Le intimidazioni fasciste contro i bimbi rom una atto intollerabile
La pesante intimidazione compiuta la mattina del 28 novembre nei confronti di novanta bambini e ragazzi del campo Rom nei pressi di via Torrevecchia è un atto intollerabile. Militanti neofascisti del Blocco Studentesco hanno impedito loro, con pesanti azioni di disturbo e minacce, di recarsi nelle scuole materne, elementari e medie del quartiere.
Si tratta di un fatto ancor più grave degli scontri a sfondo xenofobo e razzista avvenuti nei giorni scorsi nelle periferie romane e in altre città italiane, di un episodio assolutamente gratuito, perché non c’era stato alcun conflitto in precedenza, bensì la diffusione da parte degli ambienti di destra di false notizie di aggressioni.
Le provocazioni e gli scontri organizzati dalle forze neofasciste e dalla Lega hanno il duplice scopo di occultare da un lato le ragioni dei lavoratori che scendono in piazza pacificamente contro le scelte del governo, dall’altro di deviare il disagio e la protesta sociale verso forme di violenza razzista e xenofoba, come nei momenti più bui della storia del nostro Paese.
È stato negato il diritto all’istruzione ed è stata attaccata la scuola, quale spazio materiale e simbolico della costruzione della cittadinanza, dell’inclusione, della partecipazione democratica; dunque ci appare inspiegabile il silenzio di Renzi, Giannini e Alfano su questa vicenda.
Siamo impegnati oggi più che mai nei circoli Sel e in tutte le realtà democratiche dei nostri territori nell’organizzazione di presidi antifascisti e iniziative in difesa della democrazia e dei diritti.
Sel Dipartimento Saperi
Sinistra Ecologia Libertà





