Caro Sindaco, Roma ha bisogno di cura non nuove Olimpiadi
Jacopo Maria Argilli*
Le Olimpiadi sono da più di 40 anni motivo di corruzione, distruzione del territorio e soprattutto causa di un aumento spropositato del debito pubblico cittadino. Due anni fa insieme al Gruppo SEL del Municipio I Roma Centro abbiamo contrastato in Consiglio una mozione che chiedeva la candidatura della città alle Olimpiadi del 2024, ma purtroppo è passata con un voto bipartisan. La teoria perversa che i grandi eventi sono “una grande opportunità” ha ormai contagiato trasversalmente la politica.
Per fare solo qualche esempio i debiti contratti dalla città di Montreal (Canada) per organizzare le Olimpiadi del 1976 sono stati ripagati totalmente dai cittadini solo nel 2006, Atene e la Grecia hanno contratto debiti per circa 7 miliardi di euro per quelle del 2004.
Mezzo secolo fa, in pieno “boom economico”, Roma iniziava ad accumulare il suo debito storico proprio in occasione delle Olimpiadi del 1960 per i costi dei terreni espropriati per realizzare le infrastrutture. Da un’Olimpiade all’altra Roma è sempre cresciuta in maniera disordinata, realizzando opere spesso inutili soprattutto in vista dei “Grandi Eventi” come i Mondiali di Calcio del 1990, il Giubileo del 2000 e i disastrosi Mondiali di nuoto del 2009 con la città dello sport di Calatrava costata 200 milioni di euro e che giace abbandonata nell’Agro Romano.
Dobbiamo uscire dalla logica delle grandi opere, dei grandi eventi, dei grandi palcoscenici che servono solo a mascherare il volto di una città martoriata dal cemento di quei costruttori che con le Olimpiadi del 2024 saranno ben felici di fare gli interessi della rendita e della grande finanza internazionale.
Mi domando come si possa vendere il patrimonio immobiliare pubblico (cioè di tutti noi) invece di riconvertirlo in spazi rigenerati, in edilizia popolare e in occasioni per sviluppare un commercio di qualità perché costretti dagli obblighi imposti dal “Salva Roma” ed esporre la città ad ulteriori rischi di indebitamento?
Con una città cha ha 12 miliardi di debito storico (assunto dallo Stato italiano nel 2008) e centinaia di milioni di debiti che i cittadini romani dovranno ripagare nei prossimi 30 anni, crede davvero Sindaco che sia un’opportunità candidare Roma a un nuovo dissesto economico ed urbanistico annunciato?
*Consigliere Municipio I Roma Centro – Assemblea Nazionale SEL
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Livia Cannella
Sinistra Ecologia Libertà





