Due ragazzi tornano dall’Erasmus e chiedono: è stata fatta l’Europa quando si faranno gli europei?
Jacopo Zagato, Rocco Salvo
“Avremo sempre Parigi” così rispondeva Humphrey Bogart alla splendida Ingrid Bergman nella scena finale del film Casablanca alla domanda “se tutto fosse finito” . Ultimamente proprio questa sembra essere la domanda che i cittadini italiani e non solo si pongono sull’esistenza o meno di un’ “Unione Europea”. Quella che si vede al Tg e che si legge sui giornali ha le sembianze di un’Europa unita solo da un punto di vista formale, cerimonioso, un appuntamento al quale si vorrebbe ma non si può mancare. Un matrimonio tra stati dissenzienti che perdura nel rispetto della poligamia imposta dalla Germania. Nozze di opportunità più che di passione. Ecco svelata la sensazione drammatica del figlio di questa combinazione. Un figlio ventenne a cui dicono che ha una vita davanti ma tanti debiti dietro.
Ventenne a cui raccontano che suo padre si chiamava Maastricht e sua madre Bce. Un ventenne sbarcato in Francia per vivere la sua prima e unica esperienza Erasmus, appesantito da uno zaino, qualche valigia e la carta d’identità italiana. “Appesantito”, si perché nell’Europa dei ventenni di oggi una carta d’identità può pesare più di tanto altro. Nazionalità italiana che si contrappone a quella d’oltralpe. Scontro tra culture, tra pregiudizi e rivalità. Da una parte latin lover , fiesta e saudade dall’altra puntualità, freddezza e organizzazione. Assurdo pensare quanti cliché esistano sui singoli stati europei ma non ne esista uno sull’Europa come entità unica. La domanda sorge spontanea : ora che si è fatta l’Europa quanto tempo ci vorrà perché si faccia un popolo europeo? Una coscienza comune a sfondo blu notte e stelle flash non è ancora cucita nell’anima degli europei. L’orgoglio europeo esiste ma è limitato alle reazione piuttosto che alla libera azione.
Reazioni, per l’appunto, che ci portano verso quella città dove più di mezzo secolo fa con la dichiarazione Schumann scoppiava il Big Bang scatenante l’origine dell’universo europeo. Parigi, quel 9 maggio del 1955 per scongiurare un’impensabile guerra tra due colossi industriali in crescita (Francia e Germania ) si firmava un accordo senza precedenti nella storia. Le premesse erano tra le migliori. Addirittura tra i punti principali del documento figurava la frase : “l’Europa non potrà farsi in una volta sola, essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino una solidarietà di fatto. Solidarietà che non è mai stata favorita. Un processo che tende ad inglobare stati al suo interno senza creare un’unità di valori e principi comuni. Al contrario ne accentua le differenze continuando a far avanzare i più forti e a far regredire* i più deboli secondo una logica tribale che non si addice ad un continente padre della democrazia e della libertà. Ma voilà, riecco Parigi. Di fronte alla tragedia di Charlie Hebdo e al tentativo di sopprimere questi due valori l’Europa ha urlato il suo orgoglio.
L’Europa a Parigi ha reagito. Si è intravista per un attimo quella solidarietà che é mancata in 50 anni. I leaders europei riuniti non dentro un salotto sfarzoso a prendere accordi davanti ad un bicchiere di champagne ma in piazza marcianti tra i comuni cittadini. Forse l’Europa non è finita era solo caduta in disuso. Come una macchina d’epoca chiusa in garage da anni che ha conservato il suo valore. Riscaldato il motore ora è pronta a ripartire un’altra volta da Parigi. Ma stavolta la voce del tom-tom non parla tedesco. Il tragitto lo si decide tutti insieme. Anche a costo di insegnare la guida a sinistra agli inglesi. Altrimenti, che viaggio sarebbe?
Jacopo Zagato, ventiduenne europeo di origine italiana
Rocco Salvo, ventunenne europeo di origine italiana
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Sinistra Ecologia Libertà





