporre alleanze con i morti viventi quali fed o con i saltimbanchi del momento come i grillini. Abbiamo voluto questo partito per portare avanti un progetto alternativo, ci saranno inciampi e rilanci, personalismi e movimenti positivi verso la società civile, se andiamo avanti con onestà faremo un grande servizio a questo paese bucato.

Alberto Ferrari 18 gennaio 2012 - 10:00

(2° parte)
Dopo le considerazioni sopra riportate, meglio si comprende come sta muovendosi Monti e continuare a considerarlo come semplice “tecnico” appare dunque fortemente limitativo e deviante che non fa comprendere a pieno il disegno politico-sociale, che colloca Monti tra le figure sicuramente rispettate e rispettabili, ma le cui politiche non possono essere quelle della sinistra.
Chi ha avuto modo di assistere in diretta alla conferenza stampa di mercoledì 11 dicembre tra Monti e la Merkel si sarà accorto, dall’andamento della conferenza e da alcuni accenni di Monti ad Adenauer, ad Erhard ed all’economia di mercato della CDU, espressamente citata, che Monti è sceso pienamente in campo a sostegno della campagna elettorale della Merkel, rendendo consapevole anche la Merkel che, nel breve tempo di un anno, è in gioco il futuro dei partiti centristi, e del loro disegno politico sociale, nell’intera Europa. E che dunque la Merkel, con la CDU, per vincere in Germania deve vincere oggi in Europa, aiutandone la crescita economica. E tra alcuni giorni, con gli incontri tra Monti e Sarkozy si vedrà se tale linea sarà chiara e condivisa anche con Sarkozy. Altroché un Monti solo “tecnico”; Monti ha aperto, per la destra centrista, certamente rispettabile e non populista ma pur sempre destra, la “battaglia” per la riconferma alla guida dell’Europa, e quindi anche della Francia e dell’Italia. Un disegno quello di Monti che si serve dell’Europa per vincere negli stati nazionali e viceversa.
E la sinistra? E SEL?
Il primo punto da tenere in considerazione è che quando il tuo avversario politico mette in campo non singole, e spesso incoerenti, proposte o risposte, ma mette in campo un “disegno di paese”, non puoi più rispondere solo alle sue singole proposte ma devi, a tua volta, a mettere in campo un’altrettanto chiaro e coerente “disegno di paese” che dia forza e tenga insieme le tue singole proposte.
Tra 100 giorni andrà al voto la Francia e nella primavera del 2013 la Germania. L’Italia potrebbe andare al voto, al più tardi, con la Germania. Ma nei primi due paesi a contrastare le destre ci saranno con certezza, e con ampie possibilità di successo, i candidati di due partiti che si richiamano alla cultura socialista e aderiscono al PSE. In Italia tutto è più confuso. Dalla costituzione del PD è in atto una specie di gioco degli specchi. Il PD, essendo uscito dal PSE, non è collocabile, in ambito europeo, trai partiti che si riconoscono in una comune cultura e storia socialista, ma si colloca in un’area progressista centrista. Ma in Italia il PD continua invece ad essere percepito come un partito di sinistra secondo le migliori tradizioni della sinistra europea. A rafforzare questa percezione collabora molta stampa e non pochi mass media che, volutamente, dando del PD una rappresentazione di appartenenza alla sinistra “riformista”, spingono a rappresentare SEL come parte della sinistra “antagonista” e quindi non proprio affidabile per eventuali coalizioni di governo. Una tale ambiguità può portare a ritenere che in una futura coalizione di centro-sinistra possano bastare il terzo polo a rappresentare il centro e il PD a rappresentare la sinistra emarginando SEL come sinistra radicale. Per questo penso che sia necessario che SEL debba, con decisione, presentarsi in ambito europeo avviando una strategia europeista e contribuire al dibattito in corso nelle forze di sinistra europee, in particolare nel PSE. Ciò servirebbe a fare chiarezza, anche in Italia, su chi, come il PD, è uscito dalla cultura socialista europea e chi invece, come SEL, con quella cultura vuole misurarsi confrontarsi e dialogare. Sarebbe oggi il modo concreto per aiutare l’elettorato italiano, di sinistra, ad orientarsi in quello che appare come un troppo ambiguo panorama politico.
In Europa come ha ricordato di recente Helmut Schmidt “libertà, giustizia e solidarietà”, sono ancora sinonimi di socialismo. E’ possibile che solo da noi non sia più così? E che si navighi in un’ambiguità che fa percepire il PD come partito dell’area del socialismo europeo, pur essendone fuori, e SEL come partito della sinistra antagonista?
Non si tratta di aderire acriticamente al PSE, come fece a suo tempo il PDS-DS, ma di individuare nel PSE l’interlocutore principale, ancorché non esclusivo, per costruire un’Europa più giusta e solidale, tramite una nuova sinistra che come scrive Edgar Morin sappia essere ad un tempo socialista, comunista, libertaria e ambientalista, femminista e per i diritti civili individuali e collettivi. E che ambisca ad avere, come le sinistre europee, una cultura di governo e non di sola consolatoria opposizione.
*Coordinatore provinciale SEL

Alberto Ferrari 18 gennaio 2012 - 09:59

(Articolo pubblicato su Paneacqua)
Dibattito Da più parti si continua a definire Monti come un tecnocrate e il suo come un governo tecnico. Ma siamo proprio sicuri che sia così? Personalmente sono più propenso a credere che 17 anni di berlusconismo abbiano fatto perdere, anche a sinistra, un po’ del senso della politica con la P maiuscola, e che, di conseguenza, ci si sia abituati all’idea che la politica non dovesse più essere guidato da una visione alta e complessiva della società, ma che, a guidarla, bastasse il buon senso o gli interessi individuali
Così, anche a sinistra si è smesso di studiare, di dibattere, di confrontarsi con la “cultura delle cose”, e non solo con le cose. Oggi che Berlusconi, con il suo teatrino non conta più, la stessa sinistra sembra trovarsi impreparata a comprendere, dietro al linguaggio tecnico, il profilo politico che sostiene e guida quel linguaggio, solo apparentemente tecnico.
Eppure sarebbe bastato dare maggior ascolto ad alcuni rapidi richiami di Monti e aver seguito alcune sue conferenze stampa, compresa l’ultima con la Merkel, per capire che la rapidità delle decisioni con cui procede, sul piano tecnico, è il portato di un chiaro modello politico di società. Modello che egli stesso ha evidenziato con i richiami ad Adenauer e ancora di più a Erhardt, e alla teoria della “economia sociale di mercato (o social market economy) “. Teoria economico-politica nota tra gli addetti ai lavori come Ordoliberalismo, elaborata dalla scuola economica di Friburgo, dalla quale proveniva appunto Erhardt; colui il quale, prima come ministro di Adenauer e poi come Cancelliere, ricostruì la Germania del dopoguerra e diede l’ossatura politico-economico-culturale ai partiti centristi europei e, in primis, alla CDU. Teoria economica nella quale si riconobbero anche De Gasperi, Einaudi e in parte anche la visione sociale del lavoro della Chiesa. Quella dell’Ordoliberalismo fu la terza via economico-politica che, a partire dagli anni ’50, si inserì nel dibattito politico economico europeo come alternativa sia al liberismo classico “della mano invisibile e dei mercati perfetti e capaci di auto controllarsi”, sia all’intervento diretto dello Stato nel processo economico, propugnato dalle socialdemocrazie e dalle idee Keynesiane.
L’idea centrale dell’Ordoliberalismo è che il mercato sia il modo migliore per organizzare l’attività economica di un paese, ma che esso, da solo, non sia in grado di garantire l’equilibrio distributivo suggerito dalla teoria neoclassica, aprendo quindi al rischio di alimentare forti conflitti sociali. Da qui l’idea che l’ordine concorrenziale è di per sé un “bene pubblico” che andrebbe però tutelato dallo Stato con regole che consentano un funzionamento corretto del mercato. Il ruolo dello Stato, per i sostenitori dell’Ordoliberalismo, non è dunque semplicemente quello di “guardiano debole” bensì è quello di uno “Stato forte” che si preoccupa di contrastare l’assalto contro il funzionamento del mercato da parte dei monopoli e dei cacciatori di rendite, che impedirebbero il funzionamento del mercato. Il concetto forte che lo sostiene, e che sostiene dalla sua origine la CDU, è l’aggettivo “sociale” abbinato al termine economia di mercato.
Anche le socialdemocrazie utilizzavano, e utilizzano, il termine di “economia sociale di mercato”, ma li differenzia il senso dato al termine “sociale”. Termine che, per i primi, sta a intendere che l’economia di mercato è un bene “sociale” che come tale deve essere propugnato e difeso dallo Stato mediante regole che ne consentano un corretto svolgimento (ad esempio contro i monopoli o le degenerazioni oligopolistiche). Mentre per i secondi (i socialdemocratici) “sociale” è il fine a cui anche l’economia di mercato deve sottostare; se necessario anche attraverso l’intervento diretto dello Stato la dove il libero mercato non è in grado di dare sufficienti garanzie di finalità sociali. Così mentre per i primi lo stato deve dettare regole perché la scuola, la sanità, le pensioni l’acqua, ecc. siano gestite con forme del libero mercato ma con finalità sociali (e non solo economiche; per esempio in Italia si direbbe: gestite dal terzo settore), per i secondi tali attività devono essere gestite direttamente dallo Stato.
(continua)

Ambri 18 gennaio 2012 - 09:25

dire che il mondo gira a 1000 all’ora non significa che la crisi deve durare un giorno, anzi, è da molto tempo che ci stanno spogliando, velocemente, di tutti i beni e diritti.
Detto questo, concondo su budapest, ma un segnale di cambiamento deve partire da quà, dall’Italia, allora, forse, qualcuno ci emulerà, allora, forse, gli Italiani ricominceranno a credere nella politica e allora, forse, avendo la forza dei risultati dalla nostra parte, diventeremo credibili e meritevoli di attenzione.
Vinciamo in Italia poi pensiamo all’Europa, ciao

Igor 17 gennaio 2012 - 22:30

Che si debba agire concordo anch’io, tant’è vero che ho fatto una proposta anche relativamente alla nostra collocazione europea.
Perché non fare una manifestazione a Budapest contro Orban?
E’ così impossibile?
A me pare di no, mi pare piuttosto che ci siano dei problemi che non si vogliono affrontare. Mentre invece proprio il nazionalismo e l’autoritarsimo che sta nascendo a Budapest, a mio avviso, è un segnale sparato in direzione di tutta l’Europa.
Ciò posto, vengo alla questione dei tempi.
Una domanda molto semplice: se i tempi sono così veloci come si dice, perché la crisi economica dura ormai dal 2007? Sono ormai quasi 5 anni di crisi (un tempo definibile di medio periodo perlomeno). Se i tempi sono così brevi dovremmo vedere cambiamenti di ciclo economico molto più repentini. Viceversa, il ciclo economico si è stabilizzato in negativo.
Qualcuno mi sa spiegare il perché se i tempi vanno a 1000 all’ora?
A mio modo di vedere non sono cambiati i tempi, è cambiato il modo in cui li osserviamo, cioè con una visione di cortissimo periodo. Ciò perché sono aumentati gli attori in gioco, anche sulla scena internazionale, sono aumentati i mezzi di informazione e dunque è aumentata la quantità delle informazioni (che assomigliano tipo a un fast food) e la velocità della loro circolazione.
Tutto ciò è, tra l’altro, uno dei motivi di questo prolungarsi della crisi su un tempo lungo. Evidentemente, ci sono dei problemi strutturali, che riguardano sia l’economia sia l’egemonia culturale liberista (attenzione, non liberale).
Dunque, il nostro partito deve guardare alla crisi anzitutto pensando in termini lunghi. In secondo luogo, avendo una visione globale (nel senso del mondo intero, perché oggi la partita non si gioca mica solo in Italia) e soprattutto liberandoci di questo fardello che Walter Benjamin già negli anni ’30 definì, forse non a caso in un altro lungo periodo di crisi risolto non dall’economia ma dalla guerra, la teologia economica.

Vanni Maltoni 17 gennaio 2012 - 20:29

Concordo con Ambri. Il mondo viaggia a 1000 all’ora e da un anno all’altro un paese cambia (in peggio) notevolmente. I tempi della vecchia politica non sono più nemmeno lontanamente idonei a fronteggiare questo genere di situazione.
Seguo l’evolversi di SEL dalla sua nascita, quando ancora era Sinistra e Libertà. Ma insomma, ci son voluti 2 anni per capire quali dirigenti politici aderissero al progetto-partito, ad oggi programma politico e alleanze sono ancora nella fumosità delle interviste di Vendola che l’alleanza la vuol fare solo con il popolo.

Se non ci si da una svegliata il PD e il Terzo Polo daranno molto presto scacco matto alla sinistra italiana, perchè la loro inazione è solo apparente. E’ uno scivolamento graduale ben congegnato senza strappi che potrebbero causare laceramenti nella base elettorale.
Si sottovalutano enormenmente i tempi della nuova politica che non a caso è sempre più improntata al leaderismo: basta che Vendola non appaia in TV per 2 settimane che SEL perde l’1% nei sondaggi. E’ triste, ma se chi fa politica da molto (troppo?) tempo nelle amministrazioni locali non prende atto che il 2010 non è il 1960 Sinistra Ecologia e Libertà è fritta.
Occorre incalzare la dirigenza nazionale a presentare programma e alleanze, non capisco perchè gli altri debbano fare campagna elettorale 365 giorni l’anno mentre SEL aspetta Godot, pardon Bersani.

Ambri 17 gennaio 2012 - 16:19

CARO IGOR,
IL TEMPO E’ SCADUTO, DOBBIAMO SOLO AGIRE, UN SALUTO

Francesco 17 gennaio 2012 - 16:09

Se non facesse tanta rabbia farebbe quasi ridere vedere come ci si accorge solo ora ( e forse!) che il PD non può essere un alleato ne un interlocutore perchè la sua classe dirigente si è ormai ( e da molto tempo!) spostata sempre più su posizioni liberiste e antidemocratiche.
Ma cosa fa SEL?
Perchè non si fa un congresso straordinario per decidere la linea del partito?
Perchè SEL non è un partito?
Perchè SEL è Vendola?
Che rabbia!

Giuseppe 17 gennaio 2012 - 16:08

Non basta chiamarsi socialisti per essere davvero tali e oggi la socialdemocrazia europea non è quella di Attle o di Nenni, sono diventati (come qualcuno in Italia) l’altro partito americano con cui la borghesia industriale e finanziaria pensa di poter governare politicamente i processi socio-economici in europa (e fuori dall’europa). di socialista non hanno più nulla i vari Blair, Zapatero (magari quest’ultimo qualcosa sui diritti civili, ma per questo basta anche un Pannella qualsiasi), Strauss Kahn (esempio tipico di “socialista integrato” nel fmi) ma quando poi si tratta di andare a vedere cosa fare circa i rapporti di produzione edi proprietà ecco che le carte si svelano davvero. Se si vuole essere di sx e provare a cambiare la società dalla parte di quel famoso 99% occorre scegliersi altri alleati. quelli che qui qualcuno ha richiamato.
Giuseppe

Federico 17 gennaio 2012 - 16:08

Quindi, se l’ex candidato del centro-sinistra alla Regione Veneto Giuseppe Bortolussi non si sbaglia, il campione di stile Mario Monti, con un reddito annuo di 368.000 € e 23 fabbricati intestati (alcuni con moglie e sorella), dalla SUA (equa) manovra rischierebbe addirittura di guadagnarci.
Non sarebbe il caso che qualcuno di serio facesse qualche conto per verificare?
Sarebbe abbastanza singolare, per non dire immorale che mentre si chiedono consistenti sacrifici a tanti italiani, Monti pagasse poco o niente o addirittura ci guadagnasse…

http://www.repubblica.it/economia/2011/12/06/news/con_l_imu_sulla_seconda_casa_ci_guadagneranno_i_ricchi-26180170/

Igor 17 gennaio 2012 - 15:42

Cara Ambri,
penso che non ci sia, in fondo, nessun fraintendimento.
Volevo solo stimolare, per quanto possibile e quanto posso io nel mio piccolo, un approccio analitico ai problemi. Tutto qui.
Condivido, in fondo, anche io tutte le perplessità manifestate nel tuo ultimo messaggio.
Tuttavia, aggiungo molto brevemente che, a mio avviso, benché molti compagni (non io, ad esempio) vengano da storie radicate, politicamente parlando (e ciò forse spiega perché vi sia, almeno in alcuni, una certa frenesia), la vita di SEL è molto breve. Per fare ciò che dici tu, occorre tempo e lavoro.
Per parte mia, se potremo dare un contributo a questo lavoro, tutti, ne sarei ben felice.
Un saluto

Marco Coghe 17 gennaio 2012 - 15:09

Dalla foto di Vasto ad oggi, molta acqua è passata sotto i ponti e molte cose sono cambiate (alcune in peggio) nel Paese reale.
E’ un fatto. Pur continuando a cercare un’alleanza con il PD che non può prescindere da una intesa programmatica, penso sia utile e politicamente corretto pensare anche all’eventualità che quella alleanza non si concretizzi. Concordo con chi chiede un maggiore impegno di tutti i compagni nel preparare(e portare a conoscenza dei cittadini con tutti i mezzi possibili) un programma che ci distingua e ci identifichi come sinistra riformista, ecologista e solidale. Un programma politico che punti ad una alternativa all’attuale visione iperliberista e mercantile del vivere quotidiano.

Ambri 17 gennaio 2012 - 13:30

x IGOR
non fraintendere il mio intervento.
Volevo solo far presente che ora a SEL manca solo un programma chiaro e trasparente. (da presentare in TV)
Quello che leggo è tutto molto sensato, non mi metto a discutere su questo, vorrei semplicemente leggre nero su bianco cosa intende SEL quando parla di aumentare gli stipendi perchè può essere considerato un aumento anche 5 euro al mese ma questo, come ben sai, non risolve nulla.
Anche tutte le altre questioni sono da chiarire, cosa vogliamo fare con le pensioni,con l’istruzione, sanita, ambiente, walfare ma soprattutto non credere di fare un programma di sinistra mantenedo le regole economiche e finanziarie attuali.
Intendiamo mantenere le cose fatte da questo governo e dal precedente oppure no, queste sono domande importanti come sono importanti le tue proposte, mi riferisco alla collocazione Europea di SEL e le perplessita sui socialisti ma, come ho detto poco fa, tutte questi interrogativi non si possono affrontare filosofando su cosa è giusto e cosa no, ma solo un documento ufficiale può dare risposte chiare e certe.
un saluto

Igor 17 gennaio 2012 - 13:03

Due questioni.
Ma siamo proprio sicuri che le posizioni dei socialisti europei non siano strumentali, in questa fase, a riguadagnare una fisionomia elettorale di alternativa al centrodestra in Europa, ma che poi, una volta tornati al Governo, non ammorbidiranno di molto i propri attuali propositi?
In passato mi pare sia successo. Dunque qualche perplessità la mantengo.
Non vedo perché, in prima battuta, non si possano stabilire legami e contatti con altri partiti della sinistra europea, tipo Izquierda Unida, Linke e Front de Gauche (che trovo un bel nome) che al loro interno hanno rappresentanze di ispirazione socialista (vedi Lafontaine e Melenchon).
Da ultimo, cara Ambri, non facciamo filosofia teorica, ma facciamo anche filosofica e filosofia pratica. Secondo me, la filosofica (ci) è utile. Non sottovalutiamolo.
Proprio perché dovremmo fare filosofia pratica e discutiamo della nostra collocazione europea, perché non pensare a una manifestazione dei partiti di sinistra, liberali e anche cattolici, perché no?, a Budapest per la democrazia? Potrebbero convocarla i socialisti ungheresi. A me pare che sia questo il terreno su cui potremmo meglio definire rapporti ed alleanze in Europa, vista la situazione attuale.
Va bene che siamo un piccolo partito, ma non bisogna mai smettere di avere ambizioni.

Franco Osculati 17 gennaio 2012 - 11:17

Sel deve essere elemento importante della sinistra europea che in questo momento è soprattutto socialista. I socialisti europei ora sostengono tesi condivisibili. Per esempio, se cliccate sul sito oggi vi imbattete in un articolo dal titolo “Pes strongly condemns Standard and Poor’s “Political intervention”". Se seguite la campagna elettorale francese vi potete rendere conto che i socialisti francesi non vogliono inserire in Costituzione il pareggio di bilancio e non vogliono ratificare il nuovo trattato europeo così come previsto dal vertice di dicembre. Secondo me sono punti di estrema importanza che coincidono a pieno con il nostro comune sentire. Saluti Franco Osculati

Stefano 17 gennaio 2012 - 11:03

Chi pensa di aggregare i Grillini sbaglia di grosso, ci siamo dimenticati il Piemonte ? il Molise ?
Con il Movimento 5 Stelle si possono fare al massimo delle battaglie comuni, ma un polo alternativo di Governo è impossibile.
Almeno fino a quando è Grillo che detta legge, vedi il caso dell’Emilia Romagna dove ha impedito al consigliere regionale di difendere l’UNITA’.
Con questa gentaglia SEL non deve avere nulla a che fare, siamo un partito serio non un movimento al seguito di un buffone.

Ambri 17 gennaio 2012 - 10:54

non facciamo della filosofia, mi concentrerei sui contenuti e, aggiungo, dobbiamo imparare a fare una sintesi dei nostri progetti.
A questo proposito credo che le affermazioni di Vendola sulla possibile scelta moderata del PD siano molto chiare come sono chiare anche le affermazioni sull’Europa e su questa economia, sulla necessità di tener conto dello stato di salute delle famiglie e non di un sistema drogato di spread e produttività.
Detto questo, SEL deve esporre la sua ricetta per uscire da questa crisi, parlare in modo chiaro di lavoro, salario, diritti, walfare, pensioni, istruzione, sanità e precisare che molte delle cose fatte da questo governo e dal precedente saranno radicalmente riviste.
Questo significa programma di sinistra, alternativo alla destra liberista.
Se SEL dimostra di avere coraggio allora rinconquisteremo tutto il nostro popolo. (forse molo di più)
Un saluto

Felice Di Giandomenico 17 gennaio 2012 - 10:45

Non è per niente rassicurante quanto detto da Mario Draghi riguardo l’attuale situazione di crisi.
A suo parere il tutto sta peggiorando e non sembra un pensiero avveniristico considerare un possibile, imminente collasso non solo del sistema economico italiano ma dell’intera zona Euro.
Le agenzie di rating americane, considerate giustamente da Nichi “luoghi opachi privi di credibilità”, continuano ad assestare colpi violenti al vecchio Continente (non si capirà mai a che titolo) decidendo in base a parametri difficilmente comprensibili ai comuni mortali.
Nonostante le misure adottate dal governo Monti (che nonostante tutto continua ad avere il plauso di quasi il 60% degli italiani) il famoso spread va a fasi alterne mantenendosi sempre nella zona rossa. In tutto ciò Bersani, Alfano e Casini sembrano fare comunella mantenendo a distanza di sicurezza Di Pietro. SEL non è proprio contemplata, alla faccia di Vasto!
E’ chiaro che si generino malumori in casa PD (parlo della base), non è ammissibile che un partito che ama definirsi “di sinistra” finisca col colludere con personaggi che del liberismo hanno fatto la loro bandiera. Il problema è che ognuno cerca di mantenere la propria posizione di comando andando ben oltre quelle che sono le aspettative della gente.
Diventa quindi prioritario iniziare seriamente a contemplare la possibilità di divenire soggetti “alternativi” al PD, diventa prioritario ridar vita ad una sinistra che metta al centro dei propri interessi i temi che veramente stanno a cuore ai cittadini: lavoro, giustizia sociale, salari minimi garantiti, in parole povere tutto ciò che rende dignitoso il vivere quotidiano.
Per allearsi con qualcuno e costruire qualcosa di buono è necessario che quel qualcuno sia affidabile e, soprattutto, coerente con certi principi che caratterizzano la cultura politica di sinistra. E in questa fase il PD tutto è tranne che affidabile e coerente. Come dicevano i latini: intelligenti pauca.

Giuseppe 17 gennaio 2012 - 10:32

Il pd, che su certi aspetti riesce persino ad essere peggio della dx (vedi le guerre della nato-imperialismo) ha cavalcato i valori di questo sistema contribuendo al pari del cosidetto berlusconismo a creare un substrato culturale consono e voluto dal capitale. Ed è proprio da questo rovesciamento di valori che nasce la nostra crisi e la difficoltà di rimuoverla, perchè prima ancora che nell’economia occorre che sia rimossa dalla testa della gente.
Quanto ai numeri sappiamo benissimo che sono ballerini (specie in una situazione di scollamento e di crisi come questa), Allende andò al governo col 34% dei voti, ma le sue politiche autenticamente di sx lo portarono immediatamente al 50%. Se si sommano le sx, l’IDV e i grillini (in gran parte gente che vuole un cambiamento vero e quindi potenzialmente interessata ad una proposta di rinnovamento della società fondata su altri vavori, stando ad alcuni sondaggi si raggiungerebbe il 24%, e questo in assenza di una comunione di intenti e di un progetto alternativo al sistema. Il pd lasciamolo all’alleanza con pdl e casini, con cui ha senz’altro molto più da spartire (ma già ci sta pensando per conto suo).
Giuseppe

Spartaco Innocenzi 17 gennaio 2012 - 10:28

Considerando l’importanza dell’assemblea e l’autorevolezza degli ospiti,sarebbe il caso(se non già prevista)di mandare in diretta streaming la manifestazione.
Dopo l’intervista rilasciata da Vendola all’Unità,si è aperto un’ampio dibattito tra di noi nei vari social network e su Facebook in particolare non solo sui contenuti dell’intervista, ma soprattutto sull’aut-aut imposto al PD.Non voglio ripetere concetti nonchè commenti fatti da compagni che mi hanno preceduto.E’ vero che in politica spesso si può dire tutto e il suo contrario in quanto non sono previste sanzioni,ma indubbiamente un minimo di coerenza talvolta ci vorrebbe.Un segretario di partito viene eletto dal Congresso in quanto il congresso stesso dopo ampio dibattito ne condivide la relazione e quindi percorso e strategia.Dopo l’alternarsi di vari segretari nel PD,Bersani, l’ultimo eletto,ventilò la nascita di un nuovo Ulivo con l’eventuale presenza dell’UDC perchè molti all’interno del partito peroravano questa richiesta.Poi la questione fu messa in soffitta andando avanti stancamente con dichiarazioni più o meno estemporanee tanto per far scrivere i giornali.Nalla fase più acuta del berlusconismo e con le varie feste settembrine dei vari partiti,Di Pietro a Vasto invitò Vendola e anche Bersani il quale accettò l’invito all’ultimo momento.Dopo ampio dibattito,Bersani decise che entro la fine dell’anno avrebbe aperto il tavolo delle trattative presentando un suo programma su cui discutere quale prima tappa per un accordo politico dacontrapporre alla destra.I tre furono immortalati sorridenti dai fotografi da cui nacque la famosa “foto di Vasto”.Da quel giorno tutto è cambiato nei mesi successivi fino al getto della spugna di Berlusconi.Sotto la spinta speculativa dei mercati i quali avevano distrutto la Grecia,Potogallo e Irlanda,la loro attenzione si è rivolta verso l’Italia con la BCE a dettarci i compiti finanziari.Vista la mal parata,Napolitano ha pensato bene di indicare in Monti il salvatore della patria facendo felici tutti i partiti in quanto solo a chiacchiere volevano le elezioni.Dopo la manovra pro-ricchi aggiustata tanto per far contenti un pò tutti,è calato un silenzio assordante sul versante del CS.A dire la verità,la pattuglia moderata del PD sembra aver preso il sopravvento nel dettare il percorso del partito il cui approdo secondo loro è verso il Terzo Polo.E Bersani? In silenzio.A questo punto è più che giustificata la presa di posizione di Vendola.Si continua a dire che non si può condannare tutto il PD perchè all’interno di esso esiste una rilevante componenete a cui alla parola Sinistra è ancora affezionata.E allora è giunto il momento di farsi sentire.Da parte nostra abbiamo dimostrato pazienza,ma non può essere illimitata.

Militante 17 gennaio 2012 - 09:14

Antonio,

qui non è un problema di “vento” o di “aria che tira”. Che ci sia un profondo malessere tra i cittadini ed anche tra elettori e dirigenti del PD non è un mistero. Il problema è che sbocco dai questo malcontento. Ti faccio notare che negli ultimi 20 anni (dal crollo del PCI) ogni passaggio è stato contrassegnato da uno scivolamento a destra di quell’area. Compreso l’ultimo passaggio del governo Monti. Illudersi che un malumore si trasformi in consenso per gli altri sic et simpliciter è pericoloso ed inutile. E ne vanno costruite le condizioni.
A me non sembra che queste condizioni ci siano per SEL, per lo meno fin quando si mantiene nell’ambiguità per non rischiare di perdere il treno del centrosinistra. Ci vorrebbe coraggio e lungimiranza. Questa intervista è leggermente meglio delle precedenti, se non altro perchè comincia, anche se molto timidamente, a dire qualcosa.
Poi, se la collocazione europea è quella prospettata crolla tutto il discorso. Noi puoi fare l’alternativo a casa tua ed il moderato obbediente in Europa. Non sei credibile ed alla lunga non sei nè carne nè pesce.
A chi dice che i più grandi partiti di sinistra europei sono nel PSE rispondo: ma è quella la sinistra che vuoi? Quella che ha dato manforte al disastro attuale? Io no. Preferisco essere magari piccolo che essere complice….

Giovanni Lamagna 17 gennaio 2012 - 04:27

Questa intervista contiene, a mio modo di vedere:
- delle affermazioni di grande chiarezza, alcune, per certi aspetti, nuove, che condivido pienamente e che ho avuto piacere, quindi, di leggere;
- altre che sono meno chiare, in alcuni casi contraddittorie e che, quindi, condivido di meno e vanno, secondo me, perciò approfondite, meglio se nelle sedi istituzionali del partito;
- infine, un’affermazione e una scelta discutibili sul piano della forma e del metodo.

Tra le prime ho colto le seguenti:
1) “L’Europa si sta sgretolando…non assomiglia per nulla alla grande utopia europeista che l’ha ispirata, alla Altiero Spinelli o alla Willy Brandt”;
2) non basta (come fa Napolitano) esortare gli Stati a una vera unità politica ed economica; bisogna chiedersi prima perché l’Europa è finita così; è finita così perché da alcuni anni è quasi interamente governata dalla destra e perché “la sinistra, folgorata sulla strada del liberalismo, con le sue mille torsioni moderate ha regalato l’Europa all’egemonia culturale, politica e economica della destra”;
3) “Di questa Europa così spettrale e priva di visione il governo Monti rappresenta una variante colta e illuminata, ma non una alternativa”;
4) “ le politiche tecnocratiche, a cui l’Italia partecipa, non solo sono socialmente inique, ma sono anche inefficaci;
5) “…la questione oggi, sia in Italia che in Europa, è la giustizia sociale. Il Pd non può avere un’azione incisiva sulle politiche di Monti perché la sua capacità è stata annientata a monte dalla parte più moderata del partito;
6) c’è bisogno di “esperienze di governo fatte di riformismo radicale”; sottolineerei molto questa espressione (riformismo radicale), che non è affatto un ossimoro, ma esprime bene quello che io ho sempre considerato essere il codice genetico di SEL, la quale nasce come soggetto politico “radicale”, che non vuole però ridursi alla semplice testimonianza ma vuole tradurre il suo radicalismo in azione di governo, secondo l’ottica del più genuino “riformismo” (che non va confuso col moderatismo);
7) “Il nostro alleato principale, il mio e Di Pietro, non può pensare di non sciogliere mai i nodi della prospettiva”; che per me significa: non può pensare di non darsi mai una direzione di marcia; non può pensare di andare contemporaneamente al centro e a sinistra;
8) Se il Pd sceglie di andare al centro, “…io e Di Pietro non abbiamo paura a metterci a capo di un altro polo, alternativo al Pd”.

Tra le affermazioni poco chiare o, addirittura, contraddittorie, metterei le seguenti:
1) le agenzie di rating sono “luoghi opachi privi di credibilità” che servono a “spianare la strada all’assalto speculativo dei loro proprietari”; e, però, “la mancanza di un’agenzia di rating europea (è) un’altra prova del carattere fiacco dell’Unione”;
2) la sinistra “con le sue mille torsioni moderate ha regalato l’Europa all’egemonia…della destra”; e poi: “L’unica alternativa possibile è l’Europa sociale, che solo le forze socialiste, socialdemocratiche ed ecologiste del vecchio Continente possono ricostruire”;
3) “Il nostro alleato principale, il mio e di Di Pietro” è il Pd; e subito dopo: il Pd “non può pensare di non sciogliere mai i nodi della prospettiva”; (verrebbe da ribattere: ma come fai a dire che il Pd è il tuo principale alleato, se dici che non sai- perché il Pd non lo ha ancora deciso- in che direzione il Pd vuole andare? hai fatto un’alleanza prima ancora di definire i contenuti e la direzione di marcia dell’alleanza?);

L’affermazione, che contiene una scelta discutibile sul piano della forma e del metodo, è questa:
“Sel ha organizzato il 22 gennaio a Roma un’assemblea nazionale con un titolo chiaro: “Per la giustizia sociale. Una nuova sinistra per salvare l’Italia”. Ci saranno Pisapia, Landini, De Magistris, Michele Emiliano…”
Su questo punto, sono pienamente d’accordo con Alfonso Gianni, che lamenta l’assenza di una discussione preventiva nei luoghi istituzionali del partito sul suo nuovo posizionamento. L’Assemblea del 22 non è un luogo istituzionale del partito, ma “una manifestazione pubblica pur (se) con autorevoli ospiti”.
Non sono d’accordo, invece, con i compagni, che (con toni molto duri e allo stesso tempo, secondo me, superficiali) invitano a non “spaccare il capello in quattro sulle procedure”, definendo “notabili”, “vecchi cucchi” e “pensionati” tutti quei compagni che nel partito pongono “anche” problemi di metodo.
Si dà il caso, infatti, che in molte vicende, recenti e meno recenti, (l’ultima è stata l’adesione ai referendum elettorali) i fatti hanno dimostrato che i compagni, che avevano posto questi problemi, avevano ragione.
Troppe decisioni, in questo partito, vengono prese in maniera unilaterale dal gruppo dirigente apicale, senza una discussione preventiva, non dico tra la base degli iscritti (che in alcuni casi sarebbe opportuna, se non necessaria), ma neanche nei gruppi dirigenti intermedi.
E questo per me non va bene.
Denunciare questi problemi di metodo non significa essere dei burocrati. Significa semplicemente rivendicare l’applicazione di procedure democratiche e non verticistiche.
Soprattutto se queste procedure troppo spesso ci hanno fatto incappare in errori abbastanza clamorosi.

Giovanni Lamagna
(Assemblea Provinciale di SEL Napoli)

Vanni Maltoni 17 gennaio 2012 - 01:29

Non per essere ripetitivo, ma era chiaro da tempo che sarebbe finita così, perchè così volevano e vogliono le classi dirigenti italiche che si rispecchiano in toto nell’ideologia massonica. Licio Gelli lo mise pure per iscritto nel suo Piano di Rinascita Democratica (che invito tutti per l’ennesima volta ad andare a leggere, è molto istruttivo perchè fa capire come l’oggi sia stato ampiamente pianificato ieri).
L’obiettivo finale è un bipolarismo all’americana delle Due Destre, ad oggi in Italia PDL e Lega sono piuttosto simili nelle posizioni ai Repubblicani USA, dove la Lega sembra molto simile al “Tea Party”, per creare qualcosa di simile ai Democratici una confluenza di PD e Terzo Polo è scontata.
Il passaggio è stato graduale e lo sappiamo bene, PCI-PDS-DS-PD, con gli elettori al traino graduale e la dirigenza reazionaria con le idee ben chiare. Berlusconi un ottimo “nemico ideologico” con cui cementare i voti e irretire il libero pensiero.
La strada è stretta, lo dico a chi immagina chissà quali possibilità in tale scenario, ed è tutt’altro che facile rompere questo schema. A mio avviso non si può prescindere da una forte alleanza con chi come SEL è fuori da questo schema, e fuori da questo schema c’è solo l’IDV. Mi sono risultati molto antipatici i recenti starnazzamenti di Di Pietro, ma non bisogna commettere l’errore di identificare un partito solo con il suo leader. IDV è un partito con molte magagne interne (lasciamo perdere Scilipoti e Razzi che almeno sappiamo essere solo 2 venduti per danaro e non dei biechi cospiratori come gran parte della dirigenza PD) a cui però anche SEL non è del tutto estranea sui territori, ed in preda alle crisi isteriche del suo leader non più frenato dalla corrente interna facente capo a De Magistris. Tuttavia IDV è un partito che ha il programma più simile ad un programma di sinistra fra tutte le forze attualmente all’interno del Parlamento, ed è forte di un 6,5-7% di base elettorale che non sono bruscolini.
Ritengo quindi che sia strategicamente imprescindibile in questo momento della storia politica italiana offrire all’elettorato la possibilità di puntare su una coalizione in grado di prendere con certezza almeno il 12-14% dei voti e avere un peso nelle istituzioni, altrimenti il solito richiamo al voto utile che PD+Terzo Polo non mancheranno di suonare nelle orecchie dei votanti avrà ancora una volta successo, e a quel punto fuori dal Parlamento sia IDV che SEL e chi s’è visto s’è visto.
Anche perchè chissà quale legge elettorale sarebbero in grado di inventarsi per escludere chi ha le potenzialità di mettere i bastoni fra le ruote al progetto di cui sopra (sbarramento al 8%? perchè no, in Turchia è del 10%).
Io la vedo così, poi posso pure sbagliare, ma un’alleanza con IDV e FDS strizzando l’occhio anche al M5S (certo, non è il caso di fare gli schizzinosi in un momento come questo) e una campagna elettorale feroce nei confronti soprattutto dei traditori della Patria ex-democratici (che è molto peggio che essere solo dei populisti) mi sembra l’unico schema possibile.
Potrebbe giugere un consenso più ampio del previsto e si potrebbero sottrarre pezzi di dirigenza PD che non sono da buttare (i già nominati Fassina, Zingaretti, Civati e aggiungo io Serracchiani, Bindi) in grado di spostare ulteriori fette di elettorato.

Se c’è chi ha idee migliori non frutto di preconcetti o di purismi che oggi non possiamo più permetterci io sono tutto orecchie.

Lillo V. 16 gennaio 2012 - 23:46

Speriamo che l’ assemblea naz. del 22 gennaio pros.serva a chiarire quale politica Sel deve fare. E’ necessario avere una linea chiara non ondivaga come è stata finora. Compagno Vendola dobbiamo amio avviso stringere subito un accordo programmatico con IDV e cominciare a parlare direttamente aicompagni di base e di sinistra del PD, facendo capre loro il danno che Bersani, Letta e soci stanno facendo alla sinistra ed al paese. I sondaggi darebbero il centro-sinistra ampiamente in vantaggioed IDV e Sel insieme nel programma potrebbero superare il 15/18% dei voti. Siamo ancora in tempo ad avere grossi risultati se scegliamo da subito di fare una politica diopposizione dura a questo governo senza e senza ma. Puttroppo si discute poco nelle sezioni territoriali, ma quel che è peggio poche sono le iniziative sul territorio. Forse sarebbe stato meglio fare un’asssemblea nazionale diversamente, cioè una serie di iniziative di discussione nei territori e poi tirare una sintesi della discussione. Peraltro in Sicilia siamo proprio indietro, la politica è una optional.Per quanto miriguarda non sono sicuro di ciò che i compagni siciliani e uqelli di Palermo in particolare hanno deciso rispetto alle amministrative. A Palermo la candidatura insieme al PD della Borsellino non mi comnvince, dato che la sig.ra ha finora avvallato di fattol’accordo con l’Mpa,non entrando mai nel merito Se alle rpimarie non partecipa l’IDV non credo che dobbiamo fare l’alleanza con il PD siciliano, già di per sè una fonte di inciuci pericolosi, tenendo presente che perfino l’UDC di Casini, ovviamente con ragioni non nobili, ha mollato Lombardo. Il Pd è in confusione e noi lo siamo di più, non riuscendo ad esprimere una politica degna di questo nome, aspettando la luce sulla via di …Palermo. Spero che ci sia chiarezza, viceversa non credo che potrò rinnovare la tessera, anche se ciò non è importante per gli altri compagni/e.

Stefano 16 gennaio 2012 - 23:08

Però, compagno Giudice, nella LINKE l’ex-SED/PDS è l’ala meno intransigente.
Nell’ultimo congresso della LINKE l’ala di Bisky è riuscita ad inserire nel manifesto programmatico la disponibilità, a determinate condizioni, per una collaborazione (anche di governo) con la SPD e i Verdi.

Peppe Giudice 16 gennaio 2012 - 22:59

credo che spesso sul PSE si danno giudizi velati da pre-giudizi ideologici e da scarsa informazione sulla evoluzione dei vari partiti del PSE. Che comununque restano di gran lunga i più forti soggetti politici della sinistra esisytenti. I partiti della Sinistra Europea sono tutti sotto il 10% (Fds francese, Iu spagnola) solo la Linke è sopra (ma ora nei sondaggi è al 9%)e nella ex Germania ovest la Linke è mediamente introno al 4 o al 5%. E poi la Linke nella sua componente “orientale” ha gli eredi della SED il partito unico di una ndelle peggiori dittature del socialismo reale. E questo provoca rigetto nell’elettorato socialdemocartico dell’Ovest.

Antonio 16 gennaio 2012 - 22:48

io rispondo al compagno militante.
SONO IN TOTALE DISACCORDO CON IL SUO POST.
la sinistra ha vinto a Milano, Napoli e a Cagliari.
abbiamo perso le primarie a Torino perchè non abbiamo candidato Don Ciotti.
altrimenti avremo vinto anche a Torino.

poi il referendum acqua
poi 1.300.000 firme in un mese ( forse sono 2.000.000).
poi c è la storia della sinistra
da antonio Gramsci a pietro nenni ( importantissimo !! )

il problema è capire il ‘ vento’ l’ aria che ‘tira’.

se il vento è giusto

allora ci sono qualche milioni di piccoli commercianti e artigiani che necessitano di una alterantiva al neolibersimo , oggi sono in mano para-confindustriali
e poi il movimento delle donne se non ora quando ?
e poi la lotta alla mafia e l’ associazione libera

e poi ci sono molti compagni che sono in sofferenza nel PD.

l’ultima riuonione del direttivo o segreteria del PD è stata sospesa.

insomma se il vento soffia forte il problema per entrare nel PSE non è che siano pochi ma forse siamo…troppi,

è solo un problema di vento…..

Elisa 16 gennaio 2012 - 21:18

E’ inutile per ora sperare che il PD si divida e che la parte più a sinistra trovi un percorso da fare con noi. Anche Fassina, le cui proposte ho condiviso, si è ridimensionato, forse perché minacciato di essere espulso dal partito; tutti hanno votato la manovra Monti ed intendono continuare su questa strada di grande ingiustizia sociale fine al 2013. Quale sarà lo scenario politico il prossimo anno? Quasi sicuramente un PD in cui prevarrà la forza moderata e che farà un’alleanza con il Terzo Polo, la sinistra del PD ridotta a fare la minoranza all’interno del partito E cosa avverrà di SEL? Noi saremo finiti perché sarà fallito il nostro progetto di essere una forza di governo del centrosinistra ; potremo fare solo testimonianza come esigua opposizione, il recinto tanto caro alla FdS.

Invece noi dobbiamo continuare a parlare alla base del PD, dobbiamo continuare a costruire quella forza di governo di centro-sinistra per cui siamo nati, alleandoci con chi vuole portare avanti il nostro progetto di giustizia sociale, con l’IDV come con i movimenti, le associazioni, i sindacati, i forum e tutti gli elettori di centrosinistra, compresi quelli del PD. Starà al PD smarcarsi da questo progetto, ma noi continueremo ad allearci con le persone, le associazioni ed anche i partiti che vogliono un governo più giusto nel nostro paese

Paolo Querini 16 gennaio 2012 - 21:15

Bah

So mica se in questo momento sia di primaria importanza sapere a quale gruppo europeo aderiremo

Primario a mio avviso é potermi rispondere “Si! Queste risposte di Vendola sono quelle che darei io” e contemporaneamente pensare al fastidio e al giramento di scatole che mi assale sentendo bofonchiare Bersani. Ti immagini essere iscritto a quello, di partito? Ti si spacca lo stomaco a giorni alterni a furia di rabbie

Abbiamo continuato a considerare il PD “L’” alleanza. Ora, se loro vogliono suicidarsi come i lemmings o lasciare il loro partito in balia dei democristiani sarà ben un problema loro, non nostro

Anch’ io ho grosse remore su Italia dei valori. Sono dei senza ideologia e non sai se su ogni battaglia te li troverai al fianco. Nel PD ci sono ancora tanti amici nostri che la pensano come noi e non ti capaciti che sopportino tutto questo senza esplodere, esasperati. Ho capito che gli sembra come di tradire qualcosa. Ma a me sembra tanto, e con profonda tristezza, all’ amore del figlio per la mamma in coma profondo. L’ amore per quello che una volta é stato quel corpo immobile, agonizzante

Militante 16 gennaio 2012 - 20:03

scusate ma a me questa storia dell’adesione al PSE o al GUE fa un pò ridere.
Cioè, Sel è un piccolo partito che deve (dovrebbe) decidere a quale famiglia europea aderire. Uso la parola aderire non a caso. Per adesione si intende che qualcuno condivide le idee di un gruppo e quindi le fa sue aderendo. Poi, per carità, ha anche spazio per criticare o migliorare, ma nei fatti, almeno sul grosso deve essere daccordo. No?
E siccome aderisce a qualcosa che già esiste, è lui (in quanto piccolo soggetto) che si “adatta e fa sue” le idee del gruppo.
Invece qui sembra che SEL possa arrivare in un gruppo PSE o GUE non ha importanza e questi gruppi prendono le posizioni di SEL.
Ora, passi l’amore per SEL e la venerazione per Vendola, ma mi sembra una pretesa a dir poco singolare. O tutti in Europa non stanno aspettando altro che SEL scelga quale gruppo beneficiare della sua salvifica presenza?
Migliore, in una intervista di qualche settimana fa, auspicava una adesione al PSE o almeno la lasciava presagire. Passi (ma non dovrebbe passare) che non credo che se ne sia discusso in nessuna sede democratica del partito (e già questo la dice lunga su come siamo messi), ma quello che mi stupisce è che si vorrebbe aderire ad un raggruppamento che è quantomeno complice del degrado che abbiamo sotto gli occhi.
Lo sanno i compagni di SEL che il PSE ha votato quasi tutti i provvedimenti che ci hanno portato in queste condizioni? Lo sanno o no che nei rispettivi paesi hanno insistentemente lavorato al fianco delle politiche neoliberiste che ci stanno mettendo in mutande? E lo sanno che per ricompensa hanno avuto in cambio dei posti lautamente retribuiti e onorati nelle istituzioni a-democratiche che governano il mondo (FMI, BCE &C.)?
Quindi, arriva SEL e questa manica di delinquenti venduti al potere economico di colpo rinsavisce. Arriva San Francesco Vendola e di colpo questi lupi diventano agnelli. Come diceva Totò: Ma mi faccia il piacere…!

Antonio 16 gennaio 2012 - 18:49

io spero che l’ assemblea venga trasmessa almeno in streaming

che SEl abbia problemi organizzativi è dimostrato dal ‘povero’ forum ( chiamato se ricorda parla con noi !!! )
totalmente abbandonato anche nel senso di idee politiche.

forse è bene che tutti i compagni della sinistra si mettano INSIEME ma non per fare un cartello politico ma un vero partito
con un vero programma.

confondere la sociademocrazia tedesca con blair è incredibile !!
quanto a Shoeder ( non so come si scrive )
oggi vende il petrolio di Putin.

la questione PSE riguarda l’ ANTROPOLOGIA DELLA POLITICA.
mettiamola cosi : una economia di guerra per la piena occupazione.

quindi dobbiamo mettere in comune TUTTE le competenze della sinistra, esattamente il contrario di quanto abbiamo fatto finora.

Stefano 16 gennaio 2012 - 16:12

Sulla questione SEL-PSE ormai se ne discute in tutti gli articoli, anche quando la questione è solamente sfiorata.

Dirò la mia, sono un ex-elettore PD (e prima ancora simpatizzante dei DS, quando mi ero deciso a fare la prima tessera hanno avuto la pessima idea di sciogliersi) e oggi convinto iscritto a SEL : rimproveravo al Partito Democratico la sua mancata adesione al Partito del Socialismo Europeo, poi mano a mano ho compreso che ormai le troppe differenze dentro quell’esperimento (di questo si tratta ancora, checchè ne dica Bersani) non permettono scelte di campo, su nessun argomento politico (dalla collocazione europea a Marchionne alle privatizzazioni alla guerra ecc..) e mi sono allontanato.

Ho sempre nutrito rispetto e un discreto fascino per il progetto della Sinistra Europea, l’obiettivo di quel soggetto era (Alfonso Gianni lo ha scritto più volte qui sul sito tra i commenti) il superamento della frattura socialisti/comunisti e la costruzione di una Sinistra ampia, plurale ed alternativa. Proprio per questo se non sbaglio le formazioni più intransigenti della sinistra radicale europea (KKE e dintorni, e perfino il PDCI che di certo intransigente lo è solo a parole) non hanno partecipato a questo soggetto, ma lo hanno fatto quei partiti che non hanno paura di abbandonare vecchi simboli per portare le loro idee in un contenitore più ampio (il PCE nell’izquierda unida, il PCF nel Front de gauche, gli ex-SED nella Linke).

Grosse fette del PRC che non ci credevano oggi appoggiando Ferrero sono quasi costrette a fare dell’adesione piena alla Sinistra Europea una sorta di “arma” contro SEL, che per ora non ha collocazione.

La mia sarà anche una posizione maanchista o neo-dc, ma secondo me non è importante il contenitore europeo dove SEL entrerà, ma il modo di entrarci, il modo di imprimere la nostra originalità nel PSE o nella SE.

Mi spiego meglio, entrando nella Sinistra Europea SEL deve portare quello spirito di governo che contraddistingue Vendola, Pisapia, Zedda ecc.. il riformismo radicale di cui parla lo stesso compagno Vendola nell’intervista.
Coerenti con le nostre “idee” ma non condannati all’opposizione sterile e perenne.
Per questo deve essere una SEL che alla Linke (grandissimo partito eh, che voterei in Germania) deve dire “è proprio impossibile riaprire il dialogo con la SPD e i Verdi ?” o al Front de Gauche del compagno Melenchon : “compagni, una riedizione della Gauche plurielle, almeno per le legislative, è peccato ?”.

Idem sull’altro versante, se SEL entra nel PSE deve farlo con uno spirito di rottura e rinnovamento, che è già iniziato in alcune fette considerevoli del Socialismo Europeo e che deve essere assolutamente incentivato.
E anche qui deve portare la sua esperienza di riformismo radicale di governo per estirpare gli ultimi rami secchi del blairismo, per riprendere il cammino delle Sinistre in Europa, un cammino che deve vedere i grandi Partiti socialisti ritrovare un dialogo acceso con i Movimento, con il Sindacato, con il GUE.

Se SEL si pone questo obiettivo, responsabilizzare la Sinistra Europea e dargli una vocazione di governo (che non significa governismo a tutti i costi eh) da una parte e ridare linfa anti-liberista al PSE dall’altra, può benissimo aderire all’uno o all’altra.

L’importante è fare una scelta e non rimanere nel limbo.

Paolo G. 16 gennaio 2012 - 15:44

Ottima intervista, giusto il Congresso che la situazione politica é enormemente cambiata anche fino a solo 2 mesi fa. Sulle alleanze resta da vedere, io non penso che il Pd resisterà tutto intero se il governo Monti arriva al 2013, e se poi Berlusconi dovesse in qc. modo scomparire sarebbe forse una rivoluzione totale negli schemi politici attuali, D’Alema, Veltroni, Letta, Fioroni e tanti altri scomparirebbero, e al loro posto ci sarebbero nuovi esponenti PD molto più vicini a SEL: Mario Rossi presidente della Regione Toscana, che da tempo chiede un’alleanza organica tra Pd-Sel-Idv, o tra i giovani Pippo Civati, o Zingaretti…insomma la deriva centrista é il frutto delle storture dell’apparato dirigente vecchio, bolso e che ragiona ancora con gli schemi del 1900 che si trova il Pd oggi. Io come SEL penserei che dobbiamo rafforzarci NOI, diffonderci nei movimenti, elaborare un programma completo, indire attività di piazza numerose e capillari perché la gente ci conosca:in troppi conoscono solo Vendola e nulla di SEL. A proposito al Congresso se io sono un iscritto e basta posso venire? Saluti partigiani e resistenti!

Alfonso Gianni 16 gennaio 2012 - 14:57

“A nome della redazione mi scuso con Alfonso(il quale sapeva bene che non poteva essere la redazione a scrivere) un troll ha usato il nome utente “redazione” e impostato una mail approvata in precedenza per scavalcare i filtri, prima firmandosi “Claudio” e poi “redazione”. Purtroppo questo succede quando una comunità è molto aperta come la nostra. Stiamo cercando di rintracciare l’indirizzo IP del troll. Abbiamo cancellato i commenti perchè vogliamo parlare di politica e non dare adito a chi gioca con la nostra comunità.
Scusateci per il disguido, lo abbiamo scoperto in ritardo perchè impegnati sul 22 e su altro.
Marco Furfaro”

Felice Di Giandomenico 16 gennaio 2012 - 14:02

Che i rapporti con il PD fossero destinati a scemare era ovvio da tempo così come l’inutile e artificiosa foto di Vasto alla quale – mi sembra – molti di noi non hanno mai fatto affidamento più di tanto. SEL ora deve fare le sue scelte e mi sembra che nell’intervista Nichi inizi ad avere le idee un po’ più chiare riguardo all’attuale andazzo della politica italiana che definire disastroso è poco.
Certo, personalmente, le perplessità riguardo a Di Pietro permangono in quanto non mi sembra proprio un campione di coerenza. Peste e corna contro il governo Monti poi vota la fiducia. Mah!
Ora vedremo che cosa uscirà dalla prossima assemblea nazionale, senza dubbio un evento utile per fare il punto su una situazione sociale che sta creando non pochi disagi soprattutto alle fasce di popolazione medio-basse. Giustizia sociale, equità e ridistribuzione della ricchezza devono diventare i punti cardine sui quali gettare le basi della “nuova sinistra” per salvare l’Italia.

Sergio Calef 16 gennaio 2012 - 12:57

Condivido totalmente quanto riportato circa la posizione del nostro compagno Nichi Vendola in proposito.anche io ritengo che il PD debba prendere una posizione chiara e che uomini come Bersani debbano per il BENE della SINISTRA “smarcarsi” da posizioni “neo-centriste” alla Enrico Letta od alle vergognose posizioni del catto-integralista Fioroni.L’alternativa alla Destra Berlusconiana-Leghista non è certo quella del Terzo Polo Catto-Fascista.

Francesco L. 16 gennaio 2012 - 12:35

Dice Vendola:” L’unica alternativa possibile è l’europa sociale che solo le forze SOCIALISTE, SOCIALDEMOCRATICHE ed ecologiste… possono ricostruire.”
E dice anche:”la sinistra folgorata sulla strada del liberismo…” (dove qui per “sinistra” penso che vada intesa la SOCIALDEMOCRAZIA europea).
Sembra chiaro che da un lato Nichi suggerisca per l’alternativa (al liberismo?)l’adesione di Sel al Pse rinunciando in tal modo ad aderire alla Sinistra europea al suo rafforzamento.
Ma allo stesso tempo viene riaffermata, giustamente, l’analisi politica della catastrofica scelta neoliberista dell’intera socialdemocrazia europea.
Io mi chiedo: ma a che gioco giochiamo?
Non se ne può più con tutte queste sue torsioni politiche che portano solo confusione e disorientamento tra i militanti e i simpatizzanti di Sel. Ma insomma veramente si crede che l’unica alternativa si possa fare fondamentalmente con la socialdemocrazia liberista? Si fantastica forse una miracolosa redenzione di tali forze socialdemocratiche coerentemente e fermamente ancorate al liberirismo?
Dal governo Monti in poi i sondaggi parlano di un progressivo e netto calo delle preferenze dell’elettorato di sinistra per Sel (all’incirca dal 8% al 5%), guarda caso, con una parallela crescita dell’organizzazione di Beppe Grillo noto qualunquista di “sinistra” (con la tendenza a passare dal 3% al 6%). Sì va bene che i sondaggi non vanno considerati più di tanto ma un minimo d’indicazione la danno affinchè ci si possa riflettere su.
Si vogliono privileggiare i reali movimenti alternativi che si sviluppano nella società e che ci chiedono soltanto un costante e vero rapporto/dialogo con essi e di essere COERENTEMENTE rappresentati da una organizzazione di Sinistra, oppure ci si continua ad esercitare in cervellotici equilibrismi e tatticismi politici/istituzionali ove si privileggia fondamentalmente il Gioco a scacchi con il PD? In questo modo la partita è persa in partenza… ma mi riferisco a quella Vera.
Si vuol continuare a dar credito ad un marchionniano Fassino a Torino e a prendere le distanze da un De Magistris artefice di una vera e vincente alternativa a Napoli? Se Vendola vuole imboccare la via perdente di Obama io non ci sto.

Doriano Simeoni 16 gennaio 2012 - 11:50

Finalmente!!! In tanti auspicavamo da tempo questa presa di posizione di SEL, siamo stati fin troppo pazienti con il PD che invece di costruire l’alternativa al berlusconismo e ai governi di destra è in tutt’altre faccende affaccendato.
Pazienza, vorrà dire che per noi comincia un nuovo cammino, costriuamo intanto un nuovo polo di aggregazione e poi sarà il PD a dover sciogliere le sue contraddizioni, tanto così ci porterebbe ad un’altra sconfitta.

Igor 16 gennaio 2012 - 11:43

Per quanto mi riguarda, mi va bene l’impostazione generale soprattutto perché marca ancor di più un profilo di opposizione al Governo.
Torno a ribadire, visto che a me sembrava chiaro anche se ad alcuni non lo era, che SEL era già all’opposizione del Governo Monti. Quando mai lo abbiamo appoggiato?
Quello che mancava era la polemica col PD. Ora Vendola ha sparato un segnale di avvertimento al PD. Ha fatto bene.
Il riferimento alle forze socialiste mi lascia tuttavia una perplessità circa, ovviamente, i riferimenti europei di SEL.
Comunque, spero che su quest’ultimo punto ci potrà essere una discussione seria, approfondita e pubblica all’interno del partito.

Antonio 16 gennaio 2012 - 11:39

legge elettorale: il ritorno al proporzionale puro è da NOSTALGICI ed ANZIANI da prima repubblica.
se oggi esiste una sinistra in italia questa è dovuta alle vittorie di Vendola, Pisapia e de Mechelis.
ottenuta con leggi maggioritarie.
la legge elettorale deve essere PARITARIA 50% maggioritaria 50% proporzionale il matterellum ha una sua storia oggi penalizzava i partiti.

i compagni vogliono una riunione di iscritti di SEL assolutamente legittimo
ma noi dobbiamo costruire un Partito con una organizzazione aperta e nuova, per fare questo ci vuole un programma preciso.

PIsapia e De Magistris SONO alla base di questo partito.

la questione PSE si risolve con il programma
la proposta di Alfonso Gianni diminuzione di orario a parità di occupazione ( che riprende la proposta Carnitti ).
ISCRIVE obbligatoriamente alfonso gianni al partito PSE.
i compagni si iscrivono al PSE con la capacità programmatica.

il nuovo partito deve essere un partito di
SINISTRA
MARXIANO
SOCIALISTA
DEL LAVORO
DEL SINDACATO
DELLA PIENA OCCUPAZIONE
PIANO DEL LAVORO KEYNESIANO
DELLA CODETERMINAZIONE
DELL’ AUTOGESTIONE
DI UNA NUOVA MONETA EURO
DI UN RUOLO ECONOMICO DELLA STATO
SVILUPPO E DIFESA DEL BENE PUBBLICO

probabilmente ho dimenticato qualcosa.
è necessario costruire un partito popolare di massa e dobbiamo discutere di PROGRAMMI e non di FORMULE.

compagni…….criticare la presenza di Pisapia e De Magistris, è pura follia !!!!!

Andrea F. 16 gennaio 2012 - 11:31

Credo che in questo momento stare a litigare , per decidere se sia meglio il Pd o l’Idv sia una delle ultime cose da fare; certamente, da parte di SEL è necessaria cautela nel momento in cui si va a dialogare con un soggetto al suo interno molto vario come Idv, ma per quanto riguarda il pd i fatti sono sotto gli occhi di tutti: bersani che dice che bisogna migliorare ciò che il governo fa e cinque minuti dopo si vanta di aver espresso fiducia a monti;direi che non ci siamo proprio, e che la gente comincia ad essere stufa, solo un rimbambito può continuare a pensare che facendo opposizione all’attuale governo si va contro l’interesse generale (fatta esclusione per la lega, ha preso al volo l’occasione dell’insediamento del nuovo governo per cercare di rifarsi una faccia, ma a quanto pare le guerre interne stanno riemergendo, senza dimenticare, cosa più importante, che è stata al governo fino a due mesi fa e i risultati li abbiamo visti).
Certo , ritrovarsi da soli con l’idv comporta dei rischi, ma bisogna tenere conto di una cosa: che nel Pd nessuno vuole avere a che fare con SEL , dai dirigenti fino ai militanti; ieri ho preso parte ad una discussione nella pagina facebook dell’Unità, in un link riguardo alle dichiarazioni di Vendola in proposito, e sono rimasto scioccato dalla quantità di commenti di militanti del Pd entusiasti di un’eventuale rottura di Sel e Idv con il Pd (in alcuni ho letto anche cose del tipo “finalmente ci liberiamo di due rompic******i in una volta”).

Montociao 16 gennaio 2012 - 10:35

il pd se ne va al centro e quindi ciao pd.
sel deve proporre un programma SUO ,dialogare con le forze interessate,valutarne la coerenza con le sue idee e via chi c’é c’é e basta
poi viene la parte piu brutta ANDARE A VOTARE CON LA LEGGE PORCATA che schifo.

Michele 16 gennaio 2012 - 10:25

Questa è la prima presa di posizione che riporta sel e niki ad avere una posizione differenziante ed attiva nel grigio scenario che si era configurato con il colpo di mano di napolitano e l’ascesa della nuova democrazia cristiana. Se il momento di sbandamento è servito a ridarci forza adesso è il momento di riprendere il cammino della ricostruzione a sinistra. Il mio auspicio non è tanto che il pd riveda la sua linea, ma che si spacchi in due, e così il terzo polo no avrà più i numeri.

Nino 16 gennaio 2012 - 10:24

questa sembrerebbe l’intervista in cui vendola mette in chiaro la volontà di presentarsi in alternativa al pd e terzo polo.
In realtà è l’intervista in cui il governatore pugliese chiede, senza esserne convinto, al pd una sterzata a sinistra, che sa che non arriverà mai, poichè il partito democratico, con il governo monti, ha sottoscritto una chiara alleanza col terzo polo.
Quindi è il pd ad aver rotto, ormai, con vendola e, forse,con di pietro.
I due,infatti, se non fossero sicuri,come sono, della alleanza pd-terzo polo, non romperebbero mai col pd.

Filippo Boatti 16 gennaio 2012 - 03:16

Naturalmente l’adesione al PSE, che anche io auspico, ha bisogno di una discussione congressuale (e prima ancora di un’ampia discussione politica e culturale). Sulle leggi elettorali credo invece che valga la delega (non in bianco ovviamente) a chi ha davanti tutta la mappa dei collegi, difficile decidere solo in base a convinzioni ideali.

Peppe Giudice 16 gennaio 2012 - 02:46

caro Filippo noi saremmo in grado di stanare il PD (perchè questo è il problema) se avessimo un partito che ancora non abbiamo, sia perchè siamo in presenza di un soggetto che ha un isnsufficiente radicamento territoriale (spesso a macchie di leopardo) in molte realtà vi sono forti conflitti interni che impediscono l’apertura all’esterno del partito ed abbiamo un partito troppo dipendente dal leader, senza una chiara identità. Anche la fondamentale adesione al Pse (che veramente può mettere in grave difficoltà il PD) è qualcosa che va decisa in un dibattito congressuale. Non può essere una scelta estemporanea, perchè si finirebbe come i DS. IO credo che alla fine non si farà l’alleanza con Di Pietro, ma questopartito ha biosgno di chiarezza di pensiero.

Filippo Boatti 16 gennaio 2012 - 02:29

Va bene Peppe, ma i sostenitori di Passigli davano l’idea di essere un salotto di intellettuali. Non avrebbe appassionato nessuno. Mi sembra invece utile ricordare al Parlamento che quasi due milioni di persone (contando le firme non certificate) hanno detto che va cambiata la legge elettorale. E se ci fosse stato un altro mese di raccolta sarebbero stati quattro o cinque milioni. Io in sezione a un certo punto dovevo nascondere il cartello perché se no non potevi più chiudere per andare a casa. Non è un fatto che si può sottovalutare. Nel merito dell’intervista di Vendola penso che il profilo culturale e politico di SEL è ormai abbastanza chiaro, con i riferimenti espliciti alla socialdemocrazia e all’ecologismo europei. Invece definire la strategia del partito in questa fase è molto complicato, vista la situazione. Gli elettori del centrosinistra non hanno ancora ben capito che il PD è un partito che non è programmato per vincere, destinato a giocare di rimessa ancora più di quanto non facesse il PCI e gli ci vorrà tempo per capirlo.

Peppe Giudice 16 gennaio 2012 - 02:15

ma se l’assemblea è interna a sel che c’entrano DE Magisytris ed Eniliano (che è del PD e pure amico di D’Alema?)CCa nisciun è fess’

Peppe Giudice 16 gennaio 2012 - 02:13

ma carissimo amico e compagno Filippo. Che il referendum causava la vacatio legis (che il Passigli non determinava) lo si sapeva. E si sapeva che in questo caso non si ritorna alla legge precedente. Scusatemi , ma alla fine c’è stata una presa in giro degli elettori, ai quali andava perlomeno spiegato il rischio serio che il referendum andava incontro. E’ stato uno stupido Bersani che ha bloccato le firme del Passigli. E poi per sodstenere il refeendum si è fatto spesso ricorso alla solita retorica qualunquista antti-casta. Da gente che fa parte della Casta come Di Pietro o Parisi. Quando mai costoro hanno fatto serie battaglie per la riduzione dei costi della politica? E poi tenere insieme il PSE e DI Pietro è una comica. Credo che in questo partito le idee siano alquanto confuse.

Filippo Boatti 16 gennaio 2012 - 01:19

Raccogliere le firme per il referendum no porcellum non è tattica, se non mettevi fuori i banchetti per le firme la gente si incazzava, c’era chi ti fermava per strada per poter firmare. E’ stato giusto incontrare il sentire degli elettori. A me certi discorsi sembrano davvero un po’ astratti. Gli stessi elettori non sono stupidi ovviamente, molti sostenevano che poi la legge andava migliorata ma che il referendum fosse l’ultima occasione per provare a cancellare la legge truffa. Molto semplicemente. Il referendum di Passigli non avrebbe appassionato nessuno. L’importante è che in una occasione decisiva per essere vicini alla gente noi c’eravamo, e dovrà essere così anche alle prossime occasioni.

Angelo B 16 gennaio 2012 - 00:42

L’assemblea non è nè di massa, nè pubblica, ma interna a SEL. Gli esercizi di ipercritica applicati a noi stessi, il cui risultato è la paralisi di ogni iniziativa, sono uno sport in cui le diverse componenti della sinistra sono ben allenate da una quarantina d’anni. Anch’io l’ho praticato, ma da un pò mi sono stufato. Il governo Monti ci ha oggettivamente spiazzato, ma ora è tempo di riprendere l’iniziativa. Non è stato male avere avuto un atteggiamento guardingo per capire bene che aria tirava. L’intervista di Vendola, accoppiata al suo articolo sul Manifesto di oggi (ieri in realtà vista l’ora) sul problema dell’acqua, sono una buona premessa. Ben venga l’assemblea

Antonio 15 gennaio 2012 - 23:53

riprendo un punto importante la doppia circolazione della moneta è nata in forum credo ex ulivo della sinistra .

non lasciamo sempre cadere le proposte tecniche, che poi vengono riprese da ambienti di destra.

lo stesso è accaduto con la divisone della zona euro in 2 zone con 2 monete euro, questa proposta è stata fatta propria dal destro Zincales.

CON QUESTO EURO NON ABBIAMO MARGINI PER POLITICHE DI BILANCIO !!
pensare che OGGI sia la BCE o questa europa che possa fare politica di bilancio è una STUPIDAGGINE !!

Antonio 15 gennaio 2012 - 23:43

l’ intervista di Vendola è un po tardiva, ma finalmente prende le distanza da un governo Monti MOLTO DIGNITOSO ED AUSTERO ma politicamente peggiore del governo Berlusconi.
l’ allenaza con il IDV è un ottimo punto di partenza ma solo di partenza.
la presenza se è vero di Pisapia e De Magistris è un passo avanti ENORME.
importante è la società civile sindacati piccoli commecianti e piccoli artigiani e piccole cooperative ( oggi sono tutti rapresentati indirettamente dalla confindustria).
mancano ancora alcuni compagni FED ma a questo punto arriveranno.
IN ITALIA IL PSE é la sinistra e non il PD perchè Fioroni e Letta non vogliono il PSE.
l’ allenza con PD è fondamentale ma nella chiarezza!!!
il PD deve fare politica e contarsi !!
se questo ( PSE ) Vendola deve essere più centrocampista senza centrocampo si perde.
e poi il programma, esistiamo come sinistra perchè ?
siamo un carello elettorale ?
vogliamo l’ unità dei rivoluzionari ?
o vogliamo un partito di sinistra che dialoghi con i movimento ma con una cultura di governo ( che non è cultura del potere ) ma PIENA OCCUPAZIONE ed Economia del benessere ?
programma:
partiamo dal euro poi piano del lavoro ( importante anche la proposta Gianni Carnitti su riduzione orario di lavoro) messa in sicurezza delle aziende strategiche, sviluppo dei beni comuni

dico una cosa sull’ euro, un giovane economista della Bocconi propone la doppia circolazione della moneta in Italia, una proposta nata in rete circa un anno fa.

in questo momento questa proposta permette di SALVARE l’ Euro e di avere liquidità in Italia.

Vendola ci facciano scavalcare a sinistra dalla bocconi tempio del mercantilismo neoliberismo alla giavazzi e alesina !!!

Antonio 15 gennaio 2012 - 23:43

Finalmente.Vendola ha detto ciò che doveva dire quando il governo Monti si è presentato al Paese con le tre famose e furbe parole : rigore, risanamento e ,udite, udite, EQUITA’!
Non ci voleva un genio per capire che si stava facendo della retorica e che si stavano preparando misure degne della peggiore destra conservatrice che andavano a colpire la parte più debole della società.
Ora che ce ne siamo accorti avanti con la nostra politica che deve essere rivolta alla giustizia sociale.Il Pd fa dell’altro e cerca un rapporto privilegiato con il centro ? E’ grave ma non per questo dobbiamo smettere di cercare l’unità .Se non accetano non sarà colpa nostra.

Ambri 15 gennaio 2012 - 23:29

D’accordo, ma ora dobbiamo uscire con un nostro programma di sinistra e vedere come reagisce il PD, se fatto con IDV ancora meglio.
Quello che deve uscire dall’assemblea di ROMA deve essere questo, dobbiamo spiegare alle famiglie italiane cosa intendiamo fare, in quanto tempo e cosa ci aspettiamo dal nostro popolo per riuscire a fare quello che abbiamo promesso.
Non dobbiamo accontentarci di fare bene, dobbiamo battere o meglio, stracciare, il PD e le loro pratiche tecnocratiche.
Dobbiamo pretendere che persone come FIORONI, LETTA, ICHINO e simili siano escluse dalle liste dirigenziali di sinistra proprio perchè sono in netto contrasto con il nostro programma, sia il PD scegliere così capiremo una volta per tutte.
Il programma deve spiegare bene cosa vuogliamo fare per il lavoro,esempio diminuzione dell’orario di lavoro, per l’aumento dei salari (tutti sappiamo che minimo devono essere 2000 euro al mese, cosa vogliamo fare per quanto riguardano i diritti di tutti i lavoratori……….. ma soprattutto DOBBIAMO ESSERE CHIARI NEL DIRE CHE LE MANOVRE DI DESTRA Della coppia BERLUSCONI/LEGA + MONTI SARANNO TUTTE RIVISTE.
Ecco, detto questo, SEL ha il coraggio di portare avanti ciò che abbiamo sempre sostenuto.
IO MI ASPETTO QUESTO DA SEL, TUTTO IL RESTO SONO CHIACCHERE. UN SALUTO A TUTTI

Marco Renzini 15 gennaio 2012 - 23:21

@ Luciano Chiodo: dell’Assemblea nazionale di SEL del 22 gennaio sono informati da tempo tutti i compagni e le compagne che ne fanno parte ( tutt@ eletti democraticamente e praticamente all’unanimità dal congresso nazionale di Firenze di circa un anno fa ). In questa occasione sono stati invitati/e anche i componenti dei direttivi regionali e provinciali di tutta Italia. Gli ospiti sono e faranno gli ospiti. Immagino infine che nessuno sarà lasciato comunque fuori della porta. SEL non è una setta o una organizzazione clandestina. Mi pare che almeno sono questo aspetto abbiamo già dato come partito, a tutti i livelli, ampia dimostrazione di grande apertura e forte discontinuità rispetto alla gran parte delle altre formazioni politiche.

Lello 15 gennaio 2012 - 22:38

Compagni/e vi invito alla calma, ma soprattutto alla riflessione. Stiamo in momento delicato con un pizzico di sbando. Dal mio modesto ed umile punto di vista, il PD ha già preso accordi da lungo tempo con il centro, pertanto dimentichiamoci Vasto.Incontriamoci tutti a Roma, e li ci saranno le direttive politiche. Credo che il compagno Vendola stia facendo uno sforzo notevole ed ammirevole, ma adesso conta anche la voce della gente comune. Che ascolterà.

Peppe Giudice 15 gennaio 2012 - 22:29

e comunque il fatto che questa uscita di Vendola sia venuta dopo due giorni dalla inammissibilità del referendum-farsa ed alle sparate del cavolo di Di Pietro non mi tranquillizza.

Peppe Giudice 15 gennaio 2012 - 22:26

credo che Alfonso Gianni dica delle cose molto sagge. Intanto, SeL ci ha messo un pò troppo tempo per prendere una posizioni netta sul governo Monti, o no? E comunque l’opposizione a questo governo non può essere fatta sul modello Di Pietro. L’opposizione che fa una sinistra seria e di governo non si può confondere con il qualunquismo ed il populismo degli ex amici di Scillipoti. E poi è evidente che questo partito non può essere dipendente dalle fasi umorali del leader. Quindi ben venga una seria stagione congressuale in cui si discute del progetto e dell’identità del soggetto. POi che significa parlare di “giustizia sociale” come uno slogan. la giustizia sociale è qualcosa che vive in un programma organico di trasformazione sociale (che SeL non ha).

Luciano Chiodo 15 gennaio 2012 - 21:57

Cari Angelo B. e Stefano, vi ringrazio per le indicazioni ma se l’Assemblea Nazionale del 22 vuole essere un’iniziativa di massa, o almeno pubblica, mi sembra un po’ strano che la si debba cercare, ve lo dice uno che fa politica attiva e visita più volte al giorno i siti di SEL.
Comunque, per chiarezza, io mii sono dimesso da SEL il 9 gennaio, fino a quel giorno ho militato praticamente a tempo pieno, non voglio spaccare il cappello in quattro ma persiste, una pratica politica di SEL ondivaga e che mi lascia sempre più perplesso,

Angelo B 15 gennaio 2012 - 21:46

Caro Luciano, vai nella casella “Cerca” e scrivi “Assemblea nazionale”, clicca e comparirà l’annuncio. Alternativamente lo trovi tra i “Comunicati stampa”. Comunque a Milano già da qualche giorno è stata inviata a tutti i circoli l’informazione sull’assemblea. Visto che consulti il sito di SEL Lombardia avrai notato che c’è in evidenza un comunicato del coordinamento provinciale di Brescia che chiede un rinvio dell’assemblea. Questo vuol dire che l’informazione è ben presente. Entro nel merito: le dichiarazioni di Vendola sono opportune, anche se delineano una strada difficile, l’assemblea nazionale è un importante momento di confronto allargato, da tutti nelle ultime settimane auspicato. Ora che ce l’abbiamo, qualcuno vuole spaccare il capello in quattro sulle procedure ?

Stefano 15 gennaio 2012 - 21:12

nei comunicati stampa c’è, ma non mi fa inserire il link :(

Luciano Chiodo 15 gennaio 2012 - 20:56

senza polemiche, chiedo a qualche volonteroso dove posso trovare le indicazioni sull’assemblea nazionale del 22 gennaio. Io non riesco a vedere niente in proposito ne su questo sito ne su quello di SEL Lombardia.

Tonino Fornaro 15 gennaio 2012 - 20:44

Commento cancellato in quanto risposta a un troll (il cui commento è stato rimosso). Ci scusiamo per il disguido.
Red

Fd 15 gennaio 2012 - 20:30

se vendola e di pietro volessero
si potrebbe sperimentare nelle loro sedi (fisiche o informatiche che siano) procedure democratiche che impongano al centrosinistra la via d’uscita.

per essere chiari
occorre elaborare e sperimentare subito
- una proposta di legge elettorale che valga anche come regola interna ai partiti,
- una proposta di legge sull’ambiente che fissi più precisi limiti di salvaguardia e che chiarisca il “lavoro” da fare per il “recupero ambientale” a partire dai rifiuti

senza questo è inutile parlare di crescita o decrescita

saluti fd

Nino 15 gennaio 2012 - 19:16

bene la giustizia sociale, è possibile senza la crescita economica? No, non è possibile! E dunque prima di tutto necessitaun programma per la crescita e la redistribuzione del reddito, e dunque fare i conti con l’economia che esiste, unico presupposto per cambiarla. Trovo in Vendola belle parole e tante genericità.
Occorre autonomia politica, che prima di tutto implica autonomia culturale, ma abbiamo fatto nostra una logica referendaria che ha come unica prospettiva il maggioritario e dunque l’alleanza obbligata col PD! C’è una grande confusione sotto il cielo….

Claudio 15 gennaio 2012 - 18:35

Commento off topic (troll)

Claudio 15 gennaio 2012 - 18:34

Commento off topic (troll)

Giuseppe Carrozza 15 gennaio 2012 - 17:53

Credo che Nichi abbia ragione,è giunto il momento di fare chiarezza.Se l’evoluzione(?)politico-strategica del Pd sarà quella di dar vita a un neo moderatismo liberista in salsa italiana,con qualche ammiccamento al mondo del lavoro,al fianco dell’UDC,insieme con l’espressione tecnocratica e perbenista della destra italiana;se la nuova legge elettorale sarà il frutto di un’opera d’ingegneria politica che verrà partorita da PD,PDL E UDC,senza il coinvolgimento delle altre forze politiche,comprese quelle non rappresentate in parlamento,ebbene s’impone,da parte nostra,dare un senso alle motivazioni per cui SEL è nata,parlare al cuore e al cervello della base del PD e a quei larghi strati della popolazione italiana che in questi ultimi anni si sono fortemente impegnati per la difesa dei beni comuni,della scuola pubblica,dei diritti dei lavoratori violentati e privati della loro dignità e contro il precariato selvaggio che ha ridotto milioni di giovani e meno giovani al ruolo di merci , ossia dare vita a una nuova Sinistra italiana che guarda,con una visione social democratica,al futuro e dar vita a un’alternativa di società in cui valori, equità,giustizia sociale,diritto di cittadinanza,sviluppo sostenibile e libertà costituiscano gli ingredienti ideali per favorire una svolta internazionale capace di mettere all’angolo la dittatura dei mercati e della finanza.Abbiamo dato vita a SEL per far nascere una nuova grande sinistra scevra da steccati ideologici, ma tuttavia dotata di forte identità e protagonismo per “APRIRE UNA NUOVA PARTITA”,EBBENE PROCEDIAMO COMPAGNE E COMPAGNI!!!

Piero 15 gennaio 2012 - 17:25

Questa è la direzione giusta, una serrata competizione con il pd che ha imboccato la strada della subalternità alla destra. Quello che manca ora a SEL è la presenza nei movimenti sociali. Compagne e compagni, fuori dalle stanze chiuse dei circoli !!! Basta guardare all’interno, la sinistra deve tornare ad essere il riferimento del disagio sociale !!

Vito Errico 15 gennaio 2012 - 17:23

Alla buon’ora, Nichi ha detto qualcosa di sinistra.E noi fondammo SEL per dirci “di sinistra”. E la strategia dovrebbe essere quella di assicurare una rappresentanza a tutti coloro i quali, prima di ogni tatticismo,in questo mare di tecnocrazia oligarchica rivendicano la loro identità di gente di sinistra. Poi, si possono fare tutte le foto di gruppo che si vogliono, ma a un patto, però: che la nostra gente conservi in quella foto la sua faccia, senza doversene vergognare.Altrimenti, è sufficiente una foto formato tessera. E’ sempre meglio essere soli, anche nelle foto,che male accompagnati.E all’Assemblea Nazionale sarebbe meglio far parlare i “piccoli”. Sono loro quelli che mantengono la prima linea del fuoco e, spesso, devono ripararsi soprattutto dal “fuoco amico”. Lasciarli parlare equivale a sentirsi narrare le contingenze e le prospettive.La realtà proiettata nel futuro come la vede la base, cioè……

Claudio Bocci 15 gennaio 2012 - 17:17

Dovrebbe essere ormai chiaro che la sfida che ci attende deve essere affrontata in chiave europea; riterrei importante, quindi, un più stretto collegamento con la sinistra del continente per far emergere nelle speranze della nostra opinione pubblica un nuovo orizzonte di sviluppo equo e sostenibile. Per questo, è importante ricostruire un partito con la P maiuscola che studi, elabori, diriga.

Elena Brunetti 15 gennaio 2012 - 16:48

Sillogismi: A Gianni piace Sel all’opposizione di Monti, l’Idv all’opposizione di Monti. Gianni non vuole essere sballottato da Bersani a Di Pietro e viceversa. Quindi Gianni vuole restare definitivamente con Di Pietro? Se è così, AUGURI!

Stefano 15 gennaio 2012 - 16:41

Concordo con il compagno Alfonso Gianni sull’evitare sballottamenti, penso però che questa bellissima iniziativa che si sta preparando, “Per la Giustizia Sociale. Una nuova sinistra per salvare l’Italia” darà finalmente al nostro partito una posizione chiara e precisa nei confronti di Pd e governo Monti, che per quanto mi riguarda deve risolversi in questa formula : “nè subalterni, nè minoritari”, guardando all’Alternativa.

Detto questo, per riposizionarsi politicamente serve davvero un nuovo Congresso ? Secondo me è esagerato.
Che ci siano punti da affrontare con una seria discussione sono d’accordo comunque : collocazione europea su tutti, ma nell’intervista c’è un rimando a questo tema mi pare : “L’unica alternativa possibile e’ l’Europa sociale che solo le forze socialiste, socialdemocratiche ed ecologiste del vecchio Continente possono ricostruire”.

Nonno 15 gennaio 2012 - 16:21

Contrordine compagne/i… nell’intervista Nichi fa una bella e giusta rottura col PD. Rottura non irreversibile (nulla in politica lo è) Nichi è un vero genio tattico! ora voglio proprio sapere cosa dicono coloro che ci hanno spiegato che dovevamo essere il pedant del PD e la sezione italiana del PSE

Alfonso Gianni 15 gennaio 2012 - 16:13

Bene. L’intervista di Vendola contiene un giudizio negativo netto sul governo Monti ben diverso da quello dato poco tempo fa. Mi auguro che questo serva per posizionare Sel definitivamente all’opposizione di questo governo. Come condurla è argomento di discussione tra noi. Mi sembra invece che l’Assemblea del 22 sia tutt’altro. Una manifestazione pubblica pur con autorevoli ospiti. Chi ha deciso così dovrebbe però sentire anche la responsabilità politica di dire subito quali luoghi e occasioni ci saranno per portare avanti una riflessione sulla nuova situazione. Tutto è cambiato, come del resto dice anche Vendola nella parte finale della intervista, ove fa balenare persino l’ipotesi di nuove alleanze e tattiche elettorali, sulle quali sarebbe bene discutere con molta attenzione. Non vorrei essere sballottato da un Bersani a un Di Pietro e ritorno. Almeno non senza profonde motivazioni. Ma soprattutto non si vive di sola tattica. Anzi così si sbaglia spesso e volentieri, come è accaduto riguardo al referendum Parisi. In effetti il congresso che facemmo è lontano anni luce dalla nuova situazione. Avremmo perciò bisogno di una nuova stagione congressuale o qualche cosa che si assomiglia molto da vicino. Non solo di manifestazioni pubbliche.

Stefano 15 gennaio 2012 - 15:59
Paolo 15 gennaio 2012 - 15:56

Credo che bisogna andare a fare alleanze solo su programmi ben precisi ed inderogabili dai partecipanti.

Luciano Chiodo 15 gennaio 2012 - 15:51

Angelo B, ti ringrazio se mi dici dove la trovo. Io sul sito non la vedo e nemmeno sul sito di SEL Lombardia, sarà una mia carenza….

Francesco 15 gennaio 2012 - 15:46

Ma ovvio che interveranno Fava e Mussi!
Sono tra i fondatori e padri di SEL!!!
Oramai non c’e’ piu’ chi proviene dal Prc,dai Ds,dai Verdi o altro!
SIAMO TUTTI DI SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA’!
SIATE ORGOGLIOSI!
IL MEGLIO DELLA SINISTRA L’ABBIAMO RIUNITO NOI PER DOMENICA!!!

Francesco 15 gennaio 2012 - 15:43

Per Luciano
Se non hai letto dell’assemblea,caro mio hai problemi di vista.
Lo sapevano anche i sassi.
Per Peppe Giudice
Facciamo gli schifettosi anche Di Pietro?
————-
Trovo immpeccabile l’intervista di Nichi.
A tutti quelli che criticano dico …. ma che diavolo volte piu’!
Deve resucitare Allende e Che Guevara?!
E che diavolo ma state sempre a criticare!
Domenica prossima ad una assemblea di Sel c’e’ il meglio che la sinistra politica,sindacale e civile possa esprimire (Landini,Pisapia,De Magistris,Borsellino,Zedda, e altri)e non vi basta?
Ma per favore!Siete militanti del secolo scorso!

VAI NICHI NON MOLLARE!
Ma tu vedi un po’ se uno deve leggere le critiche di uno sbadato che legge neanche l’annuncio dell’assemblea e un altro che “brr che schifo Di Pietro!”

Angelo B 15 gennaio 2012 - 15:37

Non capisco cosa intenda Luciano Chiodo quando dice “ho scoperto, tra le righe dell’intervista di Vendola, che Sel ha organizzato il 22 gennaio a Roma un’assemblea nazionale”. Bella scoperta! La convocazione dell’assemblea nazionale è sul sito dal 9 Gennaio e già da alcuni giorni ai circoli è giunto l’avviso di formare le delegazioni da inviare.

Stefano 15 gennaio 2012 - 15:29

Ottima intervista e ottimi nomi per l’Assemblea Nazionale del 22 ! Landini su tutti!

Spero però che interverranno anche Claudio Fava e Fabio Mussi.

Peppe Giudice 15 gennaio 2012 - 15:10

molto meglio fare l’alleanza con la FDS che con Di Pietro. Ma alla fine penso che Vendola non romperà con Bersani

Peppe Giudice 15 gennaio 2012 - 15:08

sel SeL fa una schifezza coin Di Pietro mando immediatamente SeL a quel paese. Se un leader che consideravo molto bravo come Vendola ha paura di Di Pietro vuol dire che è una mezza cartuccia.

Maurizio 15 gennaio 2012 - 15:06

Bene. Concetti forti e chiari; non è il tempo di illudersi con possibili strategie. C’è estremo bisogno di chiarezza, la necessità di indicare una alternativa reale e possibile.

Luciano Chiodo 15 gennaio 2012 - 15:04

Il 9 gennaio 2012 ho comunicato formalmente la mia uscita da SEL, quindi scusatemi se intervengo sul blog. Detto questo, HO SCOPERTO, tra le righe dell’intervista di Vendola, che Sel ha organizzato il 22 gennaio a Roma un’assemblea nazionale con un titolo chiaro: “Per la giustizia sociale. Una nuova sinistra per salvare l’Italia”.
Tra i motivi delle mie dimissioni c’è proprio questo metodo di direzione politica, da dove nasce questa Assemblea Nazionale, dove è pubblicizzata, chi ne è al corrente?
In quanto a Vasto, la così detta “foto di Vasto” è nata a settembre da decisioni verticistiche, senza diiscussione tra iscritti e militanti, è stata confermata anche con il PD nella maggioranza (con Bersani che ricordava che alla foto mancava il sonoro), e ora, alla buon ora….., si prende atto che forse non esiste più!?
Non è questa la Sinistra di cui c’è bisogno in Italia, e in Europa.

Paolo Querini 15 gennaio 2012 - 15:04

Se Monti é responsabile di un’azione di questa portata orchestrata ai danni del popolo italiano

http://www.agi.it/repository/struttura-sito/la-voce-dei-consumatori/adusbef/notizie/crisi-banche-salvate-da-decreto-monti-con-garanzia-statale-sui-bond-e-da-bce

alla variante “colta e illuminata” manca solo di tenere i bambini a pezzetti nel freezer come Bokassa!

Witt 15 gennaio 2012 - 15:03

Avanti, vanti. Da subito, da ora. Il tempo gioca da avversario.
Avanti ma da ora, domani è tardi.
Agire in avanti. Bravo Nichi. Mi fido di te.

Michele 15 gennaio 2012 - 14:51

Bravo Nichi! Avanti con il polo dell’alternativa,questo percorso spostera’ in pochi mesi il PD a sinistra e consentira al nuovo polo di ragionare alla pari con il PD!

Rocco Stranieri 15 gennaio 2012 - 14:23

Finalmente Nichi ti sentiamo dire le cose che grande parte della sinistra italiana si aspetta, non più vogliamo soffrire dell’ egemonismo del PD, siamo un popolo che ha idee e voglia di metterle in pratica, se vogliono legarsi mani e piedi al masso del governo di salvamento senza mai mettere sul tavolo serie alternative al liberismo più selvaggio, che vadano pure a fondo tutti i dirigenti del partito dell ” sinistra” più grande nei numeri, ma molto più piccolo nelle idee. Lavoriamo perchè dobbiamo essere noi in primis l’ alternativa a questo modo di governare, se gli altri ci credono che ben vengano, se ciò non dovesse essere, diciamo basta una volta e per sempre all’ essere succubi di questa sub cultura di sub governo.

Antonio Da Bruino 15 gennaio 2012 - 14:02

Il Berlusconismo ha spostato l’asse politico dell’Italia a destra e questo contribuirà ancora di più a fare pagare la crisi economica alle classi più deboli!La foto di Vasto non c’è più oggi gira la foto di Alfano- Bersani- Casini, facciamocene una ragione e andiamo avanti per la nostra strada consapevoli che non sarà facile!

Francesco Guerzoni 15 gennaio 2012 - 13:39

Ho creduto molto nella foto di Vasto, ma pare che Bersani (e Di Pietro!) l’abbiano stracciata sul nascere.

Ora l’alternativa è andare con Di Pietro… ciò che significa la morte dell’Alternativa stessa, dato che il PD andrà con il terzo Polo e vinceranno le elezioni.

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