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Martedì, 11 febbraio 2014

Scuola, Petraglia: subito un piano per stabilizzare i precari. Sel aderisce al presidio di giovedì promosso da Fla-Cgil

«I precari della scuola stanno vivendo in questi giorni ulteriori problemi in aggiunta a quelli che già determina la condizione di precarietà. Sinistra Ecologia e Libertà da tempo chiede con forza un piano di stabilizzazioni per il personale docente ed ATA, per migliorare la qualità della scuola attraverso la continuità didattica e del servizio, ma anche la certezza dei diritti di chi lavorando nella scuola con regolari contratti, si trova nella condizione di dover elemosinare il pagamento dello stipendio e delle ferie non godute e la possibilità di abilitarsi». Lo dichiara la senatrice Alessia Petraglia, capogruppo di SEL in Commissione Istruzione a palazzo Madama.
«Il gruppo di SEL – prosegue Petraglia – solidarizza con tutti quei precari che assieme alla FLC CGIL hanno organizzato una manifestazione per giovedì 13 febbraio 2014, dalle ore 10,00 alle ore 13,00, davanti al MIUR. Un presidio in difesa dei diritti dei precari della scuola, includendo tutte le tematiche aperte in questi giorni: pagamento stipendi e ferie, immissioni in ruolo e rispetto dei diritti contrattuali del personale docente ed ATA, piano di stabilizzazioni per avviare un percorso di riduzione del fenomeno del precariato strutturale, soluzione rapida dei problemi inerenti la frequenza dei PAS per i docenti non abilitati».
«In questa direzione va anche l’interrogazione parlamentare che ho presentato assieme alla senatrice De Petris alla Ministra Carrozza – continua Petraglia – ovvero su quali soluzioni voglia intraprendere il Ministero per garantire l’attivazione del maggior numero possibile dei corsi PAS  e la loro conclusione in tempi compatibili con la riapertura delle graduatorie d’istituto e il conseguente inserimento in seconda fascia d’istituto. Infatti se così non fosse – conclude la senatrice di Sel – potrebbe non essere garantito il lavoro a chi non sarà abilitato al momento della riapertura delle graduatorie, pur lavorando da anni nella scuola pubblica».

Commenti

  • Marco M.

    Ma sul problema delle insegnanti del 1952, quelle che hanno raggiunto (e superato) quota 96 e non possono andare in pensione c’è qualche soluzione?
    Pensionando loro (circa 4.000) si aprirebbero anche ottime possibilità per le precarie ed i precari.