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Mercoledì, 1 ottobre 2014

La Francia si ribella al patto di stabilità: basta tagli e ad austerità. Fratoianni: Renzi faccia come Parigi

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Parigi si ribella alle regole del Patto di Stabilità e dice “no” a nuove misure di austerità, ma Bruxelles le ricorda che i paesi membri devono rispettare gli impegni presi. Il governo francese prevede, nella legge di bilancio per il 2015, un deficit che quest’anno si attesterà al 4,4% del Pil, l’anno prossimo si restringerà al 4,3%, nel 2016 scenderà al 3,8% e solo nel 2017 andrà al 2,8%, cioè sotto il tetto del 3%. In precedenza Parigi si era impegnata a scendere sotto il 3% fin da quest’anno.

«Abbiamo preso la decisione di adattare il passo di riduzione del Pil – spiega il ministro delle Finanze, Michel Sapin – alla situazione economica del paese». «La nostra politica economica – aggiunge Sapin – non sta cambiando, ma il deficit sarà ridotto più lentamente del previsto a causa delle circostanze economiche». «Nessun ulteriore sforzo – si legge in un comunicato che accompagna i numeri della legge di bilancio – sarà richiesto alla Francia, perchè il governo – assumendosi la responsabilità di bilancio di rimettere sulla giusta strada il paese – respinge l’austerità».

A stretto giro di posta arriva la replica di Bruxelles, che ricorda a Parigi che gli Stati europei «devono rispettare le raccomandazioni specifiche per paese» che sono state approvate dal Consiglio Ue su proposta della Commissione.

Per il coordinatore nazionale di Sel on. Nicola Fratoianni :«Il Presidente del Consiglio Renzi prenda esempio da quanto sta facendo il governo francese e si ribelli alle politiche di austerità imposte da Bruxelles. E’ necessario che anche l’Italia faccia capire all’Europa che la sua politica economica è completamente sbagliata e che ci sta portando a sbattere contro un muro: il muro della depressione economica, della disoccupazione e della sofferenza sociale. L’Italia per uscire dalla crisi dovrebbe invece mettere al centro il lavoro, l’inclusione e la coesione sociale, i diritti. Fare come la Francia non dovrebbe essere molto difficile visto che anche il ministro Padoan ci ha comunicato nei giorni scorsi che la sciagurata norma sul pareggio di bilancio, sulla quale stiamo raccogliendo le firme per una legge di iniziativa popolare che ne chiede la cancellazione, slitta al 2017. Renzi aveva promesso di sbattere i pugni sul tavolo in Europa. Non c’è occasione migliore di questa».

 

Commenti

  • Peppe Parrone

    L’Italia è il paese con la più alta densità di piccole imprese, eppure mancano strumenti adeguati per supportarle il problema dell’accesso al credito. Il governo francese per aiutare finanziariamente le piccole e medie imprese in cerca di denaro fresco finalizzato a nuove iniziative e allo sviluppo, ha costituito la Banca pubblica d’investimento (Bpi). In Germania, per aiutare le imprese in difficoltà, esiste già dal 1948 una Banca pubblica, la KfW, controllata tutt’ora dal governo per l’80%, mentre il rimanente 20% è in portafoglio ai Lander. La KfW inoltre può accedere alla liquidità di denaro direttamente dalla BCE, che attualmente è al tasso dello 0’05%. Dunque, mi associo all’invito di Fratoianni verso il Presidente del Consiglio Renzi di prendere esempio dal governo francese, ma io estenderei l’invito non solo a protestare contro le politiche di austerità imposte da Bruxelles, ma soprattutto sottolineare quanto è importante avere una Banca di Stato come Francia e Germania. E’ ora che ci si mobiliti affinché anche in Italia ci sia un ENTE CREDITIZIO DI PROPRIETA’ PUBBLICA.

  • francesco

    Tranquilli! Appena gli sarà comunicata questa preghiera di Fratoianni, il compagno Renzi correrà subito a Bruxelles a sbattere i pugni.