Primo Maggio, Festa del Lavoro

  |     |   21 commenti


A Torino ogni Primo Maggio, dal mattino presto e a qualsiasi tempo, Piazza Vittorio si riempie di gente, di genitori con i figli, di striscioni, di persone che orgogliosamente mostrano sul bavero un fiore, una coccarda, un nastrino.

C’è Torino in piazza Vittorio a quell’ora: una parte sfilerà ordinatamente fino in Piazza San Carlo, al suono della banda con davanti i gonfaloni dei Comuni, il sindacato e poi i partiti, le associazioni, gli studenti.

Un’altra parte si fermerà ai lati delle strade ad applaudire chi sfila, a leggere tutti gli striscioni, a salutare le persone che riconosce e che magari non vede da tempo ma che sa avrebbe ritrovato lì al corteo.

Poi, arrivati presto in Piazza S.Carlo, molti torneranno indietro a rifare lo stesso tragitto: se la prima volta hanno sfilato dietro lo striscione del Sindacato, la seconda sfileranno dietro quello del proprio partito o di un’associazione, o con le Donne in nero.

A Torino si dice che se per qualche motivo sventurato non ci fosse il corteo, i torinesi da soli il Primo maggio andrebbero al mattino presto in Piazza Vittorio e poi lentamente verso Piazza S.Carlo salutando e sorridendo.

Sarà per questo che ad una torinese come me, la polemica sull’apertura dei negozi il  Primo Maggio ,mette addosso  prima di tutto tanta tristezza.

In questi giorni la polemica si è alzata di tono: si è provato a buttare la croce sulla Cgil,trovando nella posizione di contrarietà all’apertura dei negozi la conferma della sua scarsa modernità,tranne poi scoprire che anche il segretario della Cisl di Bologna (e non solo lui) aveva la stessa posizione,quello stesso che aveva polemizzato duramente con la Cgil nei giorni precedenti sulle modalità di svolgimento della giornata.

Poi la discussione si è ampliata fino ad arrivare al rapporto tra aperture dei negozi nei giorni festivi e andamento del Pil,per finire alla miopia della sinistra e del sindacato che non coglierebbe il cambiamento nella modernità dei bisogni delle persone,il nuovo equilibrio tra la sfera del lavoro e quella del consumo.

Ho anche letto un’interessante testo di Irene Tinagli su un quotidiano sul senso della vita delle città e sul  ruolo dei negozi come “occhi aperti” (mia definizione) sulla città, antidoto contro il degrado e l’abbandono dei quartieri. Ma tutto ciò che c’entra?

Non ho letto nulla al contrario sul senso del Primo Maggio:né sulle ragioni storiche di quella ricorrenza, né su come sia attuale la rivendicazione della dignità e della libertà del lavoro, nel tempo in cui lavoro e diritti vengono contrapposti.

Non ho letto nulla che ricordasse il senso nazionale, europeo,mondiale di una ricorrenza che è tale in quasi tutto il mondo :una delle poche che abbraccia tutto il villaggio globale.

Non ho neanche letto nulla – a proposito di negozi e di commesse, di bisogni moderni e nuove civiltà – su quel recente contratto del commercio che aggiunge ai salari bassissimi e agli  orari di lavoro  frammentati al punto da impedire una vita normale, il peggioramento del trattamento in caso di malattia e il  mancato versamento da parte delle imprese  del settore all’Inps del contributo di malattia.

Ciò che colpisce, più ancora che la scelta dell’apertura dei negozi sono le motivazioni dette  a sostegno di quella scelta, i silenzi e le rimozioni.

La polemica italiana  fa emergere come prima vittima il senso nazionale e globale di quella data,cancellata dalla rincorsa a chi la spara più grossa sull’argomento:è l’ennesimo  segno di come sia profonda la mortificazione del lavoro e del suo valore nell’Italia di oggi,è un segno dei tempi.

C’è chi ha detto che si passa dalla Festa del Lavoro alla festa dello shopping. Però  a me non viene da ridere.

Viva il Primo maggio.

Titti Di Salvo

Ci sono 21 commenti per questo post
Vito Saturno 3 maggio 2011 - 11:15

Quando parlo di lavoro (non dell’odioso “mercato del lavoro”) e di sacralità del lavoro, intendo anche queste cose e la coerenza di chi se ne occupa. Di seguito, col metodo del copia e incolla, trascrivo un comunicato datato 18 aprile scorso e che purtroppo ho avuto la possibilità di leggere soltanto poco fa. Invito i compagni frequentatori di questo sito a leggerlo attentamente.

–Allegato al messaggio inoltrato–
CC:
Date: Mon, 18 Apr 2011 15:25:13 +0200
Subject: STRAGE alla MARLANE-MARZOTTO di PRAIA A MARE: la vita di un lavoratore viene considerata uguale a zero
From: coordinamento.nazionale@slaicobas.it
Comunicato Stampa

Domani inizia (e si ferma?) il PROCESSO per la STRAGE alla MARLANE-MARZOTTO di PRAIA A MARE.
La vita di un lavoratore viene considerata uguale a zero.
14 anni di indagini, il muro di omertà, di ricatto e di paura sgretolato, le sofferenze delle famiglie delle vittime di una strage annunciata prevista e mai fermata, l’arroganza di una classe dirigente, politica ed imprenditoriale, tutto questo è il processo alla Marlane Marzotto di Praia a Mare…Calabria…profondo sud.
Come alla ThyssenKrupp, come al Petrolchimico di Marghera, come in tanti posti in Italia, la vita di un lavoratore viene considerata uguale a zero, come zero sono gli investimenti fatti per evitare le stragi, gli inquinamenti dei territori circostanti, gli avvelenamenti dei lavoratori, la salvaguardia della salute di chi lavora e di chi vive.
La dura e lunga battaglia dei parenti delle vittime della Marlane Marzotto di Praia e dello Slai Cobas, unico sindacato che li ha appoggiati, seguiti, aiutati con il loro ufficio legale, formato dallo studio dell’avvocato SENATORE di Napoli e dall’avvocato NATALIA BRANDA di Diamante, rischia di finire in un nulla di fatto per delle leggi che prevedono la prescrizione per reati così gravi, non solo contro il singolo individuo, ma contro la società tutta.
L’udienza prevista per il 19 Aprile difatti verrà rinviata, pare a causa dell’incompleta trascrizione degli atti di convocazione.
Solo ora si registra la costituzione di parte civile dei confinanti comuni di Tortora e Praia a Mare e della provincia di Cosenza. Fatto alquanto paradossale sia per i tempi in cui si è concretizzata, sia per il fatto che il Comune di Praia ha come primo cittadino quel CARLO LOMONACO responsabile dal 1973 al 1988 del “reparto della morte” (la tintoria) ed è anch’egli rinviato a giudizio (si costituisce contro se stesso !).
Gli altri rinviati a giudizio sono: il signor Pietro Marzotto, re del tessile ed erede della dinastia; Antonio Favrin, vicepresidente vicario della Confindustria Veneta; Silvano Stoner, già direttore generale della Stefanel; Jean De Jaegher, consigliere dell’Eurotex (associazione europea delle Industrie tessili) e presidente della Marzotto USA dal ’95 al ’98; Lorenzo Bosetti, consigliere delegato e vicepresidente Lanerossi.
Il collegio difensivo è formato dagli avvocati: NICOLO’ GHEDINI, parlamentare PDL e principale avvocato di Silvio Berlusconi; GUIDO CALVI, parlamentare PD; lo Studio dell’avvocato GIULIANO PISAPIA, ex parlamentare PRC e candidato sindaco di Milano: praticamente l’intero arco parlamentare!
La Procura, durante le indagini preliminari, ha individuato 107 casi di morte o malattia “sospetta” tra i dipendenti ex Marlane Marzotto (tumori alla laringe, leucemie, carcinomi polmonari, iperplasia alla prostata, cancro ai reni, neoplasie alla mammella, patologie a fegato e intestino).
I dati rilevati dalla perizia dello Slai cobas, depositata al tribunale di Paola, parlano di una percentuale del 4% di tumori maligni tra gli operai della Marlane Marzotto, a fronte di un dato nazionale inferiore allo 0,005% e a quello nella regione Calabria prossimo allo 0,003%.
Che le sostanze utilizzate per la lavorazione dei tessuti fossero altamente cancerogene lo si sapeva da tempo, dal 1992 se ne avevano, anche, le prove scientifiche, impensabile, quindi, che l’azienda ne fosse totalmente all’oscuro.
Purtroppo i tempi per arrivare a un giudizio definitivo sembrano troppo stretti, e ancora di più lo diventerebbero nel caso venisse definitivamente approvata la prescrizione breve, ultima invenzione di un presidente del consiglio sempre più attento ad evitare i suoi processi a scapito di tutto e tutti.
Alle assurdità politiche si aggiungono, all’indomani della storica sentenza per i vertici della ThyssenKrupp, le dichiarazioni deliranti dei vertici dell’azienda e dell’onorevole CICCHITTO, che parlano di sentenza emessa sull’onda dell’emotività !
Lo Slai cobas sa che i lavoratori, che la gente comune, possono contare solo su loro stessi e si attiverà sia nelle sedi competenti, sia denunciando ai media lo “scandalo” di una strage annunciata e da tutti taciuta alla quale non può essere messa la parola fine senza che nessuno paghi per le proprie gravi responsabilità.
I cittadini e gli operai colpiti dai lutti e dalle malattie non saranno lasciati soli…insieme ce la possiamo fare!

18-APRILE-2011 SLAI COBAS – COORDINAMENTO NAZIONALE
http://www.slaicobas.it

SLAI COBAS
Sindacato dei lavoratori autorganizzati intercategoriale
Sede legale: via Masseria Crispi 4 / 80038 Pomigliano D’Arco NA / Tel. 081 8037023
Sede nazionale: Viale Liguria, 49 20143 Milano / Tel. 02 8392117

P. S. Sulla stampa nazionale di ogni colore politico e padronale, nulla di tutto ciò ha superato, nel migliore dei casi, le poche righe di flash d’agenzia. E’ naturale: in quei giorni tutti eravamo occupati e preoccupati dalle imprese erotiche del premier, meravigliosa cortina fumogena a protezione di ben altre notizie vere e drammatiche. Con Sindacati che sempre più assomigliano a “Centri Servizi” per i loro iscritti, piuttosto che a paladini del diritto alla salute (e non solo) di tutti i lavoratori anche non iscritti, pare ormai naturale che l’infame concetto di “mercato del lavoro”, che considera merce anche la vita e la salute dei lavoratori, sia entrato non solo nel linguaggio dei geniali giuslavoristi e degli economisti di regime, dei partiti politici e dell’opinione pubblica tutta. E’ semplicemente raccapricciante che quella che dovrebbe essere la Sinistra sia, per così dire, “tiepida” su questo tema. Il tema del lavoro, per il CANTIERE è prioritario. VITO SATURNO

Artemide 1 maggio 2011 - 18:57

L’AQUILA – Musica, cultura e polemiche per il 1° maggio abruzzese. Musei aperti, concerti ma anche il ricordo di quanti perdono la vita sul posto di lavoro…Particolarmente dura,ma schietta la presa di posizione della Filcams Cgil Abruzzo sul 1° maggio:
.
“In alcuni Comuni abruzzesi ci risulta siano state concesse autorizzazioni alle attività commerciali per poter stare aperte nella giornata della Festa del lavoro. Sempre più spesso ci troviamo di fronte a iniziative estemporanee di amministrazioni,o di aziende del commercio, che decidono di derogare agli obblighi della Legge Regionale sulla chiusura delle attività commerciali in occasione delle ricorrenze festive. E,ogni volta,vengono date le stesse giustificazion:la crisi non ci permette di stare chiusi, i fatturati delle imprese subirebbero forti riduzioni, bisogna rilanciare i consumi, e tanto altro…”
.
“Giustificazioni insensate – scrive la Filcams – come se la crisi si risolvesse con le aperture domenicali e festive. Il tutto sempre e solo a discapito dei diritti dei lavoratori che sono costretti a lavorare sotto il ricatto di perdere il posto di lavoro… Queste iniziative hanno l’effetto da un lato di creare concorrenza sleale tra le imprese, dall’altro tendono ad aumentare le deroghe alle chiusure. La crisi va affrontata con altri strumenti: nuove politiche di distribuzione del reddito,tassazione dei grossi capitali e delle rendite finanziarie; lotta all’evasione fiscale; investimenti sul pubblico… il consumo è diventato l’unico modello di riferimento, dove non hanno più valore l’associazionismo, la cultura, la storia, dove i lavoratori sono diventati merce di scambio e non essere umani. La storia viene cancellata.E vengono cancellate le lotte delle lavoratrici e dei lavoratori per l’affermazione della propria dignità,le quali, ancor prima dei propri diritti, vengono rese secondarie rispetto al consumismo”.
.
“Buon 1° maggio, una volta dei lavoratori, ora festa del consumo” è l’amara conclusione della Cgil Abruzzo.E io avrei voluto davvero ascoltare un discorso simile da qualche politico di sinistra,ma forse si sono estinti e non me ne sono accorta…

Ale69 1 maggio 2011 - 17:23

Buon Primo Maggio anche a te Leo.
Per iniziativa del compagno Vito Saturno si va costituendo un area di discussione all’interno di SEL con l’intento di mettere al centro una serie di scottanti tematiche a nostro avviso fondamentali per il futuro stesso del progetto di SEL.I membri di questa area non sono mossi da ambizioni personali nè da astio preconcetto verso questo o quel dirigente,a cominciare da Nichi Vendola al quale continuiamo a riconoscere doti fondamentali di leader carismatico,ma solo dall’intento di costruire sul serio i famosi Cantieri,secondo lo spirito originario che oggi rischia seriamente di essere compromesso.Trascrivo la email di Vito Saturno e la mia di seguito:vitosaturno@hotmail.com alessandro.diserio@virgilio.it.Grazie per l’attenzione

Leo 1 maggio 2011 - 15:54

Buon Primo Maggio a tutti!

Invito, inoltre, a visitare il sito di Puglia Events che quest’ anno sponsorizza il Concertone.
Ringrazio anche il Presidente Vendola che tanta luce sta portando alla Puglia e che porterà all’Italia intera.

Doriano Simeoni 1 maggio 2011 - 13:38

Torno a casa proprio adesso, dopo aver partecipato alla “Festa dei Lavoratori”, in piazza e organizzata dalla CGIL. Che delusione! Ogni anno sempre meno partecipanti e quelli di oggi erano pochi pensionati, pochissimi lavoratori e nessun giovane. Piazza semivuota con tre bandiere della CGIL e un oratore nel palco che leggeva un discorso, anche giusto ma senza interlocutori, o almeno a quelli a cui si rivolgeva e cioè i precari e i disoccupati. Ma come potevano essere presenti i giovani che sono i primi a pagare il costo della crisi economica e i primi a subire gli effetti nefasti delle leggi Treu e Biagi ? Una distanza galattica, quella fra la politica anche sindacale e quella dei giovani, dovuta alla mancanza di messaggi e prospettiva. Alcuni, non a caso hanno notato che negli interventi prima del sindaco e poi del sindacalista della CGIL, una mancanza di proposta, di soluzioni e prospettiva, interventi incentrati tutti sulla situazione attuale del lavoro e dei giovani, come se la piazza fosse fatta di sprovveduti disinformati. Anche come SEL dovremo riflettere sul significato di questo 1° Maggio e capire se a questa festa che celebra il lavoro non debba essere dato anche qualche altro significato. Ormai la questione del lavoro e del precariato è diventata questione nazionale prioritaria e su questo problema ci dovremo adoperare tutti affinchè in un prossimo futuro, che speriamo riveda la sinistra al governo, sappia risolvere la questione. Troppo facile dire come ha detto l’ex ministro Damiano “ma io sono sempre stato contrario alla legge Biagi…”, ma il governo Prodi, cosa fece per i giovani e contro il precariato? A voi compagni e compagne la risposta…

Luca Micaloni 1 maggio 2011 - 02:06

Caro Vito, Marx avrebbe risposto che il lavoro rimane una merce finché si mantiene un modo di produzione capitalistico. Sottrarre il lavoro alla forma di merce, riportandolo alla sua essenza di piena realizzazione dell’essere umano, implica uscire dal capitalismo. All’interno del capitalismo si può oscillare tra condizioni migliori o peggiori per i lavoratori, ma il lavoro è sempre alienato e scambiato come merce.
Permettimi di fare ancora un po’ il comunista: le condizioni del lavoro tornano a peggiorare quando il sindacato passa dall’antagonismo alla concertazione, avallando il sistema e la posizione del lavoratore all’interno del sistema, accentuando il carattere di capitale variabile inerente al lavoro, esponendosi alle contrazioni disumane del costo del lavoro che tu menzioni. Chiaramente il processo non è monocausale, richiederebbe un’analisi multifattoriale che la sede e il limite dei miei talenti impediscono.

Vito Saturno 1 maggio 2011 - 00:06

Quanto al Primo Maggio, riporto un passaggio (postato poco fa anche in un’altra pagina di questo sito, a proposito della figura di Renzi e del Primo Maggio a Firenze) del documento programmatico del CANTIERE che si sta strutturando attorno a un gruppo di compagni vecchi e nuovi, che avete incominciato a conoscere anche su questo sito:
“IL LAVORO E LA SUA CENTRALITA’
E’ inesatto, riduttivo, fuorviante e negativo parlare e lasciare che se ne parli senza indignarsi, di “mercato del lavoro”, perché questa definizione, che i giuslavoristi tanto apprezzati a sinistra e gli stessi Sindacati hanno accettato per chiamare la loro nobilissima sfera di azione, implica il concetto che il lavoro possa essere assimilato a una merce. Abbiamo impiegato più di un secolo di impegno, di sacrifici, di lotte anche cruente, per dare dignità al lavoro, al concetto stesso di lavoro.
Il lavoro, compagni e amici, non è merce.
Il lavoro è professionalità, impegno, preparazione, competenza, sacrificio, dovere civile, riscatto morale, esperienza, passione, desiderio di progresso personale e collettivo, orgoglio dei traguardi raggiunti, impeto verso mete da raggiungere: tutto, fuorché merce.
Averlo declassato a merce, accettando (anche a Sinistra, anche dai Sindacati) che fosse declassato a merce, discuterne parlando di “mercato del lavoro” e non di “mondo del lavoro”, di “valore del lavoro”, “centralità del lavoro”, rivendicando alla parola stessa “lavoro”, tutta la nobiltà che la contraddistingue dal parassitismo e tutto il malessere che separa il lavoro dalla disoccupazione, è grave. E’ grave, perché se il lavoro diventa merce, non possiamo lamentare che come merce venga trattato e che i lavoratori siano visti come numeri o pedine da muovere quando e come fa comodo.
Si dice che il costo del lavoro è alto, che bisogna accettare il disagio della precarietà e della flessibilità, per reggere le sfide del mercato mondiale. E si torna a parlare della globalizzazione come di una arena di gladiatori dove ci si gioca la vita, armi in pugno”.
Non lamentiamoci se si vuol togliere il lavoro anche dall’articolo 1 della Costituzione. Così come non abbiamo saputo difendere i valori dell’Antifascismo e della Resistenza, non abbiamo saputo difendere il lavoro come era nostro dovere e questi sono i risultati. Buon Primo Maggio a tutti.

Vanni Maltoni 30 aprile 2011 - 22:35

Nel primo dopoguerra un commerciante che avesse aperto il proprio negozio, oltre a non vendere nemmeno una puntina da disegno, avrebbe probabilmente anche preso qualche ceffone fintanto che non si fosse persuaso ad abbassare la saracinesca.
Credo sia questo lo spirito a cui bisogna tornare.

Alfonsodt 30 aprile 2011 - 19:12

cara TITTI,come vedi è molto semplice capovolgere
la storia,con la scusa della modernità,si ritorna al medioevo economico,sociale e lavorativo,il lavoro per le aziende pubbliche e private sia esse industriali che commerciali hanno un solo obbiettivo:abbattere i costi,abbattere i diritti e le tuttele e con esse abbattere la dignità di chi lavora.come: semplicemente non parlarne,oppure parlarne alla rovescia,una domanda molto semplice mi viene da fare e la vorrei fare a coloro che stanno disintegrando il mondo del lavoro e precisamente a coloro che firmano questi accordi capestro per il mondo del lavoro e i lavoratori,ma qualcuno glie lo ha detto a cisl e uil,che il primo maggio è una festa e che come tale va rispettata,qualcuno glie lo ha detto a questi “signori” che svendono la dignità di chi lavora che la festa del primo maggio non è una festa di paese,ma è la festa di tutti i lavoratori nel mondo? il primo maggio è la festa di chi non evade,di chi non ruba, di chi non dissesta e sperpera denaro pubblico,di chi paga le tasse fino all’ultimo centesimo sul proprio lavoro,di chi è chiamato a pagare un debito che non ha generato nè tantomeno creato ma che ha solo subito ed adesso è chiamato a pagare da coloro che hanno truffato rubato evaso distorto falsificato bilanci,bene costoro adesso hanno il coraggio di chiedere a noi il conto delle loro malefatte,come: togliendoci anche la nostra festa, qualcuno dovrebbe dire ai vassalli delle potenze finanziarie che hanno creato tutto ciò, che il primo maggio è la festa di commemorazione delle lavoratrici e dei lavoratori morti sul proprio posto di lavoro è la festa per tutti coloro che hanno dato la loro vita per conquistare la propria e altrui dignità sui posti di lavoro,quella stessa dignità che oggi in nome e per conto di un libero mercato ci vogliono riespropriare,facendoci tornare schiavi.questa è la nuda e cruda verità mia cara TITTI,il resto sono solo parole.-nel mio piccolo mi batterò perchè quelle memorie rimangano vive in noi per questo ho deciso di aderire a sinistra ecologia e libertà,per salvaguardare e lasciare alle future generazioni la dignità di essere donne e uomini che lavorano per il bene comune.-un mondo migliore è possibile lasciarlo. sta a noi farlo.-un caro saluto e buon PRIMO MAGGIO.-!!! alfonsodi tullio mil/te SEL.

Ale69 30 aprile 2011 - 18:44

Grazie a te per l’attenzione.Come avrai capito lungi da me l’idea di rinunciare alla centralità dei problemi dei lavoratori dipendenti(che se no,lo ripeto non saremmo sinistra ma altra cosa,ritengo solo sia arrivato il momento di superare certi tabù a sinistra e non lasciare al monopolio degli pseudoriformisti come definisco gli esponenti della cd “sinistra moderata” il tema dell’apertura ai ceti medi che essi strumentalizzano nel senso che si dovrebbero inseguire tali ceti medi anche in certe logiche meschine e corporative invece di fare il contrario,cioè di portare una parte di questi ceti medi,quella bassa a sinistra dando alle loro esigenze la stessa centralità dei lavoratori dipendenti,evitando un conflitto tra questi e quelli che è invece da sempre l’obiettivo perseguito dalle destre di tutto il mondo.

Reggiano Scalzo 30 aprile 2011 - 18:40

Nella festa del 1°maggio bisogna fare un patto solenne tra la politica e i lavoratori. Se ci sarà un cambio di classe politica, la difesa dei diritti dei lavoratori e dell’occupazione dovrà essere tra le priorità. Questo lo sottoscrivano i sindacati di comune accordo con PD-SEL-IDV che per loro natura politica dovrebbero essere votati a dare priorità al lavoro !

Franco Astengo 30 aprile 2011 - 17:37

Per Ale69, grazie dell’interlocuzione. Difatti chiudendo si parla di uscire dall’angusta logica di scambio. E comunque la tutela degli interessi dei lavoratori dipendenti deve essere perseguita sempre, tenendo conto del dato -inalienabile – dello sfruttamento, nei modi e nei tempi delle condizioni date. Principi e realismo, non cedimenti grossolani come è avvenuto da molto tempo in avanti. Grazie per l’attenzione Franco Astengo

Edoardo Trotta 30 aprile 2011 - 13:38

A Genova il Circolo Centro-Est “Iqbal Masish” di Sel ha deciso di celebrare il 1 maggio il 30 aprile in maniera diversa.
Sono state appese targhe con i nomi degli ultimi “Omicidi bianchi” sul Lavoro in Liguria.
Ricordo agli “Amic* e Compagn*” che il ministro dell’economia “tremonti” ha sostenuto che l’Italia non può permettersi una Legge sulla Sicurezza nei posti di Lavoro.
Noi sosteniamo che non possiamo permetterci altri OMICIDI.

Ale69 30 aprile 2011 - 12:34

Pefettamente d’accordo Franco ma insisto,bisogna trovare strumenti che abbiano validità scientifica al livello internazionale per farlo.Nel frattempo poichè la politica come giustamente potresti osservare richiede anche risposte immediate,ripeto quanto ho esposto in un precedente intervento diretto al bravo Luca Micaloni.
“per la verità io sarei dell’idea che nel mondo di oggi sia più corretto parlare di persone più che di classi,nel senso che se è certamente vero che le ragioni storiche che portarono alla nascita del socialismo,in tutte le sue diverse componenti,sono drammaticamente attuali,è altrettanto vero che oggi i conflitti sono per così dire trasversali e possono dividere ed unire anche persone appartenenti ad una stessa categoria sociale.Ad es. il piccolo imprenditore che non arriva neanche a cento dipendenti siamo sicuri che oggi come oggi abbia molti motivi per sentirsi solidale con Marchionne e la Marcegaglia e non piuttosto con i suoi stessi dipendenti?Il piccolo commerciante,magari indebitato per tirare avanti siamo certi si senta appartenente alla stessa categoria dei titolari degli ipermercati?ecco perchè ritengo che la sinistra,pur partendo sempre ( come è logico,se non sarebbe sinistra)dai soggetti più a rischio per tradizione,lavoratori dipendenti,disoccupati,precari ecc.,allarghi il suo orizzonte per ricomprendere i soggetti deboli di ogni categoria sociale,in modo da spaccare il ceto medio,portando dalla sua parte quello che vive sulla sua pelle le logiche spietate della globalizzazione non meno drammaticamente dei lavoratori intesi come categoria tradizionale,ed anzi a volte in maniera anche più drammatica(rispetto ad es. ai lavoratori del pubblico impiego non precari che hanno anche nei momenti più difficili lo stipendio assicurato)”.

Franco Astengo 30 aprile 2011 - 08:30

La riflessione Primo maggio 2011, festa del lavoro nell’ “annus horribilis” di Marchionne, dell’attacco diretto ai residui diritti della classe operaia che ha dimostrato una capacità, da molti insospettata, di tenuta, di resistenza, anche di controffensiva che ha fornito a tutti noi, che ancora crediamo in determinati valori, principi, ideali, forza e volontà di lotta

Un Primo Maggio da ricordare anche perché, da altre parti, si pensa di cancellarlo in nome dei “negozi aperti in una città turistica”: si tratta semplicemente di un affronto da respingere seccamente.
Certo, ci sarà chi come sempre lavorerà il Primo Maggio per garantire la vita degli altri, i servizi, l’espletamento di necessità inderogabili: però la nostra sarà un’idea romantica, ma il Primo Maggio vede Città e Campagne ferme, rispettose, nei cortei e nei comizi colmi di bandiere rosse.
Rispettose, campagne e città, dell’idea del lavoro come riscatto sociale.

Nel nostro Paese il lavoro è il fondamento del primo articolo della Costituzione Repubblicana, la rappresentazione più visibile, immediata, della sua importanza all’indomani della Liberazione: lavoro, antifascismo, democrazia, questi i punti discriminanti di una identità dell’Italia Repubblicana che non intendiamo dismettere, anzi vogliamo affermare con forza, uscendo dal tunnel dell’arretramento dentro il quale siamo finiti da qualche anno a questa parte.
Non intendiamo, però, scrivendo questo poche note limitarci ad una idea quasi “autarchica” del Primo Maggio: il Primo Maggio non è una invenzione italiana, il Primo Maggio appartiene al mondo.
Il Primo Maggio è una data simbolo in tutto il mondo.

La Memoria: il Primo Maggio nasce a Chicago nel 1886 e, tre anni, dopo, nel 1889 quella data fu assunta dalla Seconda Internazionale, quale giornata di mobilitazione per la riduzione dell’orario di lavoro.
Le Otto ore di lavoro sono state il simbolo, l’essenza, dell’internazionalizzazione della lotta del movimento operaio: insieme mito ed obiettivo del riscatto sociale, punto d’arrivo di una diversa idea dello sviluppo, dell’equilibrio sociale, della possibilità di cambiare “lo stato delle cose presenti”.
Le “Otto Ore” quale piattaforma universale che consentì, all’epoca, di rendere la classe operaia in lotta visibile e vincente.

L’Attualità: la rappresentazione più visibile dell’attualità è quella che è stata definita “globalizzazione” (non certo una novità, da un determinato punto di vista).
Una “globalizzazione” che porta con sé ancora il conflitto, la guerra, le divisioni etniche e razziali, l’idea dell’estensione del mercato capitalistico al mondo intero.
Bisogna affermare, senza indugi che, in questo senso, la “Storia non è finita”: la globalizzazione non rappresenta l’estensione definitiva del dominio capitalistico.

A questo proposito dobbiamo riprendere un cammino di riflessione e di lotta, pensando alle divisioni che gli interessi specifici, particolaristici, corporativi, settoriali che caratterizzano il fenomeno dell’espansione economica nel mondo: la dialettica unità – scissione oggi caratterizza, forse ancora di più che in altre fasi della Storia, la natura del capitalismo in forma fortemente contraddittoria; maggiore è l’unità del mercato mondiale, più grande lo scontro tra gli Stati, oggi a dimensione continentale come dimostrano i fatti più recenti.
Questa tendenza va valutata con attenzione, a questi processi in atto va contrapposta una idea unitaria che parta dalle condizioni materiali dello sfruttamento del lavoro, della sua alienazione, della contraddizione irriducibile e principale che questi fenomeni provoca.
Il Primo Maggio come occasione di riflessione, dunque, per una idea unitaria di riscatto sociale, di recupero del concetto di classe, dell’estensione dell’idea di una trasformazione radicale degli equilibri economici, politici, sociali.

Ancora una volta, al di là delle nostre diverse opinioni politiche correnti, si impone la necessità di sviluppare, nei tempi presenti, una idea di fondo: la contraddizione sotto gli occhi di tutti è ancora quella tra le potenzialità che la specie umana possiede e i limiti che l’organizzazione sociale e politica del capitalismo le impongono: lottare perché si vada oltre l’angustia dello scambio tra capitale e lavoro salariato

Felice Di Giandomenico 29 aprile 2011 - 22:18

Non mi meraviglia – visto l’andazzo – che anche il primo maggio si stia pian piano svilendo, perdendo il suo significato più profondo. Leggevo sul settimanale “Gli altri” di oggi (29 aprile) che anche il “concertone” di piazza san Giovanni qui a Roma sarà “in versione pellegrina ridotta, poco rock e molto composta, con una scaletta pensata per un pubblico più posato del solito” (pagina 8 del settimanale). Uno stato soporoso collettivo che mette inquietudine riguardo a questa festa che oggi si dibatte tra polemiche del tutto fuori luogo. Il primo maggio deve rimanere la festa di tutti i lavoratori, ma anche di chi è in cerca di un lavoro e di chi lo porta avanti in modo precario e discontinuo. Se ci si perde come al solito in un bicchier d’acqua a suon di chiacchiere e ripicche di certo non si andrà molto lontano. Facciamo tutti in modo che il primo maggio sopravviva all’ipocrisia imperante che appesta il nostro politicamente deturpato paese. Ce la possiamo fare.
Viva il primo maggio, viva la festa di tutti i lavoratori e di coloro che aspirano ad esserlo.

Ale69 29 aprile 2011 - 20:03

La CGIL è stato sempre il sindacato più combattivo a difesa dei lavoratori,anche in questi ultimi 20 anni.Certo anch’essa hadovuto ingoiare bocconi amari,ma non poteva essere diversamente perchè il liberismo degli anni 80 purtroppo ha vinto e non poteva essere un sindacato o un partito di un singolo Paese a frenarlo.E il problema oggi è che per correggere la rotta e prendersi la rivincita non bastano le pur importantissime e generose battaglie tipo Mirafiori,che pure devono continuare:bisogna escogitare una nuova scienza economica capace di rilanciare il modello keynesyano e perchè no? anche quello del miglior marxismo riadattato ai tempi,andando oltre i limiti di quei modelli.Naturalmente ci vorranno gnerazioni,ma se i nuovi(?)economisti di sinistra non cominciano almeno a darsi una mossa…..possibile che il meglio che oggi si possa esprimere è Ichino??

Mazzo 29 aprile 2011 - 18:34

Beati saranno i martiri del 1° Maggio del 1947 morti sulla spianata di Portella delle Ginestre mentre cantavano allegri alla loro Festa,
Beati saranno i morti di Reggio Emilia, perché manifestavano per i loro diritti,
Beato sarà Guido Rossa, perché credeva nella forza del suo sindacato contro la follia del terrorismo,
Beati saranno i mille e più morti sul lavoro, tutti gli anni, in quel paese che forse a torto riteniamo democratico, chiamato Italia,
i Beati compiono l’estremo sacrificio per i loro ideali, per le loro famiglie, per i loro figli,
i Beati compiono miracoli tutti i giorni, sacrificandosi sull’altare del massimo profitto,
Beati coloro che credono nella giustizia e nella libertà delle loro idee,
Beati coloro che per un tozzo di pane abbandonano la loro vita, importante come qualunque vita
nelle officine, nelle tornerie, nelle fabbriche, nei cantieri e nei campi,
Beati coloro che credono che un Mondo migliore esiste e lottano per realizzarlo

Carlo 29 aprile 2011 - 15:24

vi faccio presente,che il primo maggio a roma ci sarà la”beatificazione”di Giovanni PaoloII°.
Qundi non mi stupisco dei negozi aperti.Anche questo è un segno dei tempi.Viva il Primo Maggio.

Luca Micaloni 29 aprile 2011 - 09:08

Ferma restando la critica dell’apertura festiva come diritto. In tempi di crisi, puzza tanto di obbligo e di soluzione a carico dei più deboli.

Luca Micaloni 29 aprile 2011 - 09:06

La mortificazione del lavoro è imputabile a ben altri fattori, primo fra tutti l’inconsistenza dei sindacati, CGIL inclusa, da almeno vent’anni a questa parte. La difesa del primo maggio avrebbe avuto un alto valore simbolico se avesse potuto fungere da cifra sintetica delle lotte. Ma le lotte, intese come organizzazione e resistenza sistematica e capillare nei luoghi di lavoro, sono scomparse, e allora la difesa del primo maggio, al pari degli scioperi generali, diventa una foglia di fico, una barzelletta, una facciata decadente priva di riferimento sostanziale. Fa venire in mente versi come “i blue jeans, che sono un segno di sinistra, con la giacca vanno verso destra…” di Giorgio Gaber. Dobbiamo accontentarci del primo maggio, del 25 aprile, e di pochi altri titoli? Scambierei volentieri i titoli con un po’ della concretezza smarrita.

Ballottaggi: SEL, centrosinistra da solo non basta più

(AGI) – Roma, 21 mag. – Sel esulta per il “buon risultato” ottenuto ai ballottaggi, in particolare a Genova, Rieti e Belluno e invita il centrosinistra a non sottovalutare il risultato di Grillo “accelerando un processo di alternativa dal basso”, perche’ “da solo il centrosinistra non basta piu’”. Lo dice Paolo Cento, responsabile Enti Locali [...]

Vendola: solidarietà al sindaco di Seminara, Calabria

Questa notte in Calabria  l’auto del sindaco di Seminara, Antonio Bonamico, e’ stata incendiata. E’ l’ennesimo atto di intimidazione ad un sindaco che opera nella provincia di Reggio Calabria. Sta diventando sempre più complicata l’opera di chi come Bonamico cerca di amministrare la propria comunita’ , nella trasparenza e nella legalità in Calabria. Lo afferma a [...]

Vendola: solidarietà alle popolazioni colpite dal terremoto

  NICHI VENDOLA (PRESIDENTE PUGLIA) DA MESAGNE SOLIDARIETA’ ALLE POPOLAZIONI COLPITE DAL TERREMOTO  “Un terremoto di importante intensita’ ha fatto strage in Emilia Romagna, nel ferrarese. Ieri tra i primi ad esprimere solidarieta’ alla Puglia era stato Vasco Errani, il presidente dell’Emilia Romagna. Penso che in questo momento di grande dolore in cui piange l’Emilia [...]

Vendola: contro l’omofobia

C’e’ un solo modo, onesto e concreto, per valorizzare la giornata europea contro l’omofobia: riconoscere pienamente i diritti di cittadinanza per tutte le persone, per le coppie gay, per le coppie di fatto.  E questo sforzo lo devono fare la politica e le istituzioni, che sono indietro anni luce rispetto alla societa’ italiana. E’ netto [...]

Agenzie. Vendola 16 maggio 2012

TV: VENDOLA SU TWITTER, FAZIO-SAVIANO DIMOSTRANO CHE TV INTELLIGENTE FA ASCOLTI = Roma, 16 mag. (Adnkronos) – “Il successo di ‘Quello che non ho’ dimostra che per fare tv non serve volgarita’ ed imbecillita’. Non e’ vero che la tv intelligente fa il deserto”. Lo afferma su twitter il presidente di Sinistra Ecologia Liberta’, Nichi Vendola, [...]

Monica Cerutti, Responsabile Nazionale SEL Diritti: “L’inciviltà del nostro Paese nella Giornata contro l’omofobia e la transfobia”

Domani, 17 maggio, verrà celebrata la Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia. Si tratta di una ricorrenza istituita nel 2005 per dire no alla discriminazione. L’obiettivo infatti è quello di sensibilizzare e prevenire qualsiasi manifestazione di intolleranza e violenza di genere. Il giorno non è stato scelto a caso perché la memoria ha valore: [...]

Vendola: “successo Quello che non ho”

Il successo di “quello che non ho” dimostra che per fare tv non serve volgarita’ ed imbecillita’. Non e’ vero che la tv intelligente fa il deserto. E’ quanto ha scritto poco fa su Twitter, Nichi Vendola presidente di Siistra Ecologia Liberta’, commentando il successo della trasmissione di Fazio e Saviano su La7.

Vendola: agenzie 15 maggio 2012

TERRORISMO: VENDOLA, CI METTEREMO DI TRAVERSO = (AGI) – Genova, 15 mag. – “Non direi che siamo di fronte alla ripresa del terrorismo. Siamo di fronte a fatti gravissimi, a segnali che auspicano un ritorno alla lotta armata e faremo tutto quello che e’ nella nostra passione e nel nostro dovere per metterci di traverso [...]

Elezioni centrosinistra: direzione nazionale, domani 16 maggio ore 14,30

La direzione nazionale di Sinistra Ecologia Liberta’ si svolgera’ a Roma, domani mercoledi 16 maggio 2012, presso il Centro Congressi Palestro in via Palestro 24 (zona Piazza Indipendenza), a partire dalle ore 14.30. Lo rende noto un comunicato dell’ufficio stampa del partito. Al centro della discussione – prosegue  la nota di Sel -  l’esito delle [...]

Migliore: Hollande-Crisi

Meno male che c’e’ Francois Hollande. Nel momento piu’  buio della crisi economica e sociale del Continente,  fanno davvero piacere le parole del presidente francese appena insediato: solidarieta’ e crescita sono gli obiettivi che devono mettere in soffitta il fallimentare progetto del fu Merkozy. Lo afferma Gennaro Migliore, responsabile Esteri di Sinistra Ecologia Liberta’. In [...]

1 di 10 Comunicati stampa

Sinistra Ecologia Libertà - Via Goito 39 (4° Piano) - Roma - Tel. 06/44700403 - Fax 06/4455832 - redazione@sxmail.it
Realizzato da Ivano Noè