Nichi: “Un segnale per il centrosinistra. Non si vince aprendo a Fini”

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Vendola dopo la vittoria di Pisapia a Milano: “Non rinunciamo a noi stessi, le consultazioni sono decisive”

LE PRIMARIE

NEW YORK – Nichi Vendola guarda a Milano dalla California e già sogna di ricostruire l’Italia con in mente il modello Puglia. “Io l’ho già fatto, ho già aperto all’alleanza al centro, a chi ci sta a lavorare sui contenuti. Ma nessuna cooptazione del campo avverso. Sarebbe ingeneroso per prima cosa nei confronti di Gianfranco Fini” dice il governatore della Puglia volato a Davis su invito del “collega” Arnold Schwarzenegger per partecipare a una conferenza sull’ambiente. Proprio mentre in Italia i finiani escono dal governo e Giuliano Pisapia vince le primarie di Milano.

Che cosa c’entra la svolta di Milano con l’atteggiamento verso Gianfranco Fini?
“Fini cerca una fuoriuscita da Berlusconi ma per fondare una destra europea laica e moderna. Il segnale che ci arriva da Milano è opposto: è la richiesta di rimettere in campo finalmente la sinistra”.

Dica la verità: non se l’aspettava.
“È stata una gara bellissima, tutte candidature importanti, sono contentissimo anche per Valerio Onida. Non conoscevo la città ma Milano è stata splendida, ha ritrovato la coesione di un paesone, sì, un bellissimo paesone. Giuliano Pisapia ha saputo riassumere quest’anima trasversale alle classi, l’avvocato di trincea che diventa avvocato di tutti, l’impegno privato che diventa pubblico, civile”.
Un segnale per il Paese?
“Un segnale in primo luogo per il centrosinistra. Le primarie si confermano un passo importante, guardiamo al dato quantitativo, la voglia di partecipazione malgrado i seggi limitati, quasi tutti all’aperto, in una giornata per giunta piovosa. Settantamila elettori che si mettono in fila sono una bellissima notizia in tempi di pieno rifiuto della politica, di rigetto di questo spettacolo”.

Sarebbe questa la sorpresa? La voglia di sfida e confronto anche a sinistra?
“Sicuramente non sono stato io a esibirmi nel gioco delle interdizioni. A Milano come nel resto d’Italia. Io dico: partiamo dalla crisi, partiamo dai problemi, partiamo dai ghetti, dalle periferie, dai centri sociali. Ripartiamo dai programmi. Lasciamo scegliere la gente”.

E che cosa dice Milano all’Italia?
“Dice che il Nord è anche questo, anzi è proprio il Nord a chiedere a voce alta di allargare la platea degli attori fondamentali, mettere in campo risorse nuove, giocare la partita con candidati outsider”.

Ma allargare la platea non vuol dire allargare anche gli schieramenti? Perché chiudere preventivamente alle alleanze di centro e di destra?
“Io non ci sto a ragionare seguendo schemi che sembrano furbi e sono soltanto politicisti. Come si fa a non distinguere ciò che è destra da ciò che è sinistra?”.

Scusi, ma l’obiettivo principale non è mandare a casa Berlusconi?
“Ma un conto è discutere le regole del gioco, rifare l’architettura istituzionale, discutere il superamento della porcata: è bene che questo accada, è bene trovare punti di equilibrio tra gli schieramenti”.

Anche se si dovesse votare ora?
“Sono quindici anni che la sinistra perde perché ha rinunciato alla propria parte. Rimettiamo in campo la sinistra e poi alleiamoci sui contenuti. C’è una generazione da ricostruire, un paese dove bastano 12 ore di pioggia per affondare”.

È venuto fin qui in California per parlare proprio di clima: la sua Puglia ha vinto il Premio solare europeo 2010 e il governatore Schwarzenegger le ha regalato questa platea. Come farà a spiegargli quello che sta succedendo in Italia?
“Ci vorrebbe un corso accelerato di psicopatologia della politica italiana. E non so se basterebbe. Ma è quello che stiamo pagando per congedarci finalmente dal berlusconismo”.

Ricambierà l’invito? Terminator in Puglia…
“Questo sarebbe già più facile”.

Angelo Aquaro

da La Repubblica

Ci sono 40 commenti per questo post
Roby 23 novembre 2010 - 16:00

Sono parzialmente daccordo, dico parzialmente perchè in quella tua lista manca il partito disfattista di Grillo,…tuttavia, se IDV dimostrasse di essere più collaborativo e meno iper-liberista si potrebbe anche mediare.
Poi, Vendola e Fava con quelle forze politiche che ormai è risaputo, non desiderano SEL in una ipotetica coalizione, dovrebbero essere più diretti nell’indicarne la fine di ogni trattativa.

Angelo Cleopazzo Sel Nardò 23 novembre 2010 - 11:40

che cosa è il Pd?
Qualcuno sa rispondermi?
Io credo profondamente che esistano due Pd:
il primo è quello della base fatto di gente speranzosa di sinistra e di cambiamento;
il secondo è quello dei vertici, appartenenti da lungo tempo al ” blocco conservatore “.
A mio modo di vedere i partiti che aderiscono a questo blocco in Italia sono: Pdl,Udc,Fli,Api,Psi,Idv. Praticamente quasi tutti, e per me solo Sel è un partito progressista mentre la Lega è un partito reazionario ed estremamente pericoloso.
Quindi auguro a me stesso ed alle persone di buona volontà che militano nel Pd di aderire presto a Sel se si vuole dare speranza alla vita di milioni di italiani.Solo se Sel diventa il primo partito della coalizione del centro-sinistra i giovani torneranno a capire che la politica è amore per se e per gli altri. Forza

Roby 20 novembre 2010 - 16:33

Certo che no, SEL non è una costola di Rifondazione, ma nemmeno è o sarà quella del PD, chi invece si interroga sul fatto che ci si è liberati di quel passato, mi verrebbe da dire, ma quale passato? Di aver militato prima nel PCI di Berlinguer e poi nella rifondazione di Bertinotti?
Chi ha militato o sostenuto questi due partiti con delle logiche comuni e ben determinate per il cambiamento dello stato di cose esistenti e che poi se ne è andato, non è per il loro passato o per la loro politica, ma solamente per il fatto che il continuo comporsi di opinioni diverse e legate tra di loro ad un passato e un mondo ormai diverso e superato, non erano più compatibili.
Con molta franchezza, io penso che la maggioranza di compagni rimasti in rifondazione è composta da bravissime persone e che presto molte di loro sceglieranno SEL come progetto e soggetto politico unitario.
Concludo, soffermandomi su alcune certe asserzioni che non sono altro che insulti, molti di noi che sono usciti da rifondazione per mancanza di affinità con le mille anime interne al partito, ora non desiderano ritrovarsi a ridiscuterne altre, anche perché,…mi verrebbe di chiedervi del vostro passato politico…oltre che dei vostri passati leader politici.

Peppe Giudice 19 novembre 2010 - 15:08

e certo che SeL non è una costola di Rifondazione. Altrimenti non vi avrei mai aderito. Anzi credo che Vendola si sia saputo liberare molto bene ed in positivo di quel passato. Anche per questo riesce a far crescere i consensi a SeL.

Cristiano Comelli 18 novembre 2010 - 20:58

Buonasera a tutti. Sostengo modestamente e da tempo che il centrosinistra debba dire due no chiari a eventuali lusinghe provenienti dal suo esterno volte soltanto a un’opportunistica ricerca di consenso; questi due no vanno detti appunto a Futuro e libertà di Fini, fascista reimbiancato alla cui svolta democratica non ho mai davvero creduto (non faccia ora il verginello visto che, come ben ha evidenziato Marco Travaglio, tutte le leggi ad personam di Berlusconi, dalla Cirami alla Cirielli fino al lodoAlfano le ha votate senza battere ciglio); la sua svolta di Fiuggi è stata un vero campionario di ipocrisia, così come opportunistica è stata la sua scelta di accodarsi a Berlusconi; e ora viene a mostrarsi come nuovo; l’altro no è a Pierferdinando Casini, tipico esempio di quanto di peggio è rimasto della Democrazia Cristiana, il becero trasformismo: e come Fini è il vorrei ma non posso…essere come Berlusconi, Casini è il vorrei… ma non posso andarci, perchè la Lega Nord si è messa di traverso e non lo vuole; esempio del suo becero trasformismo è, per esempio, non escludere di aggregarsi a Berlusconi nel caso di un Berlusconi bis con alleanze diverse; lasciamo poi perdere la pagliacciata del terzo polo con altri trasformisti del “calibro” di Francesco Rutelli. Quindi una seria politica del centrosinistra deve, a mio modestissimo avviso, partire da due no chiari ad altrettante forze politiche che della sinistra non hanno assolutamente nulla e hanno cambiato e cambiano idea e orientamento a ogni stormir di fronde. Bene, quindi, ha fatto Vendola a pronunciarsi in tal senso.
Cordialità.

Claudio Fondelli 18 novembre 2010 - 18:27

Non posso che concordare con Cristiano Mazzoni e Vanni Maltoni ed augurarmi che sul tema della relazione tra progetto ed identità di SEL si trovino le opportune occasioni (anche attraverso interventi della dirigenza sul sito) per consentire una capillare e diffusa consapevolezza nella quasi totalità delle persone che ad oggi – anche per ragioni diverse – si sono avvicinate o guardano con curiosità a questo progetto. Perchè più saremo consapevoli della sfida che abbiamo scelto di affrontare – e più rapidamente lo saremo – e più sarà maggiore la capacità che avremo di incidere concretamente ad ogni livello nei rapporti interni all’area (culturale ancor prima che politica) del centrosinistra, anche se tale percorso dovessere comportare l’allontanamento di qualcuno che – fraintendendo (a mio avviso) – ha immaginato di SEL un progetto diverso e prevalentemente di carattere rappresnetativo della propria identità.

Mazzo 18 novembre 2010 - 18:07

Mi sembra di rileggere commenti vecchi di alcuni anni. Forse a qualc’uno è veramente sfuggito che cosa vuole essere SEL ! Concordo pienamente con Vanni, (anche se io la croce sulla falce&martello l’ho messa), ma è proprio questo il punto. Noi non siamo oltre come è di moda dire adesso, ma siamo altro, un gruppo (spero sempre più grande) di persone, con tanta voglia di sinistra, nuova, moderna composta da tante anime, che perseguono un obiettivo comune. Se non superiamo la barricata del duri&puri, non andiamo da nessuna parte. Arroccarci, sul fortino con la falce e martello nel pugno, per difendere la mummia di Lenin, fa solo il gioco della Banda Bassotti ! Noi, (e mi scuso se mi arrogo il diritto di parlare per tanti), vogliamo cambiare il mondo a partire dall’Italia, ma l’unico modo per farlo è governando e dimostrando di essere migliori degli altri. Un Partito Comunista di nicchia è un ossimoro, non ha senso.
Scusate lo sfogo.

Mazzoni Cristiano

Vanni Maltoni 18 novembre 2010 - 17:02

@VITO
Se c’era un link apparirà fra un po’ di tempo, altrimenti non saprei…
Anche io ne ho postato uno con un link, spero appaia presto.

Vanni Maltoni 18 novembre 2010 - 16:56

Per quanto riguarda il discorso sulla Ripubblicizzazione dell’acqua in Puglia, in rete ci sono vari articoli e il più credibile mi sembra questo dal sito di Rifondazione-Puglia che è stato pubblicato anche su Liberazione:

http://www.rifondazionepuglia.org/joomla/opinioni/puglia-senza-ripubblicizzazione-primaannacquata-poi-congelata.html

Certo la vicenda è abbastanza inquietante, ma immagino che Vendola si renda conto del fatto che se di quanto ha promesso non mantiene nemmeno questo la sua stella si oscurerà molto presto.

Vito Saturno 18 novembre 2010 - 16:55

Qualche ora fa ho postato un commento. Aveva qualcosa di sconveniente, visto che nel frattempo ne sono passati altri?

Rossosocialismo 18 novembre 2010 - 16:53

Concordo con Vanni.
SEL non è una costola di Rifondazione.
SEL è un progetto plurale che vuole riunire le migliori tradizioni della Sinistra italiana per creare la Sinistra del futuro; quella comunista, quella socialista, quella ambientalista di sinistra ed al suo interno ci sono personalità che vengono da tutte queste diverse tradizioni politiche.
A me pare, con tutto il rispetto, che Rifondazione sia rimasta la costola di se stessa..

Vanni Maltoni 18 novembre 2010 - 16:36

Alessandro, SEL non prende solo i voti degli ex-comunisti e non ha solo ex-comunisti fra i suoi dirigenti.
Io, ad esempio, la croce su falce&martello non l’ho mai messa e quindi sarebbe ora che vi toglieste dalla testa che SEL sia solo una costola di Rifonda, perchè non è così!
Per quanto riguarda il PD, in altra sezione del blog ho spiegato bene il mio punto di vista (è l’articolo di Alfonso Gianni).
Penso e spero che se si formerà la coalizione PD-SEL-IDV qualche figuro come E.Letta, D’Alema, Fioroni, Follini, ecc…, che da tempo vagheggiano l’alleanza con l’UDC quale unico percorso possibile, tolgano il disturbo e vadano a rimpolpare le fila rutelliane.
A quel punto, potati i rami più centristi (o secchi) si potrebbe anche sciogliere SEL in tempi brevi e dar vita al Partito SocialDemocratico.
“Non è questa gran figata”, potrà dire qualcuno. Ma se vogliamo fare il “grande partito della sinistra” la sintesi è questa, perchè affinché un partito sia grande deve avere tanti voti.
Dopodiché, se si vuole spostare questo partito più a sinistra bisogna fare una battaglia culturale. Perchè è tutta la società italiana (e di conseguenza la politica) che negli ultimi 30 anni si è spostata a destra, e riportarla dov’era prima ne richiederà altrettanti.
@ Eraldo
Non è una questione di essere più o meno a sinistra il problema che sollevi tu.
Il malaffare nelle nostre regioni esisteva anche ai tempi del PCI, immagino tu ne sia consapevole.

Rossosocialismo 18 novembre 2010 - 15:47

Nichi è il più grande Socialista degli ultimi 20 anni! “Nonostante” forse ancora non se ne sia accorto neanche lui, io lo voto perchè guardo alla sostanza, al progetto, alla sua purezza ed alla sua onestà.

Vito Saturno 18 novembre 2010 - 13:07

Se è vero come in troppi affermano con incredibile leggerezza e colposa ingenuità, che senza il PD non si va da nessuna parte (ma io continuo a pensare che col PD, con “questo” e sottolineo “questo” PD, si va a fondo tutti, e noi per primi), è ancora più vero che anche un PD ipoteticamente “rottamato” nelle sue gerarchie sgangherate, proprio lui senza di noi non va da nessuna parte. Anzi, va a fondo finalmente e definitivamente, lasciando a noi l’intera grande prateria di una Sinistra nuova, laica, ambientalista, solidale, legalitaria, eccetera eccetera.
E quel 24 per cento che le ultime stime attribuiscono al PD, senza di noi non vale niente. Lasciamogli anche d’IDV, se gli può bastare. Tanto, anche con questa porcata di legge elettorale, una pattuglia di compagni tosti riusciremo a piazzarla in Parlamento, perché faccia vera opposizione, perché faccia la vera Sinistra, sorretta e stimolata dalla Società Civile, quella che non molla e che è decisa a battersi per idee concrete, per ideali e per progetti, non per conservare poltrone a cacicchi ormai impresentabili. Per ora. Perché tempi migliori verranno.
L’euforia di un sondaggio? I sondaggi non sono voti e le elezioni non sono indette per domani mattina. Se ne parlerà, forse, a primavera e fino ad allora Sua Emittenza, come tutti i padroni, prima di giocarsi la testa sua, si giocherà le teste di tutti gli altri, comprerà tutto quello che riuscirà a comprare, ci seppellirà sotto le macerie dell’Aquila, sotto la spazzatura di Napoli e di Palermo, sotto la melma dei suoi giornali e delle sue TV. Supererà tutti i voti di fiducia e di sfiducia, governerà per decreti legge, dispenserà favori ancora più pesanti e scandalosi alla cricca e alle cricche, comprese quelle della finta sinistra targata PD, quel PD che durante i suoi brevi anni di governo ha “messo le prime pietre” dello sfascio della Scuola pubblica, della precarizzazione del lavoro giovanile, dell’attacco alla Costituzione, delle privatizzazioni e delle lenzuolate “liberalizzatrici”.
Dov’erano allora i grandi strateghi Bersani, Veltroni, D’Alema, Letta, Franceschini, Finocchiaro, Fioroni, Fassino, Turco, Bindi “la persona più a sinistra del PD”?
Già, il PD! Diceva un “vecchio” abile socialista (Martelli): “Ci sono voti che si contano e voti che si pesano. I nostri (parlava di quelli del PSI all’epoca) si pesano”. Ebbene, anche i nostri (di SEL) si devono pesare. Proprio perché senza i nostri voti, il PD non alcuna speranza di rimontare la china rovinosa sulla quale sta precipitando, per sua esclusiva inadeguatezza e colpa, non per il destino cinico e baro. Altro che rimboccarsi le maniche!
E la vendetta verso il PD, quello del voto utile e dello sbarramento al 4 per cento inventati per sterminarci, dovrà essere la sua marginalizzazione, l’utilizzazione dei voti PD come fantaccini degni neppure dei gradi di caporale. Non come truppe scelte, tanto meno come comandanti a nessun livello. Chi di loro ha ancora sentimenti e volontà di Sinistra, venga a iscriversi a SEL o, meglio, a una qualunque Fabbrica di Nichi, dove potrà ricominciare a fare politica fra la gente, con la gente e per la gente, non per la casta feudale che finge di essere sinistra. Dimentichi i gradi fin qua ottenuti e le gerarchie fin qua riverite e servite: come una recluta al CAR ricominci tutto daccapo. La mia Fabbrica è aperta, le porte sono aperte, le braccia spalancate.
Ma… parcere subiectis et debellare superbos.
Questa consapevolezza (e la determinazione nel metterla in pratica) deve guidare SEL ai prossimi appuntamenti a breve, a medio e a lungo termine. Senza complessi di Edipo, senza complessi di inferiorità, senza “ansia da prestazione”. Il progetto della nuova Sinistra non deve avere fretta. Non è colpa nostra se, grazie alla scipitaggine della dirigenza PD tuttora incollata alle sue poltrone e alle sue posizioni di privilegio, Berlusconi è ancora il pericolo pubblico numero uno. A qualcuno prima o poi bisognerà presentare il conto del disastro: a “questo” PD si dovrà presentare. Perché i conti in politica si pagano sempre e non ci deve essere perdono, perché chiunque fa qualcosa sa quello che fa e quello che vuole, fregandosene se gli fa comodo, dell’universo mondo. Anche se spesso non tiene conto di quello che rischia e soprattutto di quello che fa rischiare agli altri. Il voto utile fu “delitto premeditato” o “delitto colposo”, ma delitto fu.
Così, da Sinistra, la vedo io. Forse sbaglio, ma la vedo così.
Se il PD, invece, per non pagare il conto alla Sinistra, sceglierà di tirarsi appresso il centro di Fini, Casini, Totò Vasa Vasa, Rutelli, Cesa, Lombardo e compagnia cantante, si accomodi. A Sinistra rimarrà tutto lo spazio soltanto per noi. E quella sarà la vera, nuova, Liberazione.
VITO SATURNO – vitosaturno@hotmail.com

Claudio Plazzotta 18 novembre 2010 - 13:03

Lo spazio se c’era ,vuol dire che c’è,non si cancella con un tratto di penna.Ci mancherebbe altro che chi ne è convinto come Eraldo,con le motivazioni che sostiene lui,non si dia da fare per realizzarle,è un pò pretestuoso pretendere che chi non condivide quella analisi si sbatta,senza perciò sentirsi traditori di qualche causa,il metro di misura in democrazia sapiamo qual’è,anche se imperfetto e a volte non veritiero,ma iltempo è galantuomo

Socialista Eretico 18 novembre 2010 - 01:19

p.s.
nel caso il pd si allei con fli ed udc, darò un voto al pd ed un voto a sel.
il primo per battere berlusconi e soprattutto la lega, il secondo per far entrare in parlamento qualcuno di sinistra.

Socialista Eretico 18 novembre 2010 - 01:17

io sono per un’alleanza tra sel, pd, radicali, idv intorno a pochi punti programmatici: riforma cittadinza immigrati, pacs, aumento costo del lavoro precario, ammortizzatori universali(non legati al lavoro ma all’individuo), legalizzazione droga e prostituzione, abolizione province ed accorpamento piccoli comuni, aumento a livelli europei della tassazione finanziaria.
il resto si può contrattare in parlamento con le altre forze. ma nessuna apertura in campagna elettorale ad udc e fli. facciano un terzo polo e tolgano ‘sti voti a berlusconi.

(pd e sel non saranno il socialismo ma almeno renderanno l’italia un Paese meno squilibrato)

Claudio Fondelli 17 novembre 2010 - 19:36

gentile Alessandro rispetto alle due opzioni che proponi sulle ragioni che avvicinano SEL più al PD che alla FDS dovresti – a mio modesto avviso – prenderne in considerazione una terza.
Ovvero il primato dell’agire – per cambiare lo stato delle cose presenti – sulle intenzioni. Che nel concerto ad oggi si traduce – riconoscendo di non rappresentare una forza autosufficente – nell’accettare di misurarsi con il tema delle alleanze e di farlo in modo non strumentale (ovvero non finalizzato ad un semplice tornaconto immediato come essere eletti od occupare qualche ruolo di potere) ma convintamente e dunque lealmente (ovvero impegnandosi a rispettare le idee degli altri soggetti del centrosinistra e le decisioni che a maggioranza vengono assunte anche quando non si condividono. Assumendosi il coraggio delle proprie scelte fino in fondo non nascondendo la mano dopo aver lanciato il sasso. Questo è ciò che profondamente divide SEL dalla FDS, nè ipocrisia, nè altro.
Nessuna rinuncia ai valori ed alle idee di sinistra (tratto che ci avvicina al punto da quasi accomunarci alla FDS) ma l’accettazione della sfida di provare a cambiare le cose, partendo dalla condizione data rifiutandosi di farci scudo (come alibi) dei rapporti di forza svavorevoli o scaricando sugli altri le colpe delle nostre incapacità o limiti (che possono esserci, come ci sono già state in passato). Se permetti, inoltre, ti consiglierei più caute valutazioni e più equilibrio nell’usare la vicinanza o meno al PD (ovvero l’essere o emno disposti a governare assieme ad esso) come unità di misura dell’essere di sinistra perchè in tal caso – se il tuo assunto avesse fondamento – difficilmente si spiegherebbe (anzi non si spiegherebbe affatto) come mai la FDS a livello regionale dove il centrosinista è in maggioranza è sostanzialmente presnete in tutte le realtà, come lo è in quasi tutte le realtà locali dove governa assieme al PD (in più di un caso anche con posizioni più accondiscendenti di quelle di SEL). Eppure si tratta dello stesso partito, delle stesse idee e dello stesso modo di fare politica opportunamente rapporatto alle diverse competenze istituzionali. Come puoi spiegare che il PD non và bene per un governo nazionale (anzi è indice di tradimento il dialogare con esso) ma poi in fondo non è così sconveniente quando si tratta di divenatre assessori e consiglieri regionali, provinciali e comunali? Temo, gentile Alessandro, che l’atteggiamento della FDS sia più riconducibile alla scelta di preverire il ricorso al richiamo identitario (con il quale attrarre un consenso allorchè smepre più risicato) all’accettare la sfida di misurarsi concretamente con il governo della società. Perchè governare è difficile e complesso e richiede oltre tanta pazienza anche capacità eccelse (perchè il mondo è così complesso che non si cambia con i soli buoni propositi) che quando – evidentemente – mancano è più facile nascondersi dietro ad inni, bandiere, simboli e principi assoluti (quanto astratti).
Cordialmente.

Alessandro 17 novembre 2010 - 17:31

La FDS Vanni non vuole entrare al governo. Non per niente, ma perchè con il PD abbiamo poco da spartire. Sul fatto che farebbe di tutto per farlo cadere mi viene solo tristezza nel vedere che vengono poste al FDS accuse che fino all’altro ieri venivano poste a Vendola, Bertinotti, Migliore, Giordano quando erano nel PRC. Le critiche devono essere sensate, oppure volete farvi una riverginazione per non sembrare più sporchi comunisti? Ora una domanda vorrei portela io, non solo a te Vanni ma a tutti, cosa pensate di avere in comune con il PD? Cos’è cambiato negli ultimi due anni rispetto al governo Prodi? Certo che fra FdS e SEL ci sono divergenze, ma pensare di essere più vicini al PD che al FDS mi pone due possibilità. 1) o fra i militanti di SEL c’è tanta ipocrisia o avete completamente sbagliato il vostro passato politico (e anche i vostri leader e allora sarebbe bello sentire un mea culpa)

Nardo 17 novembre 2010 - 15:46

Concordo pienamente con Antonio84.
Segnalo l’ultimo sondaggio di Ipsos per Ballaró che oltra a dar vincente il centrosinistra,anche se di poco, attribuisce a Sel il 7.6%.

Vanni Maltoni 17 novembre 2010 - 14:19

Perchè mai la FDS dovrebbe voler entrare in coalizione dopo aver bocciato la mozione-Vendola che si poneva proprio quell’obiettivo?
E’ solo una domanda qualcuno sa rispondere?

Secondo me la collocazione logica dei Radicali è il nascente Terzo Polo, ma se devo scegliere fra loro e la FDS scelgo loro.
La FDS non può stare al governo perchè perde elettori quando governa, quindi farebbe di tutto per farlo cadere.

Antonio84 17 novembre 2010 - 12:49

Mi permetto di fare una piccola riflessione sull’attuale legge elettorale. Sono perfettamente d’accordo nel definirla una “porcata”, perchè, come sappiamo, non consente ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti. E poi il premio di maggioranza assegnato alla coalizione vincente senza alcuno sbarramento potrebbe portare alla vittoria di uno schieramento che potrebbe non essere rappresentativo della maggioranza dell’elettorato.
MA…proprio questo aspetto dovrebbe farci riflettere, secondo me. Come dimostrano gli ultimi sondaggi, un centrosinistra che non cede alla tentazione di diventare “altro” pur di vincere (vedi alleanza con fini e casini) risulterebbe teoricamente vincente in un panorama politico diviso in tre poli, col terzo polo (Fli-Udc-Api-Mpa) che porta via un pò di elettorato moderato sia al CSX che a Pdl-Lega (vecchio CDX).
Mi spiego meglio: in questa situazione e con l’attuale legge elettorale, lo schieramento di CentroSinistra più naturale e coerente (PD – SEL – IDV – FdS – PSI – Verdi, stimati intorno al 40%) potrebbe tranquillamente vincere, e lo potrebbe fare addirittura con Nichi alla guida! E’ vero che una coalizione del genere difficilmente raggiungerebbe una soglia tale da definirla rappresentativa della maggioranza degli elettori, però avrebbe l’indubbio vantaggio di generare, poi, un governo molto più unito e coerente sugli obiettivi della legislatura di quanto potrebbe fare una coalizione forzata PD-Udc-Fli-Api-Mpa (che io non voterei mai e poi mai) o addirittura una mostruosità che vada da SEL a Fli (mi astengo dal commentare).
Ho letto, inoltre, che il PD vuole cambiare la legge elettorale proprio per stabilire un tetto minimo al premio di maggioranza (47,5% ?). Ciò metterebbe i bastoni tra le ruote a Nichi e a SEL, perchè nell’attuale schieramento a tre poli obbligherebbe il PD e il CSX ad un’allenza forzata con il nuovo polo Fli-Udc-Api-Mpa (e a tutto quello che questo implica nella successiva azione di governo) per raggiungere la soglia minima per avere il premio di maggioranza. Ovviamente la candidatura di Nichi sarebbe controproducente in una situazione come questa, perchè non incontrerebbe il favore del terzo polo.
E un governo di transizione anche solo per cambiare la legge elettorale potrebbe fare un favore a Berlusconi, facendo “dimenticare”, nel frattempo, l’immobilità e i disastri del suo governo, gli scandali, i processi e le leggi ad personam.
Quindi, Compagni, pensiamoci bene. Per una volta una porcata di Berlusconi&co. potrebbe fare il nostro gioco.

Claudio Plazzotta 17 novembre 2010 - 11:34

Cari compagni,vi posso garantire che noi di sel a Milano, abbiamo finito la campagna delle primarie con la lingua fuori.Non avremmo potuto reggere l’impegno ai gazebo,alla organizzazione di decine di incontri con Pisapia ,i mercati,solo con le nostre forze,la nostra virtù è stata quella di saper accogliere,senza spocchia,i tanti che sconosciuti,sono venuti a darci una mano.Non condivido certi argomenti che leggo qui sotto,sono anche convinto che con certi argomenti avremmo fatto scappare chi a noi si è avvicinato,e che ora guarda a sel come punto di riferimento.Noi non abbiamo vendette da mettere in pratica,noi non siamo la stampella della FDS.Siamo la sinistra che vuole vincere per cambiare lo stato di cose presente,avendo presente anche i nostri limiti,ma è con questo spirito che ci avviciniamo ai cittadini,ed è per questo che stiamo crescendo.Fraterni saluti

Francesco Pisa 17 novembre 2010 - 11:11

Compagni e Compagne,anche se sono d’accordo su certe questioni legate al Pd,vi ricordo che da soli non andiamo da nessuna parte e quindi gioco forza servirà il dialogo ed il confronto tra le parti!!!!! Superare rancori e divisioni!!!!

Francesco Pisa 17 novembre 2010 - 11:08

La nostra speranza oggi ha finalmente un nome e cognome: Nichi Vendola!!! Uniamo le forze,riorganizziamo i nostri ideali e diffondiamo i nostri valori…davanti alla nostra anima il popolo non potrà che votarci! E lo farà non perchè non vuole più Berlusconi,ma perchè NOI saremo migliori di lui…questa sarà la vittoria di tutti!!!!! NOI SIAMO I MIGLIORI E NON I MENIO PEGGIO!!!!

Vito Saturno 17 novembre 2010 - 09:45

Caro Stemi, ma perché anche tu, come troppi compagni i cui interventi leggo anche con piacere e attenzione, non hai il coraggio di firmarti con nome e cognome?
Caro Stemi, nel mio intervento di ieri, 16 novembre, per errore non soltanto avevo saltato l’ultima riga di una frase a mio parere importante, ma avevo anche dimenticato di aggiungere il mio indirizzo e.mail, che inserisco abitualmente perché chi vuol dialogare con me non intasi spazi sottraendoli ad altri compagni. Me ne scuso e oggi rimedio all’errore: vitosaturno@hotmail.com.
Caro Stemi, ma perché anche tu dai peso e credito a sondaggi che si rivelano quasi sempre addizioni sbagliate?
Caro Stemi, ma perché pensi anche tu che la somma puramente aritmetica (per una somma politica ce ne corre, perdio!) di PD, SEL, FED e IDV possa rivelarsi vincente?
Caro Stemi, davvero pensi che in politica due più due faccia necessariamente quattro, invece che (come generalmente avviene, vedi Arcobaleno, vedi Sinistra e Libertà) tre, se non due?
Carissimo Stemi, tu davvero pensi che un PD barcollante (e che noi dovremmo generosamente puntellare) possa essere il pilastro sul quale poggiare l’intero centrosinistra dei prossimi anni? Non parlo di un edificio della Sinistra, perché il PD, questo PD, di Sinistra non più neppure il nome.
Carissimo Stemi, questo PD non ha nulla a che vedere con un progetto serio di Sinistra, perché non ha idee, se non quelle che mirano alla conservazione di una classe dirigente squalificata e sciapa come il pane che serve soltanto per le bruschette. Ma la Sinistra non ha fame di bruschette. La Sinistra ha fame di sostanza, ha fame di interventi su di noi, prima ancora che sulla Società, sul modello di sviluppo, sul modello di consumi, sul modello di produzione, sul modello di legalità.
Carissimo Stemi, per tutti questi problemi il PD non ha una proposta, non ha un progetto, non ha una soluzione. E sai perché? Carissimo Stemi, perché il problema è il PD stesso, questo mostro mezzo maschio e mezzo femmina, mezzo umano e mezzo animale, come i mostri mitologici, come i centauri, le arpie, le sirene, le sfingi, i fauni, come la Chimera di Arezzo, che non si capisce neppure che razza di bestia sia.
Carissimo Stemi, e se la casa del PDL è barcollante, barcolla pure la casa del centrosinistra e barcollerà sempre più, fino a quando non ci saremo sbarazzati del pilastro di centro, tanto egregiamente rappresentato da questo PD. Finché non ci saremo scrollati di dosso il complesso di Edipo che affligge troppi di noi (te compreso), tuttora restii a compiere il gesto finale e salvifico, di tagliare definitivamente i ponti con quella “casa-madre” dalla quale tutti, in tempi più o meno recenti, ci siamo allontanati sbattendo la porta con poco o tanto fragore.
Carissimo Stemi (e concludo), la Sinistra sarà vera Sinistra quando avrà smesso di cercare sterili sfondamenti al centro, quando avrà definitivamente scaricato tutta la zavorra (non parlo di quella ideologica: magari avessimo ancora un alto concetto dell’ideologia!) che si porta appresso: il PD, coi suoi dirigenti incapaci, arroganti, furbetti, autoproclamati e autoincensati, da rottamare senza discriminazioni e senza rimpianti, come afferma sacrosantamente Renzi. E senza neppure ringraziarli come fa lui, per tutto il “bene” che hanno fatto alla Sinistra. Rottamiano finalmente tutto il PD, poi riparliamone.
VITO SATURNO – vitosaturno@hotmail.com

Raffaele 16 novembre 2010 - 20:59

OGGI PIU’ CHE MAI C’E’ BISOGNO DI SINISTRA.E’ ARRIVATO IL MOMENTO DI ESSERE I PRIMI ATTORI DI UN FILM CHIAMATO CAMBIAMENTO.OGGI DOBBIAMO ESSERE NOI I FAUTORI DI UNA VITA MIGLIORE.LA POLITICA DELLA FINANZA,DELLE BANCHE E DELLE GRANDI INDUSTRIE E’ FALLITA E CI HA PORTATO A QUESTA CRISI.SOLO LA SINISTRA HA L’ANTIDOTO A QUESTO MALE SENZA ALLEANZE CON CHI DICE DI ESSERE MODERATO MA CHE INVECE E’ FIGLIO DELLA FINANZA,DELLA CHIESA LUSSUOSA E DELL’IMPRESA EGOISTA.

Stefano Dall'agata 16 novembre 2010 - 20:12

Università, tagli cancellati solo per le private
Questo il titolo di Repubblica, io aggiungo solo: con il beneplacito di Gianfranco Fini.
Che Bindi e Bersani dicano se gli va bene questa politica economica, questa macelleria sociale.

Stemi 16 novembre 2010 - 19:49

Basta con questi commenti anti PD, non si va da nessuna parte…proprio in questi giorni i sondaggi danno il Centro Sx (PD-SEL-IDV-FED)seppur di poco sopra la Destra, a patto che FLI e UDC costiuiscano il terzo polo.Per la prima volta dopo tanti anni abbiamo la possibilità di riprovarci, magari con Nichi candidato. E’il momento di non dividerci nelle solita Sinistra. Se come detto al Congresso abbiamo la bellezza di un progetto politico e le risorse umane per attuarlo non ritiriamoci un occasione così non ci ricapiterà più.

Vito Saturno 16 novembre 2010 - 18:17

@Umberto: Aggiungo all’ultima frase, qualche parola che si era persa per strada. La frase va letta così: Il PD deve esplodere: poi riparliamone e intanto lavoriamo per accelerare la sua esplosione.

Vito Saturno 16 novembre 2010 - 18:14

@ Umberto: E allora, iscriviti direttamente al PD e vedi un po’ se ti riesce di fare una battaglia efficacelì dentro, per recuperare alla Sinistra quel poco che di Sinistra ci può essere rimasto, ma ne dubito fortemente. Ti voglio rinfrescare la memoria, richiamando gli eventi del 2008, al tempo del “voto utile”, mirato a distruggere la Sinistra e dello sbarramento al 4%, che aveva anch’esso lo scopo dichiarato di sbatterci fuori da ogni assemblea elettiva. Ricordi come andarono le cose? A me questo trattamento ricevuto dai “compagni” del PD brucia ancora. Adesso, in nome dell’antiberlusconismo, io non intendo dimenticare gli schiaffi ricevuti. Non sono un cristiano praticante: non intendo porgere l’altra guancia, perchè dimenticando quei fatti di soli due anni fa, aiuterei figuri squalificati come D’Alema, Veltroni, Turco, Franceschini, Finocchiaro, Fioroni, Bersani, Fassino (aggiungi tu tutti gli altri che ti vengonmo in mente) a conservare i deretani incollati su seggiole che non meritano di occupare, per tutto il “bene” che ci hanno fatto. Ti ricordo anche che a quel tempo non si levò una sola voce all’interno del PD, neanche una da Bolzano a Pantelleria, per gridare: “Ma che c… stiamo facendo?”. In politica, secondo me (sarò forse un irresponsabile visionario, ma me ne compiaccio) i conti si pagano sempre e non ci deve essere perdono. Il PD deve esplodere: poi, riparliamone.

Umberto 16 novembre 2010 - 17:39

Compagni, calma e gesso si diceva una volta, cosa significa “mai più con il PD”, forse che dall’alto del nostro 5-6% vogliamo governare l’Italia da soli o che le forze della sinistra e in particolare di SEL si devono impegnare per fare pura e semplice testimonianza?
Per fare testimonianza o solamente opposizione al governo (eterno) della destra basta e
avanza il PRC, SEL è nata per cercare di spostare il ns paese a sinistra e per governarlo, non lo dimentichiamo.
A questo proposito credo che il tesseramento del PRC sia ancora aperto…..

Vito Saturno 16 novembre 2010 - 17:09

MAI PIU’ COL PD! PERCHE’ LA SINISTRA O SIAMO NOI, OPPURE NON E’ SINISTRA.

Francesco Rizza 16 novembre 2010 - 15:38

“Come si fa a non distinguere ciò che è destra da ciò che è sinistra?”.
il problema è che il Pd, che dovrebbe essere il partito maggiore del centro sinistra non riesce più a fare questa differenza. Mi auguro che Bersani dopo il Governo tecnico (se ci sarà il Governo tecnico), la smetta di inseguire Fini, Casini o Rutelli. Se proprio vogliono fare un cartello elettorale come paventava ieri D’Alema, spero che ci sia un’ altra alternativa a sinistra. io a chi s allea con gli ex fascisti non li voto come non voto Berlusconi.
http://paginealtre.wordpress.com

Giacomo 16 novembre 2010 - 14:49

Ecco qual è la differenza tra Nichi,Noi e Bersani e il Pd.Noi e Nichi siamo alla ricerca del nostro Sogno,della nostra idea d’Italia,Bersani e company cercano invece di emulare Fini,Casini etc..
Subito le primarie!!!!

Attilio Motta 16 novembre 2010 - 13:58

Era abbastanza prevedibile che, dopo tanti anni a parlare solo di Berlusconi a partire da posizioni liberali, il centrosinistra smarrisse le ragioni della propria differenza da una destra non berlusconiana, quale quella che vuole fondare Fini. Era plastica, ieri sera, non la differenza, ma la sostanziale sovrapponibilita’ dei discorsi di Fini e Bersani da Fazio, seppure accresciuta dalla necessaria genericita’ della situazione. Il punto e’ che questa sovrapponibilita’ non mi sembra limitata alla classe dirigente, ma piuttosto diffusa nell’opinione pubblica, militanti esclusi. Quindi, se il PD dovesse fare questa scelta per le elezioni, temo che scatterebbe di nuovo una logica da “voto utile” in senso antiberlusconiano, e la sinistra la pagherebbe.
Va detta pero’ anche un’altra cosa, per amore di verita’: se Berlusconi vincesse le elezioni di nuovo, questa volta non ci sarebbe ne’ Casini ne’ Fini ad attenuarne l’impatto, e ce lo ritroveremmo presidente della Repubblica. Ammesso che di “repubblica” avesse ancora un senso parlare.
Quindi, concludendo: meglio che il PD si allei a Fini prima del voto, per il governo di scopo, perche’ cambiare la legge elettorale e’ la condizione necessaria per andare al voto con tre poli liberando tutti dal “voto utile”, e facendo le alleanze piu’ naturali e le primarie.

Andrea Girotti 16 novembre 2010 - 13:57

avete sentito? I finiani e la bindi si sono dichiarati pronti ad una alleanza in caso di elezioni anticipate,molto probabilmente tagliando fuori di pietro (per veto di casini) e la sinistra radicale. L’idea di un comitato di liberazione nazionale non e’ da scartare (a mali estremi,estremi rimedi) ma non credo che,pur con montezemolo ipotetico candidato premier,si abbiano i numeri per vincere. A questo punto,da elettore di vendola,vedo solo 2 strade: proporre un APPOGGIO ESTERNO di sinistra e liberta’,rifondazione e socialisti,oppure mollare il pd e creare un apparentamento con di pietro,verdi,sinistra radicale ecc con candidato de magistris. Tutto sarebbe piu’ semplice se si cambiasse la legge elettorale,facendo come in gran Bretagna e germania dove prima si vota e poi si vede se c’e’ possibilita’ di formare un governo (eliminando cosi’ la fastidiosa teoria del “voto utile”) L’idea che vendola si candidi a premier mi intriga ma al tempo stesso credo che per legge debba dimettersi da presidente della puglia. Ricordiamoci che veltroni nel 2008 per candidarsi a premier,lascio’ l’incarico di sindaco ,perse contro berlusconi,e consegno’ roma ai missini!
Infine,e lo dico a malincuore,temo che l’italia non sia pronta per un premier gay.troppi pregiudizi da parte dei cattolici.

Claudio Fondelli 16 novembre 2010 - 12:49

Concordo con Fulvia Bandoli e sono convinto che la maggioranza dell’elettorato di centrosinistra non apprezzerebe particolarmente una scelta come quella di allearsi con Fini e Casini.
Tuttavia occorre altresì stare molto attenti a non compiere noi lo stesso errore a parti inverse.
Dico ciò perchè c’è a mio avviso un rischio insito nella vittoria di Pisapia alle primarie milanesi che occorre affrontare con la chiarezza necessaria.
Un rischio che, tra l’altro, la disponibilità ad un’alleanza con Fini e Casini paventata da una parte della dirigenza del PD rischia di alimentare.
Il rischio è che questo importante e positivo risultato possa servire da alibi e foglia di fico di una parte della sinistra per non affrontare le contraddizioni e l’autoreferenzialità sterile nella quale si è isolata. Certamente la vittoria di Pisapia nasce dall’impegno di tutti coloro che l’hanno sostenuta, inclusa la FED, ma è soprattutto frutto della scelta coraggiosa di una parte dell’ex sinistra parlamentare di aver preso una decisione chiara e netta sulla sua collocazione politica, riconoscendo la legittimità ed il valore delle idee degli altri soggetti politici del centrosinistra con i quali dialogare e – soprattutto – rispettare ed essere leali (anche quando le proprie idee rislutano in determinate circostanze minoritarie). Di questa scelta coraggiosa è soprattutto figlia la vittoria di Pisapia che si è presentato agli elettori di centrosinistra come un candidato che unisce e non che divide, che sarebbe stato leale e collaborativo con chiunque avesse vinto la contesa (diversamente da altri – che comunque lo sostenevano – come la FED, che in caso di vittoria di un’altro candidato si sarebbero sentiti liberi rispetto al centrosinistra).
Dmenticare, rimuovere le differenze sostanziali che ancora oggi ci sono all’interno della sinistra, tra noi e la FED, sarebbe un errore politico imperdonabile perchè rischierebbe di distruggere il significativo consenso che siamo – grazie a tutti ed a Vendola in particolare – riusciti a costruire (un consenso che potrebbe ache condizionare in misura determinante il futuro del centrosinistra). Noi siamo provondamente altro dalla FED che merita rispetto ma che ha idee e soprattutto obbiettivi politico-strategici incompatibili con i nostri. Diversamente se per inerzia o errore di calcolo politico consentiremo alla FED di appropriarsi del nostro lavoro e dei nostri risultati (solamente perchè si è accodata per convenienza), se daremo l’impressione o peggio ancora privilegeremo il rapporto con essa diffondendo nell’elettorato la sensazione di essersi nuovamente unificati allora il lavoro e le scelte (anche dolorose) fino ad oggi fatte saranno da buttare alle ortiche.
Con questo non intendo sostenere che non ci sia bisogno in italia di una sinistra più forte ma che in italia (come nel resto del mondo) la sinistra per essere forte deve essere credibile (perchè concreta e capace di misurarsi con lo stato reale dei problemi, anche attraverso lealtà nelle alleanze difficili e non brandendo le proprie idee come clave o come specchietti per allodole con cui attrarre un voto esclusivamente identitario e – soprattutto – usandole come mantelli dietro ai quali nascondere le proprie inadeguatezze quando si tratta concretamente di governare) e ad oggi la FED non lo è, in alcun modo (in generale come progetto, poi il ragionamento è più complesso ed articolato per quanto riguarda le sue compinenti e le realtà territoriali). Dunque stiamo attenti, non lasciamo che Ferrero ed altri si approprino di meriti non propri, non illudiamoci che sia questo avvicinamento della FED a SEL (nella speranza di riuscire così ad uscire dall’inconsistenza numerica alla quale si sono ridotti e che li esclude da ogni possibile rientro nelle istituzioni nazionali) l’embrione di una sinistra nuova e unita ma – senza prima una forte chiara e pubblica (comprensiva dell’uscita di scena dell’attuali vertici) autocritica della FED – solo un bacio di giuda con cui tradire le nostre aspettative di un costruire un mondo migliore in cui vivere.

Fulvia Bandoli 16 novembre 2010 - 11:56

ma forse anche un elettore democratico e abbastanza moderato avrebbe dei problemi…

Fulvia Bandoli 16 novembre 2010 - 11:55

spero che gli iscritti al pd e gli elettori siano più saggi dei loro dirigenti che oggi in diversi invocano un alleanza elettorale con Fini e Casini. Anche ad occhio nudo si capisce che una alleanza elettorale PD/ CASINI/ FINI/ è una alleanza di centro-centro destra ( per usare il politichese) e che un elettore di sinistra dovrebbe turarsi molto più che il naso per riuscire a votarla…si accomodino a farla questa mostruosità!

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