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Mercoledì, 12 novembre 2014

E il presidente della Comissione Ue Juncker difende le pratiche fiscali del Lussemburgo

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Il nuovo presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha difeso le pratiche fiscali del suo Paese, il Lussemburgo, assumendosene la responsabilità politica.

«Non sono l’architetto di quello che si potrebbe definire il problema lussemburghese», ha detto in una conferenza stampa Juncker, che è stato primo ministro del piccolo granducato dal 1995 al 2013: «Non c’è niente nel mio passato che indica che la mia ambizione era di organizzare l’evasione fiscale in Europa». Ha poi aggiunto di essere «politicamente responsabile di quello che è accaduto in ogni angolo del mio Paese».

Il presidente della Commissione ha difeso gli accordi che il Lussemburgo ha stipulato con circa 349 multinazionali permettendo loro di evitare il pagamento di tasse: «Tutto è stato fatto in linea con la legislazione nazionale e internazionale che si applica in questi casi».

«Lo stato delle cose è dovuto al fatto che dobbiamo confrontarci con diversi standard. Finché non ci sarà l’armonizzazione fiscale in Europa questo potrà essere il risultato», ha concluso.

Diversi giornali hanno pubblicato nei giorni scorsi i risultati di un’inchiesta condotta dall’International Consortium of Investigative Journalists (Icij) in cui emerge una vasta elusione fiscale da parte di grandi aziende tramite accordi con il piccolo stato membro della zona euro.  Tra queste anche diverse società e banche italiane, oltre a colossi internazionali come Pepsi, Aig e Deutsche Bank.

Sul sito del Consorzio sono stati pubblicati più di 28.000 pagine di documenti riservati, tra cui centinaia di accordi fiscali privati concessi dal Lussemburgo alle imprese in cerca di un regime fiscale favorevole.

Fonte Reuters

Commenti

  • osculati

    Peggio mi sento. Il fatto che un’aliquota dell’1% sia legale dimostra che l’Ue non sta più in piedi. La nostra è 27,5% e tra la nostra e l’1% non si può parlare di concorrenza fiscale. E’ più che evidente che occorre urgentemente l’armonizzazione fiscale europea. Ma se questa non viene promossa da Juncker e dalle forze politiche (Popolari e Pse, compreso il Pd) che lo sostengono, chi altri? franco osculati