Sei in: Home › Attualità › Notizie › De Cristofaro: in Europa occorre cambiare strada su tutto. Le mozioni presentate da Sel
Mercoledì, 24 giugno 2015

De Cristofaro: in Europa occorre cambiare strada su tutto. Le mozioni presentate da Sel

europa

La dichiarazione di voto di Sinistra Ecologia Libertà al Senato sulla risoluzione europea presentata dalla maggioranza 

Signor Presidente, per spiegare le ragioni per cui ovviamente esprimeremo voto favorevole alla nostra risoluzione, ma non a molte di quelle presentate da altri, in particolare quella della maggioranza, mi concentrerò in particolare su un punto, l’immigrazione, anche perché sulla Grecia ho già avuto modo di dire molte volte quello che pensiamo e penso.

Senza la Grecia, molto semplicemente, l’Europa non c’è più e il nostro Paese dovrebbe appoggiare con nettezza la lotta sacrosanta di quel popolo e di quel Governo contro le politiche dell’austerità, anche perché – mi rivolgo al Presidente del Consiglio – non basta parlare di affetto e amicizia senza atti concreti. Occorrono atti specifici molto netti, considerando che, qualche volta, capita di stare davanti ad un bivio, signor Presidente: o si sta con la Grecia, con il suo popolo e con il suo Governo, oppure, nei fatti, si sta con le politiche dell’austerità.

Vorrei invece parlare in maniera più compiuta, per quanto rapidamente, del punto specifico dell’immigrazione, che mi pare essere il cuore della relazione del Presidente del Consiglio. Siamo certamente dinanzi ad un’emergenza tragica, spesso anche per la gente che muore, ma – come si vede dai numeri – molto spesso finanche costruita ad arte da quelle forze politiche che, come ho detto più volte in quest’Aula, fanno della becera propaganda la loro azione, utilizzandola naturalmente come semplice arma di consenso.

Questo naturalmente non significa dire che non vi sia il problema, perché c’è tutto ed esiste, ma non chiamo in causa anche e soprattutto un’Europa che dimostra la propria fittizia unità. In realtà, gli arrivi dei profughi – com’è stato detto anche in quest’Aula – non sono molto diversi da quelli di un anno fa: la differenza grande sta nella reazione inconsulta di molti Paesi.

Sarebbe però sempre giusto chiedersi le ragioni da cui nasce l’emergenza – mestre in quest’Aula su questo purtroppo vi è un silenzio tombale – come anche e soprattutto tutte quelle scelte politiche, strategiche, militari e geopolitiche totalmente sbagliate che sono state fatte nel corso di questi anni, avallate da moltissime forze politiche, che hanno evidentemente destabilizzato moltissime aree del mondo. È davvero paradossale che proprio il Paese che più di tutti ha spinto in passato per il disastroso intervento in Libia oggi si dimostri tra quelli più chiusi nell’affrontare le conseguenze dell’emergenza umanitaria (sto parlando naturalmente della Francia).

Certo, la situazione è difficile, nessuno lo nega: i princìpi cui dovremmo e dobbiamo riferirci sono invece molto chiari e potremmo definirli vere e proprie stelle polari, ossia il diritto internazionale, la nostra Costituzione e la strenua difesa dei diritti umani. Queste stelle polari spero proprio ci facciano abbandonare le strade inefficaci e sbagliate di cui però sentiamo molto parlare, come l’idea di coniugare gli interventi umanitari con atti di guerra contro i barconi e le strutture che supporterebbero gli scafisti e cose del genere.

Questa è una vera operazione di manipolazione, che serve soltanto a rimuovere il ragionamento sulle cause strutturali delle migrazioni mentre – come capirebbe anche un bambino – le stragi dei migranti avverrebbero lo stesso, magari non più nel mar Mediterraneo ma, per esempio, nel deserto libico. Una insopportabile ipocrisia e una vera follia condotta con la stessa logica perversa di questi ultimi 15 anni, che ha determinato e accelerato l’emergenza di cui parliamo oggi; proprio come lo sarebbe, dal nostro punto di vista, una sciagurata azione militare di terra.

Dobbiamo cambiare strada del tutto. Gli interventi militari, anche nella migliore delle ipotesi, riuscirebbero ad interrompere il flusso migratorio soltanto per un brevissimo lampo di tempo. Ovviamente però questo stesso flusso migratorio, successivamente all’intervento militare, riprenderebbe con dimensioni moltiplicate rispetto ad oggi.

Il nostro dovere è un altro: salvare più vite umane possibile. Oggi questo è il nostro principale dovere, esattamente come ieri il nostro principale dovere era non interrompere Mare nostrum. I disperati che cercano la salvezza li dobbiamo salvare e non li dobbiamo sommergere. Non sto utilizzando queste parole a caso. Ripeto, li dobbiamo salvare e non li dobbiamo sommergere.

Per contrastare l’osceno traffico sulla loro pelle servono corridoi umanitari che garantiscano canali di accesso protetto nel nostro continente; serve un piano europeo concordato e solidale per il reinsediamento dei profughi; serve una concessione di permessi di soggiorno a scopo umanitario che garantisca la libera circolazione nell’Unione europea. Un Continente che ha diversi milioni di abitanti, centinaia di milioni di abitanti non può considerare un’apocalisse 100.000 persone che scappano dalle guerre e dalla fame. E ancora, bisogna insistere per risolvere il Trattato all’origine di tutte le tensioni, Dublino III, trattato da sospendere e poi modificare radicalmente in modo che ai richiedenti asilo vengano garantiti gli stessi diritti che Schengen prevede per i cittadini europei.

Ma per riuscire in tutto questo in Europa – e concludo – al nostro Governo servirebbero quella autorevolezza ed anche quella capacità di azione politica che al momento purtroppo sono del tutto inesistenti. Alle dichiarazioni trionfalistiche di alcuni mesi fa sono seguiti fatti di segno opposto, proprio mentre veniva del tutto sprecato – e anche su questo dovremmo riflettere con più serietà – il nostro semestre di Presidenza europea. L’Italia, in Europa, mancava di autorevolezza ieri, quando c’era Berlusconi, e purtroppo manca di autorevolezza ancora oggi con il suo Governo. Le trovate ad effetto, la propaganda, le bugie, i tweet e le tante cose di cui abbiamo parlato in questi mesi evidentemente non bastano più. Presidente, non bastano più nemmeno in patria, non bastano più nemmeno in Italia. Basta chiederlo agli insegnanti se bastano o non bastano, figuriamoci se bastano in Europa.

La realtà, signor Presidente del Consiglio, è molto più complessa della facile propaganda che ci ha raccontato in questi mesi.

Le risoluzioni e mozioni presentate da Sel

Risoluzione Consiglio Europeo (Migranti, Grecia, Economia europea, TTIP)

Mozione Grecia

Mozione Ucraina e sanzioni Russia

Commenti