Roma, 12 apr. (Adnkronos Salute) – “Ho chiesto al mio avvocato, un deputato del Pdl, di verificare se ci sono gli estremi per adire le vie legali. La mia immagine potrebbe infatti essere stata danneggiata”. Ad annunciarlo all’Adnkronos Salute e’ Paolo Sardelli, primario di chirurgia toracica dell’ospedale San Paolo di Bari, al centro dello scandalo che ha coinvolto il governatore della Puglia Nichi Vendola.
E’ infatti per avere Sardelli alla guida del reparto di Chirurgia toracica dell’ospedale barese che Vendola avrebbe fatto riaprire un concorso della Asl di Bari. E per questo ora il governatore e’ indagato.
Per Sardelli l’inchiesta della procura e’ stata una ‘legnata’.
“Sono deluso, ma soprattutto arrabbiato. Il concorso a cui ho partecipato l’ho vinto solo per merito. Vorrei inoltre ricordare che sono primario dal 2004, quando alla guida della Regione c’era Raffaele Fitto. All’epoca dirigevo il reparto di Chirurgia toracica al Policlinico di Foggia, dove mi trovavo benissimo e dove tutti mi rispettavano. Un reparto – sottolinea Sardelli – che nel tempo era diventato a cinque stelle”. Proprio i riconoscimenti avuti a Foggia l’hanno portato all’attenzione dei vertici della sanita’ regionale.
“Al Policlinico ho infatti riorganizzato un reparto che non esisteva; venne da noi un medico di livello mondiale e quando Vendola divento’ presidente della Regione mi fece i complimenti. Dopo qualche mese, dal momento che il primario del San Paolo era andato in pensione, fui contattato dall’allora direttore generale dell’Asl di Bari, Lea Cosentino, che mi chiese se ero interessato a partecipare al concorso.
Io dissi si’, ma alle mie condizioni”.
In sostanza Sardelli disse che avrebbe partecipato al concorso solo se gli avessero permesso poi di realizzare una struttura organizzata, attrezzata e accogliente. Tanto che, anche dopo aver vinto il concorso, il medico non entro’ subito in servizio. “Firmai il contratto a giugno, ma non mi trasferii a Bari fino a settembre perche’ volevo essere sicuro che finissero i lavori” necessari secondo il medico a rendere la struttura moderna e attrezzata.
E per ottenere quello che a suo avviso era indispensabile per soddisfare i bisogni dei pazienti Sardelli usava tutte le armi che aveva a disposizione. “Io sono sicuramente un rompiscatole. Per migliorare l’assistenza ai pazienti del mio reparto, se il direttore generale fa ‘muro’, sono disposto a rivolgermi all’assessore, al governatore”. Ed e’ quello che ha fatto con Vendola. “Ad esempio – spiega Sardelli – mentre stavano facendo i lavori al reparto ho mandato alcuni sms a Vendola perche’ l’impresa non voleva mettere i bidet ne’ le zanzariere. Sempre nell’interesse del paziente, mai per una richiesta personale. Dopo tanti sacrifici fatti per creare strutture all’avanguardia anche in Puglia, finire in questo calderone – conclude Sardelli – mi amareggia molto”.