Post di Nichi: Inizia la stagione del dolore sociale

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Penso che quella che comincia è la stagione dei rendiconti, la fine delle favole e l’inizio di un confronto anche molto duro con la realtà. La realtà è che una parte dei mass-media e una parte della politica cerca quotidianamente di edulcorare, di esorcizzare, di occultare. Ma la realtà del dolore sociale prima o poi bussa alla porta della politica.

Quelli che non intendono aprire quella porta sono destinati a perdere. Penso che in Puglia, nel Sud, in Italia sia necessario aprire la stagione della verità.

La stagione della capacità di affrontare i nodi sociali ed economici di una crisi che attraversa in maniera talvolta molto dolorosa apparati produttivi, piccolissime aziende, e che travolge la vita di milioni di italiani. I dati in crescita della povertà ci dicono che questa sofferenza sociale non può essere considerata come un dato ornamentale di vacui discorsi sociologici. La povertà è un dato strutturale dell’Italia, dell’Europa e penso che le politiche che vanno messe in campo debbano avere come priorità la lotta per la tutela delle persone, dei bambini, dei vecchi, delle famiglie. E che la povertà chieda non azioni di carità pelosa ma politiche sociali, riqualificazione del welfare, diritti e reddito per i ceti medio-bassi.

Dentro questa condizione di disagio sociale, penso che sia particolarmente desolante il quadro della crescente forbice tra Nord e Sud del paese

E’ fondamentale che alla ripresa dell’attività dopo la pausa estiva, la politica affronti la questione Mezzogiorno.
Nel Sud le difficoltà e l’affanno nell’affrontare l’ondata lunga della crisi economica è particolarmente preoccupante. Il quadro è quello di un Mezzogiorno d’Italia che è stato costantemente estromesso dalla scena pubblica, chiuso nella spirale dei pregiudizi, oggetto di un’opera sistematica di spoliazione di risorse sia di quelle ordinarie sia di quelle straordinarie.

Oggi è il momento nel quale per affrontare i problemi di fondo del Mezzogiorno d’Italia, una nuova classe dirigente deve essere in grado di recuperare parola e visione di una moderna questione meridionale. Non si tratta semplicemente di reclamare ammortizzatori sociali e assistenza, si tratta di chiedere le risorse indispensabili per attivare politiche del lavoro e politiche dello sviluppo.

Nichi

Ci sono 13 commenti per questo post
Franca Lombardo 3 settembre 2010 - 11:52

Ho fiducia in te,Niki e sono sicura che queste non rimarranno vuote parole ma che farai di tutto perchè il nostro mezzogiorno dimostri che si sa rialzare con dignità e possa raggiungere mete finora solo sperate

Maurizio 3 settembre 2010 - 11:33

L’analisi la conosciamo. Ognuno può aggiungere qualche riflessione, perfino originale. Ma mancano i progetti da pensare, da condividere e da spiegare.
Il lavoro: come lo risolviamo questo problema?
Manca e mancherà a lungo o per sempre. Che facciamo?
I consumi devono diminuire e non aumentare: Affanculo il PIL?? Che si fa con il debito?
La sovranità alimentare: traduzione? Km Zero per legge? e L’OCSE, la UE?
Ecco, io vorrei tra l’altro, alcune tracce su cui ragionare e confrontarci.
Io ci credo a questa candidatura di Vendola, ma dobbiamo parlare alle persone e dirgli cosa si vuol fare. Esattamente.
Penso, inoltre che le persone sono stanche di non capirci abbastanza. Forse vogliono sognare un mondo migliore ma non sanno nemmeno più come si fa. Nichi ha svegliato tante intelligenze e ne ha resuscitate altre. Ma è urgente riempire le pagine di questo libro. Prima che sia confuso con un libro qualsiasi.

Roberta 2 settembre 2010 - 19:24

@ Andrea: Se anche fosse che Nichi parteciperà al dibattito di Azione Giovani a Roma, beh…io gli do tutto il mio appoggio, e condividerei la sua scelta da ex iscritta al PCI.
Ostento la mia provenienza politica solo per dare piu’ valore a cio’ che scrivo, ho aperto una Fabbrica di Nichi a Piombino (Li), la mia città, quella che tempo fa era la roccaforte della sinistra, posso garantire che si sono affacciati ragazzi da ogni angolatura di pensiero, anche da destra, quella che sappiamo la piu’ estrema.
Ho parlato con loro, senza imporgli niente, ho ascoltato piu’ che altro quali valori avessero da condividere con me, da soli si sono resi conto di non avere valori da esternare e in totale autonomia hanno deciso di apprezzare quella porta aperta di discussione: non sanno perchè dicono di essere di destra, non sanno perchè hanno votato a destra, non sanno cosa sia un programma andato a buon fine proposto dai loro rappresentanti politici, sanno invece che cosa sia la bellezza, la poesia, la legalità.
Abbiamo visto insieme un filmato della fondazione Falcone-Borsellino, sulle vittime della mafia, si sono affascinati nelle parole di Nichi quando a Bari nel 2008, durante la Libera Giornata della Memoria, ricordando le vittime di mafia, lo stesso chiede scusa ai familiari delle vittime a nome delle autorità, dello stato… quelle autorità che prima appuntano stellette al petto degli agenti di polizia e dopo sono complici, per una manciata di voti ai loro omicidii…quei ragazzi che si dicevano di destra, hanno pianto con me quando Nichi urla che lo Stato è lontano dai familiari delle vittime, che nessuno capisce che dei loro cari manca il profumo in casa…
cosa hanno di destra quei ragazzi che hanno visto quel film con me?
Nulla, ve lo posso garantire e ora lo sanno anche loro, quindi che Nichi si confronti pure con chiunque, senza limiti, ne uscirà di certo vittorioso perchè di certo qualcuno si ritroverà con lui.
Un abbraccio.

Michele 1 settembre 2010 - 09:43

La disparità sociale e la disaffezione della politica hanno portato questo paese ed anche tutta l’europa alla barbarie…

Andrea Tombelli 1 settembre 2010 - 02:43

Girano “voci” su internet che Nichi Vendola parteciperà il 12 settembre ad un dibattito con la Melandri alla festa organizzata da Azione Giovani a Roma…. io sono convinto che è una Bufala… ma dato che su internet la cosa comincia a girare non sarebbe il caso di dare una smentita?
Va bene che siamo pronti a confrontarci con tutti ma siamo ANTIFASCISTI e Azione Giovani e CasaGì o CasaPound mi pare siano chiaramente collocati come neofascisti.

Vanni Maltoni 1 settembre 2010 - 00:52

Adesso vista così siamo in una situazione raccapricciante.
Il guaio è che la politica non si occuperà di questi problemi alla ripresa dei lavori, ma di processo breve! Mi viene una bestemmia ma non la scrivo, la penso soltanto…

Adesso ci ritroviamo in condizioni tali che un intervento statale è necessario, visto però il Governo che abbiamo forse è meglio che non faccia niente visto che il rischio di peggiorare ulteriormente la situazione è dietro l’angolo sapendo con chi abbiamo a che fare…

Cosa deve fare uno stato? Questo potrebbe essere un argomento di discussione…
Tasse ragionevoli (più basse delle attuali) che tutti devono pagare pena sanzioni molto dure.
Scuola pubblica, sanità pubblica, strade, autostrade (gratuite, se lo fa la Germania perchè noi no?), trasporti… Tutto pagato dallo stato.
Non un soldo ai privati, nemmeno un centesimo.
Niente più denaro pubblico a nessun privato, ma tasse ragionevoli come ho detto.
Diritti dei lavoratori sanciti e inviolabili, riduzione almeno del 50% delle spese militari e di quelle per la classe politica.

Ma serve davvero altro? Io non credo. Sono convinto che se un paese ha quelle 4 regole precise e inderogabili, se spendi il denaro pubblico per estendere i servizi a tutti i cittadini poi ti puoi anche permettere di lasciar fare al mercato.
Siete mai stati in Germania?

Antonio Marano 31 agosto 2010 - 20:04

Combattere gli squilibri sociali tra aree sviluppate dell’Italia (centronord) ed aree che vivono un sottosviluppo strutturale (meridione), significa innanzitutto far acquisire ad una stragande maggioranza di meridionali una coscienza sociale nuova capace di creare una alternativa all’attuale modello di sviluppo capitalista. Le classi sociali meridionali che vivono in una realtà di emerginazione “economica – culturale” le aree del Mezzogiorno d’Italia , sono oggetto e strumento da parte delle peggiori organizzazioni politiche principali imputate all’emarginazione del Meridione . Prendiamo ad esempio le periferie di una metropoli come Napoli, dove esiste, vive e aumenta di numero , una classe sociale che per definizione è considerata come un “terzo stato”. Terzo stato in quanto , possiede al suo interno leggi e regolamenti diversi da quelli dettati dello Stato Centrale . Terzo stato in quanto la cultura che ne determina la sua esistenza è diversa da quella di altre classi sociali , pertanto , queste masse di persone , senza un “partito guida” , quando ai potranno uscire dal proprio ghetto di emarginazione .
Il modello di sviluppo economico capitalista ha necessità di avere i “ghetti” , in quanto produce gli emarginati , lo stesso modello economico capitalista non ha interesse a confrontarsi con una classe operaia cosciente dei propri mezzi e capace di creare un diverso sviluppo( progresso) sociale.La crisi economica attalmente capeggiata dai capitalisti è di loro proprietà non appartiene ad altre classi sociali , sta bene in questo momento avere un Merione debole, strumentalizzabile , bisognoso, arrendevole senza guida di Sindacati veri, partiti avversi alla loro politica, . Io credo che il riscatto delle classi sociali del Meridione d’Italia passi solo attraverso la propria presa di coscienza a formare una “opposizione vera” agli “attuali poteri” ben rappresentati (solo come numeri) nel Parlamento Italiano.

Federico Fiandro 31 agosto 2010 - 11:44

Credo che si debba focalizzare, piuttosto che il dolore, la rabbia sociale, finora espressa singolarmente da chi sopporta le ingiustizie da troppo tempo e direttamente sulla sua pelle.

Ambri 31 agosto 2010 - 09:33

UNA NUOVA ECONOMIA PER AFFRONTARE LE SFIDE CHE CI ATTENDONO
Non faccio altro che leggere e sentire interventi di esponenti di UIL e CISL che si lamentano per le posizioni troppo rigide e poco rivolte al futuro da parte della CGIL.
Se permettete con il mio intervento non intendo difendere le posizioni della CGIL – non ne hanno bisogno – però ritengo sia giusto sottolineare alcuni aspetti e comportamenti poco chiari da parte di CISL e UIL.
Prima di tutto il contratto metalmeccanici è stato firmato da sigle che rappresentano una minoranza nel settore metalmeccanici e, come è quasi sempre accaduto in passato, è giusto che un accordo che riguarda centinaia di migliaia di lavoratori sia sottoposto a referendum per approvazione, viceversa ritengo tale comportamento scorretto e irrispettoso delle regole democratiche di un paese civile.
Poi, troppo spesso questi sindacati –CISL e UIL – hanno trovato accordi con governi di DESTRA e CONFINDUSTRIA e chiedo a loro, dov’è il Patto per L’Italia, la legge sugli straordinari e tutta roba simile, troppo spesso si notano convergenze con chi professa il libero mercato, selvaggio per meglio rendere l’idea, e troppo spesso vengo a sapere di incontri più o meno segreti con Governo/Confindustria , mi riferisco all’incontro avvenuto a palazzo Grazioli in cui i rappresentanti di CISL e UIL sono stati visti uscire dal retro, ma non solo.
Insomma è giunta l’ora di capire da CISL e UIL come veramente la pensano senza se e senza ma, perché se la controparte per costoro è la CGIL, sindacato credo non abbia bisogno del mio aiuto per sapere quanto ha dato al mondo del lavoro, allora i miei dubbi aumentano ulteriormente.
Io credo che una buona economia non escluda una buona società quindi, come nel caso di POMIGLIANO, credo che CISL e UIL debbano rivedere le loro posizioni nel profondo- cosa questa auspicata da più parti- invece di criticare la CGIL, si fermino un attimo a pensare sul ruolo che hanno avuto nel disperdere l’unità e la forza propulsiva di tutti i lavoratori.
Visto da fuori CISL e UIL sembrano costole dell’attuale GOVERNO/CONFINDUSTRIA e visto i fallimenti fin’ora perpetrati nei confronti di tutto il mondo lavorativo, io non sarei così fiero essere ritenuto gli unici riformisti d’accordo con i principali protagonisti di questo fallimento, non sarei così fiero di aver firmato un accordo come quello di POMIGLIANIO dove si mettono a repentaglio i diritti fondamentali di tutti i lavoratori – sciopero e malattia – e soprattutto, se fossi in loro inizierei a muovermi per ricucire i rapporti con la CGIL.
In fondo l’imprenditoria Italiana è famosa per l’evasione e il sommerso ciclopico che sta attanagliando il nostro paese in una morsa mortale, senza parlare dei comportamenti che ultimamente stanno avendo alcuni Padroni – concedetemi il termine – nei confronti dei lavoratori, che in spregio alla legge, continuano a umiliare persone che guadagnano 1000 euro al mese, sono questi i vostri alleati!!??
Tanto per essere chiaro ritengo che anche la CGIL abbia fatto degli errori però negli ultimi anni ha sostenuto posizioni che difficilmente mi trovano in disaccordo.
Certo il rapporto e i metodi sindacali si devono adeguare ai tempi, dipende però come si vuole procedere e non è certo riportando i nostri diritti ai livelli della CINA che si salva la nostra economia, come ho detto in precedenza , una buona economia non esclude una buona società.
Allora iniziamo a parlare di investimenti veri, come la ricerca, l’investimento tecnologico, istruzione, l’attenzione verso l’ambiente e iniziamo a mettere le cose al posto giusto, intendo dire che una società moderna e veramente democratica non mette la produttività davanti a tutto ci sono altre cose altrettanto importanti, ad esempio la famiglia – chi se la ricorda più – e non credo si possa liquidare in nome della globalizzazione.
Non vorrei essere frainteso, gli imprenditori hanno tutto il mio rispetto ma voglio dire loro che ci sono altri modi per crescere, puntando principalmente sulla qualità del lavoro e non come accade oggi, sul disprezzo delle regole e della dignità umana. ( NON E’ RIVOLTA A TUTTI NATURALMENTE )
Questo esige un cambiamento culturale importate che permetta di guardare al futuro con sicurezza e serenità, apprezzando lo sforzo di tutti, annullando i conflitti, riportando i valori sociali al centro del dibattito, rispettandoci a vicenda con trasparenza e lealtà.
Un saluto a tutti

Ravanelli Graziano
ROVIGO

Enrichetta 31 agosto 2010 - 01:19

Inizia sotto un certo profilo, si intensifica sotto altri aspetti.
Vedo un proseguo di idee malsane, un proseguo di forze dispiegate per aggrapparsi ad un fantocchio, ad un modello che distrugge quel poco che resta di dignità umana, sociale e lavorativa alle persone.
In virtù di una sedicente superiorità di quel modello che ha portato alla catastrofe ambientale e sociale.
E’ l’inzio perchè ora i frutti malati di queste politiche di anni, quasi 20 per berlusconi, e altri per il centrosinistra, anche il centrosinistra ha collezionato un numero ragguardevole di errori tattici e politici certo non come l’attuale presidente del consiglio ovviamente, hanno distrutto le tutele, l’assoggetamento al pensiero unico, alle pratiche uniche e allo stare “negli schemi” quelle le ha anche accettate la popolazione, pian piano sempre meno diritti, tolti con calma, talvolta, strappati in maniera quasi rabbiosa altre volte, è vero oggi i sud e la questione meridionale soffrono ancor più di questo scenario.

Tom 30 agosto 2010 - 23:47

Nichi cogli sempre nel segno.Intanto…Berlusconi sta accogliendo in Italia come una star un dittatore spietato come Gheddafi.

Massimo Morassut 30 agosto 2010 - 18:54

Caro Nichi,
il Governo Berlusconi, la sua maggioranza, i suoi uomini e le sue donne, la cultura politica che hanno coltivato, stanno funzionando da detonatore in un Paese dove da tempo cova inesploso, un sentimento generalizzato di stanchezza, sfiducia e rassegnazione. La classe dirigente senza esclusioni, nella politica, nella pubblica amministrazione, nelle istituzioni, nel sindacato, nella impresa, nelle professioni non sembra più in grado di traguardare avanti e dare una prospettiva ad un Paese che ha fatto la storia del mondo occidentale. Eppure questa Italia vive e vince tutti i giorni la sfida con la quotidianità. Non investe nella Ricerca, eppure a livello internazionale è accreditata ai massimi livelli per le capacità dei suoi ricercatori; lamenta la bassa produttività del suo sistema industriale, ma è leader sui mercati internazionali in tantissimi settori; ha il più grande debito pubblico del mondo, ma anche la più grande capacità di risparmio delle famiglie; non investe nell’istruzione, ma ha competenze ampie in tutti i settori; lamenta una eccessiva spesa sanitaria, ma offre come pochi al mondo un servizio sanitario di livello. Insomma, tra pessimismo ed ottimismo, nonostante tutto e tutti, questo Paese va avanti, accetta e spesso vince le sue sfide.
Ma quanto può durare questo scollamento tra una classe dirigente largamente incapace e il Paese reale? Quanto tempo si può resistere se chi ti dirige non ha più il senso di responsabilità della sua funzione? Quanto tempo dovrai aspettare per vedere emerge l’Italia migliore che pure c’è? Dove è il punto per risolvere il bandolo della matassa?
Lo avessimo saputo certamente saremmo già un passo avanti, tuttavia è chiaro che l’attuale situazione diciamo da, “Maionese impazzita” impone a chi ne ha voglia un forte richiamo al proprio senso di responsabilità senza aspettare che altri maturino le convinzioni necessarie. E’ necessaria una terapia d’urto a cominciare dalla politica. Nelle tue parole trovo la terapia a partire dal linguaggio della verità. Tuttavia sono convinto che il Sud ed il Mezzogiorno per forza di cose possono trovare un’opportunità solo con le proprie forze ed energie che pure ci sono, senza sperare che la politica nazionale sia promotrice di una inversione di tendenza, circostanza che considero velleitaria. Per questo non parlerei più di Sud o Mezzogiorno, ma d’Italia Mediterranea, parole che cambiano la visione del Mondo e ci mettono la centro di un nuovo mondo ricco di opportunità.
Il nostro SUD oggi è il Nord di un bacino dove si concentrano gli interessi di milioni di uomini e donne. Ecco che qui la politica, la buona politica come tu la chiami può fare molto: affermare una nuova identità, capovolgere di 180° l’orizzonte del mezzogiorno e rivolgere il suo sguardo in mare aperto.
Una scommessa che vale la buona politica che parla il linguaggio della verità.

Davide 30 agosto 2010 - 17:16

L’ultimo rapporto svimez ha disegnato un quadro fosco sulle condizioni del mezzogiorno. Mi domando se, a parte le denunce, siamo in grado di invertire questo trend negativo senza, soprattutto, ricorrere al solito vittismo finalizzato all’assistenzialismo. Vorrei evitare la strategia della Lega, che porta solo a fabbricare un crescente consenso elettorale lasciando inalterate le condizioni su cui ormai, evidentemente, è indispensabile intervenire strutturalmente. Gradirei qualcosa di più concreto, qualche idea, anche una sola che, però, ci consenta uno slancio nella dimensione della civiltà e della modernità. Come dire, riuscire a passare dalle parole ai fatti azzerando, in un solo colpo, le sterili e faziose polemiche politiche. Un saluto a tutti.

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