La sentenza della Consulta che boccia in parte la legge sul legittimo impedimento e rimette nelle mani dei suoi giudici naturali il destino dei processi del premier porta con sé due buone notizie. La prima è che la Corte Costituzionale resta un organismo autonomo, di garanzia e di tutela super partes, capace di valutare la costituzionalità di una legge a prescindere dai rumori della politica, dai desideri di chi governa, dalle lusinghe di chi comanda. Una decisione assunta a larghissima maggioranza, in punta di diritto e di buon senso, che riduce l’argine di impunità costruito dai partiti della maggioranza attorno al caro leader Berlusconi. Ben diversa l’immagine che della Consulta ci proponevano i traffici estivi della P3, le febbrili consultazioni telefoniche tra gli amici di Carboni, il conto della serva sui magistrati amici del premier, quelli più malleabili, quelli sempre in odor di gratitudine… » continua