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Martedì, 13 dicembre 2016

Fratoianni: situazione grottesca, siamo difronte ad un governo Renzi senza Renzi. Il voto contrario convinto di Sinistra Italiana

gentiloni

L’intervento in aula di Nicola Fratoianni deputato di Sinistra Italiana/Sel durante il voto di fiducia al governo Gentiloni. 

Signor Presidente del Consiglio, signori e signore del Governo, questa mattina un importante istituto bancario italiano, UniCredit, ha annunciato il proprio piano industriale, nel quale dichiara un obiettivo di 4,7 miliardi di utile entro il 2019 e annuncia altri 6.500 esuberi, per un totale di 14 mila, entro il 2019; il titolo, naturalmente, è subito schizzato in Borsa. Vedete, parto da qui, perché qui credo ci sia il segno più drammatico di un Paese malato, che è però il Paese reale, quello che, temo, la maggioranza di questo Parlamento, questo Governo continui a non vedere. Quello che oggi avete offerto qui è uno spettacolo che a noi pare soprattutto grottesco.
Siamo di fronte al Governo Renzi, senza Renzi, siamo di fronte a un Governo che, all’indomani di un voto, quello del 4 dicembre, che con 20 milioni di «no» ha seppellito la pessima «deforma» costituzionale, promuove la Ministra che l’aveva immaginata, ideata e sostenuta, a Sottosegretaria unica alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi. Siamo qui di fronte a un Governo che, di fronte a milioni di giovani italiani che hanno rispedito indietro i bonus che dovevano in qualche modo mettere un po’ di fumo sulla condizione insopportabile di precarietà e marginalità e di assenza di futuro che attanaglia un’intera generazione, hanno detto no alla loro condizione, rifiutando quel dato, anch’esso impressionante, che ci racconta di un’Italia nella quale a novembre del 2016 sono arrivati a 110 milioni i vouchervenduti in questo Paese. Sì i voucher, un pezzo di carta che si compra perfino in tabaccheria e che serve a legalizzare nuove forme di schiavitù nel mondo del lavoro, in uno dei Paesi del G7, nel 2016. E a questi «no», ai «no» di questa generazione avete risposto confermando qui, in questo Governo, il «Ministro» dei voucher.
Siete il Governo che ha promosso il «Ministro» del Kazakistan agli Esteri, forse per valorizzarne le prove di esperienza internazionale. Siete il Governo che parla di Mezzogiorno, finalmente vorrei dire, qui sì forse c’è una discontinuità – nel Governo precedente pareva perfino difficile pronunciarla la parola Mezzogiorno – e tuttavia lo fate in un modo un po’ curioso. Avete tirato fuori di nuovo un Ministero, quello alla coesione territoriale, che è stata una buona idea, forse una delle poche, del Governo Monti – lo aveva costruito il Ministro Barca, allora – eppure siete riusciti a scorporarlo dal Ministero agli affari regionali e siete riusciti a scorporarlo perfino da una delega assai importante, che non è passata nella grande comunicazione, quella al CIPE, assegnata all’ex sottosegretario, oggi Ministro, Luca Lotti, Ministro dello sport e dell’editoria, deleghe con le quali il CIPE c’entra assai poco o forse a me sfugge la relazione tra questi incarichi di Governo e il CIPE, cioè lo strumento operativo che dovrebbe garantire l’efficacia di un Ministero alla coesione, in particolare di un Ministero al Mezzogiorno. Insomma, avete fatto anche qui un po’ un pasticcio che sembra consegnare l’attenzione al Mezzogiorno doverosa in vero a una foglia di fico, a un’operazione sostanzialmente di propaganda, e siete riusciti a dirci qui questa mattina – lo ha fatto lei, Presidente del Consiglio – che l’Italia – lo sapevamo, per la verità – è un Paese forte al punto da aver smentito le profezie catastrofiste che, lei ha detto, qualcuno aveva fatto sull’esito del referendum.
Signor Presidente del Consiglio, quel qualcuno sta seduto lì accanto a lei, nei banchi del Governo e di questa maggioranza. Non è stato qualcuno a caso a raccontare agli italiani e alle italiane che se avesse vinto il «no» sarebbero arrivate le cavallette, che se avesse vinto il «no» lo spread sarebbe schizzato a vette impossibili (Applausi dei deputati dei gruppi Sinistra Italiana-Sinistra Ecologia Libertà e Misto-Conservatori e Riformisti), che se avesse vinto il «no» sarebbe finita ogni possibilità di immaginare un futuro per il nostro Paese. Siete stati voi ! Ebbene, ha vinto il «no» e niente di tutto questo è successo. Abbiamo perfino sentito poco fa, da un collega del Partito Democratico, un lungo elogio della saggezza della nostra Costituzione, quella che avevate provato a stravolgere con un pessimo impianto di riforma. Insomma, lo ripeto: uno spettacolo che ci pare grottesco.
C’è una cosa, però, che le riconosco ed è quello che avevamo chiesto a lei, che chiediamo a questo Governo, e cioè di segnare almeno su un punto un elemento di discontinuità. Su questo vigileremo affinché questo Governo rispetti il ruolo del Parlamento almeno sulle regole. Lei qui lo ha ribadito: il Governo non sarà protagonista sulla legge elettorale. Ce lo auguriamo; ce lo auguriamo dopo lo spettacolo – qui sì, non grottesco ma indecoroso – di un Governo e di una maggioranza che ha imposto al Parlamento una legge elettorale con tre voti di fiducia, una legge elettorale che quella sera fu dichiarata la migliore d’Europa – l’avrebbero copiata tutto in sei mesi; ve lo ricordate ? – e che rapidamente è diventata orfana di madre e di padre. Su questo vigileremo, perché questa scelta, quella di dare al Parlamento lo spazio per discutere di una legge elettorale omogenea che porti rapidamente il Paese alle urne, è l’unica scelta che può restituire agli italiani e alle italiane il sacrosanto diritto democratico di scegliere il proprio Parlamento e poi anche il proprio Governo.