“Ci vogliono oscurare!” Video-messaggio di Gennaro Migliore

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Ieri la Commissione Parlamentare di Vigilanza ha approvato alcune norme relative al regolamento attuativo della par condicio in campagna elettorale. Una di queste norme esclude i partiti più piccoli nella prima fase della campagna elettorale, quella che va dall’indizione dei comizi alla presentazione delle liste. Una norma che non rappresenta uno sgarbo a Sinistra Ecologia Libertà o ai partiti minori, è, più semplicemente, un attentato alla Costituzione.

Inoltre, vengono sospesi durante il periodo elettorali programmi di approfondimento politico quali Anno Zero, Ballarò, ecc. Un palese tentativo di normalizzare l’informazione sui partiti e sulla politica.

Sinistra Ecologia Libertà chiederà ai Presidenti di Camera e Senato, oltre al Presidente Zavoli, di intervenire urgentemente di fronte ad una palese violazione costituzionale, affinche’ la decisione assunta oggi venga modificata al piu’ presto. E’ evidente che di fronte alla protervia e al voler calpestare la Costituzione a tutti i costi, non staremo a guardare.

In questo video-messaggio Gennaro Migliore, resp. comunicazione, spiega i motivi della protesta di Sinistra Ecologia Libertà.

Ci sono 30 commenti per questo post
Sinistra Ecologia Libertà – Senigallia » “ci Vogliono Oscurare!” Video-messaggio Di Gennaro Migliore 13 febbraio 2010 - 13:10

[...] “Ci vogliono oscurare!” Video-messaggio di Gennaro Migliore Categoria: Rassegna stampa, Sinistra Ecologia e Libertà — SLSenigallia @ 13:10 [...]

Luca Zaffalon 12 febbraio 2010 - 14:56

Per carità non leggete l’Unità ;-)
Pace all’anima della Bonino… anche in questa tornata elettorale i radicali hanno trovato il modo di avere visibilità (loro sì piccolo partito – eletti grazie al PD – e amministrativamente poco significativo) ergendosi a paladini della libertà, ecc.
Certo, le regole andrebbero sicuramente migliorate, ma farlo prima no? Da ricordare alla Bonino che alle ultime politiche le tribune elettorali si sono svolte tra le 21 e le 23 (ovvero in prima serata) e riuscire ad essere visti dal 4% degli spettatori era un successo di pubblico.
Perché, invece, non inserire un ‘divieto’ a chi è candidato per le regionali di presentarsi in tv in quanto ministro, deputato, senatore…

Socialista Eretico 12 febbraio 2010 - 01:12

http://www.unita.it/news/italia/94945/bonino_sul_bavaglio_rai_non_vedo_lo_scandalo

Bonino sul bavaglio Rai: “Non vedo lo scandalo”

«Non mi pare un grande scandalo questo regolamento, non dice che lei, Ballarò o Porta a Porta non potrete andare in onda. Dice che per le quattro settimane prima delle elezioni il 50% dei vostri ospiti dovranno essere i candidati alla presidenza delle regioni e per il 50% esponenti di liste politiche che si presenteranno in almeno un quarto delle regioni». Lo ha detto Emma Bonino, candidata per il centrosinistra alla presidenza della Regione Lazio, nel corso della puntata di ‘Annozerò in onda su Rai 2, commentando con Michele Santoro il nuovo regolamento sulla par condicio in tv varato in vista delle prossime elezioni regionali dalla Commissione di vigilanza Rai. «Una Regione è un ente piuttosto importante, e non da ora – ha aggiunto Bonino – quindi mi sembra che sia opportuno stare ad ascoltare i confronti tra candidati, forse così i cittadini inizieranno a conoscerli. La legge dice semplicemente che lo scempio che è successo le altre volte, con i partiti minori senza possibilità di parlare se non nelle tribune alle cinque di pomeriggio o a mezzanotte, non si ripeta». La vice presidente del Senato ha poi ricordato: «Queste elezioni non sono democratiche, ci sono regioni che a un mese di distanza dalle urne ancora cambiano le leggi elettorali e le regole del gioco».

Luca Zaffalon 11 febbraio 2010 - 19:08

@ Daniela Birsa
Spero non ti riferissi al mio post.. altrimenti vorrebbe dire che non sono riuscito a spiegarmi.
@ andrea r
Comunque non lo chiamerei olocausto.
Consiglio nuovamente di contestualizzare i fatti.

Alfonsodt 11 febbraio 2010 - 18:16

la sinistra che non c’ià da essere,care compagne e comagni non sono riusciti in puglia i signori del palazzo a sentenziare la soluzione finale della sinistra italiana ora nelle segrete stanze cercano di attuare quello che in pubblica piazza non è stato possibile,mi domando e vi domando capisco la coerenza dell’altra parte politica, francamente mi è sconosciuta quella che dovrebbe essere a noi vicina , a valle di tutto questo è ancora il caso di appoggiare politicamente un partito che vuole silenziosamente la nostra scomparsa mediatica nelle reti pubbliche pagate con soldi di tutti gli italiani,votando norme impopolari e anticostituzionali con l’altra parte politica? una riflessione serena và fatta cari compagni e compagne.un caro saluto alfonso di tullio mili/te SEL.

Antonio 11 febbraio 2010 - 16:44

LO scandalo e l’illiberalità della norma votata ieri sull’accesso delle formazioni politiche alle tribune elettorali nascono dalla palese violazione del principio “liberale” – e sottolineo liberale – della “parità dei punti di partenza”, che è un cardine della riflessione politico-filosofica americana degli ultimi decenni. Violando la parità dei punti di partenza tra tutte le formazioni politiche che parteciperanno alle elezioni, dallo 0,1 al 30 percento, si viola l’eguaglianza di tutti i partiti concorrenti alle elezioni, la tradizione liberale e la democrazia intesa come partecipazione. Una norma illiberale e anti-democratica che va abbattuta!

Andrea R. 11 febbraio 2010 - 15:32

daniela, io non mi sono fatto influenzare dal film. e poi decine di migliaia di morti, innocenti non sono uno scherzo.i partigiani che dici hanno “liberato” trieste, hannosolo cercato di occuparla e annetterla, eppoi gran parte di loro erano ustascia /fascisti) croati che hanno fucilato tanti partigiani della brigata garibaldi che già avevano liberato molte di quelle terre.agli italiani è stato imposto il cambio del cognome, non potevano piu’ parlare la loro lingua in pubblico, nella loro terra, abitazioni confiscate e date a famiglie slave, la piu’ dura delle pulizie etniche, ancora oggi la croazia non riconosce alcuna responsabilità storica, vieta l’acquisto di case appartenute a italiani ad altri italiani che le volessero acquistare.tito e i suoi volevano sbarazzarsi degli italiani con metodi simili a quelli di milosevic con gli albanesi, cose quindi assai peggiori dei regimi dell’est, che accomunano i titini piu’ ai nazisti che ai sovietici.

Andrea R. 11 febbraio 2010 - 15:22

scusate per il fuoritema.al compagno luca dicoche certamente non volevo lanciare un sasso a favore della destra, anzi. come è vero della cattiva accoglienza avuta da questi disgraziati al loro arrivo in italia. il mio era solo un voler ricordare l’olocasto di ns. connazionali, per troppo tempo volutamente dimenticato durante la prima repubblica, solo questo.
forse per far piacere alla nato impegnata a mantenere fuori dall’orbita sovietica tito.

Daniela Birsa 11 febbraio 2010 - 15:15

Invito i compagni che sono intervenuti (fuori tema) sulla giornata del ricordo, a documentarsi bene sulle foibe e a non prendere per oro colato quanto si vede nel film il cuore nel pozzo che è un falso storico. Sentir parlare di ‘regime sanguinario di Tito’ è per me, inaccettabile. Tito ha guidato la resistenza partigiana contro l’occupazione fascista e nazista della Jugoslavia, è stato promotore e leader dei non allineati assieme a Nehru. I partigiani sloveni hanno liberato la mia città (Trieste)sostenendo una dura battaglia contro i nazisti. Posso essere daccordo nel condannare i metodi che il regime ha usato a Goli otok, ma vi assicuro che il ‘regime’ jugoslavo non assomigliava lontanamente i regimi dell’est, era tutt’altra cosa. Ve lo dice una che, come appartenente alla minoranza slovena in Italia, ha frequentato assiduamente l’ex Jugoslavia, avendo amici, compagni e parenti aldilà della cosidetta ‘cortina’.
Le foibe sono cavità carsiche naturali e profondissime, nelle quali, dopo le battaglie sul Carso, sono stati gettati i corpi dei morti (di tutte due le parti). Quanto a reazioni slovene e croate a 20 anni di regime nazifascista non so se si può chiamare eccidio.Ricordo solo che a Trieste i fascisti incominciano a imperversare nel 1920, con incendi, spedizioni punitive, processi del tribunale speciale contro i slavo-comunisti; a Trieste ha poi funzionato l’unico campo di sterminio nazista sul suolo italiano; fatto sta che la relazione della commissione dei 14 storici che per 4 anni hanno lavorato sull’argomento non è stata ancora pubblicata, ma potete leggervela a questo indirizzo:
http://www.storicamente.org/commissione_mista.pdf.
Un tanto, per amore della verità

Barbara 11 febbraio 2010 - 14:46

Scusate ma se si cambia il nome di questo sito ad esempio “L’isola che non c’è” per il periodo prelettorale non facendo riferimento a nessun partito con il nome, non ci possono oscurare, chiaro i contenuti e le persone rimangono sempre le stesse.

Francesco 11 febbraio 2010 - 12:56

E’ una vergogna. Mi dispiace che a firmare questa legge sia stato anche il PD che, io credo, dovrebbe considerarci come interlocutori privilegiati.Questo però rafforza in me l’idea che in Italia ci sia un disperato bisogna della Sinistra che riparta esclusivamente dai valori e non dal compromesso come fa il vergognoso PD.

Milano 11 febbraio 2010 - 11:43

Contattatemi per qualsiasi iniziativa. Ci sono.

Luca Zaffalon 11 febbraio 2010 - 11:30

@ andrea
La sinistra italiana (tutta)? Direi che anche il centro e la destra non si sono dannati per il giorno del ricordo.
Sono d’accordo con te sull’importanza di parlare (e non solo ricordare) di ciò che è accaduto agli esuli istriani-fiumani-dalmati in terra sia ‘titina’ che italiana.
Tuttavia non parlerei di genocidio; al contrario di quello che pensano molti esponenti di destra, credo si debba contestualizzare ciò che è accaduto e condannare i crimini e le ingiustizie commessi senza però perdere di vista il contesto storico in cui è accaduto.
Concordo sul fatto che Slovenia e Croazia non hanno ancora voluto affrontare il tema delle loro responsabilità storiche, ma credo non siano gli unici a non farlo.
Ci sarebbe anche da discutere sul come gli esuli siano stati trattati al loro rientro in Italia e delle ‘contropartite’ riparatorie messe in piedi dal governo italiano che hanno contribuito non poco ad amplificare l’astio tra gli italiani che vivevano in Italia e quelli che rientravano dalle terre istriane, dalmate e croate.

Michele 11 febbraio 2010 - 11:19

E dobbiamo darci da fare nel territorio, essere visibili almeno nelle strade nelle piazze e nella società civile.

Michele 11 febbraio 2010 - 11:18

Io penso che per ora, dove è possibile sia meglio fare alleanze…

Marcofoggia 11 febbraio 2010 - 11:17

SIAMO DI FRONTE AD UN GOVERNO FASCISTA.

Andrea R. 11 febbraio 2010 - 10:30

non è inerente con il posta, però voglio dire che la sinistra italiana (tutta) ha perso un’occasione, nel dimenticarsi di commemorare le vittime istriane e dalmate (italiani) delle foibe, vittime del regime sanguinario di tito. non c’e’ solo l’olocausto sel quale sono stati versati fiumi di inchiostro, ma c’e’ un genocidio di nostri concittadini finito nell’oblio insieme a quello degli armeni. e ci sono stati come slovenia e croazia che non hanno voluto fare i conti con le loro responsabilità storiche.

Maurizio 11 febbraio 2010 - 09:26

E’ un’altra spinta (seppure non voluta) a costituire circoli di SEL su tutto il territorio nazionale, a partire da subito!!!

Luca Zaffalon 11 febbraio 2010 - 02:16

@ perlasinistra
Non conosco nel dettaglio la situazione pugliese, ma credo spetti al coordinamento regionale decidere sul da farsi.
Certo, bisogna mettersi d’accordo. Alcuni di noi non sono d’accordo col fare liste unitarie con altre forze politiche ma preferirebbero che andassimo da soli ovunque. Altri vorrebbero che si facessero delle liste unitarie con la FdS in tutta Italia. Altri ancora…
Io credo che nelle regioni dove abbiamo un buon seguito potremmo andare da soli e portare avanti le nostre proposte, idee, iniziative e programmi; nelle altre regioni sono d’accordo a costruire delle alleanza di lista a patto che i programmi amministrativi (di quella specifica regione) siano condivisi e vi sia un percorso comune tra noi e le altrre forze politiche; dove invece non c’è accordo sui programmi, meglio andare da soli piuttosto che unirsi per riuscire ad avere rappresentanza nelle istituzioni regionali e poi dividersi poco dopo per ‘inconprensioni’ non sanate prima del voto.
Nel caso pugliese mi sembra (da quello che leggo nel post) che sia la FdS che debba cercare una eventuale intesa con SEL Puglia e non il contrario… e comunque decida il coordinamento regionale.

Perlasinistra 11 febbraio 2010 - 01:35

In Puglia se non si farà la lista unitaria tra SeL e Federazione della Sinistra, la Federazione della Sinistra con ogni probabilità rimmarrà fuori dal consiglio regionale pugliese, si rimedi all’errore fatto di aver lasciato lo sbarramento al quattro e si faccia una lista unitaria.

“ci Vogliono Oscurare!” Video-messaggio Di Gennaro Migliore /  La Sinistra In Sesto 11 febbraio 2010 - 00:11

[...] “Ci vogliono oscurare!” Video-messaggio di Gennaro Migliore [...]

Paolo 11 febbraio 2010 - 00:00

caro toti,sono siciliano. anche io vengo da RC. non rimpiango nulla delle battaglie fatte e portate avanti. allora mi scuserai la franchezza con cui ti diro: sono talmente convinto che serva quel processo di cui parli che ho deciso di farlo. SEL nasce per fare quello che hai detto. una comunità dove ecologismo,comunismo,socialismo, riescano a guardare al futuro. purtroppo rc ha scelto una strada diversa. chiusa su se stessa incapace di andare oltre gli slogan. lo saianche tu non è più quel collettivo che era.capace di innovare modi e pratiche.una sinistra di testimonianza arida ed asciutta.

Tiziano 10 febbraio 2010 - 23:07

Quando decidiamo che uno dei nostri obiettivi e scardinare quel carrozzone che è la rai, la parcondicio, il sistema di “vigilanza” e la lottizzazione dei partiti? TV pubblica, non dei partiti. Sennò, poi, appunto, succedono anche queste cose.

Luca Zaffalon 10 febbraio 2010 - 23:03

P.S. Consiglio a Migliore di guardare in cam e non il PC mentre parla ;-)

Luca Zaffalon 10 febbraio 2010 - 22:48

Che triestezza.
Prima una norma PD-PDL che esclude i partiti che non sono entrati in Parlamento alle ultime politiche dal comunicare attraverso il mezzo televisivo prima del 28 febbraio.
Poi quella dell’esponente del partito radicale/accattone (eletto nel PD) che, dal 28/02 al 28/03, vorrebbe far fare ai talk di politica una cosa talmente assurda e non fattibile che di fatto non farà andare in onda nessuno; lasciando così campo libero alla (in)formazione politica fatta dai TG.

@Vanni Maltoni
La Lega sa così bene come giocare le sue carte che ora si dichiara no-global (contro gli Ogm, contro il nucleare, contro la Tav, contro l’acqua privata) e anche grazie a queste nuove normative sull’informazione molti crederanno che lo siano veramente…

@ Toti Costanzo
Non capisco il punto.
Anzi credo di capirlo ma non lo comprendo.

Vanni Maltoni 10 febbraio 2010 - 22:14
Vanni Maltoni 10 febbraio 2010 - 22:14

@ Toti Costanzo

Caro compagno,
ti invio questo link che spero leggerai, sono opinioni espresse da Giulietto Chiesa.
Ritengo che abbia ragione da vendere quando approfondisce il perchè oggi richiamarsi agli identitarismi sia inutile se non addirittura controproducente.
Questo è il solo e unico problema che io personalmente ho con Rifondazione, ma è tutt’altro che piccolo.
La Falce e il Martello sono finiti, questo dev’essere chiaro una volta per tutte, altrimenti non si va avanti e i giovani vanno a destra. Che sa bene come giocare le sue carte, noi invece non sappiamo come giocare le nostre e ci balocchiamo con definizioni, identità, piattaforme politiche e quant’altro di ameno impedisce sostanzialmente di far fare un passo avanti a tutte quelle persone che il paese come ce lo stanno consegnando lo considerano vomitevole.

Salvatore 10 febbraio 2010 - 22:06

I tentativi di eliminare o far tacere una parte politica che da fastidio,lo trovo normale da parte di una maggioranza arrogante e con un potere mediatico forte,ma quello che mi fa rabbia che il partito del centro sinistra ne è anche complice.

Carlo Bornaccini Livorno 10 febbraio 2010 - 22:03

quello che dice il compagno Toti Costanzo dopo averci fatto venire i brividi ci richiama a tornare sulla terra , a prendere coscienza di quale è il ruolo di chi ha il coraggio , la forza , ma sopratutto l’onestà di dichiararsi di sinistra e a capire che ci sono uomini donne giovani precari emarginati che aspettano un segnale di attenzione . Non credo che siano interessati ai politicismi e ai personalismi di qualcuno e tanto meno a ripicche o vendette,

Toti Costanzo 10 febbraio 2010 - 20:31

Se c’era ancora qualche compagno convinto della necessità di mantenere ancora le nostre divisioni ” a sinistra” in quanto queste rappresentavano solo e soltanto i cosidetti “fatti nostri” ,é servito .Ci vogliono ora ora togliere la parola oltre che le rappresentanze perché “non abbiamo raggiunto il quorum”. Un modo sottile e miserbile per farci fuori. Cosa deve ancora accadare perché possiamo ritrovare le più serie ragioni dell’unità? Davvero siamo convinti che in Italia non succederà niente che possa mettere in discussione i principi su cui si fonda la nostra democrazia, la nostra stessa esistenza?Davverso siamo convinti che con il nostro 0,8, 1,5, o anche 3 per cento possiamo continuare a rappresentare un speranza per qualcuno? Non basta il messaggio che viene anche dal Congresso del Partito di Di Pietro ?Credetemi compagni che per uno come me che ha militato nel PCI fino a quando qualcuno non ne decretò la fine (l’unico baluardo di democrazia e di orientamente politico sopratutto del mondo del lavoro che sangue e sacrifici immensi riuscirono a costruire nel nostro Paese ) non é facile continuare a lottare all’interno della sua città ,a contrastare mafie e clientele,arroganze e prepotenze restando sempre “minoranza” perché gli altri non ti votano non perché ti rifiutano a priori ma perché comprendono che il suo voto potrebbe essere inutile ,non efficace elettoralmente, senza alcun peso . Non é facile continuare. Io milito in Rifondazione,ho votato per la seconda mozione, mi emoziono quando parla Niki Vendola e ritrovo il compagno che mi entusiasmò quel 22 giugno del 1996 quando intervenne insieme ad altri per ricordare l’anniversario della strage dei compagni Casarrubea e Lo Iacono uccisi dalla banda Giuliano nel 1947 dentro la Camera del Lavoro di Partinico che era anche sede del Partito.In quella piazza il suo intervento fu cosa “altra”. Ma io sono rimasto in quel Partito perché non trovavo le ragioni della divisione pur comprendendo politicamente ed umanamente che a volte il desiderio di lasciare, di rompere, é più forte di tutto e di tutti. So che non é facile, so che in politica non bisogna sognare ma avere i piedi per terra .Ma ,lo pensate voi, cosa significherebbe , domani, per tanti compagni delusi, tanti lavoratori disperati vederci , vedervi tutti insieme:Fausto Bertinotti, Niki Vendola ,Ferrero, i Verdi della Francescato, Claudio Fava,Francesco Forgione , Giusto Catania,Mussi e tanti di quelli che si sono ritirati leccandosi le ferite, e quelli che si sono affidati a Di Pietro convinti che li’ si poteva trovare un rifugio sicuro cui affidare sentimenti e speranze.O che votano PD turandosi il naso? Domani, compagni, domani fate questo regalo a chi ancora ad oggi si definisce comunista, progressista, socialista, democratico.Domani , compagni, per difenere le nostre idee e la democrazia.
Toti Costanzo

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