Vendola: “Primarie subito, poi le alleanze parlando anche con i cattolici”

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«Se è vero che sulle primarie sono caduti i veti, allora evitiamo di passare dal momento in cui si diceva che era prematuro discuterne a quello in cui saremmo già in ritardo se la situazione precipitasse. Organizziamo ora le primarie, subito. Perché più breve è il lasso di tempo che avremo a disposizione tanto più forte sarà il bisogno di immettere nel motore elementi propulsivi».

Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, leader di Sinistra ecologia e libertà, ha già lanciato la sua candidatura per la leadership del centrosinistra.

Primarie ora? Anche se non si sa se o quando ci saranno le elezioni?
«Le primarie non vanno vissute come una mossa sulla scacchiera del politicismo ma come l´apertura di un processo virtuoso. Scendano in campo personalità e progetti per l´Italia che vogliamo. Intorno a noi c´è uno scenario verminoso fatto di poteri inquinanti e inquinati che hanno riempito l´Italia di veleni, dossier, ricatti. Dobbiamo dire che c´è un´Italia migliore di questa».

In campo ci sono anche Bersani e Chiamparino.
«Sarà una competizione interessante. Oggi è vitale aprire un´interlocuzione con soggetti sociali larghi, fare quella grande operazione porta a porta di cui parla Bersani».

C´è già chi pensa a un ticket Vendola-Chiamparino.
«Chiamparino è un grande amministratore, la sua candidatura è un fatto positivo. Ma quando si attiva un processo democratico come questo, sai come si apre e non sai come si chiude. Vediamo cosa riusciamo a suscitare e cosa decide il popolo».

E le alleanze? Per Franceschini c´è quella “costituzionale”.
«Penso sia sbagliato costruire delimitazioni ideologiche di quello che può essere il campo di una coalizione alternativa alle destre. Per me la priorità assoluta è la costruzione del cantiere e questo si fa attraverso le primarie».

Ma arriverà anche il momento di ragionare sulle alleanze?
«Le alleanze vanno costruite con sapienza, con curiosità culturale. Sapendo che se il filo con cui vengono cucite è il trasformismo esse vivranno di una precarietà di fondo. Se invece il filo di una grande alleanza è quello della responsabilità nazionale e di una visione euromediterranea, una maggioranza può tenere».

E basta per tenere insieme Casini, il Pd, l´Idv, magari anche Fini?
«Io non ho paura di discutere con nessuno. Mi interessa dire che oggi ci sono 10 milioni di italiani, vecchi e bambini, che vivono a rischio di abbandono: sono soggetti fondamentali per l´idea di società che abbiamo? È possibile che su questi temi non si possa costruire una coalizione che innerva anche l´arcipelago cattolico? Partiamo dai guasti dell´Italia, parliamo con i soggetti sociali, con le famiglie, con le imprese, con gli insegnanti. Questo è il cantiere che ho in mente. Non ci impicchiamo all´albero dei pregiudizi».

Quindi qual è la sua ricetta di coalizione?
«Non dobbiamo chiamare mago Merlino che ci dia la pozione magica della coalizione vincente. So, invece, cosa non bisogna fare».

Cosa?
«Non bisogna replicare una coalizione in forma di assemblaggio di grandi e piccoli cespugli, ognuno proteso all´autopromozione. Così è finito il governo Prodi che pure era partito con una buona idea, quella fabbrica del programma che puntava a un´idea di futuro. Dobbiamo essere in grado di fornire una nuova narrazione. Solo così si batte Berlusconi».

Che però è ancora forte nel Paese.
«La forza di Berlusconi sta nella debolezza del centrosinistra. La critica a Berlusconi, come quella a Marchionne, è credibile se è critica a un modello di precarizzazione, di governo selvaggio delle risorse naturali. Se l´antiberlusconismo resta critica fenomenologica rimarrà staccato dalla vita vera. Il centrosinistra ha il dovere di vincere perché il Paese sta andando alla deriva. Ma lo farà solo se metterà in campo un´idea nuova di lavoro, di vita sociale, di rapporto con la natura».

Quando si andrà a votare?
«Per la prima volta Berlusconi è roso dal tarlo del dubbio che possa perdere. La sua storia e la sua psicologia indurrebbero a pensare, però, che non ce la farà a giocare di fioretto, avendo costruito se stesso come un bombardiere politico e mediatico».

Mauro Favale

Fonte: Repubblica

Ci sono 50 commenti per questo post
Giuseppina Sacco 2 settembre 2010 - 10:20

Il nuovo è alle porte. Credo che dobbiamo favorirlo e sostenerlo. C’è bisogno di ribaltare i vecchi schemi di fare politica …penso che Nichi abbia intrapreso la strada più consona all’attuale situazione politica. Il congresso di SeL di ottobre dovrà dare un valido contributo a questo processo di costruzione di una forza politica più unita intorno a valori e programmi che veramente incidano sulle sorti del nostro paese, e che siano in grado di destare consapevolezza nella gente.

Andrea Girotti 1 settembre 2010 - 13:57

ma con quale legge elettorale?? secondo me la migliore e’ come in germania e uk,prima si va a votare,poi si fanno le alleanze.in questo modo si risolverebbe il nodo del “voto utile” e di inciuci.

Fabio Roggiolani 30 agosto 2010 - 11:51

Le primarie sono l’unico modo per rompere le liturgie dei partiti.
Oggi specie nei piccoli partiti ma anche nei grandi si possono controllare le decisioni fondamentali lanciando vere e proprie opa di acquisto e così controllando si arriva anche a controllare il nuovo ulivo proposto da bersani.
Inoltre le nuove idee sono di sanguemisto, spesso uniscono intuizioni storiche di sinistra con cose provenienti da destra o dal centro, e queste idee sono così nella testa della gente comune che non si sogna neppure lontanamente di passare qualche serata in riunioni di alta politica nelle sedi nostre ma che se sollecitata a firmare, a votare alle primarie per scegliere programmi e candidature a ogni livello come d’incanto si rianima e partecipa.
fanno due o tre lavori per campare, la sera non hanno tempo se vogliono ancora vedere i figli e la famiglia ma la domenica una passeggiata al banchino la fanno volentieri.
Ecco sel dovrà essere questo un partito dove non si lancia nessuna opa permanente dato che regolarmente come avviene per la democrazia svizzera saranno i seggi aperti per sapere se accettare o meno questa o quell’altra idea e a dare un giudizio sulla capacità dei gruppi di rappresentanza.
Fa bene vendola a non escludere a priori il dialogo con nessuno ma gli scenari saranno quelli di tre coalizioni al voto come ormai avviene in ogni parte d’Europa.
Fabio Roggiolani

Emiliano 29 agosto 2010 - 20:03

Sono un iscritto a SEL ed, essendo residente in Puglia, ho votato Nichi con convinzione assoluta alle ultime regionali. Cio’ premesso leggo con stupore e disappunto la volonta’ di una accelerazione sulle primarie, QUANDO ANCORA NON SI SA SE CI SARANNO LE ELEZIONI ANTICIPATE. E se poi le elezioni non ci saranno? Terremo buono l’esito delle primarie quando si votera’ fra 3 anni a fine legislatura? Inoltre, da pugliese, non apprezzo una eventuale candidatura di Vendola a premier ad APPENA 6 MESI dall’elezione come Presidente della Regione Puglia. Ci siamo dimenticati tutti quanti le critiche che abbiamo rivolto a Michele Emiliano, che voleva candidarsi alle primarie come presidente regionale dopo essere stato confermato Sindaco di Bari pochi mesi prima? Infine ricordo che SEL sta per entrare in una fase delicatissima ed importantissima quale il congresso fondativo; ritengo che i militanti e i simpatizzanti (da Vendola a Fava, fino all’ultimo degli iscritti) debbano dare allo stato attuale priorita’ a questo importante appuntamento, invece di pensare ad organizzare primarie e campagne elettorali per delle elezioni che è tutto da vedere se si terranno a breve termine….

Ele 29 agosto 2010 - 10:01

Ma Sel come si atteggia nei confronti della proposta lanciata dai Radicali sul sistema Uninominale?!

Ele 29 agosto 2010 - 00:32

CURIOSITA’: Alla mostra del cinema di Venezia sara’ presente il film breve “Sposero’ Nichi Vendola”. Per info www sposeronichivendola it

Antonio Marano 28 agosto 2010 - 20:32

Immaginando uno scenario di sconfitta elettorale per l’attuale maggioranza (quale?) quale scenario si può immaginare per l’attuale opposizione ?. Certo la risposta può essere considerata difficile se si considerà un futuro governo usando le forze attualmente esistenti al parlamento , semplicissima se chi guiderà questa organizzazione tornerà ad avere legami con il popolo italiano facendolo partecipe di questa “lotta per il futuro”.”L’Ulivo” fu una prima fase di questo processo che ha avuto il merito di stare vicino agli italiani.

Serena Cernecca 27 agosto 2010 - 20:48

Concordo con chi sostiene che SEL non possa essere il fanalino di coda al traino di un centrosinistra autoreferenziale e monopolista. Questo però dipenderà solo da come SEL prima durante e dopo il congresso intenderà muoversi. Sono molte le aspettative che colgo nei cittadini politicamente orientati a sinistra verso il nuovo soggetto politico. Osservano con curiosità l’evolversi del movimento in partito, ne sono attratti molto spesso perchè rappresenta qualcosa di nuovo e in ultima analisi una speranza che i ciclopi in campo non sono più in grado di offrire. Credo che sia un occasione unica e sarebbe da folli non saperla sfruttare per dare concretamente la sensazione all’elettorato che davvero qualcosa sta cambiando. Certo si tratterà poi di mantenere gli impegni con coerenza. Quello che non sento, tuttavia, ancora a sufficienza leggendo i commenti e parlando con la gente, è l’entusiasmo e la passone che sono proprie di ogni rivoluzione anche di quelle democratiche. E’ come se tutti si volesse con irruenza interaprendere un cammino ma si ha il timore di quello che potrebbe esserci dietro la siepe. Questo non possiamo permettercelo. Qualunque cosa ci fosse sarà valsa la pena scoprirlo. La passione e l’entusiasmo sono necessarie perchè contagiose. Vendola ha detto che ogni cambiamento ha avuto un sogno ad ispirarlo; se quel sogno non sarà collettivo non riusciremo nell’intento. Se sapremo invece contaminare il paese con la speranza e la voglia di lottare allora SEL avrà intrapreso il cammino giusto. Altrimenti rischia di rimanere al palo.
Non si può avere paura di osare e di tentare la ricerca dell’alternativa. Diamoci un obiettivo e lì puntiamo lavorando ogni giorno per compiere un passo avanti. Quindi si alle primarie per i motivi che ho già scritto più sotto, si al sostegno di un leader che sappia osare e sorprendere ( e credo che nessuno al momento più di Vendola possa avere queste carrateristiche) si, a un programma d’impatto, realizzabile e fattibile e innovatore sotto il profilo dei contenuti e dei metodi. E poi c’è la squadra. Un leader non basta, se lasciato solo, e un programma non è sufficiente se non è portato avanti con caparbietà da persone complici (nel senso buono del termine) e combattive. Una volta strutturata nella maniera più moderna possibile SEL e una volta stabilite quali sono le priorità di progamma e i temi dai quali SEL non intende prescindere, allora si potrà iniziare a tessere alleanze a patto che vi sia, come ho già detto, comunanza di valori, unicità di obiettivi, e affidailità delle persone.
A quel punto sarà il caso di dire che chi c’è…. c’è, e chi riterrà invece, per presunzione e sindrome autoreferenziale di voler tracciare un cammino suo proprio, dovrà essere lasciato libero di andare per la sua strada e con tutta probabilità di ricommettere gli stessi errori del passato. Un conto è strategicamente con intelligenza e senso di responsabilità cercare di costruire un cantiere alternativo per la sinistra, un altro è caparbiamente correre dietro a chi a quel cantiere più o meno esplicitamente non vuole appartenere. Mi auguro che in tutti i leader del centro sinistra (da Bersani a Di Pietro e via via tutti gli altri) prevalga il buon senso e capiscano che quella del progetto unitario (ma paritario nel contempo)sia l’unica strada che può portare il paese verso la ripresa e la crescita. Se così però non dovesse essere SEL e tutti i partiti e i movimenti che sentono l’urgenza del rinnovamento e che hanno ancora un briciolo di senso di responsablitià non dovranno rendersi complici di azioni politiche e di atteggiamenti ecessivamente remissivi di cui poi potrebbero pentirsi. C’è bisogno di valori e di tutele in questo paese e spetta a noi che stiamo di fatto per nascere riconsegnarle a tutti coloro che ormai altrove (in altri partiti anche di centro sinistra) non possono più nemmeno elemosinarle.

Filippo Boatti 27 agosto 2010 - 17:53

Concordo pienamente con Eraldo, e decisamente non andrò a votare se passa l’ipotesi dell’accozzaglia.

Fabio 27 agosto 2010 - 15:36

Ho già votato Sinistra ecologia e libertà 3 volte.
Sono cattolico.
Non ci sto nel PD. IMPOSSIBILE. A Sinistra ecologia e libertà chiedo il coraggio di non diventare mai un bonsai:”solo noi puri e duri”. Di avere la forza della radicalità e il coraggio di una trasparenza incredibile nelle azioni.

Filippo Boatti 27 agosto 2010 - 14:29

(è riuscito a smuovere le acque, intendo)

Filippo Boatti 27 agosto 2010 - 14:28

Dipende da che primarie sono: se all’opzione sulla persona è associato un programma alternativo, o se invece si tratta solo di scegliere una persona piuttosto che un altra. Ma mi sembra evidente che si tratta della prima ipotesi. Vendola aveva in mente di smuovere le acque, ben sapendo che sarebbe stato difficile assai ottenere le primarie, e ci è riuscito… infatti Vendola, e se cresce SEL, sono le uniche due novità che danno veramente fastidio nel panorama politico. Vendola, pur con i suoi difetti, è l’unico dirigente della sinistra che ha la stima degli elettori… adesso dobbiamo fare in modo che stimino anche SEL come soggetto politico.

Alessandro 27 agosto 2010 - 14:20

Ma una volta la sinistra (e anche Vendola) non dicevano: prima il programma e votiamo il programma alle primarie? Adesso si dice: prima le primarie e poi le alleanze. Che senso ha? Non è che la cosa fondamentale per Vendola è la sua elezione? Non è che tradisce anche la sua storia recente?

Filippo Boatti 27 agosto 2010 - 12:55

Non esagerare, Vendola ha giocato assai bene le sue carte, con grande sagacia.

Franco Carucci 27 agosto 2010 - 12:02

Come volevasi dimostrare i sogni di mezz’estate sono sempre ….. sogni. Ma ‘ste primarie sono proprio la panacea di tutti i mali? Anche noi ci dobbiamo affidare al nostro carismatico Uomo della Provvidenza speculare all’Unto del Signore? Siamo sicuri che la politica dell’Uomo Solo, privo di una sufficiente forza contrattuale basata su un largo consenso (SEL è stimata tra il 3 ed il 5%: con l’attuale porcellum la soglia minima è del 4 per cento alla camera e 8 per cento nelle regioni per il Senato e se ci colleghiamo con il PD dovremo sottostaread i suoi desiderata quantomeno o no?). Possiamo sperare in un cambiamento della legge elettorale. Ma in Parlamento non ci siamo e chi e come la farebbe? In una futura larga coalizione di governo possibile, se non si disporrà di una forte rappresentanza parlamentare sarà comunque difficile sostenere le proprie proposte non condivise da tutti. L’abbiamo già vista la politica del “prima i sacrifici e poi le riforme”. E poi l’Italia non è la Puglia!!! Va bene battersi per le primarie come espediente tattico e un po’ furbo, ma non facciamole diventare un obbiettivo strategico per la sinistra! Non mettiamoci a scimmiottare gli amerikani come Uolter! Noi, non il centro-sinistra che è altro (o sbaglio?), saremo minoranza nel breve e nel medio termine. Ad essere ottimisti potremo diventare maggioranza nel lungo termine. Ricordiamoci che alle ultime elezioni nazionali la sinistra tutta non ha raggiunto il 6 per cento….

Filippo Boatti 27 agosto 2010 - 09:41

La proposta di Bersani è fatta su misura per tagliare le gambe a Vendola, naturalmente Ferrero, Di Pietro e Bonelli sono più che contenti… una bella accozzaglia di ogni conservatorismo destinata a perdere. Mi rifiuto di partecipare alla messa cantata.

Antonio Marano 26 agosto 2010 - 20:08

L’alternativa politica all’attuale maggioranza ( forse ex) deve formarsi solo con il consenso delle masse che vivono una realtà sociale ed intellettuale di profondo disagio. Al momento le elezioni primarie sono solo l’epilogo di una “azione sociale” che al momento stenta a diventare una costante dei partiti della sinistra – ritorno massiccio alle forme di manifestazioni di piazza , comizi, raduni, sciperi, .

Leo 26 agosto 2010 - 18:09

“Non c’é cambiamento che non abbia avuto un sogno ad ispirarlo”, Nichi Vendola.

P.S. Buon Compleanno Nichi!

Amedeo Dordi 26 agosto 2010 - 15:47

“Dobbiamo essere in grado di fornire una nuova narrazione”. Questa è la frase chiave che tradotta in volgare è volere un nuovo paese, con scelte chiare su pochi argomenti: lavoro, sanità, scuola, extracomunitari e pensioni. Tutto il resto sono chiacchiere, si può parlare con tutti ma ci si accorda con chi ha obbiettivi comuni, per un nuovo paese,non solo per vincere provvisoriamente contro Berlusconi. Bisogna opporre un nuovo modo gi governare, gestire e far partecipare i cittadini, non basta battere il PDL altrimenti troveremo di nuovo governi di “centro- sinistra” che finanziano la scuola privata, che accettano i soprusi legalizzati (vedi rete4), che fanno la bicamerale invece del conflitto di interesse. O si propone un paese diverso per cittadini diversi altrimenti meglio lasciare la possibile vittoria agli attuali governanti e cominciare a diffondere la disobbedienza civile con comportamenti, anche personali, da difendere e da sostenere. Sarà dura, ma o diamo la speranza che le cose si possano cambiare significativamente oppure sarà il solito e orami insopportabile meno peggio. Chi è veramente in difficoltà, anche solo politica, non ha bisogno dell’aiutino per riprendersi ma di messaggi e provvedimenti chiari che vadano in direzione opposta a quelli presi dall’ultimo governo.

Vanni Maltoni 26 agosto 2010 - 15:03

@ garry

Ma guarda, in linea di massima avresti anche ragione, se fossimo un paese normale ce l’avresti in pieno.
Sinceramente allo stato attuale se ci fosse uno che dice “Votate per me e mi impegnerò a disfare tutto quello che han fatto sin qui i governi Berlusconi”… potrei anche votarlo.

Non ci vuole molto secondo me, in Italia siamo proprio all’ABC della politica e con i poteri forti che ti costringono al compromesso puoi limitarti solo a riportare il nostro ordinamento un po’ più in linea con le democrazie europee. E in 5 anni sarebbe già tanto…

Peppe Parrone 26 agosto 2010 - 12:02

Se come spero,oltre che Vendola,ci saranno altre personaltà importanti,disposti a confrontarsi alle primarie,non solo si sceglierà il candidato Premier della coalizione,ma,dalla sintesi di questo incontro -ripeto INCONTRO e non scontro- può venire fuori una prima bozza di proramma di legislatura.

Ilfoca 26 agosto 2010 - 10:26

Parliamo coi Cattolici, coi Musulmani, coi Protestanti, con gli Agnostici e con gli Atei. Parliamo con tutti quelli che siano dei progressisti, la provenienza religiosa non ci interessa. Giusto?

Franco Carucci 26 agosto 2010 - 09:51

@Marco Renzini. L’ottimismo ed il pessimismo c’entrano poco. Si tratta di darsi degli obbiettivi raggiungibili a breve ed a medio termine, magari anche con un po’ di metodo e di chiarezza. Vendola invoca primarie di coalizione e si autocandida. E va benissimo. Ma non possiamo dimenticare che SEL non esiste ancora e quindi non sappiamo per chi e per fare che cosa si autocandida. Per un suo programma personale che renderà noto a tempo debito? Va bene anche questo. E dopo, sulla base del programma che ha in testa lui, tratterà con il maggior partito più rappresentativo dell’opposizione la strategia delle alleanze sociali e partitiche, ad oggi indefinite per essere ottimisti come dici tu? Va benissimo. Ma da qui a diventare il futuro premier in rappresentanza di una coalizione di moderati da un lato e di giustizialisti estremisti dall’altra. In quale film si è mai visto che un partitino di sinistra che non c’è, senza alcun supporto di un movimento di massa che non c’è, sia mai riuscito ad esprimere un candidato premier, poi premier effettivo (Vendola sarebbe poi costretto ad abbandonare la Regione Puglia, dopo aver vinto primarie ed elezioni!!), in una liberaldemocrazia ormai degenerata in un regime in mano ad un anarcocapitalista che controlla il 90 per cento dell’informazione, soprattutto grazie al “compagno” D’Alema che definì Mediaset come una risorsa della Nazione? Concludendo, va benissimo la scelta tattica di autocandidarsi per svuovere le acque stagnanti ed imputridite, ma non scambiamola per l’obbiettivo vincente. A meno che Vendola non decida di chiedere la tessera del PARTITO DEMOCRATICO. I più giovani ne uscirebbero con il morale a pezzi per l’invetabile insuccesso. Dopo le delusioni degli anni scorsi, sarebbe il colpo fatale. Si dovrebbe partire da una corretta analisi della situazione sociale e politica. Subito dopo si dovrebbero definire gli obbiettivi e gli strumenti per realizzarli. Comprese le alleanze. A proposito di questo, l’UDC, l’API di Rutelli e lo strato sociale che rappresentano faranno parte della coalizione? Nessuno lo dice chiaramente. Prima di sognare di strappare al Regime il posto di Presidente del Consiglio, sarebbe il caso di chiarirsi le troppo confuse idee. L’entusiasmo è una cosa, l’infantilismo politico e l’avventurismo sono altro.

Fabio 26 agosto 2010 - 09:04

programma SEL subito
poi primarie
poi poi alleanze

Vanni Maltoni 26 agosto 2010 - 03:19

@garry
In parte condivido quel che hai scritto, è anche vero però che finché non sai chi ci sta nella coalizione come fai a metter giù un programma?

Francesco Duro 26 agosto 2010 - 00:47

SEL deve essere il partito del POPOLO e non degli INTELLETTUALI!!!!
Occorre creare delle alleanze sensa guardare il colore politico come dice NIKI, ma fatto di persone ONESTE! Occorre un progetto chiaro a tutti e realizzabbile. Occorre dare delle priorità. Occorre partire a ristrutturare il nostro Paese dalle fondamenta e non dal tetto.
Occorre definire il concetto di DEMOCRAZIA e LIBERTA’! Oggi si vuole essere liberi d’infrangere la LEGGE e se non si puo’ si cambia la COSTITUZIONE!
Occorre essere realisti! Oggi c’è la GLOBALIZZAZIONE! Il LAVORO deve fare i conti con il COSTO del LAVORO Mondiale!
Per fortuna il made in ITALY è molto apprezzato nel mondo. SFRUTTIAMOLO per aumentare i posti di lavoro! Non lasciamo che i CINESI, gli INDIANI ecc…ecc… comprare le nostre fabbriche per sfruttare il made in ITALY per mandare i guadagni nel proprio paese.
Non lasciamo gli ITALIANI a fare ordini con il pc a casa e far costruire i prodotti in CINA, INDIA, ECC…ECC… Sfruttiamo la nostra intelligenza (ed intellettuali ce ne abbiamo tanti) non ai fini propri ma della COMUNITA’per risolvere il problema del LAVORO!!!

Peppe Giudice 26 agosto 2010 - 00:29

con l’espressione “cattolici” si intende non i fedeli cattolici ma l’area centrista come quella intorno all’UDC. IO ne farei volentieri a meno come farei volentieri a meno di Di Pietro, ma le circostanze attuali impongono di dialogare anche con loro se vuoi costruire una coalizione con speranza di vittoria (e sempre che si facciano le elezioni anticipate). Naturalmente Nichi dice anche che questa apertura non fa fatta a tutti i costi ma solo sulla base della condivisione di una idea di politica. Per questo servono le primarie: per permettere alla sinistra di ritrovare il suo punto di vista e per poter andare alla trattativa con gli altri sulla base di questo. Diverso è l’approccio del PD per cui il tema dell’Udc è legato ad una visione politicista delle alleanze.

Francesco Duro 26 agosto 2010 - 00:18

Io penso che il POPOLO veda i partiti di “sinistre” come i partiti degli intellettuali, dove i singoli sfruttano i problemi delle persone oneste, per rimanere attaccati ognuno al proprio orticello conquistato a fatica nel tempo.

Filippo Boatti 26 agosto 2010 - 00:07

Caro Astengo in questo momento le primarie sono un segnale di apertura al proprio popolo, contro chi pensa che le cose si decidono tutte nelle segreterie di partiti sempre più vuoti. Ma qui nessuno di noi né tantomeno Vendola ritiene che esse sostituiscano l’elaborazione autonoma del soggetto politico e il lavoro alla sua identità e al suo radicamento.

Tommaso 26 agosto 2010 - 00:04

Non c’é cambiamento che nom abbia avuto un sogno ad ispirarlo,Nichi Vendola.

Tommaso P 26 agosto 2010 - 00:01

Non c’é cambiamento che non abbia avuto un sogno ad ispirarlo, Nichi Vendola.

Tommaso P 26 agosto 2010 - 00:00

@ Franco “Non c’é cambiamento che non abbia avuto un sogno ad ispirarlo”, Nichi Vendola.

Tommaso P 25 agosto 2010 - 23:56

@Franco “Non c’é cambiamento che non abbia avuto un sogno ad ispirarlo”, Nichi Vendola.

Tommaso P. 25 agosto 2010 - 23:51

@Franco: “Non c’é stato cambiamento che non abbia avuto un sogno ad ispirarlo”, Nichi Vendola.

Marco Renzini 25 agosto 2010 - 22:40

@ Franco Carucci : per fortuna che il tuo ” ottimismo ” non è contagioso !!!!!

Vanni Maltoni 25 agosto 2010 - 21:12

La vena poetica continua a pervadermi.
A ROBERTO MARONI

C’era un tempo un tastierista
col suo gruppo si esibiva
sedicente comunista
prima o poi l’amore arriva

E al suo amico Umberto Bossi
che il futur vedeva gramo
“Siamo noi, siam sempre rossi?
Crolla il Mur, noi che facciamo?”

“Stai tranquillo” lui gli disse
“ho i problemi ben presenti
per uscire dall’impasse
diventiamo Resistenti!”

“Mi trovavo su in mansarda
e mi venne l’intuizione
diventiam Lega Lombarda
ci prendiamo la nazione!”

Prima duri, e anche puri
poi pian pian sempre più stronzi
si sentivano sicuri
dei lor voti, dei lor gonzi!

Ogni tanto Robertino
progettava l’eversione
ne faceva di casino
coi compagni di sezione

Ma un bel giorno la Madama
che non era poi d’accordo
lo beccò nella sua tana
“Tu mi meni? E io ti mordo!”

Tanta acqua sotto i ponti
dai quei giorni è ormai passata
e coi voti di quei tonti
or l’Italia è governata

Uomo delle istituzioni
Gran Ministro dell’Interno
“Gli stranieri, quei ladroni
se ne vadano all’inferno!”

Non più parla contro Roma
ché romano è diventato
e per quella gran poltrona
tutto si è dimenticato

Ora serve un vil nanetto
dai capelli trapiantati
e pensare, poveretto
che i padron li ha sempre odiati

Quest’ometto senza orgoglio
si diceva comunista
molto meglio il portafoglio
di quel gran capitalista!

Stefano Dall'agata 25 agosto 2010 - 21:10

@ franco carucci
Chi non tenta non riesce.

Franco Carucci 25 agosto 2010 - 20:55

Scusate se mi intrometto in questo vostro bellissimo sogno. Ma credo che sia giunta l’ora di svegliarsi. Qualcuno crede davvero che per il semplice fatto di proporsi come candidato premier di una coalizione che non esiste, con l’appoggio di un partitino che non esiste ancora, per realizzare un programma che non esiste, attraverso elezioni primarie non ancora decise da nessuno, per partecipare ad elezioni nazionali non convocate da nessuno, in previsione dello scioglimento anticipato delle camere che Napolitano non si sogna ancora di fare, sia giusto fantasticare addirittura di vincere le (eventuali) primarie, di vincere le (eventuali) elezioni anticipate e di costituire un (eventuale) governo in grado di ottenere la (eventuale) maggioranza della nuova Camera e la (eventuale) maggioranza del nuovo Senato? Ma siamo all’asilo Mariuccia?

Marta 25 agosto 2010 - 20:33

@Vanni Condivido appieno il tuo commento ma purtroppo l’Italia non é ancora, nei fatti, un Paese pienamente laico. La mossa di Nichi di dialogare con il mondo cattolico é dettato dalla necessita’ che per vincere occorrono anche i loro voti(molti elettori si fanno influenzare ancora dagli ipocriti preti). Fidiamoci di Nichi,di certo con lui premier la laicitá in Italia troverá concreta attuazione.

Leo 25 agosto 2010 - 20:24

@Serena.Complimenti.Le persone come te sono l’orgoglio della sinistra.

Gabriele 25 agosto 2010 - 19:47

Non essendo iscritto a facebook, faccio qui gli auguri di compleanno a Nichi ( il giorno dopo sarà il mio ). Un altro augurio merita di essere fatto a Nichi, quello cioè di poter diventare per l’ Italia ciò che Obama è per gli Stati Uniti, ciò che rappresenta per tutti coloro che vogliono riscattarsi dalle discriminazioni: Obama è una speranza per gli afroamericani, tu Nichi lo sarai per gli omosessuali.
Secoli di soprusi e silenzi, in fondo al tunnel… la vittoria !

Vanni Maltoni 25 agosto 2010 - 19:05

Mi piacerebbe che un giorno fossimo un paese normale e la si smettesse di fare riferimenti ad un presunto “elettorato cattolico”.
E l’elettorato mussulmano, e quello buddhista?

I cattolici sono cittadini come gli altri o no?
Se non lo sono bisogna farceli diventare, e smettere di parlarne come una categoria a parte potrebbe essere il primo passo.

Peppe Giudice 25 agosto 2010 - 19:01

a me le primarie non sono mai piaciute. Ma in questo specifico contesto sono un mezzo indispensabile per modificare radicalmente gli assetti del centrosinistra che se resta quello che è non può che andare incontro ad una serie spettacolare di sconfitte. La candidatura di Vendola ha questa valenza, perchè intorno ad essa si può iniziare ad aggregare una massa critica in grado di avviare il processo ricostruttivo della sinistra.

Vincenzo 25 agosto 2010 - 18:14

forza niki

Franco Osculati 25 agosto 2010 - 17:55

Eccessiva personalizzazione? Può essere un rischio, ma il prossimo congresso può/deve adottare i giusti rimedi. Le primarie in questo momento sono anche un richiamo ai principi della democrazia a fronte di una legge elettorale (nazionale) indegna. Inoltre, esse non dovrebbero limitarsi a selezionare una persona, ma anche idee e programmi. Vendola, nei suoi recenti interventi, inserisce opportuni elementi di contenuto. E su questa strada apprezzo e lo incoraggio. Un caro saluto a tutti.

Franco Astengo 25 agosto 2010 - 17:12

Scusandomi per il disturbo rinnovo ancora una volta, anche in questa sede, una assoluta contrarietà alle primarie, incubatrice del personalismo-presidenzialismo, imposto al sistema politico italiano dal populismo imperante, cui la sinistra non è riuscita adeguatamente ad opporsi, prima di tutto sul piano culturale, fin dal momento dell’adozione del maggioritario (poi accettato anche dal PRC, che al suo interno adottò anche un modello cesaristico che la portò alla fine). Occorre, esprimere, sulla qualità dell’agire politico un punto di vista “contro” questo stato di cose che riassumo in tre punti: centralità delle istituzioni rappresentative, sistema elettorale proporzionale, partito a forte radicamento sociale non basato sull’immagine e la finta partecipazione del deporre, ogni tanto, una scheda buona per incoronare qualcuno. Ci sarebbe molto da dire, poi, sul piano dei contenuti. Ma avremo occasione, spero, se il dibattito sarà libero ed aperto e non soffocato dal culto della personalità.Grazie per l’attenzione Franco Astengo

Torquemada 58 25 agosto 2010 - 16:18

Le elezioni per il momento non ci saranno, perché insistere sulle primarie subito ? Per l’apertura di un processo virtuoso ? Su quali basi e con quali propositi e per fare che ?
E se si rendesse necessario un “governo tecnico” ?

http://vogliocheilpdsiailpartitodelfuturo.ilcannocchiale.it/

Serena Cernecca 25 agosto 2010 - 16:02

@Leo, personalmente l’ho già fatto. Ho dato le dimissioni dalla dirigenza del PD provinciale e regionale, quasi due mesi fa,peccato che non riscontro molto coraggio voglia di mettersi in gioco e di osare in tanti altri in quel partito che pure passano il tempo a criticarlo e a lamentarsi restando nel contempo inerti e rendendosi in tal modo in parte complici di cotanta immobilità.
Ho deciso, dopo attente riflessioni, di dare il mio contributo a SEL e all’azione vendoliana. Qualche riflessione sull’articolo.
Le primarie vanno richieste con forza e andrebbero fatte a breve e cmq non oltre la fine di ottobre. Se la situazione dovesse precipitare e si dovesse ricorrere al voto anticipato, farsi trovare impreparati ad affrontarlo sarebbe un errore il cui conto rischerebbe di essere salato. Il ricorso alle primarie inoltre deve essere preteso con forza per iniziare un concreto rinnovo della classe dirigente che punti sulle competenze l’impegno e il merito e che siano i cittadini a giudicare, è l’occasione di rispettare la parità di genere (non attraverso l’inserimento sterile di nomi femminili giusto per mettersi in pace la coscienza e far vedere quanto si è bravi, ma sostenendo poi i candidati uomini e donne in egual misura), è l’occasione per dimostrare unità di intenti (attraverso la partecipazione di tutte le forze di centro sinistra), che non siano solo sulla carta ma che si concretizzino in azioni coerenti per dar vita a quella narrazione e a quel cantiere di cui parla Vendola e di cui SEL (se ne sarà in grado a partire dal congresso) potrebbe divenirne esempio concreto e tangibile.
Stesso discorso a mio avviso vale per le alleanze:esse sono auspicabili e possono funzionare solo se vi è convergenza su temi e valori altrimenti si limitano a rappresentare una scacchiera sulla quale posizionare poltrone e centri di potere per la tutela di interessi personali con la rinuncia definitiva della rincorsa all’essenza propria della politica e di chi la fa, che risiede nell’interesse pubblico e nel bene comune. Importante dunque, sarà in quest’ottica, valutare idee progetti intenti, e dinamicità dei possibili alleati, ma anche e sopratutto la coerenza e l’affidabilità.

Mezzoblogger 25 agosto 2010 - 15:59
Leo 25 agosto 2010 - 15:15

Mentre il Pd continua ad essere la bella addormentata nel bosco, Nichi guarda avanti e pensa alle cose concrete che faranno vincere il centrosinistra da lui guidato.Mi auspico che molti del Pd,onorevoli compresi, abbandonino quel partito mai nato e aderiscano a Sel.

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