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Martedì, 24 giugno 2014

Renzi presenta alla Camera il semestre europeo. Sel: non diamo fiducia a petizione di principio

«L’Italia intende presentarsi al semestre con un pacchetto unitario di riforme» da mettere in atto in un «arco di tempo di mille giorni: dal primo settembre 2014 al 28 maggio 2017». Lo dice Matteo Renzi alla Camera.  L’aula di Montecitorio ha poi approvato la risoluzione della maggioranza sull’intervento del premier sul prossimo consiglio europeo e sul semestre di presidenza italiano dell’Ue. I voti favorevoli sono stati 296, 169 i contrari.

Sel ha votato contro. «La risoluzione di maggioranza non è altro che una petizione di principio e non possiamo darle fiducia, comprendendo la ragione per la quale il presidente del Consiglio non ha replicato in questa aula al dibattito». È quanto ha dichiarato in aula alla Camera Arturo Scotto di Sel durante la dichiarazione di voto sulle comunicazioni del presidente del Consiglio sul semestre di presidenza italiana dell’Ue. Il semestre di presidenza Ue «non si può affrontare con superficialità o furbizia» ha aggiunto Scotto.

Per Nichi Vendola  l’intervento del premier Renzi alla Camera sul semestre di europeo, ha avuto un «andamento come di consueto propagandistico. Mentre il presidente del Consiglio- osserva conversando con i cronisti a Montecitorio- dice che si deve sfondare il muro delle politiche dell’austerità e il patto di stabilità dalla Germania dicono che non c’è nessuna possibilità. In questa Europa germanocentrica non c’è alcuna disponibilità a considerare cosa è avvenuto in Europa con il voto del 25 maggio». Per Vendola da Renzi arriva «un auspicio, un rinvio delle questioni a un futuro migliore. Per questo siamo molto critici. L’austerità non è un fenomeno di costume, è una politica che va combattuta e abbattuta», conclude Vendola.

Il testo dell’intervento in Aula del deputato di Sel Arturo Scotto

Commenti

  • claudio

    Votare contro sulla base che si ritiene La risoluzione di maggioranza “una petizione di principio e non possiamo darle fiducia…” mi sembra abbastanza deludente. Non si trattava di un provvedimento legislativo ma di un’assunzione di impegni per il semestre europeo, si vota a favore o contro sulla base del giudizio dei suoi conbtenuti non sulla base (presunta) che questi non sarà possibile attuarli. E’ una posizione sbagliata perchè basata sulla propria presunzione di poter giudicare le capacià degli altri (in questo caso che il Premier non sarà in grado di mantenere gli impegni contenuti nella risoluzione) e non sulla condivisione (politica) o meno dei contenuti.
    Certo che se questo è l’approccio che stà assumendo SEL (mi ritengo in contrapposizione al PD e dunque voto – a prescindere – contro le loro proposte, anche se per non apparire settari pubblicamnete dichiaro di giudicare di volta in volta) allora Migliore, Fava, la Piazzoni e gli altri hanno fatto proprio bene a prendere le distanze e ad uscire perchè chi ha la maggioranza del partito a deciso di rinnegare il principio su cui SEL si fondava (essere la componete critica, ma costruttiva, di un centrosinistra unito che avesse la possibilità, per la sua composizione di forze ed in termini numerici di consenso, di governare e cambiare il paese). Certamente la nuova linea assunta da SEL è del tutto legittima ma non si può allora scandalizzarsi se, essondo questa in contrapposizione con quella iniziale, se qualcuno ha deciso di separasi e di percorrere un cammino autonomo.

  • Enrico Matacena

    Dissento da Claudio, non si può votare a favore dell’ aria fritta e degli slogan propagandistici.

  • claudio

    Scusami Enrico, non per polemizzare ma per capire. Chi stabilisce a priori ciò che è aria fritta o meno? In discussione non era un provvedimento legislativo per il quale si possono valutare “di massima” gli effetti e dunque esprimere su di esso un giudizio compiuto.
    Qui stiamo parlando di una dichiarazione di intenti per il semestre europeo.
    Se non condividiamo questi intenti allora è giusto votare contro, ma allora il voto contrario deve essere motivato nel merito (motivato sul perchè si ritengono quegli intenti sbagliati) non giustificare il dissenso perchè riteniamo che il governo non sarà in grado di attuarle. In questo caso il giudizio negativo và dato ex-post (dunque alla fine e non all’inizio del periodo – semestre europeo a presidenza italiana – che interessa la dichiarazione di intenti) quando è acclarato che quegli intenti sono eventualmente stati disattesi.
    Invece ci permettiamo di stabilire ex-ante solo sulla base del pre-giudizio che ci siamo formati del governo attuale, o meglio per essere onesti verso il suo presidente (pre-giudizio perchè nessun giudizio serio e ponderato può essere maturato dopo solo pochi mesi e questo governo è in carica dalla fine di febbraio di quest’anno) dato che non vi sono divisioni politiche di fondo che ci separano da esso, altrimenti non si spiega perchè poco più di un anno fà co n il PD ci siamo presentati assieme alle elezioni.
    Cerchamo di essere un pò meno superficiali e cominciamo a renderci conto che dobbiamo imparare a stare nelle istituzioni con una maggiore obbiettività se vogliamo acquistare fiducia e consenso da parte della gente. Un consenso ed una fiducia che vadano oltre il “tifo da stadio” (che è di adesione a prescindere alla squadra – o al partito – del cuore, atto di fede) che è marginale e che mai potrà incidere seriamente sul piano politico o vogliamo illuderci che il nostro 2/3% o il 4% della lista Tsipras abbiano una sola possibilità di produrre qualche effetto concreto, essere utile per il paese oltre che per quei pochi fortunati che hanno vinto la lotteria (alcuni anche agendo in malafede come Barbara Spinelli) di un seggio parlamentare.
    Cordialmente

  • http://www.anpimacerata.it Lorenzo

    Che strano e io che pensavo
    di essere all’opposizione di un governo di emergenza, unità nazionale, larghe
    intese; chiamatelo pure come vi pare ma non mi sembra proprio che sia un
    governo di centrosinistra con il quale “ci permettiamo di stabilire ex-ante solo sulla base del
    pre-giudizio che ci siamo formati del governo attuale, o meglio per essere
    onesti verso il suo presidente (pre-giudizio perchè nessun giudizio serio e
    ponderato può essere maturato dopo solo pochi mesi e questo governo è in carica
    dalla fine di febbraio di quest’anno) dato che non vi sono divisioni politiche
    di fondo che ci separano da esso, altrimenti non si spiega perché poco più di
    un anno fa con il PD ci siamo presentati assieme alle elezioni.” Ma come
    si fa ad ignorare che “poco più di un anno fa con il PD ci siamo presentati assieme
    alle elezioni.” e che il PD ha letteralmente ribaltato, annullato,
    scardinato, usate l’aggettivo che volete, ma la sostanza è questa e ancora come
    si fa ad ignorare che si sta facendo una modifica della Costituzione che
    annulla la rappresentatività del Senato e non si capisce se verrà garantita la
    doppia lettura sulle modifiche costituzionali, che si fa una legge elettorale
    con un premio di maggioranza stratosferico (altro che legge truffa) solo
    contando sul fatto che se a qualcuno venisse in mente di ricorrere alla Corte
    Costituzionale la dichiarazione di incostituzionalità giungerebbe in ogni caso
    dopo che un altro Parlamento è stato eletto e che, per carità di patria, la
    Corte non lo dichiarerà illegittimo.

    E c’è ancora chi ci dice “che non vi sono divisioni
    politiche di fondo che ci separano da esso”; e io sarei l’estremista ? Ha,
    Ha, ha….Siamo seri, lo si dica chiaro che non si concepisce più di poter fare
    politica in altri luoghi che non siano il Parlamento, il Consiglio Regionale o
    il Consiglio Comunale. Sia chiaro, non ho alcuna nostalgia dei “duri e
    puri”: bisogna fare di tutto per essere dentro le Istituzioni, ma dovremmo
    aver imparato a capire che dentro le Istituzioni bisognerebbe portare il
    risultato di un lavoro a cavallo tra la politica, il sociale, i movimenti; cosa
    difficile a farsi ma indispensabile…. altrimenti si è “ceto
    politico” che prima o poi si convincerà che l’unico modo di fare politica
    è essere maggioranza, è stare nei posti dove si conta, in cui si può
    tranquillamente dire del PD “che non vi sono divisioni politiche di fondo che ci separano
    da esso”.

    Vi prego di credere che non
    ne faccio una questione personale (fra l’altro ho sempre ammirato il lavoro di
    Fava) ma dal punto di vista politico proprio non trovo una motivazione
    plausibile che non sia l’ammissione (realistica e sensata) dell’estrema difficoltà
    a tracciare un’altra strada. Ma Sel era nata per questo, ben consapevole delle
    difficoltà e questa scelta è stata determinata , per la gran parte, da coloro
    che oggi siedono in Parlamento ai quali mi viene spontaneo chiedere: che cosa è
    cambiato da allora ? Le maggiori difficoltà che abbiamo trovato nel costruire
    la nostra proposta, l’aggravarsi della crisi non solo economica ma anche
    politica, sociale, istituzionale, il precipitare della crisi dei partiti ecc.
    ecc. ; cioè le ragioni che ci avevano spinto a percorrere un’altra strada. Bene
    se quella strada è interrotta io penso che bisognerà trovare un sentiero,
    guadare un fiumiciattolo, cercare una via che non sia salire sul treno che ci
    passa davanti che ci porta nella direzione opposta a quella verso cui ci
    eravamo incamminati.