Il diritto al lavoro sta subendo un altro, ennesimo, attacco da parte del governo e della coalizione di destra. L’articolo 18 viene messo in discussione tentando di aggirare la giurisdizione sul lavoro mentre la crisi sociale, la questione salariale e il pericolo licenziamenti sono, sebbene oscurati dai principali mezzi di comunicazione, la quotidianità che vivono le lavoratrici e i lavoratori italiani.SELTv ha intervistato Guglielmo Epifani sulla crisi in atto, la chiusura degli stabilimenti, la questione salariale e fiscale, la rappresentanza e la democrazia sindacale e il rapporto della sinistra con i lavoratori.
Investiamo nel lavoro, nei lavoratori e nelle lavoratrici, sono loro che ci aiutano a vendere i nostri prodotti, ha comprare, a far sì che l’economia possa crescere, in maniera stabile, l’articolo diciotto che fa paura agli imprenditori della grande e media impresa, non è altro che di buon auspicio per la crescita economica, non c’è rendita in una bella villa al mare o in montagna, la stabilità del lavoro e la grande economia di una nazione, di tanti, non solo di pochi, andiamo avanti non indietro e il futuro ci darà una nova e meravigliosa avventura.
Caro Niki di San Giorgio ce n’è stato uno solo, noi lo dobbiamo prendere da esempio, so che la chiesa, non tutta, ci considera dei blasfemi, ma noi amiamo il mondo, le persone, siano essi omosessuali, lesbiche o etero sessuali, ma rispettandoci, dialogando , litigando, ma c’è sempre qualcosa che ci unisce, un sogno comune, equadistribuzione della ricchezza. Sì perché se tu possiedi quello che ognuno ha, non esiste arroganza, cattiveria, violenza, guerra.
E’ un sogno lontano, che forse ci unisce a quel Cristo morto in croce, tanto amato, tanto odiato, ma che aveva dato un messaggio, il migliore: “Siamo tutti figli di Dio”