Giornata mondiale contro l’omofobia. E in Europa l’Italia non sta molto bene sui diritti
Il 17 maggio, in tutto il mondo, si celebra la Giornata contro l’omofobia e la transfobia, per combattere l’odio contro le persone gay, lesbiche, bisessuali, transessuali, queer e intersessuali (Lgbtqi). Avere un orientamento sessuale oppure un’identità di genere che non coincide con il dualismo maschio/femmina è ancora causa di discriminazione, violenza fisica, aggressione e in alcuni casi morte. Secondo il report dell’Arcigay nell’ultimo anno in Italia ci sono stati 75 casi di violenza a sfondo omo/transfobico che comprendono insulti, pestaggi, atti contro la libertà di espressione, vessazioni, umiliazioni, stupri, ricatti, minacce di morte. Il bilancio dell’odio include l’uccisione di una donna transessuale, quattro suicidi e due tentati suicidi di giovani gay. Crimini che, come ricorda Amnesty international Italia, rendono quanto mai urgente la necessità dell’approvazione di una legge contro l’omofobia e la transfobia. A questo riguardo l’associazione ha promosso una foto-petizione.
La mappa del’Europa sui diritti di lesbiche, bisessuali, transessuali, queer e intersessuali
Side A – Rainbow Europe Map May 2014
In 78 paesi del mondo l’omosessualità è considerata un reato; in sette di questi (Arabia Saudita, Iran, Mauritania, Sudan, Yemen e negli stati della federazione della Nigeria che applicano la sharia e nelle zone meridionali della Somalia) i rapporti fra persone dello stesso sesso sono puniti con la pena di morte.
Nel Rapporto annuale 2013, Amnesty International ha denunciato violazioni dei diritti umani, aggressioni, intimidazioni e discriminazioni nei confronti di persone Lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate (Lgbti) in più di 40 paesi: Albania, Armenia, Bahamas, Bielorussia, Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Camerun, Cile, Croazia, Danimarca, Fiji, Gambia, Georgia, Ghana, Grecia, Guyana, Iran, Iraq, Italia, Giamaica, Lettonia, Libano, Liberia, Lituania, Macedonia, Malawi, Moldova, Montenegro, Nigeria, Russia, Serbia, Sudafrica, Taiwan, Trinidad e Tobago, Tunisia, Turchia, Ucraina, Uganda, Ungheria, Uruguay, Zimbabwe.
La discriminazione delle persone Lgbti in Europa
L’atteggiamento verso l’omosessualità e la transessualità varia notevolmente da paese a paese. In molti stati europei – tra cui Bielorussia, Georgia, Lituania, Macedonia, Moldova, Russia, Serbia e Ucraina – alle persone Lgbti viene negato il diritto alla libertà di espressione, riunione e manifestazione in pubblico.
In Italia, la mancanza di una legislazione penale antidiscriminazione che contempli l’omofobia, la transfobia e la lesbofobia tra le possibili cause di discriminazione ha favorito l’aumento di intolleranza e discriminazione verso le persone Lgbti. Negli ultimi anni, attacchi verbali e fisici si sono verificati con sempre maggiore frequenza, mentre diversi esponenti politici e rappresentanti delle istituzioni hanno continuato a fomentare intolleranza e odio con dichiarazioni palesemente discriminatorie.
A causa di questa lacuna legislativa, le vittime di reati di natura discriminatoria basati sull’orientamento sessuale e l’identità di genere non hanno la stessa tutela delle vittime di reati motivati da altre tipologie di discriminazione (come quelle basate per esempio sull’appartenenza etnica, la nazionalità o la religione). Pertanto, l’incitamento a commettere atti o provocazioni di violenza omofobica e transfobica non è perseguibile come altre forme di incitamento alla violenza discriminatoria. Questa situazione rischia di favorire l’aumento di intolleranza e violenza verso le persone Lgbti.
Nel luglio 2011, come nel 2009, il parlamento ha respinto la proposta di legge contro l’omofobia e la transfobia, accogliendo le pregiudiziali di incostituzionalità presentate dai vari gruppi parlamentari. Il disegno di legge mirava a introdurre l’aggravante di omofobia nei reati motivati dall’odio e dalla violenza sulla base dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere. Inoltre, nella legislazione italiana manca il riconoscimento della rilevanza sociale delle famiglie costituite da persone dello stesso sesso e dai loro figli. Ciò impedisce a molte persone di godere dei diritti umani essenziali per l’autorealizzazione e alimenta la stigmatizzazione delle persone Lgbti. (Fonte Amnesty international)
Foto di Terry Richardson
Sinistra Ecologia Libertà





