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Martedì, 24 giugno 2014

Riforma Senato, immunità. Stefàno: Consula organo di garanzia, così si rischia di politicizzarlo

Dario Stefano

«Sento il dovere, ma non solo in forza dell’esperienza vissuta in qualità di Presidente della Giunta delle Elezioni e delle Immunità Parlamentari del Senato, di richiamare l’attenzione sui rischi che si correrebbero qualora si dovesse affidare alla Corte Costituzionale la materia delle immunità parlamentari». E’ il commento di Dario Stefàno (Sel) alle ultime notizie in tema di riforme.

«Per uscire da un cul de sac in cui inevitabilmente precipita una discussione frettolosa e improvvisata, troppo spesso si finisce per trovare un rimedio che rischia di essere peggiore del male temuto, soprattutto se poi è funzionale a trovare un accordo di tipo politico».

«Attribuire infatti alla Consulta le decisioni in materia di arresti, intercettazioni e perquisizioni, sia per i Senatori che per i Deputati, rischia inevitabilmente di trascinare il supremo organo di garanzia nella polemica politica».

 

“E sarebbe addirittura una soluzione peggiore della tradizionale autorizzazione parlamentare a procedere ai suddetti atti restrittivi – continua Stefàno – in quanto da un lato permarrebbe la sottrazione dei relativi poteri all’autorità giudiziaria (e quindi rimarrebbe la deroga al principio di uguaglianza) e dall’altro lato si inquinerebbe l’attività del supremo organo di garanzia nel nostro ordinamento costituzionale, che verrebbe gettato nell’agone politico. Per dare un’idea di questo, sarebbe sufficiente immaginare se ad esempio la Consulta dovesse decidere sulla richiesta di arresto di Galan oppure su quello di Genovese, giusto per citare i casi più recenti”.

Commenti

  • Fabio Troiero

    Effettivamente una gran caciare per nulla… Forse che la serietà e l’onestà non dovrebbero prevalere, prima o poi… Non so, ma mi pare l’ennesima bizza demagogica del m5s (giusto per dimostrare che fanno qualcosa).

  • Fabio Traù

    sarebbe interessante capire però se Sel ha dato l’ok all’immunità parlamentare per i il nuovo Senato, considerato che i nuovi senatori hanno compiti molto differenti rispetto ai deputati, per cui non si può parlare di analogia stretta con i membri dell’altra Camera. Meglio non darla l’immunità ai senatori.

  • Dario

    No, semplicemente si tratta di stabilire se deputati e senatori devono essere indagabili come persone normali (soprattutto in virtù del loro ruolo pubblico) oppure no, perché sono più uguali di noi e sono fin troppo spesso innocenti. Per me, vale la prima, perché credo nell’eguaglianza e perché sono disgustato dagli scandali in FI e PD.