Post di Nichi: “Cosa succede alla Fiat”

  |     |   26 commenti


Ma che sta succedendo alla Fiat? Davvero si pensa che rievocare grottescamente un vallettismo d’antan possa rilanciare l’industria automobilistica nel nostro Paese? Davvero si pensa che con ‘politiche coloniali’ -  trasferendo le produzioni in Paesi con condizioni più favorevoli per l’azienda, ma senza innovare, senza piani industriali complessivi, ‘dando la colpa’ di quello che accade a sindacati non accomodanti – si faccia fare un passo in avanti al gruppo automobilistico torinese?

Sono preoccupato per quello che sta accadendo.
Sono preoccupato per le migliaia di famiglie che passerrano un’estate di inferno anche a Torino.
Sono preoccupato per il rilancio del sistema impresa italiano.
Qualche settimana fa si parlava di Pomigliano come di un caso isolato, e proprio per la sua specificità si era tentato di convincere i lavoratori che era necessario sottostare alle condizioni umilianti decise dall’azienza. I lavoratori giustamente non li hanno creduti. Poi è venuto il caso di Melfi con le ritorsioni ai delegati sindacali. Ora il caso di Mirafiori.
Evidentemente non siamo più di fronte ad una casualità, ma a scelte precise che mettono in discussione la credibilità del piano industriale della Fiat e del suo management.

E tutto accade questo mentre siamo di fronte alla vera emergenza nazionale dell’Italia: la perdita ogni giorno di migliaia di posti di lavoro, il quotidiano passaggio di migliaia di famiglie da una vita dignitosa alla povertà.
Sono invidioso dei miei colleghi stranieri che di fronte alle crisi dei gruppi industriali nei propri Paesi vedono il loro governo parte attiva nel risolvere le vertenze. Questo non accade in Italia. Oltre al degrado morale che sta accompagnando la fase conclusiva della stagione berlusconiana, impressiona il disprezzo e il disinteresse con cui da Palazzo Chigi si seguono le vicende dell’economia italiana: il ministro fantasma dello sviluppo economico potrebbe oggi avere un ruolo chiave nell’imporre alla Fiat di aprire un tavolo con le organizzazioni sindacali dei lavoratori. Ma questo governo da due mesi questo ministro non lo ha. Il confronto invece tra azienda e parti sociali deve avvenire con urgenza.

Deve essere chiaro, alla Fiat innanzitutto, che le scelte autoritarie porteranno esclusivamente al disastro che deve essere assolutamente evitato. Non si puo’ pensare che, chiuso il secolo del ‘900, invece di entrare nel terzo millennio, si voglia ritornare al all’800: il riconoscimento dei diritti dei lavoratori e di una retribuzione dignitosa sono conquiste che non possono essere cancellate, neanche attraversando il mare Adriatico…

Nichi

Ci sono 26 commenti per questo post
Nicola Perucconi 29 luglio 2010 - 10:17

grazie adesso é piú chiaro.

Davide 29 luglio 2010 - 02:14

@ Nicola Perucconi: il senso del commento di g.f. è, all’incirca, che l’omogeneizzante capitalismo globalizzato ha pervaso tutti i settori della vita umana; in modo particolarmente pesante ha inciso nell’ambito lavorativo, nel quale, col fallimento di una rappresentanza sindacale estesa su scala internazionale, si sono avvertite più che altrove le disastrose conseguenze sociali. Se ci convincessimo che è possibile riaggregare tutte le forze sociali attorno ad un unico punto fermo capace di sintetizzare e unificare interessi locali con interessi internazionali, potremmo, identificandoci in una cittadinanza planetaria, sovvertire l’attuale ordine mondiale fondato solo ed esclusivamente sulla cultura della diseguaglianza quale motore della civiltà. Direi che è un progetto molto ambizioso, visto che neanche nel condominio dove abito si aspira a tanta benevolenza. E siamo solo sei condomini. Mah….però come fondamento etico non ho nulla da eccepire. Ciao.

Nicola Perucconi 28 luglio 2010 - 20:19

@ g.f.
scusami ma cosa volevi dire?

G.f. 27 luglio 2010 - 18:40

compagni,quello che accade non è dato al caso o alla perfidia umana, è dato alla vittoria dell’internazionale del capitale sotto tutte le sue vesti.La sua vittoria è data dalla nostra convinzione che il nostro internazionalismo non sia più possibile; riscopriamolo, coniughiamolo con il localismo,e con questa nuova leva culturale, ripartiamo, riconoscendoci cittadini del mondo.

Domenico 27 luglio 2010 - 13:55

quoto nicola perrucconi

Flavio Monterosso 26 luglio 2010 - 21:43

Le fabbriche automobilistiche che producono i prodotti attualli,sono loro stesse robba da ’800.Ciò a cui stiamo assistendo è solo l’agonia di un prodotto,quello automobilistico,che come è attualmente progettato è ormai superato.

Nicola Perucconi 26 luglio 2010 - 21:36

“E tutto accade questo mentre siamo di fronte alla vera emergenza nazionale dell’Italia: la perdita ogni giorno di migliaia di posti di lavoro, il quotidiano passaggio di migliaia di famiglie da una vita dignitosa alla povertà.”

Perfetto ci siamo questo il problema! Come ne veniamo fuori? Risolvere Mirafiori e Pomigliano sicuramente aiuta, ma il problema é altrove.

Si parla di innovazione e di riconversione industriale, d´accordo, ma qualcuno ha valutato quanto costerá come faremo e se abbiamo il tempo di recuperare il ritardo accumulato nei confronti di altri paesi?

Io mi chiedo l´Italia é un paese povero di risorse, ma la maggiore risorsa é quella relativa al suo territorio, davvero non siamo in grado di utilizzarlo meglio per migliorare la situazione del nostro paese?

Torquemada58 26 luglio 2010 - 10:16

Nichi, hai ragione, il centrosinistra finora ha prodotto solo ” imbarazzati silenzi su Pomigliano o delicati rimbrotti metodologici sul trasferimento in Serbia”. Secondo te come se ne esce ?

Mariagrazia 26 luglio 2010 - 09:57

Questo succede a Bisceglie comune della Puglia.
Chi scrive è dipendente di un’IPAB dal marzo 2001 non riceve stipendi e dal novembre 2002 non gli viene permesso di fornire la propria prestazione lavorativa in quanto da quel periodo l’IPAB non fornisce le prestazini statutarie

Vanni Maltoni 25 luglio 2010 - 23:08

Ma infatti io ho sempre pensato che il progetto Sinistra Arcobaleno non andasse abbandonato immediatamente come è stato fatto. Ok, era solo un’alleanza elettorale, ma dopo le elezioni si poteva lavorare perchè diventasse un progetto politico concreto. Ad affossarla è stato il sig. Diliberto con il suo famoso “ripartiamo da qui” e indicava la falce e il martello. In questo modo ha chiuso la porta in faccia a tutti quelli che non si identificavano in quel simbolo e in quella storia, silurando contemporaneamente Bertinotti che quel progetto forse l’avrebbe portato avanti se ci fossero state le condizioni.

Davide 25 luglio 2010 - 19:35

@ roby: quello che sostieni è vero. La difficoltà sta nel farlo capire a quanti votano altrove, cioè Pdl, Lega, Udc ed altra roba simile. Non ti irrtare più di tanto. In Italia è sempre stato così. Gli italiani non hanno coscienza sociale e identità collettiva. Ma soprattutto non hanno spirito critico e, quei pochi che ce l’hanno, sono soggetti ad un’intima disonestà che li porta a prevaricare gli altri pur di acquisire benessere personale. Siamo un popolo facilmente manipolabile e ricattabile, quando non anche corruttibile. Il quadro disegnato è desolante, ma è quello reale, che pur con tutta la sua impietosa violenza dovrebbe spingerci alla ribellione sociale, o almeno ad un impeto di globale, spontanea mobilitazione di protesta. Ma non siamo ancora pronti. Per questo passiamo il nostro tempo a sfogarci su questo blog. Non ti irritare, dunque, ma non ti rassegnare, poiché la rassegnazione non è una soluzione ai problemi che sempre il vivere sociale ci porrà. Ciao.

Torquemada58 25 luglio 2010 - 18:27

Scusa Nichi, ma tu cosa proporresti di fare ?
Visto che giustamente vuoi concorrere per le primarie e che in linea del tutto teorica potresti diventare Premier, se tu ora fossi il leader del centrosinistra, cosa proporresti ?

Cocola Mariagrazia 25 luglio 2010 - 17:01

Questo succede a Bisceglie comune Pugliese. Chi scrive è ancora dipendente di un’IPAB, non riceve stipendi dal marzo 2001 e non gli viene permesso di fornire la sua prestazione lavorativa dal novembre 2002 perchè da quel periodo l’IPAB non fornisce le prestazioni statutarie.

Roby 25 luglio 2010 - 12:57

x Eraldo…e altri
Voglio ricordare che Bertinotti è stato il primo a non condividere il piano di marchionne e di ammettere di essersi sbagliato nel dare giudizi positivi in passato a quella persona li, e per favore, ora basta con il tirare in ballo sempre e comunque Bertinotti per tutto ciò di negativo succede, prendetevela invece, con chi, votando Berlusconi e Bonanni, hanno di fatto dato mano libera a questo governo dagli alti consensi e a una parte di sindacato di condividere in pieno la nuova strategia del mondo del lavoro e se poi ci mettiamo certa opposizione rimasta in parlamento, i giochi sono fatti.
Prendetevela anche con chi non ha permesso alla sinistra-sinistra di non essere in parlamento perchè non condividendone il progetto di Bertinotti che desiderava una sinistra unica e unita, lo ha di fatto boicottato, paletti interni ed esterni al prc ne hanno di fatto bocciato questa bellissima iniziativa, le decine di partitini e le diverse voci interne al prc che con le loro infinite e diversificate interpretazioni rivoluzionarie hanno anche aiutato ad allontanarsi da questo progetto chi era disponibilissimo nel sostenerlo, ora, Vendola cerca di riproporlo quel progetto,penso sia l’ultima spiaggia per la sinistra tutta…altro che colpe di Bertinotti che visto l’aria che tirava avrebbe fatto meglio a lasciare prima.

Davide 24 luglio 2010 - 23:04

Condivido. Non ci resta che incrociare le dita nell’attesa di verificare che Nichi resti integro. Mi preoccupano maggiormente tutti coloro che gravitano attorno alla sua persona, e che potrebbero non filtrare le solite, inevitabili e spiacevoli compromissioni. Ciao.

Vanni Maltoni 24 luglio 2010 - 22:08

Caro Davide, solitamente tendo a non fidarmi delle apparenze e a valutare l’operato di una persona, di un politico in questo caso, non sulla base di quello che dice ma di quello che fa.
Ora, per quanto riguarda Nichi Vendola il suo operato alla regione Puglia mi induce a credere e sperare che si tratti di una persona di grandi ideali e che di compromessi al ribasso ne farà pochi anche se sono convinto che qualcosa toccherà anche a lui subire in questo senso qualora diventasse in futuro il nostro nuovo Presidente del Consiglio.
Di Obama mi son sempre fidato poco perchè anche prima della sua elezione mi ero informato su chi foraggiasse la sua campagna elettorale, per quanto riguarda Lula invece mi ha aperto gli occhi la mia moglie brasiliana mostrandomi come populismo e contentini ai più poveri gli abbiano guadagnato un consenso immeritato in patria ove sanità e scuola restano un privilegio per i pochi che sono in grado di pagare, mentre devo dire che in politica estera mi piace molto. Il suo tentativo, insieme al premier turco Erdogan, di evitare l’isolamento dell’Iran e di permettere la riapertura dei negoziati probabilmente è interessato ma comunque lodevole perchè sull’altro fronte si ragiona solo in termini militari e una guerra di grosse proporzioni potrebbe essere più vicina di quanto pensiamo.
Questo solo per dirti che cerco di informarmi, di non essere prevenuto, e di valutare solo sulla base delle azioni dal momento che di affabulatori che hanno studiato tecniche della comunicazione ce ne stanno propinando in grosse quantità.
Di Nichi al momento mi fido, ma non esiterei a voltagli le spalle qualora ritenessi la mia fiducia tradita.
Pensa che quando votai per la prima volta (non ricordo l’anno) misi la croce sul simbolo della Lega Nord (ebbene sì, mea culpa), Bossi venne anche a tenere un comizio nella mia città e mi ispirava fiducia, direi che ero abbastanza convinto.
Poi però il processo Manipulite qualche tempo dopo venne mostrato in diretta TV, e il Senatur ammise di fronte al pubblico ministero Antonio Di Pietro di aver preso una tangente Enimont da 200 milioni di lire.
Bisogna sempre avere il coraggio di cambiare idea quando si capisce di essersi sbagliati.
Questo comporta una riflessione riguardo se stessi che permette di imparare a ragionare con la propria testa senza accettare di essere fidelizzato da chicchessia, porta ad una maturazione della propria consapevolezza, ma è una cosa che in Italia, ad esempio, in pochi riescono a fare.
Infatti il problema principale di noi italiani è che siamo un popolo estremamente immaturo dal momento che tendiamo a rimuovere e non affrontiamo mai i nostri errori.
Berlusconi mantiene il suo consenso perchè sono in pochi ad avere il coraggio di guardarsi allo specchio e dire “Sei proprio un coglione, hai votato per un delinquente per 15 anni nonostante avessi tutti gli elementi per capire come stavano le cose”. E vale anche per tanti elettori del PD ex-comunisti.

Davide 24 luglio 2010 - 18:14

I commenti di Eraldo e Vanni sono così ben argomentati da risultare inevitabilmente condivisibili. Però istigano a non fidarsi di nessuno. Sì che maligne e provocatorie domande possano spontaneamente nascere nelle menti più raffinate. Per dire, un’interrogativo sottile potrebbe essere: e se Vendola si rivelasse un bluff alla stessa stregua di Obama e di Lula? La risposta potrebbe risiedere in una domanda anche peggiore della precedente. Ad esempio: e voi che avete colto questa malcelata devianza in personaggi come Obama e/o come Lula, come avete fatto a non cogliere in Vendola un’equivalente similitudine con siffatti malfattori?
E’ chiaro che personalmente non la penso così. Ma ho voluto configurare un possibile scenario per ricordare a noi stessi quanta attenzione dobbiamo porre nell’esprimere le nostre opinioni. Ci sono innumerevoli modi per sminuire l’impegno di un solo individuo e il suo idealismo. Col ricorso al discredito sociale, tramite l’arte del pettegolezzo e della calunnia, alcuni loschi figuri della nascente P3 pensavano di annientare un loro sodale di partito. Figuriamoci nei confronti di un avversario politico, cosa sarebbero in grado di escogitare. Evitiamo, pertanto, di prestarci ingenuamente a questo deteriore meccanismo, prestando la massima diligenza intellettuale. Mi scuso per il tono apparentemente censorio, ma non intendevo rimproverare nessuno, al massimo solo allertare il nostro ingegno. Saluto tutti.

Andrea F. 24 luglio 2010 - 16:25

La tattica della fiat è sempre la stessa, andare a battere cassa dallo stato , poi nel bene o nel male a subirne le conseguenze sono i lavoratori.
Ora , secondo quanto pensano in molti, gli operai fiat non dovrebbero lamentarsi perchè in questi anni sarebbero sempre stati aiutati più di altri, avrebbero goduto di più privilegi:
io penso che se fosse vero ciò, e soprattutto alla luce di quanto sta accadendo, si tratterebbe di contentini che la fiat dava ai propri lavoratori quando le cose andavano bene, secondo me in previsione di ciò che sta succedendo oggi, per impedirgli di lamentarsi ( mi viene in mente il detto del miele per mandare giù la medicina amara) se oggi si decide di spostare la produzione in Serbia per stringere la cinghia e permettere a marchionne di andare a fare la bella faccia in america.
Insomma, rischia di passare il messaggio secondo cui marchionne starebbe cercando di sistemare le cose abbattendo lo status quo (con cui intenzionalmente sono stati identificati gli operai).
Il peggio è che a fare questo ragionamento sono molti operai, che hanno una sorta di invidia nei confronti dei loro colleghi della fiat perchè li credono beneficiari di privilegi ottenuti grazie ai soldi pubblici, ma con quegli stessi soldi pubblici marchionne va ad investire all’estero, non migliora le condizioni dei dipendenti.
Ecco quindo come dietro a questa tattica ci sia anche l’intento di dividere i lavoratori.

Vanni Maltoni 24 luglio 2010 - 13:12

@ eraldo
Attenzione a non farti troppe illusioni sul fatto che Obama rappresenti il nuovo che tenta faticosamente di avanzare. La sua campagna elettorale è stata finanziata massicciamente dalle peggiori società finanziarie d’America.
Per quanto riguarda la tanto pubblicizzata riforma sanitaria, il governo americano pagherà fior di contratti alle major della sanità con denaro dei contribuenti, tali contratti di assicurazione sono però una farsa in quanto ci sono un sacco di clausolette che impediranno all’80% dei contraenti di usufruirne. E in più, udite udite, per averne diritto 40 milioni di americani dovranno farsi impiantare un chip elettronico di riconoscimento sottocutaneo.
Obama è un barbatrucco, un Bush con la faccia più presentabile. Sarebbe ora ne prendessero tutti coscienza, lo faranno probabilmente quando muoverà guerra all’Iran al fianco di Israele.

Alfonsodt 24 luglio 2010 - 09:48

NICHI la situazione occupazionale del settore industriale e manifatturiero in ITALIA è preoccupante,è preoccupante perchè il lavoro in italia e i lavoratori in questo paese sono diventati nel lessico linguistico di questa classe dominante dicevo sono diventati una zavorra una palla al piede per questa società cosidetta civile italiana,invece i lavoratori con il loro sudore e le loro morti ammazzati dal lavoro in questo paese hanno garantito la ricchezza e la grandezza di interi apparati produttivie e manufatturieri in questo paese,grazie all’ingegno ed alla abnegazione dei lavoratori italiani all’estero come emigranti, questo paese è cresciuto economicamente e socialmente e grazie alla conquista dei diritti lavorativi e civili il cittadino italiano nonchè lavoratore ha progredito e fatto progredire un intero sistema paese,oggi che il maiale è sazio come si suole dire dalle mie parti,rovescia il secchio con tutto quello che ci stà dentro,SEL mi auguro vivamente che riesca a fare come OBAMA ha fatto in america con un presidente di una nota marca automobilistica,che voleva butare in meszzo AD UNA STRADA MIGLIAIA DI LAVORATORI DI QUELLA AZIENDA,non mi risulta che OBAMA sia uno sporco comunista,forse un uomo un pò abbronzato questo si,ma non comunista, perciò NICHI vai dritto per la TUA strAda sapendo che: ci saranno delle trappole cosparse lungo il tuo e IL nostro cammino.un saluto da alfonso di tullio mil/te SEL.

Marcov 23 luglio 2010 - 23:41

COn uno sguardo al lungo periodo, che la Fiat se ne vada dall’Italia non è per niente una cattiva notizia.

Vanni Maltoni 23 luglio 2010 - 23:37

Quanto sta facendo la Fiat non è altro che quanto già fatto in passato da altre multinazionali, il settore dell’automobile finora non aveva seguito questa strada ma sta cominciando a farlo. C’è poco da dire, solo il ripristino dei dazi doganali sui beni prodotti al di fuori del proprio paese potranno porre rimedio a questa situazione, altrimenti il nomadismo aziendale diventerà la prassi. Adesso in Serbia, domani se magari sarà più conveniente in Asia o in Africa. Quello che ancora mi sfugge del progetto complessivo che l’elite mondiale sta attuando è come pensano di rilanciare i consumi… Se producono in paesi ove sfruttano la manodopera all’inverosimile pagando salari da miseria mentre in occidente si perde il lavoro, di grazia chi dovrebbe acquistare i beni che costoro producono?
Sembrano non tenere conto del fatto che la società potrebbe reagire tornando a stili di vita arcaici, certo le multinazionali alimentari non avranno mai questo problema perchè la popolazione mondiale aumenta in modo incontrollato, ma l’automobile?
Un disoccupato va a piedi, o in bicicletta…

Saintorok 23 luglio 2010 - 22:41

marchionne ha già delocalizzato le sue tasse avendo la residenza in un cantone svizzero per pagare meno…

Davide 23 luglio 2010 - 20:49

Marchionne dovrebbe chiarire la sua idea di serietà. Credo che faccia volutamente confusione, perché vorrebbe parlare di obbedienza alle linee guida aziendali ma, non potendo osare tanto, è costretto ad una torsione dialettica che lo porta a parlare, appunto, di assenza di serietà. Peccato che questa sua dichiarazione sia immediatamente successiva all’incoerente scelta del gruppo Fiat dopo l’esito del referendum di Pomigliano. Come dire: la serietà è una variabile dipendente dalle proprie pretese e non certo un acritico valore oggettivo. Simpatiche, per usare un eufemismo, le osservazioni del ministro Sacconi, secondo il quale molte responsabilità sono da addebitare alla fiom, ed istruttivi, in tema di materia sindacale, i consigli del segretario generale della Cisl, per il quale i licenziamenti devono seguire la via giudiziaria e nulla più. Occorre aggiungere altro per disegnare i confini del più fosco quadro antisindacale di tutti i tempi?

Molise 23 luglio 2010 - 20:30

Secondo me è una tattica di marchionni e del governo per scaricare le colpe sulla CGIL.
Vedrete che su mirafiori isoleranno la FIOM e passando il patto di pomigliano la nuova macchina si farà in ITALIA.

Salvatore Delegato Fiom 23 luglio 2010 - 15:35

Giù le mani dall sindacato.
Lo dico sperando che comprendano anche le altre confederazioni che inizialmente hanno appoggiato le scelte della FIAT.
Che sia ben chiaro “mi rivolgo ai dirigenti FIAT”la scelta di delocalizzare le lavorazioni di alcuni modelli in altri paesi, era gia nei loro piani scellerati,ora dare la colpa ai sindacati”a dir loro poco seri”lo trovo molto riduttivo e ridicolo,e che la vera natura delle loro scelte sono da cercare altrove.
Ora l’invito che faccio e che a fronte di queste provocazioni lunica strada è la mobilitazione di tutti i sindacati.

La Puglia come locomotiva del Mezzogiorno

I dati Istat sul prodotto interno lordo consolidano la posizione della Puglia come locomotiva del Mezzogiorno, cresce quasi ai livelli del nord del Paese. In questi anni la Puglia è riuscita a coniugare le proprie tradizioni, la propria storia e le vocazioni produttive con l’innovazione e la tecnologia. Ha toccato buoni livelli di specializzazione grazie [...]

Istat: in Puglia 25mila occupati in più. Miglior dato in Italia

Tempi bui per l’economia e per l’occupazione in particolare, ma secondo l’Istat, che in qualche maniera rafforza il quadro congiunturale illustrato dal presidente Nichi Vendola nel corso della conferenza stampa di fine anno, la Puglia è in controtendenza al punto da guidare il plotone (esiguo) di regioni con un segno più davanti alla voce nuovi [...]

Immigrazione. In Puglia fa rima con accoglienza

Lecce. E’ quella salentina la provincia più ambita dai migranti in Puglia. Lo rivela il rapporto “Sprar 2010 – 2011″ che fotografa i progetti di accoglienza. LECCE – Il Salento è la provincia pugliese preferita dai migranti in cerca di salvezza. Merito dell’accoglienza che vi trovano. Si sofferma proprio sul tema centrale dell’accoglienza, il rapporto [...]

Cascina, via libera al registro delle coppie di fatto

La maggioranza di centro sinistra approva un ordine del giorno in cui si prevede anche la promozione di politiche di sostegno “alle famiglie fondate sul matrimonio, di fatto o naturali”. E’ stato approvato ieri, in occasione della seduta del Consiglio comunale di Cascina, da tutte le forze politiche del centro-sinistra che sostengono il sindaco Antonelli, [...]

La serra fotovoltaica

A Villasor, in provincia di Cagliari, creati 90 posti di lavoro Investiti 70 milioni da multinazionali indiane e americane: 26 ettari coperti su 134 di serre produrranno 20 MW elettrici MILANO – Unire l’agricoltura alla produzione di energia elettrica, creando anche 90 posti di lavoro in una regione, la Sardegna, da anni alle prese con [...]

Sono Lucia, ho la sclerosi. Ma ora cammino

Casarano. Una giovane donna ammalata, si alza dalla sedia a rotelle grazie alla cannabis. Che si sperimenta a Casarano. Oggi un ‘caffè’ diverso da tutti gli altri, per scuotere gli animi disfattisti e diffidenti che purtroppo troppo spesso popolano questo quotidiano on line: una storia di ottimismo, scritta prima da un’amministrazione illuminata, come quella di [...]

Cagliari, così si fa

Stop agli affitti per il comune di Cagliari. La Giunta comunale taglia le locazioni passive, d’ora in poi gli uffici si trasferiranno dagli edifici in affitto a quelli di proprietà: “Si risparmierà oltre un milione di euro”. Ecco cosa cambia. Un risparmio di oltre 1.100.000 euro l’anno per le casse dell’amministrazione. E’ quanto prevede l’atto [...]

La Puglia recupera i beni confiscati

La Puglia promuove 3 progetti di recupero di beni confiscati alla criminalità organizzata: un ‘opificio sociale’ per i giovani a Mesagne (Brindisi), una dog house a Cassano e un laboratorio per cartapestai, a Putignano, entrambi in provincia di Bari. “Si tratta – spiega l’assessore alla Cittadinanza attiva della Regione Puglia, Nicola Fratoianni – degli ultimi [...]

Francia, vincono le primarie

Ieri, ancora una volta, hanno vinto le Primarie, quelle aperte a tutti. Una vittoria incontestabile, maturata nel paese che, insieme alla Germania, non solo esprime la leadership economica continentale, ma mantiene anche più saldo il contesto dei partiti come attori protagonisti della scena politica. È accaduto in Francia ciò che nemmeno i più ottimisti si [...]

Puglia, in 3 mesi maggiore occupazione

In tre mesi la Puglia migliora le statistiche dedicate all’occupazione recuperando 49mila unità (dal primo al secondo trimestre del 20011). Un balzo che è più tenue rispetto ai valori di fine 2010 (l’aumento è di 36mila unità), ma che fa ben sperare per il futuro. In valori assoluti, invece, al secondo trimestre del 2011 gli [...]

Buone notizie

Sinistra Ecologia Libertà - Via Goito 39 (4° Piano) - Roma - Tel. 06/44700403 - Fax 06/4455832 - redazione@sxmail.it
Realizzato da Ivano Noè