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Venerdì, 6 giugno 2014

Non servono nuovi contenitori, la lista allarghi il campo

Come in ogni momento vero di passaggio, di snodo di prospettiva, vanno dette parole chiare. Il voto italiano, così diverso da tutti gli altri paesi, ci chiama a farlo. E prima ancora ci chiama a farlo la condizione materiale del paese, ed è questo per noi il punto di partenza. Mi ha colpito, per l’efficacia della metafora, l’espressione adoperata da Vendola nella discussione sul voto: i dati del PIL italiano sono come i chiodi della croce, ci inchiodano alla verità delle cose. E la verità delle cose è che la crescita non c’è, né ci sarà senza una svolta delle politiche depressive fin qui praticate in Europa.

La crisi è più lunga delle previsioni, di portata strutturale e l’Italia, con la politica di cui sarà capace, se ne sarà capace, viene a porsi nel punto esatto di crocevia europeo della strada da seguire. La nostra discussione, dentro Sel, sta precisamente qui: nel cuore in cui una disastrosa condizione sociale del paese chiede una nuova politica che l’affronti. Condizione sociale dell’Italia e nuova politica sono l’una dipendente dall’altra e discuterne come fossero separate risulterebbe il principale degli errori. Si tratta di capire se siamo all’altezza di questa discussione, o se i tanti stereotipi che si addensano a sinistra non ci consegnino, ancora una volta, a un destino minoritario.

Penso che si debba discutere mettendo un punto fermo davanti a sé e da lì muovere: noi siamo tre cose insieme. Una forza radicale, nella proposta di un modello sociale ed ecologico alternativo di produzione e di consumo. Una forza di sinistra, che fonda il proprio agire politico nell’intreccio tra equità sociale e libertà della persona. Una forza di governo, che ritiene questa pratica non un posizionamento ma una cultura politica costitutiva. Siamo un’anomalia, ma una felice anomalia. E non è questa la via per lasciarci alle spalle il novecentesco fallimento delle due sinistre, del riformismo subalterno e del radicalismo minoritario, come dimostra il governo di Vendola in Puglia e dei nostri sindaci Pisapia, Doria, Zedda? O ci dimentichiamo che la crisi sociale non ha trovato ancora, tra quel riformismo e quel radicalismo, una valida risposta a sinistra?

Usciamo allora dagli stereotipi, tra cui metto la sempiterna riapertura di cantieri politici costituenti e lo stazionamento attendista nelle anticamere governative, e facciamo agire questo valore aggiunto. Perché è qui che trova forma la nostra autonomia politica, senza in cui esercizio la sorte è segnata. Dare a Renzi un insieme di svariate patenti, da quelle populiste a quelle neodemocristiane, è un altro dei tanti stereotipi che non aiuta. Dobbiamo viceversa misurarne gli atti, ma a partire da noi, dalla nostra cultura politica. Ciò comporta dire no a Renzi sul tipo di democrazia che promana dal suo disegno istituzionale, perché qui è l’architrave che lega rappresentanza, partecipazione e qualità della sfida di governo. E dobbiamo dire di sì alla scelta degli 80 euro come risposta all’emergenza sociale a rischio di tracollo, spingendo al contempo affinché questa scelta preluda ad una nuova politica economica.

Così alla lista Tsipras dobbiamo dire si nel portare avanti quella politica che allarga il campo della sinistra, favorendo in tal modo una svolta capace di superare le politiche di austerità che rischiamo di veder riproposte dopo il voto. Penso ad un campo largo e fertile che – si trovi nell’elettorato del PD come in quello dei 5 Stelle – esprime quanto noi criticità verso la politica delle compatibilità rispetto alla crisi e trova innaturali quelle alleanze che non mettono in campo un’alternativa di governo. E muovendo da qui dire di no al passo indietro costituito dal dover sperimentare altri contenitori, chiusi nella propria autoreferenzialità, capaci di testimonianza, ma inefficaci nello spostare avanti l’equilibrio delle politiche sociali europee. Fuori dagli stereotipi di cui possiamo morire, la nostra politica non è mai facile. Richiede ricerca, iniziativa, tenacia. E più di tutto, autonomia, cioè l’esercizio pieno di una funzione. Ma non dico una novità, da qui siamo nati. Qui è il codice genetico della nostra unica politica possibile.

Articolo pubblicato su Il Manifesto del 6 giugno 2014

Commenti

  • Guido

    In linea di principio concordo pienamente con questa analisi, anche perché congiunge la storia politica e gli esiti sociali, soprattutto in relazione al concetto di autonomia da sempre a me carissimo.
    Non vorrei esser troppo prolisso e quindi vorrei soffermarmi su un concetto espresso da Ferrara che mi colpisce perché a mio parere stride con la cultura politica che ci riguarda.
    Il concetto di crescita è un concetto sostanzialmente inerente all’approccio neoclassico del capitalismo e mi sfugge il motivo del suo utilizzo. Mi guardo bene dall’aprire sterili polemiche, ma non posso esimermi dallo scrivere che in coerenza con questo scritto il termine “giusto” sarebbe sviluppo, in quanto costringerebbe anche le forze liberiste nelle varie accezioni a confrontarsi con il reale delle questioni sociali in rapporto a quale sviluppo.
    Un bel grazie a Ferrara per questo intervento molto stimolante e un saluto speranzoso!

  • mariosi

    Basta con nuovi contenitori.Si faccia uno sforzo collettivo per allargare l’esperienza e si nomimi un Comitato di Leganti.
    Marco,SEL UMBRIA

  • maxalive

    Io penso che sia il momento della chiarezza.Cosa vuol dire continuare ad allargare il campo con la Lista Tsipras ma no a nuovi contenitori? Collaborazione con L’Altra Europa ma rimanendo SEL? Beh,nessuno ha chiesto di sciogliersi in un nuovo partito ma solo di collaborare come abbiamo fatto per le europee,una sorta di federazione dove però ognuno porta avanti anche il proprio pensiero e partito…

  • Dario

    Ma per favore. Conosco gente che ha votato Renzi solo per gli 80€: non paghiamogli la campagna elettorale. Bisognava partire prima dagli incapienti e dai pensionati più poveri, poi il resto. Tenendo conto del reddito familiare. Non fate idiozie, vi prego. Non supportiamo questa iniquità di destra.

  • ugombutu

    “dire di no al passo indietro costituito dal dover sperimentare altri contenitori, chiusi nella propria autoreferenzialità, capaci di testimonianza, ma inefficaci nello spostare avanti l’equilibrio delle politiche sociali europee.” Siccome sono italiano, mi fate la traduzione? Però non vorrei arrabbiarmi.

  • Marisa D’Alfonso

    80 euro come risposta all’emergenza sociale a rischio di tracollo?????? Quanto ci costano questi 80 euro? E allle fasce più deboli che non ne usufruiranno affatto, chi ci pensa?

  • Spezzinovero

    Ne ho lette di supercazzole nella mia vita, ma questa credo che si ponga agevolmente nella “top ten”. Si può sapere, concretamente, che cosa significa? Niente. Nessuna soluzione. Compagni dirigenti, siamo chiari: o volete tornare indietro o volete andare avanti. In entrambi i casi, non tutto il partito sarà contento. Ma almeno avremo preso una decisione, magari partendo dall’ascolto della base e dei circoli; piuttosto un congresso straordinario, per darci chiaramente quella linea politica che allo scorso nessuno, a parte pochi (animatori del progetto della Lista Tsipras), hanno avuto il coraggio di esplicitare. Basta supercazzole, grazie. E guardate ciò che è successo a Livorno, prima di prendere decisioni

  • nadia Peruzzi

    finalmente un ottimo tentativo di sintesi . Sarebbe errore esiziale decidere di chiuderci in recinti.Qualunque segno abbiano non aiuterebbe SEL e impoverirebbe il nostro messaggio politico. La fuori c’e’ un intero mondo con cui e’ essenziale entrare in sintonia andando a cercare consenso su proposte e indicazioni concrete.
    Mi spaventa pensare da una parte al “partito della nazione” che reca con se’ ,anche solo enunciandolo,una idea totalizzante e tendente al totalitario, e dall’altro al fatto che la forza numericamente piu’ rilevante all’opposizione sia il M5Stelle,con le sue contraddizioni,pulsioni,urla,etc,etc. Non sappiamo nemmeno se e quanto quel movimento potra’ durare.Dovremo preparaci anche a questa eventualita’,come esito di breve /medio periodo.Se ci facciamo incatenare in schemi precostituiti ci consegnamo definitivamente o al minoritarismo o alla passivita’ a rimorchio del PD a guida Renzi. Due rischi che dobbiamo evitare,in ogni modo.

  • francesco

    Nulla di nuovo sotto il sole. Dall’orticello privato ormai rinsecchito al “campo largo e fertile”, seminando a spaglio per garantirsi futuri cadreghini, da buon ex-comunisti…

  • Giacomo Casarino

    Se non essere minoritari si traduce volgarmente nell’entrare in Parlamento (non esito a pensare che vi siano molti che lo pensano), ricordo, a chi se lo fosse dimenticato, che SEL vi è entrata solo e unicamente in virtù di una coalizione (con annesso premio di maggioranza) che la pratica di governo del PD, almeno da Monti in poi, ha nei fatti denunciato e pervicacemente continuato a denunciare: Quindi Ciccio Ferrara di che cosa parla? Ritiene che Renzi sia un coacervo di contraddizioni che si possano in qualche modo sciogliere positivamente, tra un Renzi “cattivo” (quello delle riforme istituzionali) e un Renzi “buono”, quello che elargisce gli 80 euro in busta paga? Siamo quindi nella situazione attendista, di sospendere il giudizio su Renzi e sul blocco sociale (e fase) che egli impersona? Quanto ai tre sindaci soprannominati, tra cui quello genovese, bisogna uscire dalle fole, dal raccontarci balle trite e ritrite. Venga Ferrara a Genova a fare un’inchiesta tra gli elettori di sinistra, interroghi i sei eletti nella Lista Doria in Consiglio Comunale e più in generale si faccia un’idea di quel che pensa l’opinione pubblica. Avrà, mi dispiace per lui, delle amare sorprese, che scoraggeranno la sua tendenza “mitopoietica”. Tante aspettative naufragate nella mediocrità più assoluta, e mi fermo qui per “carità di patria”.

  • Aldo Fialdini

    le terze vie sono il percorso più adatto a portarci in un vicolo cieco. Nessuno io per primo chiede lo scioglimento del Sel, ma la stragrande maggioranza delle compagne e dei compagni, ha il diritto di sapere in modo chiaro chi è disposto a proseguire con il percorso dell’Altra Europa e chi invece vede altre prospettive. Nessuno a voglia delle solite manfrine, che logoreranno tutti e ci porteranno all’autodistruzione, quindi rispetto per tutte le posizioni ma nella massima chiarezza, un congresso permanente non giova a nessuno e tanto meno a chi veramente crede, come il sottoscritto nella possibilità di ridare voce alla sinistra. I soliti giochetti sono fuori tempo massimo si sta nel progetto o si sceglie altre opzioni…chi è andato alla leopolda probabilmente ha già scelto e non capisco per quale ragione continui a fare il capogruppo alla camera di SEL lui oramai è oltre

  • Adelaide

    Come al solito diamo credito a tutti…cerchiamo di essere onesti gli 80€ sono stati uno spot di propaganda elettorale.

  • Paolo Hutter

    non capisco la definizione “nostro sindaco” Pisapia

  • Alberto ferrari

    Caro Dario io non voglio sciogliermi nel PD: voglio essere competitivo con il PD. Ma non voglio neppure sciogliermi in Rifondazione o nei tanti gruppuscoli della sinistra e dei movimentismi radicali. Credo che dovremo riflettere sul fatto che siamo la sola forza della sinistra riformatrice oggi presente nel parlamento italiano e questo dovrebbe darci un po’ più la voglia di rivendicare le nostre politiche e i nostri contenuti e smetterla di inseguire ogni refolo di vento come se noi fossimo capaci solo di accodarci e mai rivendicare di voler essere anche il contenitore di quanti vogliono, anche in Italia, un partito di sinistra con l’ambizione di proporsi per governare. P?er questo condivido quanto scritto da Ferrara.

  • alberto ferrari

    guarda che sono 80€ al mese per dodici mesi.

  • francesco

    A furia di …allargare si romperà l’elastico. Fino a denudare le pacche del culo.

  • Tonino Fornaro

    Continuo a non capire chiaramente cosa si vuole fare. Sono passati quasi 7 anni dalla nostra nascita passando per Sinistra Democratica e poi SEL, ma nulla si è sbloccato oltre il 2-3%. Pensavamo che lo spostamento al centro del PD avrebbe aperto spazi per costruire una sinistra di governo legata al PSE e diventare noi punto di coagulo delle forze sociali progressiste e di sinistra del Paese. Così non è stato. L’articolo di Ferrara ribadisce questo eterno ritornello: autonomia, no a nuovi contenitori, aprire al “campo vasto” dell’elettorato del PD e dei 5 stelle, si alla via Sipras per allargare la sinistra in europa. Sono enunciazioni astratte e infecondi e piene di contraddizioni, così come la citazione dei sindaci Pisapia, Zedda e
    Doria, come strada da percorrere, ma cosa indicano queste esperienze delle tre città? Una via strategica da seguire per costruire la sinistra riformista in Italia? Non riesco a coglierne il senso.
    Vediamo da vicino i tre punti posti da Ferrara. Autonomia: bene, condivido, ma come la esplichiamo? Il lavoro svolto in parlamento e nel Paese in questo anno dopo le elezioni politiche è stato a tratti significativo, però non siamo riusciti a cogliere la radicalità espressa dal corpo sociale colpito dalla crisi e propenso al cambiamento. Cosa che ha saputo fare Grillo e i grillini. Nel contempo non siamo riusciti ad elaborare una proposta economica e industriale che parlasse alle forze produttive aperte al cambiamento,ai nuovi modi di produrre e alla equità sociale. Da qui la nostra “insignificanza”. Questo spiega la totale disattenzione da parte dei mezzi di comunicazione. Mi fermo qui. Sarebbe complesso inoltrarmi nella nostra proposta economica, nel rapporto tra Stato ed economia, che francamente mi rimane nebulosa e, comunque, del tutto ignorata dal dibattito politico nazionale.

  • luciano li causi

    Leggo che Barbara Spinelli ha deciso di andare a Bruxelles. Io credo che
    sia una scelta sbagliata, in primo luogo perchè non fa ciò che aveva
    detto che avrebbe fatto, ed in secondo luogo perchè se la scelta può
    apparire positiva per la GUE, per Tsipras e per il Parlamento Europeo,
    essa è invece un colpo sotto la cintura per la sinistra italiana e la
    stessa Lista Tsipras. Uno schiaffone gratuito contro SEL e RC, e tutti i
    loro elettori che hanno votato Tsipras, farà piacere solo ai
    ‘movimentisti’ durissimi e purissimi, ma ridarà fiato alle spompate
    trombe di tutti i malpancisti, dentro SeL, che ora si sentiranno più legittimati a
    navigare verso il PD o a mettersi nel mezzo, in attesa forse di un miracolo divino.

  • adolfo palazzini

    L’ unica via di uscita è rappresentata dal M5S!!!

  • Guido

    Purtroppo mi tocca legger spesso i tuoi commenti e non hanno mai ne capo ne coda…Datti all’ippica si diceva una volta, ora ti consiglio il cabaret televisivo..data la coerenza di valori che esprimi che sembrano il risultato di trentanni di degenerazione italica…Buona fortuna!

  • Guido

    Le questioni di Gennaro Migliore chiariscile con lui e francamente non so perché lo citi rispondendo a me, così come il resto del tuo commento. Personalmente sto all’esito congressuale che ricordo è datato neanche 5 mesi fa..ed è il motivo per il quale mi sono iscritto a questo embrione di partito…L’autonomia nella terra di mezzo di un partito corsaro o si cerca di comprenderla o è inutile dibattere di “linea” politica…

  • francesco

    Informati meglio. Il governo mette a disposizione per chi lavora euro 640 all’anno. Divisi per 12 mesi fa esattamente 53,33 lordi, e non 80. Sempre che si lavori per 12 mesi…altrimenti i 53,33 euro vanno moltiplicati per i mesi effettivamente lavorati.

  • francesco

    Tranquillo, non sarai tediato a lungo perchè questo sito , tra non molto, non avrà più motivo di esistere. Così io mi darò all’ippica, tu e Ferrara vi darete ai succulenti baccanali renziani. Prosit!