Reato di genitorialità? Un incontro per riflettere sui cambiamenti
Elettra Deiana, Maria Pia Pizzolante
“Reato di genitorialità?”: questo il titolo dell’incontro organizzato alla Camera dei deputati – da Pink Factor e Sinistra italiana – con Melita Cavallo, già presid ente del Tribunale dei minori di Roma, e Tamar Pitch, giurista e femminista. Cecilia D’Elia ha condotto la discussione. Titolo, con punto interrogativo, volutamente provocatorio,perché a noi sembra che le grandi e veloci trasformazioni del tempo che viviamo tocchino in profondità anche la vita delle persone, i problemi più intimi e quotidiani, il sentire e il vivere gli affetti, e che il modo in cui la società nel suo complesso si misura con questi mutamenti metta in evidenza grandi difficoltà e contraddizioni.
La discussione che c’è stata al Senato sulle unioni civili (ddl Cirinnà) e le baraonde politiche che l’hanno accompagnata – soprattutto sul tema della stepchild adoption, stanno a testimoniare emblematicamente le fratture e le lontananze che attraversa no la società. Risignificare le parole, mettendole alla prova delle esperienze e dei mutamenti che viviamo: maternità, parto, nascita, madre, padre, figlio, infante, genitori, genitorialità: questo allora à lo sforzo che va fatto, la sfida che una politica all’altezza dei problemi dell’ oggi deve accettare. Da questo punto di vista l’esperienza che Melita Cavallo ha fatto come giudice dei minori e di cui ci ha parlato a lungo nell’incontro, rappresen ta un prezioso bagaglio di pensiero e di pratica.
La giudice Cavallo infatti sa mettere a valore e usare con sapienza quello che già c’è sul piano della legge e in Costituzione e sa, però, fare anche con corag gio il passo che va oltre. La legge sulle adozioni – lei l’ha puntigliosamente ricordata durante il dibattito(articolo 44 legge 184 del 1983) – semplicemente non inibisce ciò che ai tempi non era né previsto né prevedibile. Oggi l’imprevedibile è prevedibile e la legge 184, secondo la Costituzione, che non prevede discriminazioni di sorta sulle materie di cui all’articolo 3, va lo stesso utilizzata al meglio, senza discriminazioni appunto, per rispondere al meglio a ciò che i mutamenti producono. E il meglio consiste nel mettere al centro la tutela del minore. La forza della giudice Cavallo, evidente nel dibattito con noi, come in tutte le interviste e nelle dichiarazioni da lei rilasciate, viene infatti dalla sua capacità di essere dalla parte dei minori, di fare centro su di loro, maneggiando tutta la materia relativa alle adozioni, compresa la stepchild-adoption a partire da questo sguardo sulle cose.
Si deve discutere di figure genitoriali “nuove”, famiglia/famiglie che cambiano, diritti e doveri degli adulti ma a partire dai bambini. Dall’avere senso di responsabilità nei loro confronti. Perché sono i legami affettivi che contano, perché ai minori serve affetto, tutela, scambio relazionale, ed è sulla base di questo che le creature, sin dall’inizio della loro esperienza sensitiva e emotiva, identificano le figure di riferimento. La presidente insiste su questo aspetto, che è viatico per le famiglie arcobaleno: servono figure che siano persone in carne ed ossa capaci di prendersi cura dei bambini, e non quelle di un canone familiare che non c’é perché la famiglia cambia e nulla può impedirlo e, in realtà, quel canone è sempre stato alla mercé del cambiamento sociale, in epoche anche non così lontane da noi. Quando Melita Cavallo cominciò a fare la magistrata, l’Italia, dice, era piena di figli ma i bambini subivano spesso terribili vessazioni di ogni tipo, non avevano voce, potevano essere comprati, ceduti, venduti.
Il dibattito è andato avanti affrontando molti aspetti relativi al tema centrale, in particolare il ruolo della legge (TamarPicht) per ridare ordine intanto alla legge 40, affrontare al meglio possibile la materia della stepchild adoption e della surrogacy, che è sempre esistita, ha sottolineato, Melita Cavallo, sia pure in forma diversa ma non certo migliore. Sono emersi anche altri temi, come quello delicatissimo sugli affidi congiunti. Insomma un bel pacchetto su cui continuare a lavorare.
Hanno partecipato ai lavori parlamentari di SI (Celeste Costantino, Marisa Nicchi, Serena Pellegrino, Giovanna Martelli e Michle Piras), e la presidente del Crs Maria Luisa Boccia. Il capogruppo di SI Arturo Scotto ha partecipato dall’inizio alla fine dell’incontro, confermando il suo interesse politico-culturale per la materia, già dimostrato nell’attenzione data alla discussione che ha portato il gruppo – grazie ovviamente alla sua parte femminile e a Marisa Nicchi in particolare – a misurarsi con la scrittura di una avanzata mozione sulla maternità surrogata, che è stata depositata e verrà discussa in aula quando il Pd troverà la sua quadra sull’argomento. Importante infine, la presenza di diversi ragazzi e ragazze, quelli su cui i cambiamenti in generale, e quelli relazionali in particolare, più hanno effetto e più suscitano paradigmi in grado di dare risposte concrete ai malesseri dell’oggi. Con loro e con tutte e tutti gli interessati continueremo a indagare, immaginare e provare a dare le risposte che mancano.
Sinistra Ecologia Libertà





