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Mercoledì, 2 dicembre 2015

De Petris: Renzi predica bene ma razzola male. Dice di voler ridurre le emissioni e fa il contrario

clima

«Saremmo stati davvero lieti di apprendere dal presidente Renzi che nella legge di stabilità sono stati stanziati 4 miliardi per fronteggiare l’emergenza climatica. Se fosse vero, e purtroppo non lo è. La cifra reale è di soli 16 milioni e mezzo di euro. Tanto è disposto a investire il governo italiano contro una realtà incontrovertibile e catastrofica come il surriscaldamento globale. Renzi predica bene e razzola male. Parla di riduzione delle emissioni, ma nei fatti pratica una politica opposta».

Lo afferma la presidente del Gruppo Misto-SEL Loredana De Petris illustrando al Senato la mozione sul clima di cui è prima firmataria.

«Siamo davvero all’ultima spiaggia. Un accordo vincolante tra tutti i Paesi per restare al di sotto del target minimo dei due gradi non è davvero più rinviabile. Per raggiungere questo obiettivo servono risorse vere, non quelle frutto della fantasia della propaganda di Renzi», prosegue la presidente De Petris.

«L’Italia – afferma poi a senatrice di SEL – ha fatto molto per il fotovoltaico ma il merito è tutto degli incentivi decisi dal Governo Prodi, non certo di questo Esecutivo che anzi ha costantemente ridotto, fino quasi all’azzeramento, gli incentivi per le energie alternative e ha favorito invece i combustibili fossili, dal CIP6 ai termovalorizzatori , nonché le trivellazioni in mare, concedendo nuovi permessi all’estrazione petrolifera. E questo in un Paese che è il primo tra quelli della UE per morti per inquinamento atmosferico, con ben 84.400 decessi su un totale di 491mila vittime a livello della UE».

 

“Invece di inventare stanziamenti inesistenti, bisogna invertire con determinazione e celerità massime la rotta. Bisogna smettere di incentivare le energie da fossili e spostare gli stanziamento sulle rinnovabili. È evidente che bisogna puntare su mobilità sostenibile, investimenti in ricerca e innovazione incentivare le energie rinnovabili e fronteggiare il dissesto idrogeologico prima che sia troppo tardi”.

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