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Venerdì, 5 settembre 2014

Un Governo contro i lavoratori

lavoro-precari

Da ‘i fannulloni’ di Brunetta a ‘i senza denti’ di Hollande ai ‘succhiaruote’ del sottosegretario Rughetti emerge il disprezzo per il lavoro. Si guarda ai lavoratori con la puzza sotto al naso. Il governo Renzi sul lavoro è in netta continuità con le politiche del passato. Lo dichiara Giorgio Airaudo, responsabile nazionale lavoro di Sel, commentando le dichiarazioni del sottosegretario Angelo Rughetti, in un’intervista a Repubblica.
Gli 80 euro sono una cosa utile, anche se mal distribuiti perché non hanno toccato gli incapienti, i pensionati e i redditi bassi, e devono essere aggiuntivi e non sostitutivi agli aumenti dei contratti nazionali in tutti i comparti della pubblica amministrazione a partire dai lavoratori delle forze dell’ordine. Dopo la decisione del governo di bloccare il rinnovo dei contratti nella PA non sono i lavoratori contro il governo ma è il governo che è contro di loro, conclude Giorgio Airaudo.

Commenti

  • maurizio

    Il lavoro è, sempre meno, un diritto e, sempre più, una “gentile concessione”.
    I lavoratori sono ormai assimilabili a materiale di consumo; devono solo produrre ricchezza per questo Paese: un Paese del quale non faranno più parte perché privati, un po’ alla volta, di ogni diritto.

  • http://detestor.blog.com/ Detestor

    L’argomento degli 80 euro non sta in piedi logicamente. Gli 80 euro li hanno presi tutti traversalmente, dipendenti pubblici e privati. Il rinnovo del contratto, invece i dipendenti privati ce l’hanno regolarmente, mentre i dipendenti pubblici nulla, e da anni per di più. Il trattamento di disparità è palese.

  • Dario

    Chi lavora nel privato non ha il posto garantito ed è costretto a lavorare sempre duramente: non facciamo paragoni assurdi. E ti assicuro che non si può mettere la mano sul fuoco sugli 80€, che nel privato possono tranquillamente “sparire”. Né sblocco dei contratti equivale sempre anche ad un adeguamento del costo della vita: il mondo del privato è una giungla e gli imprenditori non hanno scrupoli.
    Sicuramente è una cosa ingiusta il blocco dei contratti, soprattutto perché quei 4 miliardi si troverebbero facilmente con una patrimoniale (molti di più), lotta all’evasione (chissà perché Renzi, al contrario di Bersani, non ne parla mai) o tagli agli sprechi, ergo il governo non ha scuse; ma almeno i dipendenti pubblici hanno un posto garantito a vita, che lavorino o meno: privati e partite IVA invece sono in una situazione disperata, non tutelati da nessuno.

  • claudio

    non per spirito polemico ma per favorire una reale comprensione del “mondo del lavoro” che evidentemente dirigenti della sinistra (leggendo l’articolo di Airaudo) ed asostenitori di SEL (leggendo il commento di Detestor) non hanno poi così chiaro.
    In primo luogo i fatidici “80 euro” che sono una riduzione delle tasse sui redditti da lavoro medio bassi e dunque non possono che investire solo i lavoratori e non anche altre categorie disagiate ma che non producono reddito (pensionati, indigenti, etc.). Ciò che questo governo ha fatto è semplicemente questo, alleggerire il “peso fiscale” sui lavoratori a rddito medio-basso ed è il masismo che può fare in questa situazione (di deficit dei conti pubblici) data. Dovendo scegliere ha privilegiato, ovvero ha pensato per primo, alla categoria dei lavoratori a medio-basso reddito rispetto ad altre categorie (tra cui la mia che sono un autonomo) anche più deboli (come gli anziani o gli indigenti) che comunque usufruiscono del “sistema sociale” italiano (inadeguato certamente ma non così scarso rispetto a tanti altri paesi anche più sviluppati del nostro dove l’accesso al servizio sanitario comporta ad esempio la compartecipazione del cittadino che deve necessariamente sottoscrivere una polizza assicurativa se vuole essere in grado di sostenere le spese a cui è chiamato) senza contropartita (non producendo alcun reddito) e dunque sulle spalle (economicamnete) di chi è attivo lavorativamente. Piaccia o meno la scelta degli “80 euro” è quanto di più progressitsa ha fatto un governo italiano negli ultimi 25 anni e duqnue la si smetta, come fà anche Airaudo di ricorrere allo spocchioso “ma anche” che dimostra solo quanto siano inadeguati a capire i problemi dei cittadini.
    In secondo luogo il rinnovo dei contratti. Certamente è necessario adeguare il “potere di acquisto” dei contratti dei dipendenti pubblici ma se questi oggi rappresenta un problema per l’alta incidenza sul bilancio statale non è colpa tanto di questo governo ma delle assunzioni inutili e fuori controllo fatte per decenni e decenni (anche dalle amministrazioni pubbliche di sinistra) creando una situazione non sostenibile economicamente e con il paradosso di non aver aumentato neanche la qualità dei servizi dato che il pubblico impiego italiano (in generale, poi ovviamente ci sono differenze settoriali, ad esempio il comparto sanità e sicurezza è sottodimensionato e in genere molto produttivo in rapporto agli insufficienti mezzi con cui è costretto ad operare) è tra ii meno produttivi d’Europa.
    La verità è che l’adeguamento del contratto del pubblico impiego è sacrosanto (dato che la media degli stipendi è tra la più bassa d’Europa) ma andrebbe accompagnata da qualche migliaio di licenziamenti di dipendenti amministrativi (in enorme sovrannumero sia nei ministreri che negli enti locali) del tutto inutili. Allora il sindacato deve scegliere o predilige il mantenimento die posti di lavoro rinunciando all’aumento (una specie di indiretto contratto di solidarietà) o è lui a promuovere i licenziamneti offrendoli come contropartita all’adeguamento del contratto nazionale. Invece il sindacato continua a girarsi dall’altra parte guardando solo a ciò che gli interessa vedere e facendo finta di non sapere quanta imporduttività ed inutilità ci sia nella P.A. Estattamente come con i lavoratori delle piccole aziende (a cui l’art. 18 non si è mai applicato) ed alle partite iva che restano categorie precarie e svantaggiate pur essendo lavoratori come gli altre (spesso più produttivi degli altri) ma di cui sindacato e sinistra si guardano bene da sostenere (salvo a parole) perchè la realtà è che l’unico modo per tutelarle sarebbe RIDISTRIBUIRE i diritti dato che la loro estensione non è sostenibile economicamente allo stato attuale.

  • Dario

    Il punto è sempre quello: non si vogliono trovare i fondi. Finché ci saranno governi di destra, è logico che non avremo mai soldi: senza la patrimoniale, senza una seria lotta all’evasione (con graduale abolizione del contante) e una rimodulazione delle aliquote, nonché una vera spending review, i soldi mancheranno sempre. E a mio avviso, sarebbe stato progressista dare gli 80€ a chi ne prende 600 o 700 in primis, poi agli altri se c’era la possibilità: mi sembra abbastanza ovvio che Renzi abbia fidelizzato l’elettorato storico del PD, ossia la classe media e media-bassa del pubblico. Renzi non ha dato gli 80€ a autonomi e indigenti (i più bisognosi in assoluto) perché non sono parte del suo elettorato, mi sembra molto semplice.
    Non capisco davvero il punto del “sistema sociale”: l’indigente ha gli stessi diritti e doveri rispetto ad un assunto a tempo indeterminato che prende 1400€, non mi sembra proprio che esistano particolari tutele per i poverissimi (quanti pensionati muoiono letteralmente di fame).
    Finché non capiamo che è sempre una questione di voler fare o meno, e che non si può giustificare l’ingiustificabile (ossia gli 80€ senza i quali Renzi non sarebbe arrivato al 40,8%), accetteremo sempre tutto.
    Una curiosità Claudio, tu che difendi quasi sempre a spada tratta l’operato del governo: non pretendo una risposta perché è una cosa personale, ma come mai non sei iscritto al PD, o non lodi l’operato di Migliore e del suo “Led” (che probabilmente avrà anche finanziamenti in quanto nuovo gruppo alla Camera…)? Dovrebbero rispecchiare perfettamente la tua visione politica, distante da noi che sappiamo solo lamentarci e non riusciamo a capire quanto fanno bene al paese Renzi, Berlusconi e Alfano.
    P.S. mi dicevi che PD e FI o Ncd non sono alleati ma costretti dalle necessità, come mi spieghi allora i casi di Copertino con Ncd o le provinciali di Taranto e Brindisi ove PD si alleerà con Forza Italia (senza contare i tanti comuni, soprattutto del sud, ove già avviene)? Siamo noi in malafede o loro? Dobbiamo rivalutare Berlusconi forse.

  • claudio

    Parto dal soddisfare la tua curiosità Dario; mi confronto qui con SEL perchè vorrei una sinistra non marginale e che non si auto-marginalizzata. Tutto qui.
    Il punto non sono le ragioni di ciascuno ma come queste si usano, se per confrontarci accettando la logica della maggioranza o per ricavarsi una nicchia inutile politicamente ma comunque utile alla carriera di qualche singolo.
    Nel merito del provvedimento degli “80 euro” vedo che abbiamo punti di vista diversi ed a mio avviso confondi alcuni aspetti.
    Innanzitutto la platea del provvedimento attiene ai dipendenti pubblici e privati (non solo pubblici) di reddito medio e medio-basso (la classe che una volta si sarebbe detta “operaia” e che adesso riguarda sia le “tute blu” e i “colletti blu”, ovvero chi solge una mansione subordinata sia essa di prestazione d’opera manuale che intellettuale). Con tutto il rispetto questa interessa dunque non l’elettorato del PD ma l’elettorato di sinistra. Certo se la sinistra raccoglie si e non il 4% ed il PD olter il 40 (dieci volte tanto) significa semplicemente che l’elettorato di sinistra vota il PD ed allora siamo noi che dobbiamo fare una riflessione su quanto siamo distanti dal sentire del nostro elettorato invece che liquidare la faccenda come fà il M5S che sostiene che questa determinazione è stata una sorta di compravendita di voti.
    Poi certamente il provvedimento da solo non basta e sono ben altre le politiche che devono essere messe in campo ma su questo piano – oltre a segnalare il poco coraggio del governo – occorre avere anche la franchezza e l’onestà intellettuale di misurarsi con le risorse disponibili. E’ evidente che queste possono nel tempo (ovvero nell’arco di una decina di anni) essere incrementate con una più efficace lotta all’evasione ma resta oggettivo che oggi la “macchina pubblica” ha un costo che è difficilmente sostenibile e soprattutto che rispetto alla spesa sostenuta la resa (in termni di produttività) è bassa (con i distinguo che ho già fatto in precedenza) e non si può difendere il pubblico impiego sempre e comunque anche quando non lo è.

  • http://detestor.blog.com/ Detestor

    Abbi pazienza Dario, ma l’argomento di Madia degli 80 euro non sta in piedi logicamente. Non è che i dipendenti pubblici hanno avuto gli 80 euro e i dipendenti privati il rinnovo, no, gli 80 euro erano per tutti, pubblici e privati, e i privati hanno “in più” il rinnovo del contratto, che i pubblici non hanno, e da 5 anni. La disparità è palese, lampante, senza neanche contare il fatto che per ammissione stessa del ministro gli 80 euro li ha avuti solo il 25% dei dipendenti pubblici.
    Il tuo argomento, invece, secondo il quale i dipendenti pubblici hanno un posto più garantito e non lavorano duramente, è frutto di luoghi comuni, ed è triste sentirlo sostenere da un elettore di sinistra. Se dovessi basarmi sull’esperienza personale, per esempio, dovrei dire esattamente il contrario, visto che vedo quotidianamente dipendenti pubblici lavorare molto, e dipendenti privati fare un cazzo tutto il giorno o comunque lavorare male, proprio perché nel posto (privato) dove sono non li lasciano mai a casa, anzi, li promuovono pure, perchè “alla loro età cosa fai, li mandi a pulire i cessi?” quando spesso quella sarebbe la mansione adatta alle loro capacità, e invece gli vengono regolarmente dati incarichi di responsabilità, che non hanno alcuna capacità di svolgere, solo perché una carriera gli è dovuta semplicemente per anzianità.
    Quindi, dalla mia esperienza dovrei sostenere il contrario di quel che tu dici, mentre in realtà ho imparato che svogliati e incapaci si trovano dappertutto, pubblico e privato.
    Dunque, non sta in piedi che per un presunto privilegio, inesistente nei fatti, una categoria debba essere regolarmente penalizzata a livello retributivo.

  • http://detestor.blog.com/ Detestor

    Mah, noi di sinistra siamo sempre capaci di complicare ciò che è semplice e lineare. In questo caso, mi sembra palese che Grillo abbia ragione: gli elettori sono stati comprati con gli 80 euro, punto, non c’è da fare “riflessioni” su “distanze” e altri concetti fumosi. L’italiano medio ha in testa il portafolgio come prima cosa, e anche come seconda e terza. Renzi gli ha dato 80 euro, e lui vota Renzi, punto. La scienza ci insegna che è inutile cercare spiegazioni complicate quando le spiegazioni semplici descrivono senza contraddizioni un fenomeno, e questo mi sembra proprio questo caso.

  • claudio

    vedi Detestor non credo affatto che sia questione di complicato o semplice ma di rispetto e di umiltà.
    Per quale ragione pensi di poter giudicare “tout cout” i tuoi simili? Che ne sai di cosa pensano e come agiscono le persone da poter esprimere su di esse un giudizio generale come quello che esprimi su ciò che (non senza disprezzo) chiami “italiano medio”. Semplicemente perchè la maggioranza dei tuoi simili non la pensano come allora conseguentemente diventano persone di poco conto che hanno “in testa il portafolgio come prima cosa, e anche come seconda e terza”?
    Non pensi che forse potresti sbagliarti? che l’enorme attuale iato tra il consenso elettorale del PD guidato da Renzi e la sinistra riunita nella Lista Tspras non possa dipendere semplicemente da questioni di malcostume o interessi personali (che esistono sicuramente ma che sono con ogni probbailità marginali) ma dalla speranza di cambiamento suscitata dalla nuova leadership di quel partito e dall’inadeguatezza e la non credibilità di quella della sinistra attuale?
    E’ plausibile che quella speranza sia poi delusa ma davvero ti senti di escludere che non sia così?
    E soprattutto mi spieghi come può coesistere l’essere di sinistra econ l’essere sprezzanti con i propri simili?

  • http://detestor.blog.com/ Detestor

    Ma per favore, gli italiani per vent’anni hanno votato l’imbonitore Berlusconi, adesso votano l’imbonitore Renzi, e io dovrei considerarli “miei simili”? Hai un bel coraggio! Per il resto, è dall’elezione del Presidente della Repubblica che il PD ha mostrato la sua vera faccia, e poi è solo peggiorato, con inciuci e larghe intese, voti per chiudere il Senato per far contento B. voti di fiducia a personaggi senza faccia, come Alfano e Cancellieri, e chi più ne ha più ne metta. Se uno continua a votarlo, è per il proprio porco tornaconto di bottega, e basta, alla faccia del lavoro sempre più precario e della vera e propria svolta autoritaria a livello istituzionale. Sono stufo del buonismo, essere di sinistra non vuol dire chiudere gli occhi davanti alla realtà. Non ho alcuna stima per chi sta vendendo questo paese per miseri 80 euro.

  • claudio

    Vuoi sapere Detestor cosa vule dire essere di sinistra?
    Vuol dire considerarsi tutti pari (compagni, ovvero degni di divedere con noi il pane) e dunque ritenere i nostri simili meritevoli dello stesso rispetto che chiediamo per noi, anche quando non se ne condividono le scelte e le idee.
    Questo vuol dire essere di sinistra, il resto è conseguente.
    Lo è perchè se parti dal presupposto che alcuni non meritano il tuo stesso rispetto, che dunque non sono – come tu affermi – tuoi simili, allora non meritano neanche gli stessi diritti e che è dunque giusto che ad alcuni sia concesso più che ad altri e/o che ad alcuni sia chiesto più che ad altri.
    Dunque se tu ritieni di NON considerare tuoi simili altri essere umani allora sei semplicemente (come cultura al di là del partito per cui voti) di destra.
    Tutto qui.

  • http://detestor.blog.com/ Detestor

    Balle, aria fritta. Ti ho fatto un breve elenco (e ce ne sarebbe da aggiungere) di tutte le nefandezze che il PD ha commesso solo nell’ultimo anno, ma tu preferisci saltarle a pié pari per discutere se io sia più o meno di sinistra. Qui se c’è qualcuno di destra (a fargli un complimento) è Renzi e il PD, ma secondo te io dovrei considerare “miei simili” chi continua a votarli per il proprio squallido interesse di portafoglio, fregando un’intera generazione (anzi più di una) condannandola al perenne precariato. Forse tu non hai contatti con questi italiani, che maledicono Berlusconi e il PD (e chi li vota) ogni giorno in quanto causa delle loro angosce giornaliere. Ecco, questi sono i miei simili, non gli egoisti che votano PD per 80 merdosi euro in più nel portafogli.

  • claudio

    Sei fuori tema, completamente. Non stiamo parlando del PD (né di Renzi) ma dei cittadini italiani che tu consideri venduti per 80 euro, stiamo parlando cioè della tua arroganza nel giudicare gli altri. Di questo stiamo parlando e non di altro.
    Ciò che discuto non è il tuo diritto a giudicare sbagliato o meno come altri cittadini votano o il loro orientamento politico ma il giudizio morale che esprimi verso chi non la pensa come te.
    Discuto sul fatto che NON è eticamente giusto (e non è di sinistra) il dividere le persone in buone o cattive ponendoci super-partes come se fossimo una qualsiasi divinità. Se poi vogliamo parlare delle ragioni per cui molte persone (ed in particolare le nuove generazioni e quelle future) si trovano a vivere una condizione di lavoro prevalentemente precaria facciamolo tranqullamente ma è un’altro tema ed è molto più complesso della semplificazione che ne fai tu scaricando sui governi di centrodestra e sul PD tutte le colpe.

  • http://detestor.blog.com/ Detestor

    Siamo sempre lì, ti piace complicare le cose semplici. Gli italiani sono il popolo che ha votato un delinquente per 20 anni, e adesso votano un populista. Ogni popolo ha il governo che si merita, specialmente in democrazia. Gli italiani quindi meritano Berlusconi e adesso Renzi, altro che “giudizio morale” su “chi non la pensa come me”. Votare Berlusconi non è “non pensarla come me”, fa schifo e basta. Se poi tu vuoi giustificare tutto, persino il voto dato a un delinquente di professione, fai pure, ma abbi almeno la decenza di non giudicare me perché me ne lamento, mi pare il minimo.
    Per quanto riguarda il precariato, anche qui, facciamo le cose più difficili di quel che sono. Chi ha precarizzato il lavoro (e per restare in argomento, ha bloccato il tetto salariale)? Le leggi di Berlusconi prima, di Monti (appoggiato dal PD) poi e di Renzi ora. Le chiacchiere stanno a zero, altro che “tema complesso”.

  • claudio

    Se tu ritieni che sia io a complicare le cose semplici e non che le cose siano più complesse di come le immagini tu è un legittimo punto di vista che rispetto anche se non condivido.
    Tu riduci tutto ad una questione legislativa, come se la realtà fosse determinata dalla legge e non da una miriade di fattori distinti tra loro (legislazione pubblica inclusa) che si influenzano a vicenda.
    Secondo te dunque basterebbero delle leggi diverse per eliminare ia disoccupazione e vivere tutti in un mondo migliore?
    Se fosse così non esisterebbe la povertà o non esisterebbero diseguaglianze, almeno non esisterebbero nei paesi socialisti come Cuba o il Venezuela (che è anche un paese ricchissimo di materie prime – petrolio in primis – e che dunque non ha problemi di ricchezza potenziale e non subisce imbarghi) o in Argentina per fare degli esempi.
    Davvero pensi che se ad esempio in Grecia le prossime elezioni le vincesse Tspras nel giro di due tre anni si risolverebebro tutti i problemi?
    La realtà temo sia un pò più complessa di come immagini e se davvero credi che basti un cambio di governo per risolvere tutti i problemi allora è probabile che non potrai che essere sempre deluso, anche dalla sinistra (se sarà chiamata a governare vincendo le elezioni).
    Del resto ritengo che anche i dirigenti della sinistra abbiano le loro colpe in materia, avendo fatto davvero poco per non alimentare l’errata convinzione che per via legislativa tutto si possa risolvere facilmente, anzi è su questo equivoco che ha puntato le proprie chance nella speranza di mantenere almeno un piccolo consenso sufficiente ad assicurare un ruolo politico (spesso collegato anche con un’indennità economica pubblica) almeno a se stessi anche se ciò ha comportato ridurre la sinistra in Italia ad una ininfluente marginalità.