Vendola: “A Bersani dico: Tutti insieme in Piazza”

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“Il nuovo Ulivo di Bersani? E’ indispensabile partire, dare segnali forti a un Paese smarrito, mettere in campo una proposta di alternativa, rendere visibile la possibile unita’ di un grande centrosinistra che innanzitutto deve convocarsi, presentarsi, darsi un’agenda di lavoro. Possibile che non siamo in grado neppure di organizzare una grande manifestazione unitaria?», dice Nichi Vendola, leader di Sel e governatore della Puglia.

Sel sara’ in piazza il 1 ottobre, il Pd il 5 novembre. Ognun per se’?
Serve subito una grande piazza di alternativa. Io metto a disposizione di Pd e Idv la nostra data, se non va bene il 1 ottobre possiamo sceglierne un’altra tutti insieme. Dobbiamo muoverci, la crisi politica del centrodestra non trova uno sbocco virtuoso perche’ noi appariamo divisi».

Bersani dice: nuovo Ulivo e convergenza con l’Udc.
L’ossessivo e monotono appello alle forze centriste non ha consentito finora al Pd di compiere il gesto fondamentale di una chiamata alle altre forze del centrosinistra per ritrovare la tela dell’unita’».

Non e’ autolesionista limitare il campo d’azione del nuovo Ulivo?
«L’inseguimento delle sirene del moderatismo porta tutti noi verso la sconfitta. Certo che dobbiamo aprirci, ma a partire da un’idea forte di cambiamento che si sta facendo strada anche nei ceti medi. L’avvitamento del centrodestra fa sbandare anche la borghesia e lascia senza riferimenti il sistema delle imprese. Al posto di schemi astratti di “alleanzismo”, in cui pare sempre che la sinistra sia pronta a suicidarsi pur di governare, proviamo a parlare dell’Italia reale, e a liberarci da vecchi schemi. Lo ha scritto splendidamente Alfredo Reichlin sull’Unita’, ”abbiamo preso lucciole per lanterne, abbiamo scambiato il liberismo per riformismo, e quel finto riformismo covava anche le uova di serpente della compromissione affaristica”. Il punto e’ alzare la bandiera della riforma morale, e della lotta alla precarieta’. Altrimenti le parole del Papa rischiano di essere la cosa più radicale sui temi del lavoro…».

In questi giorni la priorita’ sembra essere il passo indietro di Berlusconi. Si parla di un governo di unita’ nazionale, di un possibile impegno del Pd.
«Che vuol dire? Che buttiamo giu’ dalla torre Berlusconi e salviamo Tremonti? Non credo alle fantasie di una destra buona che va liberata da quella cattiva. E poi per fare cosa? Una macelleria sociale ancora peggiore dell’attuale, magari con qualche tecnocrate piu’ presentabile? No grazie, io non ci sto. E soprattutto non ci stara’  il Paese».

Come valuta un eventuale scesa in campo di Profumo?
«Se la politica abdica al suo ruolo, si apre la strada a alchimie senza fondamento».

Pensa che ci sara’ un passo indietro del Cavaliere? Cosa si augura per questo autunno che si annuncia caldo?
«Mi auguro una sola cosa: le elezioni anticipate e la fine del berlusconismo, che ha contagiato anche la sinistra».

C’e’ chi dice che anche il suo leaderismo carismatico sia una forma di berlusconismo di sinistra.
«Quando parlo di contagio, mi riferisco a culture profonde, a partire dalla delegittimazione della nozione di pubblico. O ancora: dalla demenziale proposta del pareggio di bilancio in Costituzione. O dalle tante timidezze verso l’idea della patrimoniale. Non basta cambiare il guidatore se la macchina e il percorso restano immutati. O siamo in grado di capovolgere i capisaldi culturali di questa destra, a partire dal lavoro e dai suoi diritti, dall’articolo 8, oppure rischiamo di finire travolti».

E il suo “berlusconismo rosso”?
«Sono mistificazioni. Un leader populista manipola i bisogni del popolo, costruisce pulsioni regressive, cerca ossessivamente il capro espiatorio. Io sono quello che in piazza a Milano ha parlato dei fratelli rom e musulmani, il contrario esatto di una furbata populista. Le primarie sembravano una mia ossessione, eppure ci hanno fatto vincere a Milano. Se avesse prevalso il Pd di Penati, la Moratti sarebbe ancora sindaco».

Come valuta il caso Penati?
«Non sono tra chi pensa di lucrare sulle difficolta’ del Pd e vivo drammaticamente queste inchieste. Siamo tutti in apnea, temo che il guasto sia piu’ esteso di quanto emerso finora, come dimostra l’apertura di un versante torinese delle inchieste. Bisogna evitare di arroccarsi nel fortino, di evocare complotti che non ci sono, uscire allo scoperto e aggredire le radici della questione morale, che sono nella commistione tra politica, affari e impresa. Ci sono stati casi che hanno toccato il centrosinistra in tutto il Sud, dalla Puglia alla Calabria, dalla Sicilia alla Campania. Ora il Nord. Il “nemico” e’ entrato nel nostro accampamento. La questione morale rischia di affondare il centrosinistra, proprio ora che dovremmo volare. Le primarie possono farci uscire dal guado, essere un momento “rifondativo”».

Come affronterebbe il debito pubblico e i paletti finanziari dell’Ue?
«La sinistra deve affrontare di petto la crisi di un’Europa in cui l’unica autorita’ politica e morale appare Trichet. E fare i conti col fallimento delle formule neoliberiste di Blair, Schroeder e Zapatero. Oggi salvare l’Europa e rifondare la sinistra sono un unico discorso, e questo passa anche per la contestazione della sottomissione della politica alle banche. Il debito? Va aggredito con la patrimoniale, con la tassazione delle rendite finanziarie e con il taglio secco delle spese militari. E bisogna ridiscutere a Bruxelles quei vincoli che vengono presentati come tavole della legge e invece sono diktat ricattatori”.

Andrea Carugati

fonte: unità

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Pino 20 settembre 2011 - 18:37

prima di fare le allenze con questo o con quello sarebbe buona pratica interpellare la base…organizzando delle assemblea nei circoli , nelle associazioni in gruppi di sostegno…differentemente si ripropone il famoso centralismo democratico…se non si attua prima l nostro interno una forma di partecipazione dal basso, come la si può propagnadare all’esterno?….e poi ma su quali basi si fanno le allenaze? su quale programma? su quali punti in comune’ …ad esempio il Pd e IDV sono disposti al ritiro immediato delle truppe di guerra all’estero e alla riduzione delle spese militari? sulla TAV ? sul reddito di cittadinaza? sulla tassazione delle rendite finaziarie o aprire una vera inchiesta sulle speculazioni finaziarie? sull’evasione fiscale???’…e poi perchè bisogna colpire sempre chi paga le tesse indipendentemente da quanto guadagna? le cartolarizzazioni? siamo sicuri che vi sarà una vera riforma della scuola pubblica e si blocchino i finaziamenti a quella privata????la paura che mi assale e che domani dovro-dovremo combattere contro chi abbiamo contribbuito ad eleggere…. scusate ma sono dubbi dovuti all’esperienza ….e sinceramente non mi va di ripercorrere vecchie strateggie …o si cambia davvero o e meglio, che per il momento, abbiamo, la scusa di un nemico comune..

Stefano 18 settembre 2011 - 13:18

Quando siamo scesi in campo per sostenere Pisapia lo abbiamo fatto perchè l’esigenza è sorta dal basso. E’ sorta perchè c’è la volontà di un profondo cambiamento della scena politica e del modo di fare di politica, perchè vogliamo ed auspichiamo che venga superato il vecchio schema delle fazioni, degli interessi del partito, dell’orticello da coltivare per passare ad un modo nuovo, quello che consente di ascoltare i bisogni della gente e trasformarli in progetto di crescita culturale, di sviluppo, di solidarietà, di accettazione del diverso…Per fare queste cose è necessaria una vera rivoluzione culturale, che deve partire da ognuno di noi, ma che soprattutto deve coinvolgere quelli che sono più avvezzi alla militanza politica, perchè sono coloro che fanno più fatica a comprendere il grande cambiamento che noi ci aspettiamo

Reggiano Scalzo 17 settembre 2011 - 12:48

I fatti mi hanno dato ragione. Ieri alla festa IDV è nata ufficialmente un’alleanza a 3 tra SEL-IDV-PD. E Di Pietro, Bersani e Nichi se ne son ben guardati dal chiamare Ferrero e Diliberto. Abbiamo chiuso la porta in faccia all’UDC e al centro. Su accontentiamoci. Questo non vuol dire che non potremo fare battaglie insieme con FDS ma visti i precedenti va tenuta fuori dal governo. E poi sapete com’è finita l’Unione, vero? Troppi cuochi guastano la cucina. E’ già molto che vadano d’accordo i tre che lo scorso anno salirono sui tetti della Sapienza accanto agli studenti, ricordate?

Cf 15 settembre 2011 - 09:35

Commento OT

Fausto Tenti 14 settembre 2011 - 21:13

Commento off topic

Reggiano Scalzo 14 settembre 2011 - 19:10

Scusate, ma prendiamo il recente giro della Padania in Piemonte. Un obrobrio perchè sappiamo che la Padania non esiste. E’ stata organizzata una protesta giusta con metodi irrepsonsabili. Chi va a rovinare tutto mettendoci dentro gesti violenti e inconsulti? Ma FDS ! Ci fossimo stati noi di SEL avremmo manifestato pacificamente. Cos’hanno fatto loro? Ciclisti all’ospedale e botte, con risultato che sulla stampa la Lega ne è uscita la povera vittima di un folklore pacifico ! E a sinistra i soliti sessantottini estremisti rimasti agli anni ’70 ! Nella società mediatica non possiamo fare di certe ingenuità, sveglia ! Lasciamo stare FDS, con loro perdiamo le elezioni fino al giorno del Giudizio: chi crede nella lotta non pacifica con botte, monetine e vetri infranti secondo me non può appoggiare la svolta governativa e pacifica di SEL. Sono 2 sinistre inconciliabili. Poi si può discutere sulle missioni militari votate, sul mancato appoggio agli operai e sul centrismo di Bersani. Ma i gesti inconsulti di certi compagni sono 1000 volte peggio !

Reggiano Scalzo 14 settembre 2011 - 19:02

@Alessio. Rispetto le tue opinioni ma non le condivido manco un poco. Come puoi assimilare i governi Prodi con i governi Berlusconi? Pensi che abbiano fatto bene Diliberto e Ferrero a sputare nel piatto in cui mangiavano scendendo in piazza contro il governo di cui facevano parte? Se fossi stato Prodi e fossi stato sicuro della maggioranza avrei provocato la crisi del governo e sarei andato ad elezioni anticipate con PRC e PDC fuori da una futura coalizione ! In nessun paese del Mondo un partito della coalizione scende in piazza con l’opposizione e contro la maggioranza. Sarà perchè vengo dal PD e sono ex-prodiano, ma ce ne vuole a dire che i governi 1996-2001 e 2006-2008 a parte la politica estera erano di destra ! Hanno fatto i loro errori ma rispetto al governo attuale erano ben di sinistra. I comunisti sono stati degli irresponsabili, i migliori alleati di Berlusconi che gli hanno aperto la vittoria del 2008 più del gesto di Mastella e dieci anni prima Bertinotti aveva di fatto danneggiato pesantemente un governo di sinistra che aveva fatto cose egregie come la nascita dell’Euro. No, caro Alessio. Ad essere di sinistra duri e puri si fa governare anche i nipoti di Berlusconi. Magari si rimane belli, perdenti e dopo si cerca spazio appoggiando le frange violente. L’attuale SEL costituisce una buona sinistra pacifica non veteromarxista ma che giustamente guarda al PD non a FDS alias ex PDC-RC !

Alessio 14 settembre 2011 - 17:17

no dario il compito di sel deve essere la sinistra radicale altrimente andavamo tutti col pd e facevamo prima………..quindi se dovesse esserci un alleanza di governo che inglobi anche l’udc io non potrei propio tollerarlo e lascerei sel………bene tu non vieni dal prc ma la maggioranza di questo partito si……..è quindi non c’è proprio alcun motivo di rinnegare la propria storia……i crimini del comunismo non centrano niente col comunismo italiano!

Dario Accurso Liotta 14 settembre 2011 - 14:11

Sarebbe troppo facile chiedere agli amici che criticano “in base alla “purezza” della loro radicalità l’appello fatto da Vendola, “ma voi cosa proponete”?
E’ più facile mettersi di lato con l’indice puntato verso il PD o SEL che mettersi in gioco realmente per cambiare questo paese.
Giustamente Vendola ha sostenuto che bisogna superare la dicotomia “sinistra radicale” “sinistra riformista”. Sono vecchie e inadeguate.
Bisogna essere radicali nella visione, riformisti nella prassi (capaci di riformare)…
Altrimenti l’unica ipotesi possibile, altra, sarebbe la rottura rivoluzionaria, alla quale personalmente non credo ma alla quale mi pare non credano più neanche i movimenti più radicali (quelli della decrescita x intenderci).

Io non sono comunista dal ’79, perchè ritengo questa “identità” non sufficiente a fondare una nuova sinistra,
Perchè la teoria comunista è erroneo in alcuni suoi presupposti e ha prodotto mostruosità…
Io non vengo da RC. Vengo da esperienze complesse e diverse che oggi definirei socialiste e libertarie.
Sbagliano i compagni ad attardarsi su chi sia più o meno “sinistra radicale”. Su vecchie storie di identità.
Credo che SEL voglia superarle per essere una “nuova sinistra” capace di cambiare il paese.
Se proprio dobbiamo definirci perfavore facciamolo con coerenza, non rimandando alla scissione del 21.
Siamo un movimento socialista, di quel socialismo sano, radicale nei principi e riformatore nell’azione che ha ispirito tutto il meglio del movimento operaio europeo, che in modo diverso abbiamo ritrovato nelle socialdemocrazie come in alcuni partiti comunisti.
Proprio per questo in questa capacità di ripensarsi, nella cpacità di rileggere la sua esperienzaglobalmente, anche tutto ciò che di buono ha prodotto il movimento comunista stesso potrà trovare un nuovo futuro.
Ciao

Cf 14 settembre 2011 - 12:50

devo onestamente ringraziare Alessio.
Nessun mio intervento avrebbe potuto esplicitare meglio ciò che intendo dire sui rischi impliciti nell’eccessiva semplificazione della prorpia posizione e del proprio emssaggio politico (che corre SEL) di quanto sia risucito involontariamente ad Alessio con i suoi ultimi interventi.

Alessio 14 settembre 2011 - 12:18

il prc e il pdc non hanno sbagliato quasi niente!!!!!!!!ma erano coerenti con la propria ideologia giustamente!!!!!e anche col programma dell’unione!!!!!!!!!sicuramente non potevano continuare a sostenere un governo che se ne fregava di quello che aveva promesso ed era tutto tranne che di sinistra………..quindi rifondazione è il meglio della sinistra italiana…………il pd o l’ulivo è la parte più centrista e schifosa della sinistra!quindi gli unici che hanno sbagliato sono stati il pd……….sicuramente io che adesso sono di sel non accetterò compromessi centristi…….e me ne frego di chi dice meglio il pd che berlusconi…no io voglio una sinistra fino in fondo!

Cf 14 settembre 2011 - 12:17

Con affetto posso solo consigliare a Fausto Tenti una maggiore cautela e misura nelle parole, specie se queste esprimono valutazioni etico-morali.

Rispetto le scelte di ciascuno, fausto Tenti è segretario (per quanto ricordo) della Federazione del PRc di Arezzo, mentre io – dopo l’ultimo congresso del PRC (congresso a cui ho partecipato in Umbria dove mi ero trasferito. Dunque non solo non c’erano state e non c’erano promesse nei miei confronti e comunque non certo nella realtà di partito che conosce Tenti, dato che a quella non ero più legato) – ho scelto invece di aderire al progetto di SEL.

Come mi sento affettuosamente di confrontarsi nel merito di ciò che affermo e non illazionando sull’onesta di chi le esprime.

Credo, invece, più proficuo invitare a riflettere sulle modalità di selezione dnell’affidamento di incarichi in aziende municipali pubbliche di settore (come quello dei trasporti locali, per fare un esempio), dove a mio modesto avviso si dovrebbe indicare un soggetto (vale ovviamente per tutti i partiti, a sinistra come a destra) sulla base di competenze e formazione attinente al settore (titoli e curriculum professionale) e non essere nominati semplicemente per appartenza politica.

Mi auguro che anche Fausto Tenti, a dispetto dei fatti e non delle illazioni, concordi almeno su questo con le mie posizioni.

Alessio 14 settembre 2011 - 12:11

cf non puo’ essere accettato quello che dici tu anzi te lo dico francamente e anche orgogliosamente noi siamo di sinistra radicale e veniamo orgogliosamente da rifondazione comunista (o almeno la maggiorparte)è quindi ne andiamo fieri del modo ideologico di fare politica e infatti….sel è il continuo di rifondazione……….è ovviamente intrassigente su tutto quindi le tue opinioni in un partito di sinistra radicale come il nostro sono assolutamente fuori luogo!!!!!!!

Alessio 14 settembre 2011 - 12:02

no caro cf non ci siamo per niente io sono ux di rifondazione è mi sento tutto ora comunista e vado orgoglioso della mia storia!!!!!!!è quindi voglio che sel sia simile per il più possibile a rifondazione comunista!

Fausto Tenti 14 settembre 2011 - 11:54

L’impressione è che l’ex Rifondarolo Claudio Fondelli ce l’abbia talmente tanto con il suo passato nel PRC…da far pensare che qualche dirigente non abbia mantenuto le promesse di sistemarlo – all’epoca – in qualche progetto politico legato a Rifondazione Comunista. Dispiace vedere – in un compagno intelligente e preparato – a quale livello possa portare l’astio ed il risentimento. Senza affetto.

Fausto Tenti da Arezzo/San Giovanni Valdarno

Cf 14 settembre 2011 - 11:30

Sono daccordo, essere di sinistra (in Italia ancor più che in altri paesi, stante la sua storia recente e la presenza all’interno del paese dell’organizzazione religiosa che al mondo ha maggior numero di fedeli) è motivo di orgoglio.
Sarebbe altrettanto supponente pensare che non lo si debba essere.
Ciò che a mio avviso è necessario non è tagliare i ponti tout-court con la propria provenienza (di cui essere fieri), ma con l’approccio politico degli ultimi 10/15 anni della sinsitra (PRC e PdCI). Approccio, che al di là delle prese di posizione formali, permea del tutto ancor oggi quelle formazioni politiche (adesso rinunite nella FED) e non può essere diversamente dato che fondano la loro stessa esistenza non sulla progettualità ma sull’identità fine a se stessa (o al più ad uno spazio di rappresentanza nelle istituzioni.
Mi riferisco in particolare alla tendenza alla semplificazione della realtà e dei problemi, al facile ricorso alla contrapposizione delle tematiche anzichè affrontarle nel merito. La profonda crisi socio-economica che attraversa il paese è figlia (per quanto riguarda la specifica gravità della nostra situazione rispetto a quella di altri paesi europei) in particolare della demagogia e dell’approccio populista dell’auuale premier e della sua maggioranza (che assomiglia più ad una corte che ad una coalizione politica) che si è affermato ed a governato a lungo negli ultimi 20 anni proprio grazie a questo modo mistificante di approcciarsi (vedi contratto con gli italiani, gli slogan sul non mettere le mani nelle tasche, i predellini vari etc.), restandone a sua volta prigioniero perchè poi – quando si è trattato di fare scelte difficili – questa maggioranza e questo premier si sono sempre sottratti (come nel caso del balletto della manovra) – perchè prigionieri del loro stesso trucco (perchè se si vende fumo, poi non si può – a metà strada – cambiare le caret in tavola senza pagare un prezzo altissimo in termini di consneso). Il rischio che vedo nella sinistra, anche in SEL, è di cadere nello stesso errore di semplificare la propria proposta politica, di puntare sulla contrapposizione a prescindere dal merito delle singole questioni (come in un gioco speculare destra VS sinistra), nella convinzione così di riuscire rapidamente a raggiungere il consenso che merita. Non capendo che invece così rischia solo di diventare prigioniera di se stessa e di creare in poco tempo una reazione uguale e contraria (in termini di disaffezione) pari alle speranza che oggi suscita. Perchè la contemporaneità è permeata dalla complessità e non è possibile governare la società semplificando (e riducendo) tutto a buono o cattivo, bene o male. E se la sfida che vogliamo accettare è quella di governare (per cambiare) il paese allora dobbiamo innanzitutto accettare la sfida della complessità che ci obbliga sempre ad entrare nel merito puntuale di ogni questione senza ridurla ad una semplice caricatura. Noi si può semplicemente essere a favore o contro la riduzione della spesa pubblica ma si deve nel merito contestualizzare ciò che in questo momento è necessario in rapporto al contesto in cui viviamo (nella fattispecie della insostenibilità del nostro debito pubblico) e scegliere di agire su tutti gli ambiti (riduzione della spesa, come contrasto all’evasione) valutando singolo aspetto per singolo aspetto (ci sono investimenti e spesa pubblica di determinati settori da potenziare e c’è una spesa pubblica da razionalizzare) e non riducendo tutto alla pantomina toccare la spesa pubblica è di destra e la lotta all’evasione di sinistra. Servono entrambi e ciò che distingue una politica progressista (di sinistra) da una liberista (di destra) non è tanto quale azioni intraprende ma come e con quali fini.

Stefano Dall'agata 14 settembre 2011 - 11:28

@CF
Un conto è scomunicare, dote che ti sei portato dietro dal tuo passato (è più facile cambiare ideologia che comportamento), un conto è farsi prendere in giro da chi non ha più alcuna credibilità visti i salti della quaglia praticati.

Edoardotrotta 14 settembre 2011 - 10:09

Il dibattito continua.
Mi sembra che chi indica nella “rottura” del rapporto con la “tradizione” “comunista” senza indicare “DOVE VOGLIAMO ANDARE” una comoda scorciatoia per “BUTTARE IL BAMBINO CON L’ACQUA SPORCA”.
In questi giorni ho letto di tutto nel nostro sito persino commenti di persone che sostenevano che la “manovra” segue un giusto percorso.
Che LE MANOVRE portino sulla strada della GRECIA nperchè deprimono il mercato è logico.
Invito amic* e compagn* a leggere gli articoli sul nostro sito.
Mi sembra che la “SINISTRA”, e specialmente SEL, in Italia abbiano fatto bene i conti con il passato. Continuare a cospargersi il capo di CENERE è inutile e un po’ masochista.
Quanto al TONO di supponenza è vero ma noi INDICHIAMO una strada, l’unica percorribile, e queste destre, per non TOCCARE gli interessi di chi DEPREDA l’ITALIA (Frequenze, autostrade, ricerca di logiche di MONOPOLIO sostenute da Politiche amiche ecc.).
Concludendo un po’ di ORGOGLIO ce lo MERITIAMO, la SINISTRA lotta per la Libertà, non è cedendo agli speculatori che si CREA una nuova Sinistra e le ROTTURE con le altre parti della SINISTRA (quella VERA, anche Mussolini veniva da Sinistra ma si è venduto) sono reversibili qualora si presentino possibilità di UNITA’ VERE e NON SCLEROTICHE e percorsi da fare insieme.

Cf 14 settembre 2011 - 09:33

Uno sforzo spero invece lo faccia finalmente SEL e trovi il coraggio di tagliare definitivamente il cordone ombelicale che ancora la lega all’approccio ed alla mentalità di far politica – fallimentare – dell’ultima Rifondazione Comunista. E’ evidente che è questa la strada che SEL ha tracciato per se, come è evidente che è questo il percorso politico che Vendola ha intrapreso, semplicemente è ancora titubande in mezzo al guado. La paura che si alzi eccessivamente il livello di conflittualità interno alla classe dirigente di SEL e quella di non essere seguiti dalla parte più storica del proprio elettorato attivo (quella che li ha seguiti dal PRC) rallentano il processo di necessario rinnocamento della sinistra italiana. Rinnovamento che non è la dismissione delle proprie idee e principi (oggi ancor più validi di ieri) ma l’abbandono definitivo, finanche il rigetto, dell’assolutismo supponente delle proprie posizioni, dell’arrogante presunzione di autosufficienza e dell’offensiva convinzione di superiorità etica e morale rispetto a chi ci circonda. Un ritardo ed un tentennamento, come la tentazione di rinfrancarsi di tanto in tanto su strade (modalità di fare politica) conosciute, forse assicurerà oggi un passaggio meno traumatico all’interno della classe dirigente, come una minore dispersione di quella parte di consenso (sempre più ridotto) non riflessimo ma emozionale, ma impedisce di essere finalmente riconosciti per ciò che SEL vorrebbe (e sicuramente dovrebbe) essere. I tanti rancori, le inventive continue, le asserzioni assolute senza se e senza ma nei tanti (davvero troppi) commenti su questo sito ne sono al tempo stesso testimonianza e campanello d’allarme che non può e non deve essere ignorato.

p.s. @ Liso e D’Agata. Se non si condividono le posizioni espresse da qualcuno, le si confutino argomentando. Le scomuniche sono una pratica che dovremmo aver abbandonato da tempo e che non fa onore a nessuno di noi.

Felice Di Giandomenico 14 settembre 2011 - 07:40

Ragazzi, parliamoci chiaro. Le titubanze di molti di noi ad affiancarsi al PD sono più che comprensibili. Come si fa a costruire qualcosa di solido e credibile con un partito dalle mille anime, internamente logorato da conflitti di varia natura, dove non si trova un accordo su nulla, dove un importante esponente flirta col Vaticano ostentando la sua nomina a non si capisce cosa e condannando le unioni gay, dove un Bersani elude l’invito di Di Pietro alla riunione dell’IDV a Vasto, dove c’è un coacervo di ex socialisti, ex democristiani, ex comunisti per niente in linea tra loro, dove ci sono sempre i nì e mai un si o un no convinti.
Cosa si può costruire di serio e credibile con un gente così? D’accordo le strategie politiche, d’accordo in parte anche sul tanto acclamato riformismo, ma anche nei compromessi ci sono dei limiti. Non dimentichiamo che in alcuni sondaggi – mi riferisco in particolare a quelli del TG La 7 – il popolo dei delusi dalla politica, degli astensionisti e delle schede bianche è in forte aumento, circa il 30%. Non è poco e mi chiedo se, una sinistra veramente solida, più convinta e matura, non potrebbe arrivare ad attingere – in futuro – una buona manciata di voti proprio da questo bacino.
Intanto Berlusconi continua a far fare figure barbine all’Italia, le opposizioni sbraitano ma non concludono niente. Tutta l’Europa ormai ha capito bene con chi a che fare, considerando B un buffone per niente affidabile. Il New York Times lo considera addirittura una seria minaccia alla stabilità finanziaria europea. Quanto possiamo tirare avanti ancora un questo modo? Adesso anche la Lega voterà compatta per salvare Milanese e l’opposizione che farà? Continuerà a dire “Berlusconi a casa?”. Ma poi in concreto cosa farà? Lo vedremo nei prossimi giorni ma, onestamente, allo stato attuale non vedo niente di buono e costruttivo da nessuna parte.

Johannes 14 settembre 2011 - 02:22

e perche senza il pd non si dovrebbe andare da nessuna parte? il pd è un partito ormai dichiaratamente centrista e opportunista come u.d.c. di casini! strizza l occhio alla chiesa che continua a imporci una evangelizzazione forzata è favorevole alla guerra dei potenti e se ne frega dei lavoratori! qui non si tratta di fare il radical chic o l estremista per rimanere minoritario ma bisogna fare i conti con la realtà! è stato difficile e distruttivo con i ds negli anni passati che ancora si chiamavano di sinistra figuriamoci con loro che sono un evoluzione più destra!

Stefano Dall'agata 14 settembre 2011 - 01:18

@CF
Cambiar bandiera ad ogni stormir di vento è invece segno di maturità? O forse di ricerca di un posto al sole?
Da Komunista pentito quale sei perché non lasci le tue dotte argomentazioni al tuo sito e non cerchi di trasformarti in un blogger di successo?

Mario Liso 14 settembre 2011 - 00:52

@cf già il fatto che usi abbindantmente le parentesi, c fa capire che no sei d’accordo con quello che dici. perchè hai un bisogno costante di spiegarlo. fai uno sforzo. dicci chiaramente che sei di destra e la finiamo qua. forse ti senti di sinistra, ma fra parentesi.

Cf 13 settembre 2011 - 18:30

Riporto un passaggio di un mio precedente intervento sul tema dei tagli “in materia di contenimento della spesa pubblica, è evidente che i tagli devono essere selettivi e non linerari, diversi da settore a settore, tutelando sanità, pensioni e cultura/istruzione”….non mi sembra affatto di sostenere una posizione liberista o di essere in sintonia con l’attuale governo del paese. Sinceramente trovo invece scadente che si identifiche tout-court la spesa pubblica con l’erogazione dei servizi (cito: “la spesa pubblica cioè sanità pensioni sicurezza e così via”) senza capacità di distinguere nel merito. Se parliamo di spese per attrezzature specialistiche, materiale didattico, personale specializzato (insegnanti, medici, infermieri, etc.) la spesa attualmente sostenuta è inadeguata dato che questi ambiti dovrebbero essere potenziati. Se invece parliamo della componente amministartiva (numero di addetti non specializzati destinati a mere funzioni gestionali) allora le cose cambiano, come cambiano se ragioniamo in termini di strutture, sedi, etc., spesso ridondanti ed inutili. Per fare un esempio aprire un distaccamento ministeriale a Monza (ma varrebbe per qualsiasi altra localizzazione periferica) è uno spreco. Sono certo che su questo saremo daccordo. Ebbene questa è spesa pubblica e deve essere ridotta. Questo tipo di spesa (ma non bisogna solo guardare alla trave della pagliacciata – che costa comunque diverse decine di migliaia di euro l’anno – delle sedi distaccate volute dalla lega ma da tutti i milioni di pagliuzze sparse sulla nostra penisola, decine e decine – centinaia – di enti inutili che non erogano alcun servizio e stipendiano solo del personale per non produrre alcun risultato utile) la spesa improduttiva. Perchè per recuperare risorse da investire (nella riduzione del debito e per rilanciare l’economia) non è possibile aumentare ulteriormente le tasse (come indirettamente fà questa finanziaria con l’iva che comunque ricade sui contribuenti) con il rischio reale di ulteriore contrazione dei consumi, come non è possibile aumentare il debito (perchè i nostri titioli di stato già fanno fatica ad essere acquistati, anzi senza l’aiuto transitorio della BCE avremmo già avuto difficoltà a rifinanziare il debito con nuovi titoli). inoltre paradossalmente, ma comprenderlo richiede fare un pò di sfrozo logico, proprio la dispersone della spesa pubblica toglie risorse proprio ai settori socialmente delicati come sanità, istruzione e pensioni. Perchè se le entrate dello stato sono 100 (intendendo per 100 il suo ammontare complessivo) e 40 viene disperso in spese improduttive (e la proporzione non è campata in aria rispetto al rapporto spesa/servizi erogati dallo stato) il risultato è che per i settori dove davvero serve investire le risorse non sono sufficienti. Ciò che io stò sostenendo NON è che si deve tagliare sulle spese per i servizi socio-sanitari o per l’istruzione (anche se la spesa complessiva di questi comparti deve essere razionalizzata per potenziare i servizi stessi anzichè essere dispersa per tenere aperte sedi o cariche dirigenziali o personale amministrativo non necessario. Perchè bisogna non aver vissuto in Italia per non sapere che una parte del personale amministrativo e di servizio della PA è stato assunto – così come sono state create diverse sedi decentrate – non per necessità ma per interesse elettorale) ma che è sbagliato (e del rsto impossibile a meno di non uscire dall’euro, ma in quel caso davvero sarebbe un disastro) indebitarci ulteriormente per sostenerla. Ciò che cerco di far capire è che siamo davanti ad un passaggio stretto che ci obbliga – tutto assieme e contro la nostra volontà (preferiremmo fare in modo diverso se fosse possibile) – a fare i conti con il malcostume italiano degli ultimi 40 anni (o per contraddirmi adesso si arriva a sostenere la giustezza ed a tessere gli elogi dei governi DC-PSI, che – guarda caso proprio loro – hanno fatto crescere la spesa pubblica ai livelli mostruosi di oggi, il centrodestra attuale ha la colpa di non avre fatto nulla per contrastare la crescita esponenziale degli interessi passivi compositi, ma l’origine del disatro attuale dei conti pubblici italiani parte dagli anni ’60 ed arriva ai primi ’90) e che è controproducente nascondere questa realtà dando l’illusione che sia possibile fare diversamente, perchè non è così.

Piero 13 settembre 2011 - 17:46

CF E’ possibile sapere chi sei o ti vergogni a dirlo.
Le cose che tu dici le ho ascoltate uguali identiche da Sacconi
tempo fa in un dibattito televisivo.

Invito i compagni a continuare il dibattito con chi vuol discutere seriamente,anche su posizioni diverse e diciamo con
Dante:non ti curar di………Questi sono sul blog per far perdere tempo.Rispondergli vuol dire tenere arretrato il dibattito e credo sia proprio quello che vogliono.
Scarselli Piero Firenze

Mario Liso 13 settembre 2011 - 17:29

@ CF (ma non hai nenahce un nome e cognome?). ma certo che bisogna tagliare. le spese militari, le indennità dei politici, le megaopere inutili, i megastipendi dei manager, l’evasione fiscale, il costo della criminalità, la mafia, gli enti inutili. ma tu parli di tagliare pensioni, sanità, scuola. queste sono le stesse idee di tremonti, sacconi, brunetta. perchè vieni su questo sito a scriverle. ci sono politici che la pensano comne te. raggiungili e fatti apprezzare da loro.

Alessio 13 settembre 2011 - 17:27

la spesa pubblica cioè sanità pensioni sicurezza e così via non la ridurremo………ma solo i costi della politica le grandi opere,ridurremo le spese militari ecc…………e non permetteremo privatizzazioni mi dispiace caro cf ma quello che dici tu è totalmente l’opposto del programma di sinistra ecologia libertà…………anzi penso che le tue idee sia classicabili di centro-destra……..e poi ti chiedi cos’è lka destra e cos’è la sinistra…………bene noi siamo di sinistra sul serio e non centristi mi dispiace……..se ero d’accordo con le tue proposte andavo nel pd o forse nel pdl!!!!!!sei totalmente incompatibile con la sinistra………se uno è un partito deve condividere gli ideali e programmi ma se la pensi diversamente su queste cose tu non sei di sinistra vattene nel pd…….io sono per la destra e la sinistra tradizionale odio il moderno neocentrismo!!!!!!

Cf 13 settembre 2011 - 16:53

Mi rendo conto che è difficile un confronto di merito, che è difficile sfuggire al fraintendimento.
Al punto che uno dei paradossi di questa discussione è di essere accumunato alle posizioni di Micaloni che invece stavo confutando (avevo citato una parte del suo ragionamento condividendo l’analisi ma non certo cià che a suo avviso ne dovrebbe conseguire).
Come francamente trovo piuttosto deludente che si inviti qualcuno a non partecipare perchè non si condividono (sempre che si abbia almeno avuto la pazienza di leggere per intero e non una riga su quattro) le sue posizioni su come si conseguono degli obbiettivi comuni e non perchè esistano divergenze di principio. Del resto – per chi ha la pazienza di leggere – non sostengo affatto che sia giusta la situazione in cui ci troviamo o tessa l’elogio dei furbi (anche perchè io non lo sono e non vorrei esserlo. Pago di tasse/contributi statali circa il 45% del mio reddito lordo, per quanto superiore a quello di un impiegato di concetto, oltre a sostenere le spese per lo svolgimento della mia attività professionale ed i rischi ad essa connessi, dichiarando al fisco tutte le mie entrate, del resto facilmente monitorabili perchè tutte tracciabili ed accreditate su conto bancario dedicato alla professione) o non desideri vivere in una società più giusta. Semplicemente non mi accontento di desiderare di vivere in una società più giusta ma voglio che questa, anche se per gradi si concretizzi. Ed unico modo per farlo è misurarsi con la realtà, anche se non ci piace. Certamente occorre una tassazione più equa (a partire da una patrinmoniale sulla ricchezza), come occorre una più serrata ed efficace lotta all’evasione. Ma chiunque abbia un minimo di dimestichezza con lo stato dei conti pubblici italiani sà benissimo che la questione della riduzione della spesa non è eludibile. Sà benisimmo che il pareggio di bilancio è necessario (pareggio che si consegue non solo riducendo le spese ma anche aumentando le entrate per le azioni suddette) oltre che moralmente giusto. Del resto il pareggio di bilancio NON significa affatto che non si debbano avere debiti MA che le entrate devono coprire le spese correnti e gli interessi passivi dei debiti accesi (insomma esattamente ciò che ci si aspetta da ogni corretta gestione economica, senza contare che il pareggio di bilancio è vincolante già da decenni per tutti gli enti locali, regioni incluse. Eppure di questi enti apprezziamo l’ordine dei conti pubblici, anzi siamo i primi – come sinistra – a puntare l’indice verso i governi locali che si indebitano oltre misura, come è successo ad alcune amministrazioni di centrodestra). Putroppo siamo oggi in una condizione estremamente fragile, per il debito contratto non solo rischiamo il default ma non siamo in grado di fare alcuna politica redistributiva(ad esempio alleggerendo la pressione fiscale sul lavoro salariato o aumentare le spese deducibili per incentivare il ricorso alla fatturazione e ridurre le transazioni in nero) e tanto meno investire per innovare o rilanciare l’occupazione. Faccio un esempio specifico per meglio comprendere. Abbiamo scelto – giustamente – di non consentire il ricorso al nucleare per produrre energia. Abbiamo fatto benissimo visti i rischi connessi a questa forma di produzione energetica, am adesso occorre investire in energie alternative, in innovazione e ricerca in questo settore per ridurre la dipendenza energetica del paese. Per farlo occorre però investire risorse e non ne abbiamo e ciò comporta un ulteriore dipendenza che si riflette anche su altre decisioni. Perchè quando si dipende da altri (per l’energia come per il finanziamento del debito) poi si hanno meno possibilità di sottrarsi alle loro richieste anche quando non ci piacciono (come gli impegni militari a sostegno di azioni, guarda caso, promosse proprio dai paesi da cui più dipendiamo, Usa e Francia in primis). Per questo il riequilibrio dei conti è prioritario, sia per sottrarsi ai rischi reali della speculazione finanziaria (conseguente alla nostra incapacità ad assolvere ai debiti contratti) che per poter avviare politiche di rilancio (unica strada per promuovere una vera perequazione sociale) necessarie a scongiurare una ulteriore recessione economica. E per fare ciò non bastano leggi e buoni propositi sul contrasto all’evasione, come non bastano patrimoniali di sorta (anche se tutte queste cose occorrono e contribuiscono), ma si deve anche agire sul debito (in modo selettivo e non indiscriminato). Ma tutto questo l’ho già detto anche nei precedenti interventi, per chi ha avuto la pazienza di legegrli.

Piero 13 settembre 2011 - 16:42

Edoardotrotta hai ragione,quì ci scrivono tutti ed è giusto che sia così ma la mia indignazione deriva dal fatto che Berlusconi e il Governo hanno tutti i mezzi,Radio TV,stampa ecc.per far
sapere come la pensano.Ma che ce li dobbiamo trovare anche quì,sul nostro sito, mi sembra un po’troppo.Io non so chi siano CF e Micaloni.Non siamo però nemmeno troppo ingenui da
non capire che in giro ci sono anche dei furbastri.

Edoardotrotta 13 settembre 2011 - 16:22

Mi sembra che chiunque possa commentare TUTTO.
Quindi le posizioni dei DIBATTITI NON SONO QUELLE UFFICIALI.
S.E.L. ha espresso bene, negli articoli le PROPRIE posizioni.
Ricordo che MOLTI MILITANTI del PARTITO saranno IMPEGNATI nei PRESIDI della CGIL contro una manovra fortemente ingiusta.
Se poi qualcuno la pensa DIVERSAMENTE può esprimerlo MA RIPETO non è la posizione di SEL.
Io come militante di SEL e della CGIL sarò al PRESIDIO di GENOVSA contro la FINANZIARIA e com me molti compagn*.

Piero 13 settembre 2011 - 16:14

ANCORA A CF E MICALONI
Cosa ci fate su questo sito a rompere il cavolo.
Perche non andate a romperlo su qualche sito del PDL.
Red non mi censurare.Ho scritto cavolo.

Edoardotrotta 13 settembre 2011 - 16:11

La MIA PIATTAFORMA è quella della CGIL dove a PAGARE devono essere soprattutto le Classi DIRIGENTI.
Dire che è interesse degli strati medio bassi PAGARE e TACERE è una grossa mistificazione della realtà.
Le proprietà, che non hanno pagato l’ICI, si vedono eccome, come si vedono, volendo le RICCHEZZE.
Interventi come la RIDUZIONE dei COSTI della POLITICA possono avere una valenza di esempio ma AIUTEREBBERO.
Come aiuterebbe far pagare anche alla Chiesa le case date a prezzi amichevoli agli AMICI che fanno favori.
Quindi RIEQUILIBRARE una MANOVRA INIQUA è un dovere.
NON è VERO che siamo tutti nella stessa barca … Ribellarsi è GIUSTO e NECESSARIO.

Piero 13 settembre 2011 - 16:04

A CF E MICALONI
Ma cosa dite CF e Micaloni.Mettiamoci in testa che non si riduce……..L’altra sera c’erano da Gad Lerner
illustri ex banchieri,uno si chiamava Modiano ( non Lenin )che
dicevano necessaria una patrimoniale che con un piccolo sacrificio della fascia più ricca della popolazione avrebbe fruttato 120 miliardi di euro.E di misure come simili a queste
se ne potrebbero fare numerose altre.
Ma se di questo si rende conto la parte più avvertita ed intelligente della borghesia stessa,com’è che non lo capite voi.
Le vostre posizioni sarebbero scomode perfino el PD.Non dico altro senno Red mi censura.

Cf 13 settembre 2011 - 16:00

@ Stefano Dall’Agata
Come direbbe Gaber, ma cos’è la destra e cos’è la sinistra?
Non facile da dire con certezza ma posso azzardare che la demonizzazione dell’altro tout-court e non attraverso la discussione di merito non sia esattamente di sinistra.
Ma probabilmente neanche di destra ma solo segno di non maturità.

Cf 13 settembre 2011 - 15:54

@Luciano Chiodo
Credo al contrario che invece dovremmo domandarci perchè non dobbiamo dire anche a chi è precario, lavoratore salariato, pensionata/o o pensionanda/o la verità.
La verità oggettiva (il ragionamento poi sulle responsabilità e le cause che ci hanno portato a questa situazione è altro; occorrerà discutere e riflettere anche su ciò, ma non cambia la realtà) è che l’Italia è un paese che in questo momento NON è in grado – causa l’enorme debito pubblico contratto – di assicurare la sua solvibilità.
Semplificando enormemente l’Italia è come una famiglia che ha contratto prestiti (ipotecando i propri beni) che non è in grado di saldare ma senza i quali non è neanche in grado di vivere (perchè, per rimanere all’esempio, si ritroverebbe in mezzo ad una strada e senza mezzi) e cosa può fare quella famiglia se non ridurre la propria spesa nel tentativo di riuscire ad onorare i debiti? Certamente – come ho anche accennato rispondendo a Mario Liso – occorre contrastare l’evasione, occorre fare in modo che tutti contribuiscano al bene pubblico in rapporto progressivo alla loro ricchezza, ma innanzitutto occorre subito ridurre il debito e l’unico modo per farlo è ridurre la spesa pubblica (data la difficile congiuntura economica agire attraverso la leva fiscale, oltre che colpire quasi esclusivamente i lavoratori salariati, deprimerebbe ulteriormente i consumi con ricadute negative sulla produzione e, di riflesso, sull’occupazione). La conseguenza è che a portarsi il peso sulle spalle saranno soprattutto il ceto medio e medio-basso ma non può essere diversamente in questo momento. Non è giusto ma è così. Chi più ha da perdere è il ceto medio e medio-basso (che è quello che più soffrirebbe in caso di insolvenza e conseguente perdita di potere di acquisto dei salari) ed è dunque nel suo stesso interesse (anche del mio, visto – per evitare fraintendimenti – che faccio parte del cosidetto ceto medio che paga le tasse ed usufruisce dei servizi pubblici, a partire da quelli socio-sanitari) uscire il prima possibile da questa situazione di estrema fragilità del paese. In caso di default dell’Italia credete che avranno più problemi gli evasori con i soldi depositati all’estero, con tanti beni intestati a società fittizie o altro oppure i salariati ed i pensionati che con il loro stipendio/pensione non riuscirebebro più neanche a pagare le bollette delle utenze e ricorderebbero i giorni pre-default come un’età dell’oro. Certamente anche per i furbetti finirebbe la pacchia, ma il “grasso” accumulato gli consentirebbe di galleggiare ancora per un bel pò mentre tutti noi affondiamo. E sinceramente affondare per fare uno sgarbo ai furbetti non mi sembra la migliore delle soluzioni. Prima salviamoci, poi cambiamo registro e cominciamo a chiedere il saldo a chi ha fatto il furbo fino ad oggi. Ma prima occorre salvarsi e poi serve anche cambiare giuda al paese e serve sapersi muovere con cognizione di causa e nei tempi e giusti modi, perchè di buone intenzioni (e pessimi risultati) è lastricato l’inferno. Prima lo capiamo – e prima lo capisce la nostra dirigenza a partire da Vendola – e prima riusciremo a fare un passo avanti per uscire da queste sabbie mobili. Non è questo il tempo dei sogni ma quello di trattenere il respiro e fare tutti ulteriori sforzi e sacrifici. Essere di sinistra, veramente di sinistra, in questo momento non è giocare con i sentimenti, con i nervi scoperti di ciascuno di noi, non è raccogliere un facile applauso dicendo che noi abbiamo già dato e che adesso tocca agli altri (come se bastasse dirlo per rendere concreto questo giusto e sacrosanto principio) ma lavorare per restare tutti uniti consapevoli del pericolo che corriamo, assumendosi la responsabilità politica di trovare il modo di vincolare questo sforzo a precise garanzie di cambiamento (in senso perequativo). ed unico modo credibile per farlo è fare tutti (i leader politici del centrosinistra) un passo indietro per costruire una piattaforma programmatica unica e coerente con questi due obbiettivi imprescindibili (priorità del riequilibrio dei conti pubblici e riequilibrio sociale). La risposta non è, come sostiene (purtroppo) anche Vendola, di demonizzare il pareggio di bilancio (che è un importante parametro di buon governo e nel nostro caso una necessità per assicurare agli investitori la solvibilità del paese) ma di ancorarlo (legandoli programmaticamente) alla riduzione dei costi della politica ed ad una efficiente contrasto all’evasione (aumentando il livello di tracciabilità delle transazioni e permettendo la deducibilità delle spese. Cose possibili solo se prima si riduce il debito), come all’impegno di utilizzare le risorse liberate prioritariamente per ridurre la pressione fiscale ai ceti medi e medio-bassi (partendo da questi ultimi) e per investire in ricerca (entrambe necessarie per rilanciare l’occupazione e l’economia ma impossibili senza risorse economiche per farlo; risorse che non si ottengono come pensano troppi soloni della sinistra aumentando ulteriormente il debito perchè allora – per concreta probabilità di insolvenza – nessuno comprerebbe più i nostri titoli di stato e ci ritroveremmo in mutande nel giro di 48 ore o giù di li).

Stefano Dall'agata 13 settembre 2011 - 15:05

A CF e Micaloni:
CF, non eri aggregato alla destra PD in posizione pro tav, sei tornato a SEL?
Micaloni, sei lo stesso che sul sito della FED dice che ci si deve riunificare a sinistra? E pensi di farlo sulle basi programmatiche che scrivi qui?

Damiano Mencarelli 13 settembre 2011 - 14:44

Io vorrei saperer perchè il pd non vuole fare una manifestazione a roma insieme alla sel?? Cè bisogno di unità secondo me!!

Damiano Mencarelli 13 settembre 2011 - 14:42

Io penso che cè bisogno di unità per una nuova sinistra tutti insieme come per esempio la manifestazione del 1 ottobre che secondo me dovrebbe essere fatta con tutti i partiti di sinistra altrimenti che senso ha?????
Comunque vada sarò presente!!

Luciano Chiodo 13 settembre 2011 - 14:29

Per CF e Luca Micaloni, proviamo a sforzarci di fare questa discussione davanti a una platea di precari, lavoratori, pensionande e pensionati.
Come si fa a dire:”
Mettiamoci in testa che non si riduce il debito pubblico senza ridurre la spesa pubblica: sanità, pensioni, dismissione di beni dello Stato, privatizzazioni. Il tutto va accompagnato da riforme strutturali per la crescita, altrimenti sei da capo. Lo puoi fare con l’ascia (Pdl) o lavorare di cesello (Pd), ma sempre quello è, e colpisce i ceti medi e bassi.”
Ci si dimentica che l’Italia è il paese europeo con i più alti indici di evasione e elusione fiscale, corruzione, privilegi della politica, criminalità organizzata, con uno scarsissimo senso civico e di PAESE.
SEL è nata per fare scelte radicali, per rinnovare questo paese, per fermare il suo declino storico.
E’ ovvio che la politica delle alleanze è necessaria, ma A PARTIRE DA UNA PPOSIZIONE CHIARA E DI SINISTRA, che oggi si fa fatica a trovare in SEL.
Ripeto, SEMBRA che il problema del RINNOVAMENTO DELLA POLITICA per SEL è secondario, o, addirittura, fuorviante e demagogico. Se è così lo si dica con chiarezza, e non giriamoci intorno con ironia, come hanno fatto alcuni autorevoli dirigenti. Da parte mia sottolineo però che ciò significherebbe contraddire il Manifesto Fondativo di SEL e non rispondere al movimento che sta, legittimamente, attraversando il paese.

Luciano Chiodo 13 settembre 2011 - 13:27

Per CF e Luca Micaloni, proviamo a sforzarci di fare questa discussione davanti a una platea di precari, lavoratori, pensionande e pensionati.
Come si fa a dire:”
Mettiamoci in testa che non si riduce il debito pubblico senza ridurre la spesa pubblica: sanità, pensioni, dismissione di beni dello Stato, privatizzazioni. Il tutto va accompagnato da riforme strutturali per la crescita, altrimenti sei da capo. Lo puoi fare con l’ascia (Pdl) o lavorare di cesello (Pd), ma sempre quello è, e colpisce i ceti medi e bassi.”
Ci si dimentica che l’Italia è il paese europeo con i più alti indici di evasione e elusione fiscale, corruzione, privilegi della politica, criminalità organizzata, con uno scarsissimo senso civico e di PAESE.
SEL è nata per fare scelte radicali, per rinnovare questo paese, per fermare il suo declino storico.
E’ ovvio che la politica delle alleanze è necessaria, ma A PARTIRE DA UNA PPOSIZIONE CHIARA E DI SINISTRA, che oggi si fa fatica a trovare in SEL.
Ripeto, il problema del RINNOVAMENTO DELLA POLITICA per SEL è secondario, o, addirittura, fuorviante e demagogico. Se è così lo si dica con chiarezza, e non giriamoci intorno con ironia, come hanno fatto alcuni autorevoli dirigenti. Da parte mia sottolineo però che ciò significherebbe contraddire il Manifesto Fondativo di SEL e non rispondere al movimento che sta, legittimamente, attraversando il paese.

Cf 13 settembre 2011 - 13:06

@ Mario Liso.
Certamente occorre innanzitutto recuperare le risorse attualmente eluse al fisco. Occorre prioritariamente impostare un complesso di norme ed azioni che siano in grado di assicurare un maggior controllo fiscale e con esso, le entrate attualmente evase. Come, in materia di contenimento della spesa pubblcia, è evidente che i tagli devono essere selettivi e non linerari, diversi da settore a settore, tutelando sanità, pensioni e cultura/istruzione. Non ho affrontato questo tema nel precedente intervento non pechè secondario ma perchè ho cercato – sinteticamente – di richiamare l’attenzione sul principale pericolo che stiamo correndo (e che, sinceramente, temo neanche Vendola abbia ancora compreso in pieno): una fuga in avanti rispetto alla realtà (illudendoci che esistano formule che ci possano portare fuori da questo pantano senza sacrifici per tutti, anche da parte dei ceti più deboli) ed al desiderio legittimo di autosufficenza (che non è oggi all’orizzonte della sinistra in Italia). Con la conseguenza di risucire nel duplice danno di perdere una parte di coloro che ci guardano con attenzione prima di arivare alle elezioni (causa la mancanza di linearità e coerenza con la realtà delle nostre posizioni) ed una parte subito dopo (causa l’aver prospettato scenari a breve termine non concretizzabili), finendo così con l’indebolirci anzichè rinforzarci e crescere (e con noi i nostri obbiettivi); come se l’esperienza della sinistra in italia degli ultimi 15 anni non ci avesse insegnato nulla, proprio nulla (come molti intervenuti in questo post testimoniano con le loro posizioni).

Cf 13 settembre 2011 - 12:53

Dal punto di vista delle risorse naturali, facendo le rispettive proporzioni, l’Italia ha una situazione del tutto analoga a quella di Cuba. Così ci rendiamo un pò conto di cosa significherebbe per questo paese chiudere i rapporti commerciali con il mondo esterno nell’illusoria – e ridicola – pretesa di fare da se (come suggerisce più o meno direttamente chi pensa di poter trasformare l’Italia in uno stato socialista o ambisce a farlo). La “ricchezza” dell’Italia non stà nella disponibilità di materie prime (ne abbiamo davvero poche) ma nella capacità di trasformarle (manifattura) aumentando il loro valore grazie ad una maggiore capacità di innovazione (della produzione e/o del prodotto) rispetto a tanti altri paesi concorrenti, nella qualità della formazione (per quanto bistrattata) che si caratterizza per una maggiore interdisciplinarietà rispetto a quella offerta dal modello anglosassone (troppo specialistica) assicurando un buon posizionamento nel mercato dei servizi (con minori opportunità all’interno del paese, data la scarsa crescita produttiva, ma competitiva sul mercato mondiale) e nella sua straordinaria ricchezza culturale che attira in questo paese milioni di stranieri ogni anno. In poche parole la nostra – per quanto in declino (se non adeguatamente rilanciata ed innovata) – economia si sostiene quasi interamente grazie allo scambio con gli altri paesi (anche il mercato interno che per produrre beni acquista le materie prime necessarie da altri stati). Fuori da un rapporto economico stretto con questo mercato la nostra economia semplicemente non esisterebbe, come non esisterebbe l’organizzazione statale che la supporta (attraverso i servizi pubblici, le infrastrutture ed i servizi sociali che consentono ai cittadini di vivere in relativa salute ed in grado di lavorare) che si sostiene anche grazie al ricorso al finanziamento (anche se nel nostro specifico caso il livello di indebitamento è arrivato ad un livello tale da minare la stessa capacità di onorarlo, dunque minando la fiducia dei creditori stessi). Sarebbe ora di crescere un pò tutti e smettere di confondere gli obbiettivi (una società più equa e solidale) con i mezzi, convinti che aver letto due o tre pagine in croce di pensatori vissuti in un contesto socio-economico e storico completamente diverso da quello attuale sia sufficiente ad indicarci la strada da seguire; strada che ovviamente – secondo tale pensiero – non viene seguita solo per mancanza di coraggio. Certamente più di una responsabilità ricade sulle spalle del cinismo dei dirigenti di una parte di sinistra che per un briciolo di notorietà e qualche ruolo (meglio se remunerato a carico del contribuente italiano) sono pronti a sostenere anche che gli asini volano ma ciò non discolpa chi a queste frottole continua a credere. Purtroppo è vero che ad arrivare sull’orlo del baratro ha contribuito soprattutto la credulità verso l’attuale primo ministro ed i suoi accoliti; purtroppo spalleggiata e sostenuta da altrettanta credulità al suo opposto.

Mario Liso 13 settembre 2011 - 12:39

certo che i tagli sarebbero essenziali. ma solo dopo che hai assicurato che le entrate ci sono tutte. se trascuri questo e fai solo tagli, allora dai per inevitabile ed accettabile che si evada e tagli quello che resta in cassa. un ragionamento del genere lo trovo profondamente disonesto.

Cf 13 settembre 2011 - 12:20

L’unica analisi sensata rispetto alla situazione in cui ci troviamo (come paese) l’ha espressa Luca Micaloni, perfetta sintesi e cristallina chiarezza:
“Mettiamoci in testa che non si riduce il debito pubblico senza ridurre la spesa pubblica: sanità, pensioni, dismissione di beni dello Stato, privatizzazioni. Il tutto va accompagnato da riforme strutturali per la crescita, altrimenti sei da capo. Lo puoi fare con l’ascia (Pdl) o lavorare di cesello (Pd), ma sempre quello è, e colpisce i ceti medi e bassi”.
Diverso è il giudizio sulle possibili alternative, perchè non ne esistono. L’autarchia in un mondo globalizzato non è possibile, l’interdipendenza tra paesi è tale che nessun singolo stato può vivere senza relazionarsi con gli altri, senza scambi continui con l’esterno. Certo si può fallire, come sostiene Micaloni ma con conseguenze diverse da quelle da lui immaginate. Non l’avvio del socialismo ma la fine di ogni sostegno sociale esistente (per quanto largamente insufficiente), causa il crollo verticale del potere d’acquisto stante la nostra dipendenza strutturale (perchè sfugge il dettaglio insignificante che si può stampare tutta la moneta che vuoi ma il suo valore è proporzionale alla sua capacità di essere scambiata come controvalore sul mercato e che l’Italia da sola non ha mercato dato che non siamo neanche in grado di produrre l’energia necessaria, di produrre – neanche se lo volessimo pianificandolo pubblicamente dato che non abbiamo le materie prime per farlo – la maggioranza dei beni che quotidianamente utilizziamo, neanche di soddisfare il nostro fabbisogno alimentare, dato che l’estensione delle aree agricole del paese non consente – da sola – di soddisfare il fabbisogno dell’attuale popolazione italiana). Se dovessimo arrivare alla bancarotta non finirebbe il mondo ma l’Italia si ritroverebbe esattamente come l’Argentina, nè più, nè meno (altro che socialismo in terra). Posso solo caldamente consigliari di informarvi meglio in proposito o meglio – se potete – vedere di persona qual’è la situazione odierna di quel paese, aiuterebbe a dire meno sciocchezze. Dunque – su questo concordo con Luca Michaloni – le alternative sono solo due o continuare così o misurarsi con il “cesello” assieme al PD. Per altre possibilità siamo in ritardo di 20 anni, questo paese avrebbe dovuto pensarci prima e – per inciso – anche la sinistra ha le sue belle colpe.

Luciano 13 settembre 2011 - 09:57

Commento off topic. Per correttezza ricordiamo, per l’ennesima volta, di condividere le regole che valgono per tutti, cioè non scrivere in maiuscolo (perché le parole hanno lo stesso significato), e attenersi all’argomento dell’articolo.

Piero 13 settembre 2011 - 03:34

Renzini.Il PD vota regolarmente le missioni militari(leggi guerre)e tu parli di riduzione di spese militari.
Il PD è in gran parte con Marchionne e contro la FIOM.
Il PD,Bersani in testa,non ci darà nulla perchè non ha nulla da dare.Noi dobbiamo ricostruire la sinistra,una sinistra vincente,
alternativa al liberismo di cui il PD è totalmente impregnato.
Se dobbiamo andare al governo per fare la politica di Berlusconi,olgettine escluse,per noi sarà un suicidio.
Nessuno può dire che facendo in altro modo si vince.
Si può anche perdere,ma si può perdere rimanendo in piedi.
Chiunque vinca dovrà poi governare e vorrò vedere come fa se un
vasto movimento rimane in piedi.Se saremo distrutti sarà la fine.
Se andiamo con il PD (intendo con i vari Bersani,Veltroni,Letta,
Fioroni,Dalema ecc.) avrei paura perfino di vincere,ma di vincere cosa.
Dobbiamo invece chiamare a raccolta tutti ma veramente tutti
coloro, e sono tanti,che sono interessati al cambiamento,ma quello vero,non quello finto.
Stiamo vivendo momenti terribili,non di tran tran, ed in questi
momenti storici le forze subiscono spostamenti,trascinamenti rilevanti che dipendono molto dalla credibilità delle proposte che si fanno.Guai a vedere ed interpretare una situazione statica e diventare ostaggio dei sondaggi.
Dobbiamo anche guardare lontano e soprattutto ricostruire una sinistra europea che sia in grado di rompere con il liberismo.
Possiamo anche tentare di vincere.Nell’altro modo non potremo che fare quello che ci dice di fare questa Europa di destra
come fanno Papandreu,Zapatero e tutti gli altri ed allora avremo perso senza neppure combattere.L’Italia è sulla strada del default e qualcuno dice che è messa anche peggio della Grecia.Ma vogliamo davvero andare al governo per intraprendere
quella strada al fondo della quale c’è la disoccupazione e l’impoverimento i massa.
Io non ho certezze,so che la strada è lunga e tormentata e che
dobbiamo anche guardare lontano e dobbiamo pensare anche che se cerchiamo di andare al governo,di andarci solo se siamo sicuri di determinare una svolta, senno è meglio starne fuori piuttosto che esserne sbalzati dopo tre giorni e cessare di esistere.

Dobbiamo avere lo sguardo lungo

Luca Micaloni 13 settembre 2011 - 00:51

@ Mario Liso

programma un po’ più strutturale, quasi quasi convergo (senza ironia).
Che ne dice il pd?

Luca Micaloni 13 settembre 2011 - 00:48

@Renzini

Bella aggressione al debito pubblico! Ne deriverebbero una decina di miliardi di euro a essere larghi, briciole. Giuste, ma briciole. Mettiamoci in testa che non si riduce il debito pubblico senza ridurre la spesa pubblica: sanità, pensioni, dismissione di beni dello Stato, privatizzazioni. Il tutto va accompagnato da riforme strutturali per la crescita, altrimenti sei da capo. Lo puoi fare con l’ascia (Pdl) o lavorare di cesello (Pd), ma sempre quello è, e colpisce i ceti medi e bassi.
In alternativa si può dichiarare bancarotta, il debito non lo paghiamo se non ai piccoli e medi risparmiatori, gli altri si arrangino pure. Poi nazionalizziamo le grandi imprese e federiamo le piccole, passiamo a un’economia strettamente pianificata. Battiamo moneta, aumentiamo i salari, etc…
Insomma il socialismo. Ci state?

Mario Liso 13 settembre 2011 - 00:44

L’ULTIMO COMMENTO E’ UN LAVORO COMBINATO CON GUIDO ALLEGREZZA.

Mario Liso 13 settembre 2011 - 00:43

POTREI AGGIUNGERE DUE COSETTE A QUANTO DICE MARCO RENZIONI?

1. Misure relative alle entrate
1.Tassazione sulle transazioni finanziarie (Robin Tax), proporzionale al numero di transazioni effettutate su uno stesso titolo, al numero e al valore dei titoli scambiati.
2.Tassazione delle rendite finanziarie e delle plusvalenze
3.Tassazione del reddito proveniente dall’esercizio della libera prostituzione (preciso: sia maschile, sia femminile)
4.Monopolio di Stato sulle droghe leggere (cannabis, marijuana, ecc.), con conseguente tassazione
5.Tassazione per accertamento condizionato del reddito degli immobili per i quali non risultano registrati contratti di locazione o sono di valore basso. L’operazione comporta l’aumento delle rendite catastali fino al 120% del valore del canone sul libero mercato e conseguente accertamento al contribuente. Parallelamente, il locatario ha diritto alla detrazione integrale del canone di locazione registrato
6.Manovra di emersione forzata dei lavori dipendenti con secondo lavoro in nero, effettuata con accertamenti condizionati per chi, figurando come lavoratore dipendente ha un reddito inferiore al suo tenore di vita (utenze, movimentazioni del conto corrente, ecc.). Per chi non lo sapesse, 1/3 dei lavori dipendenti ha un secondo lavoro in nero.
7.Riduzione del deficit del Servizio Sanitario Nazionale, attraverso l’operatività h24 e 7×7 di tutti gli impianti ed i servizi diagnostici delle strutture pubbliche. L’esercizio fuori orario sarà affidato a cooperative defiscalizzate di tecnici disoccupati del settore, se necessario provenienti dall’estero.
8.Istituzione dell’anagrafe dei patrimoni privati e tassazione patrimoniale per quelli che superano i 500.000 euro
9.Introduzione della tassa sul lusso, da intendersi o come aliquota iva maggiorata su certi beni o come addizionale di imposta diretta sul reddito dei soggetti privati possessori di oggetti di lusso (cos’è di lusso lo determina periodicamente un provvedimento discusso in commissione bilancio alla camera e al senato, non il ministero)
10.Introduzione di un super bollo sul possesso di beni mobili registrati di lusso (macchinoni, yacth, barconi, elicotteri ed aerei privati, terze case)
11.Eliminazione delle esenzioni fiscali e delle agevolazioni indirette per i redditi degli enti religiosi.
12.Razionalizzazione dell’8×1.000 e riduzione dell’aliquota al 5.
13.Contributo di solidarietà triennale a carico dei soggetti investitori istituzionali (banche, assicurazioni, ecc.)

2. Misure relative alla spesa pubblica
1.Taglio del 50% del bilancio per la difesa
2.Avvio del ritiro dalle missioni militari internazionali
3.Scioglimento delle Province e delle istituzioni ed enti territoriali provinciali
4.Accorpamento amministrativo dei Comuni. Pur manentenendo la loro denominazione, i comuni sotto i 5.000 abitanti saranno governati da una struttura sovra comunale di consistenza minima pari a 5.000 residenti (con unico Sindaco, unico consiglio sovracomunale e unica struttura amministrativa territoriale)
5.Scioglimento delle Comunità montane
6.Censimento ed immediata liquidazione degli Enti Pubblici di provata inutilità (attività non prioritarie), inefficacia (obiettivi non raggiunti) o inefficienza (sbilancio e indebitamento)
7.Normalizzazione della posizione contributiva e previdenziale di Deputati e Senatori (eliminazione dei vitalizi e delle indennità) e riduzione degli stipendi a 5.000 euro al mese.
8.Razionalizzazione delle spese di tutti gli Enti costituzionali (Camera, Senato, Presidenza della Repubblica, Corte Costituzionale, ecc.), con una riduzione minima almeno del 20% nel primo anno e di un ulteriore 30% nel secondo anno
9.Recupero delle inefficienze e degli aggravi di costo sugli appalti pubblici
10.Carta addio: dematerializzazione totale della Pubblica Amministrazione
11.Abbassamento del tetto per i pagamenti in contanti a 200 euro e successiva graduale eliminazione (entro 3 anni).
12.Stop delle opere pubbliche inutili (ponte sullo stretto, ecc.)
13.Revisione del Concordato fra Italia e Santa Sede per l’abbattimento degli oneri a carico dello Stato.
14.Revisione del sistema delle invalidità e contestuale verifica dei requisiti di accesso alla pensione di invalidità o ad altre forme di assistenza a carico dello Stato.

3. Misure di carattere ecologico e di tutela e sviluppo dei Beni Culturali
1.Biglietti di ingresso ai musei pubblici a costo triplicato, salvo per chi ha una carta di identità italiana
2.Tetti verdi: tutti gli edifici pubblici convertono le coperture attuali in coperture verdi (salvi i vincoli)
3.Fotovoltaico ed eolico: tutti gli spazi pubblici che possono, ospiteranno pannellature fotovoltaiche o impianti eolici (tetti, facciate, autostrade, strade statali, ecc.)
4.Risparmio sulla luce pubblica: passaggio all’illuminazione a led e spegnimento di una luce su due (le luci spente possono essere installate altrove, per illuminare zone non servite)
5.Agricoltura biologica: tutti i terreni di proprietà pubblica non coltivati o coltivati in modo tradizionale devono essere coltivati a biologico
6.Affidamento per gara della gestione e della promozione dei siti di interesse artistico, archeologico, culturale a cooperative di giovani residenti sul territorio, con possibiltà di consorzio e di interscambio. L’obiettivo dell’affidamento è la copertura dei costi di gestione con entrate generate o recuperate dalle cooperative affidatarie. Tutti i costi di investimento e di carattere straordinari saranno sostenuti dallo Stato
7.Incenitivazione all’utilizzo di imballaggi riciclabili, riutilizzabili e razionali mediante tassazione specifica e progresssiva sugli imballaggi stessi.

4. Misure per la redistribuzione e lo sviluppo dell’economia
1.Introduzione del principio di allineamento delle retribuzioni italiane alla media di quelle europee (con gli opportuni aggiustamenti in termini di medie ponderate e potere di acquisto locale), per sostenere la domanda interna e la crescita economica (del pil).
2.Potenziamento degli investimenti nei settori di punta della ricerca scientifica italiana
3.Tutti i servizi di natura pubblica o di sfruttamento/utilizzo dei beni comuni devono sono gestiti direttamente da soggetti pubblici
4.Incoraggiamento del risparmio e del consumo consapevole, mediante politiche di incentivazione fiscale
5.Richiamo in servizio dei baby pensionati (ex dipendenti pubblici) che non abbiano ancora raggiunto i minimi contributivi e di anzianità
6.Riforma fiscale per consentire la deducibilità delle spese correnti documentate, afferenti la vita quotidiana (alimentari, vestiario, acquisti). La deducibilità sarà progressivamente inferiore all’aumentare del reddito dichiarato (in sostanza chi guadagna di più, deduce di meno, a parità di spesa)
7.Incentivazione fiscale agli istituti di credito, previdenziali e finanziari che adottino i principi della finanza etica e del micro credito
8.Raddoppio delle pensioni minime.

Marco Renzini 12 settembre 2011 - 23:48

Eraldo, lo riscrivo, poi se non hai altro da fare continua comunque a frequentare anche questo libero blog, SEL è comunque ospitale, una stronzata, come viene viene, non si nega mai a nessuno…….

CHE COSA PROPONE SEL ?

Cosa propone SEL per aggredire il debito pubblico italiano ?
Tre interventi semplici e chiari che capiscono tutt@.
Lo ha ribadito oggi il suo portavoce nazionale Nichi Vendola
in una intervista al quotidiano L’Unità.
1) Una patrimoniale.
2) Una tassazione delle rendite finanziarie.
3) Un taglio secco alle spese militari

Mario Liso 12 settembre 2011 - 22:57

bersano non partecipaerà alla festa idv in programma a vasto con il dibattito a tre fra bersani, di pietro, vendola. ha paura di irritare l’udc. di pietro accetta la manifestazione unitaria proposta da vendola. bene, se stanno così le cose iniziamo con un’alleanza a due, sel idv e mettiamo il pd nell’angolo.

Marco Renzini 12 settembre 2011 - 22:50

Eraldo, si vede che sei stanco, riposati.
SEL propone tre cose tre semplici e chiare e tu non capisci.
Eraldo, si vede che sei stanco, riposati.

Luciano Chiodo 12 settembre 2011 - 22:31

Ma sui PRIVILEGI DELLA POLITICA SEL non dice niente? E’ sopportabile continuare a subire manovre finanziarie contro i soliti (PRECARI, LAVORATORI, PENSIONANDE, E PENSIONATI) da parte di chi gode di privilegi da MIGLIAIA DI EURO AL MESE?
Pensiamo di respingere questa manovra pesantemente classista senza affrontare la priorità dei privilegi della politica più alti d’Europa?
C’è bisogno di scomodare Enrico Berlinguer per avere da SEL uno scatto di DIGNITA POLITICA E DI ETICA PUBBLICA?
L’ASTENSIONE continua a salire, COSA SIGNIFICA PER SEL RINNOVARE LA POLITICA IN MODO RADICALE?
Va bene ridurre le spese militari, ma non usiamolo come espediente per coprire il nostro silenzio sui PRIVILEGI DELLA POLITICA.
Ho contribuito a fondare prima Sinistra Democratica poi SEL, non intendo rinunciare a questa battaglia o regalarla a Grillo.

Marco Renzini 12 settembre 2011 - 21:48

CHE COSA PROPONE SEL ?

Cosa propone SEL per aggredire il debito pubblico italiano ?
Tre interventi semplici e chiari che capiscono tutt@.
Lo ha ribadito oggi il suo portavoce nazionale Nichi Vendola
in una intervista al quotidiano L’Unità.
1) Una patrimoniale.
2) Una tassazione delle rendite finanziarie.
3) Un taglio secco alle spese militari.

Reggiano Scalzo 12 settembre 2011 - 19:59

Senza il PD non si va da nessuna parte e si fa vincere la destra. Ve li immaginate Alfano e Maroni che dopo il voto del 2013 fanno risorgere il PDL e la Lega una volta rottamati Umberto e Silvio? E poi, gran parte della base del PD condivide i valori di SEL. Non a caso Renzi è stato fischiato alla festa del PD a Firenze! Solo noi possiamo trascinarlo verso di noi, il PD intendo. Andare da soli con FDS? Non se ne parla. SEL è per un mercato fortemente regolamentato e sostenibile ben diverso da quello selvaggio di questa destra. Per l’intervento dello Stato ma non certo con il veterocomunismo delle nazionalizzazioni di tipo anni ’30 che Ferrero e Diliberto paventano ! E poi non dimentichiamo che una parte cospicua della classe dirigente di SEL proviene da Rifondazione ed è fuoriuscita per questo! Quindi ben venga la piazza unitaria. E ve lo dice uno che è uscito dal PD !

Felice Di Giandomenico 12 settembre 2011 - 19:55

Condivido pienamente le osservazioni di Marco Coghe. La base del PD sarà pure disorientata, come notano alcuni compagni, e può essere compresa ma la dirigenza lo è altrettanto? A me sembra che questa ostentazione di moderatismo non sta portando da nessuna parte. E’ chiaro che poi, alle varie feste dell’unità i capi vengano contestati, fischiati qualche volta anche insultati proprio dalla loro base.
Il PD attualmente è in completo stato confusionale e questa variabile non può essere saltata a piè pari la si deve contemplare per forza. Che opposizione concreta stanno attuando nei confronti di questo governo? Quali programmi stanno proponendo? Scendere in piazza va benissimo, protestare e far sentire tutto lo schifo che proviamo verso questi politicanti che pretendono di governare la nazione è sacrosanto. Ma quali sono, effettivamente, le basi per un programma autenticamente alternativo che riesca a convincere la gente che i politici non sono tutti uguali? Se il PD continuerà a strizzare l’occhio ai centristi una buona parte di coloro che sono fedeli ai valori della sinistra darà sicuramente forfait. Bersani sa solo dire “Berlusconi deve andare a casa” sono mesi, anni che ripete questa nenia. Ma cosa sta facendo lui e il suo partito per raggiungere il tanto agognato target? E poi si vede lontano un miglio che questo PD, D’Alema in testa, guarda con troppa aria di sussiego SEL forse perchè ancora scottato dalla batosta presa in Puglia con l’elezione di Nichi e presidente della Regione. Se non cambiano certi atteggiamenti e certe prese di posizione da parte di alcuni esponenti del PD sarà molto difficile convincere chi non ha nessuna intenzione di rinunciare a quei valori che sono le fondamenta di un serio e vissuto “sentire di sinistra”.

Marco Coghe 12 settembre 2011 - 19:18

Non mi piace questo continuo “elemosinare” attenzioni da parte del PD che è evidentemente attratto dal polo centrista.
Penso che SEL debba, con coraggio e determinazione, proporre alla gente, anche agli elettori del PD, un progetto politico di rifondazione e rinascita nazionale basato sui valori storici della sinistra italiana ed europea: lavoro-giovani-donne,scuola-università-ricerca,patrimonio storico-culturale e ambientale, anziani e disabili, disarmo.Un progetto politico che punti a sovvertire gli attuali equilibri basati sullo sfruttamento delle masse popolari asservite al profitto esasperato incarnato dalle banche, con l’introduzione di una patrimoniale che colpisca la rendita parassitaria e speculativa a vantaggio di una più equa ridistribuzione della ricchezza prodotta; un progetto che ridisegni gli ambiti e le specifiche del mondo del lavoro con l’abolizione del precariato e di ogni forma di sfruttamento perché valga il concetto che si lavora per vivere e non si vive per il lavoro.
Un progetto che ridisegni gli ambiti e le prerogative di uno Stato che sia veramente laico e che garantisca realmente, a ciascun cittadino, pari dignità, diritti e doveri. Un progetto politico che sia sganciato dalla sudditanza ideologica alla religione di stato che condiziona pesantemente la vita libera e democratica imponendo scelte fideistiche che mal si conciliano con un Paese moralmente evoluto quale l’Italia dovrebbe essere.

Tommaso Panigada 12 settembre 2011 - 19:10

vediamo un po’ cosa succede tra adesso ed il 1° ottobre.

Io mi aspetto parole chiare e passi conseguenti dall’organizzazione politica in cui milito, non credo che potremo sostenere una riedizione del gioco del cerino per molto tempo rispetto alla questione “quale alleanza” “quali contenuti” “chi la rappresenta in carne ed ossa”. Dovremo darci obbiettivi e strade per raggiungerli, praticabili ma sopratutto utili per il paese e chi paga i prezzi della crisi più pesanti, la questione del governo non ci spaventa e affrontarla significa assumerci il peso di molte contraddizioni… quella di governare con l’opus dei sono certo non la sosterremo mai.. quindi Bersani dovrà essere istruito che sulòla strada che intende perseguire non lo seguiranno in molti…noi compresi.

Alessio 12 settembre 2011 - 18:52

tutti in piazza?la solita pagliacciata!!!!!!!la politica si fa in parlamento mettetevelo in testa!!!!!!!!nessuna alleanza con l’udc ci tengo troppo ai miei ideali traccui una fortissima laicità dello stato e diritti civili!!!!!!!!il pd non si illuda io personalmente non rinucerò alle mie idee sottomettendomi al centrismo moderato del pd………..quindi si faccia un programma comune e poi deve essere rispettato!!!!!!!!e sopratutto il pd scelga o sel e idv o l’udc api

Doriano Simeoni 12 settembre 2011 - 18:14

Di patrimoniale e tassazione delle rendite finanziarie parlano anche PD e IDV, ma del taglio secco delle spese militari soltanto SEL ne parla e tanti italiani stufi di mantenere le missioni all’estero. Facciamolo questo esercito europeo e smettiamola di continuare a spendere miliardi di euro per mantenere tanti piccoli eserciti. Almeno l’Europa avrà una sola politica estera e militare, meglio se pacifista, cioè che aiuti a derimere le questioni e le tensioni nei paesi dove queste si manifestano. Sono daccordo nel trovare una data che vada bene a tutti i partiti del centrosinistra per una grande manifestazione popolare da dove far nascere il nuovo Ulivo, ma sul rincorrere l’UDC e i partitini moderati di centro, no! Ricordiamoci l’ultimo governo Prodi, dei Dini e dei Mastella, ma dove vogliamo andare con chi già pensa ed è deciso a ritornare al governo con il centrodestra dopo Berlusconi! Casini avrebbe voluto toccare di nuovo le pensioni, sono per le missioni militari all’estero, sono per il nucleare e per il finanziamento della scuola privata come la sanità, sono per la TAV e sempre contro i lavoratori, contro qualunque sciopero, loro sono per la politica fatta nelle segreterie dei partiti e nei palazzi della politica, il PD ha preso un grosso abbaglio e un governo di centrosinistra con il terzo polo durerebbe meno di quelli di Prodi.

Enrico Matacena 12 settembre 2011 - 18:06

Il PD può farci anche schifo, ma senza di esso non si vince contro berlusconi. Non possiamo mica aspettare di raggiungere come SEL il 51% per mandare a casa Berlusconi ? E poi nel PD ci sono forze di sinistra attualmente compresse e in difficoltà per la politica ambigua e moderata di quel partito. Invitarli all’azione unitaria è il modo migliore per fare emergere queste forze e aiutare una catarsi che con un lento e doloroso processo aiuti il PD a liberarsi di corrotti e opportunisti. Io stesso ero nei DS e uscii con Mussi. Già allora nei DS gente come veltroni faceva pasticci, ma la gran parte della base era gente di sinistra .

Andrea Lamella 12 settembre 2011 - 17:04

Ottima intervista. E’ giusto incalzare il Pd e proporre un nuovo centrosinistra. Avendo così una visione non minoritaria. Cone sinistre minoritarie e radicaleggianti abbiamo già dato e, negli ultimi venti anni, siamo stati sconfitti anche per questo minoritarismo velleitario.
Perciò è sbagliato, inutile ed irritante, da parte di alcuni, questo continuo appello al radicalismo e ad una sinistra plurale tutta alternativa al centrosinistra: una sinistra così minoritaria e meschina che non ha più niente da dire e da cui è bene stare molto lontani.
Ci vorrebbe, inoltre, un nuovo gruppo dirigente di Sel intorno a Nichi Vendola. Sia Sel, sia Vendola, sia coloro che vogliamo rappresentare hanno necessità di un corpo militante e di un gruppo dirigente solido e moderno, adeguato ai tempi, non volto a rientrare nel Palazzo ed alle proprie microcarriere. Anche di questo molti sono stufi.
Avanti, Vendola!

Luciano Zara 12 settembre 2011 - 17:02

Bisogna insistere per una manifestazione unitaria delle opposizioni presenti in Parlamento e non. Una manifestazione costruita insieme alle forze sociali, ai movimenti per farne un appuntamento del popolo di sinistra largo e diffuso.Rinunciare, noi e il PD, alle nostre date per raggiungere questo obiettivo sarebbe una prova di saggezza politica e di generosità verso il Paese.

Andrea F. 12 settembre 2011 - 15:46

Purtroppo il Pd insegue la destra: non mi illudo affatto che sia cambiato qualcosa solo perché Bersani l’altro giorno alla chiusura della festa del pd a Pesaro ha alzato la voce più del solito; il Pd, almeno nei suoi maggiori dirigenti(d’Alema, Letta, Fioroni,Veltroni e Bersani stesso) punta a rincorrere continuamente le forze centriste(centro-destra non berlusconiane), ritenendo SEL un semplice bacino di raccolta di voti da un elettorati che si considera di sinistra per poter dare l’impressione di essere anch’esso un partito di sinistra; detto ciò, non sono certo un sostenitore del minoritarismo, credo anche io nella funzione di SEL di forza di sinistra capace di governare, , ma il rischio(a mio modesto parere) è di finire ugualmente in un angolo in una eventuale coalizione col pd in cui poi quest’ultimo, per avere una maggioranza più larga possibile, apra(magari senza successo, come finora accaduto nonostante la ridicola testardaggine) a Udc e Api(forze del terzo polo forse più propense ad una prospettiva di dialogo col pd, rispetto ai loro colleghi di Fli).

Edoardotrotta 12 settembre 2011 - 14:41

A una parte della Sinistra piace fare quelli che hanno ragione ma non vogliono intervenire.
Cercare il Dialogo non vuol dire essere subalterni.
Anche per me la FIOM è una bussola sindacale. Questo non vuol dire che non si discute anche con la maggioranza CGIL se no andiamo tutti a bagno.
Credo che l’”estremismo” sia una malattia di chi VUOL RIMANERE MINORITARIO.
Credo però CHE VADA SALVATA LA RADICALITA’ di un pensiero FORTE.

Andrea Tomada 12 settembre 2011 - 13:11

@Johannes: perché dobbiamo risvegliare le coscienze sopite del centrosinistra. Perché buona parte dell’elettorato del PD si guarda attorno stranito e disorientato da chi prende le posizioni di Marchionne senza se e senza ma o sostiene che è la FIOM ad essere la prima responsabile della chiusura di tante fabbriche (parole di Matteo Renzi). Perché SEL e la parte più critica del PD sono separati da un’esile steccato, che deve essere rimosso per lavorare assieme alla ricostruzione della sinistra italiana. Con le posizioni splendidamente ed inutilmente minoritarie abbiamo già dato…

Alberto Ferrari 12 settembre 2011 - 13:03

Perchè il PD non è solo i suoi vertici, oggi un po’ confusi e spesso disomogenei. Il PD sono i tanti che votano un partito di cui non capiscono ancora le coordinate, ma che per la gran parte dei militanti e simpatizzanti è vissuto come un partito che rappresenta la culura e la storia della sinistra. Una sinistra di derivazione comunista, socialista , cattolica e liberale; ma oggi estremamente confusa. E’ a queto corpo confuso che SEL vuole guardare e parlare per dire loro di uscire all’aperto di guardare oltre l’Italia e le sue confusioni attuali che fanno del PD un partito che ha paura ad unirsi alla sinistra europea; di guardare all’Europa e al contributo che ad essa possono dare le culture di sinistra, anche quelle italiane. Non ci interessa un piccolo partito: ci interessa un grande movimento culturale di rinnovamento della storia politica italiana ed europea, perchè i tempi difficili attuali lo richiedono perchè non si può lasciare l’Italia e l’Europa in mano alla destra peggiore.

Claudio 12 settembre 2011 - 12:18

@Perché vogliamo vincere, e perché non siamo così stupidi da pensare che il 30% di italiani che votano pd siano come letta o d’alema. Inseguiamo il pd perché vogliamo provare a cambiare il paese e non semplicemente rientrare in parlamento. Nichi fa bene a chiedere una manifestazione unitaria. Io nel minoritarismo di un tempo non ci torno, piuttosto non voto più. Io voglio cambiare il paese, non fare il radical chic di sinistra. Bravo Nichi a incalzare il pd.

Johannes 12 settembre 2011 - 12:13

non capisco! perchè vendola continua ad inseguire il pd?

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