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Giovedì, 12 marzo 2015

Scuola, migliaia di studenti in piazza in tutta Italia contro la riforma del governo

scuola

Quaranta cortei in tutto il Paese nella data convocata dall’Unione degli Studenti contro l’idea di scuola contenuta nelle linee guida del Governo che verranno presentate questo pomeriggio, per supportare la lip e le proposte dell’Altrascuola. Bavagli bianchi, azioni contro scuole private, banche e istituzioni europee, striscioni per il reddito minimo, universita’ murate simbolicamente, barchette della Lip (Legge di iniziativa popolare): tanti i temi emersi dei cortei.

«Il Governo non ha la fiducia degli studenti. Le piazze di oggi devono essere ascoltate, e’ tempo di finirla con vuoti slogan e populismo- dichiara Danilo Lampis, coordinatore nazionale dell’Unione degli Studenti- La consultazione imposta dal Governo, con la scarsissima partecipazione che ha raccolto da parte della componente studentesca, non puo’ legittimare una riforma della scuola che risponde alle esigenze dell’impresa e ai poteri forti del Paese. A confermarlo sono le nuove agevolazioni previste per chi sceglie le scuole private e il bonus fiscale per gli investimenti privati nella scuola pubblica».

«La giornata di oggi sarà soltanto la prima tappa di un percorso di mobilitazione di lungo periodo- continua Lampis- Non ci limitiamo a richiedere il ritiro de La Buona Scuola, ma stiamo opponendo delle valide alternative, proposte il 10 marzo in una conferenza stampa alla Camera. Vogliamo un’Altra Scuola giusta che riparta dalle sette priorità presentate il 10 marzo alla Camera. Chiediamo a gran voce che oltre alle priorità si ponga in discussione la Legge d’Iniziativa Popolare sulla scuola ripresentata ad agosto perche’, se implementata, potrebbe costituire un grande punto di partenza per la definizione di una scuola inclusiva, laica e democratica».

«Anche gli universitari hanno animato le piazze di stamane- continua Alberto Campailla, portavoce di Link Coordinamento Universitario- In tante città abbiamo murato simbolicamente l’ingresso delle facoltà per rivendicare l’accesso all’università a partire dal finanziamento del diritto allo studio, chiedendo l’introduzione dei Lep» Conclude Riccardo Laterza, portavoce della Rete della Conoscenza: «Nei cortei di stamane abbiamo detto un secco no alla precarietà e dell’austerità. Il Governo Renzi è espressione dei poteri forti che tengono sotto scacco l’intera Europa. E’ necessario costruire una riscossa democratica a livello europeo che parta dalla gratuità dell’istruzione, dal reddito di base, da un lavoro di qualità e pagato, dalla definizione di un modello di sviluppo fondato sulla giustizia ambientale, sulla democrazia dei territori, sulla rottura con le politiche di austerità. Per questo le piazze di oggi hanno rilanciato la giornata del 18 marzo, giorno nel quale movimenti e sindacati di tutta Europa, manifesteranno a Francoforte in occasione dell’inaugurazione dell’Eurotower della Bce».

Per Maria Pia Pizzolante di Tilt! quella in piazza è «L’Italia migliore, le idee e le speranze di una generazione che non si arrende e che nonostante tutto vuole provare a cambiarlo insieme il Paese» e rivolgendosi al governo «Smettetela di fare slogan e consenso intorno a parole vuote, la #‎buonascuola‬ è quella che vogliono costruire loro, quelli che oggi stanno in piazza e quelli che non ci possono stare perchè precari, esclusi, abbandonati».

«Oggi siamo in piazza con migliaia di studenti, docenti, personale ATA che vogliono la vera ‘buona scuola’. La loro battaglia è la stessa che Sinistra Ecologia e Libertà porta avanti in Parlamento e nella società civile, per una scuola pubblica, laica, libera e aperta a tutti. E’ la scuola disegnata dalla Legge di Iniziativa Popolare per la Scuola della Repubblica, nata dall’ascolto di studenti, docenti, famiglie». Lo ha detto la senatrice Alessia Petraglia, capogruppo di SEL in commissione Istruzione.

«Crediamo fermamente – ha proseguito – che si debba ricostruire la scuola, messa in ginocchio dall’austerità, da riforme e controriforme, dal rifiuto costante di investire risorse in questo bene primario. La scuola è diventata una riserva di precarietà, con ricadute negative non soltanto sulla vita professionale dei docenti, ma anche e soprattutto sull’offerta educativa e formativa agli alunni. Servono risorse e non gli spiccioli previsti da questo decreto che arriva dopo anni e dopo governi che hanno sottratto alla scuola dieci miliardi di euro».

«Siamo convinti anche noi che sia necessario cambiare verso alla scuola e siamo certi che Costituzione e LIP rappresentino oggi la strada maestra per cambiare profondamente una situazione inaccettabile. Il Governo riparta da queste piazze, dagli studenti, dai docenti, dalle loro famiglie, ascolti le loro proposte, perché – ha concluso è qui la ‘buona scuola’ di cui il Paese ha bisogno».

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