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Venerdì, 17 luglio 2015

Ondate di calore e clima: se non ci fermiamo sarà sempre peggio

Caldo intenso in Italia, temperature vicine ai 40 gradi

A chi non piace un po’ di caldo d’estate? Certo, però così si “squaglia”!

Preoccupazione per la salute dell’uomo per le bollenti temperature traspare per la prima volta quest’anno anche dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) che, in collaborazione con l’OMM (Organizzazione Meteorologica Mondiale), ha redatto le “Heatwaves and Health: Guidance on Warning-System Development”, delle vere e proprie linee guida su come affrontare le ondate di calore nel periodo estivo, riconoscendo a tutti gli effetti queste come causate dagli ormai sempre più evidenti cambiamenti climatici.

Maxx Dilley, direttore dell’Ufficio di previsione del clima e adattamento ai cambiamenti climatici, insieme alla direttrice del Dipartimento di Sanità Pubblica, Maria Neira, hanno dichiarato: “Le ondate di calore sono un fenomeno naturale pericoloso che richiede sempre più attenzione. Non hanno la natura spettacolare e l’improvvisa violenza di fenomeni come i cicloni tropicali e le inondazioni, hanno aggiunto gli esperti, ma le sue conseguenze potrebbero essere gravi”

Secondo gli esperti dell’IPCC le “ondate di calore”, “Heatwaves” appunto, sono un pericolo pervasivo che, sebbene non possano essere misurate con temperature “massime” riconosciute universalmente quali “estreme”, sconvolgono quelle che sono le temperature naturali di un determinato luogo, di una determinata regione.

Allo stesso modo il concetto di “caldo” possiamo distinguerlo in caldo “secco” e caldo “umido”. Il primo è associato a periodi di buon tempo con cielo terso e grandi ingressi di radiazione solare (associato anche a vento che aumenta lo stress termico). Il secondo è sicuramente più “oppressivo” in tutte le fasi della giornata ed è spesso associato alle cappe di nubi che costituiscono un vero e proprio “coperchio” che impedisce la perdita di calore accumulatosi nelle ore diurne.

Nel corso di questo secolo si calcola che la lunghezza, la frequenza e l’intensità delle ondate di calore aumenteranno con forti ripercussioni sia sulla salute dell’uomo sia sulle sue attività produttive, sul sistema di infrastrutture e mezzi di sussistenza. Le ondate, che non avranno incidenza solo diurna ma anche notturna, destano quindi le prime preoccupazioni sulla salute umana.

Lo scopo delle Linee guida vuole essere appunto quello di illustrare quali sono i fattori che possono essere associati alla vulnerabilità al calore, quali gli approcci da sviluppare e come avviare lo sviluppo di un efficiente sistema di allerta, Heat–Health Warning System HHWS, per cercare di fornire informazioni metereologiche e previsioni tempestive non solo alle istituzioni politiche ma anche ai semplici cittadini.

I cambiamenti climatici continuano quindi ad essere sempre più evidenti e sempre più oggetto di allerta da parte del mondo scientifico internazionale. Ormai il loro impatto sulla vita dell’uomo, degli animali, delle piante e sul sistema antropogenico è arrivato a livelli di massima allerta. A risentirne maggiormente sono sempre i più poveri, i Paesi in via di Sviluppo, che non hanno le stesse carte in gioco dei Paesi industrializzati.

E quindi qualche cosa bisognerà iniziarla a fare nell’immediato. Prima che il nostro Pianeta non sia più capace di rigenerarsi, prima che altre specie di piante e animali si estinguano per sempre. Prima che le nostre città rimangano solo dei cumuli di cemento e smog, prima che si dia ragione alle stime del UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) che ipotizza nel 2050 un flusso di ben 200/250 milioni di persone costrette a migrare per ragioni ambientali.

Non possiamo più permetterci di rinviare azioni di abbattimento delle emissioni di Co2 in atmosfera, non possiamo più permetterci di posticipare adeguate politiche di adattamento e mitigazione, non possiamo più rimanere ancorati ad un sistema di produzione ancorato ai combustibili fossili la cui estrazione nel nostro Paese, sia in terra che in mare, sta violentando non solo interi territori ma anche la volontà delle popolazioni a loro legati.

Sinistra Ecologia Libertà ha depositato una mozione sui cambiamenti climatici per la prossima XXI sessione della Conferenza delle parti – COP 21 dei Paesi aderenti alla convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC).

La scadenza di Parigi si avvicina e lì si giocherà la partita più importante, non come Italia o come Europa, ma come genere umano.

Commenti

  • mimmo

    Possiamo fare poco,tutti o qusi sono abbagliati dal mito della “crescita”.
    Per una vita dignitosa,a livello occidentale,occorrerebbe che la popolazione mondiale fosse la metà.
    Stando le cose come stanno,spero solo che i disastri inevitabili non siano terminali