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Martedì, 12 maggio 2015

Omotransfobia: una campagna di sensibilizzazione promossa dal Torino Pride e sostenuta dalla Regione Piemonte

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È stata presentata all’interno del Consiglio regionale piemontese la campagna di sensibilizzazione contro l’omofobia e la transfobia promossa dal Coordinamento Torino Pride GLBT e sostenuta dalla Regione Piemonte. Una campagna che pone al centro la sensibilizzazione, ma anche la sollecitazione alle vittime di violenza a denunciare. Il manifesto che verrà affisso in tutte le città capoluogo del territorio piemontese riporterà il messaggio “L’omotransfobia è odio che ti uccide, non essere complice” e i contatti telefonici delle linee ConTatto (011 5211132) e Pronto Arcigay (3240483543).

«La campagna, che la Regione Piemonte ha deciso di patrocinare, ha un nobile intento che non deve essere messo in secondo piano: le istituzioni devono impegnarsi contro l’omofobia e la transfobia. Tutte le altre questioni oggi dovrebbero passare in secondo piano. Questa iniziativa è organizzata in occasione della Giornata Mondiale contro l’Omofobia e la Transfobia che si terrà domenica 17 maggio; fino al 1990 l’omosessualità era ancora presente nell’elenco delle malattie mentali: solo quell’anno l’Organizzazione Mondiale della Sanità la depennò da quella lista. Oggi l’unione Europea considera l’omotransfobia al pari del razzismo, della xenofobia, dell’antisemitismo e del sessismo. È per queste ragioni che non dovremmo spendere le nostre energie in inutili polemiche, ma dovremmo impegnarle per sensibilizzare e promuovere la cultura dei diritti» – ha dichiarato Monica Cerutti, assessora ai Diritti della Regione Piemonte.

A riguardo delle critiche che sono state rivolte al manifesto l’assessora ha dichiarato: «L’immagine, scelta autonomamente dal Torino Pride, è un’opera d’arte, patrimonio universale dell’umanità, non di una parte, come è universale il messaggio che vuole trasmettere: pietà e compassione, esattamente il contrario di quello che per noi è l’omofobia e la transfobia. Il nostro obiettivo era, e rimane, quello di sensibilizzare tutti contro l’omotransfobia, ma allo stesso tempo vogliamo lanciare un messaggio chiaro a chi è vittima di omofobia e transfobia: non siete soli, potete e dovete denunciare. Il nostro è un messaggio nobile che non vuole dividere ma unire».