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Mercoledì, 2 settembre 2015

Pubblica amministrazione, avevamo sperato indicazioni più coraggiose

amministraizione

Oggi entra in vigore la legge 124/2015 in cui è previsto, tra l’altro, che siano ridefiniti i tipi di conferenza dei servizi, introducendo modelli di istruttoria pubblica per garantire la partecipazione anche telematica degli interessati al procedimento, limitatamente alle ipotesi di adozione di provvedimenti di interesse generale, in alternativa a quanto previsto dall’articolo 10 del 1990.

Inoltre, è contemplata la possibilità per le amministrazioni che abbiano partecipato alla conferenza di chiedere all’amministrazione procedente di assumere determinazioni in via di autotutela per l’annullamento e la revoca di provvedimenti. La nuova legge chiede anche che siano definiti meccanismi e termini per la valutazione tecnica e per la necessaria composizione degli interessi pubblici nei casi in cui la legge preveda la partecipazione al procedimento delle amministrazioni preposte alla tutela dell’ambiente, del paesaggio, del patrimonio storico-artistico, della salute o della pubblica incolumità.

Nella specifica delega al Governo, avremmo preferito indicazioni un po’ più coraggiose. Possiamo tuttavia considerare aperta una prospettiva per cambiare in meglio e sulla quale continuare a lavorare.

Infatti, comincia a prendere forma lo strumento per assicurare specifiche e fondamentali forme di partecipazione alla gestione del territorio nello snodo della conferenza di servizi. Aver aperto certe serrature che blindavano la possibilità di rappresentare e far valere gli interessi diffusi è importantissimo. Basti pensare a quei procedimenti per opere in campo energetico nei quali la sempre auspicabile semplificazione e speditezza del confronto tra amministrazioni comporta tuttavia il rischio di invertire il rapporto sostanziale tra interessi e limitare illegittimamente l’effettività di principi costituzionalmente garantiti.

*vicepresidente della Commissione ambiente alla Camera

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