Il Ministro Maroni con un’intervista al Corriere della Sera ha ufficialmente aperto la campagna elettorale, che verterà ancora una volta su un concetto strumentale di sicurezza, al cui centro non vi sarà la lotta alle mafie e alla corruzione, ma la solita campagna contro Rom e Sinti, che rischiano di diventare per l’ennesima volta i capri espiatori di un governo incapace di affrontare i veri problemi del Paese.
Queste popolazioni oggetto di discriminazioni feroci nel passato non devono più essere considerate altro da noi. Siamo insieme nell’Europa dell’integrazione e della crescita comune, dobbiamo combattere chi delinque in generale, tra di noi e tra di loro. E’ contro le sacche di violenza che ci dobbiamo scagliare, mettendo al centro del nostro agire il pensiero prima del manganello, la politica prima della repressione.
Pertanto ben venga lo smantellamento dei campi, ma ad essi deve far seguito una politica sociale e abitativa volta all’integrazione, per cui ogni anno anche l’UE stanzia dei fondi preziosi. Finora infatti non si è proceduto con interventi o di tipo assistenziale o di mero tamponamento di emergenze che per la loro stessa natura non sono stati in grado di innescare reali meccanismi di empowerment nelle comunità cui erano dedicati, e che hanno avuto ricadute piuttosto scarse dal punto di vista dell’emancipazione e dell’autonomia dei soggetti coinvolti.
Finora le istituzioni hanno rivolto verso le comunità Rom e Sinti in particolare e verso i migranti in generale uno sguardo etnico e non politico, hanno tentato delle azioni su di loro e non con loro. Questo ha costruito nel tempo una percezione distorta della loro presenza nelle “nostre” città: una presenza parassitaria, un problema per l’ordine pubblico piuttosto che una ricchezza e un elemento di crescita per la costruzione della vera comunità europea.
Abbiamo il dovere di sfatare il mito del diverso/pericolo, anche se non porta voti immediati, anche se la strada è in salita e tortuosa. Perché la diversità è un arricchimento per definizione e la politica è affrontare i problemi del mondo a viso aperto, anche quando il vento che ti sbatte in faccia ti consiglierebbe di rifugiarti in un posto sicuro. Perché nei posti sicuri siamo soli, impauriti, ignari. E, soprattutto, perché fuori c’è una donna o un uomo da conoscere. Diverso da noi, uguale a noi.
Per tutto questo Sinistra Ecologia Libertà aderisce alla manifestazione indetta da Santino Spinelli, leader rom italiano musicista, docente universitario, e cittadino italiano “orgoglioso di esserlo” (“la mia famiglia – dice – è in Italia dalla fine del 1300″), e promossa dal “Comitato nazionale antidiscriminazione” sostenuto da associazioni, politici e intellettuali.
Marco Furfaro
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Appuntamento SABATO 4 SETTEMBRE A PIAZZA CAMPO DE’ FIORI (ROMA) ALLE 15:00