Quando finiremo di giudicare “con riserva” l’inadeguatezza morale della classe politica italiana? Quando decideremo di prescindere dalle sentenze dei magistrati e di valutare nel merito – per ciò che sono, per ciò che rappresentano – i gesti, gli atti, i comportamenti, le omissioni, le amicizie, le menzogne senza attendere il giudizio di Dio o dei tribunali? Quando saremo disposti a utilizzare codici di civiltà, e a pretendere comportamenti di limpidezza politica, senza ostinarci a frugare prima nei codici penali? » continua