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Venerdì, 23 gennaio 2015

Grecia al voto: tra la paura “finita” e la speranza che sta arrivando

tsipras

“O FOBOS TELEIOSE – “La paura è finita” ed “ELPIDA ERCHETAI”- la speranza sta arrivando: come in tutte le campagne elettorali che si rispettano, e forse in questa più che in altre, non è solo sui programmi elettorali e sulle diverse visioni e soluzioni prospettate per il futuro di un paese che si sono giocate le ultime ore della campagna elettorale greca ma anzi, e soprattutto, sulla potenza evocativa ed emotiva delle parole. Se FOBOS, la paura di uscire dall’Euro e della mancata tenuta economica del sistema greco, portò nel 2012 gli elettori a dare fiducia al conservatore di Nea Democratia Antonio Samaras, tributandogli il 30% del consenso, è sulla parola ELPIDA che ha fortemente fatto leva in queste settimane Alexis Tsipras, super favorito di questa tornata elettorale.

Una ELPIDA, speranza, che “sta arrivando” e si è manifestata fisicamente già ieri nella piazza centrale di Atene dalla quale Tsipras ha concluso in maniera fortemente simbolica il suo comizio elettorale finale insieme a Pablo Iglesias di Podemos. Una speranza di cui hanno fortissimamente bisogno quei 3 milioni di greci (poco meno di un quarto della popolazione) che in meno di 5 anni si è trovata senza copertura sanitaria ma anche i 35.000 senza tetto.

Una speranza di cui ha bisogno il 62% di giovani che è senza lavoro e che ha lanciato uno spot a favore di Syriza mettendo a nudo la corruzione, la gerontocrazia e l’assenza di diritti basilari che i giovani greci si trovano a combattere nel mondo del lavoro ( lo trovate qui). È stata una campagna elettorale condotta sui toni forti di rivendicazioni che hanno il sapore aspro delle elezioni post belliche (tra i primi punti una conferenza per la rinegoziazione del debito su modello di quella che chiese la Germania nel 1953 e “misure per la risoluzione dell’emergenza umanitaria in atto) e al tempo stesso sulla rassicurazione: in questi giorni Tsipras ha infatti pazientemente e, secondo i sondaggi, sapientemente, dosato emozioni forti e rassicurazioni sulla tenuta del paese e sulla permanenza della Grecia nell’Euro mostrandosi come una vera forza di governo alternativa. Se è vero quello che riporta il sondaggio di società Kapa Research, per conto del settimanale To Vima, ovvero che l’ 86% degli intervistati considera le elezioni del 25 gennaio decisive per il futuro della Grecia, una percentuale ancora superiore di europei che si riconoscono in una sinistra fortemente critica nei confronti dell’austerity guarda alla Grecia davvero con “elpida”, ovvero con la speranza che riesca a prevalere in Europa una forza in grado di ribaltare la credenza comune che l’unica sinistra possibile sia quella che ha abbracciato la Terza Via, il blairismo e il “liberismo di sinistra”. “Europa” è una parola greca così così antica che se ne perdono le radici, secondo alcuni deriva da EURUS, “ampio” e OS, “sguardo” ma l’etimologia rimane incerta. Quello che invece è certo è l’ampio sguardo europeo del mondo di sinistra che, in queste ore, per guardare a se stesso, guarda ad Atene.

Commenti

  • Mario Maria Molinari

    δῆμος κράτος