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Martedì, 26 aprile 2016

Fratoianni: si abbia la forza e il coraggio di mettere in discussione i rapporti commerciali e finanziari con il regime egiziano

striscione giulio regeni palazzo marino-2

Le notizie che giungono negli ultimi giorni dall’Egitto sono drammatiche. Da una parte nessuna novità sul fronte giudiziario sull’esecuzione di Giulio Regeni. Ed ora la nuova ennesima ondata repressiva del regime di Al Sisi contro chi difende i diritti umani in Egitto.
E’ evidente che le autorità del Cairo non intendono perseguire chi ha ucciso Giulio, e anzi colpiscono chi vuole verità’ e giustizia. Lo afferma Sinistra Italiana con Nicola Fratoianni, dell’esecutivo nazionale.

Una situazione ormai inaccettabile – prosegue l’esponente della sinistra –  il governo italiano dichiari l’Egitto “Paese non sicuro”, chieda l’intervento immediato dell’Unione Europea e dell’Onu per il rilascio degli attivisti per i diritti civili arrestati. Infine, di fronte alla escalation repressiva del regime di Al Sisi  – conclude Fratoianni – si abbia la forza e il coraggio di mettere in discussione i rapporti commerciali e finanziari in corso con il regime egiziano.

Commenti

  • alberto ferrari

    Caro Fratoianni, l’Egitto non è certo il migliore dei mondi possibili e l’Italia fa bene a chiedere, con fermezza, chiarezza e rispetto sulle cause della uccisione del giovane Regeni e sulla difesa dei diritti civili in Egitto. Ma non possiamo dimenticare ciò che è stato il governo Morsi, l’esplosione della Libia e la gravissima situazione che sta attraversando quella parte di Africa a causa dell’IS. Aiutare l’Egitto non a deflagrare in un conflitto come quello libico o iracheno o siriano, ma a crescere verso la democrazia credo sia il migliore modo per portare rispetto alla morte del giovane Regeni.